[image]VI.Vizii Contro Natura Maschili

[image]VI.Vizii Contro Natura Maschili[image]1º Pederastia—Sodomia nell'antichitàIl dottor Arrufat dice essere probabile che i primi uomini abbiano lungo tempo vissuto una vita selvaggia, sparpagliati a caso, in piccoli gruppi erranti, ancora impegnati nell'animalità, impulsivi, incapaci di riflessione; il piacere di un istante percepito vagamente in un io embrionico faceva nondimeno vibrare tutto l'essere e l'assorbiva. Essi non provavano se non due bisogni, che sono il simbolo della materia vivente: conservarsi e riprodursi.«È perciòche gli uomini di quei tempi si accoppiavano secondo i loro capricci. Il maschio brutale ed acciecato dalla potenza dell'istinto cercava una femmina; ecco la ragione di quelle relazioni fra parenti prossimi che [pg 123] noi giudichiamo criminali ed incestuose, e che, frequentati nelle società giovani, sono abituali nelle bestie. Ma quando le femmine mancavano e che la fregola, più dolorosa della fame, sovraeccitava i maschi, gli errori del sesso si presentavano fatalmente, l'uomo andava verso l'uomo.«Nessun animale, nel rapporto sessuale, ha desiderio cosciente della riproduzione, bensì la ricerca del piacere egoista. In realtà ciò che ha reso naturale l'istinto che spinge l'uomo verso la donna, il maschio verso la femmina, è la moltiplicità delle esperienze durante i secoli scorsi. Ma l'istinto della riproduzione o piuttosto la tendenza che ci spinge a soddisfare il bisogno è molto anteriore, e per conseguenza più potente».Tali sarebbero le leggi che avrebbero presieduto all'esordio del vizio contro natura nel mondo; esso ha dovuto essere praticato sin dai tempi più remoti, qualche scritto nei libri sacri indiani ne fa menzione, ma nulla di preciso circa i dettagli esiste fino alle relazioni della Bibbia.Tutti sanno dei vizii di Sodoma e Gomorra. Mosè fu inflessibile al riguardo dei delitti di sodomia. «Non avrai relazioni sessuali con un maschio, come quelle che hai con una donna» dice nel Levitico. Il culto di Daolfhegor, il dio favorito dei Madianiti, fu accettato dagli Ebrei con una passione che è la più chiara testimonianza dell'indecenza dei suoi misteri. I sacerdoti di questo dio erano giovanotti senza barba, coi corpi spelati e profumati di olii odorosi; essi intrattenevano un ignobile commercio d'impudicizia nel santuario della divinità.[pg 124] Ma fu sopratutto nella Grecia antica che il vizio contro natura fu accolto e praticato liberamente. Tutti i poeti di quei tempi hanno elevato inni agli efebi divini; lo stesso avvenne a Roma. Lucillio espone nelle sue satire i vantaggi e gl'inconvenienti della pederastia, che offriva ai mariti di Roma un compenso e come una consolazione alle noie e alle tribolazioni del matrimonio, ma che come il matrimonio aveva gli stessi inconvenienti.«Così Socrate, dice un marito alla moglie, nel suo amore pei ragazzi, si mostrò sotto un punto di vista migliore, perchè non amava punto le donne. Ed amava tutti i giovanotti indistintamente».La prostituzione pederasta esisteva a Roma fianco a fianco colla prostituzione femminile le leggi l'autorizzavano. Petronio nelSatyriconracconta scene concernenti simili sregolatezze.Il vizio si era materializzato e rigettava ogni specie di pudore. Le orecchie non erano più rispettate degli occhi ed il cuore pareva avesse perduto i suoi istinti di delicatezza in questo decadimento morale che gli dava l'abitudine delle cose vergognose.Gli imperatori essi stessi ne davano l'esempio. Cesare, il primo dei Romani, quando salì al trono aveva già venduto la verginità della sua giovinezza a Nicodemo re di Bitinia.Orazio ha cantato gli amori di Augusto pei giovanotti. Marcantonio gli rimprovera di aver comprato col suo onore l'adozione dello zio e di aver ceduto le sue compiacenze in Ispagna a Hirtius.Nerone sposò con tutte le pompe, l'eunuco [pg 125] Sporus, e lui stesso si prestò ai capricci dei suoi cortigiani.Tiberio, malgrado la sua caducità, si abbandonò a tutte le turpitudini del vizio contro natura.Caligola aveva commercio con Lepido, col commediante Maestus ed ancora con altri, operando reciprocamente. Valerio Catullo gli rimprovera pubblicamente di aver disonorata la sua gioventù.Galba preferiva ai ragazzi gli uomini robusti, non importava se fossero anche già vecchi. Quando Icilus, un suo antico concubino, venne ad annunziargli in Ispagna la morte di Nerone, Galba non contento di abbracciarlo in presenza di tutti, lo fece depelare e lo condusse a letto con lui.Vitellio passò la sua gioventù a Capri accanto a Tiberio e restò bollato col nome di Spinthria.Fu l'impuro familiare di Nerone e di Galigola.Al momento della sua entrata trionfale a Roma, Commodo aveva fatto montare dietro lui, sul carro, quello dei concubini che egli preferiva, Antenos, e, durante tutta la cerimonia, Commodo si girava ogni momento per baciare questo vil personaggio.Alla morte diAntenus, Commodo, si abbandonò alle più strane voluttà. Ebbe trecento concubine ed altrettanti giovani cinedi scelti nella nobiltà e nel popolo. Non risparmiò nessuno di essi, li sottomise tutti alle sue vergognoso compiacenze, non rifiutandosi di prestarvisi egli stesso. Fra questi cinedi ne aveva scelto uno che preferiva e che soprannominò Onon (Asino) grazie a certe analogie [pg 126] oscene che aveva con simile animale. Lo colmò di favori e di danari.Eliogabalo, durante l'inverno che passò a Nicomedia, sbrigliò i suoi gusti infami, ed arrivarono a tanto le sue sregolatezze, che i soldati, i quali lo avevano eletto, arrossirono dell'opera loro, vedendo che l'imperatore si confondeva con vili gitani. Nè cambiò metodo di vita quando giunse a Roma. «Tutte le sue occupazioni, dice Lampride, si limitavano a scegliere emissarii incaricati di cercare dappertutto e di condurre alla corte uomini che dovevano adattarsi a certe condizioni favorevoli ai suoi piaceri.» Sceglieva al teatro ed al circo i compagni delle sue orgie tra gli atleti più robusti ed i gladiatori meglio membruti.Al principio dell'era cristiana si trovano qua e là dettagli precisi relativi alla natura di certe voluttà dette immonde dagli scrittori religiosi.L'Abbate di Clervaux, Enrico, scriveva al papa Alessandro III nel 1877: «L'antica Sodoma rinasce dalle sue ceneri!»Orderic Vital segnala il contagio di questo vergognoso vizio: «Allora, dice, gli effeminati dominavano in tutti i paesi e si abbandonavano liberamente alle loro sozze corruzioni, degne delle fiamme dei roghi, essi abusavano impunemente delle orribili invenzioni di Sodoma.»I Normanni al medio evo furono accusati di aver introdotto questo vizio in Francia. Questi uomini, si affermava, che non avevano vergogna di prestarsi scambievolmente ad una abominevole prostituzione. Essi non facevano che un uso moderatissimo delle loro [pg 127] mogli, le quali non erano destinate ad altro che alla maternità.Giacomo di Vitry ha registrato questo fatto curioso: Sotto i re anteriori a Luigi IX, le donne pubbliche, fermavano gli ecclesiastici nelle vie, e quando questi non volevano seguirle, esse li chiamavanosodomiti. «Questo vizio vergognoso e spregevole, dice egli, è talmente comune, che colui il quale ha una o parecchie concubine è considerato come un uomo di costumi esemplari».Un poeta della stessa epoca, l'abate Gautier de Coigny, nelle sue favole, in un grazioso poemetto esclama: «Ed ecco come la natura si è messa a seguir le leggi grammaticali, accordando il maschile col maschile ed il feminile col feminile: oggi gli uomini si accoppiano cogli uomini, e le donne colle donne.»Questo vizio erasi moltiplicato a tal punto che Filippo il Bello si propose di metter un argine al progresso della sodomia, colpendo di terrore coloro che davano l'esempio di questa criminale aberrazione dei sensi. Tal fu la principale causa del processo dei Templari. In essi Filippo il Bello perseguitava il sacrilegio e la concupiscenza spinta all'ultimo eccesso dell'audacia e dello scandalo.2ºLa Pederastia ed i Pederasti moderniMolti pederasti hanno esordito nella vita sessuale con atti puramente normali fra sessi opposti. Essi hanno ricercato e praticato il coito, ma più tardi, dopo aver esaurito con la donna tutte le voluttà, si sono abbandonati quasi completamente ai rapporti del vizio contro natura. È il vizio che ha dominato [pg 128] tutta la vita di questi individui, la sola, l'unica preoccupazione della loro esistenza è stata la soddisfazione genitale.La scipitezza ha tenuto dietro all'abuso dei godimenti naturali, ed è allora che hanno ricorso alle eccitazioni fittizie; ma un eccesso ne chiama un altro, la potenza genetica s'indebolisce e cade in frigidezza. Per questi individui la donna non ha più attrattive, la sua vista non li eccita più, gli organi di lei non hanno più il potere di svegliare i sensi.Allora l'immaginazione cerca, trova ed inventa. Nuovi eccitanti si offrono allo spirito, ed il disgusto che in altri tempi avrebbe ispirato l'atto contro natura, appare come l'unico mezzo per realizzare la soddisfazione dei loro desiderii.L'uomo depravato arriva così gradatamente alla pederastia attiva, a cui si dà in prima esclusivamente. Ha trovato in questa