Cap. XVI.

Cap. XVI.Riflessioni critiche sopra i dodici articoli indirizzati dalla Maestà dell'Imperatore Napoleone alla prima assemblea Israelitica, e da questa fatti quindi passare alla sanzione del Gran Sanhedrim, unitamente alle soluzioni analoghe date a quelli della medesima.Si tosto che per sovrana deliberazione la prima Assemblea generale degl'individui professanti la credenza di Mosè venne convocata in Parigi, nella seconda sua seduta, l'Augusto promotore volle fare sensibilmente conoscere ad essa le sue benefiche intenzioni al solido vantaggio del popolo che veniva da essa in tale circostanza formalmente rappresentato. Eccitato da sì benemerito edificante disegno, egli fece alla medesima indirizzare le seguenti dodici questioni, affinchè a ciascuna delle quali fossero applicati da essa gli schiarimenti necessarj, onde su' quali potere in seguito fondare il vasto piano indefettibile, e permanente della Rigenerazione politico morale del popolo d'Israel; esse dunque si riducono tutte alle appresso Ricerche.Prima.È permesso agli ebrei di Sposare più di una femmina?2. La religione ebraica permette il Divorzio? E il Divorzio è valido senza che sia pronunziato da Tribunali, ed in virtù di Leggi contraddittorie al Codice francese?3ª. Un ebrea può maritarsi con un Cristiano, ed una cristiana con un ebreo? Ovvero la Legge mosaica preferisce che gli ebrei non debbano contrarre vincolo matrimoniale che fra di loro.4ª. Agli occhi degli ebrei, i francesi sono essi loro fratelli, ovvero stranieri?5ª.Nell'uno, e nell'altro caso, quali sono i rapporti che la Legge prescrive ad essi co' francesi che non professano la loro stessa Religione?6ª.Gli ebrei nati in Francia, e dalla Legge trattati come Cittadini francesi riguardano essi la Francia come loro patria? Sono essi obbligati di difenderla? Sono essi tenuti di obbedire le Leggi, di osservare le disposizioni del Codice Civile?7ª.Chi nomina i Rabbini?8ª.Qual'è la giurisdizione di Polizia che esercitano i Rabbini fra gli ebrei? Quale polizia giudiziaria esercitano essi fra i medesimi?9ª.Le formalità di elezione, la giurisdizione di polizia sono esse forse prescritte dalle loro Leggi, o solamente consecrate dall'uso?10ª.V'ha egli professione, o mestiere che la Legge degli ebrei loro proibisca?11ª.La Legge degli ebrei proibisce ad essi l'usura co' loro fratelli?12ª.Divieta, o permette quella l'usura verso gl'individui stranieri?Questi sono realmente gli articoli che sciogliere si dovevano per cesarea disposizione da quella rispettabile assemblea a cui erano essi indirizzati, la quale malgrado che gli abbia tuttideluddelucidatimolto dottamente, e con un metodo assai plausibile, e soddisfacente per l'inclito monarca che glieli avea ricercati, come egli Stesso volle farglielo espressamente conoscere, pure oserei opinare che alcune riflessioni specialmente ad una parte de' medesimi non dovrebbero riuscire affatto inutili all'essenzialità del mio intrapreso assunto, giacchè senza togliere il pregio che in esse medesime racchiudono le differenti soluzioni che già ne furono applicate, esse vieppiù contribuirebbero ad ornarli di maggiore chiarezza, e precisione, oltre quella che miriamo rifulgere in queste da ogni parte.In quanto allo scioglimento dato dall'indicata assemblea alla prima questione, cioè:se sia permesso agli ebrei di sposare più di una femmina ad un tempo?Benchè non possa quella essere più solidamente fondata, dicendo non essere lecito agli ebrei di sposare varie femmine in una volta, mentre le Leggi alle quali sono i medesimi attualmente soggetti non permettendo la poligamia, essi non possono praticarla, quantunque la Religione per se stessa non lo imponga loro, nè non lo vieti pure si potrebbe quì aggiugnere, che questa Instituzione della natura, riguardata come necessaria indispensabilmente alla propagazione del genere umano della primitiva infanzia del mondo, allora esausto di abitanti, oggi che questo è ovunque sufficientemente popolato, sembra che più non ne abbia duopo, ed è per ciò appunto che le Leggi Europee l'hanno condannata come all'eccesso abusiva, e riprovabile ad ogni riguardo.Non si può, per altro, negare che la massima parte de' Rabbini sia sempre stata proclive a permettere lapoligamia, giacchè avvi delle Leggi espressamente nella Misnah (Mis. Tit. Ketuv. cap. 10. Sect. 2. p. 20. Sect. 9 p. 93.) che solo riguardano questo articolo.D'altronde, molto tempo avanti che il sinodoconvocato già ne' tempi andati nella città di Worms (di cui è fatta speciale menzione nella Risposta pronunziata sopra quest'articolo dalla nostra Assemblea) preseduto dal RabbinoGherzon, e composto di Cento Rabbini, proclamasse l'anatema contro qualunque Israelita il quale avesse sposato più di una femmina alla volta; il RabbinoGamalielavea già condannato severamente la Poligamia, e la di lui opinione ebbe per fautori i più dotti, e i più qualificati Rabbini de' suoi tempi, sebbene lo spirito di esso non fosse da questi molto chiaramente percepito(122).Ma tutte quelle scomuniche, tutte quelle autorevoli minacce colle quali si è creduto di sbigottire i partigiani della poligamia, hanno poco prevaluto in occidente, ed assai meno nell'oriente,mentre colà non sono già gli anatemi che fecero desistere l'ebreo dall'adottare questo costume, e seguitarlo, ma le leggi unicamente furono quelle che allarmate si sono, d'accordo, per sopprimerlo, e per distruggerlo, e tanto è ciò con sicurezza comprovato, quanto che mirasi tuttavia praticare laddove tacciono le Leggi su di un tal particolare, ovvero se ne mostrano indifferenti(123).Nell'oriente poi essendo la Poligamia protetta, ed ampliamente autorizzata dalle Leggi del dominiomusulmano, siccome ancora da certe congetture bizzarre che sembrano favoreggiarla, almeno in apparenza(124); gli ebrei se ne conformano parimenti ed è colà una massima ovunque ricevuta dalle generalità di que' popoli che un individuo, qualunque siasi, può avere al di lui servizio tante femmine vincolate in matrimonio quante ne può alimentare, benchè i settatori di Maometto, per l'ordinario, non oltrepassano il numero di quattro; Atteso che riuscirebbe assai difficile per l'uomo di soddisfare in un medesimo intervallo a' bisogni, ed allebrame di tanti differenti persone. Ma di ciò essendosi ragionato quanto era necessario, passare ci è ora duopo alle seconda interrogazione.Il Divorzio è egli permesso dalla Religione ebraica? Il Divorzio è valido senza essere pronunziato da' Tribunali in conformità, e secondo il senso del Codice francese?Quì si risponde che il ripudio è permesso dalla Legge di Mosè, ma non è valido se non viene precedentemente pronunziato da' tribunali in conformità, e secondo il senso del Codice francese.Che i Divorzi sono divenuti molto meno frequenti presso gli ebrei da quando sono stati questi dispersi fra i popoli differenti della terra, le Leggi de' quali non permettono la dissoluzione de' matrimonj per cause frivoli, o per leggeri motivi, è un fatto che l'esperienza ognora in chiari sensi ci contesta. Per verità vi fu un tempo in cui, al dire degli scrittori, una minima parola, un piccolo disgusto, un sentore di gelosia, qualunque, erano Cause Sufficienti per annullare interamente vincoli maritali; ma le Leggi Civili della nostra Colta illuminata Europa, avendo riconosciuto il nocumento incalcolabile che risentita avrebbe la società dall'abusiva frequenza di sifatte dissoluzioni, sono accorse all'efficace riparo, prescrivendo le indagini le più accurate, e le più rigorose cautele avanti di passare diffinitivamente a pronunziarle nelle debite forme che loro conviene; di maniera che oggi tali separazioni più non sono appoggiate sulle fervide Controversie incessanti d'Illel, e di Sciamaj, nè sulle opinioni bizzarre del troppo indulgente R. Akiba, nè sul prodigioso esperimento delle acque amare che oggi più non conosciamo(125).Ma le sole cause legittimamente contestate sono quelle che le nostre Leggi sane, ed ammirabili prendonoper guida, onde autorizzare giustamente il Ripudio, senza che gli statuti di società, e di natura sieno in verun modo nella benchè minima parte lesi, nè alterati.Fin quì noi andiamo apparentemente in massima d'accordo, veggiamo se nelle questioni susseguenti noi possiamo con pari armonia uniforme convenire.La Risposta emessa dall'Assemblea alla terza domanda:un ebrea può maritarsi con un cristiano, ed una cristiana con un ebreo? ovvero la Legge prescrive che gli ebrei non si maritino che fra di loro?Consistente, cioè, nella soluzione seguente:La Legge non dice che un ebrea non possa maritarsi con un cristiano, nè una cristiana con un ebreo, nè molto meno essa impone che gli ebrei non possano maritarsi che tra di loro.Questa Risposta, dico, non potrebbe essere nè più sensatamente fondata, nè più certa, se però attaccati noi fossimo unicamente alla sola teoretica prescrizione mosaica, stabilita da noi come la prima base fondamentale della nostra propostaci Riforma della credenza d'Israel; ma la pratica tradizionale che a quella si fa oggi di gran lunga prevalere, ce la fa comparire ben differente. Infatti, a che giova mai di vedere queste unioni da una parte ampliamente permesse, ed autorizzate dalla scrittura medesima(126), se la stravagante tradizionedall'altra vi oppongono di continuo mano forte per farle riguardare, in ogni senso, con ribrezzo, e con orrore, per tacere quelle insensate leggi, che giungono finanche a condannarle, sotto comminatorie di anatema, o di morte(127).Suppongasi, per puro esempio, un ebrea congiunta in matrimonio ad un incirconciso, come mai potrebbe questo soffrire di vivere separato dal suo Letto maritale, benchè nel medesimo quartiere, presso che una terza parte dell'Anno, ad intervalli differenti, vederle radere la chioma fino alla cute, assoggettarsi a doversi nutrire il sabato di cibi cucinati il giorno avanti, senza potere in quello calcolare sul di lei servizio, di sorte alcuna; e l'educazione ch'ella conferirebbe a' propri figli, potrebbe mai degenerare da' suoi mostruosi principj? Viceversamente retorquendo la Circostanza, vale a dire che il vincolo maritale succeda fra un ebreo, ed una femmina di altra Setta, come mai adattare questa si potrebbe ad una preparazione di cibi, che la Legge formalmentegli ...tagligli prescrive a suo consortee tutta nuova per essa; come ridurre quello mai la potrebbe alle lunghe astinenze di nuziali funzioni; ed alla stretta osservanza d'infinite altre bizzarre cerimonie che una femmina congiunta ad un ebreo è nel pressante dovere di conoscere, e praticare secondo quanto è dalla tradizione Rabbinica severamente comandato(128)?E non è essa forse questa medesima tradizione che gli condanna entrambi, se trasgressori, o indifferenti si mostrassero nell'osservanza scrupolosa delle bizzarre pratiche accennate, che l'ebreo avvezzo a mantenere come sacre, giugne difficilmente a rinunziare? E appunto per simile ponderato riflesso, che io non posso cessare d'insistere, che i matrimonj de' quali trattiamo, non potranno giammai essere permessi agli ebrei, che in forza del nostro fissato piano di Riforma, che esclude interamente con troppo giusti, ed inconcussi motivi, qualunque siasi prescrizione tradizionale, che sola ne forma l'ostacolo funesto, e sovente insuperabile da ogni parte(129); e gli esempi dall'assembleanostra opportunamente riportati, de' moltiplici nodi conjugali vincolati fra i Cristiani, e gli ebrei in Francia, in Ispagna, ed in Germania, non fanno che avvalorare il mio principio, ed autenticare nel tempo stesso che gl'individui ebrei contraenti sifatti legami, determinati a rigettare tutte le tradizioni misniche, o talmudiche non avranno seguitata che la sola credenza de' primi benemeriti Institutori della sinagoga ebrea, fra i quali dimostrammo, non è che un istante, quanto simili Vincoli fossero frequenti, ed in questo Caso niente certamente di più facile a combinarli col miglioresuccesso; e quindi quelle si fatte cerimonie religiose distinte col nome diKidushim, senza di cui niun Matrimonio, secondo il Talmud, può essere valido, siccome altro questo non è che una certa formalità consistente in alcune benedizioni che accompagnano la presentazione di un anello che fa l'uomo alla femmina colla quale vuole contrarre matrimonio, e nelle parole seguenti proferite da esso nel momento di porgerlo:הרי את מקודשת לי בטבעתזותכדת משה בישראל(Are at Mekudescet Li vetabaghat Zoth chedat moscè veisrael)Ecco che tu sei consecrata per me, col mezzo di quest'anello, secondo la Legge di Mosè, in Israel.Tali cerimonie verrebbero dunque a cessare di loro natura, come imposte da un Codice che più riconoscere non dobbiamo come sacro, e scaturite da una sorgente che più non ha rapporto seco noi di sorte alcuna, sostituendosene in vece da entrambe le parti una mutua espressa confessione di reciproco legame nell'atto medesimo della presentazione dell'anello in faccia del ministro civile, e di due testimonj autentici oculari; ecco dove tutte le sane Leggi fanno consistere propriamente la validità la più inconcussa, e permanente di qualunque patto, o vincolo matrimoniale.Ma di ciò essendosi ragionato quanto fa duopo, conviene ora passare alle indagini che necessariamente offrire ci dovranno ancora le restanti questioni, che noi entriamo bentosto ad esaminare con ogni diligenza possibile.Nulla mi emerge di aggiugnere alle ponderate soluzioni che le dotte nostre assemblee hanno emanate alla quarta, e quinta interrogazione; esse contengono delle verità non meno positive, cheinteressanti alle quali non si può certamente non deferire di buon grado in ogni senso: noi ci arresteremo unicamente sulla sesta interrogazione, dove sembrami opportuno di dovere riuscire inutili allo spirito esimio che l'ha dettata; essa dunque consiste a sapere:Se gli ebrei nati in Francia, o dalla Legge trattati come Cittadini francesi, riguardano essi la Francia come loro patria, se hanno l'obbligazione di difenderla; se sono tenuti di obbedire alle Leggi, ed osservare tutte le disposizioni del Codice Civile.Benchè la risposta che a simile domanda si aduce dal Consiglio Israelitico, non possa essere al solito per se medesima, nè più sensata, nè più analoga nè più certa, dicendo che gli ebrei sono si attaccati al suolo che loro dette i natali, che anche infausto molte volte per essi, non si possono giammai determinare di buon grado a rinunziarvi; a più fondate ragioni essi debbono esservi inseparabilmente attaccati, se ne traggono de' solidi vantaggi, e de' favori; e quì opportunamente si riporta l'ingiunzione fatta da Geremia agli ebrei di Babilonia di dovere considerare questo suolo come loro stessa patria quantunque non vi dovessero permanere che soli settant'anni (Ger. Cap.    V.   ) e vari altri passi della Scrittura tutti tendenti ad inspirare nell'animo degl'Israeliti la fraternità per i Popoli che gli accolgono nel loro seno, ed un deciso affetto verso la patria che loro accorda un filiale pacifico asilo. Tuttoche, dico, sieno queste altrettante verità dimostrate come Certe, e irrefragabili, pure sembrami che non potrebbero quelle andare esenti dall'essere in qualche parte attaccate da' critici, i quali opporrebbero, senza ritegno, che avendo gli ebrei francesi, e gl'Italiani in particolare unanimemente riconosciuto per l'organo de' loro respettivi Rappresentanti gli uni la Francia, gli altri l'Italiaper unica loro, e vera patria, abdicando ad un tempo interamente a tutto ciò che attaccati gli aveva fino ad ora alla Gerusalem loro patria antica; a quale oggetto dunque, ci apporrebbero essi, mantenere ancora in tutto il pristino vigore l'osservanza del Digiuno diTamuz, e quella del nono giorno del mese diAv? (ved. l'annot.   ) Dopo un abbandono si espresso, ed una sì formale univoca rinunzia con quale fondamento nutrire ancora viva la speranza di potere un giorno riacquistare quello su di cui più non restaci da fare valere sorte alcuna nè diritto nè ragione(130). Oltre a ciò, quale idea stravagante di rincrescere, piagnere, o attristarsi per una perdita sofferta è già oltre diciassette secoli, e che malgrado tremila e cinquecento digiuni fatti dall'intero giudaismo durante sì complicata serie di epoche, animato dalla lusinga di conseguire con tale mezzo il totale ricupero, gionto ancora non è a ripararla?Quanti esempi memorabili contrapporre non si potrebbero, non dico già di quelle tante nazioni che contava la terra i 15. e i 18. secoli addietro, e di cui le Ricchezze, la possanza, i nomi stessipiù ora non esistono che in quelle vetuste pagine muffate che i primi tipi ci trasmisero un giorno, ma solo riferire io voglio de' tempi assai più recenti ne' quali si videro quantità di popoli dispersi, Regnanti detronizzati, tempj aboliti, e quasi anche distrutti; immensi tesori predati e che per ciò? Niente più consentaneo all'ordine delle cose terrene di vedere un popolo debole divenire la conquista di un popolo più forte, ed un monarca formidabile soggiogare un Regoluzzo; ed a fronte di tutti que' digiuni che potessero da quello instituirsi, e di tutte le più fervide ossecrazioni che intuonate fossero da questi, il vinto spera in darno di potere ricuperare le sue perdite, e fare quindi valere i suoi diritti fino a tanto ch'esso non divenga, o più, o almeno tanto forte quanto lo è il suo vincitore(131). Magli ebrei Talmudisti insistendo ne' loro principj, mi sembrerebbero fuori di questo Caso, ed anche affatto alieni dal pensiere di tentarlo, mentre avvezzi a mirare cadere le mura diGericoallo strepito di trombe (    ) abituati a sconfiggere numerose Coorti allo spezzare di stoviglie (    ); ed accostumati di vedere il solo braccio diSansonecon una macella di asino fare scempio di 3000 filistei in un rapido istante (    ) così essi attendono fermamente di vedere un giorno rinnovare i medesimi prodigj in loro favore, e credono che la preghiera, e il digiuno debbano essere quelle sole armi portentose, che indipendentemente da ogni umana influenza dovranno un giorno rimettere il Popolo d'Israel nell'intero possesso del suolo venerabile de' suoi benemeriti progenitori.Quindi per distruggere queste acerrime imputazioni, che lanciare ci potrebbero i critici, ad un tale riguardo sarebbe, per quanto io penso oltremodo necessario di dimostrare col fatto la genuina verità esposta, sopprimendo, ed abrogando tutte quelle preghiere, o astinenze usitate fino ad ora dal popolo ebreo, che parrebbero concorrere a palliarla, se non ancora forse a smentirla, ma di ciò mi riserbo a ragionare di proposito fondatamente altrove.Niente altro restami a dire sulla settima, l'ottava, e la nona questione, le quali tutte riguardano l'elezione de' Rabbini, le loro ingerenze particolari, o attribuzioni, se non che sarebbe oltremodo necessario essere più circospetto, meno facile all'avvenire di ciò che si era per lo passato nel conferire il titolo diHaham, ossiaRabbino, mentre i soli requisiti accennati dalla nostra rispettabile assemblea non mi parrebbero sufficienti quanto fa duopoa meritarlo, nel modo che si è generalmente creduto fino ad ora. Non mi si negherà certamente che una delle ingerenze principali annesse a questo grado è, senza dubbio, la predicazione, e la spiegazione