CAPITOLO XV.

CAPITOLO XV.IL RITORNO DELLO SCUDIERO ALLA CASA PATERNA.«E me ne voglio andar che gli è di notte,E s'è levato il lume della luna.Io me ne passo là per certe grotte,Che non ci passerebbe la Fortuna.»——Canti popolari toscani.Erano scorsi più mesi da che la parte dei Bianchi cacciata da Pistoia dopo l'assedio, erasi rifugiata nel fortilizio di Piteccio, e lo scudiero del capitan Vergiolesi, il povero Guidotto, dopo tante traversie si struggeva di tornare una volta anco per brevi momenti, a riveder la sua famiglia a Vergiole. Colà al castello del capitano avrebbe recato lettere per madonna Lauretta, che omai dopo l'assedio il cavalier messer Fredi figlio del capitano, compiendo le vicendevoli brame, aveva fatta sua sposa. Egli non aveva potuto che accompagnarvela con quelli della famiglia di lei, e dopo pochi giorni lasciarla con essi; perchè il capitano su di ciò non intendeva far concessioni, avendo messer Fredi a Piteccio il comando della cavallata: sicchè solo di tempo in tempo vi dava una corsa per visitarla.Una volta i Bianchi confinati colà, cercavano i Neri di spiar loro ogni passo, temendo sempre (e con qualche ragione, minacciosi com'erano) di congiure e di rinforzi. Ma frattanto le armi eran giunte loro al castello da ogni parte; da braccio come da assedio: e fidavano in queste, nel sito quasi che inaccessibile, e nel loro coraggio.[pg!178] Come appena sembrò che fossevi un po' di tregua, Guidotto, ottenuto alla perfine dal capitano il bramato permesso, prescelse di partir per Vergiole sul far della sera, ben armato e a piedi. Era già entrato l'inverno. L'aria era fredda. Un tramontano gelato zufolava pe' boschi e per le selve, e faceva cadere dagli alberi le ultime foglie e levarle poi in alto a rote ed a mucchi dinanzi a lui, via via per certe spianate dove più rammulinavasi il vento. In quel sereno del cielo, tutto smaltato di stelle che era un desio, sorgeva intanto la luna, e gli andava rischiarando la via che per circa due ore necessitavagli a fare, valicando varie colline da levante a ponente: e non come ora coronate di vigne bellissime e d'oliveti, ma la più parte a terreno boschivo, e però fra sentieri più angusti e mal tenuti, e taluni ridotti persino a tanti rigagnoli d'acqua, senza che alcuno si tenesse obbligato di provvedervi.Tutto era silenzio d'intorno ad esso: se non fosse stato un qualche abbaiar di cani nel passare talvolta vicino ad alcune capanne, e il rumiccìo delle foglie dei castagni ingiallite e già secche, nel traversar per le selve. Pericoli d'aggressione, per le vie che batteva, a quell'ora, e co' tempi che correvano, non è a dire che non vi fossero. Guidotto però era un pezzo di giovane di circa trent'anni, vigoroso e di tal coraggio, da non sgomentare per un incontro qualunque. E già tutto solo accelerava i suoi passi, tanto che capitò presto al di là della valle che gli mostrava dinanzi la nativa collina. Non appena la potè scorgere, si sentì preso da un tal senso di piacere, che n'ebbe al core una stretta, e per pochi minuti dovè soffermarsi. Perchè a dir vero il buon giovane non aveva avuto da del tempo altro pensiero che quello del come, dopo sì lunga assenza, avrebbe ritrovato il suo vecchio padre, cui voleva tanto bene, e il rimanente della famiglia.Essa in quell'ora era tutta raccolta dentro il metato, una stanza terrena della casa colonica contigua al castello. Il basso soffitto di questo metato si componeva di graticci di legno sui quali erano state distese molte castagne ricolte dalle prossime selve, e qui poste a seccare per poi ridurle [pg!179] in farina per l'alimento di tutta l'annata. Un gran fuoco però di ciocchi d'alberi in quella sera si vedeva acceso in mezzo del solaio, e un gran calderone eravi sovrapposto, tutto pieno d'erbaggi, che doveva servire con poc'altro alla cena. Il fumo, che non aveva l'uscita per entro un camino, ma solo un poco da que' graticci, si addensava talora intorno alla stanza, sicchè le pareti eran tutte annerite. Esse però cotesta sera, rischiarate da una fiamma più viva e meno ingombre di fumo, formavano il fondo di un quadro assai singolare. Vi si vedevano appesi alcuni attrezzi da cucina, e un lume a mano di ferro, dalla punta del quale usciva una piccola fiammicella. Torno torno alla stanza stavan seduti uomini e donne: e più presso al fuoco sopra una scranna a bracciali il capo della famiglia, il vecchio Pier-Antonio un po' maliscente, con gran berretto nero di lana che gli cadea da una parte: poi altri dei più anziani, chè i pochi adulti erano andati a far carbone su pe' boschi dell'Appennino. V'eran quindi le donne; a capo delle quali la Margherita consorte di Pier-Antonio: e accosto e di seguito la propria figlia Maria con le più giovani intese a filare od a torcere: più discosti infine e più presso all'uscita i garzoncelli e qualche bambino; tutta gente di parentela e del vicinato. Di quelle diverse fisonomie illuminate da una luce rossastra per la fiamma che sorgeva di mezzo, varrebbe forse a risvegliarne un'idea qualche quadro di Rembrand, o di Gherardo dalle notti. Se non che eran qui altri visi più delicati e di forme italiane.Maria tanto spiccava su tutte l'altre per delicatezza di contorni e di carnagione, per un visino affilato e d'una soavità virginale, da non poterne offrire un tipo che in quelle madonnine di fra Paolino da Pistoia, il più celebre scolare del Della Porta. A vederla in que' poveri panni, con un sacchino rosso, un gamurrino verde di mezza lana, con sopra un grembiule di filondente, e una pezzoluccia bianca al collo; e mirar poi que' suoi occhi sì dolci, quella bionda testa sì ravviata, quella fronte serena, l'avresti detta figlia d'un conte in abito da pastora. Era già stata chiesta in isposa da Vanni di Piero dalla Sambuca, un figliuolo del più intimo [pg!180] amico che s'avesse mai Pier-Antonio. Il giovine era appunto quella sera venuto a veglia, perchè per sicuri riscontri s'attendeva di giorno in giorno Guidotto, senza il consiglio del quale i genitori non avrebbero stretto il partito.Pensiamo dunque come rimanessero tutti, quando a sera avanzata si videro comparire nella stanza un uomo d'arme, e sotto quelle assise riconobbero Guidotto!—Guidotto! lui proprio!