XXXI.

Il giornale SION e l'opinione di un Archimandrita greco.

Col titolo diSionsi pubblica da circa quattro anni in Atene, in lingua greca, un importante periodico ebdomadario, il quale si occupa particolarmente di Sacra letteratura, di religione e di scienza biblica. Ne è Direttore il rev. Archimandrita D. Latta, cui, ci si assicura, attende un alto posto nell'episcopato greco-scismatico.

Nel numero 29 giugno (v. s.) 1883 questo giornale conteneva un ammirabile articolo ispirato a vero sentimento di religione e di carità, dove dopo aver posto a nudo le inique trame che dettero origine al mostruoso processo di Tisza Eslar, passa a dimostrare, quanto sieno ingiuste le persecuzioni di cui in ogni tempo furono vittime gli Israeliti e specialmente quelle occasionate dal preteso uso del sangue cristiano nella celebrazione del loro rito pasquale.

“Questa, scrive il succitato giornale, è una grossolana menzogna, una mera calunnia. Infatti sono molti secoli che di quando in quando si sparge la voce che gli Ebrei commettono un tale atto, e quindi si sollevano torbidi, si agitano le popolazioni, si consumano massacri ed uccisioni di Ebrei; ma dopo alcun tempo, succeduta la calma, si prova che tutto non fu altro che menzogna, e la tragica rappresentazione termina col solito vocabolo turcoGiaglis(errore).”

Ci è impossibile riprodurre l'intiero articolo, che consta di ben cinque compatte colonne, ne daremo quindi soltanto un altro brano:

“LaSioncompie un dovere cristiano esortando i Cristiani tanto Greci, quanto Rumeni, Russi ed Ungheresi ed in generale i Cristiani di qualunque nazione, a cessare daqueste odiose calunnie contro gli Ebrei. Fu già epoca in cui gli stessi Cristiani trovavansi presso i Romani in una condizione di avvilimento simile a quella in cui si trovano oggi gli Ebrei rimpetto ai Cristiani! Sapete che cosa fecero a quell'epoca gli idolatri per isterminare i Cristiani? Calunniarono questi presso l'imperatore Antonino, di scannare uomini, mangiarne le carni e berne il sangue nelle loro cene. Ed appoggiarono la loro calunnia sulla voce sparsa che i Cristiani raccogliendosi per adorare il loro Dio fanno sacrifizi e mangiano del corpo e del sangue del loro liberatore Gesù Cristo.

“Intorno a quell'ingiusta calunnia che valse ad eccitare l'ira dell'Imperatore contro i Cristiani, e che costò un numero considerevole di Martiri, San Giustino, filosofo e martire, scrisse un'apologia all'Imperatore, nella quale prova l'insussistenza di questi pretesi sagrifizi umani che a carico dei Cristiani furono denunziati. A quest'apologia dell'insigne filosofo cristiano, noi rimandiamo chiunque desiderasse conoscere i particolari della ignominiosa accusa. Ma se gli idolatri agivano in tal guisa contro i Cristiani d'allora, è forse lecito a noi Cristiani, la generazione eletta, il reale sacerdozio, la gente santa a cui fu commesso di predicare la virtù di Colui che ci chiamò dalle tenebre alla sua meravigliosa luce, è forse lecito a noi ordire tratto tratto simili calunnie, e promuovere scene sanguinose, agitazioni sociali a danno di una nazione, la quale sopportò coraggiosamente ogni male per mantenersi fedele alle sacre sue tradizioni? — E andando più avanti diremo: Lice a noi di sollevarci contro una nazione che fu l'origine della nostra redenzione, che per secoli faticò, pregò, sacrificò per far discendere Iddio all'uomo . . . . . ”

In seguito a questo articolo il Rabbino Maggiore di Corfù, un dotto e valente nostro compatriota, il prof. Levi, avendo indirizzato al Rev. Latta alcune parole di gratitudine, ne ebbe in risposta la seguente lettera che riproduciamo, traducendola, da un supplemento del giornale israelitico,Il Mosè, che vede la luce in Corfù:

“Reverendissimo signor Gran Rabbino Levi,

“Abbiamo letto con animo grato e con soddisfazione la lettera del 4 luglio che ci indirizzaste da Corfù, ed abbiamo rese grazie a Dio per il progresso, che, mercè il divino aiuto, ha fatto in questi giorni di luce e di civiltà, il vero spirito di religione.

