Cap. III.L'ignoranza di tutto ciò che tende allo sviluppo della ragione che i Rabbini(concordi in questa sola parte con tutti gli altri preti de' Culti che conosciamo)prescrivono come ovvia alla salute dell'anima, allontana gli ebrei dallo studio delle scienze.Si è osservato in ogni tempo, e si è per reiterate volte ripetuto in varie Lingue che tutta la specie umana è diretta onninamente dalle sole abitudini. Or lo stato dell'educazione (come lo pensanoElvezio, eMirabeau) altro per se stesso non è che l'arte, o la maniera di fare prendere agli uomini le abitudini adeguate, che si giudicanoloro necessarie nelle differenti circostanze alle quali si suppone che possono essere richiamati.Tanto è ciò vero quanto che veggiamo tutti i legislatori antichi servirsi della sola educazione pubblica, come di un espediente il più ovvio, ed il più efficace a sostenere, e a propalare le loro istituzioni differenti: alcuni di questi, eLicurgoin particolare, hanno sempre considerata la gioventù, come l'assoluto patrimonio dello stato, non lasciando a' rispettivi genitori che la mera soddisfazione di avere procreati degl'individui, utili alla patria che vide nascerli. E appunto in questa verdeggiante età che vollero essi radicare i primi germi salutari della messe sociale. Ma alcuni individui troppo interessati per il loro benessere unicamente in preferenza di quello della patria, e dell'intera società umana, meditando di annientare le idee già propalate, come opposte onninamente a quelle che dessi tentavano di estendere, e perpetuare fra i mortali, hanno delusa l'aspettazione universale, miseramente rovesciando da colmo a fondo quest'edifizio salutare già con ammirabile successo preparato da quegli uomini, cotanto benemeriti della specie umana(17).Per altro alcuni eruditi critici rimarcarono che gli accennati Legislatori, presso che tutti in sifatta maniera procedendo tentavano di fare contrarre agli uomini delle abitudini affatto contraddittorie, e distruttive di quelle che lanatura avea in origine disposte, e sistemate in vantaggio de' medesimi: ciò potrebbe anche essere da una parte; ma io veggio frattanto che quella sifatta classe di uomini di cui parlammo, dall'altra, occupata unicamente di garantire i suoi interessi particolari da ogni esame, e persuasa che il suo ascendente basato sopra certe pratiche superstiziose e assurde, il più delle volte, non potea mai conservarsi, che sugli appoggi medesimi soltanto, che servirono un giorno a farla cominciare ad esistere, ad introdurla fra i popoli, ha usato di ogni sforzo per illaqueare l'umana ragione, e paralizzando lo spirito nascente di quegli esseri deboli e limitati, co' mostruosi principj de' quali l'ha essa funestamente imbevuto, fece credere superflua l'abitudine della prima, e quasi come pernicioso lo sviluppo del secondo(18).Comunque sia che si riguardino le abitudini che si fanno prendere a' fanciulli dell'Italia specialmente; sotto qualunque siasi aspetto che ci rappresentiamo lo stato deplorabile in cui è attualmente ridotta la gioventù dell'Israelismo di queste nostre contrade, non possiamo certamente astenerci dal commiserarli tutti d'accordo; acciecati dall'errore dal primo istante della loro fanciullezza; avvinti co' ceppi tenaci dell'opinione; vessati da' continui panici timori; marciti nel vortice immenso dell'ignoranza, come sperare che quegli sventurati fanciulli, sia che appartenghino ad una, o ad altra credenza religionaria, possano giugnere a conoscere in alcun tempo le vere cause legittime delle loro sofferenze laceranti, o che pervenghino giammai a superarle(19)? Qui odesi da una parte il rabbino altamente gridareche ogni libro fuori dellaMikrà, dellaMisna, dellaghemarà, tutto è inutile, tutto è pernicioso, tutto è profano sopra la terra; che il vero Israelita non ha duopo di conoscere che questi; e chiunque si versasse nelle scienze filosofiche è dannato irremissibilmente(20): colàintendesi dall'altra i ministri di altro Culto ripetere incessantemente alle loro gregge che la terra non è già la vera loro patria, che la vita presente altro non è che un labile tirocinio, e quindi che le Scienze si rendono affatto inutili per l'uomo in questo mondo; che essi non ritraggono la loro autorità che dal solo Essere Supremo dal quale dipendono, e che come suoi organi assoluti, e mediatori, tutti gli uomini debbono rendere loro unicamente un conto esatto delle loro operazioni, facendo riguardare come un delitto eccessivamente criminoso di resistere al loro feroce teocratico dominio(21): altrove finalmentemirasi il Dervigi avventarsi a braccio armato contro le scienze ed i scienziati, riguardare come un infamia la coltura dello spirito, e idolatrare l'ignoranza come il primo requisito necessario per un vero fautore dell'Alcorano essendo questo uno degli attributi essenziali (nel modo che osservammo distesamente altrove) che caratterizzavano il venerato promulgatore di questo codice, e l'indole di presso che tutti i popoli orientali di que' tempi(22). Ed intale strana guisa procedendo si perviene ad iterizzare fra i popoli l'ignoranza la più oltraggiante, a scoraggirli ed a farli vilmente sacrificare ogni loro più sacro interesse in favore di questi sedicienti plenipotenziarj dell'Essere Supremo(23).Tutto che noi convenghiamo di proposito col primo, come è positivamente di ragione, che la mikrà, la misna e la Ghemara sieno opere utili a conoscersi, e la prima di queste in particolare sovra di ogni altra necessaria ad intendersi, ed oltremodo utile a praticarsi; sebbene ancora accordiamo al secondo che instantanea, e caduca è la vita dell'uomo sopra la terra, ciò che è troppo evidente per dubitarsi; ne risulterà egli però l'esecrabile illazione dell'ultimo che debbasi proscrivere dal mondo la coltura dello spirito, e che senza l'ignoranza l'uomo speri in darno di conseguire l'eterna salute dell'Anima?Insensati! Può egli farsi mai un ingiuria di questa più enorme alla specie dell'uomo, alla natura allo stesso Opifice Eterno creatore dell'uno, e fondamento dell'altra, che è la stessa increata sapienza universale con cui la regge, la governa, le alimenta entrambe? Eccitati a gran forza da queste massime venefiche, ciecamente guidati da sì esecrabili principj, oseremo noi sorprenderci ancora per che l'educazione de' nostri fanciulli ebrei, e quella specialmente che si pratica in Italia ci fa fremere, per che quella è si opposta all'indole umana, per che si recalcitrante alle Leggi del Cielo, e della terra? Nè ci lusinghiamo di pervenire in verun tempo a migliorarla fino a tanto che il fanatismo si farà risentire ne' nostri Cuori con un trillo più squillante, e più sonoro di quello che la voce consolante dell'esimia ragione ci tramanda, e che storditi a tal segno dallo strepito di quello ci abbandoneremo alle cure proditorie di certi esseri automati che sotto un illusoria sembianza umana o per insofficenza ci corrompono co' loro contraddittori, e assurdi principj, o ci abbrutiscono per pravità, impressionandoci sinistramente contro lo studio delle Scienze, pregiudizioil più funesto di quanti altri mai abbiano ferocemente soggiogata la specie umana, e che noi passiamo a distruggere senza ritardo.(17)L'interesse particolare di tali pericolosi individui di cui parliamo non è ad altro scopo fatalmente diretto che a distruggere que' sani principi che riconoscono contraddittorj a quelli ch'essi tentano ovunque fare valere scapito de' lumi, della verità, della ragione, che molto sovente essi pervengono pur troppo a soffocare nello spirito abbacinato degli uomini, e quegli sventurati che ne restano le vittime, imbevuti funestamente da talifunestiveneficiprincipj, più non sono in istato discernerne il nocumento, ne più si curano di ritrovare uno scampo sicuro onde sottrarsi al baratro infernale dell'ignoranza, e de' pregiudizj, che loro si apre sotto il passo, e dove la loro indolente buona fede dovrà tosto, o tardi miseramente trascinarli.(18)Non so per quale consuetudine malefica si è fatto in molti luoghi tenacemente prevalere l'uso pernicioso di affidare ad una certa classe inutile di fanatici, e devoti l'arduo malagevole assunto di formare il Cuore, e lo Spirito de' giovani destinati un giorno al governo di Popoli, o al maneggio d'importanti affari. Ma quali cognizioni, di grazia, possono avere Istitutori di tal fatta, di quale interesse possono quelli essere animati? Ferocemente soggiogati essi medesimi da' pregiudizj i più enormi, è ben naturale ch'essi mostreranno a' loro alunni la superstizione come la cosa la più urgente all'uomo, e la più sana per condursi nella vita; l'intolleranza, e lo spirito persecutore, come i più solidi fondamenti di un regnante, o il corredo essenziale di un anima devota; essi procureranno di farne un Capo di partito, ed un tiranno, od un fanatico sleale, e turbolente; essi soffocheranno di buon ora,nell'unola ragione, nell'altro la morale, echiuderanno, e chiuderanno l'accesso ne' loro cuori alla verità, e alla giustizia, onde non possino giammai arrivare a penetrarvi, gli mostreranno come inutile la coltura dello spirito; i talenti perniciosi, ridicole le scienze, e l'ignoranza al grado massimo convenevole per l'uomo. In una parola, essi faranno un devoto imbecille dell'uno, un furibondo entusiasta dell'altro, che non avrà nè questi la benchè minima cognizione di morale, nè di virtù, nè quegli alcuna idea di giusto, nè d'ingiusto, nè di solida gloria; e che saranno entrambi sprovveduti di lumi, e di criterio necessari alla differente loro destinazione.Ecco in compendio delineato quale dovrà essere propriamente per se stesso, il piano detestabile di Educazione che potranno conferire quegl'insensati maestri a que' fanciulli, che debbono formare un giorno la felicità permanente, o la sventura inevitabile de' popoli, o la sorte lacrimevole, o ridente di molte numerose famiglie.(19)Quintilliano ci avvertisce sensatamente che l'uomo non dee già ripetere che da se stesso la massima parte delle orride sciagure delle quali noi lo veggiamo rendersi la vittima sì di frequente:frustra mala omnia ad crimen fortunæ relegamus; nemo nisi sua culpa diu dolet, dic'egli:Institut. X.volendo, senza dubbio inferire all'efficacia possente dell'educazione morale sull'animo umano.(20)Non è mancato chi volendo in qualche modo giustificare i Rabbini per rapporto a questa loro opinione, la quale sembra in vero trascinare seco le più dannevoli, ed assurde conseguenze, adduce che gli ebrei antichi non avevano duopo di profondi Studi per formarsi lo spirito il quale non dovea essere continuamente preoccupato che da quello solo della religione; (sempre che intendere vogliasi almeno per istudio la cognizione di molte lingue, o la lettura, e l'applicazione di opere instruttive differenti, come da noi si considera); addetti nel modo ch'essi erano alla vita campestre, circoscritti ne' loro bisogni, isolati nella società, la loro lingua materna era per essi alquanto sufficiente, e questa era l'ebraica, tale come noi la veggiamo nella Scrittura. Oltre a ciò pare verosimile che uno de' motivi principali che rendeva gl'Israeliti affatto alieni dallo studiare i libri stranieri, si era il timore d'imbeversi delle menzogne e delle favole, che allora formavano il soggetto primario, ed essenziale della Teologia di tutte le idolatre nazioni del mondo antico.Or ammettendo quanto si espone, io aggiungo che tutto ciò potrà essere stato forse adattabile all'epoca della prima infanzia del Popolo d'Israel; ma ora che questo più non ha per patria la Giudea; ora che l'idioma ebraico più non è quello del Commercio di sua vita; ora in fine che più non ha motivo alcuno di temere le favole, o menzogne de' popoli fra i quali esso vive, non è egli vituperevole, in ogni senso, il vedersi accreditare tutta via da gran parte di ebrei, e col massimo fervore, un opinione sì ributtante, e sì lesiva al carattere onorifico di ente ragionevole?(21)Non v'ha delitto più esecrando in faccia degli amministratori de' Culti, generalmente parlando, di quello di mettere in dubbio un solo istante ch'essi ricevono direttamente da Dio solo l'autorità assoluta che i medesimi pretendono arrogarsi sullo Spirito de' mortali; ed è questa una verità renduta omai troppo evidente presso qualche popolo moderno, specialmente poichè un individuo che commette un misfatto qualunque, per sacrilego che siasi, e quando ancora questo offenda la Divinità medesima è tosto completamente assoluto da' suoi mistici rappresentanti col mezzo di poche monete le quali o si convertono in loro profitto, o si fanno servire per acquistare della cera da ardersi sopra gli altari in gloria di qualche martire (così distinguendo quegl'entusiasti che si fanno straziare sopra un patibolo follemente immaginando di rendere con tale stravaganza più autentica la supposta verità della credenza per cui soffrono): ma se alcuno osasse dubitare, per esempio che due dita allungate del Pontefice romano sono sufficienti a purificare un milione di anime umane in un solo, e medesimo istante, colui che in tal foggia opinasse, dovrebbe essere, secondo gli statuti monacali, dannato senza scampo nell'altra vita, e punito religiosamente in questa come iniquo, e ribelle alla mistica possanza di colui che si fa credere l'arbitro disponitore di ogni Cuore, di ogni pensiere umano, e la suprema Divinità della terra, e che come tale qualunque Cattolico romano, sotto pena di eterodossia e degli orribili flagelli che da questa derivano è obbligato per se stesso di riflettere, di credere, e di sostenere che il Papa pensa giustamente nel medesimo tempo ch'ei s'inganna.Tale è presso a poco il carattere imponente che da tutti gli altri popoli conosciuti mirasi fare de' loro Capi o ministri di Altari.(22)Tutti gli Storici Arabi si accordano a descriverci questa nazione come all'eccesso barbara, ed ignorante; ciò è comprovato dall'esperienza medesima, se si riflette che quando Maometto intraprese di passare per Profeta, non vi era, al dire degli storici, che il soloVarakakin tutta la Mecca, che sapesse leggere, e scrivere, e ciò anche per accidente, atteso che essendosi fatto ebreo, indi cristiano, esso apprese dopo il di lui commercio con entrambi i due partiti a scrivere l'arabo in caratteri ebraici. La poca cosa che questo popolo avea presa di coltivare le Lettere dette luogo di disegnare sovente gli abitatori della Mecca col termine diignoranti, nella guisa che si chiamavano, al contrario gli abitanti di Medina:Il Popolo del Libroa cagione ch'essi sapevano leggere, e scrivere, e basare i loro discorsi sulle regole della Lingua.(ved.Pocok Speci. p. 157. Al Bochari.)(23)La confidenza illimitata che i ministri delle Religioni, generalmente parlando, seppero profondamente ispirare nello spirito de' popoli in loro favore indusse questi da lungo tempo ad abbandonare, di buon grado, nelle mani di essi l'educazione morale della gioventù, intimamente persuasi che le loro instruzioni edificanti ne formerebbero lo spirito, e il Cuore.Io non nego per altro, che molti ve ne abbia fra questi capaci superiormente d'intraprendere questo assunto spinoso, e di riuscirci ancora con avventurosi successi; ma dove ritroveremo noi attualmente unFenelon; quantiBossuetpossono con giustizia vantare i popoli odierni; chi mai fra questi può annoverare oggi unCondillac, quantiMillotsi conoscono nel mondo, e dove sono attualmente fra gli ebrei gliAbenesdra, iCalimani, iCassese iSaraval? Pur troppo al loro confronto l'esperienza contrappone oggi molti altri che animati da interessi onninamente differenti da quelli che guidavano quegli egregi venerabili ministri, contaminano lo Spirito de' fanciulli colle loro massime superstiziose, e chimeriche, a cui fanno tenere il rango, e le qualità di sani doveri, e facendo loro un inquietissimo scrupolo di elevarsi fino alla contemplazione della verità, tentano di soffocarne la ragione, e molto sovente di allarmarli ancora contro di essa; e come dunque le Scienze che gli servono di alimento ritrovare potranno giammai un libero sentiere, onde penetrare senza ostacolo, fino al Centro del loro Cuore, se questo è già infelicemente preoccupato, dal primo istante che cominciò a respirare aura di vita, dalla più deplorabile delle follie, qual'è quella di riguardare le Scienze come nocive alla Religione, e di considerare l'ignoranza come l'unico efficace mezzo indispensabile all'eterna salute dell'uomo?
L'ignoranza di tutto ciò che tende allo sviluppo della ragione che i Rabbini(concordi in questa sola parte con tutti gli altri preti de' Culti che conosciamo)prescrivono come ovvia alla salute dell'anima, allontana gli ebrei dallo studio delle scienze.
Si è osservato in ogni tempo, e si è per reiterate volte ripetuto in varie Lingue che tutta la specie umana è diretta onninamente dalle sole abitudini. Or lo stato dell'educazione (come lo pensanoElvezio, eMirabeau) altro per se stesso non è che l'arte, o la maniera di fare prendere agli uomini le abitudini adeguate, che si giudicanoloro necessarie nelle differenti circostanze alle quali si suppone che possono essere richiamati.
Tanto è ciò vero quanto che veggiamo tutti i legislatori antichi servirsi della sola educazione pubblica, come di un espediente il più ovvio, ed il più efficace a sostenere, e a propalare le loro istituzioni differenti: alcuni di questi, eLicurgoin particolare, hanno sempre considerata la gioventù, come l'assoluto patrimonio dello stato, non lasciando a' rispettivi genitori che la mera soddisfazione di avere procreati degl'individui, utili alla patria che vide nascerli. E appunto in questa verdeggiante età che vollero essi radicare i primi germi salutari della messe sociale. Ma alcuni individui troppo interessati per il loro benessere unicamente in preferenza di quello della patria, e dell'intera società umana, meditando di annientare le idee già propalate, come opposte onninamente a quelle che dessi tentavano di estendere, e perpetuare fra i mortali, hanno delusa l'aspettazione universale, miseramente rovesciando da colmo a fondo quest'edifizio salutare già con ammirabile successo preparato da quegli uomini, cotanto benemeriti della specie umana(17).
Per altro alcuni eruditi critici rimarcarono che gli accennati Legislatori, presso che tutti in sifatta maniera procedendo tentavano di fare contrarre agli uomini delle abitudini affatto contraddittorie, e distruttive di quelle che lanatura avea in origine disposte, e sistemate in vantaggio de' medesimi: ciò potrebbe anche essere da una parte; ma io veggio frattanto che quella sifatta classe di uomini di cui parlammo, dall'altra, occupata unicamente di garantire i suoi interessi particolari da ogni esame, e persuasa che il suo ascendente basato sopra certe pratiche superstiziose e assurde, il più delle volte, non potea mai conservarsi, che sugli appoggi medesimi soltanto, che servirono un giorno a farla cominciare ad esistere, ad introdurla fra i popoli, ha usato di ogni sforzo per illaqueare l'umana ragione, e paralizzando lo spirito nascente di quegli esseri deboli e limitati, co' mostruosi principj de' quali l'ha essa funestamente imbevuto, fece credere superflua l'abitudine della prima, e quasi come pernicioso lo sviluppo del secondo(18).