—fu un prorompere dai più vicini.E Pier-Antonio:—Ma lui davvero?E Margherita:—Sì, sì, il nostro figliuolo! E fu la prima, nelle cui braccia ei si gettasse baciandola.Ma il povero vecchio tentava invano d'alzarsi dalla sua scranna: e chiamavalo a nome e tendeva verso lui le tremule braccia; quando Guidotto, svincolatosi dalla madre e toltosi l'elmo, s'andò a gettare ai suoi piedi ed esclamò:—Padre mio! Dio mi ha alfin consolato! io vi riveggo! tornatemi a benedire!—Sì, povero figliuol mio! Dio ti benedica e ti preservi ancora la vita, perchè sei la vita del padre tuo!E con gran tenerezza il buon vecchio se lo stringeva al seno: e quel caro capo, piegato com'era sulle paterne ginocchia, fattolo sollevare, guardavalo in volto e v'imprimeva caldissimi baci e lo irrigava di lacrime. Margherita era rimasta in piedi presso di loro con le mani giunte, come in preghiera guardando il cielo.Quando Guidotto si fu alzato, gli venne incontro Maria. Ed egli allora:—Oh! eccola qui la mia buona sorella! Maria! eh! che ne dici? alfine ci siamo riveduti!—E se la stringeva per mano. Essa però non potè profferir parola, perchè un pianto di tenerezza su quel momento ve la trattenne.Allora Guidotto gettando gli occhi dintorno a sè, con viso di compiacenza esclamò:—Mi s'apre il cuore! Parenti, amici! (e a uno a uno li chiamava a nome e se li prendeva per mano) se sapeste con che piacer vi riveggo! Eh, eh! siete molti stasera! Bravi! Qui da' miei a vegliare un po' insieme.[pg!181] Ed essi l'un dopo l'altro a rispondergli parole d'affetto.—Molti, sì—soggiunse Pier-Antonio, e con un sospiro prolungato.—Ma, non tutti! non tutti! Ci manca uno!... oh! il mio povero Bindo!...E com'ebbe pronunziato un tal nome, stè di nuovo in silenzio, interrotto però dai sospiri di quella buona gente.—Siedi, siedi—riprese poco dopo il buon vecchio—qui presso a me.—Ed ei così fece.—Eh! Dio me lo dette, Dio me l'ha tolto, ed egli n'era il padrone. Ma a dir come! con quale strazio! e perchè, e perchè! Oh! chi lo avesse pensato!....—Intendo, padre mio! immaginatevi!....—soggiunse Guidotto.—Ma no, non dite più oltre, perchè abbastanza fui lacerato dal duolo, e anche da un po' di rimprovero quando me lo vidi dinanzi a quel modo! E poi tutto il tempo che l'assistei, finchè....E qui sentendosi tremar la voce, per non rinnovar la storia di quel fratello e della sua morte, di cui era stata spettatrice la stessa madre, e' si tacque.—E tu, figliuol mio—seguitò Pier Antonio dopo un momento—da quelle belve come hai potuto scampare? E il nostro padrone? Anche lui!.... ha perduto.... pur troppo lo so! e due spine crudeli l'hanno trafitto! E dimmi: fra tante fatiche e traversie, e in là con gli anni com'è, si tien saldo in salute?—Lasciamo andar di me, padre mio; mi son trovato a tanti pericoli! Basta, vi vo' dir questa.—Oh sì, raccontami un po'!....—Figuratevi! Un giorno bisognava al solito scortare quella povera gente che s'arrischiava per noi a raccapezzar de' viveri per la campagna. Era di notte. Il capitan de Reali guidava noi (pochi fanti) che si scortava fuor di città que' dieci o dodici fra uomini e donne. Si pensò di non montare a cavallo per non far rumore, e passarsela senz'esser visti. Veniva l'acqua come Dio la mandava! A questo tempo, si disse, que' poltroni di guardie (eh! se non fosse stato il gran numero!..) avranno altro che fare che venir dietro a noi! [pg!182] E detto fatto. Ci riuscì que' poveretti di passarli sicuri. Li lasciammo lì con un addio alla buona tornata; e noi pel greto del torrente Brana, fracidi intinti, a gran fretta riprendemmo la via per tornare in città. Quando da una capanna vicina che a quel buio non s'era scorta (e forse si poteva scansare) escon fuori quattro di quei Mori Catalani tutti armati che s'avventano a noi come tanti leoni! Un di quelli m'aveva già ferito a una spalla. Io però, che credete? non stetti a dir nè ahi nè guai. Batti ch'io batto! E con la spada a far ruota, finchè mi riuscì di salire sopra un piccol rialto. Il capitano due de' loro dopo una lotta accanita li aveva fatti rotolar nel torrente. Ma era sempre alle prese con altri due. Allora io diedi un grido perch'ei sapesse dov'ero. E di fatti eccotelo lì sotto a me: sfinito però, e sul punto d'esser massacrato da loro! Ma io con un dei nostri.... Un colpo per uno a que' demoni, che urlando stramazzarono a terra: e allora a gambe, potete credere, rientrammo in Pistoia.—Misericordia! povero Guidotto!—esclamaron tutti—a che casi vi siete trovato!—E a quanti altri, cari miei!—soggiunse egli.—Di questi casi però è meglio di non parlare. Mi vedete sano e vi basti. Quanto poi al padrone messer Lippo, vi so dir, padre mio, che è valido battagliero come poteva essere in gioventù. Se de' crepacuori ne ha avuti, Dio lo sa! Ma il dolor non l'abbatte: ad ogni costo e' vuol fare i suoi fatti.—E la nobile damigella Selvaggia?—soggiunse Pier-Antonio.—Egli non vive ora che per lei. Ma però è tanto abbattuta di salute e di spirito!....—Sì, ditelo a me!—replicò subito Margherita.—Dalla morte di sua madre vi posso dire che non ha avuto più bene. Datemi poi li strapazzi nell'assedio, e quello star sempre in pena pe' suoi; e l'aver voluto ad ogni costo seguir suo padre in un fortilizio siccome quello, dove sta male d'abitazione e di vitto, e sempre poi col cuor sollevato: mentre poteva qui al castello.... con madonna Lauretta.... con tanto buona signora!.... proprio degna d'essere unita a quella pasta d'oro di messer Fredi! Per eguagliar la buon' anima [pg!183] della madre di lui, di madonna Adelagia, bada Guidotto che ce ne vuole! Ma però si direbbe che questa sua sposa par che si studi di somigliarla! Figurati! Non passa giorno che non mandi o non venga da sè a prender nuova della salute di tuo padre.E Pier-Antonio con voce commossa:—Altro, s'egli è vero! Figliuol mio, si puol dire che la casa de' Vergiolesi con madonna Lauretta ha riavuto il suo angiol custode!—E poi—seguitò Margherita—tu sai se la nostra padrona delle elemosine la ne facesse! Bene: non passa mai pellegrino o meschinello che sia, che, se s'accosta al castello, in qualche modo non lo soccorra.—Per questo—interruppe Maria—mi rammento sempre il buon cuore di madonna Selvaggia. Si può fare pe' poverelli quel che faceva lei e non più! E poi non vi ricordate, ragazze, il gran bene che ci voleva; com'era degnevole; e con che garbo parlava e si tratteneva con noi?Ed esse ad una voce:—Maria! s'è vero!—Oh sì!