(263)In una epoca come la nostra, nella quale si è sempre tanto proclivi ad accusare di ogni nefanda impresa il clero cattolico, ci piace riprodurre, e far nostre, le seguenti parole con cui si chiude un opuscolo che abbiamo sott'occhiLes Juifs et la Hongrie devant l'Europe, parM. M. Morel. (Paris, s. a.): “La nostra ultima osservazione sarà per scagionare il partito cattolico ungherese da ogni partecipazione nella persecuzione contro gli Ebrei. Questa venne organizzata dai corifei di quel partito protestante che spinse l'Ungheria a diventare l'avanguardia della gran Germania sul Basso Danubio e in Oriente.”
(263)In una epoca come la nostra, nella quale si è sempre tanto proclivi ad accusare di ogni nefanda impresa il clero cattolico, ci piace riprodurre, e far nostre, le seguenti parole con cui si chiude un opuscolo che abbiamo sott'occhiLes Juifs et la Hongrie devant l'Europe, parM. M. Morel. (Paris, s. a.): “La nostra ultima osservazione sarà per scagionare il partito cattolico ungherese da ogni partecipazione nella persecuzione contro gli Ebrei. Questa venne organizzata dai corifei di quel partito protestante che spinse l'Ungheria a diventare l'avanguardia della gran Germania sul Basso Danubio e in Oriente.”
(264)È bensì vero che a Prato venne pubblicato mesi addietro un libello nel quale, collo appoggio delle pretese rivelazioni di un Rabbino moldavo, convertito all'ortodossia greca, si ribadisce contro gli Ebrei la sconcia accusa. Dimostreremo a suo luogo la nessuna serietà di quell'immondo libello.
(264)È bensì vero che a Prato venne pubblicato mesi addietro un libello nel quale, collo appoggio delle pretese rivelazioni di un Rabbino moldavo, convertito all'ortodossia greca, si ribadisce contro gli Ebrei la sconcia accusa. Dimostreremo a suo luogo la nessuna serietà di quell'immondo libello.
(265)L'opuscolo cui accenniamo ha tanto maggior importanza in quanto che l'autore vi si chiarisce tutt'altro che amico dei suoi antichi correligionari. Aloisio di Sonnenfels era figlio del primo Rabbino di Berlino e di tutto l'Elettorato di Brandeburgo ed, indirizzato dal padre al Rabbinato, avrebbe avuto agio di apprendere ogni segreto della religione ebraica, se questa avesse segreti, invece nell'opuscolo succitato egli scrive queste precise parole: “Chiamo Iddio in testimonio, in coscienza dell'anima mia, che non vi è al mondo, nè vi è stata, calunnia più nera di questa”. Il Sonnenfels adduce in questo suo opuscolo un argomento che ci piace far nostro. Egli dice: “Se gli Ebrei avessero d'uopo di sangue cristiano pei loro riti, perchè, anzichè arrischiare la vita per procurarselo, non lo comprerebbero con un po' di denaro dai flebotomi, negli ospitali, ecc.? Eppure non si è mai visto un Ebreo fare di siffatti acquisti!”
(265)L'opuscolo cui accenniamo ha tanto maggior importanza in quanto che l'autore vi si chiarisce tutt'altro che amico dei suoi antichi correligionari. Aloisio di Sonnenfels era figlio del primo Rabbino di Berlino e di tutto l'Elettorato di Brandeburgo ed, indirizzato dal padre al Rabbinato, avrebbe avuto agio di apprendere ogni segreto della religione ebraica, se questa avesse segreti, invece nell'opuscolo succitato egli scrive queste precise parole: “Chiamo Iddio in testimonio, in coscienza dell'anima mia, che non vi è al mondo, nè vi è stata, calunnia più nera di questa”. Il Sonnenfels adduce in questo suo opuscolo un argomento che ci piace far nostro. Egli dice: “Se gli Ebrei avessero d'uopo di sangue cristiano pei loro riti, perchè, anzichè arrischiare la vita per procurarselo, non lo comprerebbero con un po' di denaro dai flebotomi, negli ospitali, ecc.? Eppure non si è mai visto un Ebreo fare di siffatti acquisti!”
(266)Il Rev. Alessandro Mac Caul (1799–1866) non nacque ebreo, ma protestante. Fu dottissimo ebraizzante e professore di ebraico nel R. Collegio di Londra. Dimorò molti anni in Varsavia come capo della missione protestante per la conversione degli Ebrei. Lo comprendiamo fra i neofiti perchè nell'opuscoloReasons for believing that the Charge lately revived against the Jewish People is a Baseless Falsehood, scritto da lui, in occasione del fatto di Damasco, per difendere gli Ebrei, reca una dichiarazione di molti Ebrei convertiti a sua cura.
(266)Il Rev. Alessandro Mac Caul (1799–1866) non nacque ebreo, ma protestante. Fu dottissimo ebraizzante e professore di ebraico nel R. Collegio di Londra. Dimorò molti anni in Varsavia come capo della missione protestante per la conversione degli Ebrei. Lo comprendiamo fra i neofiti perchè nell'opuscoloReasons for believing that the Charge lately revived against the Jewish People is a Baseless Falsehood, scritto da lui, in occasione del fatto di Damasco, per difendere gli Ebrei, reca una dichiarazione di molti Ebrei convertiti a sua cura.
(267)Neander(Giovanni Augusto Guglielmo), uno fra' più eminenti scrittori di Storia Ecclesiastica di questi ultimi tempi, nacque addì 16 genn. 1789 a Gottinga da genitori ebrei; si chiamava propriamente Davide Mendel, ricevette dalla madre un'educazione devota, frequentò il ginnasio ed ilJohanneumd'Amburgo, si fece battezzare nel 1806, nella qual occasione cambiò nome, e studiò poi teologia ad Halle e Gottinga. Nel 1811 diede gli esami ad Eidelberga e vi fu nominato professore di teologia, si trasferì tuttavia quello stesso anno a Berlino, dietro invito di quella Università; ed ivi Neander, efficacissimo propugnatore della cosidetta “teologia pettorale”, rivestì le cariche di professore ordinario di teologia, consigliere dell'Alto Concistoro, membro del Concistoro della provincia di Brandeburgo e membro della R. Accademia delle Scienze. Morì a Berlino il 14 luglio 1850.Fra le sue numerose opere sono da notarsi:Ueber den Kaiser Julianus und sein Zeitalter(Lipsia, 1812; 2ª ed. Gotha, 1867);Der heil. Bernhard und sein Zeitalter(Berlino, 1813, 3ª ed. 1865);Genetische Entwickelung der vornehmsten gnostischen Systeme(ivi, 1818);Der heil.Johannes Chrysostomus und die Kirche in dessen Zeitalter(ivi, 1821–22, 2 vol.; 3ª ed. 1849);Denkwürdigkeiten aus derGeschichte des Christenthums und des christlichen Lebens(ivi, 1822–24, 3 vol.; 4ª ed. 1866);Antignosticus, Geist des Tertullian(ivi, 1826, 2ª ed. 1849);Allgemeine Geschichte der christlichen Religion und Kirche(Amburgo 1825–52, 6 vol. in 11 sezioni; 4ª ed. Gotha, 1863–65, 9 vol.);Kleine Gelegenheitsschriften(Berlino, 1824, 3ª ed. 1829);Geschichte derPflanzung und Leitung der christlichen Kirche durch die Apostel(ivi, 1832–33, 2 vol.; 5ª ed. 1862);Das Leben Jesu in seinem geschichtlichen Zusammenhang(ivi, 1837, 7ª ed. 1873).Jacobi pubblicò le sueWissenschaftlichen Abhandlungen(Berlino, 1851) come pure la suaChristliche Dogmengeschichte(ivi, 1857, 2 vol.), Beyschlag il suoKommentar zu den Briefen an die Korinther(ivi, 1859), Messner le sueVorlesungen über Katholicismus und Protestantismus(ivi, 1863) ed anche la suaGeschichte der christlichen Ethik(ivi, 1864).Una raccolta delle sue opere si è pubblicata a Gotha. Krabbe (Amburgo, 1852) e Rauh (Elberfeld, 1865) scrissero la sua vita.
