Cap. XVIII.

Cap. XVIII.Piano del nuovo Codice Religionario Civile, che da entrambi que' Sinodi si avrebbe dovuto costruire, e sanzionare, basato su' genuini principj di Mosè, sulla filosofia, e sulla Natura.Non ostante le ottime disposizioni e lo spirito retto da cui animati erano entrambe le due assemblee Israelitiche, malgrado quegl'insigni perspicaci talenti de' quali erano adorni gl'individui che le componevano, il popolo ebreo frattanto ritrovasi tutta via deluso dalle sue speranze, che credeva radicalmente fondate, quali erano quelle di vedersi aprire sotto il passo un nuovo sentiere di felicità inesauribile da cui contava che scaturire dovessero, come da sorgente perenne i lumi, la ragione, e lo sviluppo de' talenti di cui avea esso tanto urgente bisogno, ed in loro vece pur troppo, le tenebre, il fanatismo, e l'illusione, esso mira cospirare d'accordo la sua perdita fatale, e dare l'ultimo crollo alla sua rovinosa caduta; e come altrimenti avvenire ne potrebbe? La sola risorsa che gli era in tante guise felicemente preparata gli venne in tratto a mancare nel suo nascere, ed ora esso male a proposito attribuisce all'influenza di un avverso destino quello che direttamente dall'opera umana ripetere solo esso dovrebbe(135).Per quanto l'esperienza chiaramente ci dimostra due si riconoscono essere unicamente le vere Cause che hanno renduto fino ad ora l'individuo Israelita l'oggetto della perfidia, e del vilipendio universale di tutti gli altri popoli della terra: il franco Italo genio che indefesso veglia continuamente alla difesa dell'innocenza oppressa, troppo bene lo conobbe, ed il suo Augusto salutare Decreto (30. mag. 1806.) non prefiggevasi per iscopo che annientarle dalle fondamenta, e quindi opporre man forte al progresso fatale de' malefici affetti che risultare ne potevano: gli accennati dodici Articoli fatti dal medesimo presentare alla soluzione delle menzionate assemblee, implicitamente le racchiudono entrambe: la prima è quella intima persuasione irragionevole in cui erano quasi tutti gli uomini, che la Religione degli ebrei racchiudesse in ella stessa de' principj Contraddittorj a' doveri verso lo Stato, che loro vietasse di rispettare la buona fede, che facesse eglino un dovere di odiare coloro che non sono della loro Credenza, e che permettesse loro finalmente la frode, e la lezione della Morale, cioè, de' Rapporti sociali(136).Or per distruggere queste maligne, quanto assurde imputazioni, era duopo con un nuovo Codice dimostrare a tali insensati detrattori d'Israel che la Religione consolante di questo Popolo fondata unicamente sulla Legge di Mosè non contiene certamente que' principj mostruosi, e antisociali che testè riportati abbiamo(137); che i suoi Comandamenti non sono già in Contraddizione con quelli che prescrivono la natura, l'umanità, e la giustizia, ch'essi non urtano la buona fede, non ordinano la frode, e la Legge mosaica, lungi dall'attirarvi i propri figli è anche specialmente avversa al traffico, quella di tutte le professioni che può il più agevolmente condurvici.La seconda di queste cause fatali che a fondo potrebbe dirsi ragionevolmente la derivazione immediata della prima, è il vano ridicolo pretesto della deficenza di lumi, e di coltura che si vuole generalmente attribuire all'ebreo Italiano in particolare, arguendo male a proposito che una simile mancanza possa molto contribuire ad accrescere enormemente la superstizione di cui questo popolo resta imputato, a paralizzare il suo spirito, e quindi ad allontanarlo dalla Società, ed a renderlo in conseguenza come un essere isolato nel Consorzio degli altri suoi simili.E chi non vede che per convincere d'infamia gli stravaganti promotori di sì fatte paradossali opinioni era necessario essenzialmente con una Riforma generale de' Costumi del popolo Ebreo, di provare loro cogli stessi fondati principj, che si fecero servire di base alla Riforma del Culto di questa Nazione, che l'individuoIsraelita può essere suscettibile di qualunque siasi lume, o coltura, laddove non venghino tolte ad esso i mezzi pronti ed efficaci onde pervenirvi con successo(138).In tale guisa fermamente procedendo si sarebbe in ultimo pervenuti allo scopo salutare a cui tendevano propriamente tutti i dodici Articoli accennati, qual'era quello, in una parola, di appianare al popolo ebreo, senza ledere però o trascurare la Religione Sacra de' suoi avi, nella benchè minima sua parte, l'ameno sentiere di una felicità solida, e imperturbabile, offrendo ad esso un Codice, che insieme purificasse la sua credenza di tutto quanto l'ignoranza, e la superstizione scaltramente v'intrusero di superfluo, di strano, e di aggravante, del tutto straniere allo Spirito del suo primo fondatore, e ad un tempo medesimo gl'insegnasse a conoscere meglio la natura, ed il suo Autore Supremo, la morale, e la ragione, i principj dell'ordine, gli interessi del genere umano, i destini della gran Società di cui questo popolo fa parte: ecco in quale guisa da un male stesso che reputavasi pressochè incurabile, noi vedremmo direttamente scaturire l'antidoto possente, efficace per guarirlo(140).Ma essendosi limitate le assemblee, come osservammo, alle Risposte meramente Letterali degli Articoli accennati, questi non potevano produrre giammai quella risorsa che il popolo d'Israel avea duopo, e tutti que' luminosi vantaggi ch'esso avea diritto d'aspettare da due Consessi così colti, e così rispettabili, e frattanto gli stessi disordini malefici che paralizzarono per un tempo immemorabile lo spirito di questa derelitta nazione, ripullulare si mirano, pur troppo, egualmente fra noi coll'impronta dell'avvilimento, e della superstizione.Nè quì giova l'asserire in modo giustificativo, che tali soluzioni abbiano interamente meritata la piena soddisfazione dell'insigne Monarca che le avea ricercate, mentre questi non potea certamente non approvarle riconoscendoavere esse una identica analogia cogli articoli medesimi ce vi aveano rapporto; ma esigere poteasi d'altronde giustamente che quelle soluzioni state fossero più vaste, più analitiche, e universali, i modo che in forza di esse non solo abrogati venissero tutti quegli abusi che riferivansi al Matrimonio, al Divorzio all'usura & come già dalle medesimeassembleesi fece, col migliore successo, e col più sottile criterio; ma tutte quelle pratiche ridicole altresì, quelle Cerimonie superstiziose, e quegli usi stravaganti che formavano la base della credenza dell'Israelismo della nostra età, e che noi abbiamo per tante volte di proposito riprovati dovessero essere affatto cancellati dalla reminiscenza di questo popolo, e radicalmente distrutti(139).Ecco in quale maniera potevasi fare propriamente risentire a questo popolo il valore inestimabile di una solida Rigenerazione, la quale ben lungi dal recare detrimento alla sua consolante Religione, questa ridotta in forza di essa a' suoi primi salutari principj, non solo non avrebbe niente d'incomparabile colla filosofia la più pura, ma ella sarebbe altresì, identica perfettamente del tutto alla natura, ed uniforme a' suoi ammirabili precetti, e quindi avrebbe potuto molto influire ancora sullo sviluppo delle sue facoltà intellettuali, non meno che sulla Riforma generale de' suoi Costumi; verità che noi passiamo a rendere più comprovata, e più evidente in ogni senso, col mezzo delle assidue ponderate osservazioni, che noi ci disponghiamo a fare sopra un tale soggetto nel Capitolo seguente.(135)Si ha d'altronde un bel declamare contro un destino, che nulla può influire, in verun modo sugli esseri umani sia di bene sia di male, di di cui l'esistenza presso che in intero dall'uomo solo ripetere dobbiamo, siccome lo ha opinato ingegnosamente un dotto antico; ma nulla di meno ad ogni tratto si ode comunemente incolpare questo cieco fortuito destino delleoppressioni che noi medesimi spontaneamente ci procuriamo, non meno che delle calamità che le proprie nostre mani si fabbrichino ad ogni istante, e dalle complicate miserie, le quali altro per loro stesse non sono, che l'opera nostra meramente, ed il solo risultato dell'ignoranza, dell'accidia, e dell'orgoglio insano da cui è l'uomo eccessivamente predominato.(136)Bisogna essere, per certo, o ignoranti fino alla stupidezza la più brutale, o perversi al grado estremo, per farsi tale idea mostruosa della Religione di un popolo, il primo adoratore del Dio di verità, e diretto da una morale, che non ritrova confronto fra tutti i popoli dell'Antichità. In fatti se le Leggi delle dodici Tavole osservate da' Romani, contenevano secondo il parere de' dotti, la più nitida, e la più eccelsa filosofia; quelle date sul gran Sinaj a Mosè non abbracciano esse tutto ciò che l'umana sapienza può inspirare di grande, e di ammirabile per formare l'uomo rassegnato al suo Creatore Supremo, l'uomo Sociale? A fronte di questa verità innegabile, vi sarà egli ancora degl'insensati che giunghino al delirio d'insultare una Religione basata sopra una Legge, che fra le massime divine che dessa prescrive, ordina per sino di ricondurre al suo ovile la smarrita pecora dello stesso nemico, di non vendicarsi, nè conservare odio contro di esso, e di porgere un braccio soccorrevole nel momento di sua Caduta (Exo. 2. Levit. 19.). Quale altro popolo può mai vantare Leggi sifatte, massime sì alte, sì generose?(137)E quì essenzialmente da rimarcarsi che questa Legge medesima osservasi bene di frequente avvilire, ed insultare da coloro stessi, che più dovrebbero avere un interesse diretto di difenderla, e di apprezzarla incapaci di riflettere che senza di essa l'edifizio immenso della loro credenza sobissare dovrebbe senza ritegno. In prova di ciò cosa mai diverrebbe il Cristianesimo senza l'appoggio della Religione d'Israel, e come mai senza di questa potrebbe l'Islamismo sostenersi un solo istante? E pure è cosa ormai troppo sensibilmente dimostrata che è dal solo Cristiano, e dal solo settatore di Maometto che quella stessa Religione fu mai sempre combattuta, e oppressa col massimo livore, e coll'accanimento il più feroce, ed il più strano.(138)Per provare queste verità col chiarore dell'evidenza, le due menzionate assemblee non avevano duopo che citare lo stesso loro esempio; questo avrebbe sufficientemente dimostrato, che sotto una dinastia quale è quella che ci governa può la nazione d'Israel produrre ancora degli uomini capaci per onore, per senno, e per coltura a formare nel suo corpo un Gran Sinedrio, un Consesso rispettabile degni di meritare, a ogni riguardo, gli auspicj di un filosofo Regnante, e l'ammirazione universale di un popolo illuminato. Questa sarebbe stata realmente per se stessa una dimostrazione più certa, e più percotente onde fare ammutolire sopra tale proposito gl'insensati detrattori della nazione ebrea di tutti i più fondati argomenti che addurre si potessero per comprovarla.(139)Oltre le tantesuperstizioseCerimonie religiose, adottate, e sostenute dall'ebreo Talmudista col più intenso fervore, e da noi abrogate interamente nel Corso di quest'opera, quante mai pratiche di tal fatta, usi, o instituzioni ne restano ancora, che, o sopprimere si dovrebbero come inutili; o riformare, da colmo a fondo, come al grado massimo abusive; o distruggere come assurde ed opposte onninamente allo spirito del Culto, che gli si fa servire stoltamente di base, e di sostegno: ma nulla di ciò essendosi fatto in vantaggio di questa Nazione, io mi credo per tanto nel dovere indispensabile di rimarcarne frappoco quelle che più meritano essere o represse, o annullate, secondo la circostanza, o il bisogno, onde nulla resti di essenziale da desiderare sull'assunto importanteissimoche noi abbiamo seriosamente intrapreso ad esaurire.

Piano del nuovo Codice Religionario Civile, che da entrambi que' Sinodi si avrebbe dovuto costruire, e sanzionare, basato su' genuini principj di Mosè, sulla filosofia, e sulla Natura.

Non ostante le ottime disposizioni e lo spirito retto da cui animati erano entrambe le due assemblee Israelitiche, malgrado quegl'insigni perspicaci talenti de' quali erano adorni gl'individui che le componevano, il popolo ebreo frattanto ritrovasi tutta via deluso dalle sue speranze, che credeva radicalmente fondate, quali erano quelle di vedersi aprire sotto il passo un nuovo sentiere di felicità inesauribile da cui contava che scaturire dovessero, come da sorgente perenne i lumi, la ragione, e lo sviluppo de' talenti di cui avea esso tanto urgente bisogno, ed in loro vece pur troppo, le tenebre, il fanatismo, e l'illusione, esso mira cospirare d'accordo la sua perdita fatale, e dare l'ultimo crollo alla sua rovinosa caduta; e come altrimenti avvenire ne potrebbe? La sola risorsa che gli era in tante guise felicemente preparata gli venne in tratto a mancare nel suo nascere, ed ora esso male a proposito attribuisce all'influenza di un avverso destino quello che direttamente dall'opera umana ripetere solo esso dovrebbe(135).

Per quanto l'esperienza chiaramente ci dimostra due si riconoscono essere unicamente le vere Cause che hanno renduto fino ad ora l'individuo Israelita l'oggetto della perfidia, e del vilipendio universale di tutti gli altri popoli della terra: il franco Italo genio che indefesso veglia continuamente alla difesa dell'innocenza oppressa, troppo bene lo conobbe, ed il suo Augusto salutare Decreto (30. mag. 1806.) non prefiggevasi per iscopo che annientarle dalle fondamenta, e quindi opporre man forte al progresso fatale de' malefici affetti che risultare ne potevano: gli accennati dodici Articoli fatti dal medesimo presentare alla soluzione delle menzionate assemblee, implicitamente le racchiudono entrambe: la prima è quella intima persuasione irragionevole in cui erano quasi tutti gli uomini, che la Religione degli ebrei racchiudesse in ella stessa de' principj Contraddittorj a' doveri verso lo Stato, che loro vietasse di rispettare la buona fede, che facesse eglino un dovere di odiare coloro che non sono della loro Credenza, e che permettesse loro finalmente la frode, e la lezione della Morale, cioè, de' Rapporti sociali(136).

Or per distruggere queste maligne, quanto assurde imputazioni, era duopo con un nuovo Codice dimostrare a tali insensati detrattori d'Israel che la Religione consolante di questo Popolo fondata unicamente sulla Legge di Mosè non contiene certamente que' principj mostruosi, e antisociali che testè riportati abbiamo(137); che i suoi Comandamenti non sono già in Contraddizione con quelli che prescrivono la natura, l'umanità, e la giustizia, ch'essi non urtano la buona fede, non ordinano la frode, e la Legge mosaica, lungi dall'attirarvi i propri figli è anche specialmente avversa al traffico, quella di tutte le professioni che può il più agevolmente condurvici.

La seconda di queste cause fatali che a fondo potrebbe dirsi ragionevolmente la derivazione immediata della prima, è il vano ridicolo pretesto della deficenza di lumi, e di coltura che si vuole generalmente attribuire all'ebreo Italiano in particolare, arguendo male a proposito che una simile mancanza possa molto contribuire ad accrescere enormemente la superstizione di cui questo popolo resta imputato, a paralizzare il suo spirito, e quindi ad allontanarlo dalla Società, ed a renderlo in conseguenza come un essere isolato nel Consorzio degli altri suoi simili.