del sacro Codice. Or domando, come potrebb'esso mai riuscirci senza una profonda cognizione dell'idioma del suo paese? Come giugnerebb'esso a persuadere senza eloquenza? Come dilettare, muovere, convincere, sia in quello, o in questo ramo, senza usare a tempo, e luogo di que' precetti indispensabili che l'arte filologica prescrive, e senza de' quali ogni discorso riesce per sua natura languido, insulso, ed annojante(132)? Quindi è che disomma urgenza, ed essenziale cred'io per coloro che sono richiamati alla professione del Rabanismo di conoscere in tutta l'estensione quanto l'arte oratoria per se medesima racchiude; e che in conseguenza non si dovrebbe graduare per Rabbino, se non se quell'individuo il quale oltre le menzionate doti riconosciute assolutamente necessarie al suo grado, cioè, esemplari costumi ed una profonda versatilità nelle basi della Religione, manifestasse ancora nel tempo stesso una esplicita perizia nell'arte del ben dire.La Decima domanda aggirasi a sapere:Se avvi mestiere, o professione, cui la Legge degli ebrei loro proibisca?E la soluzione adottata dall'assemblea, e sanzionata dal Gran sinedrio, è quale appunto dee essere troppo giusta, e assai bene fondata; cioè, non solo non esservi alcun mestiere, purchè onesto, che sia dalla Religione interdetto agl'Israeliti, ma col Contesto Misnico, e talmudico alla mano (Tract. Kiduscim Cap. 1.ETract Avoth Cap. 1.) si sostiene che il genitore il quale non fa instruire il proprio figlio di una qualunque siasi arte, lo alleva, e lo introduce alla funesta carriera de' malvaggi; verità che l'esperienza ci comprova molto frequente.Solo si potrebbe qui di proposito rimarcare a giustificazione del popolo d'Israel, che se gli individui di questo non si videro sempre, e ovunque dediti specialmente alle professioni mecaniche, una si fatta indolenza non dee già ripetersi per che quelli ne fossero avversi, come assurdamente opinarono taluni ma da tutti quegli ostacoli pertinaci che molto sovente loro contrastavano i progressi nella guisa che osservammo accadere a' medesimi pur troppo nell'acquisto delle scienze, e nello sviluppo della Ragione; e siccome da quando agli ebrei fu permesso di coltivarsi, e di usare delle loro facoltà intellettuali, noi già sufficientemente dimostrammo aquale grado sommo si fecero essi distinguere nel mondo per genio, per talenti, e per dottrina, così laddove non era loro interdetto il libero esercizio delle arti liberali, e de' mestieri, facevano ad evidenza conoscere di esserne stati un giorno perfetti conoscitori, e di poterli anche divenire a' tempi nostri, sempre che il fanatismo, e la superstizione non vi avessero tenacemente opposte le loro malefiche barriere per distorli, ed allontanarneli, in modo che ravvicinare più non si potessero giammai(133).L'undecima, e la dodicesima questione finalmente hanno per iscopo di conoscere: 1º.Se la Legge degli ebrei proibisce ad essi l'usura co' loro fratelli: 2º.Se questa Legge vieta, o permette loro l'usura cogli stranieriQuanto fu da entrambe le assemblee Israelitiche sensatamente deciso intorno questi due ultimi articoli, essendo appoggiato alle ragioni le più solide, le più ponderate, ed inconcusse, risultanti dall'analisi il più esatto, ed il più giusto, noi non abbiamo che rapportarvici in ogni senso, richiamando ad un tempo medesimo tutto quello che per reiterate volte fu già da noi significato nel Corso di quest'opera, concernente un tale assunto: solo mi emerge quìfondatamente rammentare co' numerosi riportati esempi alla mano, che gli ebrei in generale saranno sempre mai ciò che vogliono le Leggi alle quali sono i medesimi soggetti, nel modo istesso che noi vedremo il loro Carattere ovunque, ed in ogni tempo modellato sopra quello de' popoli fra i quali essi vivono, o ne contraggono de' rapporti di società, e di Commercio; verità che abbiamo dimostrato più volte con tanti percuotenti esempi, opportunamente da noi già riportati.Tali sono dunque le ponderate riflessioni che la verità, e la ragione mi eccitarono di proposito a fare sulle assennate Risposte che entrambe le assemblee Israelitiche hanno rassegnate all'augusto Regnante della Francia, e dell'Italia, in evasione alle sovrane Ricerche analoghe che piacque ad esso proporre alle medesime.Or mi sarebb'egli pur anche permesso d'inoltrare le mie assidue ponderate indagini fino sulle sagge operazioni fatte da questi medesimi Consessi, onde pervenire a discernere se le Ispezioni della prima assemblea, e le ingerenze assunte dal gran Sanhedrim, furono in massima quelle stesse che le auguste disposizioni di Napoleone si prefiggevano, e che il bisogno urgente d'Israel richiedeva immediatamente per tate parti? Ecco ciò appunto che noi passiamo tosto ad esaminare colla più esatta precisione possibile.(122)I difensori dell'opinione di Gamaliel si è come lo rimarca sensatamenteBasnage(Hist. des Juifs T. X. Lib. VI. C. 22.) hanno supposto viemaggiormente sostenerla sulle parole della scritturaSororem uxoris tuæ in pellicatum illius non accipies, nec revelabis turpitudinem ejus adhuc illa viventeLevit. Cap. 18. v. 18.dove appunto tutt'altro sentimento ci percuote di quello del citato Rabbino, e dove non si accorgono che la Legge non intenda quì di parlare che del matrimonio di due sorelle ad un tempo medesimo, che non era in verun modo permesso si sposare, benchè il patriarca Jacob ne avesse il primo fornito l'esempio fra gli ebrei; ma frattanto ben lungi dall'essere stato quello seguitato in alcuna parte, ei fu sempre mai riguardato dall'Israelismo con orrore, ed avversione. Quindi apparisce verosimilmente che lo spirito dell'accennato autore avea tutt'altro oggetto per iscopo, che quello di si fatte Congiunzioni.(123)Questo era un abuso presso che generale fra gli ebrei di molte parti dell'Italia, dove non si avea forse tutta via opinato a costituire delle ottime Leggi affine di reprimerlo, e di annientarlo. Vi si teneva, per l'ordinario, la regola che coloro i quali avevano vissuto lungo tempo in conjugo legame (termine fissato per lo più ad un completo decennio) senza procreare nuovo lignaggio, prendevano ad arbitrio un altra moglie unitamente alla prima, la di cui dote era messa tosto al sicuro, onde restasse bene garantita da ogni sinistro inopinato avvenimento. Io stesso vidi ocularmente due individui ebrei in Toscana mia patria, ed un altro simile in Roma dupplicare pubblicamente il Legame conjugale nella precisa forma di cui parliamo.V'ha inoltre per sino chi pretende, che non solo gli ebrei di qualche paese dell'Italia fossero attaccati da simile abuso, ma che anche il Pontefice Romano stesso accordava allora le dispense della Legge evangelica, autorizzando colle medesime questi secondi matrimoni pure fra i Cristiani: Leon di Modena, per quanto narraBasnage, lo avea di proposito assicurato nella prima edizione del suo trattato delle Cerimonie degli ebrei (ved.Leon di Modena, IV. C. 2. pag. 112. E veter Disp. select. T. II.)(124)I fautori della Poligamia (diceBeverlandnel suoTrattatoPolygamia Triumphatrix) appoggiano questa Instituzione sull'esempio de' Patriarchi, e de' Santi che hanno vissuto avanti, e dopo il Diluvio i quali (come opinano essi) avrebbero lasciato il mondo un inospite deserto, se non avessero accresciuto il numero delle donne, e in conseguenza quello ancora de' figli; essi aggiungono altresì che sarebbe impossibile che Dio avesse tollerato quest'uso universale con una quiescenza di tanti continuati secoli, s'egli lo avesse riguardato come un attentato alle sue Divine Leggi, o come un abuso riprovabile in faccia della società. Mosè, il quale riformò gli abusi che si erano introdotti ne' precetti Noakiti, o nella Legge naturale, non fece alcun Regolamento per restrignere i matrimonj al semplice vincolo di una sola femmina. I santi antichi i quali hanno vissuto sotto questa economia, conchiudono essi, non avrebbero osato violare la Legge se la medesima fosse stata loro trasmessa propriamente dalla genuina tradizione, almeno alcuni fra quelli si sarebbero fatti, senza dubbio, un pressante dovere di osservarla, siccome gli altri non avrebbero certamente osato rendere i loro matrimonj così affluenti, e così pubblici come lo furono essi per sì lungo periodo di anni.(125)Interminabili, ed allarmanti questioni si suscitarono sovente fra l'Accademia diretta daIllel, e quella sostenuta daSciamajsopra questa materia, siccome intorno a moltissime altre; il primo pretendeva che l'Adulterio solo era per se medesimo efficace a dissolvere il vincolo maritale; sosteneva l'altro, al contrario, che bastava che la donna avesse fatto cuocere troppo la carne di un convito. Il RabbinoAkibàsi vuole che spignesse l'indulgenza ancora più lontano; pretendendosi ch'egli decidesse, che ritrovandosi una femmina più conveniente era permesso di abbandonare quella che tale non lo era: una morale sì rilasciata non potea essere seguitata con trasporto; ma coloro che si piccavano di una maggiore devozione, adottavano di buon grado la massima d'Illel.In quanto poi alla cerimonia Straordinaria delle acque indicate, allorchè una femmina colpevole di adulterio, confessava la sua infedeltà, il Contratto della sua dote veniva tosto abrogato, e dopo di avergli restituito ciò che dessa avea portato, si espelleva dalla casa del suo Consorte per essere lapidata. S'essa poi negava risolutamente il delitto si conduceva nella porta orientale del Tempio, e colà gli si faceva bere leAcque amare(Sal. Ben Virga Hist. Jud. p. 168.), i di cui effetti si rendevano manifesti appena che l'accusata avea cominciato a trangugiarle, il suo viso diventava livido, il di lei ventre si enfiava, e gli occhi suoi gli uscivano dalla testa (Mis. Sothà Cap. 3. p. 213. 214.) ed allora è quando facevasi luogo l'anatema pronunziata dal gran sacrificatore in faccia della femmina adultera.Per ciò che riguarda il vero motivo per cui si chiamassero quelleacque amare, vari, e disparati sono i sentimenti de' Rabbini per giugnere ad indagare donde mai procedesse l'amarezza letale delle medesime; alcuni vollero che vi si mischiasse dell'assenzio, il quale dava elleno questo attoscato gusto (Wagenseil in Sothà p. 284.); ma il Nahmanide assicura ch'esse non cominciassero a divenire tali per mero effetto di prodigio, che nella stessa bocca delle femmine colpevoli.(126)A fronte di tutti quegli scrupoli severi che gl'Israeliti antichi dimostravano per la relazione cogli stranieri, noi veggiamo frattanto che il loro allontanamento non era già per tutti gli stranieri, benchè questi venissero indifferentemente annoverati da essi nella categoria diגוים(goim) che significagentili; quelli che dessi dovevano sfuggire erano sole in vero le nazioni maledette discese da Canaan, che Dio avea loro comandato di sterminare, prescindendo dalle quali, gl'Israeliti potevano anche accoppiarsi in matrimonio con tutti gli altri popoli, siccome dalla nostra assemblea è saggiamente rimarcato, e tanto è ciò vero, quanto che Mosè sposò una Madianita; Booz è lodato, per avere sposato Ruth Moabita; la madre di Assalon era figliola del re di Gessur; Amassi era figliuolo di un Ismaelita, e di Abigail sorella di David; Salomone stesso sposò la figliuola del Re di Egitto, anche fino dal principio del suo Regno in cui esso era più caro a Dio, ed allora quando la scrittura sembra biasimare i di lui accoppiamenti colle femmine straniere; ciò non si rapporta che alle sole Cananee dal medesimo sposate le quali seppero sedurlo al segno, fino a farli dimenticare il Divino Culto de' suoi avi, per correre presso gl'idoli, e i simulacri delle idolatre nazioni.(127)L'imperatore Costanzo ha pubblicato una Legge colla quale condannava esso alla pena di morte qualunque ebreo il quale avesse sposato una femmina cristiana (ved.Cod. Theod. Lib. 6. p. 233.) ed il secondo Concilio di Orleans vietò sotto pena di scomunica queste sorti di matrimonj che riprovava la notabile differenza delle due Religioni, ed ordinò la separazione delle due Religioni, ed ordinò la separazione immediata delle persone che gli avevano contratti (ved.Concil. Aurelian II. Car. 19. pag. 1782.)(128)Il primo dovere che impongono i Rabbini alle femmine ebree che si destinano al matrimonio si è quello di recidersi tutti i capelli della testa il giorno avanti le loro nozze; i medesimi aducono per sufficiente ragione che essendo la chioma nelle femmine uno degli ornamenti i più seducenti per l'uomo, questi potrebbe, a senno loro esserne attirato assai più facilmente di ciò che lo sarebbe, se quella ne fosse priva, e quindi cadere nel delitto di adulterio. Un secondo dovere che con non meno impegno del precedente è prescritto da' Talmudisti alle femmine ebree si è quello di allontanarsi per un certo dato spazio di tempo da' rispettivi loro consorti, sì tosto che il primo atto matrimoniale è consumato avvertendogli non essere loro permesso cinque giorni per alcun mese di toccare elleno nè pure un dito nè sedere appresso di essa, nè mangiare nello stesso piatto, nè bere nel medesimo bicchiere, ed avanti di congiugnersi nuovamente co' loro mariti esse debbono tuffarsi entro di un bagno espresso per tale oggetto, e l'immersione sarebbe inefficace in mente de' Rabbini, se desse portassero soltanto un piccolo anello, che impedisse l'acqua di penetrare in qualunque parte del loro Corpo, giacchè bisogna che esse restino lavate dall'estremità de' piedi fino alla sommità della testa; v'ha per sino delle guardie che survegliano, e che presedono sopra questa sorta de' bagni, affine di vedere se la donna è interamente coperta di acqua; e quanti altri doveri di tal fatta non sono imposti da' Rabbini con eguale rigore a questo scopo, tanto per rapporto al Lampadario del sabato, quanto allo sgombro del formento dalle case avanti la pasqua delle azzime; ed a separare quella porzione di pane lievitato da abbruciarsi che chiamanoHalah, per tacere tane altre simili pratiche, delle quali troppo annojante ne riuscirebbe la menzione.(129)Comunque intendere si vogliano unioni di tal fatta, come appunto la grande Assemblea Israelitica dottamente lo riflette nella sua terza soluzione, l'opinione de' talmudisti è, per altro, contraria onninamente alle medesime, nel modo che lo sarebbe, senza dubbio, parimenti quella de' preti nel caso inverso. E dunque per ciò che volendo noi essere attaccati al senso Letterale della Tradizione, dovremo inesclusivamente riguardare questi vincoli come affatto incompatibili con quella, e recalcitranti a tutto ciò che la medesima prescrive ad un tale riguardo, o pure rigettare questa interamente se vogliamo che si fatti Matrimonj corredati vangano di quella validità necessaria per consolidarli, e con tanta più ragione appigliare ci dovremo risolutamente a quest'ultimo partito salutare, quanto che se noi riflettiamo a quelle tante cerimonie religiose che sono in uso attualmente presso gli ebrei talmudisti nell'occasione de' Matrimonj che si contraggono fra di essi, noi vi osserveremo non esservene forse alcuna che sia stata nè prescritta, nè ordinata da Mosè come precetto obbligatorio, e indispensabile, malgrado che come tali si mirino praticate, e mantenute oggi da' medesimi col massimo accanito fervore.(130)Lo scopo primo, ed essenziale di entrambi questi digiuni non è tanto per la triste commemorazione delle perdite immense che il popolo d'Israel fece fatalmente in questi giorni, e delle orride calamità alle quali soggiacque in tal epoca funesta; quanto per l'acquisti che spera di potere farne un giorno, e per il ristabilimento del suo pristino dominio; e gl'intelligenti dell'idioma ebraico possono esattamente comprendere che la massima parte delle sacre orazioni, e delle preghiere delle quali usano gli ebrei in questi giorni, regolarmente non tende che a questo solo disegno; ciò che resterà più ad evidenza dimostrato dagli opportuni esempi che noi ci riserbiamo a riportare a tempo debito allorchè ci emergerà di riassumere questa materia per reprimere gli abusi, e rimetterla sul piede di tante altre secondo che lo esigono i nostri stabiliti principj.(131)Infiniti percuotenti esempi concorrono a dimostrarci, e quello che ci offre il popolo ebreo più di ogni altro certamente che la soverchia confidenza che suole porre per l'ordinario, un popolo avvilito in certe pratiche esterne, come sarebbero preci, digiuni, e Cerimonie religiosi, che si fanno da quello tenere, come osservammo, le veci, ed il Carattere di religione, e che vi attacca per conseguenza l'efficacia la più pronta, e la più sicura, lo riduce per sino a persuadersi che Dio non occupandosi che di essa, in ricompensa dell'esercizio delle medesime opererà incessantemente de' miracoli sorprendenti a suo riguardo; ed ogni nemico il più formidabile diventerà al suo cospetto debole, ed atterrito, ed impotente a nuocerlo, o a perturbare la sua tranquillità. Abbandonato ad una tale smodata fiducia esso resta intimamente convinto, che anche immobile o inoperoso a fronte delle sue ostilità, Dio veglia sempre alla di lui valida difesa, e conservazione; ma il fatale successo non tarda in seguito a provargli, come seguì appunto agli Israeliti al tempo de' Maccabei, quanto caro gli costi una si vana speranza, e la vittoria esso diventa finalmente della illusoria Confidenza nella quale avea egli riposta la sua vera difesa, e il suo sostegno.(132)Sebbene qualche volta veggiamo riuscire in tutto ciò col soccorso meramente delle sole qualità naturali, non per tanto, sembra che l'uso de' precetti oratorj sia in certa guisa molto necessario per rendersi perito quanto è duopo nell'arte del ben dire. D'altronde l'eloquenza che trae la sua sorgente dalla natura, non essendo sottoposta a prescrizione, essa lo è unicamente alla più, o meno veemenza della passione dalla quale è incitata, ed alla più o meno importante Circostanza che la promuove, di maniera che venendo ad illanguidire l'intensità dell'una, o trovandosi a variare la passione dell'altra, al segno che riescano entrambe indifferenti, l'Eloquenza dovrà cessare così pure con esse, e rendersi suscettibili delle medesime alterazioni di quelle, quando, al contrario, l'Eloquenza che è soggetta a' precetti filologici fa nascere alla stessa la passione che fa servirgli di alimento, e con eguale facilità crea la circostanza che più stima convenirgli. Quindi è che l'eloquenza naturale non sarà che poca cosa se non è accompagnata da precetti che l'arte oratoria stabilisce, e senza i quali la facoltà di parlare al Cuore degli uomini sarà in ogni tempo per noi un arte sconosciuta.(133)In tutta l'antichità non si conosce alcun popolo, che più degl'Israeliti fosse inerente all'Agricoltura, e per quanto le Sacre pagine ci annunziano (Exo. 31. 4. 5.E36. 38.e seg.) essi abbondavano di Artefici eccellenti non solo fino da' tempi di Mosè, e in fonditori, e in opifici di metalli, in intaliatori di gemme, in Legnajuoli, Ricamatori, Tapezzieri, Profumieri &c. ma anche molti secoli dopo a' tempi di David, e del di lui figlio Salomone successore il quale scelse per la costruzione del tempio fatto edificare da esso, 30,000. artefici di ogni specie, oltre 80,000 scalpellini tutti ebrei impiegati per l'uso medesimo (ved.Reg. 5. 13.)