Comunque sia che si riguardino le abitudini che si fanno prendere a' fanciulli dell'Italia specialmente; sotto qualunque siasi aspetto che ci rappresentiamo lo stato deplorabile in cui è attualmente ridotta la gioventù dell'Israelismo di queste nostre contrade, non possiamo certamente astenerci dal commiserarli tutti d'accordo; acciecati dall'errore dal primo istante della loro fanciullezza; avvinti co' ceppi tenaci dell'opinione; vessati da' continui panici timori; marciti nel vortice immenso dell'ignoranza, come sperare che quegli sventurati fanciulli, sia che appartenghino ad una, o ad altra credenza religionaria, possano giugnere a conoscere in alcun tempo le vere cause legittime delle loro sofferenze laceranti, o che pervenghino giammai a superarle(19)? Qui odesi da una parte il rabbino altamente gridareche ogni libro fuori dellaMikrà, dellaMisna, dellaghemarà, tutto è inutile, tutto è pernicioso, tutto è profano sopra la terra; che il vero Israelita non ha duopo di conoscere che questi; e chiunque si versasse nelle scienze filosofiche è dannato irremissibilmente(20): colàintendesi dall'altra i ministri di altro Culto ripetere incessantemente alle loro gregge che la terra non è già la vera loro patria, che la vita presente altro non è che un labile tirocinio, e quindi che le Scienze si rendono affatto inutili per l'uomo in questo mondo; che essi non ritraggono la loro autorità che dal solo Essere Supremo dal quale dipendono, e che come suoi organi assoluti, e mediatori, tutti gli uomini debbono rendere loro unicamente un conto esatto delle loro operazioni, facendo riguardare come un delitto eccessivamente criminoso di resistere al loro feroce teocratico dominio(21): altrove finalmentemirasi il Dervigi avventarsi a braccio armato contro le scienze ed i scienziati, riguardare come un infamia la coltura dello spirito, e idolatrare l'ignoranza come il primo requisito necessario per un vero fautore dell'Alcorano essendo questo uno degli attributi essenziali (nel modo che osservammo distesamente altrove) che caratterizzavano il venerato promulgatore di questo codice, e l'indole di presso che tutti i popoli orientali di que' tempi(22). Ed intale strana guisa procedendo si perviene ad iterizzare fra i popoli l'ignoranza la più oltraggiante, a scoraggirli ed a farli vilmente sacrificare ogni loro più sacro interesse in favore di questi sedicienti plenipotenziarj dell'Essere Supremo(23).
Tutto che noi convenghiamo di proposito col primo, come è positivamente di ragione, che la mikrà, la misna e la Ghemara sieno opere utili a conoscersi, e la prima di queste in particolare sovra di ogni altra necessaria ad intendersi, ed oltremodo utile a praticarsi; sebbene ancora accordiamo al secondo che instantanea, e caduca è la vita dell'uomo sopra la terra, ciò che è troppo evidente per dubitarsi; ne risulterà egli però l'esecrabile illazione dell'ultimo che debbasi proscrivere dal mondo la coltura dello spirito, e che senza l'ignoranza l'uomo speri in darno di conseguire l'eterna salute dell'Anima?
Insensati! Può egli farsi mai un ingiuria di questa più enorme alla specie dell'uomo, alla natura allo stesso Opifice Eterno creatore dell'uno, e fondamento dell'altra, che è la stessa increata sapienza universale con cui la regge, la governa, le alimenta entrambe? Eccitati a gran forza da queste massime venefiche, ciecamente guidati da sì esecrabili principj, oseremo noi sorprenderci ancora per che l'educazione de' nostri fanciulli ebrei, e quella specialmente che si pratica in Italia ci fa fremere, per che quella è si opposta all'indole umana, per che si recalcitrante alle Leggi del Cielo, e della terra? Nè ci lusinghiamo di pervenire in verun tempo a migliorarla fino a tanto che il fanatismo si farà risentire ne' nostri Cuori con un trillo più squillante, e più sonoro di quello che la voce consolante dell'esimia ragione ci tramanda, e che storditi a tal segno dallo strepito di quello ci abbandoneremo alle cure proditorie di certi esseri automati che sotto un illusoria sembianza umana o per insofficenza ci corrompono co' loro contraddittori, e assurdi principj, o ci abbrutiscono per pravità, impressionandoci sinistramente contro lo studio delle Scienze, pregiudizioil più funesto di quanti altri mai abbiano ferocemente soggiogata la specie umana, e che noi passiamo a distruggere senza ritardo.
(17)L'interesse particolare di tali pericolosi individui di cui parliamo non è ad altro scopo fatalmente diretto che a distruggere que' sani principi che riconoscono contraddittorj a quelli ch'essi tentano ovunque fare valere scapito de' lumi, della verità, della ragione, che molto sovente essi pervengono pur troppo a soffocare nello spirito abbacinato degli uomini, e quegli sventurati che ne restano le vittime, imbevuti funestamente da talifunestiveneficiprincipj, più non sono in istato discernerne il nocumento, ne più si curano di ritrovare uno scampo sicuro onde sottrarsi al baratro infernale dell'ignoranza, e de' pregiudizj, che loro si apre sotto il passo, e dove la loro indolente buona fede dovrà tosto, o tardi miseramente trascinarli.
(17)L'interesse particolare di tali pericolosi individui di cui parliamo non è ad altro scopo fatalmente diretto che a distruggere que' sani principi che riconoscono contraddittorj a quelli ch'essi tentano ovunque fare valere scapito de' lumi, della verità, della ragione, che molto sovente essi pervengono pur troppo a soffocare nello spirito abbacinato degli uomini, e quegli sventurati che ne restano le vittime, imbevuti funestamente da talifunestiveneficiprincipj, più non sono in istato discernerne il nocumento, ne più si curano di ritrovare uno scampo sicuro onde sottrarsi al baratro infernale dell'ignoranza, e de' pregiudizj, che loro si apre sotto il passo, e dove la loro indolente buona fede dovrà tosto, o tardi miseramente trascinarli.
(18)Non so per quale consuetudine malefica si è fatto in molti luoghi tenacemente prevalere l'uso pernicioso di affidare ad una certa classe inutile di fanatici, e devoti l'arduo malagevole assunto di formare il Cuore, e lo Spirito de' giovani destinati un giorno al governo di Popoli, o al maneggio d'importanti affari. Ma quali cognizioni, di grazia, possono avere Istitutori di tal fatta, di quale interesse possono quelli essere animati? Ferocemente soggiogati essi medesimi da' pregiudizj i più enormi, è ben naturale ch'essi mostreranno a' loro alunni la superstizione come la cosa la più urgente all'uomo, e la più sana per condursi nella vita; l'intolleranza, e lo spirito persecutore, come i più solidi fondamenti di un regnante, o il corredo essenziale di un anima devota; essi procureranno di farne un Capo di partito, ed un tiranno, od un fanatico sleale, e turbolente; essi soffocheranno di buon ora,nell'unola ragione, nell'altro la morale, echiuderanno, e chiuderanno l'accesso ne' loro cuori alla verità, e alla giustizia, onde non possino giammai arrivare a penetrarvi, gli mostreranno come inutile la coltura dello spirito; i talenti perniciosi, ridicole le scienze, e l'ignoranza al grado massimo convenevole per l'uomo. In una parola, essi faranno un devoto imbecille dell'uno, un furibondo entusiasta dell'altro, che non avrà nè questi la benchè minima cognizione di morale, nè di virtù, nè quegli alcuna idea di giusto, nè d'ingiusto, nè di solida gloria; e che saranno entrambi sprovveduti di lumi, e di criterio necessari alla differente loro destinazione.Ecco in compendio delineato quale dovrà essere propriamente per se stesso, il piano detestabile di Educazione che potranno conferire quegl'insensati maestri a que' fanciulli, che debbono formare un giorno la felicità permanente, o la sventura inevitabile de' popoli, o la sorte lacrimevole, o ridente di molte numerose famiglie.
(18)Non so per quale consuetudine malefica si è fatto in molti luoghi tenacemente prevalere l'uso pernicioso di affidare ad una certa classe inutile di fanatici, e devoti l'arduo malagevole assunto di formare il Cuore, e lo Spirito de' giovani destinati un giorno al governo di Popoli, o al maneggio d'importanti affari. Ma quali cognizioni, di grazia, possono avere Istitutori di tal fatta, di quale interesse possono quelli essere animati? Ferocemente soggiogati essi medesimi da' pregiudizj i più enormi, è ben naturale ch'essi mostreranno a' loro alunni la superstizione come la cosa la più urgente all'uomo, e la più sana per condursi nella vita; l'intolleranza, e lo spirito persecutore, come i più solidi fondamenti di un regnante, o il corredo essenziale di un anima devota; essi procureranno di farne un Capo di partito, ed un tiranno, od un fanatico sleale, e turbolente; essi soffocheranno di buon ora,nell'unola ragione, nell'altro la morale, echiuderanno, e chiuderanno l'accesso ne' loro cuori alla verità, e alla giustizia, onde non possino giammai arrivare a penetrarvi, gli mostreranno come inutile la coltura dello spirito; i talenti perniciosi, ridicole le scienze, e l'ignoranza al grado massimo convenevole per l'uomo. In una parola, essi faranno un devoto imbecille dell'uno, un furibondo entusiasta dell'altro, che non avrà nè questi la benchè minima cognizione di morale, nè di virtù, nè quegli alcuna idea di giusto, nè d'ingiusto, nè di solida gloria; e che saranno entrambi sprovveduti di lumi, e di criterio necessari alla differente loro destinazione.
Ecco in compendio delineato quale dovrà essere propriamente per se stesso, il piano detestabile di Educazione che potranno conferire quegl'insensati maestri a que' fanciulli, che debbono formare un giorno la felicità permanente, o la sventura inevitabile de' popoli, o la sorte lacrimevole, o ridente di molte numerose famiglie.
(19)Quintilliano ci avvertisce sensatamente che l'uomo non dee già ripetere che da se stesso la massima parte delle orride sciagure delle quali noi lo veggiamo rendersi la vittima sì di frequente:frustra mala omnia ad crimen fortunæ relegamus; nemo nisi sua culpa diu dolet, dic'egli:Institut. X.volendo, senza dubbio inferire all'efficacia possente dell'educazione morale sull'animo umano.
(19)Quintilliano ci avvertisce sensatamente che l'uomo non dee già ripetere che da se stesso la massima parte delle orride sciagure delle quali noi lo veggiamo rendersi la vittima sì di frequente:frustra mala omnia ad crimen fortunæ relegamus; nemo nisi sua culpa diu dolet, dic'egli:Institut. X.volendo, senza dubbio inferire all'efficacia possente dell'educazione morale sull'animo umano.
(20)Non è mancato chi volendo in qualche modo giustificare i Rabbini per rapporto a questa loro opinione, la quale sembra in vero trascinare seco le più dannevoli, ed assurde conseguenze, adduce che gli ebrei antichi non avevano duopo di profondi Studi per formarsi lo spirito il quale non dovea essere continuamente preoccupato che da quello solo della religione; (sempre che intendere vogliasi almeno per istudio la cognizione di molte lingue, o la lettura, e l'applicazione di opere instruttive differenti, come da noi si considera); addetti nel modo ch'essi erano alla vita campestre, circoscritti ne' loro bisogni, isolati nella società, la loro lingua materna era per essi alquanto sufficiente, e questa era l'ebraica, tale come noi la veggiamo nella Scrittura. Oltre a ciò pare verosimile che uno de' motivi principali che rendeva gl'Israeliti affatto alieni dallo studiare i libri stranieri, si era il timore d'imbeversi delle menzogne e delle favole, che allora formavano il soggetto primario, ed essenziale della Teologia di tutte le idolatre nazioni del mondo antico.Or ammettendo quanto si espone, io aggiungo che tutto ciò potrà essere stato forse adattabile all'epoca della prima infanzia del Popolo d'Israel; ma ora che questo più non ha per patria la Giudea; ora che l'idioma ebraico più non è quello del Commercio di sua vita; ora in fine che più non ha motivo alcuno di temere le favole, o menzogne de' popoli fra i quali esso vive, non è egli vituperevole, in ogni senso, il vedersi accreditare tutta via da gran parte di ebrei, e col massimo fervore, un opinione sì ributtante, e sì lesiva al carattere onorifico di ente ragionevole?
(20)Non è mancato chi volendo in qualche modo giustificare i Rabbini per rapporto a questa loro opinione, la quale sembra in vero trascinare seco le più dannevoli, ed assurde conseguenze, adduce che gli ebrei antichi non avevano duopo di profondi Studi per formarsi lo spirito il quale non dovea essere continuamente preoccupato che da quello solo della religione; (sempre che intendere vogliasi almeno per istudio la cognizione di molte lingue, o la lettura, e l'applicazione di opere instruttive differenti, come da noi si considera); addetti nel modo ch'essi erano alla vita campestre, circoscritti ne' loro bisogni, isolati nella società, la loro lingua materna era per essi alquanto sufficiente, e questa era l'ebraica, tale come noi la veggiamo nella Scrittura. Oltre a ciò pare verosimile che uno de' motivi principali che rendeva gl'Israeliti affatto alieni dallo studiare i libri stranieri, si era il timore d'imbeversi delle menzogne e delle favole, che allora formavano il soggetto primario, ed essenziale della Teologia di tutte le idolatre nazioni del mondo antico.
Or ammettendo quanto si espone, io aggiungo che tutto ciò potrà essere stato forse adattabile all'epoca della prima infanzia del Popolo d'Israel; ma ora che questo più non ha per patria la Giudea; ora che l'idioma ebraico più non è quello del Commercio di sua vita; ora in fine che più non ha motivo alcuno di temere le favole, o menzogne de' popoli fra i quali esso vive, non è egli vituperevole, in ogni senso, il vedersi accreditare tutta via da gran parte di ebrei, e col massimo fervore, un opinione sì ributtante, e sì lesiva al carattere onorifico di ente ragionevole?
(21)Non v'ha delitto più esecrando in faccia degli amministratori de' Culti, generalmente parlando, di quello di mettere in dubbio un solo istante ch'essi ricevono direttamente da Dio solo l'autorità assoluta che i medesimi pretendono arrogarsi sullo Spirito de' mortali; ed è questa una verità renduta omai troppo evidente presso qualche popolo moderno, specialmente poichè un individuo che commette un misfatto qualunque, per sacrilego che siasi, e quando ancora questo offenda la Divinità medesima è tosto completamente assoluto da' suoi mistici rappresentanti col mezzo di poche monete le quali o si convertono in loro profitto, o si fanno servire per acquistare della cera da ardersi sopra gli altari in gloria di qualche martire (così distinguendo quegl'entusiasti che si fanno straziare sopra un patibolo follemente immaginando di rendere con tale stravaganza più autentica la supposta verità della credenza per cui soffrono): ma se alcuno osasse dubitare, per esempio che due dita allungate del Pontefice romano sono sufficienti a purificare un milione di anime umane in un solo, e medesimo istante, colui che in tal foggia opinasse, dovrebbe essere, secondo gli statuti monacali, dannato senza scampo nell'altra vita, e punito religiosamente in questa come iniquo, e ribelle alla mistica possanza di colui che si fa credere l'arbitro disponitore di ogni Cuore, di ogni pensiere umano, e la suprema Divinità della terra, e che come tale qualunque Cattolico romano, sotto pena di eterodossia e degli orribili flagelli che da questa derivano è obbligato per se stesso di riflettere, di credere, e di sostenere che il Papa pensa giustamente nel medesimo tempo ch'ei s'inganna.Tale è presso a poco il carattere imponente che da tutti gli altri popoli conosciuti mirasi fare de' loro Capi o ministri di Altari.
(21)Non v'ha delitto più esecrando in faccia degli amministratori de' Culti, generalmente parlando, di quello di mettere in dubbio un solo istante ch'essi ricevono direttamente da Dio solo l'autorità assoluta che i medesimi pretendono arrogarsi sullo Spirito de' mortali; ed è questa una verità renduta omai troppo evidente presso qualche popolo moderno, specialmente poichè un individuo che commette un misfatto qualunque, per sacrilego che siasi, e quando ancora questo offenda la Divinità medesima è tosto completamente assoluto da' suoi mistici rappresentanti col mezzo di poche monete le quali o si convertono in loro profitto, o si fanno servire per acquistare della cera da ardersi sopra gli altari in gloria di qualche martire (così distinguendo quegl'entusiasti che si fanno straziare sopra un patibolo follemente immaginando di rendere con tale stravaganza più autentica la supposta verità della credenza per cui soffrono): ma se alcuno osasse dubitare, per esempio che due dita allungate del Pontefice romano sono sufficienti a purificare un milione di anime umane in un solo, e medesimo istante, colui che in tal foggia opinasse, dovrebbe essere, secondo gli statuti monacali, dannato senza scampo nell'altra vita, e punito religiosamente in questa come iniquo, e ribelle alla mistica possanza di colui che si fa credere l'arbitro disponitore di ogni Cuore, di ogni pensiere umano, e la suprema Divinità della terra, e che come tale qualunque Cattolico romano, sotto pena di eterodossia e degli orribili flagelli che da questa derivano è obbligato per se stesso di riflettere, di credere, e di sostenere che il Papa pensa giustamente nel medesimo tempo ch'ei s'inganna.
Tale è presso a poco il carattere imponente che da tutti gli altri popoli conosciuti mirasi fare de' loro Capi o ministri di Altari.
(22)Tutti gli Storici Arabi si accordano a descriverci questa nazione come all'eccesso barbara, ed ignorante; ciò è comprovato dall'esperienza medesima, se si riflette che quando Maometto intraprese di passare per Profeta, non vi era, al dire degli storici, che il soloVarakakin tutta la Mecca, che sapesse leggere, e scrivere, e ciò anche per accidente, atteso che essendosi fatto ebreo, indi cristiano, esso apprese dopo il di lui commercio con entrambi i due partiti a scrivere l'arabo in caratteri ebraici. La poca cosa che questo popolo avea presa di coltivare le Lettere dette luogo di disegnare sovente gli abitatori della Mecca col termine diignoranti, nella guisa che si chiamavano, al contrario gli abitanti di Medina:Il Popolo del Libroa cagione ch'essi sapevano leggere, e scrivere, e basare i loro discorsi sulle regole della Lingua.(ved.Pocok Speci. p. 157. Al Bochari.)
(22)Tutti gli Storici Arabi si accordano a descriverci questa nazione come all'eccesso barbara, ed ignorante; ciò è comprovato dall'esperienza medesima, se si riflette che quando Maometto intraprese di passare per Profeta, non vi era, al dire degli storici, che il soloVarakakin tutta la Mecca, che sapesse leggere, e scrivere, e ciò anche per accidente, atteso che essendosi fatto ebreo, indi cristiano, esso apprese dopo il di lui commercio con entrambi i due partiti a scrivere l'arabo in caratteri ebraici. La poca cosa che questo popolo avea presa di coltivare le Lettere dette luogo di disegnare sovente gli abitatori della Mecca col termine diignoranti, nella guisa che si chiamavano, al contrario gli abitanti di Medina:Il Popolo del Libroa cagione ch'essi sapevano leggere, e scrivere, e basare i loro discorsi sulle regole della Lingua.
(ved.Pocok Speci. p. 157. Al Bochari.)
(23)La confidenza illimitata che i ministri delle Religioni, generalmente parlando, seppero profondamente ispirare nello spirito de' popoli in loro favore indusse questi da lungo tempo ad abbandonare, di buon grado, nelle mani di essi l'educazione morale della gioventù, intimamente persuasi che le loro instruzioni edificanti ne formerebbero lo spirito, e il Cuore.Io non nego per altro, che molti ve ne abbia fra questi capaci superiormente d'intraprendere questo assunto spinoso, e di riuscirci ancora con avventurosi successi; ma dove ritroveremo noi attualmente unFenelon; quantiBossuetpossono con giustizia vantare i popoli odierni; chi mai fra questi può annoverare oggi unCondillac, quantiMillotsi conoscono nel mondo, e dove sono attualmente fra gli ebrei gliAbenesdra, iCalimani, iCassese iSaraval? Pur troppo al loro confronto l'esperienza contrappone oggi molti altri che animati da interessi onninamente differenti da quelli che guidavano quegli egregi venerabili ministri, contaminano lo Spirito de' fanciulli colle loro massime superstiziose, e chimeriche, a cui fanno tenere il rango, e le qualità di sani doveri, e facendo loro un inquietissimo scrupolo di elevarsi fino alla contemplazione della verità, tentano di soffocarne la ragione, e molto sovente di allarmarli ancora contro di essa; e come dunque le Scienze che gli servono di alimento ritrovare potranno giammai un libero sentiere, onde penetrare senza ostacolo, fino al Centro del loro Cuore, se questo è già infelicemente preoccupato, dal primo istante che cominciò a respirare aura di vita, dalla più deplorabile delle follie, qual'è quella di riguardare le Scienze come nocive alla Religione, e di considerare l'ignoranza come l'unico efficace mezzo indispensabile all'eterna salute dell'uomo?
(23)La confidenza illimitata che i ministri delle Religioni, generalmente parlando, seppero profondamente ispirare nello spirito de' popoli in loro favore indusse questi da lungo tempo ad abbandonare, di buon grado, nelle mani di essi l'educazione morale della gioventù, intimamente persuasi che le loro instruzioni edificanti ne formerebbero lo spirito, e il Cuore.