—soggiunse Guidotto—del suo buon cuore n'avete a discorrer con me! Se sapeste quel che so io! quel ch'è stata capace di far nell'assedio per giovare a tutti noi! E adesso? proprio come allora! Benchè sempre appenata e assai maliscente, pure per fare un po' di bene non cura la salute finchè le regge lo spirito. Anch'essa a dirle qualche cosa per suo riguardo, eccola lì! ragiona sempre del suo dovere; nè vuol nemmeno le si parli di lasciare il padre suo, perchè vede che messer Lippo non ha più al mondo altro bene che lei!—Oh! che Dio la benedica!—esclamò Pier-Antonio;—lo senti figliuola mia? E tu vuoi andartene!—E dove?—riprese subito Guidotto.—Ti dirò, figliuol mio, non è lei veramente; chè la m'è stata sempre affezionata e non m'ha dato un disgusto al mondo: ma me l'ha chiesta in isposa il mio compar Piero dalla Sambuca per Vanni suo figliuolo che è là.E voltosi a Vanni:[pg!184] —Fatti avanti, ragazzo: animo! parlatene un po' fra voi altri. Noi anzi ti s'aspettava, anche per ragionare di questa cosa; non è vero, Margherita?—Sicuro—ella rispose—Ed egli—perchè a dirtela, senza il tuo parere, figliuolo, noi che siamo rimasti qui soli, per un affare come questo non ci pareva di poter mover foglia.—Ma e che volete che ci faccia io?—riprese Guidotto;—sta a vedere primieramente se se la intendon fra loro. Che ne dici tu, eh Mariuccia? Parlami col cuore in mano veh! Ti garba questo giovanotto? Ti pare che t'abbia a tener bene?E la fanciulla alzatasi, con una cocca del grembiule fra le mani, a occhi bassi, e con una certa ritrosia rispondeva:—Io per me sapete che ho fatto sempre la pace vostra, e non vo' che crediate....—Quest'è vero, e sta bene. Ma ora mi devi dire se questo matrimonio farebbe piuttosto la pace tua.E Maria sempre a occhi bassi, ma fra timida e compiacente:—Oh! se ho a dire.... di certo lo crederei.—Dunque mi par che ti piaccia.A queste parole ella alzò gli occhi a lui sorridendo, come gli dicesse:—Ti ringrazio d'avermi inteso.—E tu, Vanni, dimmi un po' con che intenzione se' venuto a veglia da mia sorella?E Vanni che era un bel giovane e d'un far risoluto e vivace, alzatosi s'avvicinò a Guidotto e con franchezza rispose:—Con intenzione di sposarla: perchè gua', se io garbo a lei, a me.... mi garba dimolto: le ho posto amore, e ho in idea di tenerla bene, e di non farle mancare, da poveri che no' siamo, un boccon di pane.La sua figura e il suo spirito prevennero subito in suo favore il fratel di Maria.—Ma, e che guadagni?—seguitò questi;—campi e selve per quel che so tu non n'hai.—Gli è vero, ma gua', m'industrio con le braccia. Vo in maremma con mi' padre, e qualche cosa ogni anno, se Dio [pg!185] vuol, si riporta. Sicuro, siamo braccianti! Ma, se la salute ci regge, vo' lo sapete, Guidotto, tutto il nostro forte sta lì: e' ci ha da dire sperpetua se a fin di lavoro qualche fiorino non s'è intascato. Poi alla Sambuca un po' di casuccia di nostro e' l'abbiamo, e per ora nè mi' padre nè io abbiamo fatto dire un ette de' fatti nostri.—Oh! per questo—soggiunse Pier-Antonio—non c'è da dirci nè da ripeterci. Suo padre (è mai tant'anni che ci conosciamo, e abbiamo battuto la maremma insieme!) ti posso dir, figliuol mio, ch'è sempre stato una perla d'uomo: e forse lavoratori, e cristiani come lui per queste parti pochi ce n'è. O la donna sua, requiesca, era poco di garbo? Basta, per la famiglia, non c'è da appuntarla per nessun modo. Di Vanni, suo padre me n'ha detto assai bene, e vo' sperare che lo somigli.—Ma dunque voi, padre mio,—seguitava Guidotto—sareste anche contento?....—Per questo, se me l'avesse chiesta chi si sia, ci avrei pensato di molto. Ma che vuoi? Sicuro.... (e rimase sospeso come a riflettere, quindi) restar soli.... eh Margherita?....Ed essa:—Non dico, ma le figliuole, si sa, bisogna accasarle; poichè poi se ci restano in casa, de' rimproveri non ne voglio, io! E' mi rammento che la mia povera padrona mi diceva sempre:—Bada, Margherita, se l'occasione ti si presenta e ti par discreta, non glie la togliere!—Noi poveri poi, se credete che quest'uomo la terrà bene, quando l'occasione s'è presentata, che s'ha a aspettare? che maggio fiorisca?—Oh! anch'io la intendo così, madre mia—disse Guidotto.—Sapete già come son io. Le cose alla militare. Con ordine, ma spediti. Di questa faccenda bisogna uscire. Straccali per casa non ne voglio. Dimattina andrò io dal Curato, e presto.... eh? che ne dici tu, Vanni?—Oh! per me, figuratevi con che piacere! L'anello glie lo do anche domenica!—Adagio un po', figliuoli miei—riprese la madre:—la mi' Maria non vo' che esca di casa con la cassa stare' per dir quasi vuota. L'ho fatta io, me la sono allevata, e non mi pare che, rivestita che sia, mostri po' poi la faccia volta di dietro. Un po' di corredo a ogni maniera bisogna che l'abbia: tanto più che da povera gente che siamo, grazie a Dio, c'è' modo e verso da metterglielo insieme. Appena ammannito, e non ci vuol molto, allora per le nozze tutti i giorni son vostri.E udito ciò, alcuni parenti soggiunsero:—La Margherita ci pare abbia ragione.E fra di loro:—Si sbrigheranno, vedrete.—Di certo tu, Maria, a lavorare vi darai una mano—le disse accortamente una sua vicina.Ed essa con la sua bella rallegratura soggiunse:—Di' pure anche due; puoi figurartelo!Intanto, premurosa pel suo Guidotto, gli scinse la spada, e insieme con l'elmo glie la portò nella stanza che gli avrebbe ammannito pel suo riposo.Margherita da buona massaia aveva già provveduto pel pasto. Guidotto allora voltosi a' parenti e agli amici venuti a veglia:—Vi dico addio stasera, perchè domattina dicerto non ci rivedremo.—Ma dunque, via, vo' ci volete lasciare! E così presto! E di tornare a buono non se ne parla punto?—Eh! per ora.... che volete! siamo là come l'uccel sulla frasca. Ma spero che presto ci rivedremo più tranquilli e un po' più alla lunga. Addio, dunque!Ed essi:—Oh! addio, a rivederci in sanità! Buona notte!Ed uscirono.Raccoltisi quindi questi di casa a una parca refezione, non appena compiuta, pensò Guidotto, prima di coricarsi, di consegnare in proprie mani, a madonna Lauretta al castello, [pg!187] le lettere di messer Fredi, perchè il giorno seguente a qualche ora voleva partire. Fatto questo, rientrò più soddisfatto nella casa paterna; rinfrancato nel pensiero, fra tante disgrazie e corsi pericoli, di non essersi mai perso d'animo, di aver potuto rivedere i suoi genitori, e d'aver consolato la sua buona sorella.[pg!188]