Riflessioni critiche sopra i dodici articoli indirizzati dalla Maestà dell'Imperatore Napoleone alla prima assemblea Israelitica, e da questa fatti quindi passare alla sanzione del Gran Sanhedrim, unitamente alle soluzioni analoghe date a quelli della medesima.

Si tosto che per sovrana deliberazione la prima Assemblea generale degl'individui professanti la credenza di Mosè venne convocata in Parigi, nella seconda sua seduta, l'Augusto promotore volle fare sensibilmente conoscere ad essa le sue benefiche intenzioni al solido vantaggio del popolo che veniva da essa in tale circostanza formalmente rappresentato. Eccitato da sì benemerito edificante disegno, egli fece alla medesima indirizzare le seguenti dodici questioni, affinchè a ciascuna delle quali fossero applicati da essa gli schiarimenti necessarj, onde su' quali potere in seguito fondare il vasto piano indefettibile, e permanente della Rigenerazione politico morale del popolo d'Israel; esse dunque si riducono tutte alle appresso Ricerche.

Prima.È permesso agli ebrei di Sposare più di una femmina?

2. La religione ebraica permette il Divorzio? E il Divorzio è valido senza che sia pronunziato da Tribunali, ed in virtù di Leggi contraddittorie al Codice francese?

3ª. Un ebrea può maritarsi con un Cristiano, ed una cristiana con un ebreo? Ovvero la Legge mosaica preferisce che gli ebrei non debbano contrarre vincolo matrimoniale che fra di loro.

4ª. Agli occhi degli ebrei, i francesi sono essi loro fratelli, ovvero stranieri?

5ª.Nell'uno, e nell'altro caso, quali sono i rapporti che la Legge prescrive ad essi co' francesi che non professano la loro stessa Religione?

6ª.Gli ebrei nati in Francia, e dalla Legge trattati come Cittadini francesi riguardano essi la Francia come loro patria? Sono essi obbligati di difenderla? Sono essi tenuti di obbedire le Leggi, di osservare le disposizioni del Codice Civile?

7ª.Chi nomina i Rabbini?

8ª.Qual'è la giurisdizione di Polizia che esercitano i Rabbini fra gli ebrei? Quale polizia giudiziaria esercitano essi fra i medesimi?

9ª.Le formalità di elezione, la giurisdizione di polizia sono esse forse prescritte dalle loro Leggi, o solamente consecrate dall'uso?

10ª.V'ha egli professione, o mestiere che la Legge degli ebrei loro proibisca?

11ª.La Legge degli ebrei proibisce ad essi l'usura co' loro fratelli?

12ª.Divieta, o permette quella l'usura verso gl'individui stranieri?

Questi sono realmente gli articoli che sciogliere si dovevano per cesarea disposizione da quella rispettabile assemblea a cui erano essi indirizzati, la quale malgrado che gli abbia tuttideluddelucidatimolto dottamente, e con un metodo assai plausibile, e soddisfacente per l'inclito monarca che glieli avea ricercati, come egli Stesso volle farglielo espressamente conoscere, pure oserei opinare che alcune riflessioni specialmente ad una parte de' medesimi non dovrebbero riuscire affatto inutili all'essenzialità del mio intrapreso assunto, giacchè senza togliere il pregio che in esse medesime racchiudono le differenti soluzioni che già ne furono applicate, esse vieppiù contribuirebbero ad ornarli di maggiore chiarezza, e precisione, oltre quella che miriamo rifulgere in queste da ogni parte.

In quanto allo scioglimento dato dall'indicata assemblea alla prima questione, cioè:se sia permesso agli ebrei di sposare più di una femmina ad un tempo?Benchè non possa quella essere più solidamente fondata, dicendo non essere lecito agli ebrei di sposare varie femmine in una volta, mentre le Leggi alle quali sono i medesimi attualmente soggetti non permettendo la poligamia, essi non possono praticarla, quantunque la Religione per se stessa non lo imponga loro, nè non lo vieti pure si potrebbe quì aggiugnere, che questa Instituzione della natura, riguardata come necessaria indispensabilmente alla propagazione del genere umano della primitiva infanzia del mondo, allora esausto di abitanti, oggi che questo è ovunque sufficientemente popolato, sembra che più non ne abbia duopo, ed è per ciò appunto che le Leggi Europee l'hanno condannata come all'eccesso abusiva, e riprovabile ad ogni riguardo.

