IX.I Racconti della Milla.

IX.I Racconti della Milla.

Sofia.Oggi dunque avremo da noi la Milla, è vero, sorelle? Quanto è buona la vecchia Milla, eh? che ne dite?

Sorelle.Buonissima; devi dire buonissima.

Sof.L'avete caro ch'ella venga a tenerci compagnia?

Sorelle.Altro!

Maria.Io n'ho un gusto matto.

Teresa.Io vorrei averla meco il giorno e la notte.

Sofia.Or ora sarà qui. Poniamo in ordine i nostri lavori.

Luigia.E prepariamoci a stare allegre davvero.

Maria.Già io mi aspetto un racconto.

Angiolina.Io la chicca....

Teresa.Oh, sì! Appena è venuta, glielo dico subito veh! un racconto da sua pari.

Luigia.Porterà la rocca e io voglio filare con la sua rocca; io mi ci diverto tanto!

Angiol.Ma quanto si fa aspettare!

Sof.Oh! un po' di pazienza. Sono andati a chiamarla ch'è poco. La non ha le nostre gambe, sapete?

Angiol.Potevano esser andati a chiamarla più presto.

Maria.Oh che uggia aspettar tanto!

Sofia.Zitte, zitte, bambine! Sentite.... intanto che aspettiamo, farò io da Milla. Vo' vedere se so imitarla. Questa mazza del babbo sarà la rocca.... Qui, nel suo seggiolone. Bambine mie.... (cercando d'imitare la Milla).

Luigia.Oh! sì, sì, facci un po' ridere. Ma ci vorrebbero gli occhiali.

Sofia.Hai ragione, gli occhiali; e dov'è ora un pajo d'occhiali? Basta, figuratevi ch'io gli abbia. Ecco; grassa grassa; co' suoi occhialoni a cavalluccio sul naso. Comincia a filare.... Noi ci mettiamo fitte fitte intorno a lei e la guardiamo.... Comincia a ridere.... Ecco, si mette le mani in tasca....

Angiol.E tira fuora un confetto....

Sofia.No signora.... E tira fuori la scatola del tabacco (figura di prendere il tabacco).

Angiol.Eh! va' via col tabacco.

Sofia.E poi dice.... dopo aver tossito....

Maria.Volete sentire un racconto?

Sofia.Aspetta! — Bambine mie, state voi tutte bene? Avete voglia?...

Maria.Di sentir come e quando....

Sofia.Ancora no! Non mi interrompete. — Avete voi voglia di lavorare?

Maria.Che! Tu non ci riesci a imitarla.

Luigia.Queste non sono dimande da farsi a noi.

Teresa.Sarebbe un'offesa. Noi lavoriamo sempre di genio.

Luigia.Ce ne vuole per essere un'altra Milla!

Sofia.Eh! lo so, per contentare voialtre....

Angiol.E poi la prima cosa dev'essere la chicca.

Milla.Come, come? I' ho a sentire anche questa? Deo grazia, bambine.

Così dicendo, la Milla (udite l'ultime parole dell'Angiolina) apre la porta, ed entra. Le giovinette, sorprese ed allegre, esclamano:

«Eccola, Eccola! Viva la nostra Milla!» Poi corrono ad incontrarla. L'Angiolina si mostra un po' compunta, e meno sollecita; ma a lei, prima che alle altre, la Milla si volge sorridendo, e le dice:

Milla.Non le vo' più sentire queste cose, Angiolina mia. Non conviene mostrarsi ghiotta, nè anche per ischerzo. E poi, un bravo signore m'ha detto che i dolci fanno male ai bambini; e so che la mamma pensa come lui; e hanno ragione. Oh! non voglio far cose di danno a te e di dispiacere a tua madre. Ho per voi tutte un racconto, che ve ne grillerà 'l core. Andiamo andiamo (va nel suo seggiolone); a sedere tutte: e prendete i vostri compiti. Il babbo e la mamma son fuori eh? Ed io farò da babbo e da mamma, se Dio m'aiti.

