Discorso dell'Em. Cardinale E. O. ManningArcivescovo di Westminster.
Abbiamo detto che gli avversari sistematici degli Ebrei non devono cercarsi nel partito che comunemente si designa col nome di clericale; il seguente discorso pronunciato dall'Em.moCardinale Manning(362), in unmeetingtenuto a Londra per protestare contro i maltrattamenti cui son fatti segno gli Ebrei della Russia, è la più eloquente conferma delle parole nostre.
Mylord, Signore e Signori,
Ho spesso dovuto proporre mozioni in assemblee simili a questa, ma non ricordo di averne mai proposto alcuna con una convinzione più perfetta della mia ragione, e con un più completo assenso della mia coscienza. Prima di continuare sarà forse miglior consiglio leggervi questa mia mozione. Essa è così concepita:“Questa Assemblea, pur riconoscendo di non aver nè diritto, nè desiderio di ingerirsi negli affari interni di un altro paese, e pur desiderando che le relazioni le più amichevoli tra l'Inghilterra e la Russia vengan continuate,crede suo debito manifestare l'avviso, che le leggi della Russia che risguardano gli Ebrei, tendono ad avvilirli agli occhi della popolazione cristiana, e ad esporre gli Ebrei russi ai furori di una ignoranza fanatica.”Io non ho bisogno di dirvi che noi non siamo qui adunati per uno scopo politico. Se vi fosse la menoma traccia di politica, io non sarei qui. È perchè io credo che noi siamo ben al disopra delle passioni e delle lotte politiche, che noi siamo nella serena regione delle simpatie e della giustizia umana che oggi io mi trovo qui. Posso anche dichiarare che nulla è più lontano dalle mie intenzioni — sono convinto che voi siete del mio avviso — che di far cosa che fosse come una infrazione a quelle leggi di pace, d'ordine e di mutuo rispetto che uniscono le nazioni fra di loro o di tentare d'intervenire o d'ingerirsi nella legislazione interna della Russia (applausi). Io sono anche costretto a dichiarare che partecipo di tutto cuore ai sentimenti di venerazione espressi dal nobile Conte [di Shaftesbury] verso la Famiglia Imperiale di Russia. Non si può aver osservato quella famiglia durante questi ultimi anni, non si può pensare alla posizione dell'Imperatore attuale senza provare una profonda simpatia che ci impedisce ogni intenzione di usare una sola parola che possa ferire l'animo dello Czar (applausi). Io posso adunque dichiarare in modo assoluto che non una delle mie parole — e credo poter parlare in nome di voi tutti — si scosterà intenzionalmente dalla venerazione dovuta ad una persona gravata d'una responsabilità così pesante come quella che è toccata in sorte all'Imperatore di Russia. Di più posso dire, pur non volendo toccare alla questione della legislazione interna della Russia, che esistono leggi più forti di tutta la legislazione russa, leggi che sono egualmente imperative a Londra, a Pietroburgo ed a Mosca, — le leggi della umanità, della natura e di Dio, che sono il fondamento di tutte le altre leggi; e se in una legislazione qualsiasi esse sono poste in non cale, tutte le nazioni dell'Europa cristiana, tutta la comunione degli uomini civili e cristiani, avranno all'istante il diritto di protestare apertamente contro di essa (applausi).Ed ora bisogna che io tocchi un argomento che, lo confesso, mi ha recato molto dolore. Noi abbiamo tutti seguito durante un anno ciò che in Germania si chiama il movimento antisemitico. Io provo, guardandolo, due sentimenti: prima un sentimento d'orrore, perchè tende a rovesciare i fondamenti della vita sociale, poi un sentimento grandissimo di paura, perchè può tendere ad eccitare ancora l'odio che ha già fatto esplosione in Russia e che potrebbe estendersi maggiormente. Ho letto con molto dispiacere un elaboratissimo articolo, pieno, non vi ha dubbio, di osservazioni esatte, scritto in Prussia e pubblicato nelNineteenth Century, in cui si descrivono le animosità sociali, le gelosie e le rivalità che dominano ora in quel paese. Leggendo questo articolo, il mio primo sentimento fu il dolore di vedere che il potere e la forza dell'Antico Testamento, sieno nel Ducato di Brandeburgo così superiori al Nuovo. Io sono afflitto vedendo che una società imbevuta di razionalismo non abbia abbastanza cristiana dottrina, cristiano potere, cristiano carattere e cristiana virtù, per rendere impossibile che il popolo ebreo per