202.Op. cit., parte II, cap. I.203.Sulla tanto dibattuta questione dell'origine del nome di Arlecchino vedansi gli studi delD'Ancona,Varietà storiche e lett., Milano, Treves, 1885, parte II, pag. 290, e diG. Raynaud,La Mesnie HellequinnegliÉtudes Romanes, Paris, Bouillon, 1891, pag. 64.204.Michele Scherillo,La Commedia dell'Arte in Italia, Torino, Loescher, 1884, pag. 53 e seg.205.Corriere di Napoli, settembre 1893, nº 245 e 247. Vedi pure dello stesso:I Teatri di Napoli, sec. XV-XVIII, Napoli, Pierro, 1891, pag. 688.206.Geschichte des Grotesk-Komischen, Leipzig, Werl, 1862, pag. 30.207.Masques et Bouffons, Paris, 1860, t. I, pag. 75.208.Memorie del Sig. Carlo Goldoni, scritte da lui medesimo, Venezia, 1788, t. II, cap. XXIV, pag. 186 e seg.209.Le parole del Flögel sono pure ripetute nel noto raffazzonamento delNick, DieHof-und Wolks-Narren, Stuttgart, 1861, t. II, pag. 90.210.Benedetto Croce,Op. cit.211.Pierre Toldo,Figaro et ses origines, Milan, Dumolard, 1893.212.IlQuadrio,Op. cit., libr. I, pag. 193, ritiene pure che gli Zanni abbiano un'origine relativamente recente: «E generalmente, per concitare le risa, si sono dagli Italiani introdotti nella Commedia gli Zanni, che quante parole dicono, tante malamente difformano e sconciano, sghignazzando intanto per sì fatti spropositi gli spettatori».213.Agresti,Op. cit., pag. 82.214.E. Lovarini,Un allegro convito di studenti a Padova. Epistola(Nozze Sagaria-Bottesini), Padova, Crescini, 1889, pag. 7.215.Propugnatore, Nuova Serie, vol. I, parte I, pag. 291.216.Giorn. Storico, XX.217.Tutte le opere del Famosissimo Ruzante, Vicenza, 1584.218.A pag. 231 della stessa opera trovansi nella«Zagni che fa tutte le parti in Commedia»alcune notizie interessanti sui vari personaggi della Commedia dell'Arte.219.Testi antichi modenesi dal sec. XIV alla metà del sec. XVIIIediti daF. L. Pullé(Scelta di Curiosità lett., Romagnoli, disp. CCXLII), pag.LXIXe seg.220.Poesie pastorali e rusticali raccolte ed illustrate con notedalDrGiulio Ferrario, Milano, 1808, pag. 348.221.Ferrario, Op. cit., pag. 409.222.A. D'Ancona,Origini del Teatro, Torino, Loescher, 1891, volume I, pag. 547 e seg.223.Stoppato,Op. cit., pag. 89-127.224.Curzio Mazzi,La Congrega dei Rozzi di Siena nel sec. XVI, Firenze, Le-Monnier, 1882, vol. I, pag. 289 e seg.225.D'Ancona,Op. cit., vol. I, pag. 60.226.Lenient,Op. cit., pag. 322.227.E. Picot,La sottie en France, inRomania, VII, pag. 236. Vedi pureMarius Sepet,Observations sur le Jeu de la Feuillée d'Adam de la HallenegliÉtudes Romanes, Paris, Bouillon, 1891, pag. 69.228.Bruno Cotronei,Le Farse di G. G. Alione, Reggio Calabria, Siclari, 1889.229.A. D'Ancona,Il Teatro mantovano nel sec. XVI, in Giorn. St., V, pag. 27;F. Torraca,Studi di Storia lett. napoletana, Livorno, Vigo, 1884, pag. 271;Giorn. Stor., X, pag. 177;Camerini, IPrecursori del Goldoni, pag. 180.230.IlD'Ancona(Op. cit., vol. I, pag. 600), ricorda come «ultima immagine delle feste popolari, onde celebravasi il Natale, e della parte che riserbavasi in esse a' pastori» l'uso dei pifferari abruzzesi la vigilia di Natale di andar suonando colle cornamuse alle Madonne di Roma; assai più importante come attestazione del perdurare della Sacra Rappresentazione nei giorni nostri è il trovare, specialmente nel Piemonte, riprodotta nelle feste del Natale assai fedelmente la Sacra Rappresentazione della Natività. Non è qui il luogo di stabilire un confronto minuzioso tra l'antica e la recente Rappresentazione, solo ci preme di rilevare come si sia perfettamente conservata anche ai giorni nostri la satira contro i villani che vi hanno parte come comico intermezzo; e diciamo villani, anzichè pastori, perchè chi voglia studiare attentamente il carattere di Nencio, Bobi e Randello dell'antica Rappresentazione, e il pastore Gelindo della Rappresentazione odierna, può capacitarsi che i costumi loro attribuiti si addicono meglio ai villani che ai pastori. Fra le molte stampe che conosciamo di queste riproduzioni della Natività, nota ai giorni nostri sotto il nome diPastore Gelindo, ricorderemo la seguente:La Natività di nostro Signore Gesù Cristo e la strage degli Innocenti, Rappr. sacra, Novara, 1839. Vi abbiamo l'Angelo che fa il prologo: nel primo atto Gelindo, che parla in dialetto rustico piemontese, dovendo partire per Betlemme per il censimento, fa alla moglie Alinda mille ridicole raccomandazioni: avendo incontrato S. Giuseppe e la Madonna che egli non conosce, fa a S. Giuseppe mille complimenti sul suo buon gusto nella scelta della moglie, e canta alla Madonna uno «stranot». Nel secondo atto, Gelindo ritornato a casa e sentita la visione avuta dai pastori, li conduce a Betlemme; anche qui prima della partenza i pastori si mettono a mangiare, e succede una scena comica tra quelli che partono e quelli destinati a rimanere a casa: alla fine partono tutti insieme, e, giunti alla capanna, depongono ai piedi del Messia i loro umili doni. Nel quarto atto, Gelindo, ritornato in città a vendere dei latticini, ne offre ai Re Magi che egli non conosce, e si arrabbia contro alcuni monelli che lo avevano derubato della sua merce: «Ant el Sittà el bsogna peu dila, o j'è dla gran burbaja: ant el terri in son nent chsi dà a la scroccarìa...».231.Palermo,I Manoscritti Palatini, Firenze, 1860, vol. II, pag. 435 e seg.232.D'Ancona,Op. cit., II, 521.233.Mazzi,Op. cit., I, cap. X.234.Due Farse del sec. XVI riprodotte sulle antiche stampe, Bologna, Romagnoli, 1882.235.Torraca,Op. cit., pag. 85-116.236.Notiamo qui che nelCod. It., XLVI della Marciana, del sec. XVII, si leggono le dieciMascherate Rusticali di Francesco Faleri ne la Congrega de' Rozzi detto l'Abbozzato. Dedicate all'Apollinea Sughera de' Rozzi, 1666che il Mazzi non aveva potuto vedere.237.Mazzi,Op. cit., I, 198.238.Mazzi,Op. cit., I, 199.239.Anche nellaComedia pastoralediM. Bartolomeo Braida di Sommariva, Torino, 1556, un villano, che entra come comico intermezzo, è bastonato da due pastori; egli corre ad armarsi per trarne vendetta, e brava, ma i pastori ritornano e lo bastonano nuovamente. VediDelfino Orsi,Teatro in dialetto piemontese, Milano, 1890, vol. I.240.Fu pubblicato per nozze Caravelli-Mucci daR. Boninsegni, Firenze, 1892. Anche ai giorni nostri è ripetuta molto spesso la satira contro il villano in questi componimenti; ricorderemo la farsaVillan che s'inurbadel Can.Egidio Cattaneo, San Benigno Canavese, 1887.241.Il Teatro delle Favole rappresentative overo la Ricreatione Comica Boscareccia e Tragica, divisa in cinquanta giornate composte daFlaminio Scala, Venetia, 1611, giorn. XLII, e XL.242.Stoppato,Op. cit., pag. 133-150.243.Gaspary,Storia della Lett. Ital., II, parte II, pag. 278.244.C. Verzone,Le rime burlesche di A. Grazzini detto il Lasca, Firenze, Sansoni, 1882, pag. 296:Sopra l'andare a vedere le Commedie del Zanni. Vedi anche pag. 521.245.Rime burleschediA. Bronzino, Venezia, 1810, pag. 19.246.Mazzi,Op. cit., II, pag. 225. Ne dobbiamo la copia alla cortesia del Bibliotecario della Comunale di Siena, signor Fortunato Donati, a cui rinnoviamo i più vivi ringraziamenti.247.Confessiamo d'ignorare chi siano questi Ambrogini, uniti alle note maschere degli Zanni e dei Pantaloni. Nello stesso codice H, XI, 5, fogl. 205t-207, si legge unRiscatto degli Ambrogini dalle donne Ambrogine.248.Gaspary,Op. cit., pag. 278.249.Camerini,I Precursori del