nuova esplicazione sessuale l'eccitante capace di rifargli una virilità e di ricondurlo alla voluttà che non poteva più raggiungere in alcun modo.Così come con la donna, pure il coito maschile finisce col condurre alla sazietà; il pederasta cerca allora una nuova soddisfazione, da attivo diviene passivo, poi viene l'onanismo boccale. Ed è questa ordinariamente la fine del vecchio libertino che non ha più altre risorse.A quelli che si meravigliano come il pederasta passivo possa trovare in tale atto una sensazione di voluttà, risponderemo colla ingegnosa teoria del Mantegazza, il quale ammette in simili individui un'anomalia di tragitto dei nervi genitali, che, secondo lui, invece [pg 129] di terminare negli organi della generazione si distribuirebbero alla mucosa rettale ed anale, per cui le sensazioni voluttuose verrebbero percepite da queste parti invece che da quelle.Ciò sarebbe provato anche dal trovare donnecinedeo donne che nel tribadismo amano ad essere eccitato il retto col dito, come abbiamo detto nel capitolo precedente. Mantegazza a conferma inoltre della sua ipotesi ricorda un grande scrittore, il quale gli confessava di non avere potuto dire a sè stesso, se maggiore voluttà egli provasse nell'amplesso o nella defecazione.Si trovano ancora pederasti per gusto. Spesso sono uomini distinti, perfino delicati, occupanti un'alta posizione, padri di famiglia etc. Il loro vizio è perfettamente nascosto, ma la passione che li domina è tanto forte che dimenticano un bel giorno ogni prudenza, e si espongono allo scandalo più strepitoso ed alla denuncia delle loro vergognose pratiche.La questione della pederastia è stata studiata a numerosi psicologi ed ha dato luogo a diverse opinioni. Il professore tedesco Moll dice: «Gli uomini i quali hanno una tendenza alla pederastia si sono generalmente masturbati sin dalla loro più tenera infanzia, solamente invece di fregarsi il pene, si introducono nell'ano un oggetto qualunque. La maggior parte dei sapienti ammettono che negli uranisti l'introduzione del membro altrui nel loro ano provochi il desiderato godimento e l'uranista passivo ha in queste condizioni un'ejaculazione. Ed è perciò che separano la pederastia attiva da quella passiva, ammettendo che quando si hanno [pg 130] relazioni di questo genere fra due individui, l'uno è sempre attivo, l'altro passivo.»Secondo lo stesso autore sarebbe un errore il credere che il pederasta passivo sia più effeminato di quello attivo, e che si comporti sempre verso quest'ultimo in modo tutto passivo come una donna.È certoche, nel maggior numero dei casi, il passivo ottiene solo la soddisfazione, l'attivo non andando più in là della semplice erezione, perchè l'atto ulteriore non corrisponde più alle sensazioni ed alle inclinazioni dell'individuo.Moll ammette che la tendenza alla pederastia passiva sia favorita da una predisposizione passiva dell'individuo e che non vi sia depravazione propriamente parlando.Il dottor Chevalier fa così la psicologia del pederasta:«Nel mondo della pederastia tutto è alla rovescia. Il pederasta vive, sente, pensa, vuole, agisce differentemente dal resto degli uomini, un abisso ne lo separa. Le pratiche contro natura, infatti, hanno per risultato fatale un'alterazione della personalità psichica, consistente essenzialmente in una trasposizione, nel rovesciamento delle qualità caratteristiche del sesso, nell'effeminatezza per tutto dire...«Nei pederasti si ritrova questa tendenza di invertire le parti nei loro modi di caminare, nei gusti, nei bisogni, nel modo di vestirsi. S'ingegnano ad imitar della donna l'intonazione e la delicatezza della voce, la gentilezza e la civetteria dei gesti. Hanno come lei la passione dell'abbigliamento, delle acconciature, dei colori vivi, dei merletti, dei gioielli e di tutti quei nonnulla che brillano, profumano ed abbelliscono.[pg 131] «Bisogna vedere questi effeminati nelle loro riunioni mondane, serate danzanti, feste patronali, addii alla vita di giovanotti, fidanzamenti—oh eufemismi!—Si canta, si ricama, si tappezza, si fanno fiori, si chiacchiera, si cicala e sopratutto si dice male del prossimo; e tutto ciò con voce esageratamente melliflua. Le loro scene di gelosia terminano quasi sempre con attacchi di nervi. Conversando si chiamano l'un l'altro: «mia cara, mia bella.»«Sono invidiosi, vendicativi, capricciosi e in loro nessuna energia, nessuna vitalità, ciò che è sinonimo di nessuna fiducia in sè stessi. Menzogne, delazioni, vigliaccherie, obliterazioni del senso morale, ecco il loro appannaggio. Il disprezzo di sè stessi si collega al timore del disprezzo pubblico.«Il pederasta congenito non prova per la donna e per l'amore naturale se non repulsione e disgusto; quando l'aberrazione è pienamente istallata l'impotenza di fronte all'altro sesso è quasi radicale. Se i pederasti si sposano o si trovano un'amante, non è se non per una questione di danaro o per salvare le apparenze. In cambio la loro passione contro natura raggiunge talvolta un grado di esaltazione inaudita. Sono gelosi, ma a modo loro, la gelosia in essi è un miscuglio di sensualità in pericolo, di amor proprio ferito e soprattutto di interessi lesi».Nel romanzoL'Uomo-FemminaG. G. Rocco ci dà un quadro vivissimo della vita dei pederasti. Questo lavoro che è scritto sopra una falsariga scientifica, eccezionalmente rigorosa per una creazione fantastica, ha pagine di una drammaticità insuperabile, e andrebbe certo, dato il grandissimo interesse [pg 132] che suscita nel lettore e l'originalità del soggetto, per le mani di tutti, se non contenesse descrizioni che sono un po' troppo... pei soli adulti.Le case di tolleranza sono, in grazia delle loro tenitrici, il centro attivo della prostituzione pederasta. Quantunque i regolamenti prescrivano di non dover ricevere alcun cliente minorenne, di non poter tenere in casa alcun fanciullo che abbia raggiunto il sesto anno, foss'anche figlio alla padrona; ma queste proibizioni sono eluse ed i pederasti trovano sempre in simili luoghi i più devoti provveditori delle loro sregolatezze.È a tal uopoche si vedono stazionare nei caffè, nelle bottiglierie stabilite presso queste case, giovanotti dalla ciera più o meno sospetta, che vanno, vengono sotto pretesto di sbrigare diverse faccende; ragazzi di parrucchieri, di caffettieri, mercanti ambulanti, i quali in fondo non sono che lenoni o prestano il loro corpo all'infame commercio. Le tenitrici della casa per non dar nell'occhio ai vicini, ricorrono alle più grossolane commedie. Talvolta li vestono da donna, tal'altra mettono loro barbe posticcie.Cosa straordinaria, a Parigi e nella maggior parte delle grandi città, nei quartieri i più mal frequentati sarà difficile che una libera passeggiatrice accetti di abbassarsi ai pratiche sodomitiche; mentre poi in tutte le case di tolleranza il prestarsi a ciò è cosa ordinaria per le donne che vi sono ricoverate. Ed è anche da notarsi che più la casa è lussosa, più la clientela è scelta, e più le abitudini vi sono depravate. Non si indietreggia [pg 133] di fronte a nessuna richiesta antisessuale per bizzarra e degradante che sia.I francesi chiamanogarçonsgli amanti di cuore dei pederasti e nel proprio gergo essi stessi si chiamano così, e soprattutto quando vivono con deicompiacenti.Il compiacenteobbedisce al bisogno naturale di una compagnia, di un'affezione. Malgrado la depravazione che nasce da una tal disgustevole situazione per l'uomo, malgrado il piacere della concupiscenza che colora tutto agli occhi di quelli che lo praticano, non vi è prostituto maschio, che pari alla donna pubblica, non senta repulsione per l'uomo che lo paga, e daquinasce necessariamente il bisogno di darsi ad un essere il quale non soltanto non pagherà, ma ancora riceverà dei doni da quello che avrà conquistato.Questa, abiezione nell'abiezione stessa è nondimeno l'unico palliativo che i pederasti trovano fra di loro per rialzarsi nella propria stima. «Quello io lo amo, mi dò a lui per niente» dicono con orgoglio.Secondo Mantegazza in certe parti del Messico si sposerebbero uomini vestiti da donna, ai quali è proibito di portare le armi.Secondo Gomora esistevano a Tamalipos case di prostituzione maschile.Duflot ha trovato questo vizio contro natura comunissimo in California.La pederastia era generale al Nicaragua. I primi esploratori la riscontrarono al Perù, sulla costa del Gayaquil e nell'America settentrionale.In molti paesi caldi la pederastia si pratica su fanciulli, e ciò dipende dal fatto che la vagina delle donne diviene di una [pg 134] larghezza eccessiva, e di più la vista dei corpi nudi, e la faciltà delle donne affievoliscono il piacere.In Cina vi sono case pubbliche destinate alla prostituzione maschile.Nel 1855 a Lucknow si contavano più di cento case di prostituzione pederastica. In questa città una via era specialmente occupata da eunuchi, i quali si abbandonavano a tale commercio.La pederastia è frequentissima e ben organizzata in certi punti dell'India dagli eunuchi, gli uomini, a gruppi di cinque a sei e più, vivono in una casa sotto la presidenza dell'eunuco più attempato il quale chiamasiGooroo.[image][pg 135]