(267)Neander(Giovanni Augusto Guglielmo), uno fra' più eminenti scrittori di Storia Ecclesiastica di questi ultimi tempi, nacque addì 16 genn. 1789 a Gottinga da genitori ebrei; si chiamava propriamente Davide Mendel, ricevette dalla madre un'educazione devota, frequentò il ginnasio ed ilJohanneumd'Amburgo, si fece battezzare nel 1806, nella qual occasione cambiò nome, e studiò poi teologia ad Halle e Gottinga. Nel 1811 diede gli esami ad Eidelberga e vi fu nominato professore di teologia, si trasferì tuttavia quello stesso anno a Berlino, dietro invito di quella Università; ed ivi Neander, efficacissimo propugnatore della cosidetta “teologia pettorale”, rivestì le cariche di professore ordinario di teologia, consigliere dell'Alto Concistoro, membro del Concistoro della provincia di Brandeburgo e membro della R. Accademia delle Scienze. Morì a Berlino il 14 luglio 1850.
Fra le sue numerose opere sono da notarsi:
Ueber den Kaiser Julianus und sein Zeitalter(Lipsia, 1812; 2ª ed. Gotha, 1867);Der heil. Bernhard und sein Zeitalter(Berlino, 1813, 3ª ed. 1865);Genetische Entwickelung der vornehmsten gnostischen Systeme(ivi, 1818);Der heil.Johannes Chrysostomus und die Kirche in dessen Zeitalter(ivi, 1821–22, 2 vol.; 3ª ed. 1849);Denkwürdigkeiten aus derGeschichte des Christenthums und des christlichen Lebens(ivi, 1822–24, 3 vol.; 4ª ed. 1866);Antignosticus, Geist des Tertullian(ivi, 1826, 2ª ed. 1849);Allgemeine Geschichte der christlichen Religion und Kirche(Amburgo 1825–52, 6 vol. in 11 sezioni; 4ª ed. Gotha, 1863–65, 9 vol.);Kleine Gelegenheitsschriften(Berlino, 1824, 3ª ed. 1829);Geschichte derPflanzung und Leitung der christlichen Kirche durch die Apostel(ivi, 1832–33, 2 vol.; 5ª ed. 1862);Das Leben Jesu in seinem geschichtlichen Zusammenhang(ivi, 1837, 7ª ed. 1873).
Jacobi pubblicò le sueWissenschaftlichen Abhandlungen(Berlino, 1851) come pure la suaChristliche Dogmengeschichte(ivi, 1857, 2 vol.), Beyschlag il suoKommentar zu den Briefen an die Korinther(ivi, 1859), Messner le sueVorlesungen über Katholicismus und Protestantismus(ivi, 1863) ed anche la suaGeschichte der christlichen Ethik(ivi, 1864).
Una raccolta delle sue opere si è pubblicata a Gotha. Krabbe (Amburgo, 1852) e Rauh (Elberfeld, 1865) scrissero la sua vita.
(268)BiesenthalGiovanni Enrico, dotto ebraizzante, nacque nel 1804, nel ducato di Posen, da una famiglia ebrea, fece studi profondi sul Talmud e si convertì al cristianesimo. Si stabilì a Berlino come agente della società di Londra per la conversione fra gli Ebrei. Fra le sue opere citeremo:Dizionario ebraico-latino, 1840;Storia della chiesa cristiana nei primi tre secoli desunta dalle fonti talmudiche, 1851;Commentario su San Luca, in ebraico talmudico, 1851;Epistola di San Paolo ai Romani ed agli Ebrei, con commentario rabbinico (1853–57). Rivide inoltre con J. C. Reichardt la versione ebraica del nuovo testamento.
(268)BiesenthalGiovanni Enrico, dotto ebraizzante, nacque nel 1804, nel ducato di Posen, da una famiglia ebrea, fece studi profondi sul Talmud e si convertì al cristianesimo. Si stabilì a Berlino come agente della società di Londra per la conversione fra gli Ebrei. Fra le sue opere citeremo:Dizionario ebraico-latino, 1840;Storia della chiesa cristiana nei primi tre secoli desunta dalle fonti talmudiche, 1851;Commentario su San Luca, in ebraico talmudico, 1851;Epistola di San Paolo ai Romani ed agli Ebrei, con commentario rabbinico (1853–57). Rivide inoltre con J. C. Reichardt la versione ebraica del nuovo testamento.
(269)Jac. Tugendholdfu censore in Varsavia e pubblicò, in ebraico ed in polacco, un'opera (Varsavia, 1844, in-8º), che contiene una raccolta di passi, ricavati da recenti ed antiche opere, circa il modo di regolarsi con persone di altra credenza. Si ha pure di lui un opuscolo (Berlino, 1858, in-8º di pag. 90)Der alte Wahn vom Blutgebrauch der Israeliten am Osterfest(che tratta appunto del preteso uso del sangue cristiano nei riti ebraici). Giova però avvertire che questo opuscolo fu tradotto in tedesco da uno che si dichiara amico della verità (von einem Freunde der Wahrheit) ed è un estratto dell'opera in polacco di detto Tugendhold, appellataObrone Israelitow, ecc., Varsavia, 1831.Anche il Tugendhold nacque israelita.
(269)Jac. Tugendholdfu censore in Varsavia e pubblicò, in ebraico ed in polacco, un'opera (Varsavia, 1844, in-8º), che contiene una raccolta di passi, ricavati da recenti ed antiche opere, circa il modo di regolarsi con persone di altra credenza. Si ha pure di lui un opuscolo (Berlino, 1858, in-8º di pag. 90)Der alte Wahn vom Blutgebrauch der Israeliten am Osterfest(che tratta appunto del preteso uso del sangue cristiano nei riti ebraici). Giova però avvertire che questo opuscolo fu tradotto in tedesco da uno che si dichiara amico della verità (von einem Freunde der Wahrheit) ed è un estratto dell'opera in polacco di detto Tugendhold, appellataObrone Israelitow, ecc., Varsavia, 1831.
Anche il Tugendhold nacque israelita.
(270)Veggasi per tutto quanto è detto sopra delle negazioni opposte alla accusa da Ebrei convertiti laReal Enciclopedia per Bibbia e TalmuddelD. J. Hamburgher, Strelitz, 1883; parteii, a. v.Zurückweisung der Blutbeschuldigung, pagina 1318–1319.
(270)Veggasi per tutto quanto è detto sopra delle negazioni opposte alla accusa da Ebrei convertiti laReal Enciclopedia per Bibbia e TalmuddelD. J. Hamburgher, Strelitz, 1883; parteii, a. v.Zurückweisung der Blutbeschuldigung, pagina 1318–1319.
(271)Un brano, ancor più concludente, del Wagenseil, riferiamo tra i documenti.
(271)Un brano, ancor più concludente, del Wagenseil, riferiamo tra i documenti.
(272)Civiltà Cattolica. Vol.v, pag. 229.
(272)Civiltà Cattolica. Vol.v, pag. 229.
(273)Factum servant de réponse au livre intitulé:Abrégé du procès fait aux Juifs de Metz(pag. 11).Riccardo Simon (1638–1712) fu celebre critico e scrittore di cose religiose; la sua maggior celebrità è dovuta alla suaStoria critica del vecchio e del nuovo testamento, per la quale ebbe a sostenere una guerra atroce da parte del Bossuet.La difesa, che il padre Simon scrisse a favore di Raffaele Levi, fu la prima sua pubblicazione che levasse qualche rumore. Sarebbe però assolutamente erroneo il giudicare il Simon un giudeofilo; combattendo la stolta accusa egli non obbediva che a quei sentimenti d'onestà ch'eran in lui connaturali. Le seguenti parole lo provino: “Io so, egli scriveva in tale proposito, che tale nazione ci odia mortalmente, ma noi dobbiamo mostrarle come pratichiamo verso di lei la massima del Vangelo che ci comanda di amare i nemici nostri”.
(273)Factum servant de réponse au livre intitulé:Abrégé du procès fait aux Juifs de Metz(pag. 11).
Riccardo Simon (1638–1712) fu celebre critico e scrittore di cose religiose; la sua maggior celebrità è dovuta alla suaStoria critica del vecchio e del nuovo testamento, per la quale ebbe a sostenere una guerra atroce da parte del Bossuet.
La difesa, che il padre Simon scrisse a favore di Raffaele Levi, fu la prima sua pubblicazione che levasse qualche rumore. Sarebbe però assolutamente erroneo il giudicare il Simon un giudeofilo; combattendo la stolta accusa egli non obbediva che a quei sentimenti d'onestà ch'eran in lui connaturali. Le seguenti parole lo provino: “Io so, egli scriveva in tale proposito, che tale nazione ci odia mortalmente, ma noi dobbiamo mostrarle come pratichiamo verso di lei la massima del Vangelo che ci comanda di amare i nemici nostri”.
(274)Civiltà Cattolica, XI serie, vol. 7, pag. 474.
(274)Civiltà Cattolica, XI serie, vol. 7, pag. 474.
(275)Raynald,Ann. Eccl., tomoxiii, a. 1235, n. 20; e 1236, n. 48.