Non si può, per altro, negare che la massima parte de' Rabbini sia sempre stata proclive a permettere lapoligamia, giacchè avvi delle Leggi espressamente nella Misnah (Mis. Tit. Ketuv. cap. 10. Sect. 2. p. 20. Sect. 9 p. 93.) che solo riguardano questo articolo.

D'altronde, molto tempo avanti che il sinodoconvocato già ne' tempi andati nella città di Worms (di cui è fatta speciale menzione nella Risposta pronunziata sopra quest'articolo dalla nostra Assemblea) preseduto dal RabbinoGherzon, e composto di Cento Rabbini, proclamasse l'anatema contro qualunque Israelita il quale avesse sposato più di una femmina alla volta; il RabbinoGamalielavea già condannato severamente la Poligamia, e la di lui opinione ebbe per fautori i più dotti, e i più qualificati Rabbini de' suoi tempi, sebbene lo spirito di esso non fosse da questi molto chiaramente percepito(122).

Ma tutte quelle scomuniche, tutte quelle autorevoli minacce colle quali si è creduto di sbigottire i partigiani della poligamia, hanno poco prevaluto in occidente, ed assai meno nell'oriente,mentre colà non sono già gli anatemi che fecero desistere l'ebreo dall'adottare questo costume, e seguitarlo, ma le leggi unicamente furono quelle che allarmate si sono, d'accordo, per sopprimerlo, e per distruggerlo, e tanto è ciò con sicurezza comprovato, quanto che mirasi tuttavia praticare laddove tacciono le Leggi su di un tal particolare, ovvero se ne mostrano indifferenti(123).

Nell'oriente poi essendo la Poligamia protetta, ed ampliamente autorizzata dalle Leggi del dominiomusulmano, siccome ancora da certe congetture bizzarre che sembrano favoreggiarla, almeno in apparenza(124); gli ebrei se ne conformano parimenti ed è colà una massima ovunque ricevuta dalle generalità di que' popoli che un individuo, qualunque siasi, può avere al di lui servizio tante femmine vincolate in matrimonio quante ne può alimentare, benchè i settatori di Maometto, per l'ordinario, non oltrepassano il numero di quattro; Atteso che riuscirebbe assai difficile per l'uomo di soddisfare in un medesimo intervallo a' bisogni, ed allebrame di tanti differenti persone. Ma di ciò essendosi ragionato quanto era necessario, passare ci è ora duopo alle seconda interrogazione.

Il Divorzio è egli permesso dalla Religione ebraica? Il Divorzio è valido senza essere pronunziato da' Tribunali in conformità, e secondo il senso del Codice francese?

Quì si risponde che il ripudio è permesso dalla Legge di Mosè, ma non è valido se non viene precedentemente pronunziato da' tribunali in conformità, e secondo il senso del Codice francese.

Che i Divorzi sono divenuti molto meno frequenti presso gli ebrei da quando sono stati questi dispersi fra i popoli differenti della terra, le Leggi de' quali non permettono la dissoluzione de' matrimonj per cause frivoli, o per leggeri motivi, è un fatto che l'esperienza ognora in chiari sensi ci contesta. Per verità vi fu un tempo in cui, al dire degli scrittori, una minima parola, un piccolo disgusto, un sentore di gelosia, qualunque, erano Cause Sufficienti per annullare interamente vincoli maritali; ma le Leggi Civili della nostra Colta illuminata Europa, avendo riconosciuto il nocumento incalcolabile che risentita avrebbe la società dall'abusiva frequenza di sifatte dissoluzioni, sono accorse all'efficace riparo, prescrivendo le indagini le più accurate, e le più rigorose cautele avanti di passare diffinitivamente a pronunziarle nelle debite forme che loro conviene; di maniera che oggi tali separazioni più non sono appoggiate sulle fervide Controversie incessanti d'Illel, e di Sciamaj, nè sulle opinioni bizzarre del troppo indulgente R. Akiba, nè sul prodigioso esperimento delle acque amare che oggi più non conosciamo(125).

Ma le sole cause legittimamente contestate sono quelle che le nostre Leggi sane, ed ammirabili prendonoper guida, onde autorizzare giustamente il Ripudio, senza che gli statuti di società, e di natura sieno in verun modo nella benchè minima parte lesi, nè alterati.

Fin quì noi andiamo apparentemente in massima d'accordo, veggiamo se nelle questioni susseguenti noi possiamo con pari armonia uniforme convenire.

La Risposta emessa dall'Assemblea alla terza domanda:un ebrea può maritarsi con un cristiano, ed una cristiana con un ebreo? ovvero la Legge prescrive che gli ebrei non si maritino che fra di loro?Consistente, cioè, nella soluzione seguente:

La Legge non dice che un ebrea non possa maritarsi con un cristiano, nè una cristiana con un ebreo, nè molto meno essa impone che gli ebrei non possano maritarsi che tra di loro.

Questa Risposta, dico, non potrebbe essere nè più sensatamente fondata, nè più certa, se però attaccati noi fossimo unicamente alla sola teoretica prescrizione mosaica, stabilita da noi come la prima base fondamentale della nostra propostaci Riforma della credenza d'Israel; ma la pratica tradizionale che a quella si fa oggi di gran lunga prevalere, ce la fa comparire ben differente. Infatti, a che giova mai di vedere queste unioni da una parte ampliamente permesse, ed autorizzate dalla scrittura medesima(126), se la stravagante tradizionedall'altra vi oppongono di continuo mano forte per farle riguardare, in ogni senso, con ribrezzo, e con orrore, per tacere quelle insensate leggi, che giungono finanche a condannarle, sotto comminatorie di anatema, o di morte(127).

Suppongasi, per puro esempio, un ebrea congiunta in matrimonio ad un incirconciso, come mai potrebbe questo soffrire di vivere separato dal suo Letto maritale, benchè nel medesimo quartiere, presso che una terza parte dell'Anno, ad intervalli differenti, vederle radere la chioma fino alla cute, assoggettarsi a doversi nutrire il sabato di cibi cucinati il giorno avanti, senza potere in quello calcolare sul di lei servizio, di sorte alcuna; e l'educazione ch'ella conferirebbe a' propri figli, potrebbe mai degenerare da' suoi mostruosi principj? Viceversamente retorquendo la Circostanza, vale a dire che il vincolo maritale succeda fra un ebreo, ed una femmina di altra Setta, come mai adattare questa si potrebbe ad una preparazione di cibi, che la Legge formalmentegli ...tagligli prescrive a suo consortee tutta nuova per essa; come ridurre quello mai la potrebbe alle lunghe astinenze di nuziali funzioni; ed alla stretta osservanza d'infinite altre bizzarre cerimonie che una femmina congiunta ad un ebreo è nel pressante dovere di conoscere, e praticare secondo quanto è dalla tradizione Rabbinica severamente comandato(128)?E non è essa forse questa medesima tradizione che gli condanna entrambi, se trasgressori, o indifferenti si mostrassero nell'osservanza scrupolosa delle bizzarre pratiche accennate, che l'ebreo avvezzo a mantenere come sacre, giugne difficilmente a rinunziare? E appunto per simile ponderato riflesso, che io non posso cessare d'insistere, che i matrimonj de' quali trattiamo, non potranno giammai essere permessi agli ebrei, che in forza del nostro fissato piano di Riforma, che esclude interamente con troppo giusti, ed inconcussi motivi, qualunque siasi prescrizione tradizionale, che sola ne forma l'ostacolo funesto, e sovente insuperabile da ogni parte(129); e gli esempi dall'assembleanostra opportunamente riportati, de' moltiplici nodi conjugali vincolati fra i Cristiani, e gli ebrei in Francia, in Ispagna, ed in Germania, non fanno che avvalorare il mio principio, ed autenticare nel tempo stesso che gl'individui ebrei contraenti sifatti legami, determinati a rigettare tutte le tradizioni misniche, o talmudiche non avranno seguitata che la sola credenza de' primi benemeriti Institutori della sinagoga ebrea, fra i quali dimostrammo, non è che un istante, quanto simili Vincoli fossero frequenti, ed in questo Caso niente certamente di più facile a combinarli col miglioresuccesso; e quindi quelle si fatte cerimonie religiose distinte col nome diKidushim, senza di cui niun Matrimonio, secondo il Talmud, può essere valido, siccome altro questo non è che una certa formalità consistente in alcune benedizioni che accompagnano la presentazione di un anello che fa l'uomo alla femmina colla quale vuole contrarre matrimonio, e nelle parole seguenti proferite da esso nel momento di porgerlo:הרי את מקודשת לי בטבעתזותכדת משה בישראל(Are at Mekudescet Li vetabaghat Zoth chedat moscè veisrael)Ecco che tu sei consecrata per me, col mezzo di quest'anello, secondo la Legge di Mosè, in Israel.

Tali cerimonie verrebbero dunque a cessare di loro natura, come imposte da un Codice che più riconoscere non dobbiamo come sacro, e scaturite da una sorgente che più non ha rapporto seco noi di sorte alcuna, sostituendosene in vece da entrambe le parti una mutua espressa confessione di reciproco legame nell'atto medesimo della presentazione dell'anello in faccia del ministro civile, e di due testimonj autentici oculari; ecco dove tutte le sane Leggi fanno consistere propriamente la validità la più inconcussa, e permanente di qualunque patto, o vincolo matrimoniale.

Ma di ciò essendosi ragionato quanto fa duopo, conviene ora passare alle indagini che necessariamente offrire ci dovranno ancora le restanti questioni, che noi entriamo bentosto ad esaminare con ogni diligenza possibile.

Nulla mi emerge di aggiugnere alle ponderate soluzioni che le dotte nostre assemblee hanno emanate alla quarta, e quinta interrogazione; esse contengono delle verità non meno positive, cheinteressanti alle quali non si può certamente non deferire di buon grado in ogni senso: noi ci arresteremo unicamente sulla sesta interrogazione, dove sembrami opportuno di dovere riuscire inutili allo spirito esimio che l'ha dettata; essa dunque consiste a sapere:Se gli ebrei nati in Francia, o dalla Legge trattati come Cittadini francesi, riguardano essi la Francia come loro patria, se hanno l'obbligazione di difenderla; se sono tenuti di obbedire alle Leggi, ed osservare tutte le disposizioni del Codice Civile.

Benchè la risposta che a simile domanda si aduce dal Consiglio Israelitico, non possa essere al solito per se medesima, nè più sensata, nè più analoga nè più certa, dicendo che gli ebrei sono si attaccati al suolo che loro dette i natali, che anche infausto molte volte per essi, non si possono giammai determinare di buon grado a rinunziarvi; a più fondate ragioni essi debbono esservi inseparabilmente attaccati, se ne traggono de' solidi vantaggi, e de' favori; e quì opportunamente si riporta l'ingiunzione fatta da Geremia agli ebrei di Babilonia di dovere considerare questo suolo come loro stessa patria quantunque non vi dovessero permanere che soli settant'anni (Ger. Cap.    V.   ) e vari altri passi della Scrittura tutti tendenti ad inspirare nell'animo degl'Israeliti la fraternità per i Popoli che gli accolgono nel loro seno, ed un deciso affetto verso la patria che loro accorda un filiale pacifico asilo. Tuttoche, dico, sieno queste altrettante verità dimostrate come Certe, e irrefragabili, pure sembrami che non potrebbero quelle andare esenti dall'essere in qualche parte attaccate da' critici, i quali opporrebbero, senza ritegno, che avendo gli ebrei francesi, e gl'Italiani in particolare unanimemente riconosciuto per l'organo de' loro respettivi Rappresentanti gli uni la Francia, gli altri l'Italiaper unica loro, e vera patria, abdicando ad un tempo interamente a tutto ciò che attaccati gli aveva fino ad ora alla Gerusalem loro patria antica; a quale oggetto dunque, ci apporrebbero essi, mantenere ancora in tutto il pristino vigore l'osservanza del Digiuno diTamuz, e quella del nono giorno del mese diAv? (ved. l'annot.   ) Dopo un abbandono si espresso, ed una sì formale univoca rinunzia con quale fondamento nutrire ancora viva la speranza di potere un giorno riacquistare quello su di cui più non restaci da fare valere sorte alcuna nè diritto nè ragione(130). Oltre a ciò, quale idea stravagante di rincrescere, piagnere, o attristarsi per una perdita sofferta è già oltre diciassette secoli, e che malgrado tremila e cinquecento digiuni fatti dall'intero giudaismo durante sì complicata serie di epoche, animato dalla lusinga di conseguire con tale mezzo il totale ricupero, gionto ancora non è a ripararla?

Quanti esempi memorabili contrapporre non si potrebbero, non dico già di quelle tante nazioni che contava la terra i 15. e i 18. secoli addietro, e di cui le Ricchezze, la possanza, i nomi stessipiù ora non esistono che in quelle vetuste pagine muffate che i primi tipi ci trasmisero un giorno, ma solo riferire io voglio de' tempi assai più recenti ne' quali si videro quantità di popoli dispersi, Regnanti detronizzati, tempj aboliti, e quasi anche distrutti; immensi tesori predati e che per ciò? Niente più consentaneo all'ordine delle cose terrene di vedere un popolo debole divenire la conquista di un popolo più forte, ed un monarca formidabile soggiogare un Regoluzzo; ed a fronte di tutti que' digiuni che potessero da quello instituirsi, e di tutte le più fervide ossecrazioni che intuonate fossero da questi, il vinto spera in darno di potere ricuperare le sue perdite, e fare quindi valere i suoi diritti fino a tanto ch'esso non divenga, o più, o almeno tanto forte quanto lo è il suo vincitore(131). Magli ebrei Talmudisti insistendo ne' loro principj, mi sembrerebbero fuori di questo Caso, ed anche affatto alieni dal pensiere di tentarlo, mentre avvezzi a mirare cadere le mura diGericoallo strepito di trombe (    ) abituati a sconfiggere numerose Coorti allo spezzare di stoviglie (    ); ed accostumati di vedere il solo braccio diSansonecon una macella di asino fare scempio di 3000 filistei in un rapido istante (    ) così essi attendono fermamente di vedere un giorno rinnovare i medesimi prodigj in loro favore, e credono che la preghiera, e il digiuno debbano essere quelle sole armi portentose, che indipendentemente da ogni umana influenza dovranno un giorno rimettere il Popolo d'Israel nell'intero possesso del suolo venerabile de' suoi benemeriti progenitori.