CAPITOLO XV.IL RITORNO DELLO SCUDIERO ALLA CASA PATERNA.«E me ne voglio andar che gli è di notte,E s'è levato il lume della luna.Io me ne passo là per certe grotte,Che non ci passerebbe la Fortuna.»——Canti popolari toscani.Erano scorsi più mesi da che la parte dei Bianchi cacciata da Pistoia dopo l'assedio, erasi rifugiata nel fortilizio di Piteccio, e lo scudiero del capitan Vergiolesi, il povero Guidotto, dopo tante traversie si struggeva di tornare una volta anco per brevi momenti, a riveder la sua famiglia a Vergiole. Colà al castello del capitano avrebbe recato lettere per madonna Lauretta, che omai dopo l'assedio il cavalier messer Fredi figlio del capitano, compiendo le vicendevoli brame, aveva fatta sua sposa. Egli non aveva potuto che accompagnarvela con quelli della famiglia di lei, e dopo pochi giorni lasciarla con essi; perchè il capitano su di ciò non intendeva far concessioni, avendo messer Fredi a Piteccio il comando della cavallata: sicchè solo di tempo in tempo vi dava una corsa per visitarla.Una volta i Bianchi confinati colà, cercavano i Neri di spiar loro ogni passo, temendo sempre (e con qualche ragione, minacciosi com'erano) di congiure e di rinforzi. Ma frattanto le armi eran giunte loro al castello da ogni parte; da braccio come da assedio: e fidavano in queste, nel sito quasi che inaccessibile, e nel loro coraggio.[pg!178] Come appena sembrò che fossevi un po' di tregua, Guidotto, ottenuto alla perfine dal capitano il bramato permesso, prescelse di partir per Vergiole sul far della sera, ben armato e a piedi. Era già entrato l'inverno. L'aria era fredda. Un tramontano gelato zufolava pe' boschi e per le selve, e faceva cadere dagli alberi le ultime foglie e levarle poi in alto a rote ed a mucchi dinanzi a lui, via via per certe spianate dove più rammulinavasi il vento. In quel sereno del cielo, tutto smaltato di stelle che era un desio, sorgeva intanto la luna, e gli andava rischiarando la via che per circa due ore necessitavagli a fare, valicando varie colline da levante a ponente: e non come ora coronate di vigne bellissime e d'oliveti, ma la più parte a terreno boschivo, e però fra sentieri più angusti e mal tenuti, e taluni ridotti persino a tanti rigagnoli d'acqua, senza che alcuno si tenesse obbligato di provvedervi.Tutto era silenzio d'intorno ad esso: se non fosse stato un qualche abbaiar di cani nel passare talvolta vicino ad alcune capanne, e il rumiccìo delle foglie dei castagni ingiallite e già secche, nel traversar per le selve. Pericoli d'aggressione, per le vie che batteva, a quell'ora, e co' tempi che correvano, non è a dire che non vi fossero. Guidotto però era un pezzo di giovane di circa trent'anni, vigoroso e di tal coraggio, da non sgomentare per un incontro qualunque. E già tutto solo accelerava i suoi passi, tanto che capitò presto al di là della valle che gli mostrava dinanzi la nativa collina. Non appena la potè scorgere, si sentì preso da un tal senso di piacere, che n'ebbe al core una stretta, e per pochi minuti dovè soffermarsi. Perchè a dir vero il buon giovane non aveva avuto da del tempo altro pensiero che quello del come, dopo sì lunga assenza, avrebbe ritrovato il suo vecchio padre, cui voleva tanto bene, e il rimanente della famiglia.Essa in quell'ora era tutta raccolta dentro il metato, una stanza terrena della casa colonica contigua al castello. Il basso soffitto di questo metato si componeva di graticci di legno sui quali erano state distese molte castagne ricolte dalle prossime selve, e qui poste a seccare per poi ridurle [pg!179] in farina per l'alimento di tutta l'annata. Un gran fuoco però di ciocchi d'alberi in quella sera si vedeva acceso in mezzo del solaio, e un gran calderone eravi sovrapposto, tutto pieno d'erbaggi, che doveva servire con poc'altro alla cena. Il fumo, che non aveva l'uscita per entro un camino, ma solo un poco da que' graticci, si addensava talora intorno alla stanza, sicchè le pareti eran tutte annerite. Esse però cotesta sera, rischiarate da una fiamma più viva e meno ingombre di fumo, formavano il fondo di un quadro assai singolare. Vi si vedevano appesi alcuni attrezzi da cucina, e un lume a mano di ferro, dalla punta del quale usciva una piccola fiammicella. Torno torno alla stanza stavan seduti uomini e donne: e più presso al fuoco sopra una scranna a bracciali il capo della famiglia, il vecchio Pier-Antonio un po' maliscente, con gran berretto nero di lana che gli cadea da una parte: poi altri dei più anziani, chè i pochi adulti erano andati a far carbone su pe' boschi dell'Appennino. V'eran quindi le donne; a capo delle quali la Margherita consorte di Pier-Antonio: e accosto e di seguito la propria figlia Maria con le più giovani intese a filare od a torcere: più discosti infine e più presso all'uscita i garzoncelli e qualche bambino; tutta gente di parentela e del vicinato. Di quelle diverse fisonomie illuminate da una luce rossastra per la fiamma che sorgeva di mezzo, varrebbe forse a risvegliarne un'idea qualche quadro di Rembrand, o di Gherardo dalle notti. Se non che eran qui altri visi più delicati e di forme italiane.Maria tanto spiccava su tutte l'altre per delicatezza di contorni e di carnagione, per un visino affilato e d'una soavità virginale, da non poterne offrire un tipo che in quelle madonnine di fra Paolino da Pistoia, il più celebre scolare del Della Porta. A vederla in que' poveri panni, con un sacchino rosso, un gamurrino verde di mezza lana, con sopra un grembiule di filondente, e una pezzoluccia bianca al collo; e mirar poi que' suoi occhi sì dolci, quella bionda testa sì ravviata, quella fronte serena, l'avresti detta figlia d'un conte in abito da pastora. Era già stata chiesta in isposa da Vanni di Piero dalla Sambuca, un figliuolo del più intimo [pg!180] amico che s'avesse mai Pier-Antonio. Il giovine era appunto quella sera venuto a veglia, perchè per sicuri riscontri s'attendeva di giorno in giorno Guidotto, senza il consiglio del quale i genitori non avrebbero stretto il partito.Pensiamo dunque come rimanessero tutti, quando a sera avanzata si videro comparire nella stanza un uomo d'arme, e sotto quelle assise riconobbero Guidotto!—Guidotto! lui proprio!—fu un prorompere dai più vicini.E Pier-Antonio:—Ma lui davvero?E Margherita:—Sì, sì, il nostro figliuolo! E fu la prima, nelle cui braccia ei si gettasse baciandola.Ma il povero vecchio tentava invano d'alzarsi dalla sua scranna: e chiamavalo a nome e tendeva verso lui le tremule braccia; quando Guidotto, svincolatosi dalla madre e toltosi l'elmo, s'andò a gettare ai suoi piedi ed esclamò:—Padre mio! Dio mi ha alfin consolato! io vi riveggo! tornatemi a benedire!—Sì, povero figliuol mio! Dio ti benedica e ti preservi ancora la vita, perchè sei la vita del padre tuo!E con gran tenerezza il buon vecchio se lo stringeva al seno: e quel caro capo, piegato com'era sulle paterne ginocchia, fattolo sollevare, guardavalo in volto e v'imprimeva caldissimi baci e lo irrigava di lacrime. Margherita era rimasta in piedi presso di loro con le mani giunte, come in preghiera guardando il cielo.Quando Guidotto si fu alzato, gli venne incontro Maria. Ed egli allora:—Oh! eccola qui la mia buona sorella! Maria! eh! che ne dici? alfine ci siamo riveduti!—E se la stringeva per mano. Essa però non potè profferir parola, perchè un pianto di tenerezza su quel momento ve la trattenne.Allora Guidotto gettando gli occhi dintorno a sè, con viso di compiacenza esclamò:—Mi s'apre il cuore! Parenti, amici! (e a uno a uno li chiamava a nome e se li prendeva per mano) se sapeste con che piacer vi riveggo! Eh, eh! siete molti stasera! Bravi! Qui da' miei a vegliare un po' insieme.[pg!181] Ed essi l'un dopo l'altro a rispondergli parole d'affetto.—Molti, sì—soggiunse Pier-Antonio, e con un sospiro prolungato.—Ma, non tutti! non tutti! Ci manca uno!... oh! il mio povero Bindo!...E com'ebbe pronunziato un tal nome, stè di nuovo in silenzio, interrotto però dai sospiri di quella buona gente.—Siedi, siedi—riprese poco dopo il buon vecchio—qui presso a me.—Ed ei così fece.—Eh! Dio me lo dette, Dio me l'ha tolto, ed egli n'era il padrone. Ma a dir come! con quale strazio! e perchè, e perchè! Oh! chi lo avesse pensato!....—Intendo, padre mio! immaginatevi!....—soggiunse Guidotto.—Ma no, non dite più oltre, perchè abbastanza fui lacerato dal duolo, e anche da un po' di rimprovero quando me lo vidi dinanzi a quel modo! E poi tutto il tempo che l'assistei, finchè....E qui sentendosi tremar la voce, per non rinnovar la storia di quel fratello e della sua morte, di cui era stata spettatrice la stessa madre, e' si tacque.—E tu, figliuol mio—seguitò Pier Antonio dopo un momento—da quelle belve come hai potuto scampare? E il nostro padrone? Anche lui!.... ha perduto.... pur troppo lo so! e due spine crudeli l'hanno trafitto! E dimmi: fra tante fatiche e traversie, e in là con gli anni com'è, si tien saldo in salute?—Lasciamo andar di me, padre mio; mi son trovato a tanti pericoli! Basta, vi vo' dir questa.—Oh sì, raccontami un po'!....