quanto sia colto, raffinato, laborioso ed energico, faccia tremare la società cristiana di quel grande Regno. Ho letto, del pari con dolore, le narrazioni sulla condizione degli Ebrei russi e le accuse di cui sono l'oggetto. Se vi accenno prego i miei amici israeliti che mi ascoltano di credere che le respingo con incredulità e disgusto. Leggo che la causa degli avvenimenti in Russia, è che gli Ebrei fanno dei mestieri infami, che sono usurai, immorali, demoralizzatori e non so che altro ancora. Leggendo quelle accuse io mi chiedevo: l'oltraggio è forse un rimedio? Si potranno forse guarire con l'oltraggio, l'assassinio, le abbominazioni di ogni specie? Non imitano essi quelli che dovrebbero insegnar loro una morale più alta? E dato pur fosse vero, locchè non credo, che essi fossero in queste condizioni, non gravitano forse su di loro leggi deplorevoli? Vi ha cosa che maggiormente avvilisca gli uomini che il precludere alla loro energia, alla loro intelligenza, alla loro industria, tutte le carriere onorevoli della vita (applausi). Vi ha cosa che maggiormente degradiod irriti l'uomo che il dirgli: “voi non potete andar oltre questo limite — voi non potete accostarvi a più di quindici miglia da questo confine; — voi non potete dimorare in questa città — voi siete costretto a dimorare in questa provincia?” (applausi). Non so se vi sia qualcuno che possa credere che tutta la popolazione non sia colpita in fondo all'anima da tali leggi, e se è possibile il renderla peggiore questo è certamente il modo di riescirvi. Si fanno questi rimproveri agli Israeliti russi. Perchè non si fanno anche agli Israeliti tedeschi? Gli autori del movimento antisemitico confessano essi stessi che gli Israeliti in Germania sono superiori ai loro concittadini (applausi). Perchè simili accuse non si muovono contro gli Israeliti francesi? (applausi). Vi ha una carriera di utilità pubblica, una via di onore civile o militare nella quale gli Israeliti non abbiano camminato a fianco dei loro concittadini? Se queste accuse si fanno agli Israeliti della Russia, chi vorrebbe farle a quelli d'Inghilterra? (vivi applausi). Per rettitudine, coltura, generosità, carità, per tutte le grazie e per tutte le virtù insomma che abbelliscono l'umanità, dove si troveranno, io lo domando, esempi più brillanti, più pieni della vera grandezza umana, che in questo ramo della razza ebraica? (Applausi immensi.Una voce grida:Grazie!).Ed ora ci si dice che non devesi prestar fede alle narrazioni di quelle atrocità. Io domando se nei giornali del continente si stampassero lunghe e particolareggiate narrazioni di omicidii, di rapine e di altre atrocità commesse nelle parti le più frequentate di Londra, se si asserisse che il Lord Maire vi ha assistito, che la polizia è rimasta inoperosa, che le guardie della Torre hanno fatto causa comune colla folla, voi o Mylord [il Lord Mayor di Londra, che presiedeva all'adunanza], ringraziereste, credo, chiunque vi fornisse occasione di smentire simili racconti. Ebbene io dico che noi, con quanto facciamo, rendiamo un gran servigio alle Autorità ed al Ministero russo, e credo che ciò sarà una consolazione pel gran principe che regna su quel vasto impero (applausi). Ma supponiamo un istante che queste cose siano vere — ed io non appoggio la miaipotesi della credibilità di quei fatti su quanto ne stamparono ilTimeso laPall Mall Gazetteche se ne è resa garante. — Io ne ho delle prove in mano (applausi). Donde le traggo? Da un documento ufficiale del Ministro dell'Interno, il generale Ignatieff. Nella mozione che io vi ho presentato si parla delle leggi della Russia rispetto ai sudditi Ebrei. Io non pretendo esser giurista nel diritto inglese ed ancor meno nel diritto russo; io non pretendo decidere ciò che siano su questo punto le leggi della Russia, e non saprei che dire su questa mozione, se non avessi in mano un rescritto di una grande importanza. Spero che non lo si dirà falso. Queste orribili atrocità durarono i mesi di maggio, giugno e luglio. In agosto comparve questo documento. Comincia coll'affliggersi e col desolarsi, ma di che? Delle atrocità forse che furono commesse contro gli Ebrei, sudditi dello Czar? Oh no! ma bensìdella triste condizione dei Cristiani nelle provincie meridionali. Poi dice che la principale causa di questimovimenti e tumulti, come li