Goldoni, Milano, Sonzogno, 1872, pag. 130.250.Basterà che ricordiamo laCalandriadelBibbiena, e laCofanariadiF. D'Ambra.251.La nota storiella dell'asino rubato da Pulcinella al villano, vive nella tradizione popolare; nella Trivulziana esiste una novella diM. Agnolo Piccione,L'asino mutato in frate, Omate, 1810, dove Pulcinella è sostituito da frate Taddeo. Vedi pureArchivio per le trad. pop., vol. V, pag. 205. Così nelConte d'un Paysan qui avoit offensé son SeigneurdelLa Fontaineè ripetuta la scena delle varie pene scelte da Pulcinella nel primo intermezzo delMalade imaginairediMolière, la quale ricorda alla sua volta la bastonatura del pedante Manfurio.252.Verzone,Rime del Grazzini, ecc., pag. 521.253.C. Dati,Op. cit., pag. 111.254.G. Giusti,Raccolta di Proverbi toscani, pag. 172. Questo proverbio si incontra, tra l'altro, in una poesia di Pietro Jacopo de Jennaro (Mandalari,Op. cit., pag. 99):Io conoscho tua personeChe de schacta de villanoChe non va sencza bastoneE per prego non se fa humano...ed è ripetuto nell'atto IV dellaTanciadelBuonarroti, e negliAlfabeti satirici. Nell'ott. LXXVIII delSonaglio delle donnedelGiambullari, è rivolto contro le donne:che la bestia si doma con lo sproneet la donna perversa col bastone.255.Novati,Carm. m. e.;Alfabetopubbl. dalMeyer, ecc.... La maggior parte di questi proverbi satirici contro i villani s'incontra già nelleSerie alfabetichepubblicate dalNovati, inGiorn. St., XVIII, pag. 104 e seg., nella raccolta delPescetti,Proverbi italiani, Venetia, Spineda, 1618, pag. 271, delBuoni, delPasqualigo, delloStrafforello, ecc.256.Ninni,Materiali per un Vocabolario della Lingua rusticana del Contado di Treviso, con un'aggiunta sopra le superstizioni, le credenze ed i Proverbi rusticani. Venezia, Longhi, 1892.257.IlPucci, nel sonetto satirico già ricordato, dice:E come anticamenteDice il Proverbio che per me si conta,Che chi a villan fa ben, a Dio fa onta.258.Dobbiamo la notizia di questa satira al prof. Vittorio Rossi.259.Confronta l'Alphabeto delli Villanigià ricordato:. . . . . . . . . .nu martoregi,Con un po' de sorgo se fazon del pan,Galli, galline, oche, e polastriegiGli altri si magna, e [nu] con un po' de noseMagnon di raui, come fa i porciegi.260.IlLascanelCanto Carnascialesco dei Maestri di far Razzidice pure:Vedete questi che pe' contadinie per la goffa genteSon fatti solamenteche gli appiccano i putti e i mattaccini.In un capitolo di un Senese, antecessore dei Rozzi (Mazzi, II, 243) è pure detto altrettanto.261.F. Novati,Studi critici e letterari, Torino, 1889, pag. 175.262.Sitzungsberichte der Philosophisch-Historichen Classe der K. Akad. der Wissenschaften, 1864, Wien, vol. XLVI, pag. 119.263.Romania, VII, p. 44.264.B. Biondelli,Poesie Lombarde inedite del sec. XIII, Milano, Bernardoni, 1856, pag. 11 e segg.265.C. Lozzi,De' segni distintivi delle antiche Edizioni e Stampe(Il Bibliofilo, II, 33).266.Giornale Storico della Lett. It., vol. I, pag. 62.267.G. Castelli,La vita e le opere di Cecco d'Ascoli, Bologna, Zanichelli, 1892, pag. 51;V. RossiinGiorn. St., XXI, pag. 385.268.NelleRime genovesi della fine del sec. XIII e del principio del XIVpubblicate dalLagomaggioreinArch, glott. it., vol. II, pag. 161, ricorre spesso questo motivo; così al nº LXVII, pag. 249:De Rustico: motoVilan chi monta in aoto graoper noxer a soi vexim,de per raxoin in la per fimstrabucar vituperao.e al nº CXVII, pag. 286:De Rustico ascendentem in prosperitate.E no so cossa più durani de maor prosperitaecomo vilan chi de bassuramonta en gran prosperitae:otre moo desnatura,pin de orgoio e de peccae. . . . . . . . . . . . .per zo che in lui no e driturani cortesia ni bontae.Vedi anche il nº CXVIII.269.A proposito del perdurare nella tradizione della credenza che lo Stabili fosse iniziato ai segreti dell'arte magica, accusa che l'aveva condotto sul rogo, ricorderemo, tra i molti che si conoscono, il seguente accenno nell'Amor nello specchio, commedia diG. B. Andreini, Parigi, MDCXXII, atto III, scena II, pag. 77. È il Mago che parla: «..... vi farò veder cose, che direte, questi è un Pietro d'Abano, un Cicco d'Ascoli, et uno istesso Zoroastro, inventore dell'Arte».270.bisso = panno lino nobilissimo (Adriano Politi,Dittionario Toscano, Venetia, 1665).271.cattivanza = tristitia (Politi,Op. cit.).272.menar la danza = significa anche: esser primo in un negozio.273.Tifi Odasidice di Paolo nella nota Maccheronea:Ad stringam semper poteris catare botazum.274.chiavarina = spetie d'arme in asta (Politi,Op. cit.).275.stambechina = L'Odasidescrivendo l'armatura di Guiotto, dice:Tunc stambachinam multo labore tiratamSe ponit a retro.276.Nell'Alphabeto delli Villanigià ricordato, è detto:Odio se porton tutti in la coragia,E se mostron amisi al parlamento,Po' se magnassemo el cuor in fritagia.. . . . . . . . . . . . . . . . . .Question fra nu andon cercando e briga.277.frulla e frullo = niente (Politi,Op. cit.).278.Nell'Alphabeto delli Villanialla lettera Y:Fygiol che ge nasse dentro al sieue,Ge faom le spese e se i tegnom in cha,No saom si gie nuostri o pur del preue.279.Il testo: gli lo a calata. Calarla a uno = accoccargliela (Politi,Op. cit.).280.sornacare = ronfare (Politi,Op. cit.).281.L'Odasi dice a proposito delle cento saette che stavano nella faretra di Guiotto:Tu bombardellas poteris pensare ruentes.282.È la solita accusa che abbiamo visto lanciata contro i villani.283.Pico Luri di Vassano(Ludovico Passerini),Modi di dire proverbiali e motti popolari italiani spiegati e commentati, Roma, 1875, pag. 480, nº 1013, nota: «Mona Onesta da Campi.... rammentata dal Caro, dal Cocchi, dal Varchi... celebrità femminile nel regno dell'Ipocrisia». Monna Onesta è nella nota novellaBelfagordelMachiavelli, ripetuta dalLa Fontaine, la moglie del diavolo mandato da Lucifero sulla terra a provare le dolcezze della vita coniugale; Belfagor dopo poco tempo preferisce ritornare nell'inferno. Madonna Onesta è ricordata anche nellaRuffiana, Comedia diM. Hippolito Salviano, in Vinegia, presso D. Cavalcalupo, 1584, atto I, scena I; la cortigiana Cipria dice alla Madre: «Qui in Roma hauete uoluto fare Madonna honesta che facea d'una ciliegia due bocconi...». È ricordato questo motto proverbiale anche nellaRaccolta di ProverbidelPescetti, pag. 241, e nelPiacevolissimo FuggiloziodiT. Costo, Venetia, 1655, lib. III, pag. 67.284.G. Mazzatinti,Inventari dei Manoscritti delle Biblioteche d'Italia, vol. III, pag. 179;Novati,Carmina m. e., pag. 30.285.Ne dobbiamo la copia alla cortesia del Bibl. DrVincenzo Joppi della Comunale di Udine.286.L'autore di questo sonetto doveva appartenere al territorio padovano, perchè troviamo questo epiteto ingiurioso tra quelli enumerati dal Ruzzante, e usati dai cittadini di Padova per deridere i villani (Vedi cap. IV, pag. 145).287.La Libraria del Doni Fiorentino nella quale sono scritti tutti gli autori vulgari con cento discorsi sopra quelli...In Vinegia, 1550, parte V, pag. 61.288.Doni,I Marmi, Venetia, 1609, lib. I, Rag. IV, pag. 18; nella ed. Fanfani, Firenze, Barbèra, 1863, pag. 65.289.Segnato: O. II, 28, nº 1546.290.Oltre leMalitie delle Donnedi cui abbiamo più addietro parlato, un poemetto con questo titolo figura nella raccolta diHermann Varnhagen,Ueber eine Sammlung alter italienischer Drucke der Erlanger Universitätsbibliothek, Erlangen, 1892, nº 3. QuesteMalitie delle Donnepotrebbero