—Figuratevi! Un giorno bisognava al solito scortare quella povera gente che s'arrischiava per noi a raccapezzar de' viveri per la campagna. Era di notte. Il capitan de Reali guidava noi (pochi fanti) che si scortava fuor di città que' dieci o dodici fra uomini e donne. Si pensò di non montare a cavallo per non far rumore, e passarsela senz'esser visti. Veniva l'acqua come Dio la mandava! A questo tempo, si disse, que' poltroni di guardie (eh! se non fosse stato il gran numero!..) avranno altro che fare che venir dietro a noi! [pg!182] E detto fatto. Ci riuscì que' poveretti di passarli sicuri. Li lasciammo lì con un addio alla buona tornata; e noi pel greto del torrente Brana, fracidi intinti, a gran fretta riprendemmo la via per tornare in città. Quando da una capanna vicina che a quel buio non s'era scorta (e forse si poteva scansare) escon fuori quattro di quei Mori Catalani tutti armati che s'avventano a noi come tanti leoni! Un di quelli m'aveva già ferito a una spalla. Io però, che credete? non stetti a dir nè ahi nè guai. Batti ch'io batto! E con la spada a far ruota, finchè mi riuscì di salire sopra un piccol rialto. Il capitano due de' loro dopo una lotta accanita li aveva fatti rotolar nel torrente. Ma era sempre alle prese con altri due. Allora io diedi un grido perch'ei sapesse dov'ero. E di fatti eccotelo lì sotto a me: sfinito però, e sul punto d'esser massacrato da loro! Ma io con un dei nostri.... Un colpo per uno a que' demoni, che urlando stramazzarono a terra: e allora a gambe, potete credere, rientrammo in Pistoia.—Misericordia! povero Guidotto!—esclamaron tutti—a che casi vi siete trovato!—E a quanti altri, cari miei!—soggiunse egli.—Di questi casi però è meglio di non parlare. Mi vedete sano e vi basti. Quanto poi al padrone messer Lippo, vi so dir, padre mio, che è valido battagliero come poteva essere in gioventù. Se de' crepacuori ne ha avuti, Dio lo sa! Ma il dolor non l'abbatte: ad ogni costo e' vuol fare i suoi fatti.—E la nobile damigella Selvaggia?—soggiunse Pier-Antonio.—Egli non vive ora che per lei. Ma però è tanto abbattuta di salute e di spirito!....—Sì, ditelo a me!—replicò subito Margherita.—Dalla morte di sua madre vi posso dire che non ha avuto più bene. Datemi poi li strapazzi nell'assedio, e quello star sempre in pena pe' suoi; e l'aver voluto ad ogni costo seguir suo padre in un fortilizio siccome quello, dove sta male d'abitazione e di vitto, e sempre poi col cuor sollevato: mentre poteva qui al castello.... con madonna Lauretta.... con tanto buona signora!.... proprio degna d'essere unita a quella pasta d'oro di messer Fredi! Per eguagliar la buon' anima [pg!183] della madre di lui, di madonna Adelagia, bada Guidotto che ce ne vuole! Ma però si direbbe che questa sua sposa par che si studi di somigliarla! Figurati! Non passa giorno che non mandi o non venga da sè a prender nuova della salute di tuo padre.E Pier-Antonio con voce commossa:—Altro, s'egli è vero! Figliuol mio, si puol dire che la casa de' Vergiolesi con madonna Lauretta ha riavuto il suo angiol custode!—E poi—seguitò Margherita—tu sai se la nostra padrona delle elemosine la ne facesse! Bene: non passa mai pellegrino o meschinello che sia, che, se s'accosta al castello, in qualche modo non lo soccorra.—Per questo—interruppe Maria—mi rammento sempre il buon cuore di madonna Selvaggia. Si può fare pe' poverelli quel che faceva lei e non più! E poi non vi ricordate, ragazze, il gran bene che ci voleva; com'era degnevole; e con che garbo parlava e si tratteneva con noi?Ed esse ad una voce:—Maria! s'è vero!—Oh sì!—soggiunse Guidotto—del suo buon cuore n'avete a discorrer con me! Se sapeste quel che so io! quel ch'è stata capace di far nell'assedio per giovare a tutti noi! E adesso? proprio come allora! Benchè sempre appenata e assai maliscente, pure per fare un po' di bene non cura la salute finchè le regge lo spirito. Anch'essa a dirle qualche cosa per suo riguardo, eccola lì! ragiona sempre del suo dovere; nè vuol nemmeno le si parli di lasciare il padre suo, perchè vede che messer Lippo non ha più al mondo altro bene che lei!—Oh! che Dio la benedica!—esclamò Pier-Antonio;—lo senti figliuola mia? E tu vuoi andartene!—E dove?—riprese subito Guidotto.—Ti dirò, figliuol mio, non è lei veramente; chè la m'è stata sempre affezionata e non m'ha dato un disgusto al mondo: ma me l'ha chiesta in isposa il mio compar Piero dalla Sambuca per Vanni suo figliuolo che è là.E voltosi a Vanni:[pg!184] —Fatti avanti, ragazzo: animo! parlatene un po' fra voi altri. Noi anzi ti s'aspettava, anche per ragionare di questa cosa; non è vero, Margherita?—Sicuro—ella rispose—Ed egli—perchè a dirtela, senza il tuo parere, figliuolo, noi che siamo rimasti qui soli, per un affare come questo non ci pareva di poter mover foglia.—Ma e che volete che ci faccia io?—riprese Guidotto;—sta a vedere primieramente se se la intendon fra loro. Che ne dici tu, eh Mariuccia? Parlami col cuore in mano veh! Ti garba questo giovanotto? Ti pare che t'abbia a tener bene?E la fanciulla alzatasi, con una cocca del grembiule fra le mani, a occhi bassi, e con una certa ritrosia rispondeva:—Io per me sapete che ho fatto sempre la pace vostra, e non vo' che crediate....—Quest'è vero, e sta bene. Ma ora mi devi dire se questo matrimonio farebbe piuttosto la pace tua.E Maria sempre a occhi bassi, ma fra timida e compiacente:—Oh! se ho a dire.... di certo lo crederei.—Dunque mi par che ti piaccia.A queste parole ella alzò gli occhi a lui sorridendo, come gli dicesse:—Ti ringrazio d'avermi inteso.—E tu, Vanni, dimmi un po' con che intenzione se' venuto a veglia da mia sorella?E Vanni che era un bel giovane e d'un far risoluto e vivace, alzatosi s'avvicinò a Guidotto e con franchezza rispose:—Con intenzione di sposarla: perchè gua', se io garbo a lei, a me.... mi garba dimolto: le ho posto amore, e ho in idea di tenerla bene, e di non farle mancare, da poveri che no' siamo, un boccon di pane.La sua figura e il suo spirito prevennero subito in suo favore il fratel di Maria.—Ma, e che guadagni?—seguitò questi;—campi e selve per quel che so tu non n'hai.—Gli è vero, ma gua', m'industrio con le braccia. Vo in maremma con mi' padre, e qualche cosa ogni anno, se Dio [pg!185] vuol, si riporta. Sicuro, siamo braccianti! Ma, se la salute ci regge, vo' lo sapete, Guidotto, tutto il nostro forte sta lì: e' ci ha da dire sperpetua se a fin di lavoro qualche fiorino non s'è intascato. Poi alla Sambuca un po' di casuccia di nostro e' l'abbiamo, e per ora nè mi' padre nè io abbiamo fatto dire un ette de' fatti nostri.—Oh! per questo—soggiunse Pier-Antonio—non c'è da dirci nè da ripeterci. Suo padre (è mai tant'anni che ci conosciamo, e abbiamo battuto la maremma insieme!) ti posso dir, figliuol mio, ch'è sempre stato una perla d'uomo: e forse lavoratori, e cristiani come lui per queste parti pochi ce n'è. O la donna sua, requiesca, era poco di garbo? Basta, per la famiglia, non c'è da appuntarla per nessun modo. Di Vanni, suo padre me n'ha detto assai bene, e vo' sperare che lo somigli.—Ma dunque voi, padre mio,—seguitava Guidotto—sareste anche contento?....—Per questo, se me l'avesse chiesta chi si sia, ci avrei pensato di molto. Ma che vuoi? Sicuro.... (e rimase sospeso come a riflettere, quindi) restar soli.... eh Margherita?....Ed essa:—Non dico, ma le figliuole, si sa, bisogna accasarle; poichè poi se ci restano in casa, de' rimproveri non ne voglio, io! E' mi rammento che la mia povera padrona mi diceva sempre:—Bada, Margherita, se l'occasione ti si presenta e ti par discreta, non glie la togliere!—Noi poveri poi, se credete che quest'uomo la terrà bene, quando l'occasione s'è presentata, che s'ha a aspettare? che maggio fiorisca?—Oh! anch'io la intendo così, madre mia—disse Guidotto.—Sapete già come son io. Le cose alla militare. Con ordine, ma spediti. Di questa faccenda bisogna uscire. Straccali per casa non ne voglio. Dimattina andrò io dal Curato, e presto.... eh? che ne dici tu, Vanni?—Oh! per me, figuratevi con che piacere! L'anello glie lo do anche domenica!—Adagio un po', figliuoli miei—riprese la madre:—la mi' Maria non vo' che esca di casa con la cassa stare' per dir quasi vuota. L'ho fatta io, me la sono allevata, e non mi pare che, rivestita che sia, mostri po' poi la faccia volta di dietro. Un po' di corredo a ogni maniera bisogna che l'abbia: tanto più che da povera gente che siamo, grazie a Dio, c'è' modo e verso da metterglielo insieme. Appena ammannito, e non ci vuol molto, allora per le nozze tutti i giorni son vostri.E udito ciò, alcuni parenti soggiunsero:—La Margherita ci pare abbia ragione.E fra di loro:—Si sbrigheranno, vedrete.—Di certo tu, Maria, a lavorare vi darai una mano—le disse accortamente una sua vicina.Ed essa con la sua bella rallegratura soggiunse:—Di' pure anche due; puoi figurartelo!Intanto, premurosa pel suo Guidotto, gli scinse la spada, e insieme con l'elmo glie la portò nella stanza che gli avrebbe ammannito pel suo riposo.Margherita da buona massaia aveva già provveduto pel pasto. Guidotto allora voltosi a' parenti e agli amici venuti a veglia:—Vi dico addio stasera, perchè domattina dicerto non ci rivedremo.—Ma dunque, via, vo' ci volete lasciare! E così presto! E di tornare a buono non se ne parla punto?—Eh! per ora.... che volete! siamo là come l'uccel sulla frasca. Ma spero che presto ci rivedremo più tranquilli e un po' più alla lunga. Addio, dunque!Ed essi:—Oh! addio, a rivederci in sanità! Buona notte!Ed uscirono.Raccoltisi quindi questi di casa a una parca refezione, non appena compiuta, pensò Guidotto, prima di coricarsi, di consegnare in proprie mani, a madonna Lauretta al castello, [pg!187] le lettere di messer Fredi, perchè il giorno seguente a qualche ora voleva partire. Fatto questo, rientrò più soddisfatto nella casa paterna; rinfrancato nel pensiero, fra tante disgrazie e corsi pericoli, di non essersi mai perso d'animo, di aver potuto rivedere i suoi genitori, e d'aver consolato la sua buona sorella.[pg!188]