chiama, ai qualila nazione russa era sino ad ora rimasta straniera, è una causa commerciale; continua dicendo che la condotta degli Ebrei provocò delle proteste da parte del popolo il qualemanifestò la sua indignazione; ed in che modo? lo si crederebbe? colla violenza ed il saccheggio. Infine il Ministro dell'Interno ci dice cheil paese è esposto a dei segreti intrighi, che sono, come è noto, la vera causa dell'agitazione. Se la forma di questo documento è calma, la rettorica e le insinuazioni vi sono incendiarie, ed io duro fatica a comprendere come il popolo Russo, avuto questo rescritto nelle mani, non siasi trovato incoraggiato a continuare nelle sue violenze (applausi). Il documento continua e dice: “Abbiamo nominato una Commissione per eseguire un'inchiesta...” su che? Prima di tutto “sui mestieri esercitati dagli Ebrei che arrecano nocumento agli abitanti delle rispettive località;” in secondo luogo — prego l'Assemblea di volerlo ben notare — “sulle cause che impediscono l'applicazione delle leggi esistenti, che restringono i diritti degli Ebrei di comperare e condurre terre, di darsi al commercio dei liquori ed all'usura;” in terzo luogo “sulle modificazioni daintrodursi in queste leggi perchè gli Ebrei non possano più eluderle, e sull'esame delle nuove leggi che sarebbero necessarie per metter fine alla loro perniciosa condotta.” Finalmente oltre le risposte a tali questioni dovevansi riunire notizie: 1º sull'usura esercitata dagli Ebrei nei loro affari coi Cristiani, nelle città, borghi e villaggi; 2º sul numero delle osterie; 3º sul numero delle persone attualmente al servizio degli Ebrei; 4º sull'estensione dei loro terreni ed infine sul numero degli agricoltori ebrei. Ecco dunque le leggi russe concernenti gli Ebrei dell'Impero. Io vorrei chiedere qual rimedio sia possibile per una popolazione sottoposta ad un simile regime. Forse nell'accrescimento delle penalità? o nella incapacità di possedere terreni? o nella proibizione di mandare i giovinetti israeliti negli stabilimenti d'istruzione superiore? Tutto ciò venne fatto. Ma io credo che il rimedio sia in questi due provvedimenti: primo, l'applicazione formale della legge cristiana in tutta la sua intierezza. Non è con simili leggi che i Cristiani hanno guadagnato il mondo ed acquistato il regolare potere di amministrare la giustizia fra gli uomini, e non sarà che con leggi diverse che il gran potere imperiale della Russia riunirà la popolazione dell'impero ai suoi sudditi israeliti (applausi). L'altro rimedio è la condanna severa e rigorosa di tutti i malfattori, unita alla concessione, del paro ferma, di tutti i diritti che la legge naturale e divina accorda ad ogni uomo. Ciò è necessario per proteggere la vita e le persone, la loro sicurezza ed i loro beni, ciò costituisce la libertà umana, tutto ciò — e nulla di meno — è necessario per prevenire i mali di cui si lagna il Ministro dell'Interno.Voi avete parlato, o Mylord, con gran fiducia dei risultati che vi attendete da questomeeting. Non facciamoci soverchie illusioni. Se ci immaginiamo che esso ponga fine alla questione, sicchè dopo potremo tacere, temo che l'effetto non sarà quale lo desideriamo. Ma non scoraggiamoci neppur troppo. Son d'avviso che in tutta l'Inghilterra, posso dire in tutta la Gran Brettagna, questa Assemblea troverà eco (applausi). Manchester e Birmingham hanno già cominciato e dovunquesi parla inglese, si saprà ciò che oggi fu qui detto con tanta eloquenza. Io credo che in questo momento un similemeetingsia adunato a New York (applausi). Ciò che qui si dice verrà tradotto in tutte le lingue d'Europa, e la voce di quanto abbiam fatto varcherà anche i confini della Russia. Nè si potrà trattenerla, più di quanto si possa trattenere la luce e l'aria in qualsivoglia parte del mondo dove sianvi sentimenti umani, le dichiarazioni fatte qui ed altrove troveranno un'eco che contribuirà a por fine a queste orribili atrocità.Non ho più che una parola a dire. Ho tentato di trattare questa questione con un modo giusto e calmo. Ho parlato della importanza di una giustizia politica eguale per tutti, arrossirei di terminare senza dire una parola di quanto deve risvegliare fortemente le simpatie cristiane. Vi ha un libro, che è proprietà comune della razza di Israello e di noi Cristiani. Questo libro ci stringe in un vincolo comune, ed