Io non nego per altro, che molti ve ne abbia fra questi capaci superiormente d'intraprendere questo assunto spinoso, e di riuscirci ancora con avventurosi successi; ma dove ritroveremo noi attualmente unFenelon; quantiBossuetpossono con giustizia vantare i popoli odierni; chi mai fra questi può annoverare oggi unCondillac, quantiMillotsi conoscono nel mondo, e dove sono attualmente fra gli ebrei gliAbenesdra, iCalimani, iCassese iSaraval? Pur troppo al loro confronto l'esperienza contrappone oggi molti altri che animati da interessi onninamente differenti da quelli che guidavano quegli egregi venerabili ministri, contaminano lo Spirito de' fanciulli colle loro massime superstiziose, e chimeriche, a cui fanno tenere il rango, e le qualità di sani doveri, e facendo loro un inquietissimo scrupolo di elevarsi fino alla contemplazione della verità, tentano di soffocarne la ragione, e molto sovente di allarmarli ancora contro di essa; e come dunque le Scienze che gli servono di alimento ritrovare potranno giammai un libero sentiere, onde penetrare senza ostacolo, fino al Centro del loro Cuore, se questo è già infelicemente preoccupato, dal primo istante che cominciò a respirare aura di vita, dalla più deplorabile delle follie, qual'è quella di riguardare le Scienze come nocive alla Religione, e di considerare l'ignoranza come l'unico efficace mezzo indispensabile all'eterna salute dell'uomo?
Cap. IV.De' pregiudizj dannevoli su' quali fondano i nemici delle scienze l'avversione decisa ch'essi nutrono tenacemente d'accordo contro di quelle; vantaggi delle medesime; danni incalcolabili dell'Ignoranza.Quali giusti, e bene fondati motivi possono avere fatto determinare J. J.Rousseaua smentire sì altamente se stesso, a rinunziare in un istante al carattere suo, alle sue vaste Cognizioni, a' suoi perspicaci talenti, dichiarandosi apertamente L'apologista dell'ignoranza, ed il deciso difensore del suo partito? Esso non ebbe, per quanto si suppone, altro disegno che quello di distinguersi nel mondo coll'imponente soccorso de' numerosi mezzi che gli offriva la sua capacità, sostenendo arditamente un paradosso filosofico, che i suoi più inesorabili antagonisti non poterono astenersi di ammirare, e che una delle più rinomate Accademie della Francia (Dijon) ha decorato della sua approvazione, e del suo premio(24).Gli odierni panegiristi poi dell'ignoranza i quali non hanno nè la facondia, nè i talenti, nè le tante risorse morali del filosofo di Ginevra, si appoggiano ad un punto assai più edificante, palliando col misterioso velo della religione l'odio inveterato ch'essi nutrono contro le Scienze, non meno che contro di coloro che le professano.L'opinione diRousseau, tutto che riprovata, e combattuta da' più illuminati fautori delle scienze, e che sempre condannabile sia per se stessa, è almeno fondata sopra basi filosofiche, sulle quali lo spirito di questi ha dovuto necessariamente arrestarsi: ma dove mai si regge l'irragionevole avversione che tanti fanatici settarj dimostrano univoci contro lo sviluppo della ragione? Essi dunque assurdamente pretendono che le scienze non solo conducono alla irreligione, ma che si oppongono altresì a que' fini salutari a' quali tende propriamente il vero Culto, che la specie umana è in dovere di prestare all'Essere onnipossente; e tanto è ciò vero, aggiungono essi, quanto che ogni uomo che ragiona diventa bentosto incredulo, adducendo come per autentica prova gli esempi di Spinosa, diHobbes, diLametrie, diVoltaire, diMirabeau, diBolingbroek, e di tanti altri. Quale deduzione inconseguente! Dunque per che alcuni uomini scienziati, non saprei per quale sinistro disegno, hanno fatto un uso pessimo e riprovabile de' loro propri talenti, si dovrà inferirne quindi l'illazione di dovere considerare la filosofia come perniciosa, e che debbasi proscrivere dal Consorzio degli uomini l'applicazione, e lo studio delle scienze? Se nella moltitudine prodigiosa degli esseri pensanti de' quali è popolato l'universo, alcuni di questi abusando delle loro facoltà intellettuali e de' loro lumi, si abbandonano inconsideratamente all'adulterio, all'omicidio, alle dissolutezze, si dovrà forse dedurre che tutti gli uomini debbono essere, o sieno in fatti per loro intima natura micidiali adulteri e dissoluti? Chi è mai che non discerna l'eccelsa destinazione delle scienze dall'abuso detestabile che se ne ha potuto fare da pochi individuicorrotti dall'orgoglio, e travviati dalla religione? Sarebb'egli forse ragionevole di mettere in un cratere della bilancia alcuni epigrammi di Catullo, o di Marziale per contrapporli nell'altro, co' numerosi volumi filosofici, politici, e morali di Cicerone, ovvero colli dottissimi poemi di Virgilio, diPope? E chi mai senza delirio azzarderebbe di porre in un livello stesso gli smarrimenti ontologici dello Spinosa, e l'assurda metafisica dell'autore delsistema della naturacol sublimeIntendimento umanodi Loke coll'ammirabileFedonedi Mendelshonn? ma finiamo una volta di garrire contro l'infamia di costoro, e conchiudiamo che ben lontano dall'essere le scienze opposte all'esimio culto inalterabile che l'uomo dee rendere al suo eterno Creatore; e tutt'altro ch'essere il filosofo incredulo di quanto la sana Religione prescrive, non vi ha che quelle che sieno più omogenee ad essa, siccome a questi appartiene unicamente l'impegno eccelso di conoscerlo, estollerne le glorie, e propalarle: altrimenti sarebbe necessario supporre che per sostenersi avrebbe duopo delle tenebre, della cecità,degldell'ignoranza: qual esecrabile bestemmia(25)!Ovunque si rivolga il nostro sguardo scorgere dovrà indizj evidenti degl'immensi vantaggi che ci apportano le scienze; non avvi oggetto nell'ordine della natura, che quasi rimproverando l'indolenza umana per la coltura delle medesime col più dotto degli uomini non esclamimelior est enim sapientia cunctis pretiosissimis, & omne desiderabile, ei non potest comparari(A). Tutto finalmente ci manifesta l'uopo urgente che abbiamo delle scienze, tutto ci addita il grave nocumento che all'uomo apporta il trascurarle, per che senza di esse la ragione vien meno, stupida si rende qualunque religiosa adorazione, inutile diventa ogni talento ancora più elevato; ma affine di restare viemaggiormente convinti di questa verità troppo evidente, e ad oggetto di potere assegnare alla medesima un giudizio più ragionevole, più sensato, più inconcusso ed imporre così un perpetuo silenzio vergognoso a' calunniatori delle scienze, analizziamone brevemente lo scopo essenziale che le medesime si prefiggono, ed i solidi vantaggi perenni che ricavare incessantemente possiamo quando almeno intendere vogliasi per scienza, ciò che ne capiscono i filosofi, vale a dire, la vera cognizione di Dio, quella dell'uomo, e della Natura(26).LaLogica(la prima delle scienze che si fa conoscere all'uomo) forma l'Intelletto umano, lo sviluppa, lo abilita a pensare con esattezza, e precisione; gli addita un metodo infallibile onde acquisire le idee distinte colle quali potere discernere sicuramente il vero dalla menzogna, l'erroneo soffisma che ci nuoce, e che rigettare dobbiamo, dal sano argomento che ci è necessario, e che ci giova; in una parola, condurre l'uomo a conoscere al grado massimo, e ad apprezzare gli eccelsi requisiti della Ragione.LaMetafisica, e tutte le altre scienze astratte che vi sono racchiuse, ci porta col pensiere (già renduto precedentemente sistemato dall'arte ragionatrice) allainvestigazione delle verità ostensibili al discernimento umano, e necessarie alla sua specie, e col mezzo del raziocinio ci fornisce le più sublimi cognizioni, nel vero progresso delle quali è riposta essenzialmente la più cospicua magnificenza dell'uomo, ci eleva fino alla contemplazione dello stesso Dio Creatore dell'universo.L'Etica(in certo modo, più di ogni altra scienza necessaria per la vita dell'uomo) c'instruisce de' mezzi co' quali possiamo agevolmente conseguire una felicità permanente sopra la terra, ci rende sobrj, morigerati, e frugali, ci somministra la vera cognizione di noi medesimi, ci emenda i Costumi, ci corregge i difetti, e mostrandoci le funeste conseguenze che seco portano i vizj, ce ne insinua la ripugnanza, e l'abominio, e ci allontana da' medesimi; essa dirige infine al sentiere del vero bene la condotta nostra, e le nostre passioni, origine molto sovente malefica, e vantaggiosa delle tante calamitose sciagure che fanno gemere l'umanità.LaFisicascortata, per così dire, dalleMatematiche, si aggira a guidarci alle più positive cognizioni alle quali pervenire mai si possa da noi, e assoggettando l'intelletto umano alle regole infallibili, ci offre le idee generali di tutti gli esseri della natura, che l'increata Sapienza dell'artefice Divino trasse mirabilmente dal Caos, li quali servono al filosofo come di altrettanti esemplari delle sue innumerabili perfezioni, siccome per la loro assoluta contingenza quelli formano la prova irrefragabile della di lui necessità.LaGeometriaoltre il rendere perfetto l'intellettuale dell'uomo concorre a giovarlo anche nel fisico, insegnandogli un metodo con cui potere facilmente costruire abitazioni comode, e bene distribuite nelle Case per uso della propria sua vita; macchine di ogni specie, che rendono agevole il progresso delle arti, ripari che lo difendono dalle aggressioni de' nemici, e de' perturbatori della sua tranquillità, e che formano la sua sicurezza.LaNauticanon è dessa il risultato dellematematiche, e dell'Astronomiasostenute dall'Algebra? Senza le infinite risorse che la medesima ci porge profusamente, e nel Commercio, e nelle scoperte più interessanti, come sussistere giammai potrebbe una gran parte del mondo un solo istante, cosa mai diverebbe allora l'intera società degli uomini?LaMedicina(quantunque molto lontana dalla infallibilità) lanotomia, lachirurgia(più di quella sicure, e più evidenti) fanno sovente prevedere in noi de' mali, che formerebbero, senza dubbio, la distruzione della specie nostra, se per mezzo di quelle immantinente, o in tutto, ovvero in parte non se ne troncassero i funesti progressi.LaBotanica, laChimica, oltre le numerose utili esperienze che ci mostrano, esse ci apprestano ancora gli antidoti efficaci i quali molte volte ci liberano dalle più gravi malattie, ci sottrano sovente dalle spietate braccia medesime della morte.LaGiurisprudenza, in ultimo mette al sicuro la proprietà de' beni, il decoro dell'uomo, la riputazione dell'illibato Cittadino; ci addita i pubblici doveri che convengono all'ente ragionevole, non meno verso i suoi simili, che relativamente alle Leggi sotto le quali esso vive, ed al sovrano da cui esso è governato, e tutte in somma le scienze unite, non meno che ciascuna di esse in particolare non forma dell'uomo una creatura degna del Creatore, un individuo utile a se stesso, e necessario al Consorzio de' suoi simili(27)?O demenza commiserabile de' Censori delle scienze! O stupenda confusione delle loro strane id[ee!] Quale forsennato pensiere può mai trasportare l'uomo ad inveire si accanitamente contro di ciò che più di ogni altro oggetto ei dovrebbe apprezzare nella sua vita che in darno spererebb'esso direndere felice, oconservare senza di quelle. Ma non è già nel solo uomo, nell'individuo isolato che si limita il bene che recano le scienze;aqualunque siasi popolo proclive a coltivarle, ne risente ad ognora gli effetti salutari. Infatti dove mai si supporrebbe che la gloria durabile di uno stato essenzialmente consista? Forse nell'affluenza delle dovizie che possiede? Nell'estensione del territorio che occupa? Nel numero esuberante de' suoi medesimi abitatori? No; essa non è riposta solo che nelle scienziate cognizioni delle quali è ornato, e ne' lumi che può meritamente vantare; la stessa carta geografica io ne attesto per comprovarlo. Vi si lanci uno sguardo, facciasi ciascuno a misurarvi l'immenso territorio del dominio musulmano, quello della Persia, e la massima parte della Russia ancora (Avanti che il czar Pietro avesse cominciatoad in...tenirla ...da scuotere quella ubertosa popolazione dal suo natio torpore, barbaro, ferino), e quelle cimostraronomostrerannoinsieme, che nel globo terracqueo esistono delle numerose popolazioni eccessivamente opulenti, le quali sanno possedere un incommensurabile paese inutilmente. Per poca erudizione che si abbia, chiunque dovrebbe ampliamente conoscere a quale grandezza inalzarono le scienze l'Africa un tempo, e il rinomato Egitto, in cui ebbero Culla un giorno le arti liberali, le scienze le più sublimi e le più utili cognizioni; ed in quale abbiezione all'oppostosi videro entrambe quelle monarchie miseramente cadere da quando fu negletta da que' popoli l'educazione morale, e che la coltura dello spirito fu da essi posta in abbandono; ed a quale apice di gloria non fecero i lumi, e le scienziate cognizioni ascendere il territorio degli ateniesi, quantunque ristretto di estensione, e fausto di dovizie, e di tenuissima popolazione? Ma che pensare si dovrà di quella metropoli stupenda, della magnifica Roma? A chi dovette mai la Capitale dell'Italia quel grado eccelso a cui pervenne se non alla coltura dello spirito, alle instruttive Cognizioni, ed all'inerenza costante che i suoi stessi abitatori nutrivano per le scienze? Fu certamente in qualità di uomini scienziati che i romani soggiogarono quasi tutte le monarchie della terra, formarono l'ammirazione de' loro stessi nemici, e giunsero non solo a contendere la gloria alle più cospicue, e formidabili nazioni, allora conosciute nella circonferenza del globo, ma di gran lunga a superarlo ancora, e dall'infelice momento in cui questa gran mole reggente ogni loro antico fasto, cominciò gradatamente a indebolirsi, e a deperire, fu in tale epoca lacrimevole che vinti da tutte le parti, i terribili vincitori del mondo, sobirono in qualità d'ignoranti lo stesso giogo fatale de' popoli del Nord(28).In seguito di tutto ciò può egli supporsi giammai nella natura uno stato più deplorabile di quello dell'ignoranza per le infelici nazioni che ne sono predominate?Toute nation sans lumières, diceElvezio,lorsqu'elle cesse d'être sauvage, & feroce, est une nation avilie, & tôt ou tard subjuguée. Ce fut moins la valeur, que la science militaire des Romains qui triompha des gaules.Si consultino le Istorie di ogni età dell'universo, si esaminino i monumenti di tutti i popoli che conosciamo, e noi resteremo a colpo d'occhio convinti che i secoli d'ignoranza sono stati in ogni epoca i più funesti per l'umanità; il regime di quello che comanda non è allora che il dominio della crudeltà, e della frode; al buon ordine che rimunera la virtù, e punisce il vizio, succede una scossa continua di una turba di malvaggi contro il tenue numero di giusti, è allora quando i poteri rivali si fomentano da ogni parte al prezzo detestabile di sangue umano, che trucemente si fa scorrere a impetuosi torrenti; è allora che leinfelicisventuratenazioni contaminate dall'alito pestilenziale diquesto mostro, si abbandonano in preda a ogni delitto, più non conoscono i fondamenti delle Leggi nè i doveri sociali, nè i rapporti dell'uomo col suo simile, nè i sacri diritti di natura; ma tutto infine si converte in abuso tirannide, ingiustizia; è, per ultimo, in tale situazione deplorabile, quando l'impostore profittando scaltramente della credula ignoranza delle abbacinate nazioni sparge ovunque il suo recondito veleno, fomenta la dissenzione fra i popoli, agguzza il cruento pugnale, e quale nuovo Coribante di un Dio sanguinario che vittime domanda, ei lo porge fra le mani dell'uomo, il quale dimentico de' vincoli religiosi di società, calpestando gli altri doveri che il vero Culto rispettabile prescrive, è costretto a divenire il carnefice tiranno del suo simile(29).Ecco l'orribile quadro dell'ignoranza; ecco gl'infaustissimi effetti che necessariamente risultare ne debbono; or dopo un prospetto sì disgustoso, e sì lacrimevole, si oserà insistere ancora nel delirio condannabile di sostenere l'ignoranza come utile all'anima ragionevole, e come ovvia alla Religione?(24)Elveziorapporta di avere egli stesso vedutoesultarealcuni fautori dell'ignoranza inebriati dalla radicata fiducia dell'eminente conversione positiva di J. J.Rousseau, in conseguenza della ripugnanza costante che desso manifestava asseverantemente contro le Scienze: Perchè mai, ripetevano essi continuamente disperare di sua salute? Gian Giacomo protegge l'ignoranza con tutta quella fermezza di cui l'uomo è capace; odia i filosofi, si allarma contro i loro sistemi, e gli combatte; sdegna qualunque ottimo, e sottile ragionatore; se lo scrittore di Ginevra fosse un santo, cosa potrebb'egli sperare più a proposito? (Ved.Elv. T. III. Sect. V. Nº 28.)(25)Chi ha mai opinato, senza delirio, che le tenebre producessero la luce, e che l'ignoranza fosse il risultato della Ragione? È all'opposto assai bene riconosciuto che le prime non convengono che a que' miserabili etiopi, che nemici della luce si ritiravano entro i latiboli i più neri, onde schivarne l'incontro, e che l'altra non fu in alcun tempo utile che a' nemici della ragione, ed a' promulgatori dell'errore, della menzogna. D'altronde, l'ignorante assomigliato da un pensatore Inglese ad un frale ragnatelo che ritiratosi in un angolo tenebroso si avviluppa nella sua tenuissima tela, ed è insensibile alle innumerabili bellezze che lo circondano:The ignorant(diceBacon)is a spider which into some dark corner, and wraps itself in its own dusly cobweb, insensible of the innumerable beauties which sorround it.Ben contraria, per altro, la destinazione dell'uomo colto questi conoscendo esattamente quanto v'ha di ammirabile nella natura, sa trarre profitto della sua propria Intellezione, in gloria del di lei autore supremo, ed in solido vantaggio de' suoi simili.Da tutto ciò si può ragionevolmente conchiudere che l'ignoranza disonora la Religione, avvilisce i suoi pregj, e che la scienza la rende più venerabile, più sublime, e che per conseguenza la credulità dell'ignorante non ha per base che la cecità la più insana, e la più brutale, e che quella dell'uomo scienziato è sostenuta dalla verità la più integra, e nutrita dalla ragione.(A)Sal. Proverb. Cap. 8. v. 2.(26)Senecail filosofo c'insegna, e ci consiglia non solo a non dovere mai trascurare le scienze, ma a studiarci ben anche di trarne tutto quell'ameno giovamento che se ne dee aspettare; quindi è che noi considerare la dobbiamo non già come nostro fine speciale, ma come mezzi soltanto che possono condurci con sicurezza; e se quelle non hanno per oggetto immediato la virtù, preparano ad essa, ed agevole ne rendono l'acquisto: elleno sono (per servirmi della frase medesima del citato filosofo) rispetto a questa, ciò che i primi elementi della Grammatica sono verso le Belle Lettere;non quia Virtutem dare possunt, sed quia animum ad accipiendam virtutem preparant. Quemadmodum prima illa, ut antiqui vocabant Litteratura per quam pueris elementa traduntur &c.Ep. 88. ECiceronecon sensi meglio espressi avea già detto avanti Seneca che lo studio delle scienze è l'alimento della gioventù, ed il sollievo della vecchiezza; nella prosperità esse ci servono di ornamento, e di asilo nelle disgrazie; ci diletta in casa non c'impedisce fuori, e in viaggio, e nella solitudine, in ogni tempo, in qualunque siasi luogo forma la più grata delizia della nostra vita:Studia adolescentiam aliusto senectutem oblectant secundas res ornant adversis perfugiunt præbent delectant domi, non impediunt foris, pernoctant nobiscum, peregrinantur, rusticantur: Cicer.Tuscul. Qæst.(27)Io quì altro non faccio che passare celermente sopra tutte queste Scienze, attenendomi soltanto alle principali, le più generalmente conosciute, e praticate dagli uomini, tacendo le tante altre che già accessoriamente o direttamente possono tutte essere comprese nella Categoria di quelle medesime da noi già menzionate, siccome coloro che sono sufficientemente versati nelle medesime possono rilevarlo agevolmente in tutta l'estensione. Ho stimato, per altro, quì prescindere dall'Eloquenza, la quale sebbene utile sia per se stessa, qualche volta necessaria, e sempre amena, ed istruttiva, non tanto essa non fu mai riconosciuta da' dotti come scienza, ma solo semplicemente come arte.(28)Qualunque male da cui sono gli uomini tormentati, e oppressi non trae, per l'ordinario, sorgente che dalla sola ignoranza; essa forma il terribile supplizio de' suoi fautori medesimi e quale mortifero Contagio infetta, e distrugge tutto ciò che ne comunica; quindi se un tale venefico malore noi possiamo giugnere ad aumentare dal Consorzio degli uomini, possiamo inoltre essere presso che garantiti di avere dissipato ancora ogni germe funesto del male morale; in certa guisa niente di meno del fisico pericoloso per il genere umano. L'ignoranza, come giudiziosamente lo rimarca il Sidney, non solo trascina le intere azioni entro il baratro de' vizj più degni di abominio, ma estingue del tutto in esse parimenti per sino qualunque sentimento di equità, di umanità, di onore: cosa è quello mai che l'ignorante desidera coll'avidità la più irrequieta? Che l'uomo diventando inferiore di se medesimo sia superstizioso, e assurdo: cosa è mai ciò che il più esso teme? Si è che l'uomo sviluppi il suo spirito, e illumini la propria sua ragione; di qui è che i più ignoranti sono, senza contraddizione i più brutali ed i più spietati: chi si mostrò nelle guerre decorse il più tiranno, ed il più sanguinario di tutti i popoli? L'ignorante e il barbaro Portoghese; esso recideva trucemente il naso, e le orecchie egli sventurati prigionieri che aveano l'infortunio di cadere fra le loro mani; e quanti altri autentici esempi di medesimo valore non concorrerebbero a confermare queste verità, se arrestare io non sentissi la mia penna dall'orrore nel riportarli!(29)Chi potrebbe calcolare, se non al certo, almeno al verosimile, il giusto numero di secoli consecutivi, durante i quali noi ci siamo straziati mostruosamente per contendere alla natura il suo incontestabile potere, ovvero per sostenere delle mistiche favole, e delle sacre chimere, che gl'insensati apologisti dell'ignoranza mettevano in campo ad ogni istante adombrate dall'orpello seducente di simulata religione? Questa pratica brutale non è ancora interamente distrutta; essa è soltanto indebolita; le traccie malefiche, pur troppo, rimangono tutta via intatte fra gli esseri umani, ed è la sola truce maniera di eseguirla che ritrovasi unicamente cambiata.Dopo che per uno spazio incommensurabile di tempo si vide scorrere ovunque a lunghi, e perenni ruscelli il sangue umano apparentemente in onore, in gloria, e per la difesa della verità, si fosse almeno pervenuti a crederla, o a distinguerne il sembiante in tutta la sua integra purità! Ma ciò era in fatti per viemaggiormente consolidare, e propalare l'errore, per cimentare l'ignoranza, e il fanatismo, ed affine di procurare loro il punto d'indestruttibilità a cui desse anelevano d'accordo colla più tormentosa impazienza; ciò che riuscì eglino infine, molto agevole di conseguire, mentre, siccome pensa giustamentePascal:jamais, dic'egli,on ne fait le mal si pleinment, & si gaiement, que quant ou le fait par un faux principe de coscience. Pens. 38.Ma l'illusione finalmente cessa, e si svanisce quando più non ha la menzogna per suo Centrale punto di appoggio, nè la criminosa ignoranza per servirgli di rilievo; ed è allora che l'esimia verità sbalza, per così dire, agli occhi nostri in tutto il suo più fulgido splendore: potessimo almeno rimirare questo prodigio edificante a' nostri giorni!