E chi non vede che per convincere d'infamia gli stravaganti promotori di sì fatte paradossali opinioni era necessario essenzialmente con una Riforma generale de' Costumi del popolo Ebreo, di provare loro cogli stessi fondati principj, che si fecero servire di base alla Riforma del Culto di questa Nazione, che l'individuoIsraelita può essere suscettibile di qualunque siasi lume, o coltura, laddove non venghino tolte ad esso i mezzi pronti ed efficaci onde pervenirvi con successo(138).

In tale guisa fermamente procedendo si sarebbe in ultimo pervenuti allo scopo salutare a cui tendevano propriamente tutti i dodici Articoli accennati, qual'era quello, in una parola, di appianare al popolo ebreo, senza ledere però o trascurare la Religione Sacra de' suoi avi, nella benchè minima sua parte, l'ameno sentiere di una felicità solida, e imperturbabile, offrendo ad esso un Codice, che insieme purificasse la sua credenza di tutto quanto l'ignoranza, e la superstizione scaltramente v'intrusero di superfluo, di strano, e di aggravante, del tutto straniere allo Spirito del suo primo fondatore, e ad un tempo medesimo gl'insegnasse a conoscere meglio la natura, ed il suo Autore Supremo, la morale, e la ragione, i principj dell'ordine, gli interessi del genere umano, i destini della gran Società di cui questo popolo fa parte: ecco in quale guisa da un male stesso che reputavasi pressochè incurabile, noi vedremmo direttamente scaturire l'antidoto possente, efficace per guarirlo(140).

Ma essendosi limitate le assemblee, come osservammo, alle Risposte meramente Letterali degli Articoli accennati, questi non potevano produrre giammai quella risorsa che il popolo d'Israel avea duopo, e tutti que' luminosi vantaggi ch'esso avea diritto d'aspettare da due Consessi così colti, e così rispettabili, e frattanto gli stessi disordini malefici che paralizzarono per un tempo immemorabile lo spirito di questa derelitta nazione, ripullulare si mirano, pur troppo, egualmente fra noi coll'impronta dell'avvilimento, e della superstizione.

Nè quì giova l'asserire in modo giustificativo, che tali soluzioni abbiano interamente meritata la piena soddisfazione dell'insigne Monarca che le avea ricercate, mentre questi non potea certamente non approvarle riconoscendoavere esse una identica analogia cogli articoli medesimi ce vi aveano rapporto; ma esigere poteasi d'altronde giustamente che quelle soluzioni state fossero più vaste, più analitiche, e universali, i modo che in forza di esse non solo abrogati venissero tutti quegli abusi che riferivansi al Matrimonio, al Divorzio all'usura & come già dalle medesimeassembleesi fece, col migliore successo, e col più sottile criterio; ma tutte quelle pratiche ridicole altresì, quelle Cerimonie superstiziose, e quegli usi stravaganti che formavano la base della credenza dell'Israelismo della nostra età, e che noi abbiamo per tante volte di proposito riprovati dovessero essere affatto cancellati dalla reminiscenza di questo popolo, e radicalmente distrutti(139).

Ecco in quale maniera potevasi fare propriamente risentire a questo popolo il valore inestimabile di una solida Rigenerazione, la quale ben lungi dal recare detrimento alla sua consolante Religione, questa ridotta in forza di essa a' suoi primi salutari principj, non solo non avrebbe niente d'incomparabile colla filosofia la più pura, ma ella sarebbe altresì, identica perfettamente del tutto alla natura, ed uniforme a' suoi ammirabili precetti, e quindi avrebbe potuto molto influire ancora sullo sviluppo delle sue facoltà intellettuali, non meno che sulla Riforma generale de' suoi Costumi; verità che noi passiamo a rendere più comprovata, e più evidente in ogni senso, col mezzo delle assidue ponderate osservazioni, che noi ci disponghiamo a fare sopra un tale soggetto nel Capitolo seguente.

(135)Si ha d'altronde un bel declamare contro un destino, che nulla può influire, in verun modo sugli esseri umani sia di bene sia di male, di di cui l'esistenza presso che in intero dall'uomo solo ripetere dobbiamo, siccome lo ha opinato ingegnosamente un dotto antico; ma nulla di meno ad ogni tratto si ode comunemente incolpare questo cieco fortuito destino delleoppressioni che noi medesimi spontaneamente ci procuriamo, non meno che delle calamità che le proprie nostre mani si fabbrichino ad ogni istante, e dalle complicate miserie, le quali altro per loro stesse non sono, che l'opera nostra meramente, ed il solo risultato dell'ignoranza, dell'accidia, e dell'orgoglio insano da cui è l'uomo eccessivamente predominato.

(135)Si ha d'altronde un bel declamare contro un destino, che nulla può influire, in verun modo sugli esseri umani sia di bene sia di male, di di cui l'esistenza presso che in intero dall'uomo solo ripetere dobbiamo, siccome lo ha opinato ingegnosamente un dotto antico; ma nulla di meno ad ogni tratto si ode comunemente incolpare questo cieco fortuito destino delleoppressioni che noi medesimi spontaneamente ci procuriamo, non meno che delle calamità che le proprie nostre mani si fabbrichino ad ogni istante, e dalle complicate miserie, le quali altro per loro stesse non sono, che l'opera nostra meramente, ed il solo risultato dell'ignoranza, dell'accidia, e dell'orgoglio insano da cui è l'uomo eccessivamente predominato.

(136)Bisogna essere, per certo, o ignoranti fino alla stupidezza la più brutale, o perversi al grado estremo, per farsi tale idea mostruosa della Religione di un popolo, il primo adoratore del Dio di verità, e diretto da una morale, che non ritrova confronto fra tutti i popoli dell'Antichità. In fatti se le Leggi delle dodici Tavole osservate da' Romani, contenevano secondo il parere de' dotti, la più nitida, e la più eccelsa filosofia; quelle date sul gran Sinaj a Mosè non abbracciano esse tutto ciò che l'umana sapienza può inspirare di grande, e di ammirabile per formare l'uomo rassegnato al suo Creatore Supremo, l'uomo Sociale? A fronte di questa verità innegabile, vi sarà egli ancora degl'insensati che giunghino al delirio d'insultare una Religione basata sopra una Legge, che fra le massime divine che dessa prescrive, ordina per sino di ricondurre al suo ovile la smarrita pecora dello stesso nemico, di non vendicarsi, nè conservare odio contro di esso, e di porgere un braccio soccorrevole nel momento di sua Caduta (Exo. 2. Levit. 19.). Quale altro popolo può mai vantare Leggi sifatte, massime sì alte, sì generose?

(136)Bisogna essere, per certo, o ignoranti fino alla stupidezza la più brutale, o perversi al grado estremo, per farsi tale idea mostruosa della Religione di un popolo, il primo adoratore del Dio di verità, e diretto da una morale, che non ritrova confronto fra tutti i popoli dell'Antichità. In fatti se le Leggi delle dodici Tavole osservate da' Romani, contenevano secondo il parere de' dotti, la più nitida, e la più eccelsa filosofia; quelle date sul gran Sinaj a Mosè non abbracciano esse tutto ciò che l'umana sapienza può inspirare di grande, e di ammirabile per formare l'uomo rassegnato al suo Creatore Supremo, l'uomo Sociale? A fronte di questa verità innegabile, vi sarà egli ancora degl'insensati che giunghino al delirio d'insultare una Religione basata sopra una Legge, che fra le massime divine che dessa prescrive, ordina per sino di ricondurre al suo ovile la smarrita pecora dello stesso nemico, di non vendicarsi, nè conservare odio contro di esso, e di porgere un braccio soccorrevole nel momento di sua Caduta (Exo. 2. Levit. 19.). Quale altro popolo può mai vantare Leggi sifatte, massime sì alte, sì generose?

(137)E quì essenzialmente da rimarcarsi che questa Legge medesima osservasi bene di frequente avvilire, ed insultare da coloro stessi, che più dovrebbero avere un interesse diretto di difenderla, e di apprezzarla incapaci di riflettere che senza di essa l'edifizio immenso della loro credenza sobissare dovrebbe senza ritegno. In prova di ciò cosa mai diverrebbe il Cristianesimo senza l'appoggio della Religione d'Israel, e come mai senza di questa potrebbe l'Islamismo sostenersi un solo istante? E pure è cosa ormai troppo sensibilmente dimostrata che è dal solo Cristiano, e dal solo settatore di Maometto che quella stessa Religione fu mai sempre combattuta, e oppressa col massimo livore, e coll'accanimento il più feroce, ed il più strano.

(137)E quì essenzialmente da rimarcarsi che questa Legge medesima osservasi bene di frequente avvilire, ed insultare da coloro stessi, che più dovrebbero avere un interesse diretto di difenderla, e di apprezzarla incapaci di riflettere che senza di essa l'edifizio immenso della loro credenza sobissare dovrebbe senza ritegno. In prova di ciò cosa mai diverrebbe il Cristianesimo senza l'appoggio della Religione d'Israel, e come mai senza di questa potrebbe l'Islamismo sostenersi un solo istante? E pure è cosa ormai troppo sensibilmente dimostrata che è dal solo Cristiano, e dal solo settatore di Maometto che quella stessa Religione fu mai sempre combattuta, e oppressa col massimo livore, e coll'accanimento il più feroce, ed il più strano.

(138)Per provare queste verità col chiarore dell'evidenza, le due menzionate assemblee non avevano duopo che citare lo stesso loro esempio; questo avrebbe sufficientemente dimostrato, che sotto una dinastia quale è quella che ci governa può la nazione d'Israel produrre ancora degli uomini capaci per onore, per senno, e per coltura a formare nel suo corpo un Gran Sinedrio, un Consesso rispettabile degni di meritare, a ogni riguardo, gli auspicj di un filosofo Regnante, e l'ammirazione universale di un popolo illuminato. Questa sarebbe stata realmente per se stessa una dimostrazione più certa, e più percotente onde fare ammutolire sopra tale proposito gl'insensati detrattori della nazione ebrea di tutti i più fondati argomenti che addurre si potessero per comprovarla.

(138)Per provare queste verità col chiarore dell'evidenza, le due menzionate assemblee non avevano duopo che citare lo stesso loro esempio; questo avrebbe sufficientemente dimostrato, che sotto una dinastia quale è quella che ci governa può la nazione d'Israel produrre ancora degli uomini capaci per onore, per senno, e per coltura a formare nel suo corpo un Gran Sinedrio, un Consesso rispettabile degni di meritare, a ogni riguardo, gli auspicj di un filosofo Regnante, e l'ammirazione universale di un popolo illuminato. Questa sarebbe stata realmente per se stessa una dimostrazione più certa, e più percotente onde fare ammutolire sopra tale proposito gl'insensati detrattori della nazione ebrea di tutti i più fondati argomenti che addurre si potessero per comprovarla.

(139)Oltre le tantesuperstizioseCerimonie religiose, adottate, e sostenute dall'ebreo Talmudista col più intenso fervore, e da noi abrogate interamente nel Corso di quest'opera, quante mai pratiche di tal fatta, usi, o instituzioni ne restano ancora, che, o sopprimere si dovrebbero come inutili; o riformare, da colmo a fondo, come al grado massimo abusive; o distruggere come assurde ed opposte onninamente allo spirito del Culto, che gli si fa servire stoltamente di base, e di sostegno: ma nulla di ciò essendosi fatto in vantaggio di questa Nazione, io mi credo per tanto nel dovere indispensabile di rimarcarne frappoco quelle che più meritano essere o represse, o annullate, secondo la circostanza, o il bisogno, onde nulla resti di essenziale da desiderare sull'assunto importanteissimoche noi abbiamo seriosamente intrapreso ad esaurire.

(139)Oltre le tantesuperstizioseCerimonie religiose, adottate, e sostenute dall'ebreo Talmudista col più intenso fervore, e da noi abrogate interamente nel Corso di quest'opera, quante mai pratiche di tal fatta, usi, o instituzioni ne restano ancora, che, o sopprimere si dovrebbero come inutili; o riformare, da colmo a fondo, come al grado massimo abusive; o distruggere come assurde ed opposte onninamente allo spirito del Culto, che gli si fa servire stoltamente di base, e di sostegno: ma nulla di ciò essendosi fatto in vantaggio di questa Nazione, io mi credo per tanto nel dovere indispensabile di rimarcarne frappoco quelle che più meritano essere o represse, o annullate, secondo la circostanza, o il bisogno, onde nulla resti di essenziale da desiderare sull'assunto importanteissimoche noi abbiamo seriosamente intrapreso ad esaurire.

