XI.La Pazza.

— Vi ringrazio, per parte mia, Monsignore, delle consolanti parole che avete trovato per quell'infelice. Non dubito punto che riuscirete a salvarlo da quell'inferno, e a farlo rientrare nel suo paese.

— Sarebbe pericoloso — mi disse. — I parenti di Vlado potrebbero usare sopra di lui le solite rappresaglie. Il padre di Mariska è anch'egli irritato oltremodo contro di lui, perchè l'affare s'è divulgato, e divennero esso ed il suo figliuolo, oggetti di disprezzo e di abbominio. Seppi che ha dovuto abbandonare il paese dove aveva il suo podere, perchè non trovava più colono che volesse lavorare per lui, come sua figlia non aveva più trovato un galantuomo che consentisse a sposarla.

— E la povera Yella, che n'è di lei?

— Se noi fossimo padroni degli avvenimenti, e liberi di scegliere una soluzione al doloroso dramma, vi confesso che lo finirei con un buon matrimonio fra essa e il suo terribile difensore.

— Ella è madre oggimai — disse il Vladica — e pazza, ma d'una pazzia tranquilla, innocente, che non lascia temere di alcun sinistro.

— È una singolare follia quella in cui cadde la sventurata. Figuratevi! Ella non vuol credere alla morte del suo fidanzato, e sorride d'incredulità tutte le volte che gliene parlano per richiamarla alla coscienza di sè stessa e del mondo reale. Aspetta sempre il suofratello d'anima, il suo sposo, il suo solo ed unico amore. — M'era stato detto che mi tradiva per una forestiera bellissima e ricca che l'aveva preso nelle sue reti. È una menzogna! È una calunnia! Il mio Vlado non mi ha mai tradita nè abbandonata un istante. —

— Voi vedete bene — soggiunse il Vladica — codesta follia non può dirsi una disgrazia per quella infelice. È forse un sollievo, un conforto che le manda il Signore per raddolcire la sua sventura!

— Se verrete a trovarmi nel mio paese, come mi avete promesso — aggiunse egli — vi farò vedere la povera pazza, come vi ho mostrato il suo vendicatore a Gradisca. È ancora una bella donna, un po' selvatica e strana, per effetto della sua allucinazione, ma un vero tipo della Montenegrina: occhi neri, chiome nere, carnagione abbronzata dal sole, snella e spigliata della persona come una figlia delle foreste.

Yella dimora in compagnia della madre che vive ancora, e che fu messa in istato di provvedere alle prime necessità della vita.

Yella non ha punto a soffrire per altri riguardi. L'intolleranza delle compagne ha dato luogo ad un miglior sentimento. Yella è ora considerata come la vedova di Vlado, e la sua disgrazia, più grande ancora della sua colpa, non ispira che la compassione e l'affetto. —


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