De' pregiudizj dannevoli su' quali fondano i nemici delle scienze l'avversione decisa ch'essi nutrono tenacemente d'accordo contro di quelle; vantaggi delle medesime; danni incalcolabili dell'Ignoranza.
Quali giusti, e bene fondati motivi possono avere fatto determinare J. J.Rousseaua smentire sì altamente se stesso, a rinunziare in un istante al carattere suo, alle sue vaste Cognizioni, a' suoi perspicaci talenti, dichiarandosi apertamente L'apologista dell'ignoranza, ed il deciso difensore del suo partito? Esso non ebbe, per quanto si suppone, altro disegno che quello di distinguersi nel mondo coll'imponente soccorso de' numerosi mezzi che gli offriva la sua capacità, sostenendo arditamente un paradosso filosofico, che i suoi più inesorabili antagonisti non poterono astenersi di ammirare, e che una delle più rinomate Accademie della Francia (Dijon) ha decorato della sua approvazione, e del suo premio(24).
Gli odierni panegiristi poi dell'ignoranza i quali non hanno nè la facondia, nè i talenti, nè le tante risorse morali del filosofo di Ginevra, si appoggiano ad un punto assai più edificante, palliando col misterioso velo della religione l'odio inveterato ch'essi nutrono contro le Scienze, non meno che contro di coloro che le professano.
L'opinione diRousseau, tutto che riprovata, e combattuta da' più illuminati fautori delle scienze, e che sempre condannabile sia per se stessa, è almeno fondata sopra basi filosofiche, sulle quali lo spirito di questi ha dovuto necessariamente arrestarsi: ma dove mai si regge l'irragionevole avversione che tanti fanatici settarj dimostrano univoci contro lo sviluppo della ragione? Essi dunque assurdamente pretendono che le scienze non solo conducono alla irreligione, ma che si oppongono altresì a que' fini salutari a' quali tende propriamente il vero Culto, che la specie umana è in dovere di prestare all'Essere onnipossente; e tanto è ciò vero, aggiungono essi, quanto che ogni uomo che ragiona diventa bentosto incredulo, adducendo come per autentica prova gli esempi di Spinosa, diHobbes, diLametrie, diVoltaire, diMirabeau, diBolingbroek, e di tanti altri. Quale deduzione inconseguente! Dunque per che alcuni uomini scienziati, non saprei per quale sinistro disegno, hanno fatto un uso pessimo e riprovabile de' loro propri talenti, si dovrà inferirne quindi l'illazione di dovere considerare la filosofia come perniciosa, e che debbasi proscrivere dal Consorzio degli uomini l'applicazione, e lo studio delle scienze? Se nella moltitudine prodigiosa degli esseri pensanti de' quali è popolato l'universo, alcuni di questi abusando delle loro facoltà intellettuali e de' loro lumi, si abbandonano inconsideratamente all'adulterio, all'omicidio, alle dissolutezze, si dovrà forse dedurre che tutti gli uomini debbono essere, o sieno in fatti per loro intima natura micidiali adulteri e dissoluti? Chi è mai che non discerna l'eccelsa destinazione delle scienze dall'abuso detestabile che se ne ha potuto fare da pochi individuicorrotti dall'orgoglio, e travviati dalla religione? Sarebb'egli forse ragionevole di mettere in un cratere della bilancia alcuni epigrammi di Catullo, o di Marziale per contrapporli nell'altro, co' numerosi volumi filosofici, politici, e morali di Cicerone, ovvero colli dottissimi poemi di Virgilio, diPope? E chi mai senza delirio azzarderebbe di porre in un livello stesso gli smarrimenti ontologici dello Spinosa, e l'assurda metafisica dell'autore delsistema della naturacol sublimeIntendimento umanodi Loke coll'ammirabileFedonedi Mendelshonn? ma finiamo una volta di garrire contro l'infamia di costoro, e conchiudiamo che ben lontano dall'essere le scienze opposte all'esimio culto inalterabile che l'uomo dee rendere al suo eterno Creatore; e tutt'altro ch'essere il filosofo incredulo di quanto la sana Religione prescrive, non vi ha che quelle che sieno più omogenee ad essa, siccome a questi appartiene unicamente l'impegno eccelso di conoscerlo, estollerne le glorie, e propalarle: altrimenti sarebbe necessario supporre che per sostenersi avrebbe duopo delle tenebre, della cecità,degldell'ignoranza: qual esecrabile bestemmia(25)!
Ovunque si rivolga il nostro sguardo scorgere dovrà indizj evidenti degl'immensi vantaggi che ci apportano le scienze; non avvi oggetto nell'ordine della natura, che quasi rimproverando l'indolenza umana per la coltura delle medesime col più dotto degli uomini non esclamimelior est enim sapientia cunctis pretiosissimis, & omne desiderabile, ei non potest comparari(A). Tutto finalmente ci manifesta l'uopo urgente che abbiamo delle scienze, tutto ci addita il grave nocumento che all'uomo apporta il trascurarle, per che senza di esse la ragione vien meno, stupida si rende qualunque religiosa adorazione, inutile diventa ogni talento ancora più elevato; ma affine di restare viemaggiormente convinti di questa verità troppo evidente, e ad oggetto di potere assegnare alla medesima un giudizio più ragionevole, più sensato, più inconcusso ed imporre così un perpetuo silenzio vergognoso a' calunniatori delle scienze, analizziamone brevemente lo scopo essenziale che le medesime si prefiggono, ed i solidi vantaggi perenni che ricavare incessantemente possiamo quando almeno intendere vogliasi per scienza, ciò che ne capiscono i filosofi, vale a dire, la vera cognizione di Dio, quella dell'uomo, e della Natura(26).
LaLogica(la prima delle scienze che si fa conoscere all'uomo) forma l'Intelletto umano, lo sviluppa, lo abilita a pensare con esattezza, e precisione; gli addita un metodo infallibile onde acquisire le idee distinte colle quali potere discernere sicuramente il vero dalla menzogna, l'erroneo soffisma che ci nuoce, e che rigettare dobbiamo, dal sano argomento che ci è necessario, e che ci giova; in una parola, condurre l'uomo a conoscere al grado massimo, e ad apprezzare gli eccelsi requisiti della Ragione.
LaMetafisica, e tutte le altre scienze astratte che vi sono racchiuse, ci porta col pensiere (già renduto precedentemente sistemato dall'arte ragionatrice) allainvestigazione delle verità ostensibili al discernimento umano, e necessarie alla sua specie, e col mezzo del raziocinio ci fornisce le più sublimi cognizioni, nel vero progresso delle quali è riposta essenzialmente la più cospicua magnificenza dell'uomo, ci eleva fino alla contemplazione dello stesso Dio Creatore dell'universo.
L'Etica(in certo modo, più di ogni altra scienza necessaria per la vita dell'uomo) c'instruisce de' mezzi co' quali possiamo agevolmente conseguire una felicità permanente sopra la terra, ci rende sobrj, morigerati, e frugali, ci somministra la vera cognizione di noi medesimi, ci emenda i Costumi, ci corregge i difetti, e mostrandoci le funeste conseguenze che seco portano i vizj, ce ne insinua la ripugnanza, e l'abominio, e ci allontana da' medesimi; essa dirige infine al sentiere del vero bene la condotta nostra, e le nostre passioni, origine molto sovente malefica, e vantaggiosa delle tante calamitose sciagure che fanno gemere l'umanità.
LaFisicascortata, per così dire, dalleMatematiche, si aggira a guidarci alle più positive cognizioni alle quali pervenire mai si possa da noi, e assoggettando l'intelletto umano alle regole infallibili, ci offre le idee generali di tutti gli esseri della natura, che l'increata Sapienza dell'artefice Divino trasse mirabilmente dal Caos, li quali servono al filosofo come di altrettanti esemplari delle sue innumerabili perfezioni, siccome per la loro assoluta contingenza quelli formano la prova irrefragabile della di lui necessità.
LaGeometriaoltre il rendere perfetto l'intellettuale dell'uomo concorre a giovarlo anche nel fisico, insegnandogli un metodo con cui potere facilmente costruire abitazioni comode, e bene distribuite nelle Case per uso della propria sua vita; macchine di ogni specie, che rendono agevole il progresso delle arti, ripari che lo difendono dalle aggressioni de' nemici, e de' perturbatori della sua tranquillità, e che formano la sua sicurezza.
LaNauticanon è dessa il risultato dellematematiche, e dell'Astronomiasostenute dall'Algebra? Senza le infinite risorse che la medesima ci porge profusamente, e nel Commercio, e nelle scoperte più interessanti, come sussistere giammai potrebbe una gran parte del mondo un solo istante, cosa mai diverebbe allora l'intera società degli uomini?
LaMedicina(quantunque molto lontana dalla infallibilità) lanotomia, lachirurgia(più di quella sicure, e più evidenti) fanno sovente prevedere in noi de' mali, che formerebbero, senza dubbio, la distruzione della specie nostra, se per mezzo di quelle immantinente, o in tutto, ovvero in parte non se ne troncassero i funesti progressi.
LaBotanica, laChimica, oltre le numerose utili esperienze che ci mostrano, esse ci apprestano ancora gli antidoti efficaci i quali molte volte ci liberano dalle più gravi malattie, ci sottrano sovente dalle spietate braccia medesime della morte.
LaGiurisprudenza, in ultimo mette al sicuro la proprietà de' beni, il decoro dell'uomo, la riputazione dell'illibato Cittadino; ci addita i pubblici doveri che convengono all'ente ragionevole, non meno verso i suoi simili, che relativamente alle Leggi sotto le quali esso vive, ed al sovrano da cui esso è governato, e tutte in somma le scienze unite, non meno che ciascuna di esse in particolare non forma dell'uomo una creatura degna del Creatore, un individuo utile a se stesso, e necessario al Consorzio de' suoi simili(27)?
O demenza commiserabile de' Censori delle scienze! O stupenda confusione delle loro strane id[ee!] Quale forsennato pensiere può mai trasportare l'uomo ad inveire si accanitamente contro di ciò che più di ogni altro oggetto ei dovrebbe apprezzare nella sua vita che in darno spererebb'esso direndere felice, oconservare senza di quelle. Ma non è già nel solo uomo, nell'individuo isolato che si limita il bene che recano le scienze;aqualunque siasi popolo proclive a coltivarle, ne risente ad ognora gli effetti salutari. Infatti dove mai si supporrebbe che la gloria durabile di uno stato essenzialmente consista? Forse nell'affluenza delle dovizie che possiede? Nell'estensione del territorio che occupa? Nel numero esuberante de' suoi medesimi abitatori? No; essa non è riposta solo che nelle scienziate cognizioni delle quali è ornato, e ne' lumi che può meritamente vantare; la stessa carta geografica io ne attesto per comprovarlo. Vi si lanci uno sguardo, facciasi ciascuno a misurarvi l'immenso territorio del dominio musulmano, quello della Persia, e la massima parte della Russia ancora (Avanti che il czar Pietro avesse cominciatoad in...tenirla ...da scuotere quella ubertosa popolazione dal suo natio torpore, barbaro, ferino), e quelle cimostraronomostrerannoinsieme, che nel globo terracqueo esistono delle numerose popolazioni eccessivamente opulenti, le quali sanno possedere un incommensurabile paese inutilmente. Per poca erudizione che si abbia, chiunque dovrebbe ampliamente conoscere a quale grandezza inalzarono le scienze l'Africa un tempo, e il rinomato Egitto, in cui ebbero Culla un giorno le arti liberali, le scienze le più sublimi e le più utili cognizioni; ed in quale abbiezione all'oppostosi videro entrambe quelle monarchie miseramente cadere da quando fu negletta da que' popoli l'educazione morale, e che la coltura dello spirito fu da essi posta in abbandono; ed a quale apice di gloria non fecero i lumi, e le scienziate cognizioni ascendere il territorio degli ateniesi, quantunque ristretto di estensione, e fausto di dovizie, e di tenuissima popolazione? Ma che pensare si dovrà di quella metropoli stupenda, della magnifica Roma? A chi dovette mai la Capitale dell'Italia quel grado eccelso a cui pervenne se non alla coltura dello spirito, alle instruttive Cognizioni, ed all'inerenza costante che i suoi stessi abitatori nutrivano per le scienze? Fu certamente in qualità di uomini scienziati che i romani soggiogarono quasi tutte le monarchie della terra, formarono l'ammirazione de' loro stessi nemici, e giunsero non solo a contendere la gloria alle più cospicue, e formidabili nazioni, allora conosciute nella circonferenza del globo, ma di gran lunga a superarlo ancora, e dall'infelice momento in cui questa gran mole reggente ogni loro antico fasto, cominciò gradatamente a indebolirsi, e a deperire, fu in tale epoca lacrimevole che vinti da tutte le parti, i terribili vincitori del mondo, sobirono in qualità d'ignoranti lo stesso giogo fatale de' popoli del Nord(28).
In seguito di tutto ciò può egli supporsi giammai nella natura uno stato più deplorabile di quello dell'ignoranza per le infelici nazioni che ne sono predominate?Toute nation sans lumières, diceElvezio,lorsqu'elle cesse d'être sauvage, & feroce, est une nation avilie, & tôt ou tard subjuguée. Ce fut moins la valeur, que la science militaire des Romains qui triompha des gaules.Si consultino le Istorie di ogni età dell'universo, si esaminino i monumenti di tutti i popoli che conosciamo, e noi resteremo a colpo d'occhio convinti che i secoli d'ignoranza sono stati in ogni epoca i più funesti per l'umanità; il regime di quello che comanda non è allora che il dominio della crudeltà, e della frode; al buon ordine che rimunera la virtù, e punisce il vizio, succede una scossa continua di una turba di malvaggi contro il tenue numero di giusti, è allora quando i poteri rivali si fomentano da ogni parte al prezzo detestabile di sangue umano, che trucemente si fa scorrere a impetuosi torrenti; è allora che leinfelicisventuratenazioni contaminate dall'alito pestilenziale diquesto mostro, si abbandonano in preda a ogni delitto, più non conoscono i fondamenti delle Leggi nè i doveri sociali, nè i rapporti dell'uomo col suo simile, nè i sacri diritti di natura; ma tutto infine si converte in abuso tirannide, ingiustizia; è, per ultimo, in tale situazione deplorabile, quando l'impostore profittando scaltramente della credula ignoranza delle abbacinate nazioni sparge ovunque il suo recondito veleno, fomenta la dissenzione fra i popoli, agguzza il cruento pugnale, e quale nuovo Coribante di un Dio sanguinario che vittime domanda, ei lo porge fra le mani dell'uomo, il quale dimentico de' vincoli religiosi di società, calpestando gli altri doveri che il vero Culto rispettabile prescrive, è costretto a divenire il carnefice tiranno del suo simile(29).
Ecco l'orribile quadro dell'ignoranza; ecco gl'infaustissimi effetti che necessariamente risultare ne debbono; or dopo un prospetto sì disgustoso, e sì lacrimevole, si oserà insistere ancora nel delirio condannabile di sostenere l'ignoranza come utile all'anima ragionevole, e come ovvia alla Religione?
(24)Elveziorapporta di avere egli stesso vedutoesultarealcuni fautori dell'ignoranza inebriati dalla radicata fiducia dell'eminente conversione positiva di J. J.Rousseau, in conseguenza della ripugnanza costante che desso manifestava asseverantemente contro le Scienze: Perchè mai, ripetevano essi continuamente disperare di sua salute? Gian Giacomo protegge l'ignoranza con tutta quella fermezza di cui l'uomo è capace; odia i filosofi, si allarma contro i loro sistemi, e gli combatte; sdegna qualunque ottimo, e sottile ragionatore; se lo scrittore di Ginevra fosse un santo, cosa potrebb'egli sperare più a proposito? (Ved.Elv. T. III. Sect. V. Nº 28.)
(24)Elveziorapporta di avere egli stesso vedutoesultarealcuni fautori dell'ignoranza inebriati dalla radicata fiducia dell'eminente conversione positiva di J. J.Rousseau, in conseguenza della ripugnanza costante che desso manifestava asseverantemente contro le Scienze: Perchè mai, ripetevano essi continuamente disperare di sua salute? Gian Giacomo protegge l'ignoranza con tutta quella fermezza di cui l'uomo è capace; odia i filosofi, si allarma contro i loro sistemi, e gli combatte; sdegna qualunque ottimo, e sottile ragionatore; se lo scrittore di Ginevra fosse un santo, cosa potrebb'egli sperare più a proposito? (Ved.Elv. T. III. Sect. V. Nº 28.)