Cap. XIX.Progetto di abrogazione generale di tutte quelle pratiche stravaganti che isolarono fino ad ora il settatore rabbanista da tutte le altre sette, e che secondo le più fondate apparenze formarono la prima sorgente fatale di quell'odio irreconciliabile, che queste sempre nutrirono contro di esso.Se l'uomo potesse completamente modellare tutte le sue intime azioni sugli esemplari precetti della sana filosofia; se tutte le direzioni de' di lui passi non seguitassero altra scorta fuori di quella che aditata gli viene dalla ragione; l'assurdo sarebbe per la sua specie un nome ignoto, ed assai facile riuscirebbe ad esso di conoscere allora che gli orridi smarrimenti ne' quali è trascurato sovente, non potevano giugnere ad impossessarsi giammai del di lui Cuore, se non se dopo che cessando egli di fare un uso proficuo della sua medesima ragione, o incapace si rese di trarre de' sensibili vantaggi dagli utili avvertimenti di questa, o più non gli colse di ascoltare attento le Lezioni salutari dell'altra.Quindi per poco che noi vogliamo richiamare con diligenza quanto fu da noi significato per reiterate volte concernente gl'Israeliti della nostra età, loro applicando ragionevolmente questo evidente principio, noi perverremo a conoscere con positiva certezza, siccome io l'ho altrovedi propositorimarcato (Spett. Lib. Specul. IX.T. 1.p. 96) che tutte le funeste peripezie, tutte le sciagure, e tutte le desolanti Calamità delle quali furono essi per tante volte le vittime nelmondo, non procedevano più che la loro indole naturale avesse degenerato da quella de' primi benemeriti Institutori della loro edificante religione, come alcuni l'hanno assurdamente immaginato; ovvero per che il temperamento intimo de' medesimi erasi infettato d'una pretesa corruzione di spirito, come altri bizzarramente opinarono(140); ma per che non volendo, o non potendo conoscere in tutta l'estensione la forza di quell'essenziale indefettibile principio, essi obbliarono interamente le semplici quanto ovvie instruzioni, che avevano servito un giorno di base fondamentale al primitivo stabilimento del loro Culto esimio per correre presso le logogrife visioni tradizionali che se ne fecero tenere da' medesimi il Carattere e le veci, senza forse riflettere quanto fossero queste in collusione collo spirito di esso; e per che abbandonandosi con una stupida sommissionea' loro seducenti prestigj si videro costretti a dovere insensibilmente cambiare, modificare, accrescere, o alterare tutte quelle semplici, quanto sublimi prescrizioni che furono eglino trasmesse, e così lusingati di seguitaresemprecostantemente in tutta la loro integra purità le medesime Leggi, gli usi medesimi, e le stesse Cerimonie de' loro vetusti predecessori, si ritrovarono, pur troppo, a non più seguitarne, che il mitico fantasma, e lo spettro immaginario.Quindi non è meraviglia, se in tale guisa procedendo, la degradazione d'Israel divenne sempre più umiliante, la sua proscrizione dalla societàsempreognorapiù avvilente, il Culto suo vieppiù degenerato da quello de' suoi predecessori; e se per conseguenza, il bisogno di restituirlo al suo decoro antico, di ravvicinarlo al Consorzio de' suoi simili, e di ripristinarlo nella sua Credenza primitiva, sempre più si rese oltremodo urgente, e indispensabile.Ma quali solidi luminosi vantaggi sarebbero mai per risultare in favore del popolo ebreo, se dopo di avere accuratamente semplificata la sua credenza odierna, e ridotta a quel grado di edificante purità, e di perfezione in cui ammiravasi già quella nella vetusta età de' patriarchi; se dopo di avere purificata la sua educazione, rigenerati i suoi Costumi; appianatogli il difficile sentiere di una metodica Instruzione, si lasciasse abbandonato a se stesso in balia de' suoi mostruosi prestigj tradizionali, da cui mirasi ancora fatuamente ammaliato, malgrado tutti i nostri più energici sforzi per allontanarvelo, e senza cimentarlo a rinunziare con risoluta fermezza a tutte quelle pratiche stravaganti colle quali sembra tutta via inseparabilmente collegato, e indurlo così a desistere una volta di vivere, per folle arbitrio, isolato fra i suoi simili, vilmente proscritto dallasocietà, e relegato nel vortice immenso de' suoi inveterati smarrimenti: niuna utilità per certo risentire egli potrebbe da tutto ciò che da noi fu detto, ed operato fin qui, per tante volte, a suo riguardo, se con una fredda indifferenza per il suo stato deplorabile noi si lasciasse vegetare nella sua stupidità primitiva, in vece di porgergli una mano soccorrevole, onde trarlo dall'orlo dell'abisso preparato ad ingoiarlo, e fare ad esso, nel tempo medesimo, conoscere, con un Politico insigne (Macch. Disc. IV.), che ogni Religione, la quale fa un dovere delle sofferenze, de' digiuni, dell'umiltà ostentata, non inspira a coloro che la professano che un coraggio passivo, poichè una credenza di tal fatta, lungi dal condurli nella via del paradiso, come follemente si pretende, snerva il loro spirito, lo avvilisce, lo prepara alla schiavitù senza speranza di scampo, nè di Conforto(141). E chi mai con più fondata ragione di quella che riconosciamo avere per se medesimo il popolo ebreo, può autenticare la verità di questo sentimento di cui esso ha si sovente risentiti, e ovunque i genuiniperniciosieffetti?Quali strepiti orribili, quale intenso clamore non fec'esso echeggiare per tante volte ovunque sulla spietata sorte a cui fatalmente soggiacque? Ma tutto ciò pur troppo indarno: a che mai giova querelarci dolenti per un funesto malore che ci assale, quando in vece di apprestarne l'antidoto, ch'efficace sarebbe prontamente a risanarlo, noi ce ne mostriamo indifferenti, e colla più stupida incuria ognora più lo alimentiamo, rendendolo più aggravante, e inveterato? Ritorniamo una volta alle nostre consolanti Instituzioni antiche, si abbroghino finalmente tutte quelle pratiche, usi, o Cerimonie, che inutili, straniere, od anche perniciose molto sovente riescire si mirano allo spirito integro delle medesime; e allora, il lenitivo possentea'controi nostri mali, sarà bentosto ritrovato da noi senza gran pena. La società riacquisterà, con trasporto allora, nuovi membri aspiranti a contrarre i suoi legami, e ch'essa sdegnava di accogliere nel suo seno per lo passato; i popoli della terra riguarderanno in avvenire come amica prediletta una nazione, che essi hanno sempre avvilita, e combattere, considerandola come degna di odio, e di disprezzo; e questa, dal canto suo, più non avrà per principio religioso di dovere con decisa ripugnanza detestare, o sfuggire l'associazione de' medesimi; e premurosa di vedere franto una volta il talismano fatale dell'anatema che proscritta la rese per un tempo immemorabile dal Consorzio degli esseri umani, riconoscerà l'urgenza estrema di avvicinarli, dividere seco loro i diritti, gl'interessi, e i vincoli sociali.Ma come potrebbe mai questo popolo effettuare tutto ciò per lungo tempo ancora, con felice successo, persistendo tutta via ne' suoi antichi vaneggiamentitradizionali? Ecco la barriera oltremodo funesta che superare fa duopo senza ritardo, abrogando perpetuamente dall'edificante Religione d'Israel tutto ciò che d'inutile o di assurdo v'intrusero l'ignoranza, e il fanatismo, non ad altro capace che a soffocare il germe salutare, ad oscurarne gli eccelsi, e i veri pregj(142).Per altro, in seguito di quanto venghiamo noi di esporre concernente la Riforma degli abusi del Culto Israelitico,sarebb'egli farne di propositonecessario cred'iodi fissare quì una metodica restrizione ancora nellelunghissimepreghiere sacreinterminabiliusitate quotidianamente da questo popolo, dimostrando ad esso l'inutilità delle medesime, o almeno la poca loro efficacia per lo scopo a cui si pretende farle in massima servire(143): tuttele nazioni pregano Dio; ma i filosofi si rassegnano alla sua volontà eterna e lo obbediscono: se noi non possiamo giugnere a tanto, essendo nazione, e non filosofi, almeno procuriamo di rendere le nostre preghiere più concise, meno monòtone, e riuscire le vedremo allora più energiche, più ovvie, e più meritevoli di essere esaudite dal Dio di verità a cui sono esse dirette. Io non dirò già, come opina Virgilio,che inutili si rendono le preghiere, e che questi non faranno mai cambiare i decreti degli Dei:Desine fata Deum flecti sperare precando.Æneid. Lib. 6. v. 376.Ma che debbasi credere lodevole cosa, e conveniente ad un Divino Culto il passare le 4, le 6. ore, e sovente un intera giornata, a ripetere le ossecrazioni medesime; questo è ciò che approvare non si può da mente sana, senza che la sublimità della Religione vengane lesa ed oscurata(144), come veggiamo appunto accadere nel caso nostro dove le preghiere che ugualmente praticare si mirano fra noi, lungi dall'inspirare devozione, e rispetto, producono per la loro prolissità soverchia, la noia nell'intenderle,la stanchezza nel recitarle. Quindi per ovviare a si fatto pernicioso inconveniente, sarebbe dunque oltremodo necessario di ridurre interamente le preghiere usitate dalla sinagoga ebrea ad un numero più ristretto, e più compendioso, allontanando dalle medesime tutte quelle superfluità, o ripetizioni, le quali non so come introdotte a poco a poco fra di esse, e colla successione de' tempi abusivamente passate in consuetudine, e che non tendono ad altro che a renderle più diffuse, e per conseguenza più annojanti, inutili del tutto. In tal modo noi perveniremo agevolmente al grande commendevole scopo, che con tante cure, e fatiche ci siamo noi proposti,qual è quellodi rendere il Culto d'Israel degno del nitido fonte salutare da cui ei trasse un giorno la primitiva sua derivazione, abrogando, da colmo a fondo, tutto quanto l'ignoranza, o il fanatismo v'intrusero già di soverchio, d'inutile, o di assurdo a scapito enorme della verità che ne forma la solida eterna base, e della ragione che servì sempre ad esso di guida, e di sostegno.Questo è l'ostacolo solo che tutta via restavaci a superare, il giogo aggravante è solo questo che rimanevaci a scuotere ancora, onde compiere l'opera perpetuamente memorabile della Rigenerazionedel popolod'Israel; se vincere possiamo l'uno; se riusciamo a liberarci anche dell'altro, la nostra felicità è gionta al colmo, nulla più restaci a desiderare per conservarla: il Cultod'Israeldella posterità di Abramopotrà dirsi meritamente allora il più esimio, e il più perfetto di quanti altri mai sieno stati conosciuti, o esercitati dagli uomini sopra la terra; la funesta barriera che odiosamente separava già ne' tempi andati questa nazione da tutte le altre, sarà tolto per sempre, e rinunziando per opera nostra completamente a' suoi inveterati prestigjtradizionali, a' suoi insociabili Costumi, più non si vedrà il popolo ebreo contraddistinto fra di esse nel mondo colle marche dell'avvilimento, e dell'infamia come lo fu pur troppo per sì lungo intervallo di secoli; esse saranno eternamente cancellate dalla reminiscenza delle nazioni le quali divenute così pure dal canto loro meno dedite al fanatismo, più inerenti alla filantropia, e più eque verso di esso, riconosceranno per isperienza che l'individuo Israelita può essere, ad ogni riguardo, suscettibile ancora di virtù, di coltura, e di un illuminato disinganno.(140)Molti hanno ridicolmente supposto che il genere umano di un tempo avesse potuto essere differente dal genere umano di un altro: questo, è un errore che fa duopo assolutamente distruggere dalla fantasia di esseri dotati di ragione. Un breve intervallo di pochi secoli che può comunemente fissarsi fra gli uomini di un'età più lontana, e quelli di un epoca più recente, ha fatto assegnare a vari scrittori delle differenze assai rimarcabili fra gli uni, e gli altri; in ragione della maggiore, o minore lontananza che gli ha separati, senza farsi per altro a riflettere, che se ritrovasi fra essi qualche varietà, questa non può propriamente consistere che nelle poche cognizioni, che possono avere acquistati gli ultimi dopo i primi; ma che d'altronde tanto per riguardo a' sentimenti o a' pregiudizj naturali, quanto per rapporto a tutte quelle idee, che sono quasi identificate collo spirito, ed il carattere genuino di ogni essere pensante, tutti gli individui umani sono stati i medesimi in ogni tempo, lo debbono essere in ogni età, e lo saranno in tutti i secoli del mondo.(141)A più forti ragioni, cosa penserebb'esso mai quel gran politico di un popolo il quale potendo vantare meritamente il culto il più pretto, il più eccelso ed il più sano di quanti altri mai sieno stati in alcun tempo esercitati dagli uomini sopra la terra, riponesse la base della sua credenza nella pratica di varie insulse cerimonie, nell'astinenza di certi cibi (benchè la sacra prescrizione non gli condanni, come fu da noi altrove dimostrato), e nell'osservanza di alcuni riti, che non hanno altro fondamento che l'interesse di coloro che pretendono farli ovunque valere a scapito enorme della vera, e nitida religione, cui ne risente, pur troppo, ad ogni tratto il più grave detrimento, ed abbiezione?(142)Oltre le tante altre prescrizioni superstiziose, e inutili, che per moltiplici volte abbiamo noi fin quì riprovate nella tradizione, quante ancora ve n'ha che meritare dovrebbero per ogni rapporto la nostra ripugnanza, il nostro sdegno, e che l'ebreo Talmudista non cessa di osservare, e mantenere col più denso fervore? Ma qual enorme contraddizione tante volte racchiude la massima di quelle, quali assurdi perniciosi non risultano sovente dalla pratica di esse? Quando la lunga barba sul volto è una marca di lutto, e di tristezza, mentre che questo medesimo segno mirasi conservato in osservanza delle feste ancora le più solenni; e quando si permette di accendere un lumein sera, oin giorno di festa, e si vieta nel tempo stesso di estinguerlo, e chi potrebbe annoverare le tante altre prescrizioni di tal fatta imposte da' Rabbini, tutte implicanti le assurde contraddizioni medesime in occasione di nascite, di morti, di solennità, di matrimonj? Per poca cognizione che si abbia, restare si dee a prima vista colpiti dalla stravaganza della massima parte disìfatte cerimonie religiose, senza che io mi diffonda a rinnovarne quì ladisgustosamenzione.(143)Sarebbe egli fuori di proposito di porre quì un assolutamutazionemodificazioneanche nelle preghiere sacre interminabiliusitaterecitateda questo popolonell'esercizio del Culto,dimostrando ad esso il grave detrimento che la sana credenza di Mosè per tante parti risente in faccia degl'increduli dall'enorme affluenza, e la molesta durazione delle medesime? E quali ragioni potrebbonsi apporre agli argomenti filosofici, e inconcussi de' quali si serve fra i tanti oppositoriMassimo di Tyroper dimostrare l'insofficienza dellemedesimepreghiere, onde con altrettantisolidi, e idonei del pariprovare ad esso in contrario l'urgenza, e l'efficacia delle medesime?L'Essere Supremo, riflette quest'Autore, ha i suoi disegni da tutta l'Eternità: se la preghiera si conforma alle sue volontà immutabili, si rende allora inutile di domandargli ciò che ha essa già determinato di fare. Se si prega di fare il contrario di ciò cheha ilfu dalmedesimo risoluto, è lo stesso che pregarlo di essere debole, incostante; è credere ch'esso debba essere tale, è un deridersi di lui; o voi gli domandate una cosa giusta, e in questo caso esso la dee, e quella si farà senza che se ne preghi; questo è ancora diffidarsi del medesimo facendogliene instanza; o la cosa è ingiusta, e allora si oltraggia: Voi siete degno, o indegno della grazia che implorate; se degno esso lo sa meglio di voi; se indegno, si commette un delitto di più domandando ciò che non si merita.Cosa rispondere mai si potrebbe a tali robusti, e inoppugnabili argomenti?Per altro, gli stessi filosofi osservano che noi non facciamo delle preghiere a Dio, se non se per che la deplorabile fralezza umana lo ha sempre mai delineato secondo l'immagine nostra, quindi noi lo trattiamo come un terreno monarca, ed un sultano, che si può irritare, ed appagare secondo le Circostanze. Chi avesse la pazienza di percorrere i breviarj differenti di tutti i popoli che conosciamo, vedrebbe se tale appunto non è il carattere che da questi si fa generalmente dell'Essere Supremo.(144)Non è già la soverchia digressione delle preghiere quella che costituisce i pregj fondamentali di un Culto veridico, e divino; ma soltanto pochi accenti proferiti con animo integro, e retto Cuore sono sufficienti per rendere l'omaggio che dobbiamo al Superno Creatore dell'essere nostro; succinta era la prece di cui servivasi Daniel; concise erano del pari le preghiere usitate degli stessi primi Patriarchi, e Profeti d'Israel; e Dio stesso rivelandosi a Mosè, e aditandogli le Leggi che prescrivere dovea a questo popolo, non gl'impose già di ordinargli quelle prolisse orazioni che praticare oggi si mirano da esso.

Progetto di abrogazione generale di tutte quelle pratiche stravaganti che isolarono fino ad ora il settatore rabbanista da tutte le altre sette, e che secondo le più fondate apparenze formarono la prima sorgente fatale di quell'odio irreconciliabile, che queste sempre nutrirono contro di esso.