in quel libro io leggo che il popolo di Israello è il più antico popolo del mondo. La Russia, l'Austria, l'Inghilterra non datano che da ieri in confronto di questo popolo imperituro che — con una inesauribile vitalità, con tradizioni immutabili, colla sua fede in Dio e nelle leggi di Dio, disperso su tutto il globo, passando a traverso il fuoco senza bruciarsi, trascinato nel fango senza insozzarsi — è ancora qui in mezzo a noi, come un testimonio ed un avvertimento. Noi abbiamo con lui un patto di fraternità. Il nuovo Testamento ha nel vecchio la sua base. Gli Ebrei accettano la metà delle credenze per cui noi daremmo volentieri la vita. Confessiamo adunque che essi sono uniti a noi in una simpatia comune. Io leggo in quel libro queste parole: “Io sono infiammato da un gran corruccio contro le nazioni possenti e ricche, perchè io era un po' irritato contro Israele ed essi aumentarono la sua afflizione.” Ciò vuol dire: “Il mio popolo era disperso; ha sofferto disgrazie inaudite ed inconcepibili, e le nazioni che erano potenti, che erano ricche e che avevano il potere, lo hanno colpito ed hanno aumentato l'afflizione di cui già soffriva.” Io spero non vi sia in tuttaInghilterra una persona che si dica civile e cristiana che possa avere il cuore di accrescere con una sola parola le sofferenze di questo popolo così grande, così antico e così afflitto, ma spero che coi nostri sforzi, colla nostra parola, colla nostra preghiera, faremo quanto è in noi per diminuire, se è possibile, quelle atrocità od almeno per non associarvisi mai. (Lungo scoppio di applausi).
Ho spesso dovuto proporre mozioni in assemblee simili a questa, ma non ricordo di averne mai proposto alcuna con una convinzione più perfetta della mia ragione, e con un più completo assenso della mia coscienza. Prima di continuare sarà forse miglior consiglio leggervi questa mia mozione. Essa è così concepita:
“Questa Assemblea, pur riconoscendo di non aver nè diritto, nè desiderio di ingerirsi negli affari interni di un altro paese, e pur desiderando che le relazioni le più amichevoli tra l'Inghilterra e la Russia vengan continuate,crede suo debito manifestare l'avviso, che le leggi della Russia che risguardano gli Ebrei, tendono ad avvilirli agli occhi della popolazione cristiana, e ad esporre gli Ebrei russi ai furori di una ignoranza fanatica.”
Io non ho bisogno di dirvi che noi non siamo qui adunati per uno scopo politico. Se vi fosse la menoma traccia di politica, io non sarei qui. È perchè io credo che noi siamo ben al disopra delle passioni e delle lotte politiche, che noi siamo nella serena regione delle simpatie e della giustizia umana che oggi io mi trovo qui. Posso anche dichiarare che nulla è più lontano dalle mie intenzioni — sono convinto che voi siete del mio avviso — che di far cosa che fosse come una infrazione a quelle leggi di pace, d'ordine e di mutuo rispetto che uniscono le nazioni fra di loro o di tentare d'intervenire o d'ingerirsi nella legislazione interna della Russia (applausi). Io sono anche costretto a dichiarare che partecipo di tutto cuore ai sentimenti di venerazione espressi dal nobile Conte [di Shaftesbury] verso la Famiglia Imperiale di Russia. Non si può aver osservato quella famiglia durante questi ultimi anni, non si può pensare alla posizione dell'Imperatore attuale senza provare una profonda simpatia che ci impedisce ogni intenzione di usare una sola parola che possa ferire l'animo dello Czar (applausi). Io posso adunque dichiarare in modo assoluto che non una delle mie parole — e credo poter parlare in nome di voi tutti — si scosterà intenzionalmente dalla venerazione dovuta ad una persona gravata d'una responsabilità così pesante come quella che è toccata in sorte all'Imperatore di Russia. Di più posso dire, pur non volendo toccare alla questione della legislazione interna della Russia, che esistono leggi più forti di tutta la legislazione russa, leggi che sono egualmente imperative a Londra, a Pietroburgo ed a Mosca, — le leggi della umanità, della natura e di Dio, che sono il fondamento di tutte le altre leggi; e se in una legislazione qualsiasi esse sono poste in non cale, tutte le nazioni dell'Europa cristiana, tutta la comunione degli uomini civili e cristiani, avranno all'istante il diritto di protestare apertamente contro di essa (applausi).