(25)Chi ha mai opinato, senza delirio, che le tenebre producessero la luce, e che l'ignoranza fosse il risultato della Ragione? È all'opposto assai bene riconosciuto che le prime non convengono che a que' miserabili etiopi, che nemici della luce si ritiravano entro i latiboli i più neri, onde schivarne l'incontro, e che l'altra non fu in alcun tempo utile che a' nemici della ragione, ed a' promulgatori dell'errore, della menzogna. D'altronde, l'ignorante assomigliato da un pensatore Inglese ad un frale ragnatelo che ritiratosi in un angolo tenebroso si avviluppa nella sua tenuissima tela, ed è insensibile alle innumerabili bellezze che lo circondano:The ignorant(diceBacon)is a spider which into some dark corner, and wraps itself in its own dusly cobweb, insensible of the innumerable beauties which sorround it.Ben contraria, per altro, la destinazione dell'uomo colto questi conoscendo esattamente quanto v'ha di ammirabile nella natura, sa trarre profitto della sua propria Intellezione, in gloria del di lei autore supremo, ed in solido vantaggio de' suoi simili.Da tutto ciò si può ragionevolmente conchiudere che l'ignoranza disonora la Religione, avvilisce i suoi pregj, e che la scienza la rende più venerabile, più sublime, e che per conseguenza la credulità dell'ignorante non ha per base che la cecità la più insana, e la più brutale, e che quella dell'uomo scienziato è sostenuta dalla verità la più integra, e nutrita dalla ragione.
(25)Chi ha mai opinato, senza delirio, che le tenebre producessero la luce, e che l'ignoranza fosse il risultato della Ragione? È all'opposto assai bene riconosciuto che le prime non convengono che a que' miserabili etiopi, che nemici della luce si ritiravano entro i latiboli i più neri, onde schivarne l'incontro, e che l'altra non fu in alcun tempo utile che a' nemici della ragione, ed a' promulgatori dell'errore, della menzogna. D'altronde, l'ignorante assomigliato da un pensatore Inglese ad un frale ragnatelo che ritiratosi in un angolo tenebroso si avviluppa nella sua tenuissima tela, ed è insensibile alle innumerabili bellezze che lo circondano:The ignorant(diceBacon)is a spider which into some dark corner, and wraps itself in its own dusly cobweb, insensible of the innumerable beauties which sorround it.
Ben contraria, per altro, la destinazione dell'uomo colto questi conoscendo esattamente quanto v'ha di ammirabile nella natura, sa trarre profitto della sua propria Intellezione, in gloria del di lei autore supremo, ed in solido vantaggio de' suoi simili.
Da tutto ciò si può ragionevolmente conchiudere che l'ignoranza disonora la Religione, avvilisce i suoi pregj, e che la scienza la rende più venerabile, più sublime, e che per conseguenza la credulità dell'ignorante non ha per base che la cecità la più insana, e la più brutale, e che quella dell'uomo scienziato è sostenuta dalla verità la più integra, e nutrita dalla ragione.
(A)Sal. Proverb. Cap. 8. v. 2.
(A)Sal. Proverb. Cap. 8. v. 2.
(26)Senecail filosofo c'insegna, e ci consiglia non solo a non dovere mai trascurare le scienze, ma a studiarci ben anche di trarne tutto quell'ameno giovamento che se ne dee aspettare; quindi è che noi considerare la dobbiamo non già come nostro fine speciale, ma come mezzi soltanto che possono condurci con sicurezza; e se quelle non hanno per oggetto immediato la virtù, preparano ad essa, ed agevole ne rendono l'acquisto: elleno sono (per servirmi della frase medesima del citato filosofo) rispetto a questa, ciò che i primi elementi della Grammatica sono verso le Belle Lettere;non quia Virtutem dare possunt, sed quia animum ad accipiendam virtutem preparant. Quemadmodum prima illa, ut antiqui vocabant Litteratura per quam pueris elementa traduntur &c.Ep. 88. ECiceronecon sensi meglio espressi avea già detto avanti Seneca che lo studio delle scienze è l'alimento della gioventù, ed il sollievo della vecchiezza; nella prosperità esse ci servono di ornamento, e di asilo nelle disgrazie; ci diletta in casa non c'impedisce fuori, e in viaggio, e nella solitudine, in ogni tempo, in qualunque siasi luogo forma la più grata delizia della nostra vita:Studia adolescentiam aliusto senectutem oblectant secundas res ornant adversis perfugiunt præbent delectant domi, non impediunt foris, pernoctant nobiscum, peregrinantur, rusticantur: Cicer.Tuscul. Qæst.
(26)Senecail filosofo c'insegna, e ci consiglia non solo a non dovere mai trascurare le scienze, ma a studiarci ben anche di trarne tutto quell'ameno giovamento che se ne dee aspettare; quindi è che noi considerare la dobbiamo non già come nostro fine speciale, ma come mezzi soltanto che possono condurci con sicurezza; e se quelle non hanno per oggetto immediato la virtù, preparano ad essa, ed agevole ne rendono l'acquisto: elleno sono (per servirmi della frase medesima del citato filosofo) rispetto a questa, ciò che i primi elementi della Grammatica sono verso le Belle Lettere;non quia Virtutem dare possunt, sed quia animum ad accipiendam virtutem preparant. Quemadmodum prima illa, ut antiqui vocabant Litteratura per quam pueris elementa traduntur &c.Ep. 88. ECiceronecon sensi meglio espressi avea già detto avanti Seneca che lo studio delle scienze è l'alimento della gioventù, ed il sollievo della vecchiezza; nella prosperità esse ci servono di ornamento, e di asilo nelle disgrazie; ci diletta in casa non c'impedisce fuori, e in viaggio, e nella solitudine, in ogni tempo, in qualunque siasi luogo forma la più grata delizia della nostra vita:Studia adolescentiam aliusto senectutem oblectant secundas res ornant adversis perfugiunt præbent delectant domi, non impediunt foris, pernoctant nobiscum, peregrinantur, rusticantur: Cicer.Tuscul. Qæst.
(27)Io quì altro non faccio che passare celermente sopra tutte queste Scienze, attenendomi soltanto alle principali, le più generalmente conosciute, e praticate dagli uomini, tacendo le tante altre che già accessoriamente o direttamente possono tutte essere comprese nella Categoria di quelle medesime da noi già menzionate, siccome coloro che sono sufficientemente versati nelle medesime possono rilevarlo agevolmente in tutta l'estensione. Ho stimato, per altro, quì prescindere dall'Eloquenza, la quale sebbene utile sia per se stessa, qualche volta necessaria, e sempre amena, ed istruttiva, non tanto essa non fu mai riconosciuta da' dotti come scienza, ma solo semplicemente come arte.
(27)Io quì altro non faccio che passare celermente sopra tutte queste Scienze, attenendomi soltanto alle principali, le più generalmente conosciute, e praticate dagli uomini, tacendo le tante altre che già accessoriamente o direttamente possono tutte essere comprese nella Categoria di quelle medesime da noi già menzionate, siccome coloro che sono sufficientemente versati nelle medesime possono rilevarlo agevolmente in tutta l'estensione. Ho stimato, per altro, quì prescindere dall'Eloquenza, la quale sebbene utile sia per se stessa, qualche volta necessaria, e sempre amena, ed istruttiva, non tanto essa non fu mai riconosciuta da' dotti come scienza, ma solo semplicemente come arte.
(28)Qualunque male da cui sono gli uomini tormentati, e oppressi non trae, per l'ordinario, sorgente che dalla sola ignoranza; essa forma il terribile supplizio de' suoi fautori medesimi e quale mortifero Contagio infetta, e distrugge tutto ciò che ne comunica; quindi se un tale venefico malore noi possiamo giugnere ad aumentare dal Consorzio degli uomini, possiamo inoltre essere presso che garantiti di avere dissipato ancora ogni germe funesto del male morale; in certa guisa niente di meno del fisico pericoloso per il genere umano. L'ignoranza, come giudiziosamente lo rimarca il Sidney, non solo trascina le intere azioni entro il baratro de' vizj più degni di abominio, ma estingue del tutto in esse parimenti per sino qualunque sentimento di equità, di umanità, di onore: cosa è quello mai che l'ignorante desidera coll'avidità la più irrequieta? Che l'uomo diventando inferiore di se medesimo sia superstizioso, e assurdo: cosa è mai ciò che il più esso teme? Si è che l'uomo sviluppi il suo spirito, e illumini la propria sua ragione; di qui è che i più ignoranti sono, senza contraddizione i più brutali ed i più spietati: chi si mostrò nelle guerre decorse il più tiranno, ed il più sanguinario di tutti i popoli? L'ignorante e il barbaro Portoghese; esso recideva trucemente il naso, e le orecchie egli sventurati prigionieri che aveano l'infortunio di cadere fra le loro mani; e quanti altri autentici esempi di medesimo valore non concorrerebbero a confermare queste verità, se arrestare io non sentissi la mia penna dall'orrore nel riportarli!
(28)Qualunque male da cui sono gli uomini tormentati, e oppressi non trae, per l'ordinario, sorgente che dalla sola ignoranza; essa forma il terribile supplizio de' suoi fautori medesimi e quale mortifero Contagio infetta, e distrugge tutto ciò che ne comunica; quindi se un tale venefico malore noi possiamo giugnere ad aumentare dal Consorzio degli uomini, possiamo inoltre essere presso che garantiti di avere dissipato ancora ogni germe funesto del male morale; in certa guisa niente di meno del fisico pericoloso per il genere umano. L'ignoranza, come giudiziosamente lo rimarca il Sidney, non solo trascina le intere azioni entro il baratro de' vizj più degni di abominio, ma estingue del tutto in esse parimenti per sino qualunque sentimento di equità, di umanità, di onore: cosa è quello mai che l'ignorante desidera coll'avidità la più irrequieta? Che l'uomo diventando inferiore di se medesimo sia superstizioso, e assurdo: cosa è mai ciò che il più esso teme? Si è che l'uomo sviluppi il suo spirito, e illumini la propria sua ragione; di qui è che i più ignoranti sono, senza contraddizione i più brutali ed i più spietati: chi si mostrò nelle guerre decorse il più tiranno, ed il più sanguinario di tutti i popoli? L'ignorante e il barbaro Portoghese; esso recideva trucemente il naso, e le orecchie egli sventurati prigionieri che aveano l'infortunio di cadere fra le loro mani; e quanti altri autentici esempi di medesimo valore non concorrerebbero a confermare queste verità, se arrestare io non sentissi la mia penna dall'orrore nel riportarli!
(29)Chi potrebbe calcolare, se non al certo, almeno al verosimile, il giusto numero di secoli consecutivi, durante i quali noi ci siamo straziati mostruosamente per contendere alla natura il suo incontestabile potere, ovvero per sostenere delle mistiche favole, e delle sacre chimere, che gl'insensati apologisti dell'ignoranza mettevano in campo ad ogni istante adombrate dall'orpello seducente di simulata religione? Questa pratica brutale non è ancora interamente distrutta; essa è soltanto indebolita; le traccie malefiche, pur troppo, rimangono tutta via intatte fra gli esseri umani, ed è la sola truce maniera di eseguirla che ritrovasi unicamente cambiata.Dopo che per uno spazio incommensurabile di tempo si vide scorrere ovunque a lunghi, e perenni ruscelli il sangue umano apparentemente in onore, in gloria, e per la difesa della verità, si fosse almeno pervenuti a crederla, o a distinguerne il sembiante in tutta la sua integra purità! Ma ciò era in fatti per viemaggiormente consolidare, e propalare l'errore, per cimentare l'ignoranza, e il fanatismo, ed affine di procurare loro il punto d'indestruttibilità a cui desse anelevano d'accordo colla più tormentosa impazienza; ciò che riuscì eglino infine, molto agevole di conseguire, mentre, siccome pensa giustamentePascal:jamais, dic'egli,on ne fait le mal si pleinment, & si gaiement, que quant ou le fait par un faux principe de coscience. Pens. 38.Ma l'illusione finalmente cessa, e si svanisce quando più non ha la menzogna per suo Centrale punto di appoggio, nè la criminosa ignoranza per servirgli di rilievo; ed è allora che l'esimia verità sbalza, per così dire, agli occhi nostri in tutto il suo più fulgido splendore: potessimo almeno rimirare questo prodigio edificante a' nostri giorni!
(29)Chi potrebbe calcolare, se non al certo, almeno al verosimile, il giusto numero di secoli consecutivi, durante i quali noi ci siamo straziati mostruosamente per contendere alla natura il suo incontestabile potere, ovvero per sostenere delle mistiche favole, e delle sacre chimere, che gl'insensati apologisti dell'ignoranza mettevano in campo ad ogni istante adombrate dall'orpello seducente di simulata religione? Questa pratica brutale non è ancora interamente distrutta; essa è soltanto indebolita; le traccie malefiche, pur troppo, rimangono tutta via intatte fra gli esseri umani, ed è la sola truce maniera di eseguirla che ritrovasi unicamente cambiata.
Dopo che per uno spazio incommensurabile di tempo si vide scorrere ovunque a lunghi, e perenni ruscelli il sangue umano apparentemente in onore, in gloria, e per la difesa della verità, si fosse almeno pervenuti a crederla, o a distinguerne il sembiante in tutta la sua integra purità! Ma ciò era in fatti per viemaggiormente consolidare, e propalare l'errore, per cimentare l'ignoranza, e il fanatismo, ed affine di procurare loro il punto d'indestruttibilità a cui desse anelevano d'accordo colla più tormentosa impazienza; ciò che riuscì eglino infine, molto agevole di conseguire, mentre, siccome pensa giustamentePascal:jamais, dic'egli,on ne fait le mal si pleinment, & si gaiement, que quant ou le fait par un faux principe de coscience. Pens. 38.
Ma l'illusione finalmente cessa, e si svanisce quando più non ha la menzogna per suo Centrale punto di appoggio, nè la criminosa ignoranza per servirgli di rilievo; ed è allora che l'esimia verità sbalza, per così dire, agli occhi nostri in tutto il suo più fulgido splendore: potessimo almeno rimirare questo prodigio edificante a' nostri giorni!
Cap. V.La Riforma dell'educazione è talmente relativa, ed accessoria alla Rigenerazione del Culto che proclamata quest'ultima con successo noi vedremo quella immediatamente risultarneSe il felice sentiere della verità fosse stato quello persino dall'origine del mondo unicamente praticato, e battuto, e che di una in altra generazione gli esseri umani vi avessero fatti de' solidi, e durevoli progressi, ma senza divagarsi però nelle tortuoseregioni delle chimere, il sacro codice della Religione non meno che l'Istoria delle scienze sarebbero entrambe oggi per noi gl'infallibili monumenti della ragione; essi tramanderebbero insieme la luce la più nitida, e la più sfavillante, e nell'una, e nell'altra vi ritroverebbero gli uomini con sicurezza la scorta indefettibile della condotta loro della loro vita, tanto nella speculazione, quanto nella pratica, e attualmente si sarebbe ormai raggiunto il positivo disegno commendevole a cui esse tendono, d'accordo, per la felicità universale del genere umano; cioè, di avere sopra ogni specie di soggetto quella precisa certezza della quale possono, e le une, e le altre essere suscettibili:comme le bon usage des sciences, riflette un pensatore moderno,affermit en nous le penchant qui non porte au bien, de même notre amour pour la verité augmente aussi les lumières dont nous avons besoin pour la defendre(30).Riguardandole sotto un simile punto visuale, niente al certo è più eccelso, più ammirabile, nè più adeguato a costituire la solida gloria, e la delizia dell'uomo quanto lo è la religione alla chiara purità da noi fin quì ridotta, quanto lo sono le scienze, quelle meramente utili, e necessarie alla condizione degli enti ragionevoli(31); ma da quanto questa progenie cominciò ad abbandonarsi ciecamente a' prestigi del fanatismo, dal momento fatale in cui si lasciò essa ferocemente predominare dall'ambizione, dall'errore; gli smarrimenti tennero le veci dell'una, le passioni degradanti formarono lo scopo essenziale dell'altro. Quale soggetto di sensibile stupore non avrà dovuto mai recare ad una mente illuminata di vedere le innumerabili pratiche informi, palliate sotto il nome illusorio di Religione, che dal troppo credulo Popolo d'Israel professavasi fino ad ora, e la mostruosa educazione che conferivasi, dopo tanti secoli, agli sventurati rampolli di questa Nazione? Quanto era essa mai opposta aquella che riceveva già questo medesimo popolo ne' tempi andati(32)! Quale orrore di osservare le turbe immense de' fautori dell'una sostenere a gran forza i loro mistici travviamenti e lo sciame spregevole de' partigiani dell'altra quali forsennati garrire contro chiunque opporre si volesse all'ignoranza loro a' corrotti ammaestramenti? Non è appunto così che l'età decrepita del mondo non differisce dall'infanzia di esso relativamente all'ebreo nato in certi climi, che per mezzo della superstizione, dell'ignoranza? Incongruenze sì enormi non sembrerebbero fatte espressamente per confondere gli spiriti, renderli alieni dall'edificante Religione, dalla proficua coltura delle scienze, piuttosto che ad alimentare ne' medesimi una vera tendenza verso di quella, ed una decisa propensione per questa(33)?O uomini! o illusa progenie d'Israel! o miei fratelli! Scuotiamoci una volta per sempre da sì torpido letargo; quando mai c'indurremo finalmente ad abjurare quegli errori umilianti imbevuti nella prima educazione che tanto ci degrada? Quando arriveremo a distruggere ancora que' venefici elementi che l'ignoranza, e il fanatismo c'insinuarono un giorno, e che formeranno eternamente l'ostacolo funesto insuperabile a' felici progressi della nostra abbacinata ragione? Proclamiamo, per tanto la riforma universale de' Costumi con quel successo medesimo avventuroso con cui già quella opportunamente proclamammo della stravagante credenza de' tempi andati; usciamo dall'abisso dell'ignoranza di ciò che più dovremmo interessarci di conoscere, in cui gli ammalianti prestigj di una supposta Religione ci aveano immersi, e sgravati allora da que' Ceppi crudeli che ci tenevano avvinti, noi potremo fissare con successo un nuovo metodo di educazione morale, capace a distruggere quegli automati, che l'antico fatalmente produsse, ed ovvio, nel tempo stesso a rigenerare de' Cittadini illuminati degni del sovrano eccelso che gli governa, utili alla patria che vide nascerli, e ne' quali essa ripone onninamente la più solida sua felicità(34).Per altro, dissimulare non posso in alcun modo che le indagini che io mi sono proposto esigono, senza dubbio, una discussione analitica, e profonda, ed in faccia alla generalità degli uomini ogni esame di tale natura mirasi riuscire per l'ordinario annojante oltremodo, e disgustoso: ma è egli mai possibile di spargere degli ornati che dilettino sopra de' soggetti cotanto gravi, ed importanti? Comunque sia, io non iscrivo già per gli uomini di genio, pe' filosofi abituati al raziocinio, ed alle fatiche della mente; da questi non esigo (come ho altra volta fermamente protestato) che il loro Compatimento; io mi prefiggo soltanto d'illuminare l'idiota, l'uomo ignorante che incapace di profonda riflessione, si disgusta facilmente di ogni soggetto che la richiede, e pago esso resta unicamente di ciò che intende dagli altri, abituati al pari di esso a confondere la menzogna colla verità, e ad ammettere alla rinfusa tutto ciò che si ebbe un interesse di fare con violenza entrare nelle loro teste(35); e l'esperienza, che rare volte inganna,mi ha, pur troppo, infinite volte convinto ch'egli è sopra tutto nel grembo dell'Israelismo che queste macchine umane sono il più agevolmente reperibili, più di ogni altro luogo partitamente in Italia.Ma ciò nulla di meno poco importa, l'assunto non è sì arduo ad intraprendere quale immaginare si potrebbe, nè la pena tanto eccessivamente malagevole a soffrirsi: ma prima di ogni altra cosa diffinire ci è duopo, cosa intendere mai dobbiamo per religione. Altro questa certamente non è che l'esatta pratica di doveri che vincolano l'uomo al suo Creatore, ed il pubblico esercizio di quelli che in complesso denominasicultosi riduce alla Cognizione, ed all'adorazione di quest'Essere Supremo, che è lo stesso che dire, avere delle idee nette della sua Divina onnipotenza, e de' di lui ineffabili attributi, amarlo, confidarvisi, temerlo, e modellare, infine, sulla sua eterna volontà tutte le nostre morali, e religiose azioni: or, come mai l'uomo potrebbe compiere tutto ciò esattamente, senza l'immediato soccorso della propria sua