(275)Raynald,Ann. Eccl., tomoxiii, a. 1235, n. 20; e 1236, n. 48.
(276)Raynald,op, cit., n. 84.
(276)Raynald,op, cit., n. 84.
(277)Anche il popolo talvolta rese giustizia agli Ebrei.Victor Tissotnel suo libroLes Prussiens en Allemagne(Paris, Dentu) ci narra a pag. 56: “Due lampade d'oro, sospese alla volta della Sinagoga di Worms, ardono da sette secoli in memoria di due cristiani che si fecero ammazzare per salvare dal furor popolare alcuni ebrei accusati di aver mangiato dei bambini. Ancora attualmente si celebra un servizio funebre nel giorno anniversario della loro morte.” Forse da questo tributo di gratitudine ha origine il proverbio popolare tedesco che suona:Ebrei di Vorms, buona gente.
(277)Anche il popolo talvolta rese giustizia agli Ebrei.Victor Tissotnel suo libroLes Prussiens en Allemagne(Paris, Dentu) ci narra a pag. 56: “Due lampade d'oro, sospese alla volta della Sinagoga di Worms, ardono da sette secoli in memoria di due cristiani che si fecero ammazzare per salvare dal furor popolare alcuni ebrei accusati di aver mangiato dei bambini. Ancora attualmente si celebra un servizio funebre nel giorno anniversario della loro morte.” Forse da questo tributo di gratitudine ha origine il proverbio popolare tedesco che suona:Ebrei di Vorms, buona gente.
(278)Nella stessa seduta, l'illustre statista inglese proclamava che gli Ebrei in tutti i paesi in cui vissero si sono sempre conciliati la stima generale e la benevolenza dei loro simili mercè la loro condotta ed il loro tenor di vita.
(278)Nella stessa seduta, l'illustre statista inglese proclamava che gli Ebrei in tutti i paesi in cui vissero si sono sempre conciliati la stima generale e la benevolenza dei loro simili mercè la loro condotta ed il loro tenor di vita.
(279)Le personalità ci ripugnano; ma vi sono casi nei quali lo smascherare disonesti avversari diviene un dovere. E, che l'articolaio dellaCiviltà Cattolicasia, letterariamente almeno, disonesto, lo prova a luce meridiana il seguente fatto. Nel quaderno del 3 marzo 1883 l'articolaio si è messo in testa di provare (risum teneatis), colla scorta delle profezie, che gli Ebrei abbiano una malattia speciale. La sua corta intelligenza non gli ha permesso di comprendere chele malattie,le piagheche Mosè minaccia agli Ebrei (Deut.xxviii, 61. Cfr.Salmoxliv, elxxiv) sono appunto le calunnie orribili che scrittori senza fede e senza coscienza scagliano contro di loro e le persecuzioni atroci che ne sono conseguenza,malattie e piaghedi cui però Ezechiele (xxvi, 13–15) ha anche predetto la fine. Ciò non comprendendo l'articolaio e volendo dimostrare che una malattia speciale affligge gli Ebrei, è andato a scavar fuori una dotta memoria di un medico francese, il dott. Fernando Castelain,La circoncision est-elle utile?e siccome intendeva giovarsi di questa memoria contro gli Ebrei, impudentemente e scientemente mentendo, comincia dall'affermare che il Castelain sia ebreo. Dopo di che, con quella buona fede che gli è speciale, l'autore fa dire al dott. Castelain, che vi èune maladie très repandue chez les Juifs, sciocchezza che l'autore, non ebreo ma cattolico apostolico romano, non si è mai sognato di dire, avendo egli soltanto affermato che gli Ebreiallorchè vivevano nei loro paesi(cioè venti e più secoli addietro) andavano soggetti ad una speciale malattia, prodotta dal clima, per antivenire la quale venne loro ordinata la circoncisione.Ribadiamo quindi sul viso all'articolaio l'accusa di disonestà letteraria, e siccome egli veste un abito che non gli consente di chiedere una di quelle riparazioni che s'usano fra gentiluomini, glie ne offriamo una di altro genere, e lo preghiamo di dichiarare nellaCiviltà Cattolicase la accetta, o meno. Depositi egli nelle mani dell'Eminentissimo Alimonda mille lire, diecimila ne depositeremo noi. Se il dott. Castelain è ebreo, le nostre diecimila lire andranno a beneficio di quell'Opera pia che l'articolaio designerà, se è cristiano designeremo noi l'Opera pia cui andranno le mille del reverendo articolaio. Ben inteso che nel primo caso faremo ammenda onorevole e gli chiederemo scusa di ogni nostra parola men che cortese, nel secondo ci riserbiamo il diritto di proclamarlo, sempre e dovunque, mentitore e calunniatore. Egli non accetterà però la scommessa perchè sa che provare la menzogna ci sarebbe facile, ma si trincererà dietro la pretesa sua buona fede, perchè crederà più difficile possiamo riunir prove contro di questa. Vogliamo dargli, perciò, qui, un buon consiglio. Non invochi per carità l'attenuante della buona fede; potrebbe pentirsene ed amaramente pentirsene. O taccia, o dica: ho calunniato; sarà meglio per lui.
(279)Le personalità ci ripugnano; ma vi sono casi nei quali lo smascherare disonesti avversari diviene un dovere. E, che l'articolaio dellaCiviltà Cattolicasia, letterariamente almeno, disonesto, lo prova a luce meridiana il seguente fatto. Nel quaderno del 3 marzo 1883 l'articolaio si è messo in testa di provare (risum teneatis), colla scorta delle profezie, che gli Ebrei abbiano una malattia speciale. La sua corta intelligenza non gli ha permesso di comprendere chele malattie,le piagheche Mosè minaccia agli Ebrei (Deut.xxviii, 61. Cfr.Salmoxliv, elxxiv) sono appunto le calunnie orribili che scrittori senza fede e senza coscienza scagliano contro di loro e le persecuzioni atroci che ne sono conseguenza,malattie e piaghedi cui però Ezechiele (xxvi, 13–15) ha anche predetto la fine. Ciò non comprendendo l'articolaio e volendo dimostrare che una malattia speciale affligge gli Ebrei, è andato a scavar fuori una dotta memoria di un medico francese, il dott. Fernando Castelain,La circoncision est-elle utile?e siccome intendeva giovarsi di questa memoria contro gli Ebrei, impudentemente e scientemente mentendo, comincia dall'affermare che il Castelain sia ebreo. Dopo di che, con quella buona fede che gli è speciale, l'autore fa dire al dott. Castelain, che vi èune maladie très repandue chez les Juifs, sciocchezza che l'autore, non ebreo ma cattolico apostolico romano, non si è mai sognato di dire, avendo egli soltanto affermato che gli Ebreiallorchè vivevano nei loro paesi(cioè venti e più secoli addietro) andavano soggetti ad una speciale malattia, prodotta dal clima, per antivenire la quale venne loro ordinata la circoncisione.
Ribadiamo quindi sul viso all'articolaio l'accusa di disonestà letteraria, e siccome egli veste un abito che non gli consente di chiedere una di quelle riparazioni che s'usano fra gentiluomini, glie ne offriamo una di altro genere, e lo preghiamo di dichiarare nellaCiviltà Cattolicase la accetta, o meno. Depositi egli nelle mani dell'Eminentissimo Alimonda mille lire, diecimila ne depositeremo noi. Se il dott. Castelain è ebreo, le nostre diecimila lire andranno a beneficio di quell'Opera pia che l'articolaio designerà, se è cristiano designeremo noi l'Opera pia cui andranno le mille del reverendo articolaio. Ben inteso che nel primo caso faremo ammenda onorevole e gli chiederemo scusa di ogni nostra parola men che cortese, nel secondo ci riserbiamo il diritto di proclamarlo, sempre e dovunque, mentitore e calunniatore. Egli non accetterà però la scommessa perchè sa che provare la menzogna ci sarebbe facile, ma si trincererà dietro la pretesa sua buona fede, perchè crederà più difficile possiamo riunir prove contro di questa. Vogliamo dargli, perciò, qui, un buon consiglio. Non invochi per carità l'attenuante della buona fede; potrebbe pentirsene ed amaramente pentirsene. O taccia, o dica: ho calunniato; sarà meglio per lui.
(280)Op. cit., vol.iii, pag. 62, col. 1.
(280)Op. cit., vol.iii, pag. 62, col. 1.