“Vi siamo cordialmente grati per i sentimenti nobili ed amorosi che, obbedendo all'impulso del cuore, avete manifestato verso di noi, perchè abbiamo scritto un articolo contro le calunnie, notoriamente false, ed assolutamente infondate che vengono diffuse nel mondo cristiano contro la nazione israelitica. Noi, reverendissimo signore, scrivendo in quella guisa non facemmo, sappiatelo, che servire da umili sacerdoti la cristiana religione. La storia della umanità chiaramente prova che molteplici superstizioni secolari, errate credenze, false e bugiarde tradizioni, hanno tanto influito sullo spirito dell'umanità da ridurla per molti secoli bassa e cieca serva di principii falsi e dannosi. Ma il nostro Gesù Cristo ha giustamente proclamato primo e fondamentale scopo della sua venuta in terra, esser la liberazione dell'umanità da questa servitù, liberazione che ha conseguita infondendoci la coscienza della verità. E conoscerete la verità e la verità vi francherà. (S. Giov.,viii, 32).

“Ogni superstizione, ogni falsa tradizione, ogni fallace credenza è assolutamente nemica della verità cristiana e tende, per conseguenza, a distruggere il grande scopo che il Cristianesimo si propone di raggiungere in questo mondo.

“È perciò, reverendissimo, che noi, che siamo nelle file dei sacerdoti della religione, abbiamo il dovere di lottare con tutte le nostre forze ed a prezzo di qualunque sagrifizio contro la menzogna e di procurare il trionfo della verità. Ora abbiamo sempre affermato colla parola e colla penna e sempre affermeremo, sino a che avremo vita, esser menzogna, infame, vergognosa menzogna, atta soltanto a dissolvere i vincoli della sociale convivenza quella che si diffonde nella Cristianità, e cioè che gli Ebrei uccidano i figli dei Cristiani per raccoglierne il sangue.

“Vi dichiariamo infine, reverendissimo, che è per noi cagione di vivo e costante dolore il vedere come coll'imperdonabile pretesto di apparenti differenze religiose, si tenti di promuovere dissidii fra due nazioni che si resero egualmente benemerite della umanità, l'una l'ebraica, pregando in Gerusalemme per far discendere Iddio nell'uomo, l'altra la greca, filosofando in Atene per rialzare l'uomo sino a Dio.

“Ci è grato per altro di constatare come,in questi ultimi anni, tali ingiustificabili dissidi sieno divenuti rarissimi e tendano quasi a scomparire.

“Non ci è dato intendere come la fondamentale differenza religiosa che ci separa, e che, come è noto, consiste in ciò soltanto che voi Israeliti proclamate non esser ancora venuto il Messia, possa impedire agli uomini delle due nazioni di vivere d'amore e d'accordo fra loro in qualunque paese si trovino. Questa concordia sembra a noi tanto più necessaria che Dio stesso ha detto agli Israeliti: “Voi mi sarete un tesoro riposto d'infra tutti i popoli . . . . . e mi sarete un Reame sacerdotale e una gente santa.” (Es.,xix, 5, 6), mentre poi lo stesso Dio comparso nel mondo sotto spoglie umane disse a noi Cristiani: “Ma voi siete la generazione eletta, il real sacerdozio, la gente santa, il popolo d'acquisto” (i.Pietroii. 9).

“Facciam voto infine di tutto cuore, reverendissimo, e speriamo lo facciate voi pure che Ebrei e Cristiani, compreso il vero spirito della loro religione, abbandonino per sempre gli imperdonabili odii e rifuggano, con ogni maggior studio, da dar causa a queste lotte, dissidi o differenze religiose vivendo reciprocamente d'amore e d'accordo, siccome conviene sopratutto oggi a popoli che pretendono far parte del civile consorzio.

“E con questo amorevole sentimento vi abbracciamo, reverendissimo, e confidando che i nostri desiderii si realizzino vi confermiamo i sentimenti della nostra considerazione.

“Atene, 11 luglio 1883.

“L'Archimandrita“Dionisio Latta.”

“L'Archimandrita“Dionisio Latta.”

“L'Archimandrita

“Dionisio Latta.”


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