Chapter 12

Intanto l'Anastasi venne a morire, e mi si fece intorno un vero deserto.

Fu allora che, per un'avventurosa sorte, ebbi agio di conoscere la vostra famiglia. Vidi i vostri genitori, coppia mirabile per sensi dilicati e gentili, vidi voi che in quei tempi eravate una bionda e gracile pargoletta, e mi rammento come si stringesse presto amicizia fra noi due, e come spesso correste festosa a pigliarmi pel lembo dell'abito e a nascondere fra le mie ginocchia la vostra testina ricciuta. E rientrando in casa mia, le stanze mi parevano più fredde, più squallide, più deserte che mai, e io mi corrucciavo di quel silenzio, e tornavo a chieder ricetto nella vostra dimora, come torna al suo nido la rondine.

La vostra mamma, scorgendo la simpatia che legava voi e me, mi disse una mattina, con quella sua cara schiettezza: — Signora Adelaide, voi che siete tanto.... (e qui c'era un complimento ch'io non voglio ripetere) sareste disposta ad assumervi l'educazione della mia Lina? —

Io risposi di sì, e.... il resto voi lo sapete. Ero rimasta senza famiglia, ed ebbi la vostra; ero senza uno scopo nell'esistenza, e il pensiero di svolgere in voi le facoltà dell'animo e dell'ingegno riempì il vuoto del mio cuore; ero senza ambizioni, ed ebbi quella della vostra riuscita. Ai molti disinganni della mia giovinezza potei contrapporre l'affetto vostro costante,la fiducia, non ismentitasi mai, di chi vi confidò alle mie cure. Ora voi mi lasciate, e m'è tolta con voi sì larga parte di consolazioni e di compiacenze. Ma ho imparato frattanto che anche le vecchie zittelle possono trovare un posto nel mondo, quando invece di chiudersi nel guscio dell'egoismo, sanno spendere quei tesori d'affetto che si raccolgono in cuore a ogni donna. Ai miei quarantatrè anni, che a prima vista paion sessanta (state quieta con quella vostra testina che fa segno di no), io mi sento meno desolata, men vecchia di quello ch'io non fossi a ventotto ed a trenta, e poichè di questo mutamento io vo debitrice a voi ed ai vostri, vedete se potevo far meno, per ricambiarvene, che raccontarvi la mia storia.

— Ma.... edi lui, — chiese sommessamente la giovinetta, — avete mai saputo nuova?

— Oh Lina! Egli è salito assai alto, e salirà ancora di più, perchè non gli manca nè l'ambizione che aspira ai grandi successi, nè l'ingegno che sa conseguirli. Io non l'ho riveduto. Però, sono ormai undici anni, in una delle nostre gite a Milano, essendo con voi fanciulletta ai Giardini Pubblici, fui colpita dalla leggiadria di due bambini vestiti con rara eleganza. Uno d'essi correndo venne a urtare contro di me, onde la governante, una francese, lo ammonì severamente. Io le chiesi chi fossero quelle vispe creaturine che la tenevano in tante faccende. Ella ne proferì il nome. Era il nome dilui.... Avrebbero potuto esser miei figli!... Il dì seguente noi partimmo di Milano.... —

La signora Adelaide proferì queste parole con voce tremula e velata, e si alzò repentinamente dalla sediaper non lasciarsi vincere dalla commozione.... — O la splendida sera! — soggiunse tosto levando gli occhi al firmamento. Ed era infatti una splendida sera. La luna nel pieno suo disco erasi levata nitida e argentea sopra le brune masse del boschetto di carpini, una brezza soavissima temperava gli ardori estivi e faceva dondolare voluttuosamente le tuberose sul gracile stelo. Una sola nuvoletta piccola, candida, sottile come un fiocco di cotone che un bambino solleva con l'alito, seguiva a poca distanza l'astro malinconico: sarebbesi detto che la regina delle notti si faceva portar dietro il suo velo da invisibili ancelle. Tra le fronde del boschetto gli usignoli gorgheggiavano a piena gola, coprendo coi loro trilli armoniosi il gracchiar monotono delle cicale sparse per la campagna. Lina intese il tacito invito della signora Adelaide, e sorta in piedi, e copertosi il capo con una pezzuola bianca per ripararsi dalla rugiada, pose il braccio sotto il braccio di lei e si avviò seco lungo i capricciosi sentieri del giardino.

Noi non seguiremo le due donne nella loro passeggiata notturna; chè, se alla leggiadra Lina piace di sentirsi ripetere le confidenze della sua compagna, noi crediamo che ai lettori basterà di aver inteso una voltail racconto della signora Adelaide.

1869.


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