(281)Gen.,ix, 4 e segg. —Lev.,iii, 17;vii, 26 e 27;xvii, 12, 14;xix, 26. —Deut.,xii, 16, 23–25;xv, 23. Cfr.I. Samuele,xiv, 32, 33 e 34. —Ezecchiele,xxxiii, 25. — Che questi precetti biblici fossero rigorosamente osservati dagli Ebrei ci è poi provato dagliAtti degli Apostoli,xv, 28 e 29, nè poteva essere altrimenti se ricordiamo Maimonide aver lasciato scritto non esservi vera interpretazione della Bibbia se non quella che non si allontana dal senso naturale. Anche il Medici, acerbo nemico del nome giudaico, conferma in due luoghi questa ripugnanza degli Ebrei pel sangue. A pag. 72 della più volte citata sua opera scrive: “Si astengono parimenti dal sevo di Bue, di Capra e di Agnello e da qualsivoglia sorta di sangue, e di animale. Per non mangiare il detto sangue, scannan la bestia con molte loro superstizioni . . . . . Avanti di cuocere la carne la tengono per lo spazio di un'ora nel sale acciocchè esca tutto il sangue e poscia la lavano con diligenza.” E più innanzi a pag. 82: “Circa la proibizione del sangue è necessario sapere che in molti luoghi della Scrittura Iddio l'ha proibito.”
(281)Gen.,ix, 4 e segg. —Lev.,iii, 17;vii, 26 e 27;xvii, 12, 14;xix, 26. —Deut.,xii, 16, 23–25;xv, 23. Cfr.I. Samuele,xiv, 32, 33 e 34. —Ezecchiele,xxxiii, 25. — Che questi precetti biblici fossero rigorosamente osservati dagli Ebrei ci è poi provato dagliAtti degli Apostoli,xv, 28 e 29, nè poteva essere altrimenti se ricordiamo Maimonide aver lasciato scritto non esservi vera interpretazione della Bibbia se non quella che non si allontana dal senso naturale. Anche il Medici, acerbo nemico del nome giudaico, conferma in due luoghi questa ripugnanza degli Ebrei pel sangue. A pag. 72 della più volte citata sua opera scrive: “Si astengono parimenti dal sevo di Bue, di Capra e di Agnello e da qualsivoglia sorta di sangue, e di animale. Per non mangiare il detto sangue, scannan la bestia con molte loro superstizioni . . . . . Avanti di cuocere la carne la tengono per lo spazio di un'ora nel sale acciocchè esca tutto il sangue e poscia la lavano con diligenza.” E più innanzi a pag. 82: “Circa la proibizione del sangue è necessario sapere che in molti luoghi della Scrittura Iddio l'ha proibito.”
(282)Levi,op. cit., pag. 431. Cfr.Talmud Pesachin, fol. 35.
(282)Levi,op. cit., pag. 431. Cfr.Talmud Pesachin, fol. 35.
(283)Rabot, fol. 290, 2.
(283)Rabot, fol. 290, 2.
(284)Luisa Lateau, la famigerata stigmatizzata di Bois d'Haine nel Belgio, la quale ogni venerdì pretendeva soffrire i dolori della Passione di N. S. e sudava sangue dalle stimmate!!
(284)Luisa Lateau, la famigerata stigmatizzata di Bois d'Haine nel Belgio, la quale ogni venerdì pretendeva soffrire i dolori della Passione di N. S. e sudava sangue dalle stimmate!!
(285)Rohrbacher,Storia universale della Chiesa Cattolica. Torino, Marietti, 1869, vol.vi, pag. 558.
(285)Rohrbacher,Storia universale della Chiesa Cattolica. Torino, Marietti, 1869, vol.vi, pag. 558.
(286)Anche nell'epidemia colerica di questo anno fatti simili si ebbero a deplorare, non soltanto in Marsiglia, ma anche nel nostro Piemonte. (Cfr. un carteggio da Cuneo, 31 luglio 1884, nellaGazzetta Piemontese).
(286)Anche nell'epidemia colerica di questo anno fatti simili si ebbero a deplorare, non soltanto in Marsiglia, ma anche nel nostro Piemonte. (Cfr. un carteggio da Cuneo, 31 luglio 1884, nellaGazzetta Piemontese).
(287)Lo scopo per cui si ordiscono simili infami calunnie contro gli Ebrei è sempre un solo: il saccheggio. Chi avesse d'uopo di nuove prove per esserne convinto legga quanto scrivevasi da Pietroburgo, 30 giugno 1884, allaGazzetta Piemontese:“Eccovi ulteriori ragguagli sulla sommossa antisemitica che ebbe luogo il diciannove del corrente mese nella popolosa Nijni-Novgorod.“Verso le otto di sera di quel giorno si sparse la voce, nel sobborgo di Konovino, posto sulla riva sinistra dell'Oka, che gli Ebrei si erano impossessati d'un ragazzo e lo avevano nascosto nella sinagoga. Una folla immensa si raccolse tosto nei pressi dell'oratorio israelitico e cominciò a gridare:Morte agli ebrei!“La polizia del sobborgo essendo insufficiente per numero a calmare e disperdere la folla, mandò per soccorsi in città. Questi soccorsi però, mancando un ponte permanente sull'Oka, ritardarono ad arrivare, e la folla, spinta da alcuni facinorosi, ebbe campo a sfogare l'ingiusta ira contro gli Ebrei e le loro sostanze.“Afferrato un giovane israelita, che in quel punto passava per la via, la plebaglia lo bastonò a sangue. La folla corse quindi alla sinagoga, ne ruppe i vetri e le porte e la invase. Gl'israeliti addetti al servizio del tempio, che si erano rifugiati nelle soffitte, vennero tratti dal loro nascondiglio e battuti ancor essi.“Mentre tali valentie si compivano nella sinagoga, un altro centinaio di quei furibondi invase la casa d'un israelita impresario di costruzioni. La casa venne saccheggiata e gli abitanti assaliti a colpi di bastone e di pietre. Sei altre case furono demolite ed alcune altre saccheggiate.“Nove israeliti caddero vittime di quei forsennati. Questi disgraziati non poterono opporre alcuna resistenza, poichè a Konovino le famiglie israelite non oltrepassano la dozzina, mentre il numero dei loro assalitori saliva a parecchie centinaia.“La folla abbandonò l'inonorato campo delle sue prodezze all'arrivo della truppa, che operò centocinquanta arresti.“Il procuratore generale Murawief è partito da Pietroburgo per Nijni-Novgorod per istruire il processo.“Questa volta pare sul serio che il Governo intenda dare agli antisemiti un esempio salutare. Sarebbe ora!”LaWiener Abend Zeitungha da Pietroburgo 2 agosto, che, chiusa l'inchiesta preliminare per questi fatti, vennero chiamati a risponderne 109 persone, divise in 46 gruppi. Il processo avrà luogo in settembre davanti all'autorità militare.
(287)Lo scopo per cui si ordiscono simili infami calunnie contro gli Ebrei è sempre un solo: il saccheggio. Chi avesse d'uopo di nuove prove per esserne convinto legga quanto scrivevasi da Pietroburgo, 30 giugno 1884, allaGazzetta Piemontese:
“Eccovi ulteriori ragguagli sulla sommossa antisemitica che ebbe luogo il diciannove del corrente mese nella popolosa Nijni-Novgorod.
“Verso le otto di sera di quel giorno si sparse la voce, nel sobborgo di Konovino, posto sulla riva sinistra dell'Oka, che gli Ebrei si erano impossessati d'un ragazzo e lo avevano nascosto nella sinagoga. Una folla immensa si raccolse tosto nei pressi dell'oratorio israelitico e cominciò a gridare:Morte agli ebrei!
“La polizia del sobborgo essendo insufficiente per numero a calmare e disperdere la folla, mandò per soccorsi in città. Questi soccorsi però, mancando un ponte permanente sull'Oka, ritardarono ad arrivare, e la folla, spinta da alcuni facinorosi, ebbe campo a sfogare l'ingiusta ira contro gli Ebrei e le loro sostanze.
“Afferrato un giovane israelita, che in quel punto passava per la via, la plebaglia lo bastonò a sangue. La folla corse quindi alla sinagoga, ne ruppe i vetri e le porte e la invase. Gl'israeliti addetti al servizio del tempio, che si erano rifugiati nelle soffitte, vennero tratti dal loro nascondiglio e battuti ancor essi.
“Mentre tali valentie si compivano nella sinagoga, un altro centinaio di quei furibondi invase la casa d'un israelita impresario di costruzioni. La casa venne saccheggiata e gli abitanti assaliti a colpi di bastone e di pietre. Sei altre case furono demolite ed alcune altre saccheggiate.
“Nove israeliti caddero vittime di quei forsennati. Questi disgraziati non poterono opporre alcuna resistenza, poichè a Konovino le famiglie israelite non oltrepassano la dozzina, mentre il numero dei loro assalitori saliva a parecchie centinaia.