Ed ora bisogna che io tocchi un argomento che, lo confesso, mi ha recato molto dolore. Noi abbiamo tutti seguito durante un anno ciò che in Germania si chiama il movimento antisemitico. Io provo, guardandolo, due sentimenti: prima un sentimento d'orrore, perchè tende a rovesciare i fondamenti della vita sociale, poi un sentimento grandissimo di paura, perchè può tendere ad eccitare ancora l'odio che ha già fatto esplosione in Russia e che potrebbe estendersi maggiormente. Ho letto con molto dispiacere un elaboratissimo articolo, pieno, non vi ha dubbio, di osservazioni esatte, scritto in Prussia e pubblicato nelNineteenth Century, in cui si descrivono le animosità sociali, le gelosie e le rivalità che dominano ora in quel paese. Leggendo questo articolo, il mio primo sentimento fu il dolore di vedere che il potere e la forza dell'Antico Testamento, sieno nel Ducato di Brandeburgo così superiori al Nuovo. Io sono afflitto vedendo che una società imbevuta di razionalismo non abbia abbastanza cristiana dottrina, cristiano potere, cristiano carattere e cristiana virtù, per rendere impossibile che il popolo ebreo per quanto sia colto, raffinato, laborioso ed energico, faccia tremare la società cristiana di quel grande Regno. Ho letto, del pari con dolore, le narrazioni sulla condizione degli Ebrei russi e le accuse di cui sono l'oggetto. Se vi accenno prego i miei amici israeliti che mi ascoltano di credere che le respingo con incredulità e disgusto. Leggo che la causa degli avvenimenti in Russia, è che gli Ebrei fanno dei mestieri infami, che sono usurai, immorali, demoralizzatori e non so che altro ancora. Leggendo quelle accuse io mi chiedevo: l'oltraggio è forse un rimedio? Si potranno forse guarire con l'oltraggio, l'assassinio, le abbominazioni di ogni specie? Non imitano essi quelli che dovrebbero insegnar loro una morale più alta? E dato pur fosse vero, locchè non credo, che essi fossero in queste condizioni, non gravitano forse su di loro leggi deplorevoli? Vi ha cosa che maggiormente avvilisca gli uomini che il precludere alla loro energia, alla loro intelligenza, alla loro industria, tutte le carriere onorevoli della vita (applausi). Vi ha cosa che maggiormente degradiod irriti l'uomo che il dirgli: “voi non potete andar oltre questo limite — voi non potete accostarvi a più di quindici miglia da questo confine; — voi non potete dimorare in questa città — voi siete costretto a dimorare in questa provincia?” (applausi). Non so se vi sia qualcuno che possa credere che tutta la popolazione non sia colpita in fondo all'anima da tali leggi, e se è possibile il renderla peggiore questo è certamente il modo di riescirvi. Si fanno questi rimproveri agli Israeliti russi. Perchè non si fanno anche agli Israeliti tedeschi? Gli autori del movimento antisemitico confessano essi stessi che gli Israeliti in Germania sono superiori ai loro concittadini (applausi). Perchè simili accuse non si muovono contro gli Israeliti francesi? (applausi). Vi ha una carriera di utilità pubblica, una via di onore civile o militare nella quale gli Israeliti non abbiano camminato a fianco dei loro concittadini? Se queste accuse si fanno agli Israeliti della Russia, chi vorrebbe farle a quelli d'Inghilterra? (vivi applausi). Per rettitudine, coltura, generosità, carità, per tutte le grazie e per tutte le virtù insomma che abbelliscono l'umanità, dove si troveranno, io lo domando, esempi più brillanti, più pieni della vera grandezza umana, che in questo ramo della razza ebraica? (Applausi immensi.Una voce grida:Grazie!).
