ALLE LUCCIOLE.

ALLE LUCCIOLE.

O mobili e viventiAtomi luminosi,Che pe' cheti riposiDe le notti silenti,Muovete in fra le siepiDegli orti e dei presépi;O lucciole errabondeChe mi girate intorno,Da queste, ov'io soggiorno,De l'Arno ospiti sponde,A lei la mente io giro,Che un dì fu il mio sospiro.Con infantil costumePei taciti vïaliElla seguiavi, e l'aliV'invidiava e il lume,Che non diè il fato rioA noi, simili a Dio.Pe 'l verdeggiante pianoNoi vagavam co 'l vento,Angioli d'un momento,Tenendoci per mano;E gl'istanti fugaciNumeravam coi baci.Tutto or passò! Le infideGioie annerì l'oblio;E forse al nome mioPensando, ella sorride;Sorride, ed io frattantoSogno d'un'altra accanto.D'una, che ha neri e belliTutti amor gli occhi, ed unaSera mi diè la brunaCiocca dei suoi capelli;D'una che ancor può darmiLe illusïoni e i carmi.Io di lusinghe aurataNon tesserò catenaA quella sua serenaAnima innamorata,Chè poveretto e lassoSovra la terra io passo.Che val? Com'ape o uccelloChe va di ramo in fiore,Passa su noi l'amore,Che, perchè ha l'ali, è bello;Ha l'ali e il miel raccoglieDe le più dolci foglie.Ma questa ora fioritaChe sopra il cor mi vola,Questa ricchezza solaDar posso a la sua vita:Fulgor d'oro e di tedeAltri le dia, se il chiede.Quest'ora è mia; m'accendeAmor l'alma e son vivo;Siccome il fuggitivoFoco che in voi risplende,Quest'ora è il mio tesoro,O lucciolette d'oro.Qualor, pensoso, al tardoRaggio degli astri incerti,Fra questi olmi desertiAl vostro lume io guardo,Al buio orrido immensoE a nostra sorte io penso.Chi sa? Forse de l'erbe,A cui movete in giro,Far credete un empiro,O picciole superbe,Spaziando inclite e belleAd emular le stelle.Chi sa? Simili a voiForse non siam? Non siamoTutti, gorilla o Adamo,Codarde anime o eroi,Fuggevoli scintille,Che morte spegne a mille?Come iridate bolle,Che dal veron sublimeIl fanciullino esprime,Tal noi su queste zolleLancia per suo trastulloDio, l'eterno fanciullo.Lieti del fatuo raggioCh'abbiamo entro al pensiero,Pe 'l mare ampio del veroCrediam muover vïaggio,Ma ognun s'agita e cullaNel mar del proprio nulla.O lucciolette, io, quandoSiccome gemme alatePe 'l bruno aer volate,A l'esser mio pensandoE al baglior vostro infido,Pianger vorrei; ma rido.

O mobili e viventiAtomi luminosi,Che pe' cheti riposiDe le notti silenti,Muovete in fra le siepiDegli orti e dei presépi;O lucciole errabondeChe mi girate intorno,Da queste, ov'io soggiorno,De l'Arno ospiti sponde,A lei la mente io giro,Che un dì fu il mio sospiro.Con infantil costumePei taciti vïaliElla seguiavi, e l'aliV'invidiava e il lume,Che non diè il fato rioA noi, simili a Dio.Pe 'l verdeggiante pianoNoi vagavam co 'l vento,Angioli d'un momento,Tenendoci per mano;E gl'istanti fugaciNumeravam coi baci.Tutto or passò! Le infideGioie annerì l'oblio;E forse al nome mioPensando, ella sorride;Sorride, ed io frattantoSogno d'un'altra accanto.D'una, che ha neri e belliTutti amor gli occhi, ed unaSera mi diè la brunaCiocca dei suoi capelli;D'una che ancor può darmiLe illusïoni e i carmi.Io di lusinghe aurataNon tesserò catenaA quella sua serenaAnima innamorata,Chè poveretto e lassoSovra la terra io passo.Che val? Com'ape o uccelloChe va di ramo in fiore,Passa su noi l'amore,Che, perchè ha l'ali, è bello;Ha l'ali e il miel raccoglieDe le più dolci foglie.Ma questa ora fioritaChe sopra il cor mi vola,Questa ricchezza solaDar posso a la sua vita:Fulgor d'oro e di tedeAltri le dia, se il chiede.Quest'ora è mia; m'accendeAmor l'alma e son vivo;Siccome il fuggitivoFoco che in voi risplende,Quest'ora è il mio tesoro,O lucciolette d'oro.Qualor, pensoso, al tardoRaggio degli astri incerti,Fra questi olmi desertiAl vostro lume io guardo,Al buio orrido immensoE a nostra sorte io penso.Chi sa? Forse de l'erbe,A cui movete in giro,Far credete un empiro,O picciole superbe,Spaziando inclite e belleAd emular le stelle.Chi sa? Simili a voiForse non siam? Non siamoTutti, gorilla o Adamo,Codarde anime o eroi,Fuggevoli scintille,Che morte spegne a mille?Come iridate bolle,Che dal veron sublimeIl fanciullino esprime,Tal noi su queste zolleLancia per suo trastulloDio, l'eterno fanciullo.Lieti del fatuo raggioCh'abbiamo entro al pensiero,Pe 'l mare ampio del veroCrediam muover vïaggio,Ma ognun s'agita e cullaNel mar del proprio nulla.O lucciolette, io, quandoSiccome gemme alatePe 'l bruno aer volate,A l'esser mio pensandoE al baglior vostro infido,Pianger vorrei; ma rido.