Ragione(36)?Proseguiamo ancora: a che mai si ridurrebbe il Culto che prestato fosse all'onnipossente da una ragione imbevuta di que' tanti venefici principj che per reiterate volte riprovammo, allora quando ci emerse di parlare di coltura, di talenti, e di religione? A quali massime perniciose non abbiamo veduto noi soggiogato l'ebreo più di una volta, nelle pratiche stravaganti del suo Culto antico; quali venefici elementi noi lo vedemmo imbeversi ancora nella sua depravata educazione morale? Dal che può illativamente dedursi quale prossima analogia esista fra l'esercizio del vero Culto, e lo sviluppo della Ragione, di maniera che si comprende ad evidenza, come la riforma dell'una sia in ragione diretta della riforma dell'altro, ed ad un tempo ci fa con eguale chiarezza conoscere, che se la prima è necessaria, urgentissima è la seconda; e restiamo pure convinti senza difficoltà che non v'ha solo che l'uomo saggiamente educato il quale possa conoscere a perfezione l'esimio prezzo di una tersa, e consolante religione, siccome è incontrovertibile ancora che questa senza l'educazione diventa una follia, ed una mostruosa infermità dell'intelletto; per maggiormente comprovarlo anche una volta, io ne attesto la Religione che veggiamo praticare specialmente all'ebreo Italiano, al Polacco, all'orientale, può essere quella giammai più opposta al vero Culto che rendere dobbiamo al sommo autore dell'Esser nostro, più avversa allo spirito integro che dee essergli di guida? È essa da mettersi a livello coll'eccelsa Religione professata da' Maimonidi, dagli Abravanel, da' Menasse Ben Israel, da' Mendelshon, e da molti altri, che formeranno l'ammirazione de' secoli avvenire, come lo furono dell'età in cui vissero e che tanto poco si curano i recenti Israeliti d'imitare.Frema pure ogni anima profana nel mirare il solo filosofo depositario del puro inalterabile Culto che gli enti ragionevoli debbono prestare all'eterno creatore della ragione; io frattanto non cesserò di ripetere mille volte ancora che al solo filosofo appartiene superiormente di conoscere le divine perfezioni, e com'egli è il solo a sentire la necessità, ed il dovere di apprezzarle, di venerarle, così è che ad esso, e non ad altri spetta l'alta benemerita ingerenza d'instruirne anche la specie, malgrado che da questa vedasi lanciare sovente per guiderdone delle fraterne sue Cure il dardo micidiale della reproba superstizione contro di esso (quale pur troppo è regolarmente l'unica mercede che l'esimia filosofia ottiene dall'uomo ingrato). Il sano filosofo, per che dell'esistenza indelebile di un Dio intimamente convinto, e persuaso dell'urgente necessità di dovergli rendere un culto semplice, veridico, e perfetto, invariabile nel suo credere, circospetta nell'osservare, e nell'ammettere sempre riserbato, e costante(37); lungi dal fomentare la superstizionela detesta, ne misura l'abominio alla società de' suoi simili dimostrandola come ingiuriosa oltremodo alla Divinità che adora, ed abbandonato a contemplare negli esseri creati la feconda inesauribile mano dell'onnipossente vivo conserva in se medesima ed inspira nell'animo degli altri l'amore, il rispetto, e la riconoscenza verso di esso, dove in massima consiste l'ingenuo e il vero Culto che gli si compete: è desso quello che dall'ordine incommutabile con cui osserva dirigersi l'universo con tutti gli esseri che lo compongono, riconosce una sovrana Provvidenza che gli regola, egli sostiene siccome dall'armonia stupenda inalterabile degli astri, dall'ordine costante della reciproca loro ligagione dalla periodica rivoluzione de' giorni, delle notti, delle stagioni, degli anni; dalla mutua concatenazione delle cause cogli effetti, e di queste con quelle, dalla vegetazione delle piante, dall'organizzazione degli animali di ogni specie, dall'uniforme varietà de' differenti fenomeni della natura, che ad ogni istante ci si offrono allo sguardo, non può esso di tutto ciò non riconoscere l'opifice sommo, il Conservatore, l'arbitro padrone. Ripieno il filosofo a tali edificanti riflessi[oni] di stupore, e di ammirazione, rapito il fautore delle Scienze da un estasi quasi divina, dopo di avere in darno ricercato ovunque, fra tutti gli oggetti che lo circondano quella solida felicità presso la quale esso anela, e niente ritrovando in questo profugo domicilio che possa rendere quanto è duopo soddisfatte le sue brame, esso consacrasi onninamente all'adorazione di questo Opifice immenso che tutto regge, e dispone con imperscrutabile Consiglio, e formandosi esso, in fine, un sistema sacro, e infallibile di tutte queste incommutabili verità eterne, lo stabilisce come per base inconcussa di quel Culto Divino che si prefigge di rendere con verità, con sentimento, e con candoreal Creatore supremo de' Cieli, e della terra(38).Or se tali principj solidi, e inoppugnabili sono ad esuberanza efficaci per formare la pura edificante religione del filosofo, per che non potrebbero essi del pari essere idonei a costituire quella dell'intero popolo d'Israel? E quali più sani, più eccelsi, e più invariabili motivi di religione può alcuno idearsi mai, che debba credersi di questa più favorita, e più accetta dal Dio di verità, utile a coloro che la professano con animo integro, ed oltremodo vantaggiosa alla società degli esseri umani? Ma d'altronde, con quale fondamento presumere di potere giugnere ad imprimere, con successo, una pratica di Culto sì Divino, e sì ammirevole, senza le debite preparazioniche possono direttamente condurvici, vale a dire, senza un profondo accurato studio della morale, e della scienza importantissima dell'educazione(39)?E a chi mai affideremo noi con qualche lusinghiera speranza, un intrapresa sì ardua, e sì delicata, se non è a quegl'individui, che arbitri del Cuore, della volontà, e delle azioni de' popoli seppero acquistare un ascendente tale sopra de' medesimi da farli risolvere, pensare, e forse ancora gestire a loro talento(40)? O ministri de' culti! O Rabbini dell'Israelismo!Dunque a voi soli, si unicamente a voi un ministero sì eccelso, e più di ogni altro importante dal popolo d'Israel restavi affidato; ma cominciare frattanto vi è duopo dal rinunziare perpetuamente voi stessi i primi alle vostre chimere, alle vostre insulse querele; relegate per sempre nelle tenebrose regioni dell'obblio quelle mistiche allegorie, quelle bizzarre cerimonie, che se di qualche validità sarebbero forse nella primitiva infanzia dell'ebraismo, oggi che questo è ormai fatto adulto, convenire più non gli possono in verun modo; studiatevi di meritare debitamente il tuono, i diritti, e ilgrado che pretendete arrogarvi in faccia di esso, predicandogli le virtù realmente utili, e sociali, distruggendo gli abusi di questo Popolo, e riformando ad un tempo medesimo la sua educazione morale, e i suoi Costumi ed in vece di empiergli lo spirito di futili controversie, che ad altro non tendono che a vieppiù farlo smarrire dall'ameno sentiere della verità(41), rendet[evi] gli apologisti del buon senso, ed i zelanti difensori della ragione; in tale commendevole foggia procedendo, voi sarete l'onore del vostro popolo, come lo furono già ne' tempi andati coloro che Rabbini essendo, e filosofi insieme, sapevano essere gli uni colle mire, lo spirito, ed i talenti degli altri, meritando ad un tempo i riguardi, e la considerazione di tutti i civilizzati popoli dell'universo.(30)I filosofi sono tutti concordi nell'asserire, che l'uomo ritrova sempre in se medesimo i mezzi pronti, ed efficaci per conoscere la verità; ciò potrebbe essere anche vero, mentre quanto sarebbe mai deplorabile lo stato di un ente ragionevole, s'egli non avesse assolutamente qualche sicuro mezzo con cui separare la menzogna dalle verità le più utili, e le più evidenti? I bruti sarebbero di esso molto più felici, poichè quelli almeno ritrovano nel loro naturale istinto delle risorse, che la stessa ragione non ha giammai fino ad ora somministrata agli uomini: ma quando questi mezzi sono paralizzati da noi, o che carpiti ci vengono dagli altri, come sperare di riuscirci in così ardua impresa? In vano potremo noi sperarlo, con fondamento fino a tanto che gli uomini suscettibili di pensiero, e capaci di ragione, invece di cercare di nuocersi mutuamente, a distruggersi l'un l'altro per difendere, o sostenere delle follie, non delibereranno d'accordo di riunire i loro sforzi per combattere l'errore, e per cercare la verità, e sopra tutto, per annientare dalla terra i pregiudizj di cui tutti gli esseri umani soffrono il egual grado, e gli stessi accaniti fautori de' medesimi finiscono o tosto, o tardi, coll'essere le vittime, senza scampo.(31)Siccome la Religione che ha per base la purità nelle sue massime, la semplicità ne' suoi dogmi, e la chiarezza nelle sue induzioni, esente da quelle cerimonie abusive che ne adombrano i veri pregj, quale l'abbiamo noi radicalmente sistemata, forma il più solido conforto di coloro che la professano, così le scienze coltivate con metodo, e saggezza, sono di un pronto efficace soccorso all'anima umana per liberarla dalle truci catene de' suoi inveterati pregiudizj, e per sanarla da que' ridicoli micidiali terrori, che questi pregiudizj medesimi gl'inspirano a danno irreparabile della propria sua ragione.(32)L'educazione de' fanciulli presso gli ebrei antichi sembra esser stata presso che uniforme a quella praticata generalmente dagli Egizj, e da' Greci dell'antichità (ved.Plat. De Repub. 2. & 3.). Essi formavano il loro Corpo colla fatica, e con gli esercizj, e lo spirito con la musica. La fortezza, e l'agilità del Corpo erano da questi popoli considerati come gli oggetti i più fondamentali dell'educazione de' loro propri figli; ed i Greci in particolare le ridussero entrambe in arte che denominaronoGinnastica, per che si esercitavano ignudi; eGinnasiichiamarono i luoghi ne' quali questi esercizj si facevano.(33)Se non meno in Religione che in coltura di talenti, tutto è pur troppo contraddittorio a' nostri tempi, quale meraviglia, se cotanto frequente mirasi fra noi prendere le pratiche le più ridicole, e le più assurde cerimonie per altrettanti dogmi sacri di religione, e se l'educazione della nostra gioventù, sì depravata, e stravagante, non è ad altro capace che a farne degli esseri torpidi, e macchinali, senza speranza d'instruirli, e d'illuminarli sopra ciò che più importa loro di conoscere, di acquistare? Tale sarà mai sempre il destino infausto di quella, e l'esito infelice di questa, intanto che non faremo servire l'una di appoggio infallibile all'altra, ed entrambe promiscuamente regolate sopra un sistema del tutto differente da quello praticato da noi fino al presente.(34)In tanto che le nazioni (come lo riflette sensatamenteHume) non giugneranno a perfezionare la ragione umana, in darno si lusingheranno di rendere perfetti i loro sistemi religiosi, di megliorare le loro Leggi, e di ristabilire la loro politica. Infatti in un paese dove scarseggiano gli uomini distinti nelle scienze, e nelle Lettere, non vi può essere certamente nè gran politici, nè periti Capitani. D'altronde come persuadersi che un popolo il quale non sa l'arte di scrivere, nè quella di ragionare possa giammai stabilirsi ottime Leggi, e liberarsi, ad un tempo, dal giogo crudele di quella detestabile superstizione, che forma l'eterna ignominia de' secoli? L'esempio memorabile di tanti Legislatori filosofi, provano a sufficienza quanto i progressi della ragione possono contribuire alla felicità pubblica delle nazioni.(35)C'est le propre de l'abitude de changer la face des choses, diceBoulanger(Pens. diver. T. 8. C. 24)les hommes se familiarisent peu à peu avec ce qui les revoltait d'abord; le tems parvient à confondre la mensonge & la veritè; les faussetés les plus demontrées finissent par devenir des faits indubitables pour les ignorants & les paresseux qui font par tout le plus grand nombre.Infatti quando l'errore, o l'impostura ha durato per lungo tempo sopra la terra, acquista una solidità che niuna causa può rimuovere; ciò che molte persone hanno fermamente creduto per vari secoli, pare avere de' fondamenti reali, e tutto l'aspetto di probabilità. Allorchè una volta le traccie dell'impostura sono state cancellate dal tempo riesce più difficile di rinvenirle; ed è così che quasi tutti gli uomini ritrovano più agevole di appigliarsene all'opinione ricevuta che di ricercare penosamente ciò ch'essi dovrebbero pensare.Ecco le vere genuine cagioni dell'indolenza che gli uomini dimostrano generalmente tutte le volte che trattasi di rendere conto a se stessi de' motivi delle loro opinioni, specialmente tradizionali, essi restano paghi di seguitare il torrente comune. D'altronde, quando il pregiudizio è sostenuto dalla forza, (come lo pensa un politico filosofo) e diventa necessario agl'interessi di un Corpo potente, si rende assai pericoloso di combattere e pochi individui hanno il coraggio di reclamare contro le menzogne che tutto il mondo approva, e che l'autorità sostiene con impegno. Inoltre l'errore quando è abitualmente inveterato passa per verità, e diventa, in mente di coloro che ci si abbandonano, tanto dilettevole com'essa. Noi tenghiamo a' nostri vizi, ed a' nostri pregiudizj; le virtù, e le opinioni che loro sono opposte, ci appariscono ridicole, o dispiacevoli: sono queste disposizioni inerenti alla specie umana, [e le] quali fanno che le nazioni s'identificano a poco a poco colle opinioni le più stravaganti, colle fa[vo]le le più ridicole, e co' più assurdi sistemi.(36)Eh! che? È egli mai possibile, esclamaBolingbroekche il Dio dell'universo non possa mai essere da' popoli adorato che pel gran Lama, per Mosè,pel Pontefice Romano, per Maometto, senza che alcuno vi sia, nell'immensa folla di questi adoratori, capace di conoscerlo, amarlo, adorarlo in forza della propria sua ragione? Una sì strana procedura, aggiugn'egli, a cui la massima parte degli uomini lasciasi trascinare sull'assunto primario, e il più importante per la felicità di questa Specie, non parrebbe concorrere a dimostrare essere la medesima composta di macchine animate, l'istinto limitato delle quali non oltrepassa i momenti presenti?Tale era l'inconseguente pensiere diBolingbrockma quest'Inglese era deista, ed il di lui sistema non potea dettargli de' principi differenti: noi però che abbiamo la sorte di appartenere ad una credenza vera, infallibile, e divina facciamo servire la ragione di appoggio alla rivelazione, col mezzo della quale reputiamo un dovere di conoscere, obbedire, e adorare l'infinito autore della natura.(37)Alcuni si fecero bizzarramente ad opinare che tutto ciò che era al di sopra dell'umana percezione riuscendo di sua natura propriamente inintelligibile, dovea essere per tanto riguardato come inutile, o assurdo, e che per conseguenza l'ignoranza, o il disprezzo delle scienze che illuminano, sosterrebbe le veci del sapere. Quale insania!Se la credulità cieca, diceCharron(Trait. de la Sagesse, T. III.) è una debolezza che degrada la ragione, la prevenzione precipitata che condanna è un ingiustizia che la sana filosofia abomina, e disprezza; il saggio non crede, e non giudica di veruna cosa temerariamente senza esame; esso cerca d'illuminarsi e su' pensieri, e sulle cose, e s'egli si risolve di svelare l'orrido bandello che l'autorità, e l'educazione avevano tenacemente attaccato sopra i suoi occhi per sino dalla sua più tenera infanzia, ciò non dee essere veramente, che per meglio scorgere da vicino le insidie proditorie della menzogna, e liberarsene con felice successo; ed affine di potere camminare più sicuramente all'eterno lucore della verità, del buon senso, della ragione.(38)Non è già come lo pensano assurdamente alcuni che l'uomo diventi incredulo appena comincia esso a contrarre l'abitudine del raziocinio; egli tale non diventa che unicamente delle orride follie che il fanatismo aggiugne sovente alla sana Religione, che la rende contraria a tutti i principj del buon senso, e che porta un colorito di menzogna in fronte di tutte le nozioni che la teologia ci trasmette come sacre, ed essenziali. Quindi l'uomo illuminato rigetta soltanto quella credenza ributtante fabbricata dall'ignoranza, sostenuta dall'illusione, e propalata dalle chimere, per che riconosce sensibilmente che questa lungi dal rendere gli uomini più saggi, e più felici è la sorgente inesauribile de' più gran disordini, e delle calamità permanenti di cui l'umana specie è afflitta; ed esso prende solo ad impugnare la difesa di quella Religione che ha per sua base la nuda verità, per suo scopo la ragione, per sua guida la tolleranza; vi si attacca, e dichiarasene fautore, bene convinto intimamente essere questa l'unica edificante Religione accetta all'Essere Supremo, e capace di rendere al grado Sommo felice gli osservanti che vi si consacrano con un Cuore integro, con un animo scevro da pregiudizj, e con uno spirito suscettibile di lumi, di Coltura, e disinganno.(39)Ogni uomo di cui lo spirito si abbandona interamente alla riflessione, dice un pensatore anonimo, non può a meno di conoscere i suoi propri doveri di scoprire i rapporti esistenti fra Dio, e lui, e quelli che vincolano esso co' suoi simili, di meditare la sua natura, d'investigare i suoi bisogni, e d'istruirsi di tutto ciò ch'esso dee agli esseri contribuenti alla di lui felicità. Si fatte riflessioni conducono direttamente alla vera cognizione della morale cotanto urgente per gl'individui che vivono in società, ed una scienza tale non si acquista che mediante il solo studio dell'uomo, e de' rapporti suoi:celui qui ne réflechit point parlui même(aggiugne l'anonimo citato)ne connoit point la vraie morale & marche d'un par peu sûr dans le chemin de la vertu.In fatti è col chiarore dell'evidenza troppo ben riconosciuto, che gli uomini tanto ragionano meno, tanto più il loro Culto è imperfetto, e più sono incapaci di virtuose azioni; gl'individui de' quali si compone la classe infima del popolo sono, per l'ordinario, i più stupidi religionarj non solo, ma sovente riuscire si mirano ancora i più perversi degli uomini, per che sono quelli che ragionano il meno.(40)La cieca sommissione che ovunque hanno mostrato presso che tutti i popoli della terra per i respettivi Ministri de' loro Culti, fu sempre mai il patrimonio di questo Ceto, il quale non lasciò in verun tempo sfuggire l'opportunità di profittarne, onde acquistare sull'animo di quelli un ascendente assoluto fino a persuaderli non esistere per essi altra regola di Condotta, che quella che piaceva a' medesimi d'indicare loro. Certamente se questo loro ascendente avesse avuto per disegno di megliorare la condizione di coloro su' quali avevano essi diramato il loro aggravante dominio, il giogo che da quelli era imposto, sarebbe loro riuscito alquanto più soffribile; ma sotto pretesti d'instruire, e d'illuminare gli uomini, esso non si è mai aggirato che a ritenerli propriamente nell'ignoranza, a togliere loro il desiderio di conoscere gli oggetti che gl'interessano il più, ad insinuare loro un avversione fin anche per la verità, da quando essa non si accorda colle opinioni che questo ceto pretende di avvalorare fra i mortali. E pur troppo così che tutto concorre a rendere i popoli devoti, ma tutto si oppone altresì a ciò che essi sieno umani, ragionevoli, e virtuosi. Non si potrà egli mai fare accordare la religione co' lumi dello spirito, colla virtù, e col buon senso? Da voi soli o ministri di altari l'umana specie attende con la più avida impazienza questo bene.(41)Noi abbiamo già dimostrato altrove che gli ebrei non mancano di eruditi autori, e di ottimi instruttive produzioni dove potrebbero essi attignere, con successo, le più chiare nozioni di virtù, di coltura, e di buon senso; ma l'uso riprovabile sembra che abbia oggi fatalmente prevaluto a fare loro preferire le opere nelle quali leinsulseinutiliquestioni, le prolisse controversie occupano la più estesa parte, ed è da queste che follemente pretendesi attignere que' sani principj di cui hanno essi tanto urgente bisogno; in vano ci lusingheremo noi di vedere consolidarsi una riforma durabile nell'educazione, e ne' Costumi del Popolo Ebreo, fino a tanto che coloro destinati a conferire l'una, e dimostrare la necessità degli altri, adotteranno de' metodi tutt'affatto contrarj per pervenirvi.