Ed ora ci si dice che non devesi prestar fede alle narrazioni di quelle atrocità. Io domando se nei giornali del continente si stampassero lunghe e particolareggiate narrazioni di omicidii, di rapine e di altre atrocità commesse nelle parti le più frequentate di Londra, se si asserisse che il Lord Maire vi ha assistito, che la polizia è rimasta inoperosa, che le guardie della Torre hanno fatto causa comune colla folla, voi o Mylord [il Lord Mayor di Londra, che presiedeva all'adunanza], ringraziereste, credo, chiunque vi fornisse occasione di smentire simili racconti. Ebbene io dico che noi, con quanto facciamo, rendiamo un gran servigio alle Autorità ed al Ministero russo, e credo che ciò sarà una consolazione pel gran principe che regna su quel vasto impero (applausi). Ma supponiamo un istante che queste cose siano vere — ed io non appoggio la miaipotesi della credibilità di quei fatti su quanto ne stamparono ilTimeso laPall Mall Gazetteche se ne è resa garante. — Io ne ho delle prove in mano (applausi). Donde le traggo? Da un documento ufficiale del Ministro dell'Interno, il generale Ignatieff. Nella mozione che io vi ho presentato si parla delle leggi della Russia rispetto ai sudditi Ebrei. Io non pretendo esser giurista nel diritto inglese ed ancor meno nel diritto russo; io non pretendo decidere ciò che siano su questo punto le leggi della Russia, e non saprei che dire su questa mozione, se non avessi in mano un rescritto di una grande importanza. Spero che non lo si dirà falso. Queste orribili atrocità durarono i mesi di maggio, giugno e luglio. In agosto comparve questo documento. Comincia coll'affliggersi e col desolarsi, ma di che? Delle atrocità forse che furono commesse contro gli Ebrei, sudditi dello Czar? Oh no! ma bensìdella triste condizione dei Cristiani nelle provincie meridionali. Poi dice che la principale causa di questimovimenti e tumulti, come li chiama, ai qualila nazione russa era sino ad ora rimasta straniera, è una causa commerciale; continua dicendo che la condotta degli Ebrei provocò delle proteste da parte del popolo il qualemanifestò la sua indignazione; ed in che modo? lo si crederebbe? colla violenza ed il saccheggio. Infine il Ministro dell'Interno ci dice cheil paese è esposto a dei segreti intrighi, che sono, come è noto, la vera causa dell'agitazione. Se la forma di questo documento è calma, la rettorica e le insinuazioni vi sono incendiarie, ed io duro fatica a comprendere come il popolo Russo, avuto questo rescritto nelle mani, non siasi trovato incoraggiato a continuare nelle sue violenze (applausi). Il documento continua e dice: “Abbiamo nominato una Commissione per eseguire un'inchiesta...” su che? Prima di tutto “sui mestieri esercitati dagli Ebrei che arrecano nocumento agli abitanti delle rispettive località;” in secondo luogo — prego l'Assemblea di volerlo ben notare — “sulle cause che impediscono l'applicazione delle leggi esistenti, che restringono i diritti degli Ebrei di comperare e condurre terre, di darsi al commercio dei liquori ed all'usura;” in terzo luogo “sulle modificazioni daintrodursi in queste leggi perchè gli Ebrei non possano più eluderle, e sull'esame delle nuove leggi che sarebbero necessarie per metter fine alla loro perniciosa condotta.” Finalmente oltre le risposte a tali questioni dovevansi riunire notizie: 1º sull'usura esercitata dagli Ebrei nei loro affari coi Cristiani, nelle città, borghi e villaggi; 2º sul numero delle osterie; 3º sul numero delle persone attualmente al servizio degli Ebrei; 4º sull'estensione dei loro terreni ed infine sul numero degli agricoltori ebrei. Ecco dunque le leggi russe concernenti gli Ebrei dell'Impero. Io vorrei chiedere qual rimedio sia possibile per una popolazione sottoposta ad un simile regime. Forse nell'accrescimento delle penalità? o nella incapacità di possedere terreni? o nella proibizione di mandare i giovinetti israeliti negli stabilimenti d'istruzione superiore? Tutto ciò venne fatto. Ma io credo che il rimedio sia in questi due provvedimenti: primo, l'applicazione formale della legge cristiana in tutta la sua intierezza. Non è con simili leggi che i Cristiani hanno guadagnato il mondo ed acquistato il regolare potere di amministrare la giustizia fra gli uomini, e non sarà che con leggi diverse che il gran potere imperiale della Russia riunirà la popolazione dell'impero ai suoi sudditi israeliti (applausi). L'altro rimedio è la condanna severa e rigorosa di tutti i malfattori, unita alla concessione, del paro ferma, di tutti i diritti che la legge naturale e divina accorda ad ogni uomo. Ciò è necessario per proteggere la vita e le persone, la loro sicurezza ed i loro beni, ciò costituisce la libertà umana, tutto ciò — e nulla di meno — è necessario per prevenire i mali di cui si lagna il Ministro dell'Interno.