Quindi per distruggere queste acerrime imputazioni, che lanciare ci potrebbero i critici, ad un tale riguardo sarebbe, per quanto io penso oltremodo necessario di dimostrare col fatto la genuina verità esposta, sopprimendo, ed abrogando tutte quelle preghiere, o astinenze usitate fino ad ora dal popolo ebreo, che parrebbero concorrere a palliarla, se non ancora forse a smentirla, ma di ciò mi riserbo a ragionare di proposito fondatamente altrove.

Niente altro restami a dire sulla settima, l'ottava, e la nona questione, le quali tutte riguardano l'elezione de' Rabbini, le loro ingerenze particolari, o attribuzioni, se non che sarebbe oltremodo necessario essere più circospetto, meno facile all'avvenire di ciò che si era per lo passato nel conferire il titolo diHaham, ossiaRabbino, mentre i soli requisiti accennati dalla nostra rispettabile assemblea non mi parrebbero sufficienti quanto fa duopoa meritarlo, nel modo che si è generalmente creduto fino ad ora. Non mi si negherà certamente che una delle ingerenze principali annesse a questo grado è, senza dubbio, la predicazione, e la spiegazione del sacro Codice. Or domando, come potrebb'esso mai riuscirci senza una profonda cognizione dell'idioma del suo paese? Come giugnerebb'esso a persuadere senza eloquenza? Come dilettare, muovere, convincere, sia in quello, o in questo ramo, senza usare a tempo, e luogo di que' precetti indispensabili che l'arte filologica prescrive, e senza de' quali ogni discorso riesce per sua natura languido, insulso, ed annojante(132)? Quindi è che disomma urgenza, ed essenziale cred'io per coloro che sono richiamati alla professione del Rabanismo di conoscere in tutta l'estensione quanto l'arte oratoria per se medesima racchiude; e che in conseguenza non si dovrebbe graduare per Rabbino, se non se quell'individuo il quale oltre le menzionate doti riconosciute assolutamente necessarie al suo grado, cioè, esemplari costumi ed una profonda versatilità nelle basi della Religione, manifestasse ancora nel tempo stesso una esplicita perizia nell'arte del ben dire.

La Decima domanda aggirasi a sapere:Se avvi mestiere, o professione, cui la Legge degli ebrei loro proibisca?E la soluzione adottata dall'assemblea, e sanzionata dal Gran sinedrio, è quale appunto dee essere troppo giusta, e assai bene fondata; cioè, non solo non esservi alcun mestiere, purchè onesto, che sia dalla Religione interdetto agl'Israeliti, ma col Contesto Misnico, e talmudico alla mano (Tract. Kiduscim Cap. 1.ETract Avoth Cap. 1.) si sostiene che il genitore il quale non fa instruire il proprio figlio di una qualunque siasi arte, lo alleva, e lo introduce alla funesta carriera de' malvaggi; verità che l'esperienza ci comprova molto frequente.

Solo si potrebbe qui di proposito rimarcare a giustificazione del popolo d'Israel, che se gli individui di questo non si videro sempre, e ovunque dediti specialmente alle professioni mecaniche, una si fatta indolenza non dee già ripetersi per che quelli ne fossero avversi, come assurdamente opinarono taluni ma da tutti quegli ostacoli pertinaci che molto sovente loro contrastavano i progressi nella guisa che osservammo accadere a' medesimi pur troppo nell'acquisto delle scienze, e nello sviluppo della Ragione; e siccome da quando agli ebrei fu permesso di coltivarsi, e di usare delle loro facoltà intellettuali, noi già sufficientemente dimostrammo aquale grado sommo si fecero essi distinguere nel mondo per genio, per talenti, e per dottrina, così laddove non era loro interdetto il libero esercizio delle arti liberali, e de' mestieri, facevano ad evidenza conoscere di esserne stati un giorno perfetti conoscitori, e di poterli anche divenire a' tempi nostri, sempre che il fanatismo, e la superstizione non vi avessero tenacemente opposte le loro malefiche barriere per distorli, ed allontanarneli, in modo che ravvicinare più non si potessero giammai(133).

L'undecima, e la dodicesima questione finalmente hanno per iscopo di conoscere: 1º.Se la Legge degli ebrei proibisce ad essi l'usura co' loro fratelli: 2º.Se questa Legge vieta, o permette loro l'usura cogli stranieri

Quanto fu da entrambe le assemblee Israelitiche sensatamente deciso intorno questi due ultimi articoli, essendo appoggiato alle ragioni le più solide, le più ponderate, ed inconcusse, risultanti dall'analisi il più esatto, ed il più giusto, noi non abbiamo che rapportarvici in ogni senso, richiamando ad un tempo medesimo tutto quello che per reiterate volte fu già da noi significato nel Corso di quest'opera, concernente un tale assunto: solo mi emerge quìfondatamente rammentare co' numerosi riportati esempi alla mano, che gli ebrei in generale saranno sempre mai ciò che vogliono le Leggi alle quali sono i medesimi soggetti, nel modo istesso che noi vedremo il loro Carattere ovunque, ed in ogni tempo modellato sopra quello de' popoli fra i quali essi vivono, o ne contraggono de' rapporti di società, e di Commercio; verità che abbiamo dimostrato più volte con tanti percuotenti esempi, opportunamente da noi già riportati.

Tali sono dunque le ponderate riflessioni che la verità, e la ragione mi eccitarono di proposito a fare sulle assennate Risposte che entrambe le assemblee Israelitiche hanno rassegnate all'augusto Regnante della Francia, e dell'Italia, in evasione alle sovrane Ricerche analoghe che piacque ad esso proporre alle medesime.

Or mi sarebb'egli pur anche permesso d'inoltrare le mie assidue ponderate indagini fino sulle sagge operazioni fatte da questi medesimi Consessi, onde pervenire a discernere se le Ispezioni della prima assemblea, e le ingerenze assunte dal gran Sanhedrim, furono in massima quelle stesse che le auguste disposizioni di Napoleone si prefiggevano, e che il bisogno urgente d'Israel richiedeva immediatamente per tate parti? Ecco ciò appunto che noi passiamo tosto ad esaminare colla più esatta precisione possibile.

(122)I difensori dell'opinione di Gamaliel si è come lo rimarca sensatamenteBasnage(Hist. des Juifs T. X. Lib. VI. C. 22.) hanno supposto viemaggiormente sostenerla sulle parole della scritturaSororem uxoris tuæ in pellicatum illius non accipies, nec revelabis turpitudinem ejus adhuc illa viventeLevit. Cap. 18. v. 18.dove appunto tutt'altro sentimento ci percuote di quello del citato Rabbino, e dove non si accorgono che la Legge non intenda quì di parlare che del matrimonio di due sorelle ad un tempo medesimo, che non era in verun modo permesso si sposare, benchè il patriarca Jacob ne avesse il primo fornito l'esempio fra gli ebrei; ma frattanto ben lungi dall'essere stato quello seguitato in alcuna parte, ei fu sempre mai riguardato dall'Israelismo con orrore, ed avversione. Quindi apparisce verosimilmente che lo spirito dell'accennato autore avea tutt'altro oggetto per iscopo, che quello di si fatte Congiunzioni.

(122)I difensori dell'opinione di Gamaliel si è come lo rimarca sensatamenteBasnage(Hist. des Juifs T. X. Lib. VI. C. 22.) hanno supposto viemaggiormente sostenerla sulle parole della scritturaSororem uxoris tuæ in pellicatum illius non accipies, nec revelabis turpitudinem ejus adhuc illa viventeLevit. Cap. 18. v. 18.dove appunto tutt'altro sentimento ci percuote di quello del citato Rabbino, e dove non si accorgono che la Legge non intenda quì di parlare che del matrimonio di due sorelle ad un tempo medesimo, che non era in verun modo permesso si sposare, benchè il patriarca Jacob ne avesse il primo fornito l'esempio fra gli ebrei; ma frattanto ben lungi dall'essere stato quello seguitato in alcuna parte, ei fu sempre mai riguardato dall'Israelismo con orrore, ed avversione. Quindi apparisce verosimilmente che lo spirito dell'accennato autore avea tutt'altro oggetto per iscopo, che quello di si fatte Congiunzioni.

(123)Questo era un abuso presso che generale fra gli ebrei di molte parti dell'Italia, dove non si avea forse tutta via opinato a costituire delle ottime Leggi affine di reprimerlo, e di annientarlo. Vi si teneva, per l'ordinario, la regola che coloro i quali avevano vissuto lungo tempo in conjugo legame (termine fissato per lo più ad un completo decennio) senza procreare nuovo lignaggio, prendevano ad arbitrio un altra moglie unitamente alla prima, la di cui dote era messa tosto al sicuro, onde restasse bene garantita da ogni sinistro inopinato avvenimento. Io stesso vidi ocularmente due individui ebrei in Toscana mia patria, ed un altro simile in Roma dupplicare pubblicamente il Legame conjugale nella precisa forma di cui parliamo.V'ha inoltre per sino chi pretende, che non solo gli ebrei di qualche paese dell'Italia fossero attaccati da simile abuso, ma che anche il Pontefice Romano stesso accordava allora le dispense della Legge evangelica, autorizzando colle medesime questi secondi matrimoni pure fra i Cristiani: Leon di Modena, per quanto narraBasnage, lo avea di proposito assicurato nella prima edizione del suo trattato delle Cerimonie degli ebrei (ved.Leon di Modena, IV. C. 2. pag. 112. E veter Disp. select. T. II.)

(123)Questo era un abuso presso che generale fra gli ebrei di molte parti dell'Italia, dove non si avea forse tutta via opinato a costituire delle ottime Leggi affine di reprimerlo, e di annientarlo. Vi si teneva, per l'ordinario, la regola che coloro i quali avevano vissuto lungo tempo in conjugo legame (termine fissato per lo più ad un completo decennio) senza procreare nuovo lignaggio, prendevano ad arbitrio un altra moglie unitamente alla prima, la di cui dote era messa tosto al sicuro, onde restasse bene garantita da ogni sinistro inopinato avvenimento. Io stesso vidi ocularmente due individui ebrei in Toscana mia patria, ed un altro simile in Roma dupplicare pubblicamente il Legame conjugale nella precisa forma di cui parliamo.

V'ha inoltre per sino chi pretende, che non solo gli ebrei di qualche paese dell'Italia fossero attaccati da simile abuso, ma che anche il Pontefice Romano stesso accordava allora le dispense della Legge evangelica, autorizzando colle medesime questi secondi matrimoni pure fra i Cristiani: Leon di Modena, per quanto narraBasnage, lo avea di proposito assicurato nella prima edizione del suo trattato delle Cerimonie degli ebrei (ved.Leon di Modena, IV. C. 2. pag. 112. E veter Disp. select. T. II.)

(124)I fautori della Poligamia (diceBeverlandnel suoTrattatoPolygamia Triumphatrix) appoggiano questa Instituzione sull'esempio de' Patriarchi, e de' Santi che hanno vissuto avanti, e dopo il Diluvio i quali (come opinano essi) avrebbero lasciato il mondo un inospite deserto, se non avessero accresciuto il numero delle donne, e in conseguenza quello ancora de' figli; essi aggiungono altresì che sarebbe impossibile che Dio avesse tollerato quest'uso universale con una quiescenza di tanti continuati secoli, s'egli lo avesse riguardato come un attentato alle sue Divine Leggi, o come un abuso riprovabile in faccia della società. Mosè, il quale riformò gli abusi che si erano introdotti ne' precetti Noakiti, o nella Legge naturale, non fece alcun Regolamento per restrignere i matrimonj al semplice vincolo di una sola femmina. I santi antichi i quali hanno vissuto sotto questa economia, conchiudono essi, non avrebbero osato violare la Legge se la medesima fosse stata loro trasmessa propriamente dalla genuina tradizione, almeno alcuni fra quelli si sarebbero fatti, senza dubbio, un pressante dovere di osservarla, siccome gli altri non avrebbero certamente osato rendere i loro matrimonj così affluenti, e così pubblici come lo furono essi per sì lungo periodo di anni.

(124)I fautori della Poligamia (diceBeverlandnel suoTrattatoPolygamia Triumphatrix) appoggiano questa Instituzione sull'esempio de' Patriarchi, e de' Santi che hanno vissuto avanti, e dopo il Diluvio i quali (come opinano essi) avrebbero lasciato il mondo un inospite deserto, se non avessero accresciuto il numero delle donne, e in conseguenza quello ancora de' figli; essi aggiungono altresì che sarebbe impossibile che Dio avesse tollerato quest'uso universale con una quiescenza di tanti continuati secoli, s'egli lo avesse riguardato come un attentato alle sue Divine Leggi, o come un abuso riprovabile in faccia della società. Mosè, il quale riformò gli abusi che si erano introdotti ne' precetti Noakiti, o nella Legge naturale, non fece alcun Regolamento per restrignere i matrimonj al semplice vincolo di una sola femmina. I santi antichi i quali hanno vissuto sotto questa economia, conchiudono essi, non avrebbero osato violare la Legge se la medesima fosse stata loro trasmessa propriamente dalla genuina tradizione, almeno alcuni fra quelli si sarebbero fatti, senza dubbio, un pressante dovere di osservarla, siccome gli altri non avrebbero certamente osato rendere i loro matrimonj così affluenti, e così pubblici come lo furono essi per sì lungo periodo di anni.

(125)Interminabili, ed allarmanti questioni si suscitarono sovente fra l'Accademia diretta daIllel, e quella sostenuta daSciamajsopra questa materia, siccome intorno a moltissime altre; il primo pretendeva che l'Adulterio solo era per se medesimo efficace a dissolvere il vincolo maritale; sosteneva l'altro, al contrario, che bastava che la donna avesse fatto cuocere troppo la carne di un convito. Il RabbinoAkibàsi vuole che spignesse l'indulgenza ancora più lontano; pretendendosi ch'egli decidesse, che ritrovandosi una femmina più conveniente era permesso di abbandonare quella che tale non lo era: una morale sì rilasciata non potea essere seguitata con trasporto; ma coloro che si piccavano di una maggiore devozione, adottavano di buon grado la massima d'Illel.In quanto poi alla cerimonia Straordinaria delle acque indicate, allorchè una femmina colpevole di adulterio, confessava la sua infedeltà, il Contratto della sua dote veniva tosto abrogato, e dopo di avergli restituito ciò che dessa avea portato, si espelleva dalla casa del suo Consorte per essere lapidata. S'essa poi negava risolutamente il delitto si conduceva nella porta orientale del Tempio, e colà gli si faceva bere leAcque amare(Sal. Ben Virga Hist. Jud. p. 168.), i di cui effetti si rendevano manifesti appena che l'accusata avea cominciato a trangugiarle, il suo viso diventava livido, il di lei ventre si enfiava, e gli occhi suoi gli uscivano dalla testa (Mis. Sothà Cap. 3. p. 213. 214.) ed allora è quando facevasi luogo l'anatema pronunziata dal gran sacrificatore in faccia della femmina adultera.Per ciò che riguarda il vero motivo per cui si chiamassero quelleacque amare, vari, e disparati sono i sentimenti de' Rabbini per giugnere ad indagare donde mai procedesse l'amarezza letale delle medesime; alcuni vollero che vi si mischiasse dell'assenzio, il quale dava elleno questo attoscato gusto (Wagenseil in Sothà p. 284.); ma il Nahmanide assicura ch'esse non cominciassero a divenire tali per mero effetto di prodigio, che nella stessa bocca delle femmine colpevoli.