forse appartenere aBernardo Giambullari, autore delSonaglio delle Donnee di altri poemetti popolari satirici. NellaBibliographie des ouvrages relatifs à l'amourgià ricordata, sono menzionati due opuscoli satirici del sec. XVII contro leMalizie delle Donne(vol. I, pag. 2, pag. 77); altri ne ricorda ilLibri, e unaMalice des femmes contenant leurs ruses et finessescome pure unaMéchanceté des filles...ricorda ilNisard,Op. cit., cap. VII, e anche ai giorni nostri si ristampano per il popolo:Il nuovo alfabeto delle DonnediF. Reggiani, e l'Alfabeto agro-dolce delle DonnediA. Frizzi. Naturalmente, come è facile supporre, a questi poemetti misogini, furono contrapposti altrettanti poemetti contenenti le lodi del bel sesso e l'enumerazione delle malizie degli uomini. Così alSonaglio delle Donnefu risposto colTrastullo delle DonnediPier Saulo Phantinoda Tradotio, Castello di Romagna; in Fiorenza, presso Iacopo Chiti, 1522; l'autore di questo poemetto in difesa delle donne, chiama il Giambullari:Villan marasco nato nel letame.AlTrastullo delle Donnefu risposto poi collaCampanella delle Donne composta per il faceto giovineFrancesco de Sachinoda Mudiana. IlNisardricordaLa Malice des hommes découverte dans la justification des femmes..., ilNovatiunAlfabeto in biasimo degli Uomini scritto da una Donna, ecc.291.Vedi intorno alle particolarità delle Silografie di questo periodo, ilVarnhagen,Op. cit., pag. 2 e segg. e ilDuc de Rivoli,Bibliographie des Livres à figure vénitienes de la fin du XVesiècle et du commencement du XVIe, Paris, Leclerc, 1892.292.Scelta di curiosità letterarie, Romagnoli, Bologna, 1882, dispensa CLXXXVII.293.Istoria degli Scrittori fiorentini, Ferrara, 1722, pag. 103.294.Vedine la descrizione bibliografica nelMilchsack,Op. cit., nº XC, e nell'opera delVarnhagen; ilPassanone ricorda una edizione senese dell'anno 1611. Il Varnhagen ricorda dello stesso anche alcune Canzoni a ballo.295.Il Trattato e la novella furono ristampati nella dispensa LXX dellaScelta di Curiosità lett.del Romagnoli, Bologna, 1866. La novella ha molta analogia colla leggenda di Rush, di cui parla ilWright,Histoire de la caricature, ecc., cap. XIV.296.Fu ristampata nella dispensa XCVI dellaSceltasuddetta; ilD'Anconala ricorda come un Contrasto che si avvicina alla Farsa (Origini del Teatro, pag. 547). Nella Trivulziana uniti ad un'Operetta delle semente, d'anonimo, stampata in Firenze nell'anno 1572, si leggono due Capitoli, uno dei quali appartiene aBernardo Giambullari. Il fatto di trovare questaOperetta delle sementeunita con poesie delGiambullaripotrebbe servire di conferma all'attribuzione che ilMazzoni-Toselliaveva fatto di essa al poeta toscano.297.Poemetti popolari italiani, Bologna, Zanichelli, 1889, pag. 181.298.S. Ferrari,Bibliot. di Lett. pop. it., anno I, vol. I, pag. 20-53.299.Avvertiamo che segneremo conAil testo Casanatense, conBeCi due esemplari trivulziani, nº II e nº III, e che terremo conto soltanto delle varianti che discordano sensibilmente col testo da noi seguito.300.B, compitare.301.B, togno, nencio e checoC, Vanni... Checco.302.A, risuonin.303.B, necessità.304.B, e mi par certo un verme.305.NellaRuffianagià ricordata, atto III, scena VIII, M. Anselmo dice: «..... perchè sapendo che le p...... sono come il carbone che o coce o tenge.....».306.B, Salomista.307.B, drieto.308.A, riconduce.309.B, da ser Puccio.310.dare il succio = sopportare di mala voglia (Fanfani,Voc. dell'uso toscano).311.oste = il padrone.312.C, ilMartiniin una postilla spiega: camella = agna.313.NelleNozze di MacadiF. Mariani, atto II, scena III, il villano innamorato dice alla sua bella: «Ch'io vengo a te come il porco alla ghianda».314.coglier l'agresto = rubare.315.C, ilMartinispiega: menno = daminuere.316.Nel sonetto contro i Villani pubblicato dalMazzoniè detto:O turba renegata, senza legie,biastemata da lo eterno dio,perchè chiascun de voi se trova rioe fedeltà voi giamai non coregie!
202.Op. cit., parte II, cap. I.
202.Op. cit., parte II, cap. I.
203.Sulla tanto dibattuta questione dell'origine del nome di Arlecchino vedansi gli studi delD'Ancona,Varietà storiche e lett., Milano, Treves, 1885, parte II, pag. 290, e diG. Raynaud,La Mesnie HellequinnegliÉtudes Romanes, Paris, Bouillon, 1891, pag. 64.
203.Sulla tanto dibattuta questione dell'origine del nome di Arlecchino vedansi gli studi delD'Ancona,Varietà storiche e lett., Milano, Treves, 1885, parte II, pag. 290, e diG. Raynaud,La Mesnie HellequinnegliÉtudes Romanes, Paris, Bouillon, 1891, pag. 64.
204.Michele Scherillo,La Commedia dell'Arte in Italia, Torino, Loescher, 1884, pag. 53 e seg.
204.Michele Scherillo,La Commedia dell'Arte in Italia, Torino, Loescher, 1884, pag. 53 e seg.
205.Corriere di Napoli, settembre 1893, nº 245 e 247. Vedi pure dello stesso:I Teatri di Napoli, sec. XV-XVIII, Napoli, Pierro, 1891, pag. 688.
205.Corriere di Napoli, settembre 1893, nº 245 e 247. Vedi pure dello stesso:I Teatri di Napoli, sec. XV-XVIII, Napoli, Pierro, 1891, pag. 688.
206.Geschichte des Grotesk-Komischen, Leipzig, Werl, 1862, pag. 30.
206.Geschichte des Grotesk-Komischen, Leipzig, Werl, 1862, pag. 30.
207.Masques et Bouffons, Paris, 1860, t. I, pag. 75.
207.Masques et Bouffons, Paris, 1860, t. I, pag. 75.
208.Memorie del Sig. Carlo Goldoni, scritte da lui medesimo, Venezia, 1788, t. II, cap. XXIV, pag. 186 e seg.
208.Memorie del Sig. Carlo Goldoni, scritte da lui medesimo, Venezia, 1788, t. II, cap. XXIV, pag. 186 e seg.
209.Le parole del Flögel sono pure ripetute nel noto raffazzonamento delNick, DieHof-und Wolks-Narren, Stuttgart, 1861, t. II, pag. 90.
209.Le parole del Flögel sono pure ripetute nel noto raffazzonamento delNick, DieHof-und Wolks-Narren, Stuttgart, 1861, t. II, pag. 90.
210.Benedetto Croce,Op. cit.
210.Benedetto Croce,Op. cit.
211.Pierre Toldo,Figaro et ses origines, Milan, Dumolard, 1893.
211.Pierre Toldo,Figaro et ses origines, Milan, Dumolard, 1893.
212.IlQuadrio,Op. cit., libr. I, pag. 193, ritiene pure che gli Zanni abbiano un'origine relativamente recente: «E generalmente, per concitare le risa, si sono dagli Italiani introdotti nella Commedia gli Zanni, che quante parole dicono, tante malamente difformano e sconciano, sghignazzando intanto per sì fatti spropositi gli spettatori».
212.IlQuadrio,Op. cit., libr. I, pag. 193, ritiene pure che gli Zanni abbiano un'origine relativamente recente: «E generalmente, per concitare le risa, si sono dagli Italiani introdotti nella Commedia gli Zanni, che quante parole dicono, tante malamente difformano e sconciano, sghignazzando intanto per sì fatti spropositi gli spettatori».
213.Agresti,Op. cit., pag. 82.
213.Agresti,Op. cit., pag. 82.
214.E. Lovarini,Un allegro convito di studenti a Padova. Epistola(Nozze Sagaria-Bottesini), Padova, Crescini, 1889, pag. 7.
214.E. Lovarini,Un allegro convito di studenti a Padova. Epistola(Nozze Sagaria-Bottesini), Padova, Crescini, 1889, pag. 7.
215.Propugnatore, Nuova Serie, vol. I, parte I, pag. 291.
215.Propugnatore, Nuova Serie, vol. I, parte I, pag. 291.
216.Giorn. Storico, XX.
216.Giorn. Storico, XX.
217.Tutte le opere del Famosissimo Ruzante, Vicenza, 1584.
217.Tutte le opere del Famosissimo Ruzante, Vicenza, 1584.
218.A pag. 231 della stessa opera trovansi nella«Zagni che fa tutte le parti in Commedia»alcune notizie interessanti sui vari personaggi della Commedia dell'Arte.