[image]VI.Vizii Contro Natura Maschili[image]1º Pederastia—Sodomia nell'antichitàIl dottor Arrufat dice essere probabile che i primi uomini abbiano lungo tempo vissuto una vita selvaggia, sparpagliati a caso, in piccoli gruppi erranti, ancora impegnati nell'animalità, impulsivi, incapaci di riflessione; il piacere di un istante percepito vagamente in un io embrionico faceva nondimeno vibrare tutto l'essere e l'assorbiva. Essi non provavano se non due bisogni, che sono il simbolo della materia vivente: conservarsi e riprodursi.«È perciòche gli uomini di quei tempi si accoppiavano secondo i loro capricci. Il maschio brutale ed acciecato dalla potenza dell'istinto cercava una femmina; ecco la ragione di quelle relazioni fra parenti prossimi che [pg 123] noi giudichiamo criminali ed incestuose, e che, frequentati nelle società giovani, sono abituali nelle bestie. Ma quando le femmine mancavano e che la fregola, più dolorosa della fame, sovraeccitava i maschi, gli errori del sesso si presentavano fatalmente, l'uomo andava verso l'uomo.«Nessun animale, nel rapporto sessuale, ha desiderio cosciente della riproduzione, bensì la ricerca del piacere egoista. In realtà ciò che ha reso naturale l'istinto che spinge l'uomo verso la donna, il maschio verso la femmina, è la moltiplicità delle esperienze durante i secoli scorsi. Ma l'istinto della riproduzione o piuttosto la tendenza che ci spinge a soddisfare il bisogno è molto anteriore, e per conseguenza più potente».Tali sarebbero le leggi che avrebbero presieduto all'esordio del vizio contro natura nel mondo; esso ha dovuto essere praticato sin dai tempi più remoti, qualche scritto nei libri sacri indiani ne fa menzione, ma nulla di preciso circa i dettagli esiste fino alle relazioni della Bibbia.Tutti sanno dei vizii di Sodoma e Gomorra. Mosè fu inflessibile al riguardo dei delitti di sodomia. «Non avrai relazioni sessuali con un maschio, come quelle che hai con una donna» dice nel Levitico. Il culto di Daolfhegor, il dio favorito dei Madianiti, fu accettato dagli Ebrei con una passione che è la più chiara testimonianza dell'indecenza dei suoi misteri. I sacerdoti di questo dio erano giovanotti senza barba, coi corpi spelati e profumati di olii odorosi; essi intrattenevano un ignobile commercio d'impudicizia nel santuario della divinità.[pg 124] Ma fu sopratutto nella Grecia antica che il vizio contro natura fu accolto e praticato liberamente. Tutti i poeti di quei tempi hanno elevato inni agli efebi divini; lo stesso avvenne a Roma. Lucillio espone nelle sue satire i vantaggi e gl'inconvenienti della pederastia, che offriva ai mariti di Roma un compenso e come una consolazione alle noie e alle tribolazioni del matrimonio, ma che come il matrimonio aveva gli stessi inconvenienti.«Così Socrate, dice un marito alla moglie, nel suo amore pei ragazzi, si mostrò sotto un punto di vista migliore, perchè non amava punto le donne. Ed amava tutti i giovanotti indistintamente».La prostituzione pederasta esisteva a Roma fianco a fianco colla prostituzione femminile le leggi l'autorizzavano. Petronio nelSatyriconracconta scene concernenti simili sregolatezze.Il vizio si era materializzato e rigettava ogni specie di pudore. Le orecchie non erano più rispettate degli occhi ed il cuore pareva avesse perduto i suoi istinti di delicatezza in questo decadimento morale che gli dava l'abitudine delle cose vergognose.Gli imperatori essi stessi ne davano l'esempio. Cesare, il primo dei Romani, quando salì al trono aveva già venduto la verginità della sua giovinezza a Nicodemo re di Bitinia.Orazio ha cantato gli amori di Augusto pei giovanotti. Marcantonio gli rimprovera di aver comprato col suo onore l'adozione dello zio e di aver ceduto le sue compiacenze in Ispagna a Hirtius.Nerone sposò con tutte le pompe, l'eunuco [pg 125] Sporus, e lui stesso si prestò ai capricci dei suoi cortigiani.Tiberio, malgrado la sua caducità, si abbandonò a tutte le turpitudini del vizio contro natura.Caligola aveva commercio con Lepido, col commediante Maestus ed ancora con altri, operando reciprocamente. Valerio Catullo gli rimprovera pubblicamente di aver disonorata la sua gioventù.Galba preferiva ai ragazzi gli uomini robusti, non importava se fossero anche già vecchi. Quando Icilus, un suo antico concubino, venne ad annunziargli in Ispagna la morte di Nerone, Galba non contento di abbracciarlo in presenza di tutti, lo fece depelare e lo condusse a letto con lui.Vitellio passò la sua gioventù a Capri accanto a Tiberio e restò bollato col nome di Spinthria.Fu l'impuro familiare di Nerone e di Galigola.Al momento della sua entrata trionfale a Roma, Commodo aveva fatto montare dietro lui, sul carro, quello dei concubini che egli preferiva, Antenos, e, durante tutta la cerimonia, Commodo si girava ogni momento per baciare questo vil personaggio.Alla morte diAntenus, Commodo, si abbandonò alle più strane voluttà. Ebbe trecento concubine ed altrettanti giovani cinedi scelti nella nobiltà e nel popolo. Non risparmiò nessuno di essi, li sottomise tutti alle sue vergognoso compiacenze, non rifiutandosi di prestarvisi egli stesso. Fra questi cinedi ne aveva scelto uno che preferiva e che soprannominò Onon (Asino) grazie a certe analogie [pg 126] oscene che aveva con simile animale. Lo colmò di favori e di danari.Eliogabalo, durante l'inverno che passò a Nicomedia, sbrigliò i suoi gusti infami, ed arrivarono a tanto le sue sregolatezze, che i soldati, i quali lo avevano eletto, arrossirono dell'opera loro, vedendo che l'imperatore si confondeva con vili gitani. Nè cambiò metodo di vita quando giunse a Roma. «Tutte le sue occupazioni, dice Lampride, si limitavano a scegliere emissarii incaricati di cercare dappertutto e di condurre alla corte uomini che dovevano adattarsi a certe condizioni favorevoli ai suoi piaceri.» Sceglieva al teatro ed al circo i compagni delle sue orgie tra gli atleti più robusti ed i gladiatori meglio membruti.Al principio dell'era cristiana si trovano qua e là dettagli precisi relativi alla natura di certe voluttà dette immonde dagli scrittori religiosi.L'Abbate di Clervaux, Enrico, scriveva al papa Alessandro III nel 1877: «L'antica Sodoma rinasce dalle sue ceneri!»Orderic Vital segnala il contagio di questo vergognoso vizio: «Allora, dice, gli effeminati dominavano in tutti i paesi e si abbandonavano liberamente alle loro sozze corruzioni, degne delle fiamme dei roghi, essi abusavano impunemente delle orribili invenzioni di Sodoma.»I Normanni al medio evo furono accusati di aver introdotto questo vizio in Francia. Questi uomini, si affermava, che non avevano vergogna di prestarsi scambievolmente ad una abominevole prostituzione. Essi non facevano che un uso moderatissimo delle loro [pg 127] mogli, le quali non erano destinate ad altro che alla maternità.Giacomo di Vitry ha registrato questo fatto curioso: Sotto i re anteriori a Luigi IX, le donne pubbliche, fermavano gli ecclesiastici nelle vie, e quando questi non volevano seguirle, esse li chiamavanosodomiti. «Questo vizio vergognoso e spregevole, dice egli, è talmente comune, che colui il quale ha una o parecchie concubine è considerato come un uomo di costumi esemplari».Un poeta della stessa epoca, l'abate Gautier de Coigny, nelle sue favole, in un grazioso poemetto esclama: «Ed ecco come la natura si è messa a seguir le leggi grammaticali, accordando il maschile col maschile ed il feminile col feminile: oggi gli uomini si accoppiano cogli uomini, e le donne colle donne.»Questo vizio erasi moltiplicato a tal punto che Filippo il Bello si propose di metter un argine al progresso della sodomia, colpendo di terrore coloro che davano l'esempio di questa criminale aberrazione dei sensi. Tal fu la principale causa del processo dei Templari. In essi Filippo il Bello perseguitava il sacrilegio e la concupiscenza spinta all'ultimo eccesso dell'audacia e dello scandalo.2ºLa Pederastia ed i Pederasti moderniMolti pederasti hanno esordito nella vita sessuale con atti puramente normali fra sessi opposti. Essi hanno ricercato e praticato il coito, ma più tardi, dopo aver esaurito con la donna tutte le voluttà, si sono abbandonati quasi completamente ai rapporti del vizio contro natura. È il vizio che ha dominato [pg 128] tutta la vita di questi individui, la sola, l'unica preoccupazione della loro esistenza è stata la soddisfazione genitale.La scipitezza ha tenuto dietro all'abuso dei godimenti naturali, ed è allora che hanno ricorso alle eccitazioni fittizie; ma un eccesso ne chiama un altro, la potenza genetica s'indebolisce e cade in frigidezza. Per questi individui la donna non ha più attrattive, la sua vista non li eccita più, gli organi di lei non hanno più il potere di svegliare i sensi.Allora l'immaginazione cerca, trova ed inventa. Nuovi eccitanti si offrono allo spirito, ed il disgusto che in altri tempi avrebbe ispirato l'atto contro natura, appare come l'unico mezzo per realizzare la soddisfazione dei loro desiderii.L'uomo depravato arriva così gradatamente alla pederastia attiva, a cui si dà in prima esclusivamente. Ha trovato in questa nuova esplicazione