Voi avete parlato, o Mylord, con gran fiducia dei risultati che vi attendete da questomeeting. Non facciamoci soverchie illusioni. Se ci immaginiamo che esso ponga fine alla questione, sicchè dopo potremo tacere, temo che l'effetto non sarà quale lo desideriamo. Ma non scoraggiamoci neppur troppo. Son d'avviso che in tutta l'Inghilterra, posso dire in tutta la Gran Brettagna, questa Assemblea troverà eco (applausi). Manchester e Birmingham hanno già cominciato e dovunquesi parla inglese, si saprà ciò che oggi fu qui detto con tanta eloquenza. Io credo che in questo momento un similemeetingsia adunato a New York (applausi). Ciò che qui si dice verrà tradotto in tutte le lingue d'Europa, e la voce di quanto abbiam fatto varcherà anche i confini della Russia. Nè si potrà trattenerla, più di quanto si possa trattenere la luce e l'aria in qualsivoglia parte del mondo dove sianvi sentimenti umani, le dichiarazioni fatte qui ed altrove troveranno un'eco che contribuirà a por fine a queste orribili atrocità.
Non ho più che una parola a dire. Ho tentato di trattare questa questione con un modo giusto e calmo. Ho parlato della importanza di una giustizia politica eguale per tutti, arrossirei di terminare senza dire una parola di quanto deve risvegliare fortemente le simpatie cristiane. Vi ha un libro, che è proprietà comune della razza di Israello e di noi Cristiani. Questo libro ci stringe in un vincolo comune, ed in quel libro io leggo che il popolo di Israello è il più antico popolo del mondo. La Russia, l'Austria, l'Inghilterra non datano che da ieri in confronto di questo popolo imperituro che — con una inesauribile vitalità, con tradizioni immutabili, colla sua fede in Dio e nelle leggi di Dio, disperso su tutto il globo, passando a traverso il fuoco senza bruciarsi, trascinato nel fango senza insozzarsi — è ancora qui in mezzo a noi, come un testimonio ed un avvertimento. Noi abbiamo con lui un patto di fraternità. Il nuovo Testamento ha nel vecchio la sua base. Gli Ebrei accettano la metà delle credenze per cui noi daremmo volentieri la vita. Confessiamo adunque che essi sono uniti a noi in una simpatia comune. Io leggo in quel libro queste parole: “Io sono infiammato da un gran corruccio contro le nazioni possenti e ricche, perchè io era un po' irritato contro Israele ed essi aumentarono la sua afflizione.” Ciò vuol dire: “Il mio popolo era disperso; ha sofferto disgrazie inaudite ed inconcepibili, e le nazioni che erano potenti, che erano ricche e che avevano il potere, lo hanno colpito ed hanno aumentato l'afflizione di cui già soffriva.” Io spero non vi sia in tuttaInghilterra una persona che si dica civile e cristiana che possa avere il cuore di accrescere con una sola parola le sofferenze di questo popolo così grande, così antico e così afflitto, ma spero che coi nostri sforzi, colla nostra parola, colla nostra preghiera, faremo quanto è in noi per diminuire, se è possibile, quelle atrocità od almeno per non associarvisi mai. (Lungo scoppio di applausi).
(362)L'Eminentissimo Manning figurava coi principali personaggi della Chiesa Anglicana e col fior fiore della Società londinese fra i promotori delMeeting.
(362)L'Eminentissimo Manning figurava coi principali personaggi della Chiesa Anglicana e col fior fiore della Società londinese fra i promotori delMeeting.