NOTE:1.Tacito,Annali, I, 79. —Borghini,Discorsi.2.Zosimo. — Paolo Orosio. — Paolino,Vita di sant’Ambrogio.3.Procopio. — Giornande.— Continuator Marcellini Comitisin Chronico.4.Malespini, cap. 42, 56.5.Nella Cronaca latina del Giudice Sanzanome, la quale finisce l’anno 1231, dove si racconta la guerra dei Fiorentini contro i Fiesolani l’anno 1125, sono due lunghe dicerie dei condottieri delle due parti per animare ciascuno i suoi. Mette innanzi il Fiorentino l’antica originede nobili Romanorum prosapia; e dice, Firenze essere stata edificatane relevaretur civitas Fesulana, pronta agli eccessi e ai malefizi dai primi suoi tempi. Il Fiesolano all’incontro comincia:viri fratres qui ab Italo sumpsistis originem a quo tota Italia esse dicitur derivata, nobilitatem vestram respicite et antiqui loci constantiam. Ricorda il sangue versato per mano dei Romani oppressori e il nobile Catilina co’ suoi, che scelsero morire pugnando piuttosto che vivere fuggendo. Erano vive in quella età le tradizioni che i nuovi tempi dipoi mandarono in dimenticanza.6.VediHöfler,Die Teutschen Päpste. Ratisbona, 1839.7.Il Malespini ed il Villani scrivono che l’Imperatore venisse da Siena, con errore manifesto, dimostrato anche dall’avere egli assalito la città da quella parte che guarda Bologna.8.Villani, lib. IV, cap. 23.9.MalespinieVillani, lib. IV, cap. 25 e seg.10.Fiorentini,Memorie della Contessa Matilde. —Repetti,Dizionario geografico-storico della Toscana, art.Prato.11.Ammirato,Stor. Fior., anno 1102; e sono aggiunte di Scipione Ammirato il Giovane, che secondo ogni verisimiglianza ebbe sott’occhi un documento falso.12.Repetti, articoliPognaeSemifonte. Vedi anche la Cronaca latina del Giudice Sanzanome (Docum. Stor. Ital. ec.), ove è detto avere i Fiorentini a quel tempo (1184) fatto guerra contro al conte Alberto per il castello di Pogna; aggiunge come da quella famiglia, alla venuta di Federigo I,eiusdem imperatoris assumpto vexillo, fosse stato edificato lì presso un altro castello fortissimo col nome di Semifonte; distendendosi nel raccontare, ampollosamente come suole, la guerra fatta contro a quest’ultimo.13.G. Villani, lib. IV, cap. 31.14.Si trovano negliAnnali Pisani, Rerum Ital. Script., tomo VI; e inOttone di Frisinga, lib. VII, cap. 19, il quale conferma l’Annalista Sassone. VediMuratori,Annal., 1134, 1137. Non facciamo troppo caso di un trattato che i Fiorentini l’anno 1140 avrebbero fatto con certo conte Ugerio, nome ignoto, e ignoti i luoghi che ivi si leggono, ma potrebbero essere in Val di Greve. (Ammirato,Storie.)15.Nè di ciò pure è fatto cenno dai cronisti nostri; ma trovasi nellaCronicadi Ottone di Frisinga, seguito dall’Ammirato e dal Muratori.16.Ammirato,Storie.17.Annali Pisani.18.G. Villani, lib. V, cap. 9.19.Malespini, cap. 77.20.G. Villani, lib. V, cap. 12.21.Ammirato,Storie, anno 1197. Sono giunte di Scipione Ammirato il giovane, che ebbe conoscenza, a quel che sembra, dall’atto di lega —Raynald,Annal. Eccles., tomo I. —Malavolti,Storie di Siena, parte I, lib. IV, pag. 44. —Flaminio Dal Borgo,Dissert. Pisan. 4.22.Epist. Innocentii III, che sta nella Vita di quel Papa;Rerum. Ital. Script., tomo III, parte 1.23.Ammirato,Storie.24.Mentre era in piede Semifonte, si diceva: «Firenze fatti in là, chè Semifonte si fa città.» Il quale detto popolare da sè mostrerebbe (se bisogno ve ne fosse) l’idioma parlato già negli ultimi anni del secolo XII avere forma tutta italiana. Ma la Cronaca di quelle guerre, che uscì alle stampe, è scrittura apocrifa.25.Nel libro deiCapitoli del Comune di Firenze, pubblicato l’anno 1866, è l’atto di accomandigia del Comune di Montepulciano, 24 ottobre 1202.26.Ricordano Malespini, cap. 50.27.È una procura fatta a’ 15 maggio 1204 nella persona di Tignoso di Lamberto, uno dei Consoli, a comparire avanti al Papa come procuratore del Comune. (Ammirato,Storie.)28.«Già eran Caponsacchi nel mercatoDiscesi giù da Fiesole.»Dante,Paradiso, canto 15.29.Ammirato,Storie. Vedi agli anni che sono indicati nel testo.30.Cap. 132.31.Cap. 102. —Villani, lib. V, cap. 21.32.Lib. IV, cap. 36.33.Ammirato, anno 1218, 1224.34.Ivi.35.Sanzanome,Cronica.36.G. Villani, lib. VI, cap. 2.37.Chronicon Patavinum, in Muratori.38.Lami,Antichità Toscane, lez. 17.39.Cap. 132.40.Il Malespini (cap. 137) dà la lunga serie delle famiglie che avevano torri: sarebbero state alcune di esse alte fino a 120 braccia.41.Le antiche edizioni e alcuni testi del Malespini farebbero credere che a lui, come uomo di un altro tempo, ciò paresse atto di ribellione.42.L’atto è dei 22 