sessuale l'eccitante capace di rifargli una virilità e di ricondurlo alla voluttà che non poteva più raggiungere in alcun modo.Così come con la donna, pure il coito maschile finisce col condurre alla sazietà; il pederasta cerca allora una nuova soddisfazione, da attivo diviene passivo, poi viene l'onanismo boccale. Ed è questa ordinariamente la fine del vecchio libertino che non ha più altre risorse.A quelli che si meravigliano come il pederasta passivo possa trovare in tale atto una sensazione di voluttà, risponderemo colla ingegnosa teoria del Mantegazza, il quale ammette in simili individui un'anomalia di tragitto dei nervi genitali, che, secondo lui, invece [pg 129] di terminare negli organi della generazione si distribuirebbero alla mucosa rettale ed anale, per cui le sensazioni voluttuose verrebbero percepite da queste parti invece che da quelle.Ciò sarebbe provato anche dal trovare donnecinedeo donne che nel tribadismo amano ad essere eccitato il retto col dito, come abbiamo detto nel capitolo precedente. Mantegazza a conferma inoltre della sua ipotesi ricorda un grande scrittore, il quale gli confessava di non avere potuto dire a sè stesso, se maggiore voluttà egli provasse nell'amplesso o nella defecazione.Si trovano ancora pederasti per gusto. Spesso sono uomini distinti, perfino delicati, occupanti un'alta posizione, padri di famiglia etc. Il loro vizio è perfettamente nascosto, ma la passione che li domina è tanto forte che dimenticano un bel giorno ogni prudenza, e si espongono allo scandalo più strepitoso ed alla denuncia delle loro vergognose pratiche.La questione della pederastia è stata studiata a numerosi psicologi ed ha dato luogo a diverse opinioni. Il professore tedesco Moll dice: «Gli uomini i quali hanno una tendenza alla pederastia si sono generalmente masturbati sin dalla loro più tenera infanzia, solamente invece di fregarsi il pene, si introducono nell'ano un oggetto qualunque. La maggior parte dei sapienti ammettono che negli uranisti l'introduzione del membro altrui nel loro ano provochi il desiderato godimento e l'uranista passivo ha in queste condizioni un'ejaculazione. Ed è perciò che separano la pederastia attiva da quella passiva, ammettendo che quando si hanno [pg 130] relazioni di questo genere fra due individui, l'uno è sempre attivo, l'altro passivo.»Secondo lo stesso autore sarebbe un errore il credere che il pederasta passivo sia più effeminato di quello attivo, e che si comporti sempre verso quest'ultimo in modo tutto passivo come una donna.È certoche, nel maggior numero dei casi, il passivo ottiene solo la soddisfazione, l'attivo non andando più in là della semplice erezione, perchè l'atto ulteriore non corrisponde più alle sensazioni ed alle inclinazioni dell'individuo.Moll ammette che la tendenza alla pederastia passiva sia favorita da una predisposizione passiva dell'individuo e che non vi sia depravazione propriamente parlando.Il dottor Chevalier fa così la psicologia del pederasta:«Nel mondo della pederastia tutto è alla rovescia. Il pederasta vive, sente, pensa, vuole, agisce differentemente dal resto degli uomini, un abisso ne lo separa. Le pratiche contro natura, infatti, hanno per risultato fatale un'alterazione della personalità psichica, consistente essenzialmente in una trasposizione, nel rovesciamento delle qualità caratteristiche del sesso, nell'effeminatezza per tutto dire...«Nei pederasti si ritrova questa tendenza di invertire le parti nei loro modi di caminare, nei gusti, nei bisogni, nel modo di vestirsi. S'ingegnano ad imitar della donna l'intonazione e la delicatezza della voce, la gentilezza e la civetteria dei gesti. Hanno come lei la passione dell'abbigliamento, delle acconciature, dei colori vivi, dei merletti, dei gioielli e di tutti quei nonnulla che brillano, profumano ed abbelliscono.[pg 131] «Bisogna vedere questi effeminati nelle loro riunioni mondane, serate danzanti, feste patronali, addii alla vita di giovanotti, fidanzamenti—oh eufemismi!—Si canta, si ricama, si tappezza, si fanno fiori, si chiacchiera, si cicala e sopratutto si dice male del prossimo; e tutto ciò con voce esageratamente melliflua. Le loro scene di gelosia terminano quasi sempre con attacchi di nervi. Conversando si chiamano l'un l'altro: «mia cara, mia bella.»«Sono invidiosi, vendicativi, capricciosi e in loro nessuna energia, nessuna vitalità, ciò che è sinonimo di nessuna fiducia in sè stessi. Menzogne, delazioni, vigliaccherie, obliterazioni del senso morale, ecco il loro appannaggio. Il disprezzo di sè stessi si collega al timore del disprezzo pubblico.«Il pederasta congenito non prova per la donna e per l'amore naturale se non repulsione e disgusto; quando l'aberrazione è pienamente istallata l'impotenza di fronte all'altro sesso è quasi radicale. Se i pederasti si sposano o si trovano un'amante, non è se non per una questione di danaro o per salvare le apparenze. In cambio la loro passione contro natura raggiunge talvolta un grado di esaltazione inaudita. Sono gelosi, ma a modo loro, la gelosia in essi è un miscuglio di sensualità in pericolo, di amor proprio ferito e soprattutto di interessi lesi».Nel romanzoL'Uomo-FemminaG. G. Rocco ci dà un quadro vivissimo della vita dei pederasti. Questo lavoro che è scritto sopra una falsariga scientifica, eccezionalmente rigorosa per una creazione fantastica, ha pagine di una drammaticità insuperabile, e andrebbe certo, dato il grandissimo interesse [pg 132] che suscita nel lettore e l'originalità del soggetto, per le mani di tutti, se non contenesse descrizioni che sono un po' troppo... pei soli adulti.Le case di tolleranza sono, in grazia delle loro tenitrici, il centro attivo della prostituzione pederasta. Quantunque i regolamenti prescrivano di non dover ricevere alcun cliente minorenne, di non poter tenere in casa alcun fanciullo che abbia raggiunto il sesto anno, foss'anche figlio alla padrona; ma queste proibizioni sono eluse ed i pederasti trovano sempre in simili luoghi i più devoti provveditori delle loro sregolatezze.È a tal uopoche si vedono stazionare nei caffè, nelle bottiglierie stabilite presso queste case, giovanotti dalla ciera più o meno sospetta, che vanno, vengono sotto pretesto di sbrigare diverse faccende; ragazzi di parrucchieri, di caffettieri, mercanti ambulanti, i quali in fondo non sono che lenoni o prestano il loro corpo all'infame commercio. Le tenitrici della casa per non dar nell'occhio ai vicini, ricorrono alle più grossolane commedie. Talvolta li vestono da donna, tal'altra mettono loro barbe posticcie.Cosa straordinaria, a Parigi e nella maggior parte delle grandi città, nei quartieri i più mal frequentati sarà difficile che una libera passeggiatrice accetti di abbassarsi ai pratiche sodomitiche; mentre poi in tutte le case di tolleranza il prestarsi a ciò è cosa ordinaria per le donne che vi sono ricoverate. Ed è anche da notarsi che più la casa è lussosa, più la clientela è scelta, e più le abitudini vi sono depravate. Non si indietreggia [pg 133] di fronte a nessuna richiesta antisessuale per bizzarra e degradante che sia.I francesi chiamanogarçonsgli amanti di cuore dei pederasti e nel proprio gergo essi stessi si chiamano così, e soprattutto quando vivono con deicompiacenti.Il compiacenteobbedisce al bisogno naturale di una compagnia, di un'affezione. Malgrado la depravazione che nasce da una tal disgustevole situazione per l'uomo, malgrado il piacere della concupiscenza che colora tutto agli occhi di quelli che lo praticano, non vi è prostituto maschio, che pari alla donna pubblica, non senta repulsione per l'uomo che lo paga, e daquinasce necessariamente il bisogno di darsi ad un essere il quale non soltanto non pagherà, ma ancora riceverà dei doni da quello che avrà conquistato.Questa, abiezione nell'abiezione stessa è nondimeno l'unico palliativo che i pederasti trovano fra di loro per rialzarsi nella propria stima. «Quello io lo amo, mi dò a lui per niente» dicono con orgoglio.Secondo Mantegazza in certe parti del Messico si sposerebbero uomini vestiti da donna, ai quali è proibito di portare le armi.Secondo Gomora esistevano a Tamalipos case di prostituzione maschile.Duflot ha trovato questo vizio contro natura comunissimo in California.La pederastia era generale al Nicaragua. I primi esploratori la riscontrarono al Perù, sulla costa del Gayaquil e nell'America settentrionale.In molti paesi caldi la pederastia si pratica su fanciulli, e ciò dipende dal fatto che la vagina delle donne diviene di una [pg 134] larghezza eccessiva, e di più la vista dei corpi nudi, e la faciltà delle donne affievoliscono il piacere.In Cina vi sono case pubbliche destinate alla prostituzione maschile.Nel 1855 a Lucknow si contavano più di cento case di prostituzione pederastica. In questa città una via era specialmente occupata da eunuchi, i quali si abbandonavano a tale commercio.La pederastia è frequentissima e ben organizzata in certi punti dell'India dagli eunuchi, gli uomini, a gruppi di cinque a sei e più, vivono in una casa sotto la presidenza dell'eunuco più attempato il quale chiamasiGooroo.[image][pg 135]

