Traduzione del Firmano accordato da S. M. imperiale il Sultano Abd-el-Medijd agli Israeliti del suo impero.
Sulla domanda di SirMoses Montefiore,membro della Società Reale,ed a lui consegnato a Costantinopoli, da Sua EccellenzaReschid-Pascià,ministro degli affari esteri della Porta Ottomana,l'11Hesvan5601, 13del mese di Ramazan1256,corrispondente al7novembre1840.
Firmano indirizzato al Capo della Giustizia a Costantinopoli, in testa del quale Sua Maestà Imperiale ha scritto di sua propria mano le parole seguenti: “Si eseguiscano gli ordini contenuti nel presente Firmano.”
Un antico pregiudizio esisteva contro gli Ebrei. Gli ignoranti credevano che gli Ebrei avessero l'uso di fare dei sacrifizi umani per impiegare il sangue nelle solennità della loro pasqua.
In conseguenza di questa opinione, gli Ebrei di Damasco e di Rodi (sudditi del nostro impero) vennero perseguitati da altre nazioni. Le calunnie inventate contro questi Ebrei, e le vessazioni alle quali vennero esposti, pervennero sino al nostro trono imperiale.
Non ha gran tempo che taluni Ebrei, abitanti nell'isola di Rodi, vennero tradotti a Costantinopoli, dove furono messi in istato di accusa e giudicati in conformità della nuova legislazione. La falsità delle accuse che loro si movevano venne completamente provata. Tutto quanto l'equità e la giustizia esigevano venne fatto per loro.
In oltre i libri religiosi degli Ebrei vennero sottoposti all'esame di uomini istruiti, assai versati nella loro letteratura teologica. Il risultato di questo esame dimostrò essere estremamente vietato agli Ebrei di fare uso non soltanto di sangue umano, ma persino di sangue d'animali. Necessaria conseguenzadi questa proibizione è, che le accuse portate contro loro ed il loro culto non sono che pure calunnie.
Per questi motivi, e per l'affezione che portiamo a tutti i nostri sudditi, non possiamo permettere che la nazione ebraica (la cui innocenza nell'appostole delitto venne già riconosciuta) sia vessata e tormentata a proposito di accuse che non hanno nessun fondamento di verità. Ma vogliamo che conforme alloHatti-scerif(359)promulgato a Gulhanè, la nazione ebraica posseda gli stessi vantaggi e goda degli stessi privilegi accordati alle altre nazioni sottoposte alla nostra autorità.
La nazione ebraica sarà protetta e difesa.
In conseguenza di questo divisamento nostro abbiam dato gli ordini i più positivi perchè gli Ebrei residenti in tutte le parti del nostro impero sieno d'ora innanzi protetti al pari di tutti gli altri sudditi della Sublime Porta, perchè nessuno possa in verun modo molestarli se non per giusta cagione, nè nello esercizio della loro religione, nè in quanto concerne la loro sicurezza e tranquillità.
In conseguenza, il presente firmano rivestito in testa della nostra firma, ed emanato dalla nostra Cancelleria imperiale, venne rilasciato alla nazione ebrea.
Così, dopo aver preso cognizione del presente firmano, voi, capo della magistratura, avrete gran cura di conformarvi strettamente a quanto esso dispone, e per impedire che in avvenire nulla si faccia in contraddizione di quanto esso dispone, lo farete registrare negli archivi del Tribunale. Lo rimetterete in seguito alla nazione israelitica, e veglierete scrupolosamente all'esecuzione dei Nostri ordini e della Nostra volontà sovrana.
Dato a Costantinopoli, il 12 Ramazan 1256 (6 novembre 1840).
(359)Hatti-scerifdicesi in Turchia un'Ordinanza sovrana che porta un segno fatto di propria mano dal Sovrano. È parola persiana, formata da due parole arabeKhatt(linea, scrittura) escerif(illustre).Hatt-humaiun, anche dal persianokumaiun(reale), ha lo stesso significato.
(359)Hatti-scerifdicesi in Turchia un'Ordinanza sovrana che porta un segno fatto di propria mano dal Sovrano. È parola persiana, formata da due parole arabeKhatt(linea, scrittura) escerif(illustre).Hatt-humaiun, anche dal persianokumaiun(reale), ha lo stesso significato.