218.A pag. 231 della stessa opera trovansi nella«Zagni che fa tutte le parti in Commedia»alcune notizie interessanti sui vari personaggi della Commedia dell'Arte.
219.Testi antichi modenesi dal sec. XIV alla metà del sec. XVIIIediti daF. L. Pullé(Scelta di Curiosità lett., Romagnoli, disp. CCXLII), pag.LXIXe seg.
219.Testi antichi modenesi dal sec. XIV alla metà del sec. XVIIIediti daF. L. Pullé(Scelta di Curiosità lett., Romagnoli, disp. CCXLII), pag.LXIXe seg.
220.Poesie pastorali e rusticali raccolte ed illustrate con notedalDrGiulio Ferrario, Milano, 1808, pag. 348.
220.Poesie pastorali e rusticali raccolte ed illustrate con notedalDrGiulio Ferrario, Milano, 1808, pag. 348.
221.Ferrario, Op. cit., pag. 409.
221.Ferrario, Op. cit., pag. 409.
222.A. D'Ancona,Origini del Teatro, Torino, Loescher, 1891, volume I, pag. 547 e seg.
222.A. D'Ancona,Origini del Teatro, Torino, Loescher, 1891, volume I, pag. 547 e seg.
223.Stoppato,Op. cit., pag. 89-127.
223.Stoppato,Op. cit., pag. 89-127.
224.Curzio Mazzi,La Congrega dei Rozzi di Siena nel sec. XVI, Firenze, Le-Monnier, 1882, vol. I, pag. 289 e seg.
224.Curzio Mazzi,La Congrega dei Rozzi di Siena nel sec. XVI, Firenze, Le-Monnier, 1882, vol. I, pag. 289 e seg.
225.D'Ancona,Op. cit., vol. I, pag. 60.
225.D'Ancona,Op. cit., vol. I, pag. 60.
226.Lenient,Op. cit., pag. 322.
226.Lenient,Op. cit., pag. 322.
227.E. Picot,La sottie en France, inRomania, VII, pag. 236. Vedi pureMarius Sepet,Observations sur le Jeu de la Feuillée d'Adam de la HallenegliÉtudes Romanes, Paris, Bouillon, 1891, pag. 69.
227.E. Picot,La sottie en France, inRomania, VII, pag. 236. Vedi pureMarius Sepet,Observations sur le Jeu de la Feuillée d'Adam de la HallenegliÉtudes Romanes, Paris, Bouillon, 1891, pag. 69.
228.Bruno Cotronei,Le Farse di G. G. Alione, Reggio Calabria, Siclari, 1889.
228.Bruno Cotronei,Le Farse di G. G. Alione, Reggio Calabria, Siclari, 1889.
229.A. D'Ancona,Il Teatro mantovano nel sec. XVI, in Giorn. St., V, pag. 27;F. Torraca,Studi di Storia lett. napoletana, Livorno, Vigo, 1884, pag. 271;Giorn. Stor., X, pag. 177;Camerini, IPrecursori del Goldoni, pag. 180.
229.A. D'Ancona,Il Teatro mantovano nel sec. XVI, in Giorn. St., V, pag. 27;F. Torraca,Studi di Storia lett. napoletana, Livorno, Vigo, 1884, pag. 271;Giorn. Stor., X, pag. 177;Camerini, IPrecursori del Goldoni, pag. 180.
230.IlD'Ancona(Op. cit., vol. I, pag. 600), ricorda come «ultima immagine delle feste popolari, onde celebravasi il Natale, e della parte che riserbavasi in esse a' pastori» l'uso dei pifferari abruzzesi la vigilia di Natale di andar suonando colle cornamuse alle Madonne di Roma; assai più importante come attestazione del perdurare della Sacra Rappresentazione nei giorni nostri è il trovare, specialmente nel Piemonte, riprodotta nelle feste del Natale assai fedelmente la Sacra Rappresentazione della Natività. Non è qui il luogo di stabilire un confronto minuzioso tra l'antica e la recente Rappresentazione, solo ci preme di rilevare come si sia perfettamente conservata anche ai giorni nostri la satira contro i villani che vi hanno parte come comico intermezzo; e diciamo villani, anzichè pastori, perchè chi voglia studiare attentamente il carattere di Nencio, Bobi e Randello dell'antica Rappresentazione, e il pastore Gelindo della Rappresentazione odierna, può capacitarsi che i costumi loro attribuiti si addicono meglio ai villani che ai pastori. Fra le molte stampe che conosciamo di queste riproduzioni della Natività, nota ai giorni nostri sotto il nome diPastore Gelindo, ricorderemo la seguente:La Natività di nostro Signore Gesù Cristo e la strage degli Innocenti, Rappr. sacra, Novara, 1839. Vi abbiamo l'Angelo che fa il prologo: nel primo atto Gelindo, che parla in dialetto rustico piemontese, dovendo partire per Betlemme per il censimento, fa alla moglie Alinda mille ridicole raccomandazioni: avendo incontrato S. Giuseppe e la Madonna che egli non conosce, fa a S. Giuseppe mille complimenti sul suo buon gusto nella scelta della moglie, e canta alla Madonna uno «stranot». Nel secondo atto, Gelindo ritornato a casa e sentita la visione avuta dai pastori, li conduce a Betlemme; anche qui prima della partenza i pastori si mettono a mangiare, e succede una scena comica tra quelli che partono e quelli destinati a rimanere a casa: alla fine partono tutti insieme, e, giunti alla capanna, depongono ai piedi del Messia i loro umili doni. Nel quarto atto, Gelindo, ritornato in città a vendere dei latticini, ne offre ai Re Magi che egli non conosce, e si arrabbia contro alcuni monelli che lo avevano derubato della sua merce: «Ant el Sittà el bsogna peu dila, o j'è dla gran burbaja: ant el terri in son nent chsi dà a la scroccarìa...».
230.IlD'Ancona(Op. cit., vol. I, pag. 600), ricorda come «ultima immagine delle feste popolari, onde celebravasi il Natale, e della parte che riserbavasi in esse a' pastori» l'uso dei pifferari abruzzesi la vigilia di Natale di andar suonando colle cornamuse alle Madonne di Roma; assai più importante come attestazione del perdurare della Sacra Rappresentazione nei giorni nostri è il trovare, specialmente nel Piemonte, riprodotta nelle feste del Natale assai fedelmente la Sacra Rappresentazione della Natività. Non è qui il luogo di stabilire un confronto minuzioso tra l'antica e la recente Rappresentazione, solo ci preme di rilevare come si sia perfettamente conservata anche ai giorni nostri la satira contro i villani che vi hanno parte come comico intermezzo; e diciamo villani, anzichè pastori, perchè chi voglia studiare attentamente il carattere di Nencio, Bobi e Randello dell'antica Rappresentazione, e il pastore Gelindo della Rappresentazione odierna, può capacitarsi che i costumi loro attribuiti si addicono meglio ai villani che ai pastori. Fra le molte stampe che conosciamo di queste riproduzioni della Natività, nota ai giorni nostri sotto il nome diPastore Gelindo, ricorderemo la seguente:La Natività di nostro Signore Gesù Cristo e la strage degli Innocenti, Rappr. sacra, Novara, 1839. Vi abbiamo l'Angelo che fa il prologo: nel primo atto Gelindo, che parla in dialetto rustico piemontese, dovendo partire per Betlemme per il censimento, fa alla moglie Alinda mille ridicole raccomandazioni: avendo incontrato S. Giuseppe e la Madonna che egli non conosce, fa a S. Giuseppe mille complimenti sul suo buon gusto nella scelta della moglie, e canta alla Madonna uno «stranot». Nel secondo atto, Gelindo ritornato a casa e sentita la visione avuta dai pastori, li conduce a Betlemme; anche qui prima della partenza i pastori si mettono a mangiare, e succede una scena comica tra quelli che partono e quelli destinati a rimanere a casa: alla fine partono tutti insieme, e, giunti alla capanna, depongono ai piedi del Messia i loro umili doni. Nel quarto atto, Gelindo, ritornato in città a vendere dei latticini, ne offre ai Re Magi che egli non conosce, e si arrabbia contro alcuni monelli che lo avevano derubato della sua merce: «Ant el Sittà el bsogna peu dila, o j'è dla gran burbaja: ant el terri in son nent chsi dà a la scroccarìa...».
231.Palermo,I Manoscritti Palatini, Firenze, 1860, vol. II, pag. 435 e seg.
231.Palermo,I Manoscritti Palatini, Firenze, 1860, vol. II, pag. 435 e seg.
232.D'Ancona,Op. cit., II, 521.
232.D'Ancona,Op. cit., II, 521.
233.Mazzi,Op. cit., I, cap. X.
233.Mazzi,Op. cit., I, cap. X.
234.Due Farse del sec. XVI riprodotte sulle antiche stampe, Bologna, Romagnoli, 1882.