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1º Pederastia—Sodomia nell'antichitàIl dottor Arrufat dice essere probabile che i primi uomini abbiano lungo tempo vissuto una vita selvaggia, sparpagliati a caso, in piccoli gruppi erranti, ancora impegnati nell'animalità, impulsivi, incapaci di riflessione; il piacere di un istante percepito vagamente in un io embrionico faceva nondimeno vibrare tutto l'essere e l'assorbiva. Essi non provavano se non due bisogni, che sono il simbolo della materia vivente: conservarsi e riprodursi.«È perciòche gli uomini di quei tempi si accoppiavano secondo i loro capricci. Il maschio brutale ed acciecato dalla potenza dell'istinto cercava una femmina; ecco la ragione di quelle relazioni fra parenti prossimi che [pg 123] noi giudichiamo criminali ed incestuose, e che, frequentati nelle società giovani, sono abituali nelle bestie. Ma quando le femmine mancavano e che la fregola, più dolorosa della fame, sovraeccitava i maschi, gli errori del sesso si presentavano fatalmente, l'uomo andava verso l'uomo.«Nessun animale, nel rapporto sessuale, ha desiderio cosciente della riproduzione, bensì la ricerca del piacere egoista. In realtà ciò che ha reso naturale l'istinto che spinge l'uomo verso la donna, il maschio verso la femmina, è la moltiplicità delle esperienze durante i secoli scorsi. Ma l'istinto della riproduzione o piuttosto la tendenza che ci spinge a soddisfare il bisogno è molto anteriore, e per conseguenza più potente».Tali sarebbero le leggi che avrebbero presieduto all'esordio del vizio contro natura nel mondo; esso ha dovuto essere praticato sin dai tempi più remoti, qualche scritto nei libri sacri indiani ne fa menzione, ma nulla di preciso circa i dettagli esiste fino alle relazioni della Bibbia.Tutti sanno dei vizii di Sodoma e Gomorra. Mosè fu inflessibile al riguardo dei delitti di sodomia. «Non avrai relazioni sessuali con un maschio, come quelle che hai con una donna» dice nel Levitico. Il culto di Daolfhegor, il dio favorito dei Madianiti, fu accettato dagli Ebrei con una passione che è la più chiara testimonianza dell'indecenza dei suoi misteri. I sacerdoti di questo dio erano giovanotti senza barba, coi corpi spelati e profumati di olii odorosi; essi intrattenevano un ignobile commercio d'impudicizia nel santuario della divinità.[pg 124] Ma fu sopratutto nella Grecia antica che il vizio contro natura fu accolto e praticato liberamente. Tutti i poeti di quei tempi hanno elevato inni agli efebi divini; lo stesso avvenne a Roma. Lucillio espone nelle sue satire i vantaggi e gl'inconvenienti della pederastia, che offriva ai mariti di Roma un compenso e come una consolazione alle noie e alle tribolazioni del matrimonio, ma che come il matrimonio aveva gli stessi inconvenienti.«Così Socrate, dice un marito alla moglie, nel suo amore pei ragazzi, si mostrò sotto un punto di vista migliore, perchè non amava punto le donne. Ed amava tutti i giovanotti indistintamente».La prostituzione pederasta esisteva a Roma fianco a fianco colla prostituzione femminile le leggi l'autorizzavano. Petronio nelSatyriconracconta scene concernenti simili sregolatezze.Il vizio si era materializzato e rigettava ogni specie di pudore. Le orecchie non erano più rispettate degli occhi ed il cuore pareva avesse perduto i suoi istinti di delicatezza in questo decadimento morale che gli dava l'abitudine delle cose vergognose.Gli imperatori essi stessi ne davano l'esempio. Cesare, il primo dei Romani, quando salì al trono aveva già venduto la verginità della sua giovinezza a Nicodemo re di Bitinia.Orazio ha cantato gli amori di Augusto pei giovanotti. Marcantonio gli rimprovera di aver comprato col suo onore l'adozione dello zio e di aver ceduto le sue compiacenze in Ispagna a Hirtius.Nerone sposò con tutte le pompe, l'eunuco [pg 125] Sporus, e lui stesso si prestò ai capricci dei suoi cortigiani.Tiberio, malgrado la sua caducità, si abbandonò a tutte le turpitudini del vizio contro natura.Caligola aveva commercio con Lepido, col commediante Maestus ed ancora con altri, operando reciprocamente. Valerio Catullo gli rimprovera pubblicamente di aver disonorata la sua gioventù.Galba preferiva ai ragazzi gli uomini robusti, non importava se fossero anche già vecchi. Quando Icilus, un suo antico concubino, venne ad annunziargli in Ispagna la morte di Nerone, Galba non contento di abbracciarlo in presenza di tutti, lo fece depelare e lo condusse a letto con lui.Vitellio passò la sua gioventù a Capri accanto a Tiberio e restò bollato col nome di Spinthria.Fu l'impuro familiare di Nerone e di Galigola.Al momento della sua entrata trionfale a Roma, Commodo aveva fatto montare dietro lui, sul carro, quello dei concubini che egli preferiva, Antenos, e, durante tutta la cerimonia, Commodo si girava ogni momento per baciare questo vil personaggio.Alla morte diAntenus, Commodo, si abbandonò alle più strane voluttà. Ebbe trecento concubine ed altrettanti giovani cinedi scelti nella nobiltà e nel popolo. Non risparmiò nessuno di essi, li sottomise tutti alle sue vergognoso compiacenze, non rifiutandosi di prestarvisi egli stesso. Fra questi cinedi ne aveva scelto uno che preferiva e che soprannominò Onon (Asino) grazie a certe analogie [pg 126] oscene che aveva con simile animale. Lo colmò di favori e di danari.Eliogabalo, durante l'inverno che passò a Nicomedia, sbrigliò i suoi gusti infami, ed arrivarono a tanto le sue sregolatezze, che i soldati, i quali lo avevano eletto, arrossirono dell'opera loro, vedendo che l'imperatore si confondeva con vili gitani. Nè cambiò metodo di vita quando giunse a Roma. «Tutte le sue occupazioni, dice Lampride, si limitavano a scegliere emissarii incaricati di cercare dappertutto e di condurre alla corte uomini che dovevano adattarsi a certe condizioni favorevoli ai suoi piaceri.» Sceglieva al teatro ed al circo i compagni delle sue orgie tra gli atleti più robusti ed i gladiatori meglio membruti.Al principio dell'era cristiana si trovano qua e là dettagli precisi relativi alla natura di certe voluttà dette immonde dagli scrittori religiosi.L'Abbate di Clervaux, Enrico, scriveva al papa Alessandro III nel 1877: «L'antica Sodoma rinasce dalle sue ceneri!»Orderic Vital segnala il contagio di questo vergognoso vizio: «Allora, dice, gli effeminati dominavano in tutti i paesi e si abbandonavano liberamente alle loro sozze corruzioni, degne delle fiamme dei roghi, essi abusavano impunemente delle orribili invenzioni di Sodoma.»I Normanni al medio evo furono accusati di aver introdotto questo vizio in Francia. Questi uomini, si affermava, che non avevano vergogna di prestarsi scambievolmente ad una abominevole prostituzione. Essi non facevano che un uso moderatissimo delle loro [pg 127] mogli, le quali non erano destinate ad altro che alla maternità.Giacomo di Vitry ha registrato questo fatto curioso: Sotto i re anteriori a Luigi IX, le donne pubbliche, fermavano gli ecclesiastici nelle vie, e quando questi non volevano seguirle, esse li chiamavanosodomiti. «Questo vizio vergognoso e spregevole, dice egli, è talmente comune, che colui il quale ha una o parecchie concubine è considerato come un uomo di costumi esemplari».Un poeta della stessa epoca, l'abate Gautier de Coigny, nelle sue favole, in un grazioso poemetto esclama: «Ed ecco come la natura si è messa a seguir le leggi grammaticali, accordando il maschile col maschile ed il feminile col feminile: oggi gli uomini si accoppiano cogli uomini, e le donne colle donne.»Questo vizio erasi moltiplicato a tal punto che Filippo il Bello si propose di metter un argine al progresso della sodomia, colpendo di terrore coloro che davano l'esempio di questa criminale aberrazione dei sensi. Tal fu la principale causa del processo dei Templari. In essi Filippo il Bello perseguitava il sacrilegio e la concupiscenza spinta all'ultimo eccesso dell'audacia e dello scandalo.