“La folla abbandonò l'inonorato campo delle sue prodezze all'arrivo della truppa, che operò centocinquanta arresti.
“Il procuratore generale Murawief è partito da Pietroburgo per Nijni-Novgorod per istruire il processo.
“Questa volta pare sul serio che il Governo intenda dare agli antisemiti un esempio salutare. Sarebbe ora!”
LaWiener Abend Zeitungha da Pietroburgo 2 agosto, che, chiusa l'inchiesta preliminare per questi fatti, vennero chiamati a risponderne 109 persone, divise in 46 gruppi. Il processo avrà luogo in settembre davanti all'autorità militare.
(288)Anche Mosè cedette alle idee dei tempi, non senza però aver contro di esse reagito quanto più poteva; restrinse però di assai i sacrifizi, proibì gli umani ed ordinò che gli altri non si facessero se non nel tempio, presago quasi che un giorno la distruzione del tempio, trascinerebbe seco la fine di ogni effusione di sangue.
(288)Anche Mosè cedette alle idee dei tempi, non senza però aver contro di esse reagito quanto più poteva; restrinse però di assai i sacrifizi, proibì gli umani ed ordinò che gli altri non si facessero se non nel tempio, presago quasi che un giorno la distruzione del tempio, trascinerebbe seco la fine di ogni effusione di sangue.
(289)Mœurs des Chrétiens, cap.xiii. Lo stesso Fleury, nella suaHistoire Ecclésiastique, dà prova, in questa questione, di una grande e rara imparzialità.Nel librolxxiii, cap. 40 (ed. Avignone 1777, vol.x, pag. 555) dopo aver riferito vari fatti di questo genere, addebitati agli Ebrei nel XII secolo, scrive: “Je ne vois point que jusque-là on ait formé contro les Juifs de telles accusations, qui devinrent très frequentes depuis. Les Juifs prétendent que ce sont des calomnies: mais pourquoi les chrétiens les auroient ils avancées en ce temps plutôt qu'en un autre, s'il n'y avoit eu quelque fondement?” Evidentemente il sostituto del buon Fénélon scrivendo queste parole era convinto che qualche cosa di vero ci fosse nell'accusa mossa agli Ebrei; ma egli progredisce nella sua opera e giunto al secoloxiiisi imbatte in nuovi fatti congeneri addebitati agli Ebrei, non manca, è vero, di riferirli nel librolxxxviii, cap. 40 (vol.xii, pag. 177 e segg. dell'ed. succitata) ma evidentemente pentito di quanto aveva scritto nel volume precedente, fa seguire la narrazione di tali fatti da questa dichiarazione:“Quelques auteurs disent que les Juifs commettoient ces cruautés pour avoir du sang des chrétiens, et l'employer à des remèdes ou des opérations magiques; mais les raisons qu'ils en rendent sont si honteuses et si frivoles, que je ne daigne les rapporter. Au reste je ne trouve aucun de ces faits appuyé des preuves incontestables: et il importe peu de les verifier, si ce n'est à cause de ces prétendus martyrs. Car l'église n'a intérêt que de convertir les Juifs et non pas de les détruire ou les rendre odieux.”
(289)Mœurs des Chrétiens, cap.xiii. Lo stesso Fleury, nella suaHistoire Ecclésiastique, dà prova, in questa questione, di una grande e rara imparzialità.
Nel librolxxiii, cap. 40 (ed. Avignone 1777, vol.x, pag. 555) dopo aver riferito vari fatti di questo genere, addebitati agli Ebrei nel XII secolo, scrive: “Je ne vois point que jusque-là on ait formé contro les Juifs de telles accusations, qui devinrent très frequentes depuis. Les Juifs prétendent que ce sont des calomnies: mais pourquoi les chrétiens les auroient ils avancées en ce temps plutôt qu'en un autre, s'il n'y avoit eu quelque fondement?” Evidentemente il sostituto del buon Fénélon scrivendo queste parole era convinto che qualche cosa di vero ci fosse nell'accusa mossa agli Ebrei; ma egli progredisce nella sua opera e giunto al secoloxiiisi imbatte in nuovi fatti congeneri addebitati agli Ebrei, non manca, è vero, di riferirli nel librolxxxviii, cap. 40 (vol.xii, pag. 177 e segg. dell'ed. succitata) ma evidentemente pentito di quanto aveva scritto nel volume precedente, fa seguire la narrazione di tali fatti da questa dichiarazione:
“Quelques auteurs disent que les Juifs commettoient ces cruautés pour avoir du sang des chrétiens, et l'employer à des remèdes ou des opérations magiques; mais les raisons qu'ils en rendent sont si honteuses et si frivoles, que je ne daigne les rapporter. Au reste je ne trouve aucun de ces faits appuyé des preuves incontestables: et il importe peu de les verifier, si ce n'est à cause de ces prétendus martyrs. Car l'église n'a intérêt que de convertir les Juifs et non pas de les détruire ou les rendre odieux.”
(290)Origenesin Celsum.I. Tertulliani,Apologeticus, 7.Clemens Alexandrinus,Protrept.lix, 9.Gregorius Nazianzenus,Orationes, 33, 532, C.Castor,Ap. Hist., 7.Baronius,Annales ecclesiastici, An. 120. n. 22, ecc.Epiphanius,Contra octaginta hoereses, 26 e 27.Irenaeus,i, 24.Eusebii,v,Historiae, 1.Justinus,Apologia, 50, c.HistoriaEcclesiastica,iii, 21.Eusebii,iv,Historiae, 7.Athenagoras.Justinus, 1,Apologia.Minucius Felix.
(290)Origenesin Celsum.
I. Tertulliani,Apologeticus, 7.
Clemens Alexandrinus,Protrept.lix, 9.
Gregorius Nazianzenus,Orationes, 33, 532, C.
Castor,Ap. Hist., 7.
Baronius,Annales ecclesiastici, An. 120. n. 22, ecc.
Epiphanius,Contra octaginta hoereses, 26 e 27.
Irenaeus,i, 24.
Eusebii,v,Historiae, 1.
Justinus,Apologia, 50, c.
HistoriaEcclesiastica,iii, 21.
Eusebii,iv,Historiae, 7.
Athenagoras.
Justinus, 1,Apologia.
Minucius Felix.
(291)Il dottissimo Mortara in una dissertazione pubblicata nelMosè, Antologia Israelitica, di Corfù, dell'aprile 1884, col titoloOrigine dell'accusa del cibarsi di sangue umano nelle agapi dei primi cristiani, scagiona gli Ebrei dall'accusa di aver diffusa questa calunnia contro i primi cristiani. Il dotto Rabbino prova come Minuzio Felice e Tertulliano non soltanto non abbiano attribuito agli Ebrei l'invenzione di siffatte calunnie, ma ne abbian fatto speciale addebito ai Romani. Appoggiandosi poi all'autorità del Renan (Saint Paul, p. 269 e l'Église Chrétienne, p. 306) prova come l'accusa potesse facilmente sorgere da una cattiva interpretazione delle parole del Vangelo relative al Sacramento dell'Eucarestia e fors'anche da qualche trista pratica religiosa in uso presso sette cristiane. Locchè è confermato anche dal Fleury che nello stesso capitolo, da cui abbiamo tolte le nostre citazioni, scrive: “Questi sospetti erano appoggiati dagli abbominii che i gnostici, i carpocrati ed altri eretici commettevano nelle loro assemblee.” Proseguendo poi nella sua dimostrazione il chiar. Mortara pone in luce come Eusebio, Atenagora ed altri, non escluso lo stesso Giustino, attribuiscano al diavolo le calunnie di cui eran vittima i Cristiani. Conchiude infine il chiar. autore quella parte della sua dissertazione che concerne l'argomento nostro, facendo risultare come nella epoca in cui sorsero quelle accuse contro i primi Cristiani, gli Ebrei, confusi con essi, fossero coinvolti nelle stesse persecuzioni da parte dei gentili. Locchè esclude che ne fossero gli istigatori. Infine rileva come da un lato i gentili avessero nelle loro storie numerosi esempi di atrocità e di incesti, sicchè potevano agevolmente essere indotti a pensare a siffatti delitti e ad accusarne altri, mentre gli Ebrei, cui riti siffatti furono sempre sconosciuti, non avrebbero avuto dove attingerne l'idea. — Aggiungiamo a queste osservazioni del chiarissimo Mortara che il Pamelio (1536–1587), nel suo commento a Tertuliano, espressamente nota che tale accusa deriva la sua origine dalla Cena cristiana.