Se l'uomo potesse completamente modellare tutte le sue intime azioni sugli esemplari precetti della sana filosofia; se tutte le direzioni de' di lui passi non seguitassero altra scorta fuori di quella che aditata gli viene dalla ragione; l'assurdo sarebbe per la sua specie un nome ignoto, ed assai facile riuscirebbe ad esso di conoscere allora che gli orridi smarrimenti ne' quali è trascurato sovente, non potevano giugnere ad impossessarsi giammai del di lui Cuore, se non se dopo che cessando egli di fare un uso proficuo della sua medesima ragione, o incapace si rese di trarre de' sensibili vantaggi dagli utili avvertimenti di questa, o più non gli colse di ascoltare attento le Lezioni salutari dell'altra.

Quindi per poco che noi vogliamo richiamare con diligenza quanto fu da noi significato per reiterate volte concernente gl'Israeliti della nostra età, loro applicando ragionevolmente questo evidente principio, noi perverremo a conoscere con positiva certezza, siccome io l'ho altrovedi propositorimarcato (Spett. Lib. Specul. IX.T. 1.p. 96) che tutte le funeste peripezie, tutte le sciagure, e tutte le desolanti Calamità delle quali furono essi per tante volte le vittime nelmondo, non procedevano più che la loro indole naturale avesse degenerato da quella de' primi benemeriti Institutori della loro edificante religione, come alcuni l'hanno assurdamente immaginato; ovvero per che il temperamento intimo de' medesimi erasi infettato d'una pretesa corruzione di spirito, come altri bizzarramente opinarono(140); ma per che non volendo, o non potendo conoscere in tutta l'estensione la forza di quell'essenziale indefettibile principio, essi obbliarono interamente le semplici quanto ovvie instruzioni, che avevano servito un giorno di base fondamentale al primitivo stabilimento del loro Culto esimio per correre presso le logogrife visioni tradizionali che se ne fecero tenere da' medesimi il Carattere e le veci, senza forse riflettere quanto fossero queste in collusione collo spirito di esso; e per che abbandonandosi con una stupida sommissionea' loro seducenti prestigj si videro costretti a dovere insensibilmente cambiare, modificare, accrescere, o alterare tutte quelle semplici, quanto sublimi prescrizioni che furono eglino trasmesse, e così lusingati di seguitaresemprecostantemente in tutta la loro integra purità le medesime Leggi, gli usi medesimi, e le stesse Cerimonie de' loro vetusti predecessori, si ritrovarono, pur troppo, a non più seguitarne, che il mitico fantasma, e lo spettro immaginario.

Quindi non è meraviglia, se in tale guisa procedendo, la degradazione d'Israel divenne sempre più umiliante, la sua proscrizione dalla societàsempreognorapiù avvilente, il Culto suo vieppiù degenerato da quello de' suoi predecessori; e se per conseguenza, il bisogno di restituirlo al suo decoro antico, di ravvicinarlo al Consorzio de' suoi simili, e di ripristinarlo nella sua Credenza primitiva, sempre più si rese oltremodo urgente, e indispensabile.

Ma quali solidi luminosi vantaggi sarebbero mai per risultare in favore del popolo ebreo, se dopo di avere accuratamente semplificata la sua credenza odierna, e ridotta a quel grado di edificante purità, e di perfezione in cui ammiravasi già quella nella vetusta età de' patriarchi; se dopo di avere purificata la sua educazione, rigenerati i suoi Costumi; appianatogli il difficile sentiere di una metodica Instruzione, si lasciasse abbandonato a se stesso in balia de' suoi mostruosi prestigj tradizionali, da cui mirasi ancora fatuamente ammaliato, malgrado tutti i nostri più energici sforzi per allontanarvelo, e senza cimentarlo a rinunziare con risoluta fermezza a tutte quelle pratiche stravaganti colle quali sembra tutta via inseparabilmente collegato, e indurlo così a desistere una volta di vivere, per folle arbitrio, isolato fra i suoi simili, vilmente proscritto dallasocietà, e relegato nel vortice immenso de' suoi inveterati smarrimenti: niuna utilità per certo risentire egli potrebbe da tutto ciò che da noi fu detto, ed operato fin qui, per tante volte, a suo riguardo, se con una fredda indifferenza per il suo stato deplorabile noi si lasciasse vegetare nella sua stupidità primitiva, in vece di porgergli una mano soccorrevole, onde trarlo dall'orlo dell'abisso preparato ad ingoiarlo, e fare ad esso, nel tempo medesimo, conoscere, con un Politico insigne (Macch. Disc. IV.), che ogni Religione, la quale fa un dovere delle sofferenze, de' digiuni, dell'umiltà ostentata, non inspira a coloro che la professano che un coraggio passivo, poichè una credenza di tal fatta, lungi dal condurli nella via del paradiso, come follemente si pretende, snerva il loro spirito, lo avvilisce, lo prepara alla schiavitù senza speranza di scampo, nè di Conforto(141). E chi mai con più fondata ragione di quella che riconosciamo avere per se medesimo il popolo ebreo, può autenticare la verità di questo sentimento di cui esso ha si sovente risentiti, e ovunque i genuiniperniciosieffetti?

Quali strepiti orribili, quale intenso clamore non fec'esso echeggiare per tante volte ovunque sulla spietata sorte a cui fatalmente soggiacque? Ma tutto ciò pur troppo indarno: a che mai giova querelarci dolenti per un funesto malore che ci assale, quando in vece di apprestarne l'antidoto, ch'efficace sarebbe prontamente a risanarlo, noi ce ne mostriamo indifferenti, e colla più stupida incuria ognora più lo alimentiamo, rendendolo più aggravante, e inveterato? Ritorniamo una volta alle nostre consolanti Instituzioni antiche, si abbroghino finalmente tutte quelle pratiche, usi, o Cerimonie, che inutili, straniere, od anche perniciose molto sovente riescire si mirano allo spirito integro delle medesime; e allora, il lenitivo possentea'controi nostri mali, sarà bentosto ritrovato da noi senza gran pena. La società riacquisterà, con trasporto allora, nuovi membri aspiranti a contrarre i suoi legami, e ch'essa sdegnava di accogliere nel suo seno per lo passato; i popoli della terra riguarderanno in avvenire come amica prediletta una nazione, che essi hanno sempre avvilita, e combattere, considerandola come degna di odio, e di disprezzo; e questa, dal canto suo, più non avrà per principio religioso di dovere con decisa ripugnanza detestare, o sfuggire l'associazione de' medesimi; e premurosa di vedere franto una volta il talismano fatale dell'anatema che proscritta la rese per un tempo immemorabile dal Consorzio degli esseri umani, riconoscerà l'urgenza estrema di avvicinarli, dividere seco loro i diritti, gl'interessi, e i vincoli sociali.

Ma come potrebbe mai questo popolo effettuare tutto ciò per lungo tempo ancora, con felice successo, persistendo tutta via ne' suoi antichi vaneggiamentitradizionali? Ecco la barriera oltremodo funesta che superare fa duopo senza ritardo, abrogando perpetuamente dall'edificante Religione d'Israel tutto ciò che d'inutile o di assurdo v'intrusero l'ignoranza, e il fanatismo, non ad altro capace che a soffocare il germe salutare, ad oscurarne gli eccelsi, e i veri pregj(142).

Per altro, in seguito di quanto venghiamo noi di esporre concernente la Riforma degli abusi del Culto Israelitico,sarebb'egli farne di propositonecessario cred'iodi fissare quì una metodica restrizione ancora nellelunghissimepreghiere sacreinterminabiliusitate quotidianamente da questo popolo, dimostrando ad esso l'inutilità delle medesime, o almeno la poca loro efficacia per lo scopo a cui si pretende farle in massima servire(143): tuttele nazioni pregano Dio; ma i filosofi si rassegnano alla sua volontà eterna e lo obbediscono: se noi non possiamo giugnere a tanto, essendo nazione, e non filosofi, almeno procuriamo di rendere le nostre preghiere più concise, meno monòtone, e riuscire le vedremo allora più energiche, più ovvie, e più meritevoli di essere esaudite dal Dio di verità a cui sono esse dirette. Io non dirò già, come opina Virgilio,che inutili si rendono le preghiere, e che questi non faranno mai cambiare i decreti degli Dei:

Desine fata Deum flecti sperare precando.Æneid. Lib. 6. v. 376.

Desine fata Deum flecti sperare precando.

Desine fata Deum flecti sperare precando.

Æneid. Lib. 6. v. 376.

Æneid. Lib. 6. v. 376.

Ma che debbasi credere lodevole cosa, e conveniente ad un Divino Culto il passare le 4, le 6. ore, e sovente un intera giornata, a ripetere le ossecrazioni medesime; questo è ciò che approvare non si può da mente sana, senza che la sublimità della Religione vengane lesa ed oscurata(144), come veggiamo appunto accadere nel caso nostro dove le preghiere che ugualmente praticare si mirano fra noi, lungi dall'inspirare devozione, e rispetto, producono per la loro prolissità soverchia, la noia nell'intenderle,la stanchezza nel recitarle. Quindi per ovviare a si fatto pernicioso inconveniente, sarebbe dunque oltremodo necessario di ridurre interamente le preghiere usitate dalla sinagoga ebrea ad un numero più ristretto, e più compendioso, allontanando dalle medesime tutte quelle superfluità, o ripetizioni, le quali non so come introdotte a poco a poco fra di esse, e colla successione de' tempi abusivamente passate in consuetudine, e che non tendono ad altro che a renderle più diffuse, e per conseguenza più annojanti, inutili del tutto. In tal modo noi perveniremo agevolmente al grande commendevole scopo, che con tante cure, e fatiche ci siamo noi proposti,qual è quellodi rendere il Culto d'Israel degno del nitido fonte salutare da cui ei trasse un giorno la primitiva sua derivazione, abrogando, da colmo a fondo, tutto quanto l'ignoranza, o il fanatismo v'intrusero già di soverchio, d'inutile, o di assurdo a scapito enorme della verità che ne forma la solida eterna base, e della ragione che servì sempre ad esso di guida, e di sostegno.

Questo è l'ostacolo solo che tutta via restavaci a superare, il giogo aggravante è solo questo che rimanevaci a scuotere ancora, onde compiere l'opera perpetuamente memorabile della Rigenerazionedel popolod'Israel; se vincere possiamo l'uno; se riusciamo a liberarci anche dell'altro, la nostra felicità è gionta al colmo, nulla più restaci a desiderare per conservarla: il Cultod'Israeldella posterità di Abramopotrà dirsi meritamente allora il più esimio, e il più perfetto di quanti altri mai sieno stati conosciuti, o esercitati dagli uomini sopra la terra; la funesta barriera che odiosamente separava già ne' tempi andati questa nazione da tutte le altre, sarà tolto per sempre, e rinunziando per opera nostra completamente a' suoi inveterati prestigjtradizionali, a' suoi insociabili Costumi, più non si vedrà il popolo ebreo contraddistinto fra di esse nel mondo colle marche dell'avvilimento, e dell'infamia come lo fu pur troppo per sì lungo intervallo di secoli; esse saranno eternamente cancellate dalla reminiscenza delle nazioni le quali divenute così pure dal canto loro meno dedite al fanatismo, più inerenti alla filantropia, e più eque verso di esso, riconosceranno per isperienza che l'individuo Israelita può essere, ad ogni riguardo, suscettibile ancora di virtù, di coltura, e di un illuminato disinganno.

(140)Molti hanno ridicolmente supposto che il genere umano di un tempo avesse potuto essere differente dal genere umano di un altro: questo, è un errore che fa duopo assolutamente distruggere dalla fantasia di esseri dotati di ragione. Un breve intervallo di pochi secoli che può comunemente fissarsi fra gli uomini di un'età più lontana, e quelli di un epoca più recente, ha fatto assegnare a vari scrittori delle differenze assai rimarcabili fra gli uni, e gli altri; in ragione della maggiore, o minore lontananza che gli ha separati, senza farsi per altro a riflettere, che se ritrovasi fra essi qualche varietà, questa non può propriamente consistere che nelle poche cognizioni, che possono avere acquistati gli ultimi dopo i primi; ma che d'altronde tanto per riguardo a' sentimenti o a' pregiudizj naturali, quanto per rapporto a tutte quelle idee, che sono quasi identificate collo spirito, ed il carattere genuino di ogni essere pensante, tutti gli individui umani sono stati i medesimi in ogni tempo, lo debbono essere in ogni età, e lo saranno in tutti i secoli del mondo.

(140)Molti hanno ridicolmente supposto che il genere umano di un tempo avesse potuto essere differente dal genere umano di un altro: questo, è un errore che fa duopo assolutamente distruggere dalla fantasia di esseri dotati di ragione. Un breve intervallo di pochi secoli che può comunemente fissarsi fra gli uomini di un'età più lontana, e quelli di un epoca più recente, ha fatto assegnare a vari scrittori delle differenze assai rimarcabili fra gli uni, e gli altri; in ragione della maggiore, o minore lontananza che gli ha separati, senza farsi per altro a riflettere, che se ritrovasi fra essi qualche varietà, questa non può propriamente consistere che nelle poche cognizioni, che possono avere acquistati gli ultimi dopo i primi; ma che d'altronde tanto per riguardo a' sentimenti o a' pregiudizj naturali, quanto per rapporto a tutte quelle idee, che sono quasi identificate collo spirito, ed il carattere genuino di ogni essere pensante, tutti gli individui umani sono stati i medesimi in ogni tempo, lo debbono essere in ogni età, e lo saranno in tutti i secoli del mondo.

(141)A più forti ragioni, cosa penserebb'esso mai quel gran politico di un popolo il quale potendo vantare meritamente il culto il più pretto, il più eccelso ed il più sano di quanti altri mai sieno stati in alcun tempo esercitati dagli uomini sopra la terra, riponesse la base della sua credenza nella pratica di varie insulse cerimonie, nell'astinenza di certi cibi (benchè la sacra prescrizione non gli condanni, come fu da noi altrove dimostrato), e nell'osservanza di alcuni riti, che non hanno altro fondamento che l'interesse di coloro che pretendono farli ovunque valere a scapito enorme della vera, e nitida religione, cui ne risente, pur troppo, ad ogni tratto il più grave detrimento, ed abbiezione?

(141)A più forti ragioni, cosa penserebb'esso mai quel gran politico di un popolo il quale potendo vantare meritamente il culto il più pretto, il più eccelso ed il più sano di quanti altri mai sieno stati in alcun tempo esercitati dagli uomini sopra la terra, riponesse la base della sua credenza nella pratica di varie insulse cerimonie, nell'astinenza di certi cibi (benchè la sacra prescrizione non gli condanni, come fu da noi altrove dimostrato), e nell'osservanza di alcuni riti, che non hanno altro fondamento che l'interesse di coloro che pretendono farli ovunque valere a scapito enorme della vera, e nitida religione, cui ne risente, pur troppo, ad ogni tratto il più grave detrimento, ed abbiezione?