234.Due Farse del sec. XVI riprodotte sulle antiche stampe, Bologna, Romagnoli, 1882.
235.Torraca,Op. cit., pag. 85-116.
235.Torraca,Op. cit., pag. 85-116.
236.Notiamo qui che nelCod. It., XLVI della Marciana, del sec. XVII, si leggono le dieciMascherate Rusticali di Francesco Faleri ne la Congrega de' Rozzi detto l'Abbozzato. Dedicate all'Apollinea Sughera de' Rozzi, 1666che il Mazzi non aveva potuto vedere.
236.Notiamo qui che nelCod. It., XLVI della Marciana, del sec. XVII, si leggono le dieciMascherate Rusticali di Francesco Faleri ne la Congrega de' Rozzi detto l'Abbozzato. Dedicate all'Apollinea Sughera de' Rozzi, 1666che il Mazzi non aveva potuto vedere.
237.Mazzi,Op. cit., I, 198.
237.Mazzi,Op. cit., I, 198.
238.Mazzi,Op. cit., I, 199.
238.Mazzi,Op. cit., I, 199.
239.Anche nellaComedia pastoralediM. Bartolomeo Braida di Sommariva, Torino, 1556, un villano, che entra come comico intermezzo, è bastonato da due pastori; egli corre ad armarsi per trarne vendetta, e brava, ma i pastori ritornano e lo bastonano nuovamente. VediDelfino Orsi,Teatro in dialetto piemontese, Milano, 1890, vol. I.
239.Anche nellaComedia pastoralediM. Bartolomeo Braida di Sommariva, Torino, 1556, un villano, che entra come comico intermezzo, è bastonato da due pastori; egli corre ad armarsi per trarne vendetta, e brava, ma i pastori ritornano e lo bastonano nuovamente. VediDelfino Orsi,Teatro in dialetto piemontese, Milano, 1890, vol. I.
240.Fu pubblicato per nozze Caravelli-Mucci daR. Boninsegni, Firenze, 1892. Anche ai giorni nostri è ripetuta molto spesso la satira contro il villano in questi componimenti; ricorderemo la farsaVillan che s'inurbadel Can.Egidio Cattaneo, San Benigno Canavese, 1887.
240.Fu pubblicato per nozze Caravelli-Mucci daR. Boninsegni, Firenze, 1892. Anche ai giorni nostri è ripetuta molto spesso la satira contro il villano in questi componimenti; ricorderemo la farsaVillan che s'inurbadel Can.Egidio Cattaneo, San Benigno Canavese, 1887.
241.Il Teatro delle Favole rappresentative overo la Ricreatione Comica Boscareccia e Tragica, divisa in cinquanta giornate composte daFlaminio Scala, Venetia, 1611, giorn. XLII, e XL.
241.Il Teatro delle Favole rappresentative overo la Ricreatione Comica Boscareccia e Tragica, divisa in cinquanta giornate composte daFlaminio Scala, Venetia, 1611, giorn. XLII, e XL.
242.Stoppato,Op. cit., pag. 133-150.
242.Stoppato,Op. cit., pag. 133-150.
243.Gaspary,Storia della Lett. Ital., II, parte II, pag. 278.
243.Gaspary,Storia della Lett. Ital., II, parte II, pag. 278.
244.C. Verzone,Le rime burlesche di A. Grazzini detto il Lasca, Firenze, Sansoni, 1882, pag. 296:Sopra l'andare a vedere le Commedie del Zanni. Vedi anche pag. 521.
244.C. Verzone,Le rime burlesche di A. Grazzini detto il Lasca, Firenze, Sansoni, 1882, pag. 296:Sopra l'andare a vedere le Commedie del Zanni. Vedi anche pag. 521.
245.Rime burleschediA. Bronzino, Venezia, 1810, pag. 19.
245.Rime burleschediA. Bronzino, Venezia, 1810, pag. 19.
246.Mazzi,Op. cit., II, pag. 225. Ne dobbiamo la copia alla cortesia del Bibliotecario della Comunale di Siena, signor Fortunato Donati, a cui rinnoviamo i più vivi ringraziamenti.
246.Mazzi,Op. cit., II, pag. 225. Ne dobbiamo la copia alla cortesia del Bibliotecario della Comunale di Siena, signor Fortunato Donati, a cui rinnoviamo i più vivi ringraziamenti.
247.Confessiamo d'ignorare chi siano questi Ambrogini, uniti alle note maschere degli Zanni e dei Pantaloni. Nello stesso codice H, XI, 5, fogl. 205t-207, si legge unRiscatto degli Ambrogini dalle donne Ambrogine.
247.Confessiamo d'ignorare chi siano questi Ambrogini, uniti alle note maschere degli Zanni e dei Pantaloni. Nello stesso codice H, XI, 5, fogl. 205t-207, si legge unRiscatto degli Ambrogini dalle donne Ambrogine.
248.Gaspary,Op. cit., pag. 278.
248.Gaspary,Op. cit., pag. 278.
249.Camerini,I Precursori del Goldoni, Milano, Sonzogno, 1872, pag. 130.
249.Camerini,I Precursori del Goldoni, Milano, Sonzogno, 1872, pag. 130.
250.Basterà che ricordiamo laCalandriadelBibbiena, e laCofanariadiF. D'Ambra.
250.Basterà che ricordiamo laCalandriadelBibbiena, e laCofanariadiF. D'Ambra.
251.La nota storiella dell'asino rubato da Pulcinella al villano, vive nella tradizione popolare; nella Trivulziana esiste una novella diM. Agnolo Piccione,L'asino mutato in frate, Omate, 1810, dove Pulcinella è sostituito da frate Taddeo. Vedi pureArchivio per le trad. pop., vol. V, pag. 205. Così nelConte d'un Paysan qui avoit offensé son SeigneurdelLa Fontaineè ripetuta la scena delle varie pene scelte da Pulcinella nel primo intermezzo delMalade imaginairediMolière, la quale ricorda alla sua volta la bastonatura del pedante Manfurio.
251.La nota storiella dell'asino rubato da Pulcinella al villano, vive nella tradizione popolare; nella Trivulziana esiste una novella diM. Agnolo Piccione,L'asino mutato in frate, Omate, 1810, dove Pulcinella è sostituito da frate Taddeo. Vedi pureArchivio per le trad. pop., vol. V, pag. 205. Così nelConte d'un Paysan qui avoit offensé son SeigneurdelLa Fontaineè ripetuta la scena delle varie pene scelte da Pulcinella nel primo intermezzo delMalade imaginairediMolière, la quale ricorda alla sua volta la bastonatura del pedante Manfurio.
252.Verzone,Rime del Grazzini, ecc., pag. 521.
252.Verzone,Rime del Grazzini, ecc., pag. 521.
253.C. Dati,Op. cit., pag. 111.
253.C. Dati,Op. cit., pag. 111.
254.G. Giusti,Raccolta di Proverbi toscani, pag. 172. Questo proverbio si incontra, tra l'altro, in una poesia di Pietro Jacopo de Jennaro (Mandalari,Op. cit., pag. 99):Io conoscho tua personeChe de schacta de villanoChe non va sencza bastoneE per prego non se fa humano...ed è ripetuto nell'atto IV dellaTanciadelBuonarroti, e negliAlfabeti satirici. Nell'ott. LXXVIII delSonaglio delle donnedelGiambullari, è rivolto contro le donne:che la bestia si doma con lo sproneet la donna perversa col bastone.
254.G. Giusti,Raccolta di Proverbi toscani, pag. 172. Questo proverbio si incontra, tra l'altro, in una poesia di Pietro Jacopo de Jennaro (Mandalari,Op. cit., pag. 99):
Io conoscho tua personeChe de schacta de villanoChe non va sencza bastoneE per prego non se fa humano...
Io conoscho tua personeChe de schacta de villanoChe non va sencza bastoneE per prego non se fa humano...
Io conoscho tua persone
Che de schacta de villano
Che non va sencza bastone
E per prego non se fa humano...
ed è ripetuto nell'atto IV dellaTanciadelBuonarroti, e negliAlfabeti satirici. Nell'ott. LXXVIII delSonaglio delle donnedelGiambullari, è rivolto contro le donne:
che la bestia si doma con lo sproneet la donna perversa col bastone.
che la bestia si doma con lo sproneet la donna perversa col bastone.
che la bestia si doma con lo sprone
et la donna perversa col bastone.
255.Novati,Carm. m. e.;Alfabetopubbl. dalMeyer, ecc.... La maggior parte di questi proverbi satirici contro i villani s'incontra già nelleSerie alfabetichepubblicate dalNovati, inGiorn. St., XVIII, pag. 104 e seg., nella raccolta delPescetti,Proverbi italiani, Venetia, Spineda, 1618, pag. 271, delBuoni, delPasqualigo, delloStrafforello, ecc.