(291)Il dottissimo Mortara in una dissertazione pubblicata nelMosè, Antologia Israelitica, di Corfù, dell'aprile 1884, col titoloOrigine dell'accusa del cibarsi di sangue umano nelle agapi dei primi cristiani, scagiona gli Ebrei dall'accusa di aver diffusa questa calunnia contro i primi cristiani. Il dotto Rabbino prova come Minuzio Felice e Tertulliano non soltanto non abbiano attribuito agli Ebrei l'invenzione di siffatte calunnie, ma ne abbian fatto speciale addebito ai Romani. Appoggiandosi poi all'autorità del Renan (Saint Paul, p. 269 e l'Église Chrétienne, p. 306) prova come l'accusa potesse facilmente sorgere da una cattiva interpretazione delle parole del Vangelo relative al Sacramento dell'Eucarestia e fors'anche da qualche trista pratica religiosa in uso presso sette cristiane. Locchè è confermato anche dal Fleury che nello stesso capitolo, da cui abbiamo tolte le nostre citazioni, scrive: “Questi sospetti erano appoggiati dagli abbominii che i gnostici, i carpocrati ed altri eretici commettevano nelle loro assemblee.” Proseguendo poi nella sua dimostrazione il chiar. Mortara pone in luce come Eusebio, Atenagora ed altri, non escluso lo stesso Giustino, attribuiscano al diavolo le calunnie di cui eran vittima i Cristiani. Conchiude infine il chiar. autore quella parte della sua dissertazione che concerne l'argomento nostro, facendo risultare come nella epoca in cui sorsero quelle accuse contro i primi Cristiani, gli Ebrei, confusi con essi, fossero coinvolti nelle stesse persecuzioni da parte dei gentili. Locchè esclude che ne fossero gli istigatori. Infine rileva come da un lato i gentili avessero nelle loro storie numerosi esempi di atrocità e di incesti, sicchè potevano agevolmente essere indotti a pensare a siffatti delitti e ad accusarne altri, mentre gli Ebrei, cui riti siffatti furono sempre sconosciuti, non avrebbero avuto dove attingerne l'idea. — Aggiungiamo a queste osservazioni del chiarissimo Mortara che il Pamelio (1536–1587), nel suo commento a Tertuliano, espressamente nota che tale accusa deriva la sua origine dalla Cena cristiana.
(292)Tertulliani,Apologeticus, 7, 8, 9.Origenescontra Celsum,vi, 293.
(292)Tertulliani,Apologeticus, 7, 8, 9.
Origenescontra Celsum,vi, 293.
(293)Tertull.,Ap., 50.Baron., an. 138, n. 5Bioeothanati. Sarmenticii. Semaxi.Bar.385, N. 5.
(293)Tertull.,Ap., 50.Baron., an. 138, n. 5Bioeothanati. Sarmenticii. Semaxi.Bar.385, N. 5.
(294)Svetonius,Claud., n. 25.Judæos, impulsore Christo, assidue tumultuantes Roma expulsit.
(294)Svetonius,Claud., n. 25.Judæos, impulsore Christo, assidue tumultuantes Roma expulsit.
(295)Svet.,Ner.n. 16.Affecti suppliciis Christiani, genus hominum superstitionis novae ac maleficae.
(295)Svet.,Ner.n. 16.Affecti suppliciis Christiani, genus hominum superstitionis novae ac maleficae.
(296)Tacit., 15,Annal.
(296)Tacit., 15,Annal.
(297)Quos per flagitia invisos vulgus christianos appellabat.
(297)Quos per flagitia invisos vulgus christianos appellabat.
(298)Repressaque in praesens exitiabilis superstitio.
(298)Repressaque in praesens exitiabilis superstitio.
(299)Quo omnia undique atrocia et pudenda confiuunt celebranturque.
(299)Quo omnia undique atrocia et pudenda confiuunt celebranturque.
(300)Guibertus Novigentinus, pag. 519, 520.Ademari,Chronicon, al tomoxdeiHistoriens des Gaules, pag. 159.
(300)Guibertus Novigentinus, pag. 519, 520.Ademari,Chronicon, al tomoxdeiHistoriens des Gaules, pag. 159.
(301)Grandes chroniques de France, (édit. Paulin, Paris) Cfr.Pierre Du Puy, pag. 26.
(301)Grandes chroniques de France, (édit. Paulin, Paris) Cfr.Pierre Du Puy, pag. 26.
(302)Cfr.Jules Loiseleur,La Doctrine Secrète des Templiers. Paris. Durand, 1872, Libro rarissimo, come quello che non venne tirato che a duecento soli esemplari. Quello che noi abbiamo potuto esaminare si trova nella Biblioteca Nazionale di Firenze.
(302)Cfr.Jules Loiseleur,La Doctrine Secrète des Templiers. Paris. Durand, 1872, Libro rarissimo, come quello che non venne tirato che a duecento soli esemplari. Quello che noi abbiamo potuto esaminare si trova nella Biblioteca Nazionale di Firenze.
(303)Cfr.DiariumJohannis Burchardi, pubblicato da Achille Gennarelli, pag. 193, Firenze, 1854.
(303)Cfr.DiariumJohannis Burchardi, pubblicato da Achille Gennarelli, pag. 193, Firenze, 1854.
(304)Abbiamo fedelmente tradotto il brano dell'autore da noi citato; se in esso si riscontrano delle oscurità e delle lacune, non voglia il cortese lettore farne colpa al traduttore, il quale può dire, con serena coscienza,Quod potui dedi, convinto del resto che ciò che ha dato è sufficiente a confortare le sue asserzioni.
(304)Abbiamo fedelmente tradotto il brano dell'autore da noi citato; se in esso si riscontrano delle oscurità e delle lacune, non voglia il cortese lettore farne colpa al traduttore, il quale può dire, con serena coscienza,Quod potui dedi, convinto del resto che ciò che ha dato è sufficiente a confortare le sue asserzioni.
(305)Veggasi in particolare ilTempsdel 24 giugno 1869, dove si trovano degli estratti del rapporto di Mgr. Platone, metropolitano di Mosca, all'imperatore Alessandro.
(305)Veggasi in particolare ilTempsdel 24 giugno 1869, dove si trovano degli estratti del rapporto di Mgr. Platone, metropolitano di Mosca, all'imperatore Alessandro.
(306)Gli Skoptsi, setta religiosa russa, fondata, a quanto sembra, da Selivanoff, uno dei tanti impostori che nel secolo scorso si spacciarono per l'imperatore Pietro III; trae la sua origine da una inesatta interpretazione del versetto del Vangelo di s. Matteo: (xix, 12) “Perciocchè vi sono degli Eunuchi i quali sono nati così dal ventre della madre; e vi sono degli eunuchi, i quali sono stati fatti eunuchi dagli uomini; e vi sono degli eunuchi, i quali si sono fatti eunuchi loro stessi, per lo regno de' cieli. Chi può esser capace di queste cose sialo.”IlLeroy Beaulieuconsacra a questi Skoptsi varie pagine del suo studioL'Empire des Tsars et les Russes(Revue des Deux Mondes, 1875, vol. 3, pag. 600 e seguenti). Egli però non fa parola di questo orribile addebito ed anzi scrive:“Leurs réunions sont innocentes, on y chante des chastes cantiques, et un mouton blanc ou un pain de blanche farine (Kalatch) y sert à la communion.”IKhlysty, oflagellanti, sembra abbiano avuto origine verso la metà delxviisecolo. A proposito di essi e deiskakonnys, osaltatori, che ne sarebbero una emanazione, il Leroy Beaulieu (loc. cit.) scrive:“A en croire leurs adversaires orthodoxes, des sacrifices humains et une sort de cannibalisme sacré se seraient ainsi rencontrés chez des sectaires de la Russie moderne. Chez les uns c'étaitun enfant nouveau-né, l'enfant d'une fille non mariée qu'on égorgeait après le baptême, et dont le sang et le cœur mêlés à du miel tenaient lieu d'eucharistie et du sang de l'agneau de Dieu (Mgr.Philarète,Istoria Rousskoi tserkvg). Chez d'autres . . . . . . De telles pratiques sanglantes . . . . . signalées il y a mille ans par les annales de Nestorchez les païens de la Russie, se seraient retrouvées de nos jours chez des tribus finnoises de l'empire. On est d'autant plus tenté de croire à l'exagération ou aux fantastiques illusions des récits de ce genre que le paysan russe est naturellement plus doux.”Fin qui l'illustre economista francese; dal canto nostro, senza dare in proposito nessun giudizio, osserviamo, che la pretesa mitezza del contadino russo ci sembra divenir ferocia sotto l'impero del misticismo religioso cui è grandemente inclinato. Chi non ricorda infatti i delitti di coloro che si mutilavano da sè e deistranniki(che fanno un atto meritorio dell'assassinio di un eretico), e chi non sa i vani sforzi della polizia per venire a capo deiBezpopotzidi Jaroslaw (che uccidono i neonati)?Mentre stiamo correggendo le bozze di questo capitolo, giugno 1884, i giornali politici ci recano la seguente notizia che infirmerebbe alquanto l'asserto del Leroy-Beaulieu: “Telegrafano da Pietroburgo allaFranceessere stata scoperta in Crimea una nuova setta religiosa, estremamente sanguinaria, il cui dogma è il culto di San Agostino e di Sant'Elena. I credenti di simile setta si obbligano ad uccidere tutti coloro che si rifiutassero di abbracciare la loro religione. Questi fanatici hanno già assassinato gran numero di contadini.”