(142)Oltre le tante altre prescrizioni superstiziose, e inutili, che per moltiplici volte abbiamo noi fin quì riprovate nella tradizione, quante ancora ve n'ha che meritare dovrebbero per ogni rapporto la nostra ripugnanza, il nostro sdegno, e che l'ebreo Talmudista non cessa di osservare, e mantenere col più denso fervore? Ma qual enorme contraddizione tante volte racchiude la massima di quelle, quali assurdi perniciosi non risultano sovente dalla pratica di esse? Quando la lunga barba sul volto è una marca di lutto, e di tristezza, mentre che questo medesimo segno mirasi conservato in osservanza delle feste ancora le più solenni; e quando si permette di accendere un lumein sera, oin giorno di festa, e si vieta nel tempo stesso di estinguerlo, e chi potrebbe annoverare le tante altre prescrizioni di tal fatta imposte da' Rabbini, tutte implicanti le assurde contraddizioni medesime in occasione di nascite, di morti, di solennità, di matrimonj? Per poca cognizione che si abbia, restare si dee a prima vista colpiti dalla stravaganza della massima parte disìfatte cerimonie religiose, senza che io mi diffonda a rinnovarne quì ladisgustosamenzione.

(142)Oltre le tante altre prescrizioni superstiziose, e inutili, che per moltiplici volte abbiamo noi fin quì riprovate nella tradizione, quante ancora ve n'ha che meritare dovrebbero per ogni rapporto la nostra ripugnanza, il nostro sdegno, e che l'ebreo Talmudista non cessa di osservare, e mantenere col più denso fervore? Ma qual enorme contraddizione tante volte racchiude la massima di quelle, quali assurdi perniciosi non risultano sovente dalla pratica di esse? Quando la lunga barba sul volto è una marca di lutto, e di tristezza, mentre che questo medesimo segno mirasi conservato in osservanza delle feste ancora le più solenni; e quando si permette di accendere un lumein sera, oin giorno di festa, e si vieta nel tempo stesso di estinguerlo, e chi potrebbe annoverare le tante altre prescrizioni di tal fatta imposte da' Rabbini, tutte implicanti le assurde contraddizioni medesime in occasione di nascite, di morti, di solennità, di matrimonj? Per poca cognizione che si abbia, restare si dee a prima vista colpiti dalla stravaganza della massima parte disìfatte cerimonie religiose, senza che io mi diffonda a rinnovarne quì ladisgustosamenzione.

(143)Sarebbe egli fuori di proposito di porre quì un assolutamutazionemodificazioneanche nelle preghiere sacre interminabiliusitaterecitateda questo popolonell'esercizio del Culto,dimostrando ad esso il grave detrimento che la sana credenza di Mosè per tante parti risente in faccia degl'increduli dall'enorme affluenza, e la molesta durazione delle medesime? E quali ragioni potrebbonsi apporre agli argomenti filosofici, e inconcussi de' quali si serve fra i tanti oppositoriMassimo di Tyroper dimostrare l'insofficienza dellemedesimepreghiere, onde con altrettantisolidi, e idonei del pariprovare ad esso in contrario l'urgenza, e l'efficacia delle medesime?L'Essere Supremo, riflette quest'Autore, ha i suoi disegni da tutta l'Eternità: se la preghiera si conforma alle sue volontà immutabili, si rende allora inutile di domandargli ciò che ha essa già determinato di fare. Se si prega di fare il contrario di ciò cheha ilfu dalmedesimo risoluto, è lo stesso che pregarlo di essere debole, incostante; è credere ch'esso debba essere tale, è un deridersi di lui; o voi gli domandate una cosa giusta, e in questo caso esso la dee, e quella si farà senza che se ne preghi; questo è ancora diffidarsi del medesimo facendogliene instanza; o la cosa è ingiusta, e allora si oltraggia: Voi siete degno, o indegno della grazia che implorate; se degno esso lo sa meglio di voi; se indegno, si commette un delitto di più domandando ciò che non si merita.Cosa rispondere mai si potrebbe a tali robusti, e inoppugnabili argomenti?Per altro, gli stessi filosofi osservano che noi non facciamo delle preghiere a Dio, se non se per che la deplorabile fralezza umana lo ha sempre mai delineato secondo l'immagine nostra, quindi noi lo trattiamo come un terreno monarca, ed un sultano, che si può irritare, ed appagare secondo le Circostanze. Chi avesse la pazienza di percorrere i breviarj differenti di tutti i popoli che conosciamo, vedrebbe se tale appunto non è il carattere che da questi si fa generalmente dell'Essere Supremo.

(143)Sarebbe egli fuori di proposito di porre quì un assolutamutazionemodificazioneanche nelle preghiere sacre interminabiliusitaterecitateda questo popolonell'esercizio del Culto,dimostrando ad esso il grave detrimento che la sana credenza di Mosè per tante parti risente in faccia degl'increduli dall'enorme affluenza, e la molesta durazione delle medesime? E quali ragioni potrebbonsi apporre agli argomenti filosofici, e inconcussi de' quali si serve fra i tanti oppositoriMassimo di Tyroper dimostrare l'insofficienza dellemedesimepreghiere, onde con altrettantisolidi, e idonei del pariprovare ad esso in contrario l'urgenza, e l'efficacia delle medesime?

L'Essere Supremo, riflette quest'Autore, ha i suoi disegni da tutta l'Eternità: se la preghiera si conforma alle sue volontà immutabili, si rende allora inutile di domandargli ciò che ha essa già determinato di fare. Se si prega di fare il contrario di ciò cheha ilfu dalmedesimo risoluto, è lo stesso che pregarlo di essere debole, incostante; è credere ch'esso debba essere tale, è un deridersi di lui; o voi gli domandate una cosa giusta, e in questo caso esso la dee, e quella si farà senza che se ne preghi; questo è ancora diffidarsi del medesimo facendogliene instanza; o la cosa è ingiusta, e allora si oltraggia: Voi siete degno, o indegno della grazia che implorate; se degno esso lo sa meglio di voi; se indegno, si commette un delitto di più domandando ciò che non si merita.

Cosa rispondere mai si potrebbe a tali robusti, e inoppugnabili argomenti?

Per altro, gli stessi filosofi osservano che noi non facciamo delle preghiere a Dio, se non se per che la deplorabile fralezza umana lo ha sempre mai delineato secondo l'immagine nostra, quindi noi lo trattiamo come un terreno monarca, ed un sultano, che si può irritare, ed appagare secondo le Circostanze. Chi avesse la pazienza di percorrere i breviarj differenti di tutti i popoli che conosciamo, vedrebbe se tale appunto non è il carattere che da questi si fa generalmente dell'Essere Supremo.

(144)Non è già la soverchia digressione delle preghiere quella che costituisce i pregj fondamentali di un Culto veridico, e divino; ma soltanto pochi accenti proferiti con animo integro, e retto Cuore sono sufficienti per rendere l'omaggio che dobbiamo al Superno Creatore dell'essere nostro; succinta era la prece di cui servivasi Daniel; concise erano del pari le preghiere usitate degli stessi primi Patriarchi, e Profeti d'Israel; e Dio stesso rivelandosi a Mosè, e aditandogli le Leggi che prescrivere dovea a questo popolo, non gl'impose già di ordinargli quelle prolisse orazioni che praticare oggi si mirano da esso.

(144)Non è già la soverchia digressione delle preghiere quella che costituisce i pregj fondamentali di un Culto veridico, e divino; ma soltanto pochi accenti proferiti con animo integro, e retto Cuore sono sufficienti per rendere l'omaggio che dobbiamo al Superno Creatore dell'essere nostro; succinta era la prece di cui servivasi Daniel; concise erano del pari le preghiere usitate degli stessi primi Patriarchi, e Profeti d'Israel; e Dio stesso rivelandosi a Mosè, e aditandogli le Leggi che prescrivere dovea a questo popolo, non gl'impose già di ordinargli quelle prolisse orazioni che praticare oggi si mirano da esso.