(125)Interminabili, ed allarmanti questioni si suscitarono sovente fra l'Accademia diretta daIllel, e quella sostenuta daSciamajsopra questa materia, siccome intorno a moltissime altre; il primo pretendeva che l'Adulterio solo era per se medesimo efficace a dissolvere il vincolo maritale; sosteneva l'altro, al contrario, che bastava che la donna avesse fatto cuocere troppo la carne di un convito. Il RabbinoAkibàsi vuole che spignesse l'indulgenza ancora più lontano; pretendendosi ch'egli decidesse, che ritrovandosi una femmina più conveniente era permesso di abbandonare quella che tale non lo era: una morale sì rilasciata non potea essere seguitata con trasporto; ma coloro che si piccavano di una maggiore devozione, adottavano di buon grado la massima d'Illel.

In quanto poi alla cerimonia Straordinaria delle acque indicate, allorchè una femmina colpevole di adulterio, confessava la sua infedeltà, il Contratto della sua dote veniva tosto abrogato, e dopo di avergli restituito ciò che dessa avea portato, si espelleva dalla casa del suo Consorte per essere lapidata. S'essa poi negava risolutamente il delitto si conduceva nella porta orientale del Tempio, e colà gli si faceva bere leAcque amare(Sal. Ben Virga Hist. Jud. p. 168.), i di cui effetti si rendevano manifesti appena che l'accusata avea cominciato a trangugiarle, il suo viso diventava livido, il di lei ventre si enfiava, e gli occhi suoi gli uscivano dalla testa (Mis. Sothà Cap. 3. p. 213. 214.) ed allora è quando facevasi luogo l'anatema pronunziata dal gran sacrificatore in faccia della femmina adultera.

Per ciò che riguarda il vero motivo per cui si chiamassero quelleacque amare, vari, e disparati sono i sentimenti de' Rabbini per giugnere ad indagare donde mai procedesse l'amarezza letale delle medesime; alcuni vollero che vi si mischiasse dell'assenzio, il quale dava elleno questo attoscato gusto (Wagenseil in Sothà p. 284.); ma il Nahmanide assicura ch'esse non cominciassero a divenire tali per mero effetto di prodigio, che nella stessa bocca delle femmine colpevoli.

(126)A fronte di tutti quegli scrupoli severi che gl'Israeliti antichi dimostravano per la relazione cogli stranieri, noi veggiamo frattanto che il loro allontanamento non era già per tutti gli stranieri, benchè questi venissero indifferentemente annoverati da essi nella categoria diגוים(goim) che significagentili; quelli che dessi dovevano sfuggire erano sole in vero le nazioni maledette discese da Canaan, che Dio avea loro comandato di sterminare, prescindendo dalle quali, gl'Israeliti potevano anche accoppiarsi in matrimonio con tutti gli altri popoli, siccome dalla nostra assemblea è saggiamente rimarcato, e tanto è ciò vero, quanto che Mosè sposò una Madianita; Booz è lodato, per avere sposato Ruth Moabita; la madre di Assalon era figliola del re di Gessur; Amassi era figliuolo di un Ismaelita, e di Abigail sorella di David; Salomone stesso sposò la figliuola del Re di Egitto, anche fino dal principio del suo Regno in cui esso era più caro a Dio, ed allora quando la scrittura sembra biasimare i di lui accoppiamenti colle femmine straniere; ciò non si rapporta che alle sole Cananee dal medesimo sposate le quali seppero sedurlo al segno, fino a farli dimenticare il Divino Culto de' suoi avi, per correre presso gl'idoli, e i simulacri delle idolatre nazioni.

(126)A fronte di tutti quegli scrupoli severi che gl'Israeliti antichi dimostravano per la relazione cogli stranieri, noi veggiamo frattanto che il loro allontanamento non era già per tutti gli stranieri, benchè questi venissero indifferentemente annoverati da essi nella categoria diגוים(goim) che significagentili; quelli che dessi dovevano sfuggire erano sole in vero le nazioni maledette discese da Canaan, che Dio avea loro comandato di sterminare, prescindendo dalle quali, gl'Israeliti potevano anche accoppiarsi in matrimonio con tutti gli altri popoli, siccome dalla nostra assemblea è saggiamente rimarcato, e tanto è ciò vero, quanto che Mosè sposò una Madianita; Booz è lodato, per avere sposato Ruth Moabita; la madre di Assalon era figliola del re di Gessur; Amassi era figliuolo di un Ismaelita, e di Abigail sorella di David; Salomone stesso sposò la figliuola del Re di Egitto, anche fino dal principio del suo Regno in cui esso era più caro a Dio, ed allora quando la scrittura sembra biasimare i di lui accoppiamenti colle femmine straniere; ciò non si rapporta che alle sole Cananee dal medesimo sposate le quali seppero sedurlo al segno, fino a farli dimenticare il Divino Culto de' suoi avi, per correre presso gl'idoli, e i simulacri delle idolatre nazioni.

(127)L'imperatore Costanzo ha pubblicato una Legge colla quale condannava esso alla pena di morte qualunque ebreo il quale avesse sposato una femmina cristiana (ved.Cod. Theod. Lib. 6. p. 233.) ed il secondo Concilio di Orleans vietò sotto pena di scomunica queste sorti di matrimonj che riprovava la notabile differenza delle due Religioni, ed ordinò la separazione delle due Religioni, ed ordinò la separazione immediata delle persone che gli avevano contratti (ved.Concil. Aurelian II. Car. 19. pag. 1782.)

(127)L'imperatore Costanzo ha pubblicato una Legge colla quale condannava esso alla pena di morte qualunque ebreo il quale avesse sposato una femmina cristiana (ved.Cod. Theod. Lib. 6. p. 233.) ed il secondo Concilio di Orleans vietò sotto pena di scomunica queste sorti di matrimonj che riprovava la notabile differenza delle due Religioni, ed ordinò la separazione delle due Religioni, ed ordinò la separazione immediata delle persone che gli avevano contratti (ved.Concil. Aurelian II. Car. 19. pag. 1782.)

(128)Il primo dovere che impongono i Rabbini alle femmine ebree che si destinano al matrimonio si è quello di recidersi tutti i capelli della testa il giorno avanti le loro nozze; i medesimi aducono per sufficiente ragione che essendo la chioma nelle femmine uno degli ornamenti i più seducenti per l'uomo, questi potrebbe, a senno loro esserne attirato assai più facilmente di ciò che lo sarebbe, se quella ne fosse priva, e quindi cadere nel delitto di adulterio. Un secondo dovere che con non meno impegno del precedente è prescritto da' Talmudisti alle femmine ebree si è quello di allontanarsi per un certo dato spazio di tempo da' rispettivi loro consorti, sì tosto che il primo atto matrimoniale è consumato avvertendogli non essere loro permesso cinque giorni per alcun mese di toccare elleno nè pure un dito nè sedere appresso di essa, nè mangiare nello stesso piatto, nè bere nel medesimo bicchiere, ed avanti di congiugnersi nuovamente co' loro mariti esse debbono tuffarsi entro di un bagno espresso per tale oggetto, e l'immersione sarebbe inefficace in mente de' Rabbini, se desse portassero soltanto un piccolo anello, che impedisse l'acqua di penetrare in qualunque parte del loro Corpo, giacchè bisogna che esse restino lavate dall'estremità de' piedi fino alla sommità della testa; v'ha per sino delle guardie che survegliano, e che presedono sopra questa sorta de' bagni, affine di vedere se la donna è interamente coperta di acqua; e quanti altri doveri di tal fatta non sono imposti da' Rabbini con eguale rigore a questo scopo, tanto per rapporto al Lampadario del sabato, quanto allo sgombro del formento dalle case avanti la pasqua delle azzime; ed a separare quella porzione di pane lievitato da abbruciarsi che chiamanoHalah, per tacere tane altre simili pratiche, delle quali troppo annojante ne riuscirebbe la menzione.

(128)Il primo dovere che impongono i Rabbini alle femmine ebree che si destinano al matrimonio si è quello di recidersi tutti i capelli della testa il giorno avanti le loro nozze; i medesimi aducono per sufficiente ragione che essendo la chioma nelle femmine uno degli ornamenti i più seducenti per l'uomo, questi potrebbe, a senno loro esserne attirato assai più facilmente di ciò che lo sarebbe, se quella ne fosse priva, e quindi cadere nel delitto di adulterio. Un secondo dovere che con non meno impegno del precedente è prescritto da' Talmudisti alle femmine ebree si è quello di allontanarsi per un certo dato spazio di tempo da' rispettivi loro consorti, sì tosto che il primo atto matrimoniale è consumato avvertendogli non essere loro permesso cinque giorni per alcun mese di toccare elleno nè pure un dito nè sedere appresso di essa, nè mangiare nello stesso piatto, nè bere nel medesimo bicchiere, ed avanti di congiugnersi nuovamente co' loro mariti esse debbono tuffarsi entro di un bagno espresso per tale oggetto, e l'immersione sarebbe inefficace in mente de' Rabbini, se desse portassero soltanto un piccolo anello, che impedisse l'acqua di penetrare in qualunque parte del loro Corpo, giacchè bisogna che esse restino lavate dall'estremità de' piedi fino alla sommità della testa; v'ha per sino delle guardie che survegliano, e che presedono sopra questa sorta de' bagni, affine di vedere se la donna è interamente coperta di acqua; e quanti altri doveri di tal fatta non sono imposti da' Rabbini con eguale rigore a questo scopo, tanto per rapporto al Lampadario del sabato, quanto allo sgombro del formento dalle case avanti la pasqua delle azzime; ed a separare quella porzione di pane lievitato da abbruciarsi che chiamanoHalah, per tacere tane altre simili pratiche, delle quali troppo annojante ne riuscirebbe la menzione.

(129)Comunque intendere si vogliano unioni di tal fatta, come appunto la grande Assemblea Israelitica dottamente lo riflette nella sua terza soluzione, l'opinione de' talmudisti è, per altro, contraria onninamente alle medesime, nel modo che lo sarebbe, senza dubbio, parimenti quella de' preti nel caso inverso. E dunque per ciò che volendo noi essere attaccati al senso Letterale della Tradizione, dovremo inesclusivamente riguardare questi vincoli come affatto incompatibili con quella, e recalcitranti a tutto ciò che la medesima prescrive ad un tale riguardo, o pure rigettare questa interamente se vogliamo che si fatti Matrimonj corredati vangano di quella validità necessaria per consolidarli, e con tanta più ragione appigliare ci dovremo risolutamente a quest'ultimo partito salutare, quanto che se noi riflettiamo a quelle tante cerimonie religiose che sono in uso attualmente presso gli ebrei talmudisti nell'occasione de' Matrimonj che si contraggono fra di essi, noi vi osserveremo non esservene forse alcuna che sia stata nè prescritta, nè ordinata da Mosè come precetto obbligatorio, e indispensabile, malgrado che come tali si mirino praticate, e mantenute oggi da' medesimi col massimo accanito fervore.

(129)Comunque intendere si vogliano unioni di tal fatta, come appunto la grande Assemblea Israelitica dottamente lo riflette nella sua terza soluzione, l'opinione de' talmudisti è, per altro, contraria onninamente alle medesime, nel modo che lo sarebbe, senza dubbio, parimenti quella de' preti nel caso inverso. E dunque per ciò che volendo noi essere attaccati al senso Letterale della Tradizione, dovremo inesclusivamente riguardare questi vincoli come affatto incompatibili con quella, e recalcitranti a tutto ciò che la medesima prescrive ad un tale riguardo, o pure rigettare questa interamente se vogliamo che si fatti Matrimonj corredati vangano di quella validità necessaria per consolidarli, e con tanta più ragione appigliare ci dovremo risolutamente a quest'ultimo partito salutare, quanto che se noi riflettiamo a quelle tante cerimonie religiose che sono in uso attualmente presso gli ebrei talmudisti nell'occasione de' Matrimonj che si contraggono fra di essi, noi vi osserveremo non esservene forse alcuna che sia stata nè prescritta, nè ordinata da Mosè come precetto obbligatorio, e indispensabile, malgrado che come tali si mirino praticate, e mantenute oggi da' medesimi col massimo accanito fervore.

(130)Lo scopo primo, ed essenziale di entrambi questi digiuni non è tanto per la triste commemorazione delle perdite immense che il popolo d'Israel fece fatalmente in questi giorni, e delle orride calamità alle quali soggiacque in tal epoca funesta; quanto per l'acquisti che spera di potere farne un giorno, e per il ristabilimento del suo pristino dominio; e gl'intelligenti dell'idioma ebraico possono esattamente comprendere che la massima parte delle sacre orazioni, e delle preghiere delle quali usano gli ebrei in questi giorni, regolarmente non tende che a questo solo disegno; ciò che resterà più ad evidenza dimostrato dagli opportuni esempi che noi ci riserbiamo a riportare a tempo debito allorchè ci emergerà di riassumere questa materia per reprimere gli abusi, e rimetterla sul piede di tante altre secondo che lo esigono i nostri stabiliti principj.

(130)Lo scopo primo, ed essenziale di entrambi questi digiuni non è tanto per la triste commemorazione delle perdite immense che il popolo d'Israel fece fatalmente in questi giorni, e delle orride calamità alle quali soggiacque in tal epoca funesta; quanto per l'acquisti che spera di potere farne un giorno, e per il ristabilimento del suo pristino dominio; e gl'intelligenti dell'idioma ebraico possono esattamente comprendere che la massima parte delle sacre orazioni, e delle preghiere delle quali usano gli ebrei in questi giorni, regolarmente non tende che a questo solo disegno; ciò che resterà più ad evidenza dimostrato dagli opportuni esempi che noi ci riserbiamo a riportare a tempo debito allorchè ci emergerà di riassumere questa materia per reprimere gli abusi, e rimetterla sul piede di tante altre secondo che lo esigono i nostri stabiliti principj.

