Chapter 6

Con l’andar del tempo Michele potè venire in chiaro di tutto, e a noi basterà sapere che quella meschina, dopo la morte di sua madre, era stata condotta da Cintio fuori via, a Napoli. Quivi costui, dopo aver tentato invano d’indurla a secondare le sue prave intenzioni, prese l’iniqua risoluzione di legarsi le scarpe e fumarsela,[175]mutando nome e abbandonandola nelle stremezze[176]della povertà. La sventurata col suo bambino in collo, si trascinò a piedi, figuratevi con quanti strapazzi, fino a Firenze, dove la miseria, la vergogna e lo sfinimento l’avevano indotta a lasciare in quel modo il bambino, che non poteva più essere nutrito dal seno materno. Ma lo spasimo di quel distacco, dopo i sofferti patimenti, le fece scoppiare il cuore.

Il bambino fu presto levato dagl’Innocenti e preso per suo da Michele, il quale non avendo potuto salvare la povera Maria, volle almeno esser padre di quello sventurato figliuolo, e dargli il proprio nome e l’educazione e uno stato. Così il povero piccino trovò anche una madre, e voi avete già indovinato chi fosse: l’Anna lo tenne insieme coi suoi figliuoli, e senza la menoma parzialità lo assistè come quelli.

Il fanciullino era già arrivato all’età di cinque anni, allorchèun giovine medico, amico di Michele, e venuto su co’ medesimi sentimenti, ritornando da un viaggio fatto per suo studio nella Francia e nell’Inghilterra, lo incontrò con esso per mano.

— Oh! — disse il medico nel far le feste all’amico e accarezzando il bambino — mi rallegro davvero! Tu hai moglie; e che bel figliuolo!

— Eh! non ho moglie io! gli è adottivo — rispose Michele sottovoce; — ma gli voglio bene come se fosse mio.

— Lo credo! Poi seguitarono a passeggiare, e insieme tornarono col pensiero alle antiche ricordanze e a discorrere degli amici della prima gioventù. Allora il medico giugnendo le mani in atto di gran dolore:

— A proposito! sa’ tu chi mi toccò a vedere tra i galeotti nel bagno di Brest là in Francia? E sì che quando imparammo a conoscerlo pareva ch’e’ dovesse fare buona riuscita. Quel Cintio....

— Dio mio! zitto! — e non volendo, tirò a sè con una stratta[177]il fanciullo, che quasi impaurito: «Babbo!» esclamava «non ci sono carrozze!» L’amico, maravigliato: — Sarebbe mai?...

— Non lo dire a nessuno! Chè sebbene quest’innocente non sappia nulla, pure potrebbe un tempo.... chi sa?

— Tu hai ragione. Neanche all’aria! — E s’inchinava intenerito a dare un bacio al fanciullo. Poi Michele soggiunse:

— Disgraziato! E non vi sarebbe verso di far qualche cosa per lui? — L’amico, guardandolo con un’occhiata di rassegnazione compassionevole: — Al mio ritorno dall’Inghilterra era morto — articolò con le labbra; e coprendosi il volto andò via. Michele restò come tocco dal fulmine!

Il buon giovine voleva un gran bene al suo figliuolo adottivo; ma d’allora in poi l’affetto verso di lui fu anche maggiore, e Michelino seppe essergli riconoscente qual vero figliuolo.

Queste due famiglie d’onesti popolani solevano fare di nascosto delle elemosine a chi ne aveva proprio bisogno, e soprattutto quando ricorreva qualche solennità religiosa o qualche festa domestica. D’allora in poi ne fecero anche di più; e ogni volta che un infelice riceveva da essi la carità benedicendo i misericordiosi e ringraziando Iddio con le lagrime della riconoscenza, essi gli dicevano all’orecchio: — Pregate per l’anima di due nostri poveri amici! —


Back to IndexNext