(306)Gli Skoptsi, setta religiosa russa, fondata, a quanto sembra, da Selivanoff, uno dei tanti impostori che nel secolo scorso si spacciarono per l'imperatore Pietro III; trae la sua origine da una inesatta interpretazione del versetto del Vangelo di s. Matteo: (xix, 12) “Perciocchè vi sono degli Eunuchi i quali sono nati così dal ventre della madre; e vi sono degli eunuchi, i quali sono stati fatti eunuchi dagli uomini; e vi sono degli eunuchi, i quali si sono fatti eunuchi loro stessi, per lo regno de' cieli. Chi può esser capace di queste cose sialo.”
IlLeroy Beaulieuconsacra a questi Skoptsi varie pagine del suo studioL'Empire des Tsars et les Russes(Revue des Deux Mondes, 1875, vol. 3, pag. 600 e seguenti). Egli però non fa parola di questo orribile addebito ed anzi scrive:“Leurs réunions sont innocentes, on y chante des chastes cantiques, et un mouton blanc ou un pain de blanche farine (Kalatch) y sert à la communion.”IKhlysty, oflagellanti, sembra abbiano avuto origine verso la metà delxviisecolo. A proposito di essi e deiskakonnys, osaltatori, che ne sarebbero una emanazione, il Leroy Beaulieu (loc. cit.) scrive:“A en croire leurs adversaires orthodoxes, des sacrifices humains et une sort de cannibalisme sacré se seraient ainsi rencontrés chez des sectaires de la Russie moderne. Chez les uns c'étaitun enfant nouveau-né, l'enfant d'une fille non mariée qu'on égorgeait après le baptême, et dont le sang et le cœur mêlés à du miel tenaient lieu d'eucharistie et du sang de l'agneau de Dieu (Mgr.Philarète,Istoria Rousskoi tserkvg). Chez d'autres . . . . . . De telles pratiques sanglantes . . . . . signalées il y a mille ans par les annales de Nestorchez les païens de la Russie, se seraient retrouvées de nos jours chez des tribus finnoises de l'empire. On est d'autant plus tenté de croire à l'exagération ou aux fantastiques illusions des récits de ce genre que le paysan russe est naturellement plus doux.”
Fin qui l'illustre economista francese; dal canto nostro, senza dare in proposito nessun giudizio, osserviamo, che la pretesa mitezza del contadino russo ci sembra divenir ferocia sotto l'impero del misticismo religioso cui è grandemente inclinato. Chi non ricorda infatti i delitti di coloro che si mutilavano da sè e deistranniki(che fanno un atto meritorio dell'assassinio di un eretico), e chi non sa i vani sforzi della polizia per venire a capo deiBezpopotzidi Jaroslaw (che uccidono i neonati)?
Mentre stiamo correggendo le bozze di questo capitolo, giugno 1884, i giornali politici ci recano la seguente notizia che infirmerebbe alquanto l'asserto del Leroy-Beaulieu: “Telegrafano da Pietroburgo allaFranceessere stata scoperta in Crimea una nuova setta religiosa, estremamente sanguinaria, il cui dogma è il culto di San Agostino e di Sant'Elena. I credenti di simile setta si obbligano ad uccidere tutti coloro che si rifiutassero di abbracciare la loro religione. Questi fanatici hanno già assassinato gran numero di contadini.”
(307)Raynoldad. an. 1308.
(307)Raynoldad. an. 1308.
(308)Infinite erano le accuse assurde mosse contro gli Ebrei nel medio evo. Il favore di cui essi godevano da parte degli Arabi infedeli era causa di nuove persecuzioni nei paesi cristiani. Gli Ebrei del mezzodì della Francia furono accusati di aver chiamati i Saraceni per liberarsi dalla crudele tirannia del vescovo di Tolosa. Nell'xisecolo gli Ebrei di Orléans sono accusati di avere eccitati i Mussulmani di Gerusalemme a profanare il sacro sepolcro. L'accusa è assurda, ma basta a dar pretesto a lunghe e sanguinose persecuzioni, (Cfr.Dom. Bouquet,Recueil des Hist. de France, tom.xii, pag. 240 eRodulph. Glabr.ap. Sism., tom.iv). Nel 1222 in Germania sono accusati di favorire le conquiste dei Persiani e dei Tartari (Cfr.Basnage,op. cit., pag. 1862). Insomma basta che una sciagura minacci un paese, perchè tosto se ne accusino gli Ebrei. Non basterebbe poi lo intiero volume se volessimo riferire tutte le strane dicerie che ebbero corso fra le plebi sul conto degli Ebrei, e che forse oggi ancora non sono del tutto bandite dalle menti più rozze. Vi fu chi disse che l'ebreo uscendo dall'alvo materno abbia una mano piena di sangue; altri che ogni ebreo porti seco dalla nascita una macchia, od una piaga, che si inciprignisce ogni mese; si farneticò che in mano ad ogni ebreo moribondo si pongano tre pietruzze perchè entrando in paradiso le scagli contro N. S. Gesù Cristo e si arrivò persino ad asserire un fatto che tutti possono coi loro occhi verificare falso; cioè che ogni qualvolta imperversa un temporale, ravvisando nell'infuriare della natura un segno precursore della venuta del Messia, spalanchino le finestre perchè questi possa più agevolmente entrare in casa loro!!Di fronte a cosiffatte accuse diviene inutile soffermarsi su tutte le altre che nel medio evo si rivolgevano agli Ebrei, come ad esempio di prestare un'adorazione idolatra ai libri della Bibbia, di tosare le monete, di bestemmiare, ecc., ecc. La falsità evidente delle une, basti a provare la falsità delle altre.
(308)Infinite erano le accuse assurde mosse contro gli Ebrei nel medio evo. Il favore di cui essi godevano da parte degli Arabi infedeli era causa di nuove persecuzioni nei paesi cristiani. Gli Ebrei del mezzodì della Francia furono accusati di aver chiamati i Saraceni per liberarsi dalla crudele tirannia del vescovo di Tolosa. Nell'xisecolo gli Ebrei di Orléans sono accusati di avere eccitati i Mussulmani di Gerusalemme a profanare il sacro sepolcro. L'accusa è assurda, ma basta a dar pretesto a lunghe e sanguinose persecuzioni, (Cfr.Dom. Bouquet,Recueil des Hist. de France, tom.xii, pag. 240 eRodulph. Glabr.ap. Sism., tom.iv). Nel 1222 in Germania sono accusati di favorire le conquiste dei Persiani e dei Tartari (Cfr.Basnage,op. cit., pag. 1862). Insomma basta che una sciagura minacci un paese, perchè tosto se ne accusino gli Ebrei. Non basterebbe poi lo intiero volume se volessimo riferire tutte le strane dicerie che ebbero corso fra le plebi sul conto degli Ebrei, e che forse oggi ancora non sono del tutto bandite dalle menti più rozze. Vi fu chi disse che l'ebreo uscendo dall'alvo materno abbia una mano piena di sangue; altri che ogni ebreo porti seco dalla nascita una macchia, od una piaga, che si inciprignisce ogni mese; si farneticò che in mano ad ogni ebreo moribondo si pongano tre pietruzze perchè entrando in paradiso le scagli contro N. S. Gesù Cristo e si arrivò persino ad asserire un fatto che tutti possono coi loro occhi verificare falso; cioè che ogni qualvolta imperversa un temporale, ravvisando nell'infuriare della natura un segno precursore della venuta del Messia, spalanchino le finestre perchè questi possa più agevolmente entrare in casa loro!!
Di fronte a cosiffatte accuse diviene inutile soffermarsi su tutte le altre che nel medio evo si rivolgevano agli Ebrei, come ad esempio di prestare un'adorazione idolatra ai libri della Bibbia, di tosare le monete, di bestemmiare, ecc., ecc. La falsità evidente delle une, basti a provare la falsità delle altre.