IL RITORNO DELLO SCUDIERO ALLA CASA PATERNA.

«E me ne voglio andar che gli è di notte,E s'è levato il lume della luna.Io me ne passo là per certe grotte,Che non ci passerebbe la Fortuna.»——Canti popolari toscani.

«E me ne voglio andar che gli è di notte,E s'è levato il lume della luna.Io me ne passo là per certe grotte,Che non ci passerebbe la Fortuna.»

«E me ne voglio andar che gli è di notte,

E s'è levato il lume della luna.Io me ne passo là per certe grotte,Che non ci passerebbe la Fortuna.»

E s'è levato il lume della luna.

Io me ne passo là per certe grotte,

Che non ci passerebbe la Fortuna.»

——Canti popolari toscani.

Erano scorsi più mesi da che la parte dei Bianchi cacciata da Pistoia dopo l'assedio, erasi rifugiata nel fortilizio di Piteccio, e lo scudiero del capitan Vergiolesi, il povero Guidotto, dopo tante traversie si struggeva di tornare una volta anco per brevi momenti, a riveder la sua famiglia a Vergiole. Colà al castello del capitano avrebbe recato lettere per madonna Lauretta, che omai dopo l'assedio il cavalier messer Fredi figlio del capitano, compiendo le vicendevoli brame, aveva fatta sua sposa. Egli non aveva potuto che accompagnarvela con quelli della famiglia di lei, e dopo pochi giorni lasciarla con essi; perchè il capitano su di ciò non intendeva far concessioni, avendo messer Fredi a Piteccio il comando della cavallata: sicchè solo di tempo in tempo vi dava una corsa per visitarla.

Una volta i Bianchi confinati colà, cercavano i Neri di spiar loro ogni passo, temendo sempre (e con qualche ragione, minacciosi com'erano) di congiure e di rinforzi. Ma frattanto le armi eran giunte loro al castello da ogni parte; da braccio come da assedio: e fidavano in queste, nel sito quasi che inaccessibile, e nel loro coraggio.

[pg!178] Come appena sembrò che fossevi un po' di tregua, Guidotto, ottenuto alla perfine dal capitano il bramato permesso, prescelse di partir per Vergiole sul far della sera, ben armato e a piedi. Era già entrato l'inverno. L'aria era fredda. Un tramontano gelato zufolava pe' boschi e per le selve, e faceva cadere dagli alberi le ultime foglie e levarle poi in alto a rote ed a mucchi dinanzi a lui, via via per certe spianate dove più rammulinavasi il vento. In quel sereno del cielo, tutto smaltato di stelle che era un desio, sorgeva intanto la luna, e gli andava rischiarando la via che per circa due ore necessitavagli a fare, valicando varie colline da levante a ponente: e non come ora coronate di vigne bellissime e d'oliveti, ma la più parte a terreno boschivo, e però fra sentieri più angusti e mal tenuti, e taluni ridotti persino a tanti rigagnoli d'acqua, senza che alcuno si tenesse obbligato di provvedervi.

Tutto era silenzio d'intorno ad esso: se non fosse stato un qualche abbaiar di cani nel passare talvolta vicino ad alcune capanne, e il rumiccìo delle foglie dei castagni ingiallite e già secche, nel traversar per le selve. Pericoli d'aggressione, per le vie che batteva, a quell'ora, e co' tempi che correvano, non è a dire che non vi fossero. Guidotto però era un pezzo di giovane di circa trent'anni, vigoroso e di tal coraggio, da non sgomentare per un incontro qualunque. E già tutto solo accelerava i suoi passi, tanto che capitò presto al di là della valle che gli mostrava dinanzi la nativa collina. Non appena la potè scorgere, si sentì preso da un tal senso di piacere, che n'ebbe al core una stretta, e per pochi minuti dovè soffermarsi. Perchè a dir vero il buon giovane non aveva avuto da del tempo altro pensiero che quello del come, dopo sì lunga assenza, avrebbe ritrovato il suo vecchio padre, cui voleva tanto bene, e il rimanente della famiglia.

Essa in quell'ora era tutta raccolta dentro il metato, una stanza terrena della casa colonica contigua al castello. Il basso soffitto di questo metato si componeva di graticci di legno sui quali erano state distese molte castagne ricolte dalle prossime selve, e qui poste a seccare per poi ridurle [pg!179] in farina per l'alimento di tutta l'annata. Un gran fuoco però di ciocchi d'alberi in quella sera si vedeva acceso in mezzo del solaio, e un gran calderone eravi sovrapposto, tutto pieno d'erbaggi, che doveva servire con poc'altro alla cena. Il fumo, che non aveva l'uscita per entro un camino, ma solo un poco da que' graticci, si addensava talora intorno alla stanza, sicchè le pareti eran tutte annerite. Esse però cotesta sera, rischiarate da una fiamma più viva e meno ingombre di fumo, formavano il fondo di un quadro assai singolare. Vi si vedevano appesi alcuni attrezzi da cucina, e un lume a mano di ferro, dalla punta del quale usciva una piccola fiammicella. Torno torno alla stanza stavan seduti uomini e donne: e più presso al fuoco sopra una scranna a bracciali il capo della famiglia, il vecchio Pier-Antonio un po' maliscente, con gran berretto nero di lana che gli cadea da una parte: poi altri dei più anziani, chè i pochi adulti erano andati a far carbone su pe' boschi dell'Appennino. V'eran quindi le donne; a capo delle quali la Margherita consorte di Pier-Antonio: e accosto e di seguito la propria figlia Maria con le più giovani intese a filare od a torcere: più discosti infine e più presso all'uscita i garzoncelli e qualche bambino; tutta gente di parentela e del vicinato. Di quelle diverse fisonomie illuminate da una luce rossastra per la fiamma che sorgeva di mezzo, varrebbe forse a risvegliarne un'idea qualche quadro di Rembrand, o di Gherardo dalle notti. Se non che eran qui altri visi più delicati e di forme italiane.