La Riforma dell'educazione è talmente relativa, ed accessoria alla Rigenerazione del Culto che proclamata quest'ultima con successo noi vedremo quella immediatamente risultarne
Se il felice sentiere della verità fosse stato quello persino dall'origine del mondo unicamente praticato, e battuto, e che di una in altra generazione gli esseri umani vi avessero fatti de' solidi, e durevoli progressi, ma senza divagarsi però nelle tortuoseregioni delle chimere, il sacro codice della Religione non meno che l'Istoria delle scienze sarebbero entrambe oggi per noi gl'infallibili monumenti della ragione; essi tramanderebbero insieme la luce la più nitida, e la più sfavillante, e nell'una, e nell'altra vi ritroverebbero gli uomini con sicurezza la scorta indefettibile della condotta loro della loro vita, tanto nella speculazione, quanto nella pratica, e attualmente si sarebbe ormai raggiunto il positivo disegno commendevole a cui esse tendono, d'accordo, per la felicità universale del genere umano; cioè, di avere sopra ogni specie di soggetto quella precisa certezza della quale possono, e le une, e le altre essere suscettibili:comme le bon usage des sciences, riflette un pensatore moderno,affermit en nous le penchant qui non porte au bien, de même notre amour pour la verité augmente aussi les lumières dont nous avons besoin pour la defendre(30).
Riguardandole sotto un simile punto visuale, niente al certo è più eccelso, più ammirabile, nè più adeguato a costituire la solida gloria, e la delizia dell'uomo quanto lo è la religione alla chiara purità da noi fin quì ridotta, quanto lo sono le scienze, quelle meramente utili, e necessarie alla condizione degli enti ragionevoli(31); ma da quanto questa progenie cominciò ad abbandonarsi ciecamente a' prestigi del fanatismo, dal momento fatale in cui si lasciò essa ferocemente predominare dall'ambizione, dall'errore; gli smarrimenti tennero le veci dell'una, le passioni degradanti formarono lo scopo essenziale dell'altro. Quale soggetto di sensibile stupore non avrà dovuto mai recare ad una mente illuminata di vedere le innumerabili pratiche informi, palliate sotto il nome illusorio di Religione, che dal troppo credulo Popolo d'Israel professavasi fino ad ora, e la mostruosa educazione che conferivasi, dopo tanti secoli, agli sventurati rampolli di questa Nazione? Quanto era essa mai opposta aquella che riceveva già questo medesimo popolo ne' tempi andati(32)! Quale orrore di osservare le turbe immense de' fautori dell'una sostenere a gran forza i loro mistici travviamenti e lo sciame spregevole de' partigiani dell'altra quali forsennati garrire contro chiunque opporre si volesse all'ignoranza loro a' corrotti ammaestramenti? Non è appunto così che l'età decrepita del mondo non differisce dall'infanzia di esso relativamente all'ebreo nato in certi climi, che per mezzo della superstizione, dell'ignoranza? Incongruenze sì enormi non sembrerebbero fatte espressamente per confondere gli spiriti, renderli alieni dall'edificante Religione, dalla proficua coltura delle scienze, piuttosto che ad alimentare ne' medesimi una vera tendenza verso di quella, ed una decisa propensione per questa(33)?
O uomini! o illusa progenie d'Israel! o miei fratelli! Scuotiamoci una volta per sempre da sì torpido letargo; quando mai c'indurremo finalmente ad abjurare quegli errori umilianti imbevuti nella prima educazione che tanto ci degrada? Quando arriveremo a distruggere ancora que' venefici elementi che l'ignoranza, e il fanatismo c'insinuarono un giorno, e che formeranno eternamente l'ostacolo funesto insuperabile a' felici progressi della nostra abbacinata ragione? Proclamiamo, per tanto la riforma universale de' Costumi con quel successo medesimo avventuroso con cui già quella opportunamente proclamammo della stravagante credenza de' tempi andati; usciamo dall'abisso dell'ignoranza di ciò che più dovremmo interessarci di conoscere, in cui gli ammalianti prestigj di una supposta Religione ci aveano immersi, e sgravati allora da que' Ceppi crudeli che ci tenevano avvinti, noi potremo fissare con successo un nuovo metodo di educazione morale, capace a distruggere quegli automati, che l'antico fatalmente produsse, ed ovvio, nel tempo stesso a rigenerare de' Cittadini illuminati degni del sovrano eccelso che gli governa, utili alla patria che vide nascerli, e ne' quali essa ripone onninamente la più solida sua felicità(34).
Per altro, dissimulare non posso in alcun modo che le indagini che io mi sono proposto esigono, senza dubbio, una discussione analitica, e profonda, ed in faccia alla generalità degli uomini ogni esame di tale natura mirasi riuscire per l'ordinario annojante oltremodo, e disgustoso: ma è egli mai possibile di spargere degli ornati che dilettino sopra de' soggetti cotanto gravi, ed importanti? Comunque sia, io non iscrivo già per gli uomini di genio, pe' filosofi abituati al raziocinio, ed alle fatiche della mente; da questi non esigo (come ho altra volta fermamente protestato) che il loro Compatimento; io mi prefiggo soltanto d'illuminare l'idiota, l'uomo ignorante che incapace di profonda riflessione, si disgusta facilmente di ogni soggetto che la richiede, e pago esso resta unicamente di ciò che intende dagli altri, abituati al pari di esso a confondere la menzogna colla verità, e ad ammettere alla rinfusa tutto ciò che si ebbe un interesse di fare con violenza entrare nelle loro teste(35); e l'esperienza, che rare volte inganna,mi ha, pur troppo, infinite volte convinto ch'egli è sopra tutto nel grembo dell'Israelismo che queste macchine umane sono il più agevolmente reperibili, più di ogni altro luogo partitamente in Italia.
Ma ciò nulla di meno poco importa, l'assunto non è sì arduo ad intraprendere quale immaginare si potrebbe, nè la pena tanto eccessivamente malagevole a soffrirsi: ma prima di ogni altra cosa diffinire ci è duopo, cosa intendere mai dobbiamo per religione. Altro questa certamente non è che l'esatta pratica di doveri che vincolano l'uomo al suo Creatore, ed il pubblico esercizio di quelli che in complesso denominasicultosi riduce alla Cognizione, ed all'adorazione di quest'Essere Supremo, che è lo stesso che dire, avere delle idee nette della sua Divina onnipotenza, e de' di lui ineffabili attributi, amarlo, confidarvisi, temerlo, e modellare, infine, sulla sua eterna volontà tutte le nostre morali, e religiose azioni: or, come mai l'uomo potrebbe compiere tutto ciò esattamente, senza l'immediato soccorso della propria sua Ragione(36)?
Proseguiamo ancora: a che mai si ridurrebbe il Culto che prestato fosse all'onnipossente da una ragione imbevuta di que' tanti venefici principj che per reiterate volte riprovammo, allora quando ci emerse di parlare di coltura, di talenti, e di religione? A quali massime perniciose non abbiamo veduto noi soggiogato l'ebreo più di una volta, nelle pratiche stravaganti del suo Culto antico; quali venefici elementi noi lo vedemmo imbeversi ancora nella sua depravata educazione morale? Dal che può illativamente dedursi quale prossima analogia esista fra l'esercizio del vero Culto, e lo sviluppo della Ragione, di maniera che si comprende ad evidenza, come la riforma dell'una sia in ragione diretta della riforma dell'altro, ed ad un tempo ci fa con eguale chiarezza conoscere, che se la prima è necessaria, urgentissima è la seconda; e restiamo pure convinti senza difficoltà che non v'ha solo che l'uomo saggiamente educato il quale possa conoscere a perfezione l'esimio prezzo di una tersa, e consolante religione, siccome è incontrovertibile ancora che questa senza l'educazione diventa una follia, ed una mostruosa infermità dell'intelletto; per maggiormente comprovarlo anche una volta, io ne attesto la Religione che veggiamo praticare specialmente all'ebreo Italiano, al Polacco, all'orientale, può essere quella giammai più opposta al vero Culto che rendere dobbiamo al sommo autore dell'Esser nostro, più avversa allo spirito integro che dee essergli di guida? È essa da mettersi a livello coll'eccelsa Religione professata da' Maimonidi, dagli Abravanel, da' Menasse Ben Israel, da' Mendelshon, e da molti altri, che formeranno l'ammirazione de' secoli avvenire, come lo furono dell'età in cui vissero e che tanto poco si curano i recenti Israeliti d'imitare.Frema pure ogni anima profana nel mirare il solo filosofo depositario del puro inalterabile Culto che gli enti ragionevoli debbono prestare all'eterno creatore della ragione; io frattanto non cesserò di ripetere mille volte ancora che al solo filosofo appartiene superiormente di conoscere le divine perfezioni, e com'egli è il solo a sentire la necessità, ed il dovere di apprezzarle, di venerarle, così è che ad esso, e non ad altri spetta l'alta benemerita ingerenza d'instruirne anche la specie, malgrado che da questa vedasi lanciare sovente per guiderdone delle fraterne sue Cure il dardo micidiale della reproba superstizione contro di esso (quale pur troppo è regolarmente l'unica mercede che l'esimia filosofia ottiene dall'uomo ingrato). Il sano filosofo, per che dell'esistenza indelebile di un Dio intimamente convinto, e persuaso dell'urgente necessità di dovergli rendere un culto semplice, veridico, e perfetto, invariabile nel suo credere, circospetta nell'osservare, e nell'ammettere sempre riserbato, e costante(37); lungi dal fomentare la superstizionela detesta, ne misura l'abominio alla società de' suoi simili dimostrandola come ingiuriosa oltremodo alla Divinità che adora, ed abbandonato a contemplare negli esseri creati la feconda inesauribile mano dell'onnipossente vivo conserva in se medesima ed inspira nell'animo degli altri l'amore, il rispetto, e la riconoscenza verso di esso, dove in massima consiste l'ingenuo e il vero Culto che gli si compete: è desso quello che dall'ordine incommutabile con cui osserva dirigersi l'universo con tutti gli esseri che lo compongono, riconosce una sovrana Provvidenza che gli regola, egli sostiene siccome dall'armonia stupenda inalterabile degli astri, dall'ordine costante della reciproca loro ligagione dalla periodica rivoluzione de' giorni, delle notti, delle stagioni, degli anni; dalla mutua concatenazione delle cause cogli effetti, e di queste con quelle, dalla vegetazione delle piante, dall'organizzazione degli animali di ogni specie, dall'uniforme varietà de' differenti fenomeni della natura, che ad ogni istante ci si offrono allo sguardo, non può esso di tutto ciò non riconoscere l'opifice sommo, il Conservatore, l'arbitro padrone. Ripieno il filosofo a tali edificanti riflessi[oni] di stupore, e di ammirazione, rapito il fautore delle Scienze da un estasi quasi divina, dopo di avere in darno ricercato ovunque, fra tutti gli oggetti che lo circondano quella solida felicità presso la quale esso anela, e niente ritrovando in questo profugo domicilio che possa rendere quanto è duopo soddisfatte le sue brame, esso consacrasi onninamente all'adorazione di questo Opifice immenso che tutto regge, e dispone con imperscrutabile Consiglio, e formandosi esso, in fine, un sistema sacro, e infallibile di tutte queste incommutabili verità eterne, lo stabilisce come per base inconcussa di quel Culto Divino che si prefigge di rendere con verità, con sentimento, e con candoreal Creatore supremo de' Cieli, e della terra(38).
Or se tali principj solidi, e inoppugnabili sono ad esuberanza efficaci per formare la pura edificante religione del filosofo, per che non potrebbero essi del pari essere idonei a costituire quella dell'intero popolo d'Israel? E quali più sani, più eccelsi, e più invariabili motivi di religione può alcuno idearsi mai, che debba credersi di questa più favorita, e più accetta dal Dio di verità, utile a coloro che la professano con animo integro, ed oltremodo vantaggiosa alla società degli esseri umani? Ma d'altronde, con quale fondamento presumere di potere giugnere ad imprimere, con successo, una pratica di Culto sì Divino, e sì ammirevole, senza le debite preparazioniche possono direttamente condurvici, vale a dire, senza un profondo accurato studio della morale, e della scienza importantissima dell'educazione(39)?
E a chi mai affideremo noi con qualche lusinghiera speranza, un intrapresa sì ardua, e sì delicata, se non è a quegl'individui, che arbitri del Cuore, della volontà, e delle azioni de' popoli seppero acquistare un ascendente tale sopra de' medesimi da farli risolvere, pensare, e forse ancora gestire a loro talento(40)? O ministri de' culti! O Rabbini dell'Israelismo!Dunque a voi soli, si unicamente a voi un ministero sì eccelso, e più di ogni altro importante dal popolo d'Israel restavi affidato; ma cominciare frattanto vi è duopo dal rinunziare perpetuamente voi stessi i primi alle vostre chimere, alle vostre insulse querele; relegate per sempre nelle tenebrose regioni dell'obblio quelle mistiche allegorie, quelle bizzarre cerimonie, che se di qualche validità sarebbero forse nella primitiva infanzia dell'ebraismo, oggi che questo è ormai fatto adulto, convenire più non gli possono in verun modo; studiatevi di meritare debitamente il tuono, i diritti, e ilgrado che pretendete arrogarvi in faccia di esso, predicandogli le virtù realmente utili, e sociali, distruggendo gli abusi di questo Popolo, e riformando ad un tempo medesimo la sua educazione morale, e i suoi Costumi ed in vece di empiergli lo spirito di futili controversie, che ad altro non tendono che a vieppiù farlo smarrire dall'ameno sentiere della verità(41), rendet[evi] gli apologisti del buon senso, ed i zelanti difensori della ragione; in tale commendevole foggia procedendo, voi sarete l'onore del vostro popolo, come lo furono già ne' tempi andati coloro che Rabbini essendo, e filosofi insieme, sapevano essere gli uni colle mire, lo spirito, ed i talenti degli altri, meritando ad un tempo i riguardi, e la considerazione di tutti i civilizzati popoli dell'universo.
(30)I filosofi sono tutti concordi nell'asserire, che l'uomo ritrova sempre in se medesimo i mezzi pronti, ed efficaci per conoscere la verità; ciò potrebbe essere anche vero, mentre quanto sarebbe mai deplorabile lo stato di un ente ragionevole, s'egli non avesse assolutamente qualche sicuro mezzo con cui separare la menzogna dalle verità le più utili, e le più evidenti? I bruti sarebbero di esso molto più felici, poichè quelli almeno ritrovano nel loro naturale istinto delle risorse, che la stessa ragione non ha giammai fino ad ora somministrata agli uomini: ma quando questi mezzi sono paralizzati da noi, o che carpiti ci vengono dagli altri, come sperare di riuscirci in così ardua impresa? In vano potremo noi sperarlo, con fondamento fino a tanto che gli uomini suscettibili di pensiero, e capaci di ragione, invece di cercare di nuocersi mutuamente, a distruggersi l'un l'altro per difendere, o sostenere delle follie, non delibereranno d'accordo di riunire i loro sforzi per combattere l'errore, e per cercare la verità, e sopra tutto, per annientare dalla terra i pregiudizj di cui tutti gli esseri umani soffrono il egual grado, e gli stessi accaniti fautori de' medesimi finiscono o tosto, o tardi, coll'essere le vittime, senza scampo.
(30)I filosofi sono tutti concordi nell'asserire, che l'uomo ritrova sempre in se medesimo i mezzi pronti, ed efficaci per conoscere la verità; ciò potrebbe essere anche vero, mentre quanto sarebbe mai deplorabile lo stato di un ente ragionevole, s'egli non avesse assolutamente qualche sicuro mezzo con cui separare la menzogna dalle verità le più utili, e le più evidenti? I bruti sarebbero di esso molto più felici, poichè quelli almeno ritrovano nel loro naturale istinto delle risorse, che la stessa ragione non ha giammai fino ad ora somministrata agli uomini: ma quando questi mezzi sono paralizzati da noi, o che carpiti ci vengono dagli altri, come sperare di riuscirci in così ardua impresa? In vano potremo noi sperarlo, con fondamento fino a tanto che gli uomini suscettibili di pensiero, e capaci di ragione, invece di cercare di nuocersi mutuamente, a distruggersi l'un l'altro per difendere, o sostenere delle follie, non delibereranno d'accordo di riunire i loro sforzi per combattere l'errore, e per cercare la verità, e sopra tutto, per annientare dalla terra i pregiudizj di cui tutti gli esseri umani soffrono il egual grado, e gli stessi accaniti fautori de' medesimi finiscono o tosto, o tardi, coll'essere le vittime, senza scampo.
(31)Siccome la Religione che ha per base la purità nelle sue massime, la semplicità ne' suoi dogmi, e la chiarezza nelle sue induzioni, esente da quelle cerimonie abusive che ne adombrano i veri pregj, quale l'abbiamo noi radicalmente sistemata, forma il più solido conforto di coloro che la professano, così le scienze coltivate con metodo, e saggezza, sono di un pronto efficace soccorso all'anima umana per liberarla dalle truci catene de' suoi inveterati pregiudizj, e per sanarla da que' ridicoli micidiali terrori, che questi pregiudizj medesimi gl'inspirano a danno irreparabile della propria sua ragione.
(31)Siccome la Religione che ha per base la purità nelle sue massime, la semplicità ne' suoi dogmi, e la chiarezza nelle sue induzioni, esente da quelle cerimonie abusive che ne adombrano i veri pregj, quale l'abbiamo noi radicalmente sistemata, forma il più solido conforto di coloro che la professano, così le scienze coltivate con metodo, e saggezza, sono di un pronto efficace soccorso all'anima umana per liberarla dalle truci catene de' suoi inveterati pregiudizj, e per sanarla da que' ridicoli micidiali terrori, che questi pregiudizj medesimi gl'inspirano a danno irreparabile della propria sua ragione.
(32)L'educazione de' fanciulli presso gli ebrei antichi sembra esser stata presso che uniforme a quella praticata generalmente dagli Egizj, e da' Greci dell'antichità (ved.Plat. De Repub. 2. & 3.). Essi formavano il loro Corpo colla fatica, e con gli esercizj, e lo spirito con la musica. La fortezza, e l'agilità del Corpo erano da questi popoli considerati come gli oggetti i più fondamentali dell'educazione de' loro propri figli; ed i Greci in particolare le ridussero entrambe in arte che denominaronoGinnastica, per che si esercitavano ignudi; eGinnasiichiamarono i luoghi ne' quali questi esercizj si facevano.
(32)L'educazione de' fanciulli presso gli ebrei antichi sembra esser stata presso che uniforme a quella praticata generalmente dagli Egizj, e da' Greci dell'antichità (ved.Plat. De Repub. 2. & 3.). Essi formavano il loro Corpo colla fatica, e con gli esercizj, e lo spirito con la musica. La fortezza, e l'agilità del Corpo erano da questi popoli considerati come gli oggetti i più fondamentali dell'educazione de' loro propri figli; ed i Greci in particolare le ridussero entrambe in arte che denominaronoGinnastica, per che si esercitavano ignudi; eGinnasiichiamarono i luoghi ne' quali questi esercizj si facevano.
(33)Se non meno in Religione che in coltura di talenti, tutto è pur troppo contraddittorio a' nostri tempi, quale meraviglia, se cotanto frequente mirasi fra noi prendere le pratiche le più ridicole, e le più assurde cerimonie per altrettanti dogmi sacri di religione, e se l'educazione della nostra gioventù, sì depravata, e stravagante, non è ad altro capace che a farne degli esseri torpidi, e macchinali, senza speranza d'instruirli, e d'illuminarli sopra ciò che più importa loro di conoscere, di acquistare? Tale sarà mai sempre il destino infausto di quella, e l'esito infelice di questa, intanto che non faremo servire l'una di appoggio infallibile all'altra, ed entrambe promiscuamente regolate sopra un sistema del tutto differente da quello praticato da noi fino al presente.