Cap. XX.Ricerche filosofiche sul sistema di Religione che più converrebbe di stabilire fra i popoli per riunire le loro Teologiche opinioni: la Specie umana non potrebbe mai riuscire con successo in tale malagevole assunto, se non se proclamando univocamente una sola Religione universaleLa Religione vera, o falsa ch'ella sia, tenacemente s'impossessa dell'uomo per sino dal primo istante che natura lo produce fra i viventi, lo accompagna durante la sua vita, senza mai perderlo di vista un solo istante, e bersagliandolo senza interruzione or colla speranza di un tenebroso avvenire, ed ora co' timori di un averno fulminante, lo segue fino alla tomba, confuso, e titubante sul destino che lo attende: quest'orrido spettro più temibile ancora per le sueper le sue minacce inesorabili, che consolante per le sue mistiche promesse è stato fino ad ora un enimma impenetrabile non meno per coloro i quali abituati sempre a tremare al suo aspetto hanno ad esso conferito un esistenza reale che per gli altri i quali non vi hanno potuto scorgere che un labile fantasma bizzarramente immaginato per ammaliare, o sorprendere la credula fantasia de' mortali, senza che niuno fra questi abbia mai osato fino ad ora di rendere conto a se stesso della propria superstiziosa umiliazione; ma tutti, al contrario, servilmente piegando l'abbattuta cervice sotto il giogo pesante de' loro direttori spirituali dall'aurora della vita fino la notte della morte, essi o non vollero curare, o comprendere non seppero, che più i dogmi che ci vengono insegnati ne' varj periodi della nostra età sembrano assurdi, e ripugnanti, e vieppiù la ragione ha un diritto imperscrittibile d'invigilare contro l'errore, e l'impostura, bilicando esattamente il valore delle opinioni che l'educazione, e l'esempio resero in noi radicalmente dominanti fino dalle fascie: sempre sottomessi all'imperioso Cenno del ministro teocratico che comanda di credere, e vieta severamente di ragionare, essi riguardarono come un delitto irremissibile di fare l'esame della verità, e lo scrutinio della ragione, e allora quando si è pervenuti al punto fatale di dovere consultare l'una, o interrogare l'altra più ovunque non s'intese che la voce criminosa dell'ignoranza, e del fanatismo echeggiare, con istrepito, fino alle più recondite parti di ogni Cuore umano i sonori accenti de' loro infami trofei.Ma appena la filosofia ha renduto felicementeall'uomo il diritto di pensare che accordato avea ad esso la natura, e che l'autorità spietata de' suoi savi ministri gli avea malignamente carpito che il primo uso che ha esso fatto delle sue facoltà intellettuali fu quello di sottrarsi alla truce schiavitù in cui gemea, spezzando i suoi Ceppi diffamanti, di combattere la vetusta superstizione degl'ingannati suoi progenitori, e di fare ricadere sovra di essa l'avvilimento, e l'esecrazione, che meritano ad ogni riguardo i suoi fautori sitibondi di sangue, tiranni ed ignoranti. E per che mai tutto il genere umano non seguita costante le stesse traccie salutari che additate ci sono da questa eccelsa filosofia, non si occupa indefesso de' medesimi consolanti principj ch'essa egregiamente prescrive? Tutte le promesse lusinghiere con le quali ogni religione seduce la mente arrendevole de' suoi credenti, valgono esse mai i dolci incanti che agli uomini procura quell'esimia direttrice delle loro azioni, la quale senza alimentarli di chimere, o di fantasmi procura loro il massimo de' beni, qual è quello d'illuminarli, e di svellere dal loro Cuore que' germi venefici della superstizione della menzogna di cui furono essi per tante volte nel mondo la vittima e lo scherno? Eh, che? tutta la terra coperta ancora di tanti milioni di esseri umani caduti ferocemente sotto il cruento acciaro de' zelanti satelliti di que' mostri non è ella sufficiente per attestarne i terribili furori? L'Europa non è tutta via fumante de' fuochi sterminatori che la consumarono sì di frequente, non mirasi quella gemere ancora sotto un affluenza incalcolabile di tempj, e di altari consecrati a' più orridi smarrimenti, ed agli assurdi? Tutti i sanguinarj flagelli che cospirarono in ogni secolo, e ovunque la distruzione del genere umano, ebbero essi altro appoggio per sostenersi,che un ipocrito zelo di religione di cui si servirono poscia di terribile arma que' mostruosi tiranni che si formarono un piacere di soggiogarlo? Chi non fremerebbe di vedere i popoli condannati a lottare promiscuamente per folle arbitrio contro tante calamitose sciagure, senza poterne calcolare giammai l'estremo termine, e quale orrore di udire l'uomo fieramente gridare al massacro, allo sterminio dell'uomo fattosi per se stesso ciecamente lo spietato promotore delle sue pene? Tale sarà mai sempre il destino deplorabile di questa specie fino a tanto che l'interesse di un popolo non saranno quelli di un altro, i diritti di un uomo quelli del suo simile, e la credenza di tutti gli esseri pensanti identica, e uniforme in ogni sua parte, basata sulla ragione, e diretta da que' salutarj principj sconosciuti pur troppo da essi onninamente fino al presente(145).Da tale armonia univoca e concorde risultare direttamente vedremo l'uniformità inalterabile fra tutti gli esseri umani de' loro sistemi religiosi, e de' loro vincoli sociali; l'odio, e la persecuzione saranno proscritti per sempre dall'animo di essi; il germe letale di astio, e di vendetta non ritroverà più asilo ne' loro Cuori, più non si vedrà erigere un altare sulle rovine dell'altro, e l'urgente necessità d'illuminarsi, e di sviluppare la loro ragione si farà loro con veemenza più sensibile sentire. In questo modo il talismano esecrabile delle chimere che abbacinarono i popoli verrà bentosto dissipato agevolmente, e le opinioni metodiche, e sane accorreranno ad allignarsi per loro stesse in quelle teste che supponevasi destinate perpetuamente all'errore, alla menzogna.E soltanto così che l'eterno creatore supremo può farcisi palese a prima vista onde leggervi possiamo in caratteri indelebili quale sia il vero Culto esimio, il più venerabile, il più degno di lui, senza essere costretti di ricorrere alle visioni tradizionali degli uomini, ad oggetto d'investigarne il pretto senso genuino.Dio ha detto all'uomo, io ti ho creato, io ti ho dotato di una perspicace intelligenza, e di una purgata ragione, affinchè a te servissero entrambe, come due guide infallibili, e pronte per condurti saggiamente nella tua vita, per renderti capace di adempiere la mia volontà sovrana, ed ad un tempo medesimo conoscere ampliamente i doveri che ti vincolano alla società de' tuoi simili, a penetrarti de' moltiplici vantaggi che risultano immediatamente dall'armonia costante di tale mutuo legame.Ecco il solo, e il vero Culto che potrebbe superiormente inalzare l'uomo rendendolo universale, per che il solo degno di un Essere Supremo, e che può dirsi giustamente marcato del suo sugello eternoe di quello della verità; ogni altro Culto porta seco la fallace impronta dell'uomo, e per conseguenza dell'errore, del fanatismo. La suprema volontà di un Dio giustissimo, e ottimo è che gli enti ragionevoli sieno felici, e per essere tali essi hanno duopo di coltivare la loro ragione, e divenire saggi, e illuminati.Questi è infatti l'unica, e il sano Culto che un Dio di verità comanda, e che la filosofia sempre intenta a migliorare la condizione umana si studia di propalare fra le nazioni.Impressionati profondamente da questo sublime edificante Linguaggio riconosceremo ad evidenza quanto la nostra Religione è incomparabilmente più eccelsa, più limpida, e più sana di tutte le altre conosciute, e praticate nel mondo fino al presente, laddove queste impongono alla ragione un obbedienza meramente cieca, e macchinale, quella gli permette di acquistarne ampliamente la vera idea, d'intenderla, e di profittarne senza mistero(146).D'altronde quale mostruoso confronto rifiutare noi vedremmo analizzandole di passaggio entrambe? L'enorme opposizione fra di esse ci sorprenderà a prima vista; l'una riconosceremo avere per base la contemplazione, la morale il raziocinio, quando non è sostenuta l'altra che dall'avvilimento, dal fanatismo, dall'ignoranza: convinciamocene col fatto(147).L'uomo atterrito dal niente che lo circonda, costernato dalla natia sua fralezza palpita, e trema ad ogn'istante sulla di lui sorte avvenire: cosa diventerò io mai, esso interroga se stesso, se non esiste un essere più potente di me capace d'invigilare alla mia Conservazione, e di proteggermi? Egli soffre sull'incertezza di meritare un si possente appoggio: egli è sollevato da quando è persuaso di rendersene degno; il primo oggetto che lo percuote, la prima idea che attonito lo rende per oscura ch'ella sia diventa la sua tutelare divinità. E dunque una si fatta idea estesa, e fortificata da una lunga successione di circostanze, e di riflessioni, modificata in mille guise differenti, passando da un uomo all'altro dall'una all'altra nazione, da un confine all'altro del mondo. Tale è infatti l'idea sulla quale si può basare fondatamente il prototipo genuino di tutte le Religioni che ingombrano la terra.Eh che? Questo principio non è egli una conseguenza naturale delle prime riflessioni dell'uomo risolutamente abbandonato a' prestigj ammalianti della Religione? Non è questo il passo dello spirito umano allorchè comincia a sentire la necessità indispensabile di un Culto? E non si trova forse le trame di questi sentimenti primitivi nel Cuore medesimo di coloro che trassero la Culla dalla Sinagoga, dalla Chiesa, ovvero dalla Moschea? Ma quando è che il popolo si occupa esso della Religione? Quando è che egli opina seriosamente all'esistenza dell'Essere Supremo? Ciò avviene soltanto alloraquando si riconosce infelice, e mentre è pressato dal bisogno di qualche urgente immediato soccorso, che più egli non osa di aspettare nè da se stesso, nè da'suoi simili, nè dalla sorte. Quand'è che la moltitudine resta intimamente penetrata dall'esistenza di un Dio? Ciò accade allorchè un avvenimento inopinato lo abbandona in preda a qualche funesto pericolo, e quando le grandi azioni, o i prodigj sorprendenti gli annunziano la presenza di un essere onnipotente: infatti, le tempeste il fulmine, le calamità della guerra, la fame, la peste, le malattie la morte, hanno persuaso più gli uomini dell'esistenza di un Dio, di tutta l'armonia costante dell'universo, degli stupendi fenomeni della natura, e di tutte le profonde filosofiche dimostrazioni diLoke, diClarke, diLeibnitz, diNewton. Ecco l'uomo: ecco sopra qual base fondano i loro principj tutti i settarj delle Religioni volgari:Primus in orbe timor fecit Deos &c.Ma quanto mai ritrovare dovremo a quella opposta diametralmente la Religione salutare del filosofo, quella che quì si propone per modello esemplare dell'eccelsa Religione universale da proclamarsi fra gli uomini?PerPer poco che si attenda resta con evidenza troppo convincente dimostrato che stabilendo noi per base di tutti i nostri fondamentali sistemi che Dio ha voluto fare esistere un rapporto costante fra esso e gli uomini, che gli ha dotati di libertà, e di ragione, che gli ha renduti suscettibili di bene, e di male, che ha loro indistintamente distribuita quella discreta dose di buon senso che forma il solo, e il vero istinto dell'uomo, e sul quale, secondo i filosofi è unicamente fondata la Legge naturale; quindi chi potrebbe mai opinare senza delirio, che noi guidati da tali eccelsi ammirabili principj, non abbiamo una religione, ed una religione molto più sana, più edificante,e assai migliore di quella che vantano tutte le sette che sono fuori dal grembo salutare di essa, per il motivo incontestabile che tutte quelle sette sono degeneri da' loro fonti primitivi, e per conseguenza, o mendaci, o alterate, e la Legge naturale è vera, e sempre intatta conservatasi quale fu essa in ogni tempo conosciuta nel mondo. Così potrebbesi diffinire con un dotto antico il Deismo altro per se medesimo non essere che il buon senso purificato dall'adorazione di un Dio, e le altre Religioni il buon senso pervertito dalla superstizione: dal che proviene che tutte le sette sono fra elleno si opposte, e si discrepanti, e che la morale su di cui il Deismo è essenzialmente fondato è per tutto la stessa: ciò accadere veggiamo unicamente per il solo motivo che quelle sono l'opera degli uomini, e che questa procede immediatamente dall'Essere Supremo; tanto è ciò vero, quanto che non si ha di sorte alcuna, traccia nell'Istoria che i fautori di questa abbiano cagionato giammai il benchè minimo tumulto sopra la terra, quando si vide questa mille volte lordata di sangue, e di misfatti atroci da' partigiani di quella; la più convincente ragione di tale notabile differenza si è per che i primi sono filosofi; or i filosofi possono fare degli erronei ragionamenti, ma non soliono mai usare intrighi, o violenze per costringere gli uomini che hanno l'infortunio di non appartenere alla loro classe benemerita del mondo ad adottarli come giusti, nel modo che praticare veggiamo agli ultimi ferocemente contro di coloro che ammettere non vogliono le loro mistiche illusioni(148).A quale speculazione più eccelsa, più utile, più penetrante si è inalzato giammai la filosofia di quella che risulta da un si profondo ammirabile deismo? Ma questo domma sì semplice, sì salutare, non fu giammai in tutta la sua purità la religione fondamentale di alcun popolo, benchè fra questi molti individui si trovino, per altro, che ne facciano aperta professione senza mistero(149). Ma la generalitàdegli uomini frattanto, che inerisce per lo più alle apparenti dimostrazioni macchinali v'intruse ciecamente le sue misteriose follie, e le stupide assurdità de' suoi spirituali direttori, abbandonando i sublimi principj della Religione naturale, i quali non espongono la società a verun pericolo nè infortunio, ma colle possenti edificanti verità ch'essi per loro medesimi racchiudono, consolidano fermamente la vera felicità degli osservanti, perfezionano le Leggi destinate a proteggere la giustizia, e l'innocenza, e somministrano l'idea sublime inalterabile di un Dio che al solo filosofo concerne assolutamente di estollere con buon senso, e di adorare con animo integro, e con intima fondata Convinzione.Dal che dovremo quì ragionevolmente conchiudere che siccome la Religione che ha per sua base inconcussa la purità, la semplicità, la chiarezza, esente da pregiudizj, e da cerimonie abusive quale l'abbiamo noi radicalmente fondata, forma il più solido conforto di coloro che la professano, così quella che non si regge che sulle pratiche inutili, su' dubbi, su' misterj, e sul fanatismo, forma il perpetuo tormento de' suoi seguaci, ed è degna dell'abominio degli uomini, e dell'obblio de' saggi. Ma per che mai esclama Shaftesbury il nome di Deista rispettare non si mira tanto che basti; per che mai tutti gli uomini non prendono essi unanimi questo carattere esimio? Il solo Codice che noi dovremmo riguardare sano, il solo vangelo che leggere, e meditare assiduamente si dovrebbe è il gran libro della natura vergato di propria mano dell'Eterno, e sigillato dalla sua Divina incorruttibile impronta, e la sola religione che si dovrebbe generalmente professareda tutti gli enti ragionevoli è quella unicamente di adorare un solo Dio, di essere integerrimi, saggi, e umani; altri santi non si dovrebbe solennemente canonizzare in questa eccelsa religione, che i benefattori dell'umanità, gl'inventori di nuove utili arti, ed i propalatori di lumi, e di coltura; ed altri non potrebbero dirsi riprovati, solo che i protervi malfattori verso la società, i fanatici atrabilari nemici della felicità pubblica, e gl'insensati persecutori dell'umana ragione. Un Culto di sifatta natura non può essere fondato che sopra de' principj eterni, e invariabili, e che suscettibili come le proposizioni della Geometria delle dimostrazioni le più evidenti, sieno attinte nella stessa natura dell'uomo, e delle cose. Or tali inconcussi principj una volta esattamente conosciuti da una classe d'individui, anche da un popolo, per che mai non potrebbero quelli convenire del pari a tutte le nazioni della terra, all'intera società umana? E se l'accidente ci fa scorgere fra di esse qualche apparente varietà, ciò non può succedere che in alcune delle applicazioni a' medesimi ne' paesi differenti dove il caso pone certi popoli, senza che vi concorra forse la loro volontà, o disposizione. Quindi è tanto impossibile che una Religione sì pura, sì eterna, e sì ammirabile produca sulla terra il benchè minimo nocumento, quanto il fanatismo delle sette odierne non ne commettesse a esuberanza in tante guise differenti, malgrado che la stessa Religione sdegnosamente se ne opponga, e le Leggi adirate vi si allarmino contro con furore(150).Rapiti da un estasi Divina che questo Culto insigne ci prepara in guiderdone della resipiscenza nostra, noi vedremo allora un effetto pronto, e salutare delle nostre fervide ossecrazioni, le quali tutte indirizzate onninamente saranno al solo Essere Supremo, ed esso ci procurerà una folla immensa di beni, allora quando noi ce ne renderemo degni, colla virtuosa condotta nostra, colla nostra ragione; esso può solo somministrarci gli antidoti efficaci co' quali porgere un immediato conforto a tutti i nostri mali; esso non ci punisce, o non ci dimostra de' rigori, se non se quando noi gli volgiamo il dorso per prostituire i nostri incensi all'esecrabile altare delle follie che la nostra imbecille superstizione osa di frequente inalzare sul trono che ad esso appartiene unicamente ad ogni riguardo.Queste sono tutte verità che autenticate ampliamente vedremo in ogni tempo sempre che l'animo nostro vi sia disposto completamente ad abbracciarle, a trarne quel profitto che all'uomo lice di ricavarne, ed a restare insieme persuasi, non esservi follia più deplorabile, e più meritevole di essere giustamente combattuta di quella che lungi dal procurare alcun bene solido, e durabile alla specie umana, non fa che deviarla dal retto sentiere, cagionarli de' trasporti, renderla miserabile, privandola di quelle proficue cognizioni che sole potrebbero mitigare il crudele rigore della sua sorte. Gliesseri umanienti ragionevolitenteranno indarno di essere sanati da' loro smarrimenti, se non cercano di liberarsi da' loro inveterati pregiudizj. Non è che mostrando loro la verità ch'essi conosceranno i loro interessi i più cari, ed i motivi reali che debbono portarli al possesso del vero bene. Gl'istruttori de' popoli dopo di avere fissato inutilmente i loro sguardi attoniti sul Cielo, dovrebbero finalmente ricondurli sopra la terra, e proscrivere da' loro ammaestramenti quelle favole ridicole, quelle cerimonie puerili che hanno fatto per tanti secoli travviare lo Spirito umano, per non occuparlo che di verità sensibili, di una tersa morale, e di utili e instruttive Cognizioni.Fine(145)Qual'è mai la Religione che possa dirsi giustamente ottima nel senso che inferiamo, e la più efficace a formare per se stessa la solida perenne felicità de' suoi seguaci? Quella, senza dubbio, che è la più colta, la più tollerante, e il di cui Clero non ha la benchè minima influenza sulla morale de' Cittadini. Qual'è mai quella Religione che possa considerarsi daddovero fregiata di sì ammirabile carattere? L'IlluminatoElvezioci risponde su tale proposito:Celle, ou qui n'a comme la payenne aucun dogme, ou qui se reduit comme celle des philosophes à une morale saine, & élévée, qui sans doute sera un jour la Réligion de l'univers.De l'hom. Sect. 1. C. XIV. p. 77.(146)Noi udiamo ripetere incessantemente da tutti i settari chele verità racchiuse nella Religione sono infinitamente al di sopra dell'umana ragione: Quale insano pensiere! Dunque secondo questo assurdo principio si dedurrebbe che queste verità non possono essere fatte per gli enti ragionevoli:au moment même(come lo riflette un pensatore insigne[)],qu'on interdirait la connoissance de certaines verités il ne serait plus permis d'en dire aucune: nulle gens puissans, & souvent même mal intentionnés, sous pretexte qu'il est quelque fois sage de taire la verité la banniroient entièrement de l'univers. Aussi le public éclairé qui seul en connoit tout le prix, la demande sans cesse: il ne craint point de s'exposer à des maux incertains, pour jouir des avantages réels qu'elle procure.Oltre a ciò, pretendere che la ragione possa ingannarci è un volere insanamente opinare che la verità possa essere falsa, che l'utile possa essere nocevole: la Ragione è essa altra cosa che la cognizione del vero, e del proficuo? D'altronde non avendo noi per bene condurci in questa vita che la sola nostra Ragione più o meno esercitata, e qual'essa è, e i nostri sensi quali essi sono, dire che la ragione è una guida infedele, e che i nostri sensi sono ingannatori, è lo stesso che dire che i nostri errori sono a noi necessarj, che la nostra ignoranza è invincibile, e che Dio può senza ingiustizia punirci di avere seguitate le sole guide che ha esso voluto profusamente compartirci.(147)Era dopo d'avere domato i mostri, e punito i tiranni (dice un illustre antico) era col loro coraggio, i loro talenti, la loro beneficenza, e la loro più decisa filantropia che gli antichi eroi si aprivano le porte dell'olimpo, erano religiosi; è col digiuno, la disciplina, l'accidia, la stupida sommissione alle follie tradizionali che i settarj odierni pretendono essere fidi credenti, e suppongono aprirsi attualmente quelle del Cielo; ma siccome è loro severamente vietato di riguardarsi attorno, quindi è ch'essi debbono condursi a tentoni senza potere in verun modo ricercarne contezza del come, del quando, e del per che vi sono essi ciecamente condotti.(148)Ceux qui persecutent un philosophe, osserva sensatamenteVoltaire,sous pretexte que ses opinions peuvent être dangereuses au public sont aussi absurdes, que ceux qui craindraient que l'étude de l'algebre ne fit encherir le pain au marchè; il faut plaindre un être pensant qui s'égare; le persecuteur est insensé, & horrible.In fatti noi siamo tutti fratelli, ciò è evidente; ma se alcuno de' miei fratelli, tutto che pieno di rispetto, e di amore filiale inclinasse di supplicare il nostro padre comune in una lingua, in un tuono, ed in un metodo affatto differente da quello che io fossi portato a praticare, dovrei perciò infierire contro di esso, opprimerlo, straziarlo? Questo è ciò pur troppo, che per molto che lo abbiano tentato i filosofi amici dell'umanità, non si è mai potuto fare imprimere nelle teste abbacinate de' settarj.(149)Si potrebbe quì asserire senza timore d'ingannarsi, che di tutte le Religioni che conosciamo, il Deismo è il più di tutte le altre diramato nell'universo, essa è la Religione dominante nella China, è la setta de' saggi presso i Maomettani, e fu quella un tempo come già dimostrammo, di tutti i primi padri fondatori della credenza d'Israel e di dieci filosofi cristiani ve n'ha otto certamente di questa medesima opinione. Questa è una specie di setta senza associazione, senza cerimonie, senza dispute, senza zelo, senza persecuzione, sparsa nelle(150)Le Leggi, e la Religione non bastano contro l'infezione delle anime attaccate dal fanatismo la Religione, lungi dall'essere per quelle un alimento salutare, si converte in rodente veleno ne' cervelli contaminati da quel morbo letale. Questi uomini travviati hanno continuamente presente allo spirito gli esempi detestabili di tante proditorie aggressioni commesse piamente in nome dell'Essere Supremo, incapaci di riflettere che quella stessa Religione, che fanno stoltamente servire di base fondamentale a' loro esecrabili eccessi, è appunto quella che gli abomina in ogni senso e gli condanna. Niente sono meno importanti le Leggi di ciò che lo sia la Religione contro uomini frenetici di tal fatta, i quali persuasi fermamente che lo spirito santo, cui rendono complice di tutti i loro misfatti, e da cui pretendono essere diretti, e penetrati è al di sopra delle Leggi, ne inferiscono stoltamente che non si può giugnere a meritarlo, se non si è attaccati sulla terra da' sintomi spaventevoli del fanatismo.