255.Novati,Carm. m. e.;Alfabetopubbl. dalMeyer, ecc.... La maggior parte di questi proverbi satirici contro i villani s'incontra già nelleSerie alfabetichepubblicate dalNovati, inGiorn. St., XVIII, pag. 104 e seg., nella raccolta delPescetti,Proverbi italiani, Venetia, Spineda, 1618, pag. 271, delBuoni, delPasqualigo, delloStrafforello, ecc.
256.Ninni,Materiali per un Vocabolario della Lingua rusticana del Contado di Treviso, con un'aggiunta sopra le superstizioni, le credenze ed i Proverbi rusticani. Venezia, Longhi, 1892.
256.Ninni,Materiali per un Vocabolario della Lingua rusticana del Contado di Treviso, con un'aggiunta sopra le superstizioni, le credenze ed i Proverbi rusticani. Venezia, Longhi, 1892.
257.IlPucci, nel sonetto satirico già ricordato, dice:E come anticamenteDice il Proverbio che per me si conta,Che chi a villan fa ben, a Dio fa onta.
257.IlPucci, nel sonetto satirico già ricordato, dice:
E come anticamenteDice il Proverbio che per me si conta,Che chi a villan fa ben, a Dio fa onta.
E come anticamenteDice il Proverbio che per me si conta,Che chi a villan fa ben, a Dio fa onta.
E come anticamente
Dice il Proverbio che per me si conta,
Che chi a villan fa ben, a Dio fa onta.
258.Dobbiamo la notizia di questa satira al prof. Vittorio Rossi.
258.Dobbiamo la notizia di questa satira al prof. Vittorio Rossi.
259.Confronta l'Alphabeto delli Villanigià ricordato:. . . . . . . . . .nu martoregi,Con un po' de sorgo se fazon del pan,Galli, galline, oche, e polastriegiGli altri si magna, e [nu] con un po' de noseMagnon di raui, come fa i porciegi.
259.Confronta l'Alphabeto delli Villanigià ricordato:
. . . . . . . . . .nu martoregi,Con un po' de sorgo se fazon del pan,Galli, galline, oche, e polastriegiGli altri si magna, e [nu] con un po' de noseMagnon di raui, come fa i porciegi.
. . . . . . . . . .nu martoregi,Con un po' de sorgo se fazon del pan,Galli, galline, oche, e polastriegiGli altri si magna, e [nu] con un po' de noseMagnon di raui, come fa i porciegi.
. . . . . . . . . .nu martoregi,
Con un po' de sorgo se fazon del pan,
Galli, galline, oche, e polastriegi
Gli altri si magna, e [nu] con un po' de nose
Magnon di raui, come fa i porciegi.
260.IlLascanelCanto Carnascialesco dei Maestri di far Razzidice pure:Vedete questi che pe' contadinie per la goffa genteSon fatti solamenteche gli appiccano i putti e i mattaccini.In un capitolo di un Senese, antecessore dei Rozzi (Mazzi, II, 243) è pure detto altrettanto.
260.IlLascanelCanto Carnascialesco dei Maestri di far Razzidice pure:
Vedete questi che pe' contadinie per la goffa genteSon fatti solamenteche gli appiccano i putti e i mattaccini.
Vedete questi che pe' contadinie per la goffa genteSon fatti solamenteche gli appiccano i putti e i mattaccini.
Vedete questi che pe' contadini
e per la goffa gente
Son fatti solamente
che gli appiccano i putti e i mattaccini.
In un capitolo di un Senese, antecessore dei Rozzi (Mazzi, II, 243) è pure detto altrettanto.
261.F. Novati,Studi critici e letterari, Torino, 1889, pag. 175.
261.F. Novati,Studi critici e letterari, Torino, 1889, pag. 175.
262.Sitzungsberichte der Philosophisch-Historichen Classe der K. Akad. der Wissenschaften, 1864, Wien, vol. XLVI, pag. 119.
262.Sitzungsberichte der Philosophisch-Historichen Classe der K. Akad. der Wissenschaften, 1864, Wien, vol. XLVI, pag. 119.
263.Romania, VII, p. 44.
263.Romania, VII, p. 44.
264.B. Biondelli,Poesie Lombarde inedite del sec. XIII, Milano, Bernardoni, 1856, pag. 11 e segg.
264.B. Biondelli,Poesie Lombarde inedite del sec. XIII, Milano, Bernardoni, 1856, pag. 11 e segg.
265.C. Lozzi,De' segni distintivi delle antiche Edizioni e Stampe(Il Bibliofilo, II, 33).
265.C. Lozzi,De' segni distintivi delle antiche Edizioni e Stampe(Il Bibliofilo, II, 33).
266.Giornale Storico della Lett. It., vol. I, pag. 62.
266.Giornale Storico della Lett. It., vol. I, pag. 62.
267.G. Castelli,La vita e le opere di Cecco d'Ascoli, Bologna, Zanichelli, 1892, pag. 51;V. RossiinGiorn. St., XXI, pag. 385.
267.G. Castelli,La vita e le opere di Cecco d'Ascoli, Bologna, Zanichelli, 1892, pag. 51;V. RossiinGiorn. St., XXI, pag. 385.
268.NelleRime genovesi della fine del sec. XIII e del principio del XIVpubblicate dalLagomaggioreinArch, glott. it., vol. II, pag. 161, ricorre spesso questo motivo; così al nº LXVII, pag. 249:De Rustico: motoVilan chi monta in aoto graoper noxer a soi vexim,de per raxoin in la per fimstrabucar vituperao.e al nº CXVII, pag. 286:De Rustico ascendentem in prosperitate.E no so cossa più durani de maor prosperitaecomo vilan chi de bassuramonta en gran prosperitae:otre moo desnatura,pin de orgoio e de peccae. . . . . . . . . . . . .per zo che in lui no e driturani cortesia ni bontae.Vedi anche il nº CXVIII.
268.NelleRime genovesi della fine del sec. XIII e del principio del XIVpubblicate dalLagomaggioreinArch, glott. it., vol. II, pag. 161, ricorre spesso questo motivo; così al nº LXVII, pag. 249:
De Rustico: motoVilan chi monta in aoto graoper noxer a soi vexim,de per raxoin in la per fimstrabucar vituperao.
De Rustico: moto
De Rustico: moto
Vilan chi monta in aoto graoper noxer a soi vexim,de per raxoin in la per fimstrabucar vituperao.
Vilan chi monta in aoto grao
per noxer a soi vexim,
de per raxoin in la per fim
strabucar vituperao.
e al nº CXVII, pag. 286:
De Rustico ascendentem in prosperitate.E no so cossa più durani de maor prosperitaecomo vilan chi de bassuramonta en gran prosperitae:otre moo desnatura,pin de orgoio e de peccae. . . . . . . . . . . . .per zo che in lui no e driturani cortesia ni bontae.
De Rustico ascendentem in prosperitate.
De Rustico ascendentem in prosperitate.
E no so cossa più durani de maor prosperitaecomo vilan chi de bassuramonta en gran prosperitae:otre moo desnatura,pin de orgoio e de peccae. . . . . . . . . . . . .per zo che in lui no e driturani cortesia ni bontae.
E no so cossa più dura
ni de maor prosperitae
como vilan chi de bassura
monta en gran prosperitae:
otre moo desnatura,
pin de orgoio e de peccae
. . . . . . . . . . . . .
per zo che in lui no e dritura
ni cortesia ni bontae.
Vedi anche il nº CXVIII.
269.A proposito del perdurare nella tradizione della credenza che lo Stabili fosse iniziato ai segreti dell'arte magica, accusa che l'aveva condotto sul rogo, ricorderemo, tra i molti che si conoscono, il seguente accenno nell'Amor nello specchio, commedia diG. B. Andreini, Parigi, MDCXXII, atto III, scena II, pag. 77. È il Mago che parla: «..... vi farò veder cose, che direte, questi è un Pietro d'Abano, un Cicco d'Ascoli, et uno istesso Zoroastro, inventore dell'Arte».
269.A proposito del perdurare nella tradizione della credenza che lo Stabili fosse iniziato ai segreti dell'arte magica, accusa che l'aveva condotto sul rogo, ricorderemo, tra i molti che si conoscono, il seguente accenno nell'Amor nello specchio, commedia diG. B. Andreini, Parigi, MDCXXII, atto III, scena II, pag. 77. È il Mago che parla: «..... vi farò veder cose, che direte, questi è un Pietro d'Abano, un Cicco d'Ascoli, et uno istesso Zoroastro, inventore dell'Arte».
270.bisso = panno lino nobilissimo (Adriano Politi,Dittionario Toscano, Venetia, 1665).
270.bisso = panno lino nobilissimo (Adriano Politi,Dittionario Toscano, Venetia, 1665).
271.cattivanza = tristitia (Politi,Op. cit.).
271.cattivanza = tristitia (Politi,Op. cit.).
272.menar la danza = significa anche: esser primo in un negozio.
272.menar la danza = significa anche: esser primo in un negozio.
273.Tifi Odasidice di Paolo nella nota Maccheronea:Ad stringam semper poteris catare botazum.
