XI.NOZZE CIVILI.
Salvo circostanze speciali, non bisogna mai far intercedere più di ventiquattr'ore, fra le nozze civili e le nozze religiose. Niente è più ridicolo quando una sposa, maritatasi civilmente il giovedì, resta non maritata religiosamente, sino alla domenica: è una condizione grottesca, che si deve a ogni costo evitare. Per lo più, le nozze civili si compiono di sabato e quelle religiose la domenica seguente, con un sol giorno di intervallo: la domenica è un buon giorno, bello, poetico e pratico, per celebrazione di pompa religiosa nuziale. Anche a non essere fabbriferrai o impiegati al Catasto, tutti si è più liberi, alla domenica, e si può consacrare più facilmente, più volentieri, una mezza giornata a una festa di nozze. Il matrimonio civile, atto importante, ma scevro di qualunque poesia, si celebra in parentela strettissima, senza nessun'altro: genitori, testimoni, fratelli e sorelle, se ve ne sono, qualche zio, qualche nonno, se esiste ancora. La sposa deve portare unatoilettepiuttostoricca, in velluto, in broccato, infoulard, secondo la stagione:toiletteche le servirà, più tardi per visite di grande etichetta. Colore chiaro, piuttosto. Mai cappello chiuso, mai cappottina: sarebbe un errore di gusto. Cappello rotondo, moltochic, che le servirà, anche, più tardi, per le dette visite. Sulle spalle un grande mantello ricco; mai, una giacchetta: qualche bel gioiello, scelto fra i doni dello sposo che già debbono essere giunti, al completo. Scarpini di capretto nero, calze di seta nera: guanti bianchi, ombrellino ricco. Lo sposo porta la solita, inevitabileredingote, i pantaloni grigi, la cravatta chiara, le scarpe di pelle lucida, i guanti bianchi. Èchicavere un bel fiore, all'occhiello, ma sarebbe ridicolo, se fosse il fior d'arancio. La madre della sposa e quella dello sposo vanno intoiletteda visita, al Municipio: i genitori maschi, testimoni, parenti, inredingotee tuba. È naturale che la famiglia della sposa provveda alle carrozze, tre o quattro: che distribuisca le mance ai portieri municipali: che pensi, naturalmente, a ogni amminicolo. Se l'ufficiale dello Stato Civile è persona nota e di conoscenza, bisogna invitarlo alle nozze religiose; tanto più, se è un amico, se offre un mazzo di fiori col nastro bianco e una penna di oro. Nella prima carrozza, all'andare e al venire, si colloca la sposa con suo padre e isuoi testimoni; nella seconda lo sposo, con la madre della sposa, sua madre, se vi sono, e un testimone. Poi, il resto delle famiglie, in ordine gerarchico; quest'ordine non si muta, per il ritorno. Tutto ciò si fa con grande correttezza, senza troppi chiassi, poichè il matrimonio civile, all'inverso di quello religioso, non ne comporta; e, in quelle ventiquattr'ore, la sposa continua a tenere il suo contegno riservato di fidanzata, con lo sposo.