AL DOTT. POMPEO GHERARDO MOLMENTI
VENEZIA.
Caro Molmenti,
Nel presentarti e mettere sotto l’ala del tuo nome questa creaturina mortuaria, non posso dissimularti la mia caritatevole intenzione, che tu riesca a vivificarla miracolosamente con la tua singolare abilità di intelletto succosamente o nervosamente critico, ma inspirato da un cuore gentile; tutto ciò, mancomale, all’opposto di quei cortesi Maramaldi, i quali, se potessero, vorrebbero incomodarsi a riuccidere la mia poca letteratura già sufficientemente defunta.
Però tu puoi credere agevolmente, che io vorrei proprio scrivere qualche volta cosedegne di vitaper mandarle a te in segno di quella amicizia letteraria, da cui ci sentimmo legati, appena ci comunicammo tu, le incisioni critiche, ed io gli sgorbi tentati sul vero.
Saluggia, 23 giugno 1876.
Tuo aff.Giovanni Faldella.