273.Tifi Odasidice di Paolo nella nota Maccheronea:
Ad stringam semper poteris catare botazum.
Ad stringam semper poteris catare botazum.
Ad stringam semper poteris catare botazum.
274.chiavarina = spetie d'arme in asta (Politi,Op. cit.).
274.chiavarina = spetie d'arme in asta (Politi,Op. cit.).
275.stambechina = L'Odasidescrivendo l'armatura di Guiotto, dice:Tunc stambachinam multo labore tiratamSe ponit a retro.
275.stambechina = L'Odasidescrivendo l'armatura di Guiotto, dice:
Tunc stambachinam multo labore tiratamSe ponit a retro.
Tunc stambachinam multo labore tiratamSe ponit a retro.
Tunc stambachinam multo labore tiratam
Se ponit a retro.
276.Nell'Alphabeto delli Villanigià ricordato, è detto:Odio se porton tutti in la coragia,E se mostron amisi al parlamento,Po' se magnassemo el cuor in fritagia.. . . . . . . . . . . . . . . . . .Question fra nu andon cercando e briga.
276.Nell'Alphabeto delli Villanigià ricordato, è detto:
Odio se porton tutti in la coragia,E se mostron amisi al parlamento,Po' se magnassemo el cuor in fritagia.. . . . . . . . . . . . . . . . . .Question fra nu andon cercando e briga.
Odio se porton tutti in la coragia,E se mostron amisi al parlamento,Po' se magnassemo el cuor in fritagia.. . . . . . . . . . . . . . . . . .Question fra nu andon cercando e briga.
Odio se porton tutti in la coragia,
E se mostron amisi al parlamento,
Po' se magnassemo el cuor in fritagia.
. . . . . . . . . . . . . . . . . .
Question fra nu andon cercando e briga.
277.frulla e frullo = niente (Politi,Op. cit.).
277.frulla e frullo = niente (Politi,Op. cit.).
278.Nell'Alphabeto delli Villanialla lettera Y:Fygiol che ge nasse dentro al sieue,Ge faom le spese e se i tegnom in cha,No saom si gie nuostri o pur del preue.
278.Nell'Alphabeto delli Villanialla lettera Y:
Fygiol che ge nasse dentro al sieue,Ge faom le spese e se i tegnom in cha,No saom si gie nuostri o pur del preue.
Fygiol che ge nasse dentro al sieue,Ge faom le spese e se i tegnom in cha,No saom si gie nuostri o pur del preue.
Fygiol che ge nasse dentro al sieue,
Ge faom le spese e se i tegnom in cha,
No saom si gie nuostri o pur del preue.
279.Il testo: gli lo a calata. Calarla a uno = accoccargliela (Politi,Op. cit.).
279.Il testo: gli lo a calata. Calarla a uno = accoccargliela (Politi,Op. cit.).
280.sornacare = ronfare (Politi,Op. cit.).
280.sornacare = ronfare (Politi,Op. cit.).
281.L'Odasi dice a proposito delle cento saette che stavano nella faretra di Guiotto:Tu bombardellas poteris pensare ruentes.
281.L'Odasi dice a proposito delle cento saette che stavano nella faretra di Guiotto:
Tu bombardellas poteris pensare ruentes.
Tu bombardellas poteris pensare ruentes.
Tu bombardellas poteris pensare ruentes.
282.È la solita accusa che abbiamo visto lanciata contro i villani.
282.È la solita accusa che abbiamo visto lanciata contro i villani.
283.Pico Luri di Vassano(Ludovico Passerini),Modi di dire proverbiali e motti popolari italiani spiegati e commentati, Roma, 1875, pag. 480, nº 1013, nota: «Mona Onesta da Campi.... rammentata dal Caro, dal Cocchi, dal Varchi... celebrità femminile nel regno dell'Ipocrisia». Monna Onesta è nella nota novellaBelfagordelMachiavelli, ripetuta dalLa Fontaine, la moglie del diavolo mandato da Lucifero sulla terra a provare le dolcezze della vita coniugale; Belfagor dopo poco tempo preferisce ritornare nell'inferno. Madonna Onesta è ricordata anche nellaRuffiana, Comedia diM. Hippolito Salviano, in Vinegia, presso D. Cavalcalupo, 1584, atto I, scena I; la cortigiana Cipria dice alla Madre: «Qui in Roma hauete uoluto fare Madonna honesta che facea d'una ciliegia due bocconi...». È ricordato questo motto proverbiale anche nellaRaccolta di ProverbidelPescetti, pag. 241, e nelPiacevolissimo FuggiloziodiT. Costo, Venetia, 1655, lib. III, pag. 67.
283.Pico Luri di Vassano(Ludovico Passerini),Modi di dire proverbiali e motti popolari italiani spiegati e commentati, Roma, 1875, pag. 480, nº 1013, nota: «Mona Onesta da Campi.... rammentata dal Caro, dal Cocchi, dal Varchi... celebrità femminile nel regno dell'Ipocrisia». Monna Onesta è nella nota novellaBelfagordelMachiavelli, ripetuta dalLa Fontaine, la moglie del diavolo mandato da Lucifero sulla terra a provare le dolcezze della vita coniugale; Belfagor dopo poco tempo preferisce ritornare nell'inferno. Madonna Onesta è ricordata anche nellaRuffiana, Comedia diM. Hippolito Salviano, in Vinegia, presso D. Cavalcalupo, 1584, atto I, scena I; la cortigiana Cipria dice alla Madre: «Qui in Roma hauete uoluto fare Madonna honesta che facea d'una ciliegia due bocconi...». È ricordato questo motto proverbiale anche nellaRaccolta di ProverbidelPescetti, pag. 241, e nelPiacevolissimo FuggiloziodiT. Costo, Venetia, 1655, lib. III, pag. 67.
284.G. Mazzatinti,Inventari dei Manoscritti delle Biblioteche d'Italia, vol. III, pag. 179;Novati,Carmina m. e., pag. 30.
284.G. Mazzatinti,Inventari dei Manoscritti delle Biblioteche d'Italia, vol. III, pag. 179;Novati,Carmina m. e., pag. 30.
285.Ne dobbiamo la copia alla cortesia del Bibl. DrVincenzo Joppi della Comunale di Udine.
285.Ne dobbiamo la copia alla cortesia del Bibl. DrVincenzo Joppi della Comunale di Udine.
286.L'autore di questo sonetto doveva appartenere al territorio padovano, perchè troviamo questo epiteto ingiurioso tra quelli enumerati dal Ruzzante, e usati dai cittadini di Padova per deridere i villani (Vedi cap. IV, pag. 145).
286.L'autore di questo sonetto doveva appartenere al territorio padovano, perchè troviamo questo epiteto ingiurioso tra quelli enumerati dal Ruzzante, e usati dai cittadini di Padova per deridere i villani (Vedi cap. IV, pag. 145).
287.La Libraria del Doni Fiorentino nella quale sono scritti tutti gli autori vulgari con cento discorsi sopra quelli...In Vinegia, 1550, parte V, pag. 61.
287.La Libraria del Doni Fiorentino nella quale sono scritti tutti gli autori vulgari con cento discorsi sopra quelli...In Vinegia, 1550, parte V, pag. 61.
288.Doni,I Marmi, Venetia, 1609, lib. I, Rag. IV, pag. 18; nella ed. Fanfani, Firenze, Barbèra, 1863, pag. 65.
288.Doni,I Marmi, Venetia, 1609, lib. I, Rag. IV, pag. 18; nella ed. Fanfani, Firenze, Barbèra, 1863, pag. 65.
289.Segnato: O. II, 28, nº 1546.
289.Segnato: O. II, 28, nº 1546.
290.Oltre leMalitie delle Donnedi cui abbiamo più addietro parlato, un poemetto con questo titolo figura nella raccolta diHermann Varnhagen,Ueber eine Sammlung alter italienischer Drucke der Erlanger Universitätsbibliothek, Erlangen, 1892, nº 3. QuesteMalitie delle Donnepotrebbero forse appartenere aBernardo Giambullari, autore delSonaglio delle Donnee di altri poemetti popolari satirici. NellaBibliographie des ouvrages relatifs à l'amourgià ricordata, sono menzionati due opuscoli satirici del sec. XVII contro leMalizie delle Donne(vol. I, pag. 2, pag. 77); altri ne ricorda ilLibri, e unaMalice des femmes contenant leurs ruses et finessescome pure unaMéchanceté des filles...ricorda ilNisard,Op. cit., cap. VII, e anche ai giorni nostri si ristampano per il popolo:Il nuovo alfabeto delle DonnediF. Reggiani, e l'Alfabeto agro-dolce delle DonnediA. Frizzi. Naturalmente, come è facile supporre, a questi poemetti misogini, furono contrapposti altrettanti poemetti contenenti le lodi del bel sesso e l'enumerazione delle malizie degli uomini. Così alSonaglio delle Donnefu risposto colTrastullo delle DonnediPier Saulo Phantinoda Tradotio, Castello di Romagna; in Fiorenza, presso Iacopo Chiti, 1522; l'autore di questo poemetto in difesa delle donne, chiama il Giambullari:Villan marasco nato nel letame.AlTrastullo delle Donnefu risposto poi collaCampanella delle Donne composta per il faceto giovineFrancesco de Sachinoda Mudiana. IlNisardricordaLa Malice des hommes découverte dans la justification des femmes..., ilNovatiunAlfabeto in biasimo degli Uomini scritto da una Donna, ecc.