Il dottor Arrufat dice essere probabile che i primi uomini abbiano lungo tempo vissuto una vita selvaggia, sparpagliati a caso, in piccoli gruppi erranti, ancora impegnati nell'animalità, impulsivi, incapaci di riflessione; il piacere di un istante percepito vagamente in un io embrionico faceva nondimeno vibrare tutto l'essere e l'assorbiva. Essi non provavano se non due bisogni, che sono il simbolo della materia vivente: conservarsi e riprodursi.

«È perciòche gli uomini di quei tempi si accoppiavano secondo i loro capricci. Il maschio brutale ed acciecato dalla potenza dell'istinto cercava una femmina; ecco la ragione di quelle relazioni fra parenti prossimi che [pg 123] noi giudichiamo criminali ed incestuose, e che, frequentati nelle società giovani, sono abituali nelle bestie. Ma quando le femmine mancavano e che la fregola, più dolorosa della fame, sovraeccitava i maschi, gli errori del sesso si presentavano fatalmente, l'uomo andava verso l'uomo.

«Nessun animale, nel rapporto sessuale, ha desiderio cosciente della riproduzione, bensì la ricerca del piacere egoista. In realtà ciò che ha reso naturale l'istinto che spinge l'uomo verso la donna, il maschio verso la femmina, è la moltiplicità delle esperienze durante i secoli scorsi. Ma l'istinto della riproduzione o piuttosto la tendenza che ci spinge a soddisfare il bisogno è molto anteriore, e per conseguenza più potente».

Tali sarebbero le leggi che avrebbero presieduto all'esordio del vizio contro natura nel mondo; esso ha dovuto essere praticato sin dai tempi più remoti, qualche scritto nei libri sacri indiani ne fa menzione, ma nulla di preciso circa i dettagli esiste fino alle relazioni della Bibbia.

Tutti sanno dei vizii di Sodoma e Gomorra. Mosè fu inflessibile al riguardo dei delitti di sodomia. «Non avrai relazioni sessuali con un maschio, come quelle che hai con una donna» dice nel Levitico. Il culto di Daolfhegor, il dio favorito dei Madianiti, fu accettato dagli Ebrei con una passione che è la più chiara testimonianza dell'indecenza dei suoi misteri. I sacerdoti di questo dio erano giovanotti senza barba, coi corpi spelati e profumati di olii odorosi; essi intrattenevano un ignobile commercio d'impudicizia nel santuario della divinità.

[pg 124] Ma fu sopratutto nella Grecia antica che il vizio contro natura fu accolto e praticato liberamente. Tutti i poeti di quei tempi hanno elevato inni agli efebi divini; lo stesso avvenne a Roma. Lucillio espone nelle sue satire i vantaggi e gl'inconvenienti della pederastia, che offriva ai mariti di Roma un compenso e come una consolazione alle noie e alle tribolazioni del matrimonio, ma che come il matrimonio aveva gli stessi inconvenienti.

«Così Socrate, dice un marito alla moglie, nel suo amore pei ragazzi, si mostrò sotto un punto di vista migliore, perchè non amava punto le donne. Ed amava tutti i giovanotti indistintamente».

La prostituzione pederasta esisteva a Roma fianco a fianco colla prostituzione femminile le leggi l'autorizzavano. Petronio nelSatyriconracconta scene concernenti simili sregolatezze.

Il vizio si era materializzato e rigettava ogni specie di pudore. Le orecchie non erano più rispettate degli occhi ed il cuore pareva avesse perduto i suoi istinti di delicatezza in questo decadimento morale che gli dava l'abitudine delle cose vergognose.

Gli imperatori essi stessi ne davano l'esempio. Cesare, il primo dei Romani, quando salì al trono aveva già venduto la verginità della sua giovinezza a Nicodemo re di Bitinia.

Orazio ha cantato gli amori di Augusto pei giovanotti. Marcantonio gli rimprovera di aver comprato col suo onore l'adozione dello zio e di aver ceduto le sue compiacenze in Ispagna a Hirtius.

Nerone sposò con tutte le pompe, l'eunuco [pg 125] Sporus, e lui stesso si prestò ai capricci dei suoi cortigiani.

Tiberio, malgrado la sua caducità, si abbandonò a tutte le turpitudini del vizio contro natura.

Caligola aveva commercio con Lepido, col commediante Maestus ed ancora con altri, operando reciprocamente. Valerio Catullo gli rimprovera pubblicamente di aver disonorata la sua gioventù.

Galba preferiva ai ragazzi gli uomini robusti, non importava se fossero anche già vecchi. Quando Icilus, un suo antico concubino, venne ad annunziargli in Ispagna la morte di Nerone, Galba non contento di abbracciarlo in presenza di tutti, lo fece depelare e lo condusse a letto con lui.

Vitellio passò la sua gioventù a Capri accanto a Tiberio e restò bollato col nome di Spinthria.

Fu l'impuro familiare di Nerone e di Galigola.

Al momento della sua entrata trionfale a Roma, Commodo aveva fatto montare dietro lui, sul carro, quello dei concubini che egli preferiva, Antenos, e, durante tutta la cerimonia, Commodo si girava ogni momento per baciare questo vil personaggio.

Alla morte diAntenus, Commodo, si abbandonò alle più strane voluttà. Ebbe trecento concubine ed altrettanti giovani cinedi scelti nella nobiltà e nel popolo. Non risparmiò nessuno di essi, li sottomise tutti alle sue vergognoso compiacenze, non rifiutandosi di prestarvisi egli stesso. Fra questi cinedi ne aveva scelto uno che preferiva e che soprannominò Onon (Asino) grazie a certe analogie [pg 126] oscene che aveva con simile animale. Lo colmò di favori e di danari.

Eliogabalo, durante l'inverno che passò a Nicomedia, sbrigliò i suoi gusti infami, ed arrivarono a tanto le sue sregolatezze, che i soldati, i quali lo avevano eletto, arrossirono dell'opera loro, vedendo che l'imperatore si confondeva con vili gitani. Nè cambiò metodo di vita quando giunse a Roma. «Tutte le sue occupazioni, dice Lampride, si limitavano a scegliere emissarii incaricati di cercare dappertutto e di condurre alla corte uomini che dovevano adattarsi a certe condizioni favorevoli ai suoi piaceri.» Sceglieva al teatro ed al circo i compagni delle sue orgie tra gli atleti più robusti ed i gladiatori meglio membruti.

Al principio dell'era cristiana si trovano qua e là dettagli precisi relativi alla natura di certe voluttà dette immonde dagli scrittori religiosi.

L'Abbate di Clervaux, Enrico, scriveva al papa Alessandro III nel 1877: «L'antica Sodoma rinasce dalle sue ceneri!»

Orderic Vital segnala il contagio di questo vergognoso vizio: «Allora, dice, gli effeminati dominavano in tutti i paesi e si abbandonavano liberamente alle loro sozze corruzioni, degne delle fiamme dei roghi, essi abusavano impunemente delle orribili invenzioni di Sodoma.»

I Normanni al medio evo furono accusati di aver introdotto questo vizio in Francia. Questi uomini, si affermava, che non avevano vergogna di prestarsi scambievolmente ad una abominevole prostituzione. Essi non facevano che un uso moderatissimo delle loro [pg 127] mogli, le quali non erano destinate ad altro che alla maternità.

Giacomo di Vitry ha registrato questo fatto curioso: Sotto i re anteriori a Luigi IX, le donne pubbliche, fermavano gli ecclesiastici nelle vie, e quando questi non volevano seguirle, esse li chiamavanosodomiti. «Questo vizio vergognoso e spregevole, dice egli, è talmente comune, che colui il quale ha una o parecchie concubine è considerato come un uomo di costumi esemplari».

Un poeta della stessa epoca, l'abate Gautier de Coigny, nelle sue favole, in un grazioso poemetto esclama: «Ed ecco come la natura si è messa a seguir le leggi grammaticali, accordando il maschile col maschile ed il feminile col feminile: oggi gli uomini si accoppiano cogli uomini, e le donne colle donne.»

Questo vizio erasi moltiplicato a tal punto che Filippo il Bello si propose di metter un argine al progresso della sodomia, colpendo di terrore coloro che davano l'esempio di questa criminale aberrazione dei sensi. Tal fu la principale causa del processo dei Templari. In essi Filippo il Bello perseguitava il sacrilegio e la concupiscenza spinta all'ultimo eccesso dell'audacia e dello scandalo.