(309)Adv. Jud., Hom. 1, pag. 391; Hom. 3, pag. 439. Cfr.Basnage,Hist. des Juifs,v, 1668.
(309)Adv. Jud., Hom. 1, pag. 391; Hom. 3, pag. 439. Cfr.Basnage,Hist. des Juifs,v, 1668.
(310)Non mancò neppure chi, volendo scusare gli Ebrei dalla turpe accusa, sostenne che tali omicidii di bambini sarebbero stati commessi da Ebrei per compiere col sangue ricavatone sortilegi, magie ed altre operazioni diaboliche. Esaminiamo dapprima se la pratica di tali sortilegi sia conciliabile colla religione mosaica.Son noti a tutti i precetti della Bibbia che vietano agli Ebrei i sortilegi e le arti magiche di qualsivoglia natura, precetti riconfermati dal Talmud in più e più luoghi.E gli Ebrei si mantennero generalmente ligi a tali precetti, anche quando i popoli fra cui vivevano erano infetti di pregiudizi di ogni natura.Maimonide, il massimo fra gli scrittori ebrei, è l'autore di una lettera ai Rabbini di Marsiglia, in cui demolisce le basi dell'astrologia giudiziaria, lettera che fu approvata da due papi: Sisto V ed Urbano VII (Const. XVII.Bullariit.ii).La ripugnanza degli Ebrei per le arti magiche ci è poi confermata dal seguente brano delModena, (op. cit., p.v, c.ii, pag. 113). . . . . .“Il dar fede ad ogni qual si sia sorte di Auguri alla giuditiaria, tutti sortilegii, Geomantia, Chiromantia et ogni simile divinatione hanno per grave peccato.Et molto più operar qualsivoglia Negromantia, Magia, Prestigii, Theorgia, scongiuri di demoni o d'angioli, cercar responsii da morti et ogni cosa di queste espresse e comprese dalDeut.xviii, 10, 13.”Non ci si dica che gli Ebrei seguaci della Cabala poterono consacrarsi alla Magia, perchè le dottrine cabalistiche, da cui non fu alieno neppure san Gerolamo, (Hieron.,Ep.155,ad Paulam Urbicam, pag. 1307 e 1308.Basnage,op. cit., lib.iii, cap. 24, pag. 1016, 1017), non hanno niente di comune colla magia. Dopo ciò, se fosse provato che qualche ebreo ha ucciso un fanciullo cristiano per adoperare il suo sangue in operazioni magiche, l'autore di tale nequizia non potrebbe considerarsi che come apostata dalla propria religione, nè più nè meno di quello che siano a considerarsi apostati dal Cristianesimo tutti coloro che ad arti magiche, ed a sortilegi si consacrarono.
(310)Non mancò neppure chi, volendo scusare gli Ebrei dalla turpe accusa, sostenne che tali omicidii di bambini sarebbero stati commessi da Ebrei per compiere col sangue ricavatone sortilegi, magie ed altre operazioni diaboliche. Esaminiamo dapprima se la pratica di tali sortilegi sia conciliabile colla religione mosaica.
Son noti a tutti i precetti della Bibbia che vietano agli Ebrei i sortilegi e le arti magiche di qualsivoglia natura, precetti riconfermati dal Talmud in più e più luoghi.
E gli Ebrei si mantennero generalmente ligi a tali precetti, anche quando i popoli fra cui vivevano erano infetti di pregiudizi di ogni natura.
Maimonide, il massimo fra gli scrittori ebrei, è l'autore di una lettera ai Rabbini di Marsiglia, in cui demolisce le basi dell'astrologia giudiziaria, lettera che fu approvata da due papi: Sisto V ed Urbano VII (Const. XVII.Bullariit.ii).
La ripugnanza degli Ebrei per le arti magiche ci è poi confermata dal seguente brano delModena, (op. cit., p.v, c.ii, pag. 113). . . . . .“Il dar fede ad ogni qual si sia sorte di Auguri alla giuditiaria, tutti sortilegii, Geomantia, Chiromantia et ogni simile divinatione hanno per grave peccato.
Et molto più operar qualsivoglia Negromantia, Magia, Prestigii, Theorgia, scongiuri di demoni o d'angioli, cercar responsii da morti et ogni cosa di queste espresse e comprese dalDeut.xviii, 10, 13.”
Non ci si dica che gli Ebrei seguaci della Cabala poterono consacrarsi alla Magia, perchè le dottrine cabalistiche, da cui non fu alieno neppure san Gerolamo, (Hieron.,Ep.155,ad Paulam Urbicam, pag. 1307 e 1308.Basnage,op. cit., lib.iii, cap. 24, pag. 1016, 1017), non hanno niente di comune colla magia. Dopo ciò, se fosse provato che qualche ebreo ha ucciso un fanciullo cristiano per adoperare il suo sangue in operazioni magiche, l'autore di tale nequizia non potrebbe considerarsi che come apostata dalla propria religione, nè più nè meno di quello che siano a considerarsi apostati dal Cristianesimo tutti coloro che ad arti magiche, ed a sortilegi si consacrarono.
(311)“Depuis près de deux mille ans cette misérable Nation est eparse sur la terre, elle en est l'excrément, la malédiction, la raclure, elle gémit dans une longue et cruelle captivité”(Jurieu,L'accomplissement des Prophéties, t. 3, 12. Rotterdam, 1690, pag. 205).
(311)“Depuis près de deux mille ans cette misérable Nation est eparse sur la terre, elle en est l'excrément, la malédiction, la raclure, elle gémit dans une longue et cruelle captivité”(Jurieu,L'accomplissement des Prophéties, t. 3, 12. Rotterdam, 1690, pag. 205).
(312)De Rossi,Dizionario storico degli autori ebrei, a. v.
(312)De Rossi,Dizionario storico degli autori ebrei, a. v.
(313)vii, 17, 20;xii, 7, 22, 23.
(313)vii, 17, 20;xii, 7, 22, 23.
(314)Cfr.Archives Israélites, 1º marzo 1862, pag. 163 e 164, eD. H. Streak.Monatsbb.ii(1882), pag. 221 e segg. tolto dall'Evang. Kirchenzeitung, 12 agosto 1882.
(314)Cfr.Archives Israélites, 1º marzo 1862, pag. 163 e 164, eD. H. Streak.Monatsbb.ii(1882), pag. 221 e segg. tolto dall'Evang. Kirchenzeitung, 12 agosto 1882.
(315)Prima Epistola di S. Giovanni,i, 5.
(315)Prima Epistola di S. Giovanni,i, 5.
(316)Genesi,i, 2.
(316)Genesi,i, 2.
(317)Genesi,vi, 2.
(317)Genesi,vi, 2.
(318)Prima Epistola di S. Giovanni,iii, 9.
(318)Prima Epistola di S. Giovanni,iii, 9.
(319)Schmidt,Hist. des Cathares,ii, pag. 22, e gliActes de l'inquisition de Carcassonne, 1247, che conservansi manoscritti nella Biblioteca Imperiale di Parigi.
(319)Schmidt,Hist. des Cathares,ii, pag. 22, e gliActes de l'inquisition de Carcassonne, 1247, che conservansi manoscritti nella Biblioteca Imperiale di Parigi.
(320)Ancora in pieno secolo decimonono il Rohrbacher nella suaStoria della Chiesa(Torino, Marietti, vol.i, pag. 374) premette ad un rapido cenno sui sacrifizi umani queste parole:“Satana, il Dio di questo secolo, è non solo uno spirito di superbia, usurpatore degli onori celesti, uno spirito immondo che spinge l'uomo a impurità d'ogni fatta; ma egli fu altresì omicida fin da principio, ed è questo un terzo carattere dell'impero che egli ha esercitato sulla terra sotto il nome d'idolatria.”Se così si ragiona ai tempi nostri, come si sarà ragionato un quindici o sedici secoli fa?
(320)Ancora in pieno secolo decimonono il Rohrbacher nella suaStoria della Chiesa(Torino, Marietti, vol.i, pag. 374) premette ad un rapido cenno sui sacrifizi umani queste parole:
“Satana, il Dio di questo secolo, è non solo uno spirito di superbia, usurpatore degli onori celesti, uno spirito immondo che spinge l'uomo a impurità d'ogni fatta; ma egli fu altresì omicida fin da principio, ed è questo un terzo carattere dell'impero che egli ha esercitato sulla terra sotto il nome d'idolatria.”
Se così si ragiona ai tempi nostri, come si sarà ragionato un quindici o sedici secoli fa?