(131)Infiniti percuotenti esempi concorrono a dimostrarci, e quello che ci offre il popolo ebreo più di ogni altro certamente che la soverchia confidenza che suole porre per l'ordinario, un popolo avvilito in certe pratiche esterne, come sarebbero preci, digiuni, e Cerimonie religiosi, che si fanno da quello tenere, come osservammo, le veci, ed il Carattere di religione, e che vi attacca per conseguenza l'efficacia la più pronta, e la più sicura, lo riduce per sino a persuadersi che Dio non occupandosi che di essa, in ricompensa dell'esercizio delle medesime opererà incessantemente de' miracoli sorprendenti a suo riguardo; ed ogni nemico il più formidabile diventerà al suo cospetto debole, ed atterrito, ed impotente a nuocerlo, o a perturbare la sua tranquillità. Abbandonato ad una tale smodata fiducia esso resta intimamente convinto, che anche immobile o inoperoso a fronte delle sue ostilità, Dio veglia sempre alla di lui valida difesa, e conservazione; ma il fatale successo non tarda in seguito a provargli, come seguì appunto agli Israeliti al tempo de' Maccabei, quanto caro gli costi una si vana speranza, e la vittoria esso diventa finalmente della illusoria Confidenza nella quale avea egli riposta la sua vera difesa, e il suo sostegno.

(131)Infiniti percuotenti esempi concorrono a dimostrarci, e quello che ci offre il popolo ebreo più di ogni altro certamente che la soverchia confidenza che suole porre per l'ordinario, un popolo avvilito in certe pratiche esterne, come sarebbero preci, digiuni, e Cerimonie religiosi, che si fanno da quello tenere, come osservammo, le veci, ed il Carattere di religione, e che vi attacca per conseguenza l'efficacia la più pronta, e la più sicura, lo riduce per sino a persuadersi che Dio non occupandosi che di essa, in ricompensa dell'esercizio delle medesime opererà incessantemente de' miracoli sorprendenti a suo riguardo; ed ogni nemico il più formidabile diventerà al suo cospetto debole, ed atterrito, ed impotente a nuocerlo, o a perturbare la sua tranquillità. Abbandonato ad una tale smodata fiducia esso resta intimamente convinto, che anche immobile o inoperoso a fronte delle sue ostilità, Dio veglia sempre alla di lui valida difesa, e conservazione; ma il fatale successo non tarda in seguito a provargli, come seguì appunto agli Israeliti al tempo de' Maccabei, quanto caro gli costi una si vana speranza, e la vittoria esso diventa finalmente della illusoria Confidenza nella quale avea egli riposta la sua vera difesa, e il suo sostegno.

(132)Sebbene qualche volta veggiamo riuscire in tutto ciò col soccorso meramente delle sole qualità naturali, non per tanto, sembra che l'uso de' precetti oratorj sia in certa guisa molto necessario per rendersi perito quanto è duopo nell'arte del ben dire. D'altronde l'eloquenza che trae la sua sorgente dalla natura, non essendo sottoposta a prescrizione, essa lo è unicamente alla più, o meno veemenza della passione dalla quale è incitata, ed alla più o meno importante Circostanza che la promuove, di maniera che venendo ad illanguidire l'intensità dell'una, o trovandosi a variare la passione dell'altra, al segno che riescano entrambe indifferenti, l'Eloquenza dovrà cessare così pure con esse, e rendersi suscettibili delle medesime alterazioni di quelle, quando, al contrario, l'Eloquenza che è soggetta a' precetti filologici fa nascere alla stessa la passione che fa servirgli di alimento, e con eguale facilità crea la circostanza che più stima convenirgli. Quindi è che l'eloquenza naturale non sarà che poca cosa se non è accompagnata da precetti che l'arte oratoria stabilisce, e senza i quali la facoltà di parlare al Cuore degli uomini sarà in ogni tempo per noi un arte sconosciuta.

(132)Sebbene qualche volta veggiamo riuscire in tutto ciò col soccorso meramente delle sole qualità naturali, non per tanto, sembra che l'uso de' precetti oratorj sia in certa guisa molto necessario per rendersi perito quanto è duopo nell'arte del ben dire. D'altronde l'eloquenza che trae la sua sorgente dalla natura, non essendo sottoposta a prescrizione, essa lo è unicamente alla più, o meno veemenza della passione dalla quale è incitata, ed alla più o meno importante Circostanza che la promuove, di maniera che venendo ad illanguidire l'intensità dell'una, o trovandosi a variare la passione dell'altra, al segno che riescano entrambe indifferenti, l'Eloquenza dovrà cessare così pure con esse, e rendersi suscettibili delle medesime alterazioni di quelle, quando, al contrario, l'Eloquenza che è soggetta a' precetti filologici fa nascere alla stessa la passione che fa servirgli di alimento, e con eguale facilità crea la circostanza che più stima convenirgli. Quindi è che l'eloquenza naturale non sarà che poca cosa se non è accompagnata da precetti che l'arte oratoria stabilisce, e senza i quali la facoltà di parlare al Cuore degli uomini sarà in ogni tempo per noi un arte sconosciuta.

(133)In tutta l'antichità non si conosce alcun popolo, che più degl'Israeliti fosse inerente all'Agricoltura, e per quanto le Sacre pagine ci annunziano (Exo. 31. 4. 5.E36. 38.e seg.) essi abbondavano di Artefici eccellenti non solo fino da' tempi di Mosè, e in fonditori, e in opifici di metalli, in intaliatori di gemme, in Legnajuoli, Ricamatori, Tapezzieri, Profumieri &c. ma anche molti secoli dopo a' tempi di David, e del di lui figlio Salomone successore il quale scelse per la costruzione del tempio fatto edificare da esso, 30,000. artefici di ogni specie, oltre 80,000 scalpellini tutti ebrei impiegati per l'uso medesimo (ved.Reg. 5. 13.)

(133)In tutta l'antichità non si conosce alcun popolo, che più degl'Israeliti fosse inerente all'Agricoltura, e per quanto le Sacre pagine ci annunziano (Exo. 31. 4. 5.E36. 38.e seg.) essi abbondavano di Artefici eccellenti non solo fino da' tempi di Mosè, e in fonditori, e in opifici di metalli, in intaliatori di gemme, in Legnajuoli, Ricamatori, Tapezzieri, Profumieri &c. ma anche molti secoli dopo a' tempi di David, e del di lui figlio Salomone successore il quale scelse per la costruzione del tempio fatto edificare da esso, 30,000. artefici di ogni specie, oltre 80,000 scalpellini tutti ebrei impiegati per l'uso medesimo (ved.Reg. 5. 13.)

Cap. XVII.Quali avrebbero dovuto essere le Ispezioni essenziali della prima assemblea, e quali le ingerenze urgenti del Gran Sanhedrim, secondo il bisogno d'Israel, e le sovrane mire paterne del suo Augusto Protettore.Allorchè piacque all'augusto Rigeneratore d'Israel di fare notificare al primo sinodo la sua sovrana soddisfazione, in seguito delle Risposte emanate da questo alle dodici questioni propostigli dalla stessa Maestà Sua, e da noi estesamente riportate nel Capitolo antecedente, in chiari sensi fece ad esso capire quali erano le sue benefiche intenzioni paterne in vantaggio del popolo che da sì fatto congresso veniva formalmente rappresentato. Esse prefiggevansi per primo essenziale scopo di richiamare l'eccelso Culto dell'Israelismo alla sua purità primitiva, confusamente alterato dalla turba immensa de' Commentatori di cui le opinioni affluenti e contraddittorie ne hanno si sovente oscurati i sommi pregj, e gettati eziandio nel dubbio presso che tutti coloro che gli trascorrono, o se ne dichiarano fautori; ciò che non avrebbe potuto giammai effettuarsi, senza rovesciare da Colmo a fondo le moltiplici pratiche superstiziose, le cerimonie stravaganti, e gli usi bizzarri, e antisociali che durante lo spazio di molti secoli, si videro presso la nazione d'Israel tenere le veci, ed il Carattere di Religione, siccome per reiteratevolte io mi feci all'opportunità espressamente a dimostrare.Un secondo ammirabile disegno paterno niente meno urgente del primo proponevansi felicemente le mire salutari di sì benefico Monarca, e questo era quello propriamente di livellare la sorte, e i requisiti di questo popolo al rango equipollente di tutti gli altri, conferendo ad esso quell'esistenza politico morale, che ricusatagli era fino ad ora in qualunque angolo di mondo in cui fissato avesse il suo precario domicilio ciò che non sarebbe del pari, in verun modo riuscito senza prima rifondere, per così dire, i suoi Costumi, e le sue inveterate abitudini entro il crogiuolo de' lumi, della civilizzazione, del disinganno, sostituendone in vece que' solidi principj di coltura, e quelle virtù sociali che un infausto destino costrignevalo ad ignorare per lo passato. Tali sembrami che avrebbero dovute essere in massima le ispezioni edificanti della prima assemblea rappresentante l'intero corpo dell'Israelismo esistente nella Francia e nell'Italia.Non può cadere indubbio ad alcuno certamente che concentrate non fossero in questo solo punto le cesaree cure del genio incomparabile che all'eterna Provvidenza piacque di accordare alla posterità di Abramo sopra la terra per suo padre, suo monarca, e suo sostegno.Infatti se al primo scopo eccelso tendere non doveano radicalmente le ingerenze oltremodo urgenti del Gran Sinedrio, a quale oggetto fare dunque risorgere a' nostri giorni il primo Magistrato di Gerosolima, un esimio areopago sì rispettabile nel mondo Israelita, fregiarlo delle medesime supreme attribuzioni che venerava la Giudea nell'antico, se non se affine di illuminare per ogni parte ad imitazione di quello il popolo ch'esso dirigeva, e governava per ricondurre al vero spirito della vetusta sua Legge, dandoglieneuna spiegazione metodica, ed omogenea, efficace a fare svanire le moltiplici interpretazioni assurde, che a quelle date furono ne' tempi andati? Dicasi pure a qual fine richiamare premurosamente da lontanissime Regioni i più commendevoli soggetti del popolo d'Israel, convocarli in formale assemblea nella Metropoli della Francia, se non fosse stato quella provocato dal disegno salutare di evadere le alte ispezioni ragguardevoli che affidate erano a quella dal magnanimo Sovrano che l'avea convocata; cioè di rigenerare onninamente la civilizzazione, e i costumi del popolo che rappresentava, preparando in tale maniera agli avanzi d'Israel un Era felicemente memorabile, tutta nuova ne' suoi fasti, e quindi assoggettarlo in avvenire a' più lieti, e più avventurosi destini?Dal che apparisce dunque indubitabile che l'una dovea essere destinata a riformare l'educazione del popolo d'Israel, a civilizzare i suoi Costumi, renduti oggi alquanto depravati dalla penosa Circostanza della sua odierna situazione, a megliorare lo sviluppo del suo spirito, ed a ricondurlo, in una parola, nel seno della società, dalla quale esso vivea da sì lungo tempo separato e proscritto; dovea l'altra propriamente ingerirsi di rifondere nel crogiuolo della Ragione le pratiche del suo Culto, eccessivamente degenerate dalla primitiva limpida sorgente da cui emanate si videro, e ridurla a quello stato di perfettibilità che seco loro portarono nascendo.Or domando, quali progressi luminosi ha fatto mai l'educazione del popolo ebreo dopo la convocazione della prima assemblea, e quali solidi vantaggi ha in verun modo risentita la sua moderna religione dalle assidue sedute del gran Sinedrio? I talenti sono essi forse più sviluppati da ciò che lo erano mezzo secolo indietro? La civilizzazione ha essa fatti più numerosi progressi? Ben lontano da ciò io vedo i lumi rimanere avvoltinelle dense tenebre antiche, e l'instruzioni a gran passi retrogradi, sembra sfuggire il nostro incontro, e rimontare con isdegno fino a quelle regioni pur troppo del tutto sconosciute per noi. E le pratiche religionarie seguitate oggi dalla Comunione d'Israel in che differiscono esse mai da quelle cerimonie superstiziose adottate dalla medesima avanti la convocazione del Gran sinedrio? Gli stessi usi ridicoli, le medesime pratiche stravaganti che erano generalmente in voga presso gli ebrei per lo passato, non lo sono da essi attualmente del pari con eguale trasporto, non sono quelle osservate oggi, e mantenute da essi coll'entusiasmo precisamente uniforme a quella che lo erano già nelle epoche decorse(134)?Il Popolo d'Israel avea diritto di tutto aspettare di ottimo, e di consolante dalle dotte operazioni di entrambi tali rispettabili Congressi, e questi, al contrario, possedevano tutti i mezzi più efficaci, onde corrispondere, d'accordo, al felice progresso della sua impaziente aspettazione, ma per fatalità inconcepibile, questo popolo tutta via ritrovasi aggravato dalla salma lacerante de' suoi vetusti pregiudizj tradizionali, e le dense tenebre dell'ignoranza dalle quali la sua educazione rimase involta, pare che cospirino a mantenerlo nelle sue inveterate abitudini Macchinali.Allorchè l'Augusto Napoleone volle fare conoscere alle indicate Assemblee la sua volontà suprema, nella espressa comunicazione fatta da esso alle medesime ne' sopraccennati dodici articoli, è indubitato, che la spiegazione di questi non dovea soltanto limitarsi al mero senso letterale sottinteso ne' medesimi ma essa dovea assolutamente abbracciare una serie di cognizioni molto più vasta, un analisi molto più esteso, e più profondo di tutto ciò che in se medesima racchiude l'esimia credenza tramandata da Mosè alla posterità d'Israel; e tutto chè soddisfatto apparisse dalle soluzioni date da quella a' suddetti articoli, com'egli stesso lo fece chiaramente capire per l'organo de' suoi medesimi Commissarj, non per tanto, la sovrana Deliberazione di convocare un gran sinedrio ad imitazione di quello generalmente venerato dall'antica Gerosolima dopo di avere fattosolennemente adunare la prima ragguardevole assemblea; non potea racchiudere certamente altro disegno, se non se quello di presentare all'intero popolo ebreo un nuovo Codice salutare modellato sopra quello di Mosè, e basato sulla Ragione, e la cui purità lesa o alterata non fosse dalla folla immensa de' glossatori che sovente oscurarono purtroppo gl'inestimabili pregj dell'antico (ved.Racc. degli Atti dell'ass. degl'Israel. di Francia T. II pag. 55.) nella guisa che abbiamo avuto luogo di rimarcarlo più di una volta.Ecco infatti il più salutare servigio che rendere poteasi generalmente ad un popolo il quale anche i mezzo delle sue deplorabili peripezie, era gionto a convincersi una volta non restargli altra pronta risorsa che i talenti, la Coltura, e lo sviluppo dello spirito, ed è per ciò che ad altro non aspirava in questa opportuna Circostanza che a vedere rigenerati i suoi Costumi, rischiarare la sua ragione, e ad un tempo medesimo sgravare il proprio Culto da quell'oneroso fardello d'informi pregiudizj, rinascenti ad ognora in mille foggie differenti e ridurlo a quello stato edificante di sua purità primitiva.Ma quali solidi moltiplici vantaggi avrebbe la nazione d'Israel profusamente ricavati per tante parti dalla proclamazione di un nuovo Codice Religionario Civile fondato sulle inconcusse basi dell'antico, noi passiamo tosto a dimostrarlo.(134)Dove dunque propriamente consiste la tanto vantata Riforma dell'educazione, e del culto del Popolo ebreo? Se si riflette assiduamente alla meschinità de' progressi che ha quella fatti a' tempi nostri si direbbe che ha essa retrogradato molti secoli addietro, e che per conseguenza i lumi, ed i talenti ritornarono miseramente a sepellirsi nell'infanzia primitiva donde sono essi in origine scaturiti; e quale meraviglia? Se di tutto si ha cura di parlare all'ebreo fra noi fuori che d'Istruzione; se le nozioni che si fanno al medesimo acquistare non sono idonei ad altro, che a confonderlo, ed a farlo travviare dal retto sentiere della Ragione, e se occupando i suoi talenti continuamente di oggetti i più frivoli, ed i più ributtanti, condursi lo veggiamo a gran passi, da uno in altro smarrimento, e perpetuarsi così la stupidità la più cieca, e la più materiale.E se al Culto attendiamo un solo istante, vedremo che lungi dall'essere stato questo rigenerato, come si è forse vanamente preteso colle operazioni d'entrambe le Israelitiche assemblee, pare che il medesimo rimonti unitamente a tanti altri, fino a' secoli di ferina barbarie ne' quali follemente supponevasi onorare l'Essere Supremo, adottando quelle pratiche ridicole che ne oscurano i sommi pregj, e coltivando quegli usi detestabili, che lo disonorano, e dove stabilivasi per principio che l'uomo per piacergli dovea essere al grado massimo imbecille, contradittorio, e assurdo.