Maria tanto spiccava su tutte l'altre per delicatezza di contorni e di carnagione, per un visino affilato e d'una soavità virginale, da non poterne offrire un tipo che in quelle madonnine di fra Paolino da Pistoia, il più celebre scolare del Della Porta. A vederla in que' poveri panni, con un sacchino rosso, un gamurrino verde di mezza lana, con sopra un grembiule di filondente, e una pezzoluccia bianca al collo; e mirar poi que' suoi occhi sì dolci, quella bionda testa sì ravviata, quella fronte serena, l'avresti detta figlia d'un conte in abito da pastora. Era già stata chiesta in isposa da Vanni di Piero dalla Sambuca, un figliuolo del più intimo [pg!180] amico che s'avesse mai Pier-Antonio. Il giovine era appunto quella sera venuto a veglia, perchè per sicuri riscontri s'attendeva di giorno in giorno Guidotto, senza il consiglio del quale i genitori non avrebbero stretto il partito.

Pensiamo dunque come rimanessero tutti, quando a sera avanzata si videro comparire nella stanza un uomo d'arme, e sotto quelle assise riconobbero Guidotto!

—Guidotto! lui proprio!—fu un prorompere dai più vicini.

E Pier-Antonio:—Ma lui davvero?

E Margherita:—Sì, sì, il nostro figliuolo! E fu la prima, nelle cui braccia ei si gettasse baciandola.

Ma il povero vecchio tentava invano d'alzarsi dalla sua scranna: e chiamavalo a nome e tendeva verso lui le tremule braccia; quando Guidotto, svincolatosi dalla madre e toltosi l'elmo, s'andò a gettare ai suoi piedi ed esclamò:

—Padre mio! Dio mi ha alfin consolato! io vi riveggo! tornatemi a benedire!

—Sì, povero figliuol mio! Dio ti benedica e ti preservi ancora la vita, perchè sei la vita del padre tuo!

E con gran tenerezza il buon vecchio se lo stringeva al seno: e quel caro capo, piegato com'era sulle paterne ginocchia, fattolo sollevare, guardavalo in volto e v'imprimeva caldissimi baci e lo irrigava di lacrime. Margherita era rimasta in piedi presso di loro con le mani giunte, come in preghiera guardando il cielo.

Quando Guidotto si fu alzato, gli venne incontro Maria. Ed egli allora:

—Oh! eccola qui la mia buona sorella! Maria! eh! che ne dici? alfine ci siamo riveduti!—E se la stringeva per mano. Essa però non potè profferir parola, perchè un pianto di tenerezza su quel momento ve la trattenne.

Allora Guidotto gettando gli occhi dintorno a sè, con viso di compiacenza esclamò:

—Mi s'apre il cuore! Parenti, amici! (e a uno a uno li chiamava a nome e se li prendeva per mano) se sapeste con che piacer vi riveggo! Eh, eh! siete molti stasera! Bravi! Qui da' miei a vegliare un po' insieme.

[pg!181] Ed essi l'un dopo l'altro a rispondergli parole d'affetto.

—Molti, sì—soggiunse Pier-Antonio, e con un sospiro prolungato.

—Ma, non tutti! non tutti! Ci manca uno!... oh! il mio povero Bindo!...

E com'ebbe pronunziato un tal nome, stè di nuovo in silenzio, interrotto però dai sospiri di quella buona gente.

—Siedi, siedi—riprese poco dopo il buon vecchio—qui presso a me.—Ed ei così fece.

—Eh! Dio me lo dette, Dio me l'ha tolto, ed egli n'era il padrone. Ma a dir come! con quale strazio! e perchè, e perchè! Oh! chi lo avesse pensato!....

—Intendo, padre mio! immaginatevi!....—soggiunse Guidotto.—Ma no, non dite più oltre, perchè abbastanza fui lacerato dal duolo, e anche da un po' di rimprovero quando me lo vidi dinanzi a quel modo! E poi tutto il tempo che l'assistei, finchè....

E qui sentendosi tremar la voce, per non rinnovar la storia di quel fratello e della sua morte, di cui era stata spettatrice la stessa madre, e' si tacque.

—E tu, figliuol mio—seguitò Pier Antonio dopo un momento—da quelle belve come hai potuto scampare? E il nostro padrone? Anche lui!.... ha perduto.... pur troppo lo so! e due spine crudeli l'hanno trafitto! E dimmi: fra tante fatiche e traversie, e in là con gli anni com'è, si tien saldo in salute?

—Lasciamo andar di me, padre mio; mi son trovato a tanti pericoli! Basta, vi vo' dir questa.

—Oh sì, raccontami un po'!....

—Figuratevi! Un giorno bisognava al solito scortare quella povera gente che s'arrischiava per noi a raccapezzar de' viveri per la campagna. Era di notte. Il capitan de Reali guidava noi (pochi fanti) che si scortava fuor di città que' dieci o dodici fra uomini e donne. Si pensò di non montare a cavallo per non far rumore, e passarsela senz'esser visti. Veniva l'acqua come Dio la mandava! A questo tempo, si disse, que' poltroni di guardie (eh! se non fosse stato il gran numero!..) avranno altro che fare che venir dietro a noi! [pg!182] E detto fatto. Ci riuscì que' poveretti di passarli sicuri. Li lasciammo lì con un addio alla buona tornata; e noi pel greto del torrente Brana, fracidi intinti, a gran fretta riprendemmo la via per tornare in città. Quando da una capanna vicina che a quel buio non s'era scorta (e forse si poteva scansare) escon fuori quattro di quei Mori Catalani tutti armati che s'avventano a noi come tanti leoni! Un di quelli m'aveva già ferito a una spalla. Io però, che credete? non stetti a dir nè ahi nè guai. Batti ch'io batto! E con la spada a far ruota, finchè mi riuscì di salire sopra un piccol rialto. Il capitano due de' loro dopo una lotta accanita li aveva fatti rotolar nel torrente. Ma era sempre alle prese con altri due. Allora io diedi un grido perch'ei sapesse dov'ero. E di fatti eccotelo lì sotto a me: sfinito però, e sul punto d'esser massacrato da loro! Ma io con un dei nostri.... Un colpo per uno a que' demoni, che urlando stramazzarono a terra: e allora a gambe, potete credere, rientrammo in Pistoia.

—Misericordia! povero Guidotto!—esclamaron tutti—a che casi vi siete trovato!

—E a quanti altri, cari miei!—soggiunse egli.—Di questi casi però è meglio di non parlare. Mi vedete sano e vi basti. Quanto poi al padrone messer Lippo, vi so dir, padre mio, che è valido battagliero come poteva essere in gioventù. Se de' crepacuori ne ha avuti, Dio lo sa! Ma il dolor non l'abbatte: ad ogni costo e' vuol fare i suoi fatti.

—E la nobile damigella Selvaggia?—soggiunse Pier-Antonio.

—Egli non vive ora che per lei. Ma però è tanto abbattuta di salute e di spirito!....

—Sì, ditelo a me!—replicò subito Margherita.—Dalla morte di sua madre vi posso dire che non ha avuto più bene. Datemi poi li strapazzi nell'assedio, e quello star sempre in pena pe' suoi; e l'aver voluto ad ogni costo seguir suo padre in un fortilizio siccome quello, dove sta male d'abitazione e di vitto, e sempre poi col cuor sollevato: mentre poteva qui al castello.... con madonna Lauretta.... con tanto buona signora!.... proprio degna d'essere unita a quella pasta d'oro di messer Fredi! Per eguagliar la buon' anima [pg!183] della madre di lui, di madonna Adelagia, bada Guidotto che ce ne vuole! Ma però si direbbe che questa sua sposa par che si studi di somigliarla! Figurati! Non passa giorno che non mandi o non venga da sè a prender nuova della salute di tuo padre.

E Pier-Antonio con voce commossa:

—Altro, s'egli è vero! Figliuol mio, si puol dire che la casa de' Vergiolesi con madonna Lauretta ha riavuto il suo angiol custode!