2ºLa Pederastia ed i Pederasti moderniMolti pederasti hanno esordito nella vita sessuale con atti puramente normali fra sessi opposti. Essi hanno ricercato e praticato il coito, ma più tardi, dopo aver esaurito con la donna tutte le voluttà, si sono abbandonati quasi completamente ai rapporti del vizio contro natura. È il vizio che ha dominato [pg 128] tutta la vita di questi individui, la sola, l'unica preoccupazione della loro esistenza è stata la soddisfazione genitale.La scipitezza ha tenuto dietro all'abuso dei godimenti naturali, ed è allora che hanno ricorso alle eccitazioni fittizie; ma un eccesso ne chiama un altro, la potenza genetica s'indebolisce e cade in frigidezza. Per questi individui la donna non ha più attrattive, la sua vista non li eccita più, gli organi di lei non hanno più il potere di svegliare i sensi.Allora l'immaginazione cerca, trova ed inventa. Nuovi eccitanti si offrono allo spirito, ed il disgusto che in altri tempi avrebbe ispirato l'atto contro natura, appare come l'unico mezzo per realizzare la soddisfazione dei loro desiderii.L'uomo depravato arriva così gradatamente alla pederastia attiva, a cui si dà in prima esclusivamente. Ha trovato in questa nuova esplicazione sessuale l'eccitante capace di rifargli una virilità e di ricondurlo alla voluttà che non poteva più raggiungere in alcun modo.Così come con la donna, pure il coito maschile finisce col condurre alla sazietà; il pederasta cerca allora una nuova soddisfazione, da attivo diviene passivo, poi viene l'onanismo boccale. Ed è questa ordinariamente la fine del vecchio libertino che non ha più altre risorse.A quelli che si meravigliano come il pederasta passivo possa trovare in tale atto una sensazione di voluttà, risponderemo colla ingegnosa teoria del Mantegazza, il quale ammette in simili individui un'anomalia di tragitto dei nervi genitali, che, secondo lui, invece [pg 129] di terminare negli organi della generazione si distribuirebbero alla mucosa rettale ed anale, per cui le sensazioni voluttuose verrebbero percepite da queste parti invece che da quelle.Ciò sarebbe provato anche dal trovare donnecinedeo donne che nel tribadismo amano ad essere eccitato il retto col dito, come abbiamo detto nel capitolo precedente. Mantegazza a conferma inoltre della sua ipotesi ricorda un grande scrittore, il quale gli confessava di non avere potuto dire a sè stesso, se maggiore voluttà egli provasse nell'amplesso o nella defecazione.Si trovano ancora pederasti per gusto. Spesso sono uomini distinti, perfino delicati, occupanti un'alta posizione, padri di famiglia etc. Il loro vizio è perfettamente nascosto, ma la passione che li domina è tanto forte che dimenticano un bel giorno ogni prudenza, e si espongono allo scandalo più strepitoso ed alla denuncia delle loro vergognose pratiche.La questione della pederastia è stata studiata a numerosi psicologi ed ha dato luogo a diverse opinioni. Il professore tedesco Moll dice: «Gli uomini i quali hanno una tendenza alla pederastia si sono generalmente masturbati sin dalla loro più tenera infanzia, solamente invece di fregarsi il pene, si introducono nell'ano un oggetto qualunque. La maggior parte dei sapienti ammettono che negli uranisti l'introduzione del membro altrui nel loro ano provochi il desiderato godimento e l'uranista passivo ha in queste condizioni un'ejaculazione. Ed è perciò che separano la pederastia attiva da quella passiva, ammettendo che quando si hanno [pg 130] relazioni di questo genere fra due individui, l'uno è sempre attivo, l'altro passivo.»Secondo lo stesso autore sarebbe un errore il credere che il pederasta passivo sia più effeminato di quello attivo, e che si comporti sempre verso quest'ultimo in modo tutto passivo come una donna.È certoche, nel maggior numero dei casi, il passivo ottiene solo la soddisfazione, l'attivo non andando più in là della semplice erezione, perchè l'atto ulteriore non corrisponde più alle sensazioni ed alle inclinazioni dell'individuo.Moll ammette che la tendenza alla pederastia passiva sia favorita da una predisposizione passiva dell'individuo e che non vi sia depravazione propriamente parlando.Il dottor Chevalier fa così la psicologia del pederasta:«Nel mondo della pederastia tutto è alla rovescia. Il pederasta vive, sente, pensa, vuole, agisce differentemente dal resto degli uomini, un abisso ne lo separa. Le pratiche contro natura, infatti, hanno per risultato fatale un'alterazione della personalità psichica, consistente essenzialmente in una trasposizione, nel rovesciamento delle qualità caratteristiche del sesso, nell'effeminatezza per tutto dire...«Nei pederasti si ritrova questa tendenza di invertire le parti nei loro modi di caminare, nei gusti, nei bisogni, nel modo di vestirsi. S'ingegnano ad imitar della donna l'intonazione e la delicatezza della voce, la gentilezza e la civetteria dei gesti. Hanno come lei la passione dell'abbigliamento, delle acconciature, dei colori vivi, dei merletti, dei gioielli e di tutti quei nonnulla che brillano, profumano ed abbelliscono.[pg 131] «Bisogna vedere questi effeminati nelle loro riunioni mondane, serate danzanti, feste patronali, addii alla vita di giovanotti, fidanzamenti—oh eufemismi!—Si canta, si ricama, si tappezza, si fanno fiori, si chiacchiera, si cicala e sopratutto si dice male del prossimo; e tutto ciò con voce esageratamente melliflua. Le loro scene di gelosia terminano quasi sempre con attacchi di nervi. Conversando si chiamano l'un l'altro: «mia cara, mia bella.»«Sono invidiosi, vendicativi, capricciosi e in loro nessuna energia, nessuna vitalità, ciò che è sinonimo di nessuna fiducia in sè stessi. Menzogne, delazioni, vigliaccherie, obliterazioni del senso morale, ecco il loro appannaggio. Il disprezzo di sè stessi si collega al timore del disprezzo pubblico.«Il pederasta congenito non prova per la donna e per l'amore naturale se non repulsione e disgusto; quando l'aberrazione è pienamente istallata l'impotenza di fronte all'altro sesso è quasi radicale. Se i pederasti si sposano o si trovano un'amante, non è se non per una questione di danaro o per salvare le apparenze. In cambio la loro passione contro natura raggiunge talvolta un grado di esaltazione inaudita. Sono gelosi, ma a modo loro, la gelosia in essi è un miscuglio di sensualità in pericolo, di amor proprio ferito e soprattutto di interessi lesi».Nel romanzoL'Uomo-FemminaG. G. Rocco ci dà un quadro vivissimo della vita dei pederasti. Questo lavoro che è scritto sopra una falsariga scientifica, eccezionalmente rigorosa per una creazione fantastica, ha pagine di una drammaticità insuperabile, e andrebbe certo, dato il grandissimo interesse [pg 132] che suscita nel lettore e l'originalità del soggetto, per le mani di tutti, se non contenesse descrizioni che sono un po' troppo... pei soli adulti.Le case di tolleranza sono, in grazia delle loro tenitrici, il centro attivo della prostituzione pederasta. Quantunque i regolamenti prescrivano di non dover ricevere alcun cliente minorenne, di non poter tenere in casa alcun fanciullo che abbia raggiunto il sesto anno, foss'anche figlio alla padrona; ma queste proibizioni sono eluse ed i pederasti trovano sempre in simili luoghi i più devoti provveditori delle loro sregolatezze.È a tal uopoche si vedono stazionare nei caffè, nelle bottiglierie stabilite presso queste case, giovanotti dalla ciera più o meno sospetta, che vanno, vengono sotto pretesto di sbrigare diverse faccende; ragazzi di parrucchieri, di caffettieri, mercanti ambulanti, i quali in fondo non sono che lenoni o prestano il loro corpo all'infame commercio. Le tenitrici della casa per non dar nell'occhio ai vicini, ricorrono alle più grossolane commedie. Talvolta li vestono da donna, tal'altra mettono loro barbe posticcie.Cosa straordinaria, a Parigi e nella maggior parte delle grandi città, nei quartieri i più mal frequentati sarà difficile che una libera passeggiatrice accetti di abbassarsi ai pratiche sodomitiche; mentre poi in tutte le case di tolleranza il prestarsi a ciò è cosa ordinaria per le donne che vi sono ricoverate. Ed è anche da notarsi che più la casa è lussosa, più la clientela è scelta, e più le abitudini vi sono depravate. Non si indietreggia [pg 133] di fronte a nessuna richiesta antisessuale per bizzarra e degradante che sia.I francesi chiamanogarçonsgli amanti di cuore dei pederasti e nel proprio gergo essi stessi si chiamano così, e soprattutto quando vivono con deicompiacenti.Il compiacenteobbedisce al bisogno naturale di una compagnia, di un'affezione. Malgrado la depravazione che nasce da una tal disgustevole situazione per l'uomo, malgrado il piacere della concupiscenza che colora tutto agli occhi di quelli che lo praticano, non vi è prostituto maschio, che pari alla donna pubblica, non senta repulsione per l'uomo che lo paga, e daquinasce necessariamente il bisogno di darsi ad un essere il quale non soltanto non pagherà, ma ancora riceverà dei doni da quello che avrà conquistato.Questa, abiezione nell'abiezione stessa è nondimeno l'unico palliativo che i pederasti trovano fra di loro per rialzarsi nella propria stima. «Quello io lo amo, mi dò a lui per niente» dicono con orgoglio.Secondo Mantegazza in certe parti del Messico si sposerebbero uomini vestiti da donna, ai quali è proibito di portare le armi.Secondo Gomora esistevano a Tamalipos case di prostituzione maschile.Duflot ha trovato questo vizio contro natura comunissimo in California.La pederastia era generale al Nicaragua. I primi esploratori la riscontrarono al Perù, sulla costa del Gayaquil e nell'America settentrionale.In molti paesi caldi la pederastia si pratica su fanciulli, e ciò dipende dal fatto che la vagina delle donne diviene di una [pg 134] larghezza eccessiva, e di più la vista dei corpi nudi, e la faciltà delle donne affievoliscono il piacere.In Cina vi sono case pubbliche destinate alla prostituzione maschile.Nel 1855 a Lucknow si contavano più di cento case di prostituzione pederastica. In questa città una via era specialmente occupata da eunuchi, i quali si abbandonavano a tale commercio.La pederastia è frequentissima e ben organizzata in certi punti dell'India dagli eunuchi, gli uomini, a gruppi di cinque a sei e più, vivono in una casa sotto la presidenza dell'eunuco più attempato il quale chiamasiGooroo.[image][pg 135]

Molti pederasti hanno esordito nella vita sessuale con atti puramente normali fra sessi opposti. Essi hanno ricercato e praticato il coito, ma più tardi, dopo aver esaurito con la donna tutte le voluttà, si sono abbandonati quasi completamente ai rapporti del vizio contro natura. È il vizio che ha dominato [pg 128] tutta la vita di questi individui, la sola, l'unica preoccupazione della loro esistenza è stata la soddisfazione genitale.

La scipitezza ha tenuto dietro all'abuso dei godimenti naturali, ed è allora che hanno ricorso alle eccitazioni fittizie; ma un eccesso ne chiama un altro, la potenza genetica s'indebolisce e cade in frigidezza. Per questi individui la donna non ha più attrattive, la sua vista non li eccita più, gli organi di lei non hanno più il potere di svegliare i sensi.

Allora l'immaginazione cerca, trova ed inventa. Nuovi eccitanti si offrono allo spirito, ed il disgusto che in altri tempi avrebbe ispirato l'atto contro natura, appare come l'unico mezzo per realizzare la soddisfazione dei loro desiderii.