Quali avrebbero dovuto essere le Ispezioni essenziali della prima assemblea, e quali le ingerenze urgenti del Gran Sanhedrim, secondo il bisogno d'Israel, e le sovrane mire paterne del suo Augusto Protettore.

Allorchè piacque all'augusto Rigeneratore d'Israel di fare notificare al primo sinodo la sua sovrana soddisfazione, in seguito delle Risposte emanate da questo alle dodici questioni propostigli dalla stessa Maestà Sua, e da noi estesamente riportate nel Capitolo antecedente, in chiari sensi fece ad esso capire quali erano le sue benefiche intenzioni paterne in vantaggio del popolo che da sì fatto congresso veniva formalmente rappresentato. Esse prefiggevansi per primo essenziale scopo di richiamare l'eccelso Culto dell'Israelismo alla sua purità primitiva, confusamente alterato dalla turba immensa de' Commentatori di cui le opinioni affluenti e contraddittorie ne hanno si sovente oscurati i sommi pregj, e gettati eziandio nel dubbio presso che tutti coloro che gli trascorrono, o se ne dichiarano fautori; ciò che non avrebbe potuto giammai effettuarsi, senza rovesciare da Colmo a fondo le moltiplici pratiche superstiziose, le cerimonie stravaganti, e gli usi bizzarri, e antisociali che durante lo spazio di molti secoli, si videro presso la nazione d'Israel tenere le veci, ed il Carattere di Religione, siccome per reiteratevolte io mi feci all'opportunità espressamente a dimostrare.

Un secondo ammirabile disegno paterno niente meno urgente del primo proponevansi felicemente le mire salutari di sì benefico Monarca, e questo era quello propriamente di livellare la sorte, e i requisiti di questo popolo al rango equipollente di tutti gli altri, conferendo ad esso quell'esistenza politico morale, che ricusatagli era fino ad ora in qualunque angolo di mondo in cui fissato avesse il suo precario domicilio ciò che non sarebbe del pari, in verun modo riuscito senza prima rifondere, per così dire, i suoi Costumi, e le sue inveterate abitudini entro il crogiuolo de' lumi, della civilizzazione, del disinganno, sostituendone in vece que' solidi principj di coltura, e quelle virtù sociali che un infausto destino costrignevalo ad ignorare per lo passato. Tali sembrami che avrebbero dovute essere in massima le ispezioni edificanti della prima assemblea rappresentante l'intero corpo dell'Israelismo esistente nella Francia e nell'Italia.

Non può cadere indubbio ad alcuno certamente che concentrate non fossero in questo solo punto le cesaree cure del genio incomparabile che all'eterna Provvidenza piacque di accordare alla posterità di Abramo sopra la terra per suo padre, suo monarca, e suo sostegno.

Infatti se al primo scopo eccelso tendere non doveano radicalmente le ingerenze oltremodo urgenti del Gran Sinedrio, a quale oggetto fare dunque risorgere a' nostri giorni il primo Magistrato di Gerosolima, un esimio areopago sì rispettabile nel mondo Israelita, fregiarlo delle medesime supreme attribuzioni che venerava la Giudea nell'antico, se non se affine di illuminare per ogni parte ad imitazione di quello il popolo ch'esso dirigeva, e governava per ricondurre al vero spirito della vetusta sua Legge, dandoglieneuna spiegazione metodica, ed omogenea, efficace a fare svanire le moltiplici interpretazioni assurde, che a quelle date furono ne' tempi andati? Dicasi pure a qual fine richiamare premurosamente da lontanissime Regioni i più commendevoli soggetti del popolo d'Israel, convocarli in formale assemblea nella Metropoli della Francia, se non fosse stato quella provocato dal disegno salutare di evadere le alte ispezioni ragguardevoli che affidate erano a quella dal magnanimo Sovrano che l'avea convocata; cioè di rigenerare onninamente la civilizzazione, e i costumi del popolo che rappresentava, preparando in tale maniera agli avanzi d'Israel un Era felicemente memorabile, tutta nuova ne' suoi fasti, e quindi assoggettarlo in avvenire a' più lieti, e più avventurosi destini?

Dal che apparisce dunque indubitabile che l'una dovea essere destinata a riformare l'educazione del popolo d'Israel, a civilizzare i suoi Costumi, renduti oggi alquanto depravati dalla penosa Circostanza della sua odierna situazione, a megliorare lo sviluppo del suo spirito, ed a ricondurlo, in una parola, nel seno della società, dalla quale esso vivea da sì lungo tempo separato e proscritto; dovea l'altra propriamente ingerirsi di rifondere nel crogiuolo della Ragione le pratiche del suo Culto, eccessivamente degenerate dalla primitiva limpida sorgente da cui emanate si videro, e ridurla a quello stato di perfettibilità che seco loro portarono nascendo.

Or domando, quali progressi luminosi ha fatto mai l'educazione del popolo ebreo dopo la convocazione della prima assemblea, e quali solidi vantaggi ha in verun modo risentita la sua moderna religione dalle assidue sedute del gran Sinedrio? I talenti sono essi forse più sviluppati da ciò che lo erano mezzo secolo indietro? La civilizzazione ha essa fatti più numerosi progressi? Ben lontano da ciò io vedo i lumi rimanere avvoltinelle dense tenebre antiche, e l'instruzioni a gran passi retrogradi, sembra sfuggire il nostro incontro, e rimontare con isdegno fino a quelle regioni pur troppo del tutto sconosciute per noi. E le pratiche religionarie seguitate oggi dalla Comunione d'Israel in che differiscono esse mai da quelle cerimonie superstiziose adottate dalla medesima avanti la convocazione del Gran sinedrio? Gli stessi usi ridicoli, le medesime pratiche stravaganti che erano generalmente in voga presso gli ebrei per lo passato, non lo sono da essi attualmente del pari con eguale trasporto, non sono quelle osservate oggi, e mantenute da essi coll'entusiasmo precisamente uniforme a quella che lo erano già nelle epoche decorse(134)?

Il Popolo d'Israel avea diritto di tutto aspettare di ottimo, e di consolante dalle dotte operazioni di entrambi tali rispettabili Congressi, e questi, al contrario, possedevano tutti i mezzi più efficaci, onde corrispondere, d'accordo, al felice progresso della sua impaziente aspettazione, ma per fatalità inconcepibile, questo popolo tutta via ritrovasi aggravato dalla salma lacerante de' suoi vetusti pregiudizj tradizionali, e le dense tenebre dell'ignoranza dalle quali la sua educazione rimase involta, pare che cospirino a mantenerlo nelle sue inveterate abitudini Macchinali.

Allorchè l'Augusto Napoleone volle fare conoscere alle indicate Assemblee la sua volontà suprema, nella espressa comunicazione fatta da esso alle medesime ne' sopraccennati dodici articoli, è indubitato, che la spiegazione di questi non dovea soltanto limitarsi al mero senso letterale sottinteso ne' medesimi ma essa dovea assolutamente abbracciare una serie di cognizioni molto più vasta, un analisi molto più esteso, e più profondo di tutto ciò che in se medesima racchiude l'esimia credenza tramandata da Mosè alla posterità d'Israel; e tutto chè soddisfatto apparisse dalle soluzioni date da quella a' suddetti articoli, com'egli stesso lo fece chiaramente capire per l'organo de' suoi medesimi Commissarj, non per tanto, la sovrana Deliberazione di convocare un gran sinedrio ad imitazione di quello generalmente venerato dall'antica Gerosolima dopo di avere fattosolennemente adunare la prima ragguardevole assemblea; non potea racchiudere certamente altro disegno, se non se quello di presentare all'intero popolo ebreo un nuovo Codice salutare modellato sopra quello di Mosè, e basato sulla Ragione, e la cui purità lesa o alterata non fosse dalla folla immensa de' glossatori che sovente oscurarono purtroppo gl'inestimabili pregj dell'antico (ved.Racc. degli Atti dell'ass. degl'Israel. di Francia T. II pag. 55.) nella guisa che abbiamo avuto luogo di rimarcarlo più di una volta.

Ecco infatti il più salutare servigio che rendere poteasi generalmente ad un popolo il quale anche i mezzo delle sue deplorabili peripezie, era gionto a convincersi una volta non restargli altra pronta risorsa che i talenti, la Coltura, e lo sviluppo dello spirito, ed è per ciò che ad altro non aspirava in questa opportuna Circostanza che a vedere rigenerati i suoi Costumi, rischiarare la sua ragione, e ad un tempo medesimo sgravare il proprio Culto da quell'oneroso fardello d'informi pregiudizj, rinascenti ad ognora in mille foggie differenti e ridurlo a quello stato edificante di sua purità primitiva.

Ma quali solidi moltiplici vantaggi avrebbe la nazione d'Israel profusamente ricavati per tante parti dalla proclamazione di un nuovo Codice Religionario Civile fondato sulle inconcusse basi dell'antico, noi passiamo tosto a dimostrarlo.

(134)Dove dunque propriamente consiste la tanto vantata Riforma dell'educazione, e del culto del Popolo ebreo? Se si riflette assiduamente alla meschinità de' progressi che ha quella fatti a' tempi nostri si direbbe che ha essa retrogradato molti secoli addietro, e che per conseguenza i lumi, ed i talenti ritornarono miseramente a sepellirsi nell'infanzia primitiva donde sono essi in origine scaturiti; e quale meraviglia? Se di tutto si ha cura di parlare all'ebreo fra noi fuori che d'Istruzione; se le nozioni che si fanno al medesimo acquistare non sono idonei ad altro, che a confonderlo, ed a farlo travviare dal retto sentiere della Ragione, e se occupando i suoi talenti continuamente di oggetti i più frivoli, ed i più ributtanti, condursi lo veggiamo a gran passi, da uno in altro smarrimento, e perpetuarsi così la stupidità la più cieca, e la più materiale.E se al Culto attendiamo un solo istante, vedremo che lungi dall'essere stato questo rigenerato, come si è forse vanamente preteso colle operazioni d'entrambe le Israelitiche assemblee, pare che il medesimo rimonti unitamente a tanti altri, fino a' secoli di ferina barbarie ne' quali follemente supponevasi onorare l'Essere Supremo, adottando quelle pratiche ridicole che ne oscurano i sommi pregj, e coltivando quegli usi detestabili, che lo disonorano, e dove stabilivasi per principio che l'uomo per piacergli dovea essere al grado massimo imbecille, contradittorio, e assurdo.

(134)Dove dunque propriamente consiste la tanto vantata Riforma dell'educazione, e del culto del Popolo ebreo? Se si riflette assiduamente alla meschinità de' progressi che ha quella fatti a' tempi nostri si direbbe che ha essa retrogradato molti secoli addietro, e che per conseguenza i lumi, ed i talenti ritornarono miseramente a sepellirsi nell'infanzia primitiva donde sono essi in origine scaturiti; e quale meraviglia? Se di tutto si ha cura di parlare all'ebreo fra noi fuori che d'Istruzione; se le nozioni che si fanno al medesimo acquistare non sono idonei ad altro, che a confonderlo, ed a farlo travviare dal retto sentiere della Ragione, e se occupando i suoi talenti continuamente di oggetti i più frivoli, ed i più ributtanti, condursi lo veggiamo a gran passi, da uno in altro smarrimento, e perpetuarsi così la stupidità la più cieca, e la più materiale.

E se al Culto attendiamo un solo istante, vedremo che lungi dall'essere stato questo rigenerato, come si è forse vanamente preteso colle operazioni d'entrambe le Israelitiche assemblee, pare che il medesimo rimonti unitamente a tanti altri, fino a' secoli di ferina barbarie ne' quali follemente supponevasi onorare l'Essere Supremo, adottando quelle pratiche ridicole che ne oscurano i sommi pregj, e coltivando quegli usi detestabili, che lo disonorano, e dove stabilivasi per principio che l'uomo per piacergli dovea essere al grado massimo imbecille, contradittorio, e assurdo.


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