290.Oltre leMalitie delle Donnedi cui abbiamo più addietro parlato, un poemetto con questo titolo figura nella raccolta diHermann Varnhagen,Ueber eine Sammlung alter italienischer Drucke der Erlanger Universitätsbibliothek, Erlangen, 1892, nº 3. QuesteMalitie delle Donnepotrebbero forse appartenere aBernardo Giambullari, autore delSonaglio delle Donnee di altri poemetti popolari satirici. NellaBibliographie des ouvrages relatifs à l'amourgià ricordata, sono menzionati due opuscoli satirici del sec. XVII contro leMalizie delle Donne(vol. I, pag. 2, pag. 77); altri ne ricorda ilLibri, e unaMalice des femmes contenant leurs ruses et finessescome pure unaMéchanceté des filles...ricorda ilNisard,Op. cit., cap. VII, e anche ai giorni nostri si ristampano per il popolo:Il nuovo alfabeto delle DonnediF. Reggiani, e l'Alfabeto agro-dolce delle DonnediA. Frizzi. Naturalmente, come è facile supporre, a questi poemetti misogini, furono contrapposti altrettanti poemetti contenenti le lodi del bel sesso e l'enumerazione delle malizie degli uomini. Così alSonaglio delle Donnefu risposto colTrastullo delle DonnediPier Saulo Phantinoda Tradotio, Castello di Romagna; in Fiorenza, presso Iacopo Chiti, 1522; l'autore di questo poemetto in difesa delle donne, chiama il Giambullari:
Villan marasco nato nel letame.
Villan marasco nato nel letame.
Villan marasco nato nel letame.
AlTrastullo delle Donnefu risposto poi collaCampanella delle Donne composta per il faceto giovineFrancesco de Sachinoda Mudiana. IlNisardricordaLa Malice des hommes découverte dans la justification des femmes..., ilNovatiunAlfabeto in biasimo degli Uomini scritto da una Donna, ecc.
291.Vedi intorno alle particolarità delle Silografie di questo periodo, ilVarnhagen,Op. cit., pag. 2 e segg. e ilDuc de Rivoli,Bibliographie des Livres à figure vénitienes de la fin du XVesiècle et du commencement du XVIe, Paris, Leclerc, 1892.
291.Vedi intorno alle particolarità delle Silografie di questo periodo, ilVarnhagen,Op. cit., pag. 2 e segg. e ilDuc de Rivoli,Bibliographie des Livres à figure vénitienes de la fin du XVesiècle et du commencement du XVIe, Paris, Leclerc, 1892.
292.Scelta di curiosità letterarie, Romagnoli, Bologna, 1882, dispensa CLXXXVII.
292.Scelta di curiosità letterarie, Romagnoli, Bologna, 1882, dispensa CLXXXVII.
293.Istoria degli Scrittori fiorentini, Ferrara, 1722, pag. 103.
293.Istoria degli Scrittori fiorentini, Ferrara, 1722, pag. 103.
294.Vedine la descrizione bibliografica nelMilchsack,Op. cit., nº XC, e nell'opera delVarnhagen; ilPassanone ricorda una edizione senese dell'anno 1611. Il Varnhagen ricorda dello stesso anche alcune Canzoni a ballo.
294.Vedine la descrizione bibliografica nelMilchsack,Op. cit., nº XC, e nell'opera delVarnhagen; ilPassanone ricorda una edizione senese dell'anno 1611. Il Varnhagen ricorda dello stesso anche alcune Canzoni a ballo.
295.Il Trattato e la novella furono ristampati nella dispensa LXX dellaScelta di Curiosità lett.del Romagnoli, Bologna, 1866. La novella ha molta analogia colla leggenda di Rush, di cui parla ilWright,Histoire de la caricature, ecc., cap. XIV.
295.Il Trattato e la novella furono ristampati nella dispensa LXX dellaScelta di Curiosità lett.del Romagnoli, Bologna, 1866. La novella ha molta analogia colla leggenda di Rush, di cui parla ilWright,Histoire de la caricature, ecc., cap. XIV.
296.Fu ristampata nella dispensa XCVI dellaSceltasuddetta; ilD'Anconala ricorda come un Contrasto che si avvicina alla Farsa (Origini del Teatro, pag. 547). Nella Trivulziana uniti ad un'Operetta delle semente, d'anonimo, stampata in Firenze nell'anno 1572, si leggono due Capitoli, uno dei quali appartiene aBernardo Giambullari. Il fatto di trovare questaOperetta delle sementeunita con poesie delGiambullaripotrebbe servire di conferma all'attribuzione che ilMazzoni-Toselliaveva fatto di essa al poeta toscano.
296.Fu ristampata nella dispensa XCVI dellaSceltasuddetta; ilD'Anconala ricorda come un Contrasto che si avvicina alla Farsa (Origini del Teatro, pag. 547). Nella Trivulziana uniti ad un'Operetta delle semente, d'anonimo, stampata in Firenze nell'anno 1572, si leggono due Capitoli, uno dei quali appartiene aBernardo Giambullari. Il fatto di trovare questaOperetta delle sementeunita con poesie delGiambullaripotrebbe servire di conferma all'attribuzione che ilMazzoni-Toselliaveva fatto di essa al poeta toscano.
297.Poemetti popolari italiani, Bologna, Zanichelli, 1889, pag. 181.
297.Poemetti popolari italiani, Bologna, Zanichelli, 1889, pag. 181.
298.S. Ferrari,Bibliot. di Lett. pop. it., anno I, vol. I, pag. 20-53.
298.S. Ferrari,Bibliot. di Lett. pop. it., anno I, vol. I, pag. 20-53.
299.Avvertiamo che segneremo conAil testo Casanatense, conBeCi due esemplari trivulziani, nº II e nº III, e che terremo conto soltanto delle varianti che discordano sensibilmente col testo da noi seguito.
299.Avvertiamo che segneremo conAil testo Casanatense, conBeCi due esemplari trivulziani, nº II e nº III, e che terremo conto soltanto delle varianti che discordano sensibilmente col testo da noi seguito.
300.B, compitare.
300.B, compitare.
301.B, togno, nencio e checoC, Vanni... Checco.
301.B, togno, nencio e checoC, Vanni... Checco.
302.A, risuonin.
302.A, risuonin.
303.B, necessità.
303.B, necessità.
304.B, e mi par certo un verme.
304.B, e mi par certo un verme.
305.NellaRuffianagià ricordata, atto III, scena VIII, M. Anselmo dice: «..... perchè sapendo che le p...... sono come il carbone che o coce o tenge.....».
305.NellaRuffianagià ricordata, atto III, scena VIII, M. Anselmo dice: «..... perchè sapendo che le p...... sono come il carbone che o coce o tenge.....».
306.B, Salomista.
306.B, Salomista.
307.B, drieto.
307.B, drieto.
308.A, riconduce.
308.A, riconduce.
309.B, da ser Puccio.
309.B, da ser Puccio.
310.dare il succio = sopportare di mala voglia (Fanfani,Voc. dell'uso toscano).
310.dare il succio = sopportare di mala voglia (Fanfani,Voc. dell'uso toscano).
311.oste = il padrone.
311.oste = il padrone.
312.C, ilMartiniin una postilla spiega: camella = agna.
312.C, ilMartiniin una postilla spiega: camella = agna.
313.NelleNozze di MacadiF. Mariani, atto II, scena III, il villano innamorato dice alla sua bella: «Ch'io vengo a te come il porco alla ghianda».
313.NelleNozze di MacadiF. Mariani, atto II, scena III, il villano innamorato dice alla sua bella: «Ch'io vengo a te come il porco alla ghianda».
314.coglier l'agresto = rubare.
314.coglier l'agresto = rubare.
315.C, ilMartinispiega: menno = daminuere.
315.C, ilMartinispiega: menno = daminuere.
316.Nel sonetto contro i Villani pubblicato dalMazzoniè detto:O turba renegata, senza legie,biastemata da lo eterno dio,perchè chiascun de voi se trova rioe fedeltà voi giamai non coregie!
316.Nel sonetto contro i Villani pubblicato dalMazzoniè detto:
O turba renegata, senza legie,biastemata da lo eterno dio,perchè chiascun de voi se trova rioe fedeltà voi giamai non coregie!
O turba renegata, senza legie,biastemata da lo eterno dio,perchè chiascun de voi se trova rioe fedeltà voi giamai non coregie!
O turba renegata, senza legie,
biastemata da lo eterno dio,
perchè chiascun de voi se trova rio
e fedeltà voi giamai non coregie!