—E poi—seguitò Margherita—tu sai se la nostra padrona delle elemosine la ne facesse! Bene: non passa mai pellegrino o meschinello che sia, che, se s'accosta al castello, in qualche modo non lo soccorra.

—Per questo—interruppe Maria—mi rammento sempre il buon cuore di madonna Selvaggia. Si può fare pe' poverelli quel che faceva lei e non più! E poi non vi ricordate, ragazze, il gran bene che ci voleva; com'era degnevole; e con che garbo parlava e si tratteneva con noi?

Ed esse ad una voce:

—Maria! s'è vero!

—Oh sì!—soggiunse Guidotto—del suo buon cuore n'avete a discorrer con me! Se sapeste quel che so io! quel ch'è stata capace di far nell'assedio per giovare a tutti noi! E adesso? proprio come allora! Benchè sempre appenata e assai maliscente, pure per fare un po' di bene non cura la salute finchè le regge lo spirito. Anch'essa a dirle qualche cosa per suo riguardo, eccola lì! ragiona sempre del suo dovere; nè vuol nemmeno le si parli di lasciare il padre suo, perchè vede che messer Lippo non ha più al mondo altro bene che lei!

—Oh! che Dio la benedica!—esclamò Pier-Antonio;—lo senti figliuola mia? E tu vuoi andartene!

—E dove?—riprese subito Guidotto.

—Ti dirò, figliuol mio, non è lei veramente; chè la m'è stata sempre affezionata e non m'ha dato un disgusto al mondo: ma me l'ha chiesta in isposa il mio compar Piero dalla Sambuca per Vanni suo figliuolo che è là.

E voltosi a Vanni:

[pg!184] —Fatti avanti, ragazzo: animo! parlatene un po' fra voi altri. Noi anzi ti s'aspettava, anche per ragionare di questa cosa; non è vero, Margherita?

—Sicuro—ella rispose—Ed egli—perchè a dirtela, senza il tuo parere, figliuolo, noi che siamo rimasti qui soli, per un affare come questo non ci pareva di poter mover foglia.

—Ma e che volete che ci faccia io?—riprese Guidotto;—sta a vedere primieramente se se la intendon fra loro. Che ne dici tu, eh Mariuccia? Parlami col cuore in mano veh! Ti garba questo giovanotto? Ti pare che t'abbia a tener bene?

E la fanciulla alzatasi, con una cocca del grembiule fra le mani, a occhi bassi, e con una certa ritrosia rispondeva:

—Io per me sapete che ho fatto sempre la pace vostra, e non vo' che crediate....

—Quest'è vero, e sta bene. Ma ora mi devi dire se questo matrimonio farebbe piuttosto la pace tua.

E Maria sempre a occhi bassi, ma fra timida e compiacente:

—Oh! se ho a dire.... di certo lo crederei.

—Dunque mi par che ti piaccia.

A queste parole ella alzò gli occhi a lui sorridendo, come gli dicesse:—Ti ringrazio d'avermi inteso.

—E tu, Vanni, dimmi un po' con che intenzione se' venuto a veglia da mia sorella?

E Vanni che era un bel giovane e d'un far risoluto e vivace, alzatosi s'avvicinò a Guidotto e con franchezza rispose:

—Con intenzione di sposarla: perchè gua', se io garbo a lei, a me.... mi garba dimolto: le ho posto amore, e ho in idea di tenerla bene, e di non farle mancare, da poveri che no' siamo, un boccon di pane.

La sua figura e il suo spirito prevennero subito in suo favore il fratel di Maria.

—Ma, e che guadagni?—seguitò questi;—campi e selve per quel che so tu non n'hai.

—Gli è vero, ma gua', m'industrio con le braccia. Vo in maremma con mi' padre, e qualche cosa ogni anno, se Dio [pg!185] vuol, si riporta. Sicuro, siamo braccianti! Ma, se la salute ci regge, vo' lo sapete, Guidotto, tutto il nostro forte sta lì: e' ci ha da dire sperpetua se a fin di lavoro qualche fiorino non s'è intascato. Poi alla Sambuca un po' di casuccia di nostro e' l'abbiamo, e per ora nè mi' padre nè io abbiamo fatto dire un ette de' fatti nostri.

—Oh! per questo—soggiunse Pier-Antonio—non c'è da dirci nè da ripeterci. Suo padre (è mai tant'anni che ci conosciamo, e abbiamo battuto la maremma insieme!) ti posso dir, figliuol mio, ch'è sempre stato una perla d'uomo: e forse lavoratori, e cristiani come lui per queste parti pochi ce n'è. O la donna sua, requiesca, era poco di garbo? Basta, per la famiglia, non c'è da appuntarla per nessun modo. Di Vanni, suo padre me n'ha detto assai bene, e vo' sperare che lo somigli.

—Ma dunque voi, padre mio,—seguitava Guidotto—sareste anche contento?....

—Per questo, se me l'avesse chiesta chi si sia, ci avrei pensato di molto. Ma che vuoi? Sicuro.... (e rimase sospeso come a riflettere, quindi) restar soli.... eh Margherita?....

Ed essa:

—Non dico, ma le figliuole, si sa, bisogna accasarle; poichè poi se ci restano in casa, de' rimproveri non ne voglio, io! E' mi rammento che la mia povera padrona mi diceva sempre:—Bada, Margherita, se l'occasione ti si presenta e ti par discreta, non glie la togliere!—Noi poveri poi, se credete che quest'uomo la terrà bene, quando l'occasione s'è presentata, che s'ha a aspettare? che maggio fiorisca?

—Oh! anch'io la intendo così, madre mia—disse Guidotto.—Sapete già come son io. Le cose alla militare. Con ordine, ma spediti. Di questa faccenda bisogna uscire. Straccali per casa non ne voglio. Dimattina andrò io dal Curato, e presto.... eh? che ne dici tu, Vanni?

—Oh! per me, figuratevi con che piacere! L'anello glie lo do anche domenica!

—Adagio un po', figliuoli miei—riprese la madre:—la mi' Maria non vo' che esca di casa con la cassa stare' per dir quasi vuota. L'ho fatta io, me la sono allevata, e non mi pare che, rivestita che sia, mostri po' poi la faccia volta di dietro. Un po' di corredo a ogni maniera bisogna che l'abbia: tanto più che da povera gente che siamo, grazie a Dio, c'è' modo e verso da metterglielo insieme. Appena ammannito, e non ci vuol molto, allora per le nozze tutti i giorni son vostri.

E udito ciò, alcuni parenti soggiunsero:

—La Margherita ci pare abbia ragione.

E fra di loro:

—Si sbrigheranno, vedrete.

—Di certo tu, Maria, a lavorare vi darai una mano—le disse accortamente una sua vicina.

Ed essa con la sua bella rallegratura soggiunse:

—Di' pure anche due; puoi figurartelo!

Intanto, premurosa pel suo Guidotto, gli scinse la spada, e insieme con l'elmo glie la portò nella stanza che gli avrebbe ammannito pel suo riposo.

Margherita da buona massaia aveva già provveduto pel pasto. Guidotto allora voltosi a' parenti e agli amici venuti a veglia:

—Vi dico addio stasera, perchè domattina dicerto non ci rivedremo.

—Ma dunque, via, vo' ci volete lasciare! E così presto! E di tornare a buono non se ne parla punto?

—Eh! per ora.... che volete! siamo là come l'uccel sulla frasca. Ma spero che presto ci rivedremo più tranquilli e un po' più alla lunga. Addio, dunque!

Ed essi:

—Oh! addio, a rivederci in sanità! Buona notte!

Ed uscirono.

Raccoltisi quindi questi di casa a una parca refezione, non appena compiuta, pensò Guidotto, prima di coricarsi, di consegnare in proprie mani, a madonna Lauretta al castello, [pg!187] le lettere di messer Fredi, perchè il giorno seguente a qualche ora voleva partire. Fatto questo, rientrò più soddisfatto nella casa paterna; rinfrancato nel pensiero, fra tante disgrazie e corsi pericoli, di non essersi mai perso d'animo, di aver potuto rivedere i suoi genitori, e d'aver consolato la sua buona sorella.

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