giugno 1251. (Archiv. Stor., tomo IV, parte 2, anno 1866, pag. 36.)43.Archivio di Stato.44.Malespini. — Villani. — Ammirato.45.Malespini, cap. 155. —G. Villani, lib. VI, cap. 62.46.G. Villani, lib. VI, cap. 65.47.Ivi, cap. 69.48.Paradiso, canto XV.49.G. Villani, lib. VI, cap. 74.50.G. Villani, lib. VI, cap. 75.51.Così gli altri storici fiorentini. Sono poi da vedere i Documenti pubblicati dal signor Cesare Paoli. (Bullettino di Storia Patria Municipale, vol. II, fasc. 2. Siena, 1869.)52.Malespini, cap. 171.53.Furono morti due dei Cerchi e due presi, che uno si ricomperò per 1200 fiorini, e l’altro si riscattò in questa forma. «Lui con l’arme che aveva addosso per dilegione fu messo in sur una bilancia, e in sull’altra tanta moneta sanese, e cotanto si ricomprò.» (Cronichetta di Bindaccio dei Cerchi, sta col Bonincontri,Hist. Sicula. —Lami,Deliz. Erud., parte II, pag. 303.)54.G. Villani, lib. VI, cap. 80.55.MalespinieG. Villani, lib. VI, cap. 78, 79 e 80. —Leonardo Aretino, lib. II. —Ammirato, lib. II. —Malavolti,Storie di Siena, lib. I, parte 2. —Cronache Senesi, che fanno seguito all’Istoria di Marcantonio Bellarmati.Siena, 1844.56.«Come asino sape così minuzza rape;Tal va capra zoppa se il lupo non la intoppa.»Malespini, Villani, Dante,Inferno, canto X.57.Villani, lib. VII, cap. 9.58.Epist. Clem. IV.59.Malespini, cap. 190.60.Cronichetta di Bindaccio dei Cerchi. (Lami,Deliz. Erud., parte II, pag. 305.)61.Malespini, cap. 183. —Villani, lib. VII, cap. 13.62.G. Villani.63.Lettere di Clemente IV, in MartèneThesaurum Nov. Anecdot., tomo II, p. 321 e seg.; e vedi intorno a questi fatti un lavoro molto diligente del prof.Bonaini,Giornale Storico degli Archivi Toscani, Vol. II e seg. — Nella Lettera papale dei 12 maggio 1266 è scritto: «Cum igitur (ne, quod absit, novi flores emarceant ex defectu regiminis non suspecti) multorum judicio tam intrinsecis quam extrinsecis civitatis ejusdem (Florentinæ) civibus, utile videatur nostro regi consilio civitatem, nostrâque, saltem ad tempus aliquod, providentia gubernari etc.» — VediAppendiceNº I.64.Il Malespini, presente a quei fatti, riesce più chiaro ma è insieme alquanto più stretto; e nelle parole del Villani sono dubbiezze e forse alcune inverosimiglianze in quanto all’ordine e alla composizione dei Consigli. Vedasi, fra gli altri documenti, quello del 28 agosto 1274, nel registro XXIX deiCapitoli del Comune di Firenze(Archivio Centrale di Stato), a c. 227; e gli altri dei 29 ottobre, 7 novembre 1278, nel detto registro, a c. 356-7.65.Abbiamo a stampa (Delizie degli Eruditi, tomo VII, pag. 203) la descrizione e la stima dei beni e case distrutte e danneggiate dai Ghibellini, che in tutto ammontano a lire grosse 130,736; grande somma per quei tempi, quando si vede una casa avere prezzo di poche lire.66.In un libro detto delChiodo, e pubblicato dal P. Ildefonso (Delizie degli Eruditi, tomo VIII, p. 221), è la lista dei condannati, divisi per sesti e parrocchie.67.G. Villani, lib. VII, cap. 17.68.Sopra era uno Ospizio dei Cavalieri di San Giovanni, ora Villa di Monsoglio, dove è da supporre che il misero giovane passasse l’ultima sua allegra notte.69.Villani, lib. VII, cap. 35.70.G. Villani, lib. VII, cap. 54.71.Di questa celebre pacificazione alcuni atti furono pubblicati nell’Appendice al tomo IX delleDelizie degli Eruditi, ed un compiuto ragguaglio venne poi dato dal prof.Bonaini,Giornale Storico degli Archivi Toscani, tomo III, pag. 174 e seg. L’instrumento originale, sottoscritto di propria mano dal Cardinale e da sei Vescovi, si conserva fra i cimelii dell’Archivio Centrale di Stato, che da pochi anni n’è venuto in possesso.72.G. Villani, lib. VII, cap. 62.73.Abbiamo nel vol. IX, pag. 270, della più volte citata raccolta del P. Ildefonso, il diploma di Rodolfo per la elezione di due vicari o luogotenenti suoi nella Toscana, da valere anche per un solo; la quale elezione è confermata da un breve di Martino IV, nel primo anno del pontificato suo.74.G. Villani, lib. VII, cap. 79.75.G. Villani, lib. VII, cap. 13.76.NelleDeliz. Erud. Tosc., IX, 256, è un assai notabile Discorso intorno al Governo di Firenze, ma che vale anche per altri tempi, e può essere utile a consultare in quanto concerne i Consigli e gli Ufizi minori. — Vedi Appendice Nº II.77.VillanieAmmirato.78.