Ricerche filosofiche sul sistema di Religione che più converrebbe di stabilire fra i popoli per riunire le loro Teologiche opinioni: la Specie umana non potrebbe mai riuscire con successo in tale malagevole assunto, se non se proclamando univocamente una sola Religione universale

La Religione vera, o falsa ch'ella sia, tenacemente s'impossessa dell'uomo per sino dal primo istante che natura lo produce fra i viventi, lo accompagna durante la sua vita, senza mai perderlo di vista un solo istante, e bersagliandolo senza interruzione or colla speranza di un tenebroso avvenire, ed ora co' timori di un averno fulminante, lo segue fino alla tomba, confuso, e titubante sul destino che lo attende: quest'orrido spettro più temibile ancora per le sueper le sue minacce inesorabili, che consolante per le sue mistiche promesse è stato fino ad ora un enimma impenetrabile non meno per coloro i quali abituati sempre a tremare al suo aspetto hanno ad esso conferito un esistenza reale che per gli altri i quali non vi hanno potuto scorgere che un labile fantasma bizzarramente immaginato per ammaliare, o sorprendere la credula fantasia de' mortali, senza che niuno fra questi abbia mai osato fino ad ora di rendere conto a se stesso della propria superstiziosa umiliazione; ma tutti, al contrario, servilmente piegando l'abbattuta cervice sotto il giogo pesante de' loro direttori spirituali dall'aurora della vita fino la notte della morte, essi o non vollero curare, o comprendere non seppero, che più i dogmi che ci vengono insegnati ne' varj periodi della nostra età sembrano assurdi, e ripugnanti, e vieppiù la ragione ha un diritto imperscrittibile d'invigilare contro l'errore, e l'impostura, bilicando esattamente il valore delle opinioni che l'educazione, e l'esempio resero in noi radicalmente dominanti fino dalle fascie: sempre sottomessi all'imperioso Cenno del ministro teocratico che comanda di credere, e vieta severamente di ragionare, essi riguardarono come un delitto irremissibile di fare l'esame della verità, e lo scrutinio della ragione, e allora quando si è pervenuti al punto fatale di dovere consultare l'una, o interrogare l'altra più ovunque non s'intese che la voce criminosa dell'ignoranza, e del fanatismo echeggiare, con istrepito, fino alle più recondite parti di ogni Cuore umano i sonori accenti de' loro infami trofei.

Ma appena la filosofia ha renduto felicementeall'uomo il diritto di pensare che accordato avea ad esso la natura, e che l'autorità spietata de' suoi savi ministri gli avea malignamente carpito che il primo uso che ha esso fatto delle sue facoltà intellettuali fu quello di sottrarsi alla truce schiavitù in cui gemea, spezzando i suoi Ceppi diffamanti, di combattere la vetusta superstizione degl'ingannati suoi progenitori, e di fare ricadere sovra di essa l'avvilimento, e l'esecrazione, che meritano ad ogni riguardo i suoi fautori sitibondi di sangue, tiranni ed ignoranti. E per che mai tutto il genere umano non seguita costante le stesse traccie salutari che additate ci sono da questa eccelsa filosofia, non si occupa indefesso de' medesimi consolanti principj ch'essa egregiamente prescrive? Tutte le promesse lusinghiere con le quali ogni religione seduce la mente arrendevole de' suoi credenti, valgono esse mai i dolci incanti che agli uomini procura quell'esimia direttrice delle loro azioni, la quale senza alimentarli di chimere, o di fantasmi procura loro il massimo de' beni, qual è quello d'illuminarli, e di svellere dal loro Cuore que' germi venefici della superstizione della menzogna di cui furono essi per tante volte nel mondo la vittima e lo scherno? Eh, che? tutta la terra coperta ancora di tanti milioni di esseri umani caduti ferocemente sotto il cruento acciaro de' zelanti satelliti di que' mostri non è ella sufficiente per attestarne i terribili furori? L'Europa non è tutta via fumante de' fuochi sterminatori che la consumarono sì di frequente, non mirasi quella gemere ancora sotto un affluenza incalcolabile di tempj, e di altari consecrati a' più orridi smarrimenti, ed agli assurdi? Tutti i sanguinarj flagelli che cospirarono in ogni secolo, e ovunque la distruzione del genere umano, ebbero essi altro appoggio per sostenersi,che un ipocrito zelo di religione di cui si servirono poscia di terribile arma que' mostruosi tiranni che si formarono un piacere di soggiogarlo? Chi non fremerebbe di vedere i popoli condannati a lottare promiscuamente per folle arbitrio contro tante calamitose sciagure, senza poterne calcolare giammai l'estremo termine, e quale orrore di udire l'uomo fieramente gridare al massacro, allo sterminio dell'uomo fattosi per se stesso ciecamente lo spietato promotore delle sue pene? Tale sarà mai sempre il destino deplorabile di questa specie fino a tanto che l'interesse di un popolo non saranno quelli di un altro, i diritti di un uomo quelli del suo simile, e la credenza di tutti gli esseri pensanti identica, e uniforme in ogni sua parte, basata sulla ragione, e diretta da que' salutarj principj sconosciuti pur troppo da essi onninamente fino al presente(145).

Da tale armonia univoca e concorde risultare direttamente vedremo l'uniformità inalterabile fra tutti gli esseri umani de' loro sistemi religiosi, e de' loro vincoli sociali; l'odio, e la persecuzione saranno proscritti per sempre dall'animo di essi; il germe letale di astio, e di vendetta non ritroverà più asilo ne' loro Cuori, più non si vedrà erigere un altare sulle rovine dell'altro, e l'urgente necessità d'illuminarsi, e di sviluppare la loro ragione si farà loro con veemenza più sensibile sentire. In questo modo il talismano esecrabile delle chimere che abbacinarono i popoli verrà bentosto dissipato agevolmente, e le opinioni metodiche, e sane accorreranno ad allignarsi per loro stesse in quelle teste che supponevasi destinate perpetuamente all'errore, alla menzogna.

E soltanto così che l'eterno creatore supremo può farcisi palese a prima vista onde leggervi possiamo in caratteri indelebili quale sia il vero Culto esimio, il più venerabile, il più degno di lui, senza essere costretti di ricorrere alle visioni tradizionali degli uomini, ad oggetto d'investigarne il pretto senso genuino.

Dio ha detto all'uomo, io ti ho creato, io ti ho dotato di una perspicace intelligenza, e di una purgata ragione, affinchè a te servissero entrambe, come due guide infallibili, e pronte per condurti saggiamente nella tua vita, per renderti capace di adempiere la mia volontà sovrana, ed ad un tempo medesimo conoscere ampliamente i doveri che ti vincolano alla società de' tuoi simili, a penetrarti de' moltiplici vantaggi che risultano immediatamente dall'armonia costante di tale mutuo legame.

Ecco il solo, e il vero Culto che potrebbe superiormente inalzare l'uomo rendendolo universale, per che il solo degno di un Essere Supremo, e che può dirsi giustamente marcato del suo sugello eternoe di quello della verità; ogni altro Culto porta seco la fallace impronta dell'uomo, e per conseguenza dell'errore, del fanatismo. La suprema volontà di un Dio giustissimo, e ottimo è che gli enti ragionevoli sieno felici, e per essere tali essi hanno duopo di coltivare la loro ragione, e divenire saggi, e illuminati.

Questi è infatti l'unica, e il sano Culto che un Dio di verità comanda, e che la filosofia sempre intenta a migliorare la condizione umana si studia di propalare fra le nazioni.

Impressionati profondamente da questo sublime edificante Linguaggio riconosceremo ad evidenza quanto la nostra Religione è incomparabilmente più eccelsa, più limpida, e più sana di tutte le altre conosciute, e praticate nel mondo fino al presente, laddove queste impongono alla ragione un obbedienza meramente cieca, e macchinale, quella gli permette di acquistarne ampliamente la vera idea, d'intenderla, e di profittarne senza mistero(146).

D'altronde quale mostruoso confronto rifiutare noi vedremmo analizzandole di passaggio entrambe? L'enorme opposizione fra di esse ci sorprenderà a prima vista; l'una riconosceremo avere per base la contemplazione, la morale il raziocinio, quando non è sostenuta l'altra che dall'avvilimento, dal fanatismo, dall'ignoranza: convinciamocene col fatto(147).

L'uomo atterrito dal niente che lo circonda, costernato dalla natia sua fralezza palpita, e trema ad ogn'istante sulla di lui sorte avvenire: cosa diventerò io mai, esso interroga se stesso, se non esiste un essere più potente di me capace d'invigilare alla mia Conservazione, e di proteggermi? Egli soffre sull'incertezza di meritare un si possente appoggio: egli è sollevato da quando è persuaso di rendersene degno; il primo oggetto che lo percuote, la prima idea che attonito lo rende per oscura ch'ella sia diventa la sua tutelare divinità. E dunque una si fatta idea estesa, e fortificata da una lunga successione di circostanze, e di riflessioni, modificata in mille guise differenti, passando da un uomo all'altro dall'una all'altra nazione, da un confine all'altro del mondo. Tale è infatti l'idea sulla quale si può basare fondatamente il prototipo genuino di tutte le Religioni che ingombrano la terra.

Eh che? Questo principio non è egli una conseguenza naturale delle prime riflessioni dell'uomo risolutamente abbandonato a' prestigj ammalianti della Religione? Non è questo il passo dello spirito umano allorchè comincia a sentire la necessità indispensabile di un Culto? E non si trova forse le trame di questi sentimenti primitivi nel Cuore medesimo di coloro che trassero la Culla dalla Sinagoga, dalla Chiesa, ovvero dalla Moschea? Ma quando è che il popolo si occupa esso della Religione? Quando è che egli opina seriosamente all'esistenza dell'Essere Supremo? Ciò avviene soltanto alloraquando si riconosce infelice, e mentre è pressato dal bisogno di qualche urgente immediato soccorso, che più egli non osa di aspettare nè da se stesso, nè da'suoi simili, nè dalla sorte. Quand'è che la moltitudine resta intimamente penetrata dall'esistenza di un Dio? Ciò accade allorchè un avvenimento inopinato lo abbandona in preda a qualche funesto pericolo, e quando le grandi azioni, o i prodigj sorprendenti gli annunziano la presenza di un essere onnipotente: infatti, le tempeste il fulmine, le calamità della guerra, la fame, la peste, le malattie la morte, hanno persuaso più gli uomini dell'esistenza di un Dio, di tutta l'armonia costante dell'universo, degli stupendi fenomeni della natura, e di tutte le profonde filosofiche dimostrazioni diLoke, diClarke, diLeibnitz, diNewton. Ecco l'uomo: ecco sopra qual base fondano i loro principj tutti i settarj delle Religioni volgari:Primus in orbe timor fecit Deos &c.

Ma quanto mai ritrovare dovremo a quella opposta diametralmente la Religione salutare del filosofo, quella che quì si propone per modello esemplare dell'eccelsa Religione universale da proclamarsi fra gli uomini?Per

Per poco che si attenda resta con evidenza troppo convincente dimostrato che stabilendo noi per base di tutti i nostri fondamentali sistemi che Dio ha voluto fare esistere un rapporto costante fra esso e gli uomini, che gli ha dotati di libertà, e di ragione, che gli ha renduti suscettibili di bene, e di male, che ha loro indistintamente distribuita quella discreta dose di buon senso che forma il solo, e il vero istinto dell'uomo, e sul quale, secondo i filosofi è unicamente fondata la Legge naturale; quindi chi potrebbe mai opinare senza delirio, che noi guidati da tali eccelsi ammirabili principj, non abbiamo una religione, ed una religione molto più sana, più edificante,e assai migliore di quella che vantano tutte le sette che sono fuori dal grembo salutare di essa, per il motivo incontestabile che tutte quelle sette sono degeneri da' loro fonti primitivi, e per conseguenza, o mendaci, o alterate, e la Legge naturale è vera, e sempre intatta conservatasi quale fu essa in ogni tempo conosciuta nel mondo. Così potrebbesi diffinire con un dotto antico il Deismo altro per se medesimo non essere che il buon senso purificato dall'adorazione di un Dio, e le altre Religioni il buon senso pervertito dalla superstizione: dal che proviene che tutte le sette sono fra elleno si opposte, e si discrepanti, e che la morale su di cui il Deismo è essenzialmente fondato è per tutto la stessa: ciò accadere veggiamo unicamente per il solo motivo che quelle sono l'opera degli uomini, e che questa procede immediatamente dall'Essere Supremo; tanto è ciò vero, quanto che non si ha di sorte alcuna, traccia nell'Istoria che i fautori di questa abbiano cagionato giammai il benchè minimo tumulto sopra la terra, quando si vide questa mille volte lordata di sangue, e di misfatti atroci da' partigiani di quella; la più convincente ragione di tale notabile differenza si è per che i primi sono filosofi; or i filosofi possono fare degli erronei ragionamenti, ma non soliono mai usare intrighi, o violenze per costringere gli uomini che hanno l'infortunio di non appartenere alla loro classe benemerita del mondo ad adottarli come giusti, nel modo che praticare veggiamo agli ultimi ferocemente contro di coloro che ammettere non vogliono le loro mistiche illusioni(148).

A quale speculazione più eccelsa, più utile, più penetrante si è inalzato giammai la filosofia di quella che risulta da un si profondo ammirabile deismo? Ma questo domma sì semplice, sì salutare, non fu giammai in tutta la sua purità la religione fondamentale di alcun popolo, benchè fra questi molti individui si trovino, per altro, che ne facciano aperta professione senza mistero(149). Ma la generalitàdegli uomini frattanto, che inerisce per lo più alle apparenti dimostrazioni macchinali v'intruse ciecamente le sue misteriose follie, e le stupide assurdità de' suoi spirituali direttori, abbandonando i sublimi principj della Religione naturale, i quali non espongono la società a verun pericolo nè infortunio, ma colle possenti edificanti verità ch'essi per loro medesimi racchiudono, consolidano fermamente la vera felicità degli osservanti, perfezionano le Leggi destinate a proteggere la giustizia, e l'innocenza, e somministrano l'idea sublime inalterabile di un Dio che al solo filosofo concerne assolutamente di estollere con buon senso, e di adorare con animo integro, e con intima fondata Convinzione.