Sofia.Brava, brava! Siamo tutte contente quando vieni da noi.

Maria.E quanto ti abbiamo desiderata!

Angiol.Più di tutto di tutto!

Milla.E per me è un giorno di festa quando sono con voi.

Sofia.Andiamo, io qui accanto alla Milla. Tu qui, Maria... e voialtre.... sicuro.... così va bene. Tutte intorno alla brava Milla (le bambine si pongono a sedere).

Milla.O bene via! Dite un po', le mie care fanciulle.... (le bambine ridono mentre la Milla si accomoda gli occhiali). Oh! E ora? di che ridete?... Almanco aspettate ch'io mi sia messo le barelle sul naso, prima di far questi versi. Vedete un po'!... Insomma, si può sapere di che tanto ridiate?

Bambin.Sofia....

Sofia.Oh! lo dirò io il perchè. La Milla mi perdonerà lo scherzo, io spero. Sai tu, Milla? Mi era posta nel tuo seggiolone per contraffarti; mi dispiaceva di non avere gli occhiali da par tua.... e ora che gli hai....

Milla.Ho capito, via, ho capito. A lei, signora dottoressa, si metta gli occhiali, e mi contraffaccia meglio ora (e mette i suoi occhiali sul naso a Sofia).

Bam.(ridono vedendo la Sofia con gli occhiali della Milla).

Milla.Chi burla è burlato, dice il proverbio, sa ella?

Sofia.Per carità! Che te lo sei avuto a male, Milla mia, questo scherzo?

Milla.No, no, il Ciel me ne guardi! Anch'io fo per chiasso. I' so bene che il brio di voialtre fanciulline è innocente; e che nessuna di voi avrebbe il coraggio di beffarsi di una povera vecchia. Ora stiamo allegre, su via, stiamo allegre. Se sapeste! Ho tanta voglia anch'io di spassarmi con voi! Quand'io ho a venir qui, mi sento quasi ringiovanire.

E le fanciullette, fatta corona alla vecchia, si sogguardano e sorridono col lavoro in mano, aspettandosi a ogni momento che la buona vecchia incominci a dire le solite barzellette o a raccontare. Essa avvolge il pennecchio alla rocca, vi adatta la pergamena, e guarda sorridendo quel cerchio di fantoline, i cui anni messi tutti insieme, appena appena fanno la metà de' suoi. Per due o tre volte fa con la bocca un certo atto, come di chi vuol parlare, e poi non trova subito il verso, o pensa ad altro; e le fanciulle, per due o tre volte si rigirano sulla sedia e spingono innanzi la faccia, come chi si dispone a sentir cosa che assai gli prema. Finalmente la Milla apre la bocca per parlare di buono, e incomincia in questo modo.

Milla.Oh.... sentite.... Ma prima, dovete sapere ch'egli è un fatto proprio vero, seguito giù di quì, e' son anni, anni!... E' mi fu raccontato da un baccalare, da uno di que' che la sanno lunga. E vi dirò le sue proprie parole. Oh! sì, me ne ricordo come se fuss'ora. Dunque state asentire.... Badiamo veh! gli è un po' lungo, ma e' vi piacerà: e non mi interrompete, eh, voialtre piccine?

Bam.No, no, Milla. Fa' presto.

Milla.Ch'i' non senta uno zitto! Me lo promettete?

Bam.Sì, te lo promettiamo. Racconta, racconta.

Milla.Comincio subito. Ma voglio posar la rocca, perchè non vorrei....

Bam.Oh che pazienza!

Milla.Meno furia! Roma non fu fatta in un giorno. Mettiamola qui. Ve', ve', a Maria farebbe gola quella rocca. Verrà tempo che filerai anche tu.

Maria.No, no; ora non ne ho voglia. Mi par mill'anni che tu incominci.

Milla.Eccomi davvero. Sentite (sputa, si soffia il naso, e principia)


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