«Hic est modus faciendi Exercitum per Commune Florentiæ, inventus per Mercatores Florentiæ, pro meliori et utiliori statu et commodo civitatis, et Artificum et Artium ac totius Mercantiæ civitatis prædictæ. In primis: quod placeat vobis facere firmare omnes et singulas apothecas etc.» —Delizie degli Eruditi, tomo XI, pag. 199.79.Da un cenno che si trova nellaCronacadelloStefani(lib. I, rub. 268) appare che allora quando le cavallate doveano uscire dalla città, si mettesse una candela alla porta, e che il mancante alla chiamata avesse pena del piè: ciascuno interpreti queste parole a modo suo. Sulle Cavallate Fiorentine dei secoli XIII e XIV abbiamo un pregevole lavoro del signor Cesare Paoli (Arch. Stor., tomo I, parte I, 1865).80.Dino Compagni, lib. I.81.G. Villani, lib. VII, cap. 131.82.Dante nelPurgatorio, con poetica maravigliosa invenzione e con affetto pietoso, descrive la morte di questo giovine cavaliero, e la scomparsa del suo cadavere ricoperto dalle acque e dalla melma di un torrente. Noi questa battaglia abbiamo narrata in gran parte con le parole tanto vive e colorate del Compagni, o mantenendo la efficace semplicità del Villani.83.Villani, lib. VII, cap. 131.84.A uno di questi intervenne Dante, che vide uscire patteggiati di Caprona i fanti pisani.85.G. Villani, lib. VII, cap. 89, 132.86.Vedi, tra gli altri, lib. VII, cap. 145, dove racconta la perdita d’Acri (an. 1291) e le cagioni di essa, «avutane relazione da uomini degni di fede, nostri cittadini e mercatanti, che in quelli tempi erano in Acri.»87.Repetti,Dizionario della Toscana, art.Montopoli.88.Qui una volta per sempre dobbiamo notare come in Firenze l’anno cominciasse ai 25 di marzo: quel giorno 15 di febbraio era qui dunque tuttora dell’anno 1292, ma noi scriviamo le date secondo lo stile comune.89.Il prof.Bonainipubblicava gliOrdinamenti di giustiziadel 1293, (Nuova Serie dell’Archivio Storico Italiano, vol. I, 1855) con le successive provvisioni per cui vennero afforzati; non che le consulte che in più tempi si fecero a tal fine, con tutti gli atti di queste consulte e i nomi dei cittadini che ivi esposero i pareri loro: tra’ quali due volte a’ 14 aprile del 1301 ed una ai 13 di settembre dello stesso anno, è il nome di Dante Alighieri. Lavoro diligente e utile soprammodo, a cui rimandiamo tra’ nostri lettori quelli che volessero avere contezza più intera e minuta di questo punto capitalissimo nell’istoria nostra. — LoStatuto Fiorentino, compilato l’anno 1415 dall’insigne giureconsultoPaolo da Castro, e pubblicato in Firenze con la data di Friburgo l’anno 1778, vol. III, in-4, (tomo I, pag. 407-516) comprende questi ordini contro a’ grandi, quali vigevano infino al tempo suo, ed il novero delle famiglie fatte di grandi, con la indicazione dei tempi in cui vennero esse a patire tale condanna. — Vedi anche leProvvisionio Statuti, pubblicati dalP. Ildefonso, tomo IX, pag. 305, sino alla fine del volume: è tra le altre (pag. 341) l’estratto di unaprovvigioneper la quale,in beneficium popularium et debilium contra magnates, è vietato al Potestà e al Capitano (dei quali poco si fidavano per essere eglino di case nobili) procedere contro ai malefizi commessi prima della battaglia di Montaperti, a quelli cioè fatti da uomini popolani sotto al governo di parte guelfa.90.NelloStatuto Fiorentino, tomo III, pag. 692, è il registro di oltre quaranta Leghe del contado e distretto di Firenze con la descrizione delle parrocchie e popoli e dei luoghi che le componevano. — Come la Repubblica si governasse verso i Comuni a lei soggetti, si vede, tra gli altri, da un curioso documento (Registro di Letteredel 1308 presso di noi) nel quale vengono ammoniti severamente certi Comuni perchè usavano misure e pesi diversi da quei di Firenze: il che veniva a mostraresemiplenam devotionem, aut incuriam, aut animorum dissonantiam, e si temeva che nuocesse ai commerci della Repubblica: adottassero pertanto le misure fiorentine sotto la pena di mille lire.91.VediCronacadiPaolino di Piero, nei tomi aggiunti alla collezione degliScriptores Rer. Ital., e l’edizione di Roma 1755.92.Villani, lib. VIII, cap. 8. —March. Stefani, lib. III, rub. 204.93.Dino Compagni, lib. I, pag. 12.94.Ammirato,Storie, lib. IV, ann. 1295.95.Lib. VIII, cap. 8.96.Dino Compagni, lib. I.97.Villani, lib. VIII, cap. 39.98.Dino Compagni, lib. I.99.Questi nomi, stando allaCronacadiPaolino di Piero, sarebbono esistiti in Firenze sino dall’anno 1297, venuti da Pistoia o nati in quale altro si voglia modo.100.Compagni, lib. I. —G. Villani, lib. VIII.101.Intorno al tempo di questo confine dato agli uomini delle due parti contradice Dino molto al Villani ed allo Stefani, i quali pongono tutto questo fatto assai più tardi. Noi fummo incerti quale seguire, perchè il Villani, generalmente, è