Dal che dovremo quì ragionevolmente conchiudere che siccome la Religione che ha per sua base inconcussa la purità, la semplicità, la chiarezza, esente da pregiudizj, e da cerimonie abusive quale l'abbiamo noi radicalmente fondata, forma il più solido conforto di coloro che la professano, così quella che non si regge che sulle pratiche inutili, su' dubbi, su' misterj, e sul fanatismo, forma il perpetuo tormento de' suoi seguaci, ed è degna dell'abominio degli uomini, e dell'obblio de' saggi. Ma per che mai esclama Shaftesbury il nome di Deista rispettare non si mira tanto che basti; per che mai tutti gli uomini non prendono essi unanimi questo carattere esimio? Il solo Codice che noi dovremmo riguardare sano, il solo vangelo che leggere, e meditare assiduamente si dovrebbe è il gran libro della natura vergato di propria mano dell'Eterno, e sigillato dalla sua Divina incorruttibile impronta, e la sola religione che si dovrebbe generalmente professareda tutti gli enti ragionevoli è quella unicamente di adorare un solo Dio, di essere integerrimi, saggi, e umani; altri santi non si dovrebbe solennemente canonizzare in questa eccelsa religione, che i benefattori dell'umanità, gl'inventori di nuove utili arti, ed i propalatori di lumi, e di coltura; ed altri non potrebbero dirsi riprovati, solo che i protervi malfattori verso la società, i fanatici atrabilari nemici della felicità pubblica, e gl'insensati persecutori dell'umana ragione. Un Culto di sifatta natura non può essere fondato che sopra de' principj eterni, e invariabili, e che suscettibili come le proposizioni della Geometria delle dimostrazioni le più evidenti, sieno attinte nella stessa natura dell'uomo, e delle cose. Or tali inconcussi principj una volta esattamente conosciuti da una classe d'individui, anche da un popolo, per che mai non potrebbero quelli convenire del pari a tutte le nazioni della terra, all'intera società umana? E se l'accidente ci fa scorgere fra di esse qualche apparente varietà, ciò non può succedere che in alcune delle applicazioni a' medesimi ne' paesi differenti dove il caso pone certi popoli, senza che vi concorra forse la loro volontà, o disposizione. Quindi è tanto impossibile che una Religione sì pura, sì eterna, e sì ammirabile produca sulla terra il benchè minimo nocumento, quanto il fanatismo delle sette odierne non ne commettesse a esuberanza in tante guise differenti, malgrado che la stessa Religione sdegnosamente se ne opponga, e le Leggi adirate vi si allarmino contro con furore(150).

Rapiti da un estasi Divina che questo Culto insigne ci prepara in guiderdone della resipiscenza nostra, noi vedremo allora un effetto pronto, e salutare delle nostre fervide ossecrazioni, le quali tutte indirizzate onninamente saranno al solo Essere Supremo, ed esso ci procurerà una folla immensa di beni, allora quando noi ce ne renderemo degni, colla virtuosa condotta nostra, colla nostra ragione; esso può solo somministrarci gli antidoti efficaci co' quali porgere un immediato conforto a tutti i nostri mali; esso non ci punisce, o non ci dimostra de' rigori, se non se quando noi gli volgiamo il dorso per prostituire i nostri incensi all'esecrabile altare delle follie che la nostra imbecille superstizione osa di frequente inalzare sul trono che ad esso appartiene unicamente ad ogni riguardo.

Queste sono tutte verità che autenticate ampliamente vedremo in ogni tempo sempre che l'animo nostro vi sia disposto completamente ad abbracciarle, a trarne quel profitto che all'uomo lice di ricavarne, ed a restare insieme persuasi, non esservi follia più deplorabile, e più meritevole di essere giustamente combattuta di quella che lungi dal procurare alcun bene solido, e durabile alla specie umana, non fa che deviarla dal retto sentiere, cagionarli de' trasporti, renderla miserabile, privandola di quelle proficue cognizioni che sole potrebbero mitigare il crudele rigore della sua sorte. Gliesseri umanienti ragionevolitenteranno indarno di essere sanati da' loro smarrimenti, se non cercano di liberarsi da' loro inveterati pregiudizj. Non è che mostrando loro la verità ch'essi conosceranno i loro interessi i più cari, ed i motivi reali che debbono portarli al possesso del vero bene. Gl'istruttori de' popoli dopo di avere fissato inutilmente i loro sguardi attoniti sul Cielo, dovrebbero finalmente ricondurli sopra la terra, e proscrivere da' loro ammaestramenti quelle favole ridicole, quelle cerimonie puerili che hanno fatto per tanti secoli travviare lo Spirito umano, per non occuparlo che di verità sensibili, di una tersa morale, e di utili e instruttive Cognizioni.

Fine

(145)Qual'è mai la Religione che possa dirsi giustamente ottima nel senso che inferiamo, e la più efficace a formare per se stessa la solida perenne felicità de' suoi seguaci? Quella, senza dubbio, che è la più colta, la più tollerante, e il di cui Clero non ha la benchè minima influenza sulla morale de' Cittadini. Qual'è mai quella Religione che possa considerarsi daddovero fregiata di sì ammirabile carattere? L'IlluminatoElvezioci risponde su tale proposito:Celle, ou qui n'a comme la payenne aucun dogme, ou qui se reduit comme celle des philosophes à une morale saine, & élévée, qui sans doute sera un jour la Réligion de l'univers.De l'hom. Sect. 1. C. XIV. p. 77.

(145)Qual'è mai la Religione che possa dirsi giustamente ottima nel senso che inferiamo, e la più efficace a formare per se stessa la solida perenne felicità de' suoi seguaci? Quella, senza dubbio, che è la più colta, la più tollerante, e il di cui Clero non ha la benchè minima influenza sulla morale de' Cittadini. Qual'è mai quella Religione che possa considerarsi daddovero fregiata di sì ammirabile carattere? L'IlluminatoElvezioci risponde su tale proposito:Celle, ou qui n'a comme la payenne aucun dogme, ou qui se reduit comme celle des philosophes à une morale saine, & élévée, qui sans doute sera un jour la Réligion de l'univers.De l'hom. Sect. 1. C. XIV. p. 77.

(146)Noi udiamo ripetere incessantemente da tutti i settari chele verità racchiuse nella Religione sono infinitamente al di sopra dell'umana ragione: Quale insano pensiere! Dunque secondo questo assurdo principio si dedurrebbe che queste verità non possono essere fatte per gli enti ragionevoli:au moment même(come lo riflette un pensatore insigne[)],qu'on interdirait la connoissance de certaines verités il ne serait plus permis d'en dire aucune: nulle gens puissans, & souvent même mal intentionnés, sous pretexte qu'il est quelque fois sage de taire la verité la banniroient entièrement de l'univers. Aussi le public éclairé qui seul en connoit tout le prix, la demande sans cesse: il ne craint point de s'exposer à des maux incertains, pour jouir des avantages réels qu'elle procure.Oltre a ciò, pretendere che la ragione possa ingannarci è un volere insanamente opinare che la verità possa essere falsa, che l'utile possa essere nocevole: la Ragione è essa altra cosa che la cognizione del vero, e del proficuo? D'altronde non avendo noi per bene condurci in questa vita che la sola nostra Ragione più o meno esercitata, e qual'essa è, e i nostri sensi quali essi sono, dire che la ragione è una guida infedele, e che i nostri sensi sono ingannatori, è lo stesso che dire che i nostri errori sono a noi necessarj, che la nostra ignoranza è invincibile, e che Dio può senza ingiustizia punirci di avere seguitate le sole guide che ha esso voluto profusamente compartirci.

(146)Noi udiamo ripetere incessantemente da tutti i settari chele verità racchiuse nella Religione sono infinitamente al di sopra dell'umana ragione: Quale insano pensiere! Dunque secondo questo assurdo principio si dedurrebbe che queste verità non possono essere fatte per gli enti ragionevoli:au moment même(come lo riflette un pensatore insigne[)],qu'on interdirait la connoissance de certaines verités il ne serait plus permis d'en dire aucune: nulle gens puissans, & souvent même mal intentionnés, sous pretexte qu'il est quelque fois sage de taire la verité la banniroient entièrement de l'univers. Aussi le public éclairé qui seul en connoit tout le prix, la demande sans cesse: il ne craint point de s'exposer à des maux incertains, pour jouir des avantages réels qu'elle procure.Oltre a ciò, pretendere che la ragione possa ingannarci è un volere insanamente opinare che la verità possa essere falsa, che l'utile possa essere nocevole: la Ragione è essa altra cosa che la cognizione del vero, e del proficuo? D'altronde non avendo noi per bene condurci in questa vita che la sola nostra Ragione più o meno esercitata, e qual'essa è, e i nostri sensi quali essi sono, dire che la ragione è una guida infedele, e che i nostri sensi sono ingannatori, è lo stesso che dire che i nostri errori sono a noi necessarj, che la nostra ignoranza è invincibile, e che Dio può senza ingiustizia punirci di avere seguitate le sole guide che ha esso voluto profusamente compartirci.

(147)Era dopo d'avere domato i mostri, e punito i tiranni (dice un illustre antico) era col loro coraggio, i loro talenti, la loro beneficenza, e la loro più decisa filantropia che gli antichi eroi si aprivano le porte dell'olimpo, erano religiosi; è col digiuno, la disciplina, l'accidia, la stupida sommissione alle follie tradizionali che i settarj odierni pretendono essere fidi credenti, e suppongono aprirsi attualmente quelle del Cielo; ma siccome è loro severamente vietato di riguardarsi attorno, quindi è ch'essi debbono condursi a tentoni senza potere in verun modo ricercarne contezza del come, del quando, e del per che vi sono essi ciecamente condotti.

(147)Era dopo d'avere domato i mostri, e punito i tiranni (dice un illustre antico) era col loro coraggio, i loro talenti, la loro beneficenza, e la loro più decisa filantropia che gli antichi eroi si aprivano le porte dell'olimpo, erano religiosi; è col digiuno, la disciplina, l'accidia, la stupida sommissione alle follie tradizionali che i settarj odierni pretendono essere fidi credenti, e suppongono aprirsi attualmente quelle del Cielo; ma siccome è loro severamente vietato di riguardarsi attorno, quindi è ch'essi debbono condursi a tentoni senza potere in verun modo ricercarne contezza del come, del quando, e del per che vi sono essi ciecamente condotti.

(148)Ceux qui persecutent un philosophe, osserva sensatamenteVoltaire,sous pretexte que ses opinions peuvent être dangereuses au public sont aussi absurdes, que ceux qui craindraient que l'étude de l'algebre ne fit encherir le pain au marchè; il faut plaindre un être pensant qui s'égare; le persecuteur est insensé, & horrible.In fatti noi siamo tutti fratelli, ciò è evidente; ma se alcuno de' miei fratelli, tutto che pieno di rispetto, e di amore filiale inclinasse di supplicare il nostro padre comune in una lingua, in un tuono, ed in un metodo affatto differente da quello che io fossi portato a praticare, dovrei perciò infierire contro di esso, opprimerlo, straziarlo? Questo è ciò pur troppo, che per molto che lo abbiano tentato i filosofi amici dell'umanità, non si è mai potuto fare imprimere nelle teste abbacinate de' settarj.

(148)Ceux qui persecutent un philosophe, osserva sensatamenteVoltaire,sous pretexte que ses opinions peuvent être dangereuses au public sont aussi absurdes, que ceux qui craindraient que l'étude de l'algebre ne fit encherir le pain au marchè; il faut plaindre un être pensant qui s'égare; le persecuteur est insensé, & horrible.In fatti noi siamo tutti fratelli, ciò è evidente; ma se alcuno de' miei fratelli, tutto che pieno di rispetto, e di amore filiale inclinasse di supplicare il nostro padre comune in una lingua, in un tuono, ed in un metodo affatto differente da quello che io fossi portato a praticare, dovrei perciò infierire contro di esso, opprimerlo, straziarlo? Questo è ciò pur troppo, che per molto che lo abbiano tentato i filosofi amici dell'umanità, non si è mai potuto fare imprimere nelle teste abbacinate de' settarj.

(149)Si potrebbe quì asserire senza timore d'ingannarsi, che di tutte le Religioni che conosciamo, il Deismo è il più di tutte le altre diramato nell'universo, essa è la Religione dominante nella China, è la setta de' saggi presso i Maomettani, e fu quella un tempo come già dimostrammo, di tutti i primi padri fondatori della credenza d'Israel e di dieci filosofi cristiani ve n'ha otto certamente di questa medesima opinione. Questa è una specie di setta senza associazione, senza cerimonie, senza dispute, senza zelo, senza persecuzione, sparsa nelle

(149)Si potrebbe quì asserire senza timore d'ingannarsi, che di tutte le Religioni che conosciamo, il Deismo è il più di tutte le altre diramato nell'universo, essa è la Religione dominante nella China, è la setta de' saggi presso i Maomettani, e fu quella un tempo come già dimostrammo, di tutti i primi padri fondatori della credenza d'Israel e di dieci filosofi cristiani ve n'ha otto certamente di questa medesima opinione. Questa è una specie di setta senza associazione, senza cerimonie, senza dispute, senza zelo, senza persecuzione, sparsa nelle

(150)Le Leggi, e la Religione non bastano contro l'infezione delle anime attaccate dal fanatismo la Religione, lungi dall'essere per quelle un alimento salutare, si converte in rodente veleno ne' cervelli contaminati da quel morbo letale. Questi uomini travviati hanno continuamente presente allo spirito gli esempi detestabili di tante proditorie aggressioni commesse piamente in nome dell'Essere Supremo, incapaci di riflettere che quella stessa Religione, che fanno stoltamente servire di base fondamentale a' loro esecrabili eccessi, è appunto quella che gli abomina in ogni senso e gli condanna. Niente sono meno importanti le Leggi di ciò che lo sia la Religione contro uomini frenetici di tal fatta, i quali persuasi fermamente che lo spirito santo, cui rendono complice di tutti i loro misfatti, e da cui pretendono essere diretti, e penetrati è al di sopra delle Leggi, ne inferiscono stoltamente che non si può giugnere a meritarlo, se non si è attaccati sulla terra da' sintomi spaventevoli del fanatismo.

(150)Le Leggi, e la Religione non bastano contro l'infezione delle anime attaccate dal fanatismo la Religione, lungi dall'essere per quelle un alimento salutare, si converte in rodente veleno ne' cervelli contaminati da quel morbo letale. Questi uomini travviati hanno continuamente presente allo spirito gli esempi detestabili di tante proditorie aggressioni commesse piamente in nome dell'Essere Supremo, incapaci di riflettere che quella stessa Religione, che fanno stoltamente servire di base fondamentale a' loro esecrabili eccessi, è appunto quella che gli abomina in ogni senso e gli condanna. Niente sono meno importanti le Leggi di ciò che lo sia la Religione contro uomini frenetici di tal fatta, i quali persuasi fermamente che lo spirito santo, cui rendono complice di tutti i loro misfatti, e da cui pretendono essere diretti, e penetrati è al di sopra delle Leggi, ne inferiscono stoltamente che non si può giugnere a meritarlo, se non si è attaccati sulla terra da' sintomi spaventevoli del fanatismo.


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