L'uomo depravato arriva così gradatamente alla pederastia attiva, a cui si dà in prima esclusivamente. Ha trovato in questa nuova esplicazione sessuale l'eccitante capace di rifargli una virilità e di ricondurlo alla voluttà che non poteva più raggiungere in alcun modo.

Così come con la donna, pure il coito maschile finisce col condurre alla sazietà; il pederasta cerca allora una nuova soddisfazione, da attivo diviene passivo, poi viene l'onanismo boccale. Ed è questa ordinariamente la fine del vecchio libertino che non ha più altre risorse.

A quelli che si meravigliano come il pederasta passivo possa trovare in tale atto una sensazione di voluttà, risponderemo colla ingegnosa teoria del Mantegazza, il quale ammette in simili individui un'anomalia di tragitto dei nervi genitali, che, secondo lui, invece [pg 129] di terminare negli organi della generazione si distribuirebbero alla mucosa rettale ed anale, per cui le sensazioni voluttuose verrebbero percepite da queste parti invece che da quelle.

Ciò sarebbe provato anche dal trovare donnecinedeo donne che nel tribadismo amano ad essere eccitato il retto col dito, come abbiamo detto nel capitolo precedente. Mantegazza a conferma inoltre della sua ipotesi ricorda un grande scrittore, il quale gli confessava di non avere potuto dire a sè stesso, se maggiore voluttà egli provasse nell'amplesso o nella defecazione.

Si trovano ancora pederasti per gusto. Spesso sono uomini distinti, perfino delicati, occupanti un'alta posizione, padri di famiglia etc. Il loro vizio è perfettamente nascosto, ma la passione che li domina è tanto forte che dimenticano un bel giorno ogni prudenza, e si espongono allo scandalo più strepitoso ed alla denuncia delle loro vergognose pratiche.

La questione della pederastia è stata studiata a numerosi psicologi ed ha dato luogo a diverse opinioni. Il professore tedesco Moll dice: «Gli uomini i quali hanno una tendenza alla pederastia si sono generalmente masturbati sin dalla loro più tenera infanzia, solamente invece di fregarsi il pene, si introducono nell'ano un oggetto qualunque. La maggior parte dei sapienti ammettono che negli uranisti l'introduzione del membro altrui nel loro ano provochi il desiderato godimento e l'uranista passivo ha in queste condizioni un'ejaculazione. Ed è perciò che separano la pederastia attiva da quella passiva, ammettendo che quando si hanno [pg 130] relazioni di questo genere fra due individui, l'uno è sempre attivo, l'altro passivo.»

Secondo lo stesso autore sarebbe un errore il credere che il pederasta passivo sia più effeminato di quello attivo, e che si comporti sempre verso quest'ultimo in modo tutto passivo come una donna.È certoche, nel maggior numero dei casi, il passivo ottiene solo la soddisfazione, l'attivo non andando più in là della semplice erezione, perchè l'atto ulteriore non corrisponde più alle sensazioni ed alle inclinazioni dell'individuo.

Moll ammette che la tendenza alla pederastia passiva sia favorita da una predisposizione passiva dell'individuo e che non vi sia depravazione propriamente parlando.

Il dottor Chevalier fa così la psicologia del pederasta:

«Nel mondo della pederastia tutto è alla rovescia. Il pederasta vive, sente, pensa, vuole, agisce differentemente dal resto degli uomini, un abisso ne lo separa. Le pratiche contro natura, infatti, hanno per risultato fatale un'alterazione della personalità psichica, consistente essenzialmente in una trasposizione, nel rovesciamento delle qualità caratteristiche del sesso, nell'effeminatezza per tutto dire...

«Nei pederasti si ritrova questa tendenza di invertire le parti nei loro modi di caminare, nei gusti, nei bisogni, nel modo di vestirsi. S'ingegnano ad imitar della donna l'intonazione e la delicatezza della voce, la gentilezza e la civetteria dei gesti. Hanno come lei la passione dell'abbigliamento, delle acconciature, dei colori vivi, dei merletti, dei gioielli e di tutti quei nonnulla che brillano, profumano ed abbelliscono.

[pg 131] «Bisogna vedere questi effeminati nelle loro riunioni mondane, serate danzanti, feste patronali, addii alla vita di giovanotti, fidanzamenti—oh eufemismi!—Si canta, si ricama, si tappezza, si fanno fiori, si chiacchiera, si cicala e sopratutto si dice male del prossimo; e tutto ciò con voce esageratamente melliflua. Le loro scene di gelosia terminano quasi sempre con attacchi di nervi. Conversando si chiamano l'un l'altro: «mia cara, mia bella.»

«Sono invidiosi, vendicativi, capricciosi e in loro nessuna energia, nessuna vitalità, ciò che è sinonimo di nessuna fiducia in sè stessi. Menzogne, delazioni, vigliaccherie, obliterazioni del senso morale, ecco il loro appannaggio. Il disprezzo di sè stessi si collega al timore del disprezzo pubblico.

«Il pederasta congenito non prova per la donna e per l'amore naturale se non repulsione e disgusto; quando l'aberrazione è pienamente istallata l'impotenza di fronte all'altro sesso è quasi radicale. Se i pederasti si sposano o si trovano un'amante, non è se non per una questione di danaro o per salvare le apparenze. In cambio la loro passione contro natura raggiunge talvolta un grado di esaltazione inaudita. Sono gelosi, ma a modo loro, la gelosia in essi è un miscuglio di sensualità in pericolo, di amor proprio ferito e soprattutto di interessi lesi».

Nel romanzoL'Uomo-FemminaG. G. Rocco ci dà un quadro vivissimo della vita dei pederasti. Questo lavoro che è scritto sopra una falsariga scientifica, eccezionalmente rigorosa per una creazione fantastica, ha pagine di una drammaticità insuperabile, e andrebbe certo, dato il grandissimo interesse [pg 132] che suscita nel lettore e l'originalità del soggetto, per le mani di tutti, se non contenesse descrizioni che sono un po' troppo... pei soli adulti.

Le case di tolleranza sono, in grazia delle loro tenitrici, il centro attivo della prostituzione pederasta. Quantunque i regolamenti prescrivano di non dover ricevere alcun cliente minorenne, di non poter tenere in casa alcun fanciullo che abbia raggiunto il sesto anno, foss'anche figlio alla padrona; ma queste proibizioni sono eluse ed i pederasti trovano sempre in simili luoghi i più devoti provveditori delle loro sregolatezze.

È a tal uopoche si vedono stazionare nei caffè, nelle bottiglierie stabilite presso queste case, giovanotti dalla ciera più o meno sospetta, che vanno, vengono sotto pretesto di sbrigare diverse faccende; ragazzi di parrucchieri, di caffettieri, mercanti ambulanti, i quali in fondo non sono che lenoni o prestano il loro corpo all'infame commercio. Le tenitrici della casa per non dar nell'occhio ai vicini, ricorrono alle più grossolane commedie. Talvolta li vestono da donna, tal'altra mettono loro barbe posticcie.

Cosa straordinaria, a Parigi e nella maggior parte delle grandi città, nei quartieri i più mal frequentati sarà difficile che una libera passeggiatrice accetti di abbassarsi ai pratiche sodomitiche; mentre poi in tutte le case di tolleranza il prestarsi a ciò è cosa ordinaria per le donne che vi sono ricoverate. Ed è anche da notarsi che più la casa è lussosa, più la clientela è scelta, e più le abitudini vi sono depravate. Non si indietreggia [pg 133] di fronte a nessuna richiesta antisessuale per bizzarra e degradante che sia.

I francesi chiamanogarçonsgli amanti di cuore dei pederasti e nel proprio gergo essi stessi si chiamano così, e soprattutto quando vivono con deicompiacenti.Il compiacenteobbedisce al bisogno naturale di una compagnia, di un'affezione. Malgrado la depravazione che nasce da una tal disgustevole situazione per l'uomo, malgrado il piacere della concupiscenza che colora tutto agli occhi di quelli che lo praticano, non vi è prostituto maschio, che pari alla donna pubblica, non senta repulsione per l'uomo che lo paga, e daquinasce necessariamente il bisogno di darsi ad un essere il quale non soltanto non pagherà, ma ancora riceverà dei doni da quello che avrà conquistato.

Questa, abiezione nell'abiezione stessa è nondimeno l'unico palliativo che i pederasti trovano fra di loro per rialzarsi nella propria stima. «Quello io lo amo, mi dò a lui per niente» dicono con orgoglio.

Secondo Mantegazza in certe parti del Messico si sposerebbero uomini vestiti da donna, ai quali è proibito di portare le armi.

Secondo Gomora esistevano a Tamalipos case di prostituzione maschile.

Duflot ha trovato questo vizio contro natura comunissimo in California.

La pederastia era generale al Nicaragua. I primi esploratori la riscontrarono al Perù, sulla costa del Gayaquil e nell'America settentrionale.

In molti paesi caldi la pederastia si pratica su fanciulli, e ciò dipende dal fatto che la vagina delle donne diviene di una [pg 134] larghezza eccessiva, e di più la vista dei corpi nudi, e la faciltà delle donne affievoliscono il piacere.

In Cina vi sono case pubbliche destinate alla prostituzione maschile.

Nel 1855 a Lucknow si contavano più di cento case di prostituzione pederastica. In questa città una via era specialmente occupata da eunuchi, i quali si abbandonavano a tale commercio.

La pederastia è frequentissima e ben organizzata in certi punti dell'India dagli eunuchi, gli uomini, a gruppi di cinque a sei e più, vivono in una casa sotto la presidenza dell'eunuco più attempato il quale chiamasiGooroo.

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