quanto ai tempi meglio ordinato; laddove il Compagni vivo ed ingenuo narratore delle cose dove egli ebbe parte, dispone sovente male la serie degli eventi, o furono questi male disposti da chi sopra una informe copia metteva insieme quella istoria: nè in tutto a questa potemmo aderire, e quello stesso ordine a cui ci attenemmo non è senza qualche difficoltà o dubbiezza. Ma noi lo teniamo sostanzialmente per vero, nè i nostri lettori vogliamo partecipi di quella lunga pazienza che fu da noi posta nel minuto esame dei singoli fatti. Ci avea preceduto lodevolmente in molta parteCesare BalbonellaVita di Dante Alighieri.102.Villani, lib. VIII, cap. 42.103.Dino Compagni, in fine al lib. I.104.G. Villani, lib. VIII, cap. 44, 45.105.L’ambasceria dovette essere andata dopo al 13 di settembre, perchè in quel giorno Dante sedeva e diceva il suo parere in una consulta pubblicata dal Bonaini (Archiv. Stor. Ital., nuova serie, tomo I, pag. 82).106.Dino Compagni, lib. II.107.Dino veramente scrive il 4 novembre, ma noi seguiamo il Villani con tutti gli altri, perchè la data del 4 non lascerebbe spazio bastante ai fatti posteriori. E così pure fece il Balbo, non senza avere, come noi, molto ondeggiato innanzi di risolversi, perchè in tanta confusione di date rimane sempre uno spazio largo al dubitare. — Crediamo prossima la pubblicazione di nuovi lavori intorno a Dino Compagni del professor Del Lungo, da cui potranno questi fatti avere ulteriori schiarimenti.108.Giovanni Villani, ch’era presente in Santa Maria Novella, scrive da quel Parlamento essere stata rimessa in Carlo lasignoria e guardia della città. Ma noi crediamo fossero quelle parole di onore: nè Carlo in Firenze ebbe vera e propria signoria, avendo anzi chiesto più tardi guardare la sola parte d’oltrarno, dove egli dimorava: e i nuovi Priori, scrive il Compagni che furono eletti dai vecchi in palagio. Ma qui pure la narrazione di Dino non riesce chiara abbastanza nè ordinata, senza però che le incertezze importino molto al giudizio dell’istoria.109.Dino Compagni, lib. II.110.Bindaccio dei Cerchi, nellaCronichetta di Famiglia, scrive messer Vieri essere stato tradito da uno dei Frescobaldi, che a lui doveva diciassette mila fiorini e gli voltò contro la furia del popolo. (Lami,Deliciæ Erud., Hist. Siculæ,part. II.)111.Parrebbe che fosse reo e che fuggisse questo Pier Ferrante; imperocchè nelle postille dell’Ammirato, le quali sono tratte da documenti, si legge un trattato del mese di marzo susseguente tra lui ed alcuni capi dei bianchi per fare guerra alla città rimettendovi la parte cacciata.112.Deliz. Erud., tomo X, pag. 93.113.L’atroce giurisprudenza usata in que’ tempi contro ai ribelli e agli sbanditi è da vedere nelloStatuto Fiorentino, tomo I, pag. 362 e 66 ed in più luoghi. Potevano essere impunemente offesi....usque ad mortem etiam per assassinum vel assassinos in quacumque parte mundi; e gli uccisori avevano premio: chi ricettasse uno sbandito era soggetto a gravi pene.114.Dino Compagni. — G. Villani. — Marchionne Stefani. — Cesare Balbo,Vita di Dante. —Pietro Fraticelli,Storia della Vita di Dante; Firenze, 1861.115.Dino Compagni, lib. III.116.«I Lucchesi erano arbitri e non signori, benchè avessero le chiavi e il dominio perchè dentro nè fuori non entrasse persona che avesse a contaminare nulla — mandavano i bandi da parte del Comune di Lucca — di che sdegnato uno in Mercato nuovo, diè un colpo di una spada al banditore e disse: Porta questo a Lucca e offerilo a santa Zita.» (Stefani, lib. IV, pag. 35.)117.G. Villani, lib. VIII, cap. 70.118.RicordidiFilippo di Cino Rinuccini.119.G. Villani, lib. VIII. —Compagni, lib. III.120.Scipione Ammiratoriferisce la condanna d’un figlio di Guido e d’un altro Cavalcanti, data nel 1303, ma della quale fu poi sospesa l’esecuzione in grazia di ambasciatori senesi mossi «dalla nobiltà della famiglia e dalla sua devozione alla Chiesa,» sempre però che i Cavalcanti non più si unissero ai Ghibellini.121.Abbiamo il trattato con gli Ubaldini, dove tra gli altri sottoscritti si legge, ma in copia, il nome di Dante Alighieri.122.Ammirato,Storie, an. 1303.123.Dino Compagni.124.Balbo,Vita di Dante. —Fraticelli,Storia della Vita di Dante.125.Villani, lib. VIII, cap. 82. —Compagni, lib. III. —Storie Pistolesi.126.Vedi, per la istituzione dell’Esecutore, la già citata pubblicazione del prof.Bonainiintorno agli Ordini della Giustizia;Archivio Storico, nuova serie, tomo I, 1855. — E loStatuto Fiorentino, tomo I, pag. 407 e segg.127.Villani, lib. VIII, cap. 89. —Dino, lib. III.
1.Tacito,Annali, I, 79. —Borghini,Discorsi.
1.Tacito,Annali, I, 79. —Borghini,Discorsi.
2.Zosimo. — Paolo Orosio. — Paolino,Vita di sant’Ambrogio.
2.Zosimo. — Paolo Orosio. — Paolino,Vita di sant’Ambrogio.
3.Procopio. — Giornande.— Continuator Marcellini Comitisin Chronico.
3.Procopio. — Giornande.— Continuator Marcellini Comitisin Chronico.
4.Malespini, cap. 42, 56.
4.Malespini, cap. 42, 56.
5.Nella Cronaca latina del Giudice Sanzanome, la quale finisce l’anno 1231, dove si racconta la guerra dei Fiorentini contro i Fiesolani l’anno 1125, sono due lunghe dicerie dei condottieri delle due parti per animare ciascuno i suoi. Mette innanzi il Fiorentino l’antica originede nobili Romanorum prosapia; e dice, Firenze essere stata edificatane relevaretur civitas Fesulana, pronta agli eccessi e ai malefizi dai primi suoi tempi. Il Fiesolano all’incontro comincia:viri fratres qui ab Italo sumpsistis originem a quo tota Italia esse dicitur derivata, nobilitatem vestram respicite et antiqui loci constantiam. Ricorda il sangue versato per mano dei Romani oppressori e il nobile Catilina co’ suoi, che scelsero morire pugnando piuttosto che vivere fuggendo. Erano vive in quella età le tradizioni che i nuovi tempi dipoi mandarono in dimenticanza.
5.Nella Cronaca latina del Giudice Sanzanome, la quale finisce l’anno 1231, dove si racconta la guerra dei Fiorentini contro i Fiesolani l’anno 1125, sono due lunghe dicerie dei condottieri delle due parti per animare ciascuno i suoi. Mette innanzi il Fiorentino l’antica originede nobili Romanorum prosapia; e dice, Firenze essere stata edificatane relevaretur civitas Fesulana, pronta agli eccessi e ai malefizi dai primi suoi tempi. Il Fiesolano all’incontro comincia:viri fratres qui ab Italo sumpsistis originem a quo tota Italia esse dicitur derivata, nobilitatem vestram respicite et antiqui loci constantiam. Ricorda il sangue versato per mano dei Romani oppressori e il nobile Catilina co’ suoi, che scelsero morire pugnando piuttosto che vivere fuggendo. Erano vive in quella età le tradizioni che i nuovi tempi dipoi mandarono in dimenticanza.
6.VediHöfler,Die Teutschen Päpste. Ratisbona, 1839.
6.VediHöfler,Die Teutschen Päpste. Ratisbona, 1839.
7.Il Malespini ed il Villani scrivono che l’Imperatore venisse da Siena, con errore manifesto, dimostrato anche dall’avere egli assalito la città da quella parte che guarda Bologna.
7.Il Malespini ed il Villani scrivono che l’Imperatore venisse da Siena, con errore manifesto, dimostrato anche dall’avere egli assalito la città da quella parte che guarda Bologna.
8.Villani, lib. IV, cap. 23.
8.Villani, lib. IV, cap. 23.
9.MalespinieVillani, lib. IV, cap. 25 e seg.
9.MalespinieVillani, lib. IV, cap. 25 e seg.
10.Fiorentini,Memorie della Contessa Matilde. —Repetti,Dizionario geografico-storico della Toscana, art.Prato.
10.Fiorentini,Memorie della Contessa Matilde. —Repetti,Dizionario geografico-storico della Toscana, art.Prato.
11.Ammirato,Stor. Fior., anno 1102; e sono aggiunte di Scipione Ammirato il Giovane, che secondo ogni verisimiglianza ebbe sott’occhi un documento falso.
11.Ammirato,Stor. Fior., anno 1102; e sono aggiunte di Scipione Ammirato il Giovane, che secondo ogni verisimiglianza ebbe sott’occhi un documento falso.
12.Repetti, articoliPognaeSemifonte. Vedi anche la Cronaca latina del Giudice Sanzanome (Docum. Stor. Ital. ec.), ove è detto avere i Fiorentini a quel tempo (1184) fatto guerra contro al conte Alberto per il castello di Pogna; aggiunge come da quella famiglia, alla venuta di Federigo I,eiusdem imperatoris assumpto vexillo, fosse stato edificato lì presso un altro castello fortissimo col nome di Semifonte; distendendosi nel raccontare, ampollosamente come suole, la guerra fatta contro a quest’ultimo.
12.Repetti, articoliPognaeSemifonte. Vedi anche la Cronaca latina del Giudice Sanzanome (Docum. Stor. Ital. ec.), ove è detto avere i Fiorentini a quel tempo (1184) fatto guerra contro al conte Alberto per il castello di Pogna; aggiunge come da quella famiglia, alla venuta di Federigo I,eiusdem imperatoris assumpto vexillo, fosse stato edificato lì presso un altro castello fortissimo col nome di Semifonte; distendendosi nel raccontare, ampollosamente come suole, la guerra fatta contro a quest’ultimo.
13.G. Villani, lib. IV, cap. 31.
13.G. Villani, lib. IV, cap. 31.
14.Si trovano negliAnnali Pisani, Rerum Ital. Script., tomo VI; e inOttone di Frisinga, lib. VII, cap. 19, il quale conferma l’Annalista Sassone. VediMuratori,Annal., 1134, 1137. Non facciamo troppo caso di un trattato che i Fiorentini l’anno 1140 avrebbero fatto con certo conte Ugerio, nome ignoto, e ignoti i luoghi che ivi si leggono, ma potrebbero essere in Val di Greve. (Ammirato,Storie.)
14.Si trovano negliAnnali Pisani, Rerum Ital. Script., tomo VI; e inOttone di Frisinga, lib. VII, cap. 19, il quale conferma l’Annalista Sassone. VediMuratori,Annal., 1134, 1137. Non facciamo troppo caso di un trattato che i Fiorentini l’anno 1140 avrebbero fatto con certo conte Ugerio, nome ignoto, e ignoti i luoghi che ivi si leggono, ma potrebbero essere in Val di Greve. (Ammirato,Storie.)
15.Nè di ciò pure è fatto cenno dai cronisti nostri; ma trovasi nellaCronicadi Ottone di Frisinga, seguito dall’Ammirato e dal Muratori.
15.Nè di ciò pure è fatto cenno dai cronisti nostri; ma trovasi nellaCronicadi Ottone di Frisinga, seguito dall’Ammirato e dal Muratori.
16.Ammirato,Storie.
16.Ammirato,Storie.
17.Annali Pisani.
17.Annali Pisani.
18.G. Villani, lib. V, cap. 9.
18.G. Villani, lib. V, cap. 9.
19.Malespini, cap. 77.
19.Malespini, cap. 77.
20.G. Villani, lib. V, cap. 12.
20.G. Villani, lib. V, cap. 12.
21.Ammirato,Storie, anno 1197. Sono giunte di Scipione Ammirato il giovane, che ebbe conoscenza, a quel che sembra, dall’atto di lega —Raynald,Annal. Eccles., tomo I. —Malavolti,Storie di Siena, parte I, lib. IV, pag. 44. —Flaminio Dal Borgo,Dissert. Pisan. 4.
21.Ammirato,Storie, anno 1197. Sono giunte di Scipione Ammirato il giovane, che ebbe conoscenza, a quel che sembra, dall’atto di lega —Raynald,Annal. Eccles., tomo I. —Malavolti,Storie di Siena, parte I, lib. IV, pag. 44. —Flaminio Dal Borgo,Dissert. Pisan. 4.
22.Epist. Innocentii III, che sta nella Vita di quel Papa;Rerum. Ital. Script., tomo III, parte 1.
22.Epist. Innocentii III, che sta nella Vita di quel Papa;Rerum. Ital. Script., tomo III, parte 1.
23.Ammirato,Storie.
23.Ammirato,Storie.
24.Mentre era in piede Semifonte, si diceva: «Firenze fatti in là, chè Semifonte si fa città.» Il quale detto popolare da sè mostrerebbe (se bisogno ve ne fosse) l’idioma parlato già negli ultimi anni del secolo XII avere forma tutta italiana. Ma la Cronaca di quelle guerre, che uscì alle stampe, è scrittura apocrifa.
24.Mentre era in piede Semifonte, si diceva: «Firenze fatti in là, chè Semifonte si fa città.» Il quale detto popolare da sè mostrerebbe (se bisogno ve ne fosse) l’idioma parlato già negli ultimi anni del secolo XII avere forma tutta italiana. Ma la Cronaca di quelle guerre, che uscì alle stampe, è scrittura apocrifa.
25.Nel libro deiCapitoli del Comune di Firenze, pubblicato l’anno 1866, è l’atto di accomandigia del Comune di Montepulciano, 24 ottobre 1202.
25.Nel libro deiCapitoli del Comune di Firenze, pubblicato l’anno 1866, è l’atto di accomandigia del Comune di Montepulciano, 24 ottobre 1202.
26.Ricordano Malespini, cap. 50.
26.Ricordano Malespini, cap. 50.
27.È una procura fatta a’ 15 maggio 1204 nella persona di Tignoso di Lamberto, uno dei Consoli, a comparire avanti al Papa come procuratore del Comune. (Ammirato,Storie.)
27.È una procura fatta a’ 15 maggio 1204 nella persona di Tignoso di Lamberto, uno dei Consoli, a comparire avanti al Papa come procuratore del Comune. (Ammirato,Storie.)
28.«Già eran Caponsacchi nel mercatoDiscesi giù da Fiesole.»Dante,Paradiso, canto 15.
28.
«Già eran Caponsacchi nel mercatoDiscesi giù da Fiesole.»Dante,Paradiso, canto 15.
«Già eran Caponsacchi nel mercatoDiscesi giù da Fiesole.»Dante,Paradiso, canto 15.
«Già eran Caponsacchi nel mercato
Discesi giù da Fiesole.»
Dante,Paradiso, canto 15.
29.Ammirato,Storie. Vedi agli anni che sono indicati nel testo.
29.Ammirato,Storie. Vedi agli anni che sono indicati nel testo.
30.Cap. 132.
30.Cap. 132.
31.Cap. 102. —Villani, lib. V, cap. 21.
31.Cap. 102. —Villani, lib. V, cap. 21.
32.Lib. IV, cap. 36.
32.Lib. IV, cap. 36.
33.Ammirato, anno 1218, 1224.
33.Ammirato, anno 1218, 1224.
34.Ivi.
34.Ivi.
35.Sanzanome,Cronica.
35.Sanzanome,Cronica.
36.G. Villani, lib. VI, cap. 2.
36.G. Villani, lib. VI, cap. 2.
37.Chronicon Patavinum, in Muratori.
37.Chronicon Patavinum, in Muratori.
38.Lami,Antichità Toscane, lez. 17.
38.Lami,Antichità Toscane, lez. 17.
39.Cap. 132.
39.Cap. 132.
40.Il Malespini (cap. 137) dà la lunga serie delle famiglie che avevano torri: sarebbero state alcune di esse alte fino a 120 braccia.
40.Il Malespini (cap. 137) dà la lunga serie delle famiglie che avevano torri: sarebbero state alcune di esse alte fino a 120 braccia.
41.Le antiche edizioni e alcuni testi del Malespini farebbero credere che a lui, come uomo di un altro tempo, ciò paresse atto di ribellione.
41.Le antiche edizioni e alcuni testi del Malespini farebbero credere che a lui, come uomo di un altro tempo, ciò paresse atto di ribellione.
42.L’atto è dei 22 giugno 1251. (Archiv. Stor., tomo IV, parte 2, anno 1866, pag. 36.)
42.L’atto è dei 22 giugno 1251. (Archiv. Stor., tomo IV, parte 2, anno 1866, pag. 36.)
43.Archivio di Stato.
43.Archivio di Stato.
44.Malespini. — Villani. — Ammirato.
44.Malespini. — Villani. — Ammirato.
45.Malespini, cap. 155. —G. Villani, lib. VI, cap. 62.
45.Malespini, cap. 155. —G. Villani, lib. VI, cap. 62.
46.G. Villani, lib. VI, cap. 65.
46.G. Villani, lib. VI, cap. 65.
47.Ivi, cap. 69.
47.Ivi, cap. 69.
48.Paradiso, canto XV.
48.Paradiso, canto XV.
49.G. Villani, lib. VI, cap. 74.
49.G. Villani, lib. VI, cap. 74.
50.G. Villani, lib. VI, cap. 75.
50.G. Villani, lib. VI, cap. 75.
51.Così gli altri storici fiorentini. Sono poi da vedere i Documenti pubblicati dal signor Cesare Paoli. (Bullettino di Storia Patria Municipale, vol. II, fasc. 2. Siena, 1869.)
51.Così gli altri storici fiorentini. Sono poi da vedere i Documenti pubblicati dal signor Cesare Paoli. (Bullettino di Storia Patria Municipale, vol. II, fasc. 2. Siena, 1869.)
52.Malespini, cap. 171.
52.Malespini, cap. 171.
53.Furono morti due dei Cerchi e due presi, che uno si ricomperò per 1200 fiorini, e l’altro si riscattò in questa forma. «Lui con l’arme che aveva addosso per dilegione fu messo in sur una bilancia, e in sull’altra tanta moneta sanese, e cotanto si ricomprò.» (Cronichetta di Bindaccio dei Cerchi, sta col Bonincontri,Hist. Sicula. —Lami,Deliz. Erud., parte II, pag. 303.)
53.Furono morti due dei Cerchi e due presi, che uno si ricomperò per 1200 fiorini, e l’altro si riscattò in questa forma. «Lui con l’arme che aveva addosso per dilegione fu messo in sur una bilancia, e in sull’altra tanta moneta sanese, e cotanto si ricomprò.» (Cronichetta di Bindaccio dei Cerchi, sta col Bonincontri,Hist. Sicula. —Lami,Deliz. Erud., parte II, pag. 303.)
54.G. Villani, lib. VI, cap. 80.
54.G. Villani, lib. VI, cap. 80.
55.MalespinieG. Villani, lib. VI, cap. 78, 79 e 80. —Leonardo Aretino, lib. II. —Ammirato, lib. II. —Malavolti,Storie di Siena, lib. I, parte 2. —Cronache Senesi, che fanno seguito all’Istoria di Marcantonio Bellarmati.Siena, 1844.
55.MalespinieG. Villani, lib. VI, cap. 78, 79 e 80. —Leonardo Aretino, lib. II. —Ammirato, lib. II. —Malavolti,Storie di Siena, lib. I, parte 2. —Cronache Senesi, che fanno seguito all’Istoria di Marcantonio Bellarmati.Siena, 1844.
56.«Come asino sape così minuzza rape;Tal va capra zoppa se il lupo non la intoppa.»Malespini, Villani, Dante,Inferno, canto X.
56.
«Come asino sape così minuzza rape;Tal va capra zoppa se il lupo non la intoppa.»Malespini, Villani, Dante,Inferno, canto X.
«Come asino sape così minuzza rape;Tal va capra zoppa se il lupo non la intoppa.»Malespini, Villani, Dante,Inferno, canto X.
«Come asino sape così minuzza rape;
Tal va capra zoppa se il lupo non la intoppa.»
Malespini, Villani, Dante,Inferno, canto X.
57.Villani, lib. VII, cap. 9.
57.Villani, lib. VII, cap. 9.
58.Epist. Clem. IV.
58.Epist. Clem. IV.
59.Malespini, cap. 190.
59.Malespini, cap. 190.
60.Cronichetta di Bindaccio dei Cerchi. (Lami,Deliz. Erud., parte II, pag. 305.)
60.Cronichetta di Bindaccio dei Cerchi. (Lami,Deliz. Erud., parte II, pag. 305.)
61.Malespini, cap. 183. —Villani, lib. VII, cap. 13.
61.Malespini, cap. 183. —Villani, lib. VII, cap. 13.
62.G. Villani.
62.G. Villani.
63.Lettere di Clemente IV, in MartèneThesaurum Nov. Anecdot., tomo II, p. 321 e seg.; e vedi intorno a questi fatti un lavoro molto diligente del prof.Bonaini,Giornale Storico degli Archivi Toscani, Vol. II e seg. — Nella Lettera papale dei 12 maggio 1266 è scritto: «Cum igitur (ne, quod absit, novi flores emarceant ex defectu regiminis non suspecti) multorum judicio tam intrinsecis quam extrinsecis civitatis ejusdem (Florentinæ) civibus, utile videatur nostro regi consilio civitatem, nostrâque, saltem ad tempus aliquod, providentia gubernari etc.» — VediAppendiceNº I.
63.Lettere di Clemente IV, in MartèneThesaurum Nov. Anecdot., tomo II, p. 321 e seg.; e vedi intorno a questi fatti un lavoro molto diligente del prof.Bonaini,Giornale Storico degli Archivi Toscani, Vol. II e seg. — Nella Lettera papale dei 12 maggio 1266 è scritto: «Cum igitur (ne, quod absit, novi flores emarceant ex defectu regiminis non suspecti) multorum judicio tam intrinsecis quam extrinsecis civitatis ejusdem (Florentinæ) civibus, utile videatur nostro regi consilio civitatem, nostrâque, saltem ad tempus aliquod, providentia gubernari etc.» — VediAppendiceNº I.
64.Il Malespini, presente a quei fatti, riesce più chiaro ma è insieme alquanto più stretto; e nelle parole del Villani sono dubbiezze e forse alcune inverosimiglianze in quanto all’ordine e alla composizione dei Consigli. Vedasi, fra gli altri documenti, quello del 28 agosto 1274, nel registro XXIX deiCapitoli del Comune di Firenze(Archivio Centrale di Stato), a c. 227; e gli altri dei 29 ottobre, 7 novembre 1278, nel detto registro, a c. 356-7.
64.Il Malespini, presente a quei fatti, riesce più chiaro ma è insieme alquanto più stretto; e nelle parole del Villani sono dubbiezze e forse alcune inverosimiglianze in quanto all’ordine e alla composizione dei Consigli. Vedasi, fra gli altri documenti, quello del 28 agosto 1274, nel registro XXIX deiCapitoli del Comune di Firenze(Archivio Centrale di Stato), a c. 227; e gli altri dei 29 ottobre, 7 novembre 1278, nel detto registro, a c. 356-7.
65.Abbiamo a stampa (Delizie degli Eruditi, tomo VII, pag. 203) la descrizione e la stima dei beni e case distrutte e danneggiate dai Ghibellini, che in tutto ammontano a lire grosse 130,736; grande somma per quei tempi, quando si vede una casa avere prezzo di poche lire.
65.Abbiamo a stampa (Delizie degli Eruditi, tomo VII, pag. 203) la descrizione e la stima dei beni e case distrutte e danneggiate dai Ghibellini, che in tutto ammontano a lire grosse 130,736; grande somma per quei tempi, quando si vede una casa avere prezzo di poche lire.
66.In un libro detto delChiodo, e pubblicato dal P. Ildefonso (Delizie degli Eruditi, tomo VIII, p. 221), è la lista dei condannati, divisi per sesti e parrocchie.
66.In un libro detto delChiodo, e pubblicato dal P. Ildefonso (Delizie degli Eruditi, tomo VIII, p. 221), è la lista dei condannati, divisi per sesti e parrocchie.
67.G. Villani, lib. VII, cap. 17.
67.G. Villani, lib. VII, cap. 17.
68.Sopra era uno Ospizio dei Cavalieri di San Giovanni, ora Villa di Monsoglio, dove è da supporre che il misero giovane passasse l’ultima sua allegra notte.
68.Sopra era uno Ospizio dei Cavalieri di San Giovanni, ora Villa di Monsoglio, dove è da supporre che il misero giovane passasse l’ultima sua allegra notte.
69.Villani, lib. VII, cap. 35.
69.Villani, lib. VII, cap. 35.
70.G. Villani, lib. VII, cap. 54.
70.G. Villani, lib. VII, cap. 54.
71.Di questa celebre pacificazione alcuni atti furono pubblicati nell’Appendice al tomo IX delleDelizie degli Eruditi, ed un compiuto