(33)Se non meno in Religione che in coltura di talenti, tutto è pur troppo contraddittorio a' nostri tempi, quale meraviglia, se cotanto frequente mirasi fra noi prendere le pratiche le più ridicole, e le più assurde cerimonie per altrettanti dogmi sacri di religione, e se l'educazione della nostra gioventù, sì depravata, e stravagante, non è ad altro capace che a farne degli esseri torpidi, e macchinali, senza speranza d'instruirli, e d'illuminarli sopra ciò che più importa loro di conoscere, di acquistare? Tale sarà mai sempre il destino infausto di quella, e l'esito infelice di questa, intanto che non faremo servire l'una di appoggio infallibile all'altra, ed entrambe promiscuamente regolate sopra un sistema del tutto differente da quello praticato da noi fino al presente.
(34)In tanto che le nazioni (come lo riflette sensatamenteHume) non giugneranno a perfezionare la ragione umana, in darno si lusingheranno di rendere perfetti i loro sistemi religiosi, di megliorare le loro Leggi, e di ristabilire la loro politica. Infatti in un paese dove scarseggiano gli uomini distinti nelle scienze, e nelle Lettere, non vi può essere certamente nè gran politici, nè periti Capitani. D'altronde come persuadersi che un popolo il quale non sa l'arte di scrivere, nè quella di ragionare possa giammai stabilirsi ottime Leggi, e liberarsi, ad un tempo, dal giogo crudele di quella detestabile superstizione, che forma l'eterna ignominia de' secoli? L'esempio memorabile di tanti Legislatori filosofi, provano a sufficienza quanto i progressi della ragione possono contribuire alla felicità pubblica delle nazioni.
(34)In tanto che le nazioni (come lo riflette sensatamenteHume) non giugneranno a perfezionare la ragione umana, in darno si lusingheranno di rendere perfetti i loro sistemi religiosi, di megliorare le loro Leggi, e di ristabilire la loro politica. Infatti in un paese dove scarseggiano gli uomini distinti nelle scienze, e nelle Lettere, non vi può essere certamente nè gran politici, nè periti Capitani. D'altronde come persuadersi che un popolo il quale non sa l'arte di scrivere, nè quella di ragionare possa giammai stabilirsi ottime Leggi, e liberarsi, ad un tempo, dal giogo crudele di quella detestabile superstizione, che forma l'eterna ignominia de' secoli? L'esempio memorabile di tanti Legislatori filosofi, provano a sufficienza quanto i progressi della ragione possono contribuire alla felicità pubblica delle nazioni.
(35)C'est le propre de l'abitude de changer la face des choses, diceBoulanger(Pens. diver. T. 8. C. 24)les hommes se familiarisent peu à peu avec ce qui les revoltait d'abord; le tems parvient à confondre la mensonge & la veritè; les faussetés les plus demontrées finissent par devenir des faits indubitables pour les ignorants & les paresseux qui font par tout le plus grand nombre.Infatti quando l'errore, o l'impostura ha durato per lungo tempo sopra la terra, acquista una solidità che niuna causa può rimuovere; ciò che molte persone hanno fermamente creduto per vari secoli, pare avere de' fondamenti reali, e tutto l'aspetto di probabilità. Allorchè una volta le traccie dell'impostura sono state cancellate dal tempo riesce più difficile di rinvenirle; ed è così che quasi tutti gli uomini ritrovano più agevole di appigliarsene all'opinione ricevuta che di ricercare penosamente ciò ch'essi dovrebbero pensare.Ecco le vere genuine cagioni dell'indolenza che gli uomini dimostrano generalmente tutte le volte che trattasi di rendere conto a se stessi de' motivi delle loro opinioni, specialmente tradizionali, essi restano paghi di seguitare il torrente comune. D'altronde, quando il pregiudizio è sostenuto dalla forza, (come lo pensa un politico filosofo) e diventa necessario agl'interessi di un Corpo potente, si rende assai pericoloso di combattere e pochi individui hanno il coraggio di reclamare contro le menzogne che tutto il mondo approva, e che l'autorità sostiene con impegno. Inoltre l'errore quando è abitualmente inveterato passa per verità, e diventa, in mente di coloro che ci si abbandonano, tanto dilettevole com'essa. Noi tenghiamo a' nostri vizi, ed a' nostri pregiudizj; le virtù, e le opinioni che loro sono opposte, ci appariscono ridicole, o dispiacevoli: sono queste disposizioni inerenti alla specie umana, [e le] quali fanno che le nazioni s'identificano a poco a poco colle opinioni le più stravaganti, colle fa[vo]le le più ridicole, e co' più assurdi sistemi.
(35)C'est le propre de l'abitude de changer la face des choses, diceBoulanger(Pens. diver. T. 8. C. 24)les hommes se familiarisent peu à peu avec ce qui les revoltait d'abord; le tems parvient à confondre la mensonge & la veritè; les faussetés les plus demontrées finissent par devenir des faits indubitables pour les ignorants & les paresseux qui font par tout le plus grand nombre.Infatti quando l'errore, o l'impostura ha durato per lungo tempo sopra la terra, acquista una solidità che niuna causa può rimuovere; ciò che molte persone hanno fermamente creduto per vari secoli, pare avere de' fondamenti reali, e tutto l'aspetto di probabilità. Allorchè una volta le traccie dell'impostura sono state cancellate dal tempo riesce più difficile di rinvenirle; ed è così che quasi tutti gli uomini ritrovano più agevole di appigliarsene all'opinione ricevuta che di ricercare penosamente ciò ch'essi dovrebbero pensare.
Ecco le vere genuine cagioni dell'indolenza che gli uomini dimostrano generalmente tutte le volte che trattasi di rendere conto a se stessi de' motivi delle loro opinioni, specialmente tradizionali, essi restano paghi di seguitare il torrente comune. D'altronde, quando il pregiudizio è sostenuto dalla forza, (come lo pensa un politico filosofo) e diventa necessario agl'interessi di un Corpo potente, si rende assai pericoloso di combattere e pochi individui hanno il coraggio di reclamare contro le menzogne che tutto il mondo approva, e che l'autorità sostiene con impegno. Inoltre l'errore quando è abitualmente inveterato passa per verità, e diventa, in mente di coloro che ci si abbandonano, tanto dilettevole com'essa. Noi tenghiamo a' nostri vizi, ed a' nostri pregiudizj; le virtù, e le opinioni che loro sono opposte, ci appariscono ridicole, o dispiacevoli: sono queste disposizioni inerenti alla specie umana, [e le] quali fanno che le nazioni s'identificano a poco a poco colle opinioni le più stravaganti, colle fa[vo]le le più ridicole, e co' più assurdi sistemi.
(36)Eh! che? È egli mai possibile, esclamaBolingbroekche il Dio dell'universo non possa mai essere da' popoli adorato che pel gran Lama, per Mosè,pel Pontefice Romano, per Maometto, senza che alcuno vi sia, nell'immensa folla di questi adoratori, capace di conoscerlo, amarlo, adorarlo in forza della propria sua ragione? Una sì strana procedura, aggiugn'egli, a cui la massima parte degli uomini lasciasi trascinare sull'assunto primario, e il più importante per la felicità di questa Specie, non parrebbe concorrere a dimostrare essere la medesima composta di macchine animate, l'istinto limitato delle quali non oltrepassa i momenti presenti?Tale era l'inconseguente pensiere diBolingbrockma quest'Inglese era deista, ed il di lui sistema non potea dettargli de' principi differenti: noi però che abbiamo la sorte di appartenere ad una credenza vera, infallibile, e divina facciamo servire la ragione di appoggio alla rivelazione, col mezzo della quale reputiamo un dovere di conoscere, obbedire, e adorare l'infinito autore della natura.
(36)Eh! che? È egli mai possibile, esclamaBolingbroekche il Dio dell'universo non possa mai essere da' popoli adorato che pel gran Lama, per Mosè,pel Pontefice Romano, per Maometto, senza che alcuno vi sia, nell'immensa folla di questi adoratori, capace di conoscerlo, amarlo, adorarlo in forza della propria sua ragione? Una sì strana procedura, aggiugn'egli, a cui la massima parte degli uomini lasciasi trascinare sull'assunto primario, e il più importante per la felicità di questa Specie, non parrebbe concorrere a dimostrare essere la medesima composta di macchine animate, l'istinto limitato delle quali non oltrepassa i momenti presenti?
Tale era l'inconseguente pensiere diBolingbrockma quest'Inglese era deista, ed il di lui sistema non potea dettargli de' principi differenti: noi però che abbiamo la sorte di appartenere ad una credenza vera, infallibile, e divina facciamo servire la ragione di appoggio alla rivelazione, col mezzo della quale reputiamo un dovere di conoscere, obbedire, e adorare l'infinito autore della natura.
(37)Alcuni si fecero bizzarramente ad opinare che tutto ciò che era al di sopra dell'umana percezione riuscendo di sua natura propriamente inintelligibile, dovea essere per tanto riguardato come inutile, o assurdo, e che per conseguenza l'ignoranza, o il disprezzo delle scienze che illuminano, sosterrebbe le veci del sapere. Quale insania!Se la credulità cieca, diceCharron(Trait. de la Sagesse, T. III.) è una debolezza che degrada la ragione, la prevenzione precipitata che condanna è un ingiustizia che la sana filosofia abomina, e disprezza; il saggio non crede, e non giudica di veruna cosa temerariamente senza esame; esso cerca d'illuminarsi e su' pensieri, e sulle cose, e s'egli si risolve di svelare l'orrido bandello che l'autorità, e l'educazione avevano tenacemente attaccato sopra i suoi occhi per sino dalla sua più tenera infanzia, ciò non dee essere veramente, che per meglio scorgere da vicino le insidie proditorie della menzogna, e liberarsene con felice successo; ed affine di potere camminare più sicuramente all'eterno lucore della verità, del buon senso, della ragione.
(37)Alcuni si fecero bizzarramente ad opinare che tutto ciò che era al di sopra dell'umana percezione riuscendo di sua natura propriamente inintelligibile, dovea essere per tanto riguardato come inutile, o assurdo, e che per conseguenza l'ignoranza, o il disprezzo delle scienze che illuminano, sosterrebbe le veci del sapere. Quale insania!
Se la credulità cieca, diceCharron(Trait. de la Sagesse, T. III.) è una debolezza che degrada la ragione, la prevenzione precipitata che condanna è un ingiustizia che la sana filosofia abomina, e disprezza; il saggio non crede, e non giudica di veruna cosa temerariamente senza esame; esso cerca d'illuminarsi e su' pensieri, e sulle cose, e s'egli si risolve di svelare l'orrido bandello che l'autorità, e l'educazione avevano tenacemente attaccato sopra i suoi occhi per sino dalla sua più tenera infanzia, ciò non dee essere veramente, che per meglio scorgere da vicino le insidie proditorie della menzogna, e liberarsene con felice successo; ed affine di potere camminare più sicuramente all'eterno lucore della verità, del buon senso, della ragione.
(38)Non è già come lo pensano assurdamente alcuni che l'uomo diventi incredulo appena comincia esso a contrarre l'abitudine del raziocinio; egli tale non diventa che unicamente delle orride follie che il fanatismo aggiugne sovente alla sana Religione, che la rende contraria a tutti i principj del buon senso, e che porta un colorito di menzogna in fronte di tutte le nozioni che la teologia ci trasmette come sacre, ed essenziali. Quindi l'uomo illuminato rigetta soltanto quella credenza ributtante fabbricata dall'ignoranza, sostenuta dall'illusione, e propalata dalle chimere, per che riconosce sensibilmente che questa lungi dal rendere gli uomini più saggi, e più felici è la sorgente inesauribile de' più gran disordini, e delle calamità permanenti di cui l'umana specie è afflitta; ed esso prende solo ad impugnare la difesa di quella Religione che ha per sua base la nuda verità, per suo scopo la ragione, per sua guida la tolleranza; vi si attacca, e dichiarasene fautore, bene convinto intimamente essere questa l'unica edificante Religione accetta all'Essere Supremo, e capace di rendere al grado Sommo felice gli osservanti che vi si consacrano con un Cuore integro, con un animo scevro da pregiudizj, e con uno spirito suscettibile di lumi, di Coltura, e disinganno.
(38)Non è già come lo pensano assurdamente alcuni che l'uomo diventi incredulo appena comincia esso a contrarre l'abitudine del raziocinio; egli tale non diventa che unicamente delle orride follie che il fanatismo aggiugne sovente alla sana Religione, che la rende contraria a tutti i principj del buon senso, e che porta un colorito di menzogna in fronte di tutte le nozioni che la teologia ci trasmette come sacre, ed essenziali. Quindi l'uomo illuminato rigetta soltanto quella credenza ributtante fabbricata dall'ignoranza, sostenuta dall'illusione, e propalata dalle chimere, per che riconosce sensibilmente che questa lungi dal rendere gli uomini più saggi, e più felici è la sorgente inesauribile de' più gran disordini, e delle calamità permanenti di cui l'umana specie è afflitta; ed esso prende solo ad impugnare la difesa di quella Religione che ha per sua base la nuda verità, per suo scopo la ragione, per sua guida la tolleranza; vi si attacca, e dichiarasene fautore, bene convinto intimamente essere questa l'unica edificante Religione accetta all'Essere Supremo, e capace di rendere al grado Sommo felice gli osservanti che vi si consacrano con un Cuore integro, con un animo scevro da pregiudizj, e con uno spirito suscettibile di lumi, di Coltura, e disinganno.
(39)Ogni uomo di cui lo spirito si abbandona interamente alla riflessione, dice un pensatore anonimo, non può a meno di conoscere i suoi propri doveri di scoprire i rapporti esistenti fra Dio, e lui, e quelli che vincolano esso co' suoi simili, di meditare la sua natura, d'investigare i suoi bisogni, e d'istruirsi di tutto ciò ch'esso dee agli esseri contribuenti alla di lui felicità. Si fatte riflessioni conducono direttamente alla vera cognizione della morale cotanto urgente per gl'individui che vivono in società, ed una scienza tale non si acquista che mediante il solo studio dell'uomo, e de' rapporti suoi:celui qui ne réflechit point parlui même(aggiugne l'anonimo citato)ne connoit point la vraie morale & marche d'un par peu sûr dans le chemin de la vertu.In fatti è col chiarore dell'evidenza troppo ben riconosciuto, che gli uomini tanto ragionano meno, tanto più il loro Culto è imperfetto, e più sono incapaci di virtuose azioni; gl'individui de' quali si compone la classe infima del popolo sono, per l'ordinario, i più stupidi religionarj non solo, ma sovente riuscire si mirano ancora i più perversi degli uomini, per che sono quelli che ragionano il meno.
(39)Ogni uomo di cui lo spirito si abbandona interamente alla riflessione, dice un pensatore anonimo, non può a meno di conoscere i suoi propri doveri di scoprire i rapporti esistenti fra Dio, e lui, e quelli che vincolano esso co' suoi simili, di meditare la sua natura, d'investigare i suoi bisogni, e d'istruirsi di tutto ciò ch'esso dee agli esseri contribuenti alla di lui felicità. Si fatte riflessioni conducono direttamente alla vera cognizione della morale cotanto urgente per gl'individui che vivono in società, ed una scienza tale non si acquista che mediante il solo studio dell'uomo, e de' rapporti suoi:celui qui ne réflechit point parlui même(aggiugne l'anonimo citato)ne connoit point la vraie morale & marche d'un par peu sûr dans le chemin de la vertu.
In fatti è col chiarore dell'evidenza troppo ben riconosciuto, che gli uomini tanto ragionano meno, tanto più il loro Culto è imperfetto, e più sono incapaci di virtuose azioni; gl'individui de' quali si compone la classe infima del popolo sono, per l'ordinario, i più stupidi religionarj non solo, ma sovente riuscire si mirano ancora i più perversi degli uomini, per che sono quelli che ragionano il meno.
(40)La cieca sommissione che ovunque hanno mostrato presso che tutti i popoli della terra per i respettivi Ministri de' loro Culti, fu sempre mai il patrimonio di questo Ceto, il quale non lasciò in verun tempo sfuggire l'opportunità di profittarne, onde acquistare sull'animo di quelli un ascendente assoluto fino a persuaderli non esistere per essi altra regola di Condotta, che quella che piaceva a' medesimi d'indicare loro. Certamente se questo loro ascendente avesse avuto per disegno di megliorare la condizione di coloro su' quali avevano essi diramato il loro aggravante dominio, il giogo che da quelli era imposto, sarebbe loro riuscito alquanto più soffribile; ma sotto pretesti d'instruire, e d'illuminare gli uomini, esso non si è mai aggirato che a ritenerli propriamente nell'ignoranza, a togliere loro il desiderio di conoscere gli oggetti che gl'interessano il più, ad insinuare loro un avversione fin anche per la verità, da quando essa non si accorda colle opinioni che questo ceto pretende di avvalorare fra i mortali. E pur troppo così che tutto concorre a rendere i popoli devoti, ma tutto si oppone altresì a ciò che essi sieno umani, ragionevoli, e virtuosi. Non si potrà egli mai fare accordare la religione co' lumi dello spirito, colla virtù, e col buon senso? Da voi soli o ministri di altari l'umana specie attende con la più avida impazienza questo bene.
(40)La cieca sommissione che ovunque hanno mostrato presso che tutti i popoli della terra per i respettivi Ministri de' loro Culti, fu sempre mai il patrimonio di questo Ceto, il quale non lasciò in verun tempo sfuggire l'opportunità di profittarne, onde acquistare sull'animo di quelli un ascendente assoluto fino a persuaderli non esistere per essi altra regola di Condotta, che quella che piaceva a' medesimi d'indicare loro. Certamente se questo loro ascendente avesse avuto per disegno di megliorare la condizione di coloro su' quali avevano essi diramato il loro aggravante dominio, il giogo che da quelli era imposto, sarebbe loro riuscito alquanto più soffribile; ma sotto pretesti d'instruire, e d'illuminare gli uomini, esso non si è mai aggirato che a ritenerli propriamente nell'ignoranza, a togliere loro il desiderio di conoscere gli oggetti che gl'interessano il più, ad insinuare loro un avversione fin anche per la verità, da quando essa non si accorda colle opinioni che questo ceto pretende di avvalorare fra i mortali. E pur troppo così che tutto concorre a rendere i popoli devoti, ma tutto si oppone altresì a ciò che essi sieno umani, ragionevoli, e virtuosi. Non si potrà egli mai fare accordare la religione co' lumi dello spirito, colla virtù, e col buon senso? Da voi soli o ministri di altari l'umana specie attende con la più avida impazienza questo bene.
(41)Noi abbiamo già dimostrato altrove che gli ebrei non mancano di eruditi autori, e di ottimi instruttive produzioni dove potrebbero essi attignere, con successo, le più chiare nozioni di virtù, di coltura, e di buon senso; ma l'uso riprovabile sembra che abbia oggi fatalmente prevaluto a fare loro preferire le opere nelle quali leinsulseinutiliquestioni, le prolisse controversie occupano la più estesa parte, ed è da queste che follemente pretendesi attignere que' sani principj di cui hanno essi tanto urgente bisogno; in vano ci lusingheremo noi di vedere consolidarsi una riforma durabile nell'educazione, e ne' Costumi del Popolo Ebreo, fino a tanto che coloro destinati a conferire l'una, e dimostrare la necessità degli altri, adotteranno de' metodi tutt'affatto contrarj per pervenirvi.
(41)Noi abbiamo già dimostrato altrove che gli ebrei non mancano di eruditi autori, e di ottimi instruttive produzioni dove potrebbero essi attignere, con successo, le più chiare nozioni di virtù, di coltura, e di buon senso; ma l'uso riprovabile sembra che abbia oggi fatalmente prevaluto a fare loro preferire le opere nelle quali leinsulseinutiliquestioni, le prolisse controversie occupano la più estesa parte, ed è da queste che follemente pretendesi attignere que' sani principj di cui hanno essi tanto urgente bisogno; in vano ci lusingheremo noi di vedere consolidarsi una riforma durabile nell'educazione, e ne' Costumi del Popolo Ebreo, fino a tanto che coloro destinati a conferire l'una, e dimostrare la necessità degli altri, adotteranno de' metodi tutt'affatto contrarj per pervenirvi.