O mobili e viventi

Atomi luminosi,

Che pe' cheti riposi

De le notti silenti,

Muovete in fra le siepi

Degli orti e dei presépi;

O lucciole errabonde

Che mi girate intorno,

Da queste, ov'io soggiorno,

De l'Arno ospiti sponde,

A lei la mente io giro,

Che un dì fu il mio sospiro.

Con infantil costume

Pei taciti vïali

Ella seguiavi, e l'ali

V'invidiava e il lume,

Che non diè il fato rio

A noi, simili a Dio.

Pe 'l verdeggiante piano

Noi vagavam co 'l vento,

Angioli d'un momento,

Tenendoci per mano;

E gl'istanti fugaci

Numeravam coi baci.

Tutto or passò! Le infide

Gioie annerì l'oblio;

E forse al nome mio

Pensando, ella sorride;

Sorride, ed io frattanto

Sogno d'un'altra accanto.

D'una, che ha neri e belli

Tutti amor gli occhi, ed una

Sera mi diè la bruna

Ciocca dei suoi capelli;

D'una che ancor può darmi

Le illusïoni e i carmi.

Io di lusinghe aurata

Non tesserò catena

A quella sua serena

Anima innamorata,

Chè poveretto e lasso

Sovra la terra io passo.

Che val? Com'ape o uccello

Che va di ramo in fiore,

Passa su noi l'amore,

Che, perchè ha l'ali, è bello;

Ha l'ali e il miel raccoglie

De le più dolci foglie.

Ma questa ora fiorita

Che sopra il cor mi vola,

Questa ricchezza sola

Dar posso a la sua vita:

Fulgor d'oro e di tede

Altri le dia, se il chiede.

Quest'ora è mia; m'accende

Amor l'alma e son vivo;

Siccome il fuggitivo

Foco che in voi risplende,

Quest'ora è il mio tesoro,

O lucciolette d'oro.

Qualor, pensoso, al tardo

Raggio degli astri incerti,

Fra questi olmi deserti

Al vostro lume io guardo,

Al buio orrido immenso

E a nostra sorte io penso.

Chi sa? Forse de l'erbe,

A cui movete in giro,

Far credete un empiro,

O picciole superbe,

Spaziando inclite e belle

Ad emular le stelle.

Chi sa? Simili a voi

Forse non siam? Non siamo

Tutti, gorilla o Adamo,

Codarde anime o eroi,

Fuggevoli scintille,

Che morte spegne a mille?

Come iridate bolle,

Che dal veron sublime

Il fanciullino esprime,

Tal noi su queste zolle

Lancia per suo trastullo

Dio, l'eterno fanciullo.

Lieti del fatuo raggio

Ch'abbiamo entro al pensiero,

Pe 'l mare ampio del vero

Crediam muover vïaggio,

Ma ognun s'agita e culla

Nel mar del proprio nulla.

O lucciolette, io, quando

Siccome gemme alate

Pe 'l bruno aer volate,

A l'esser mio pensando

E al baglior vostro infido,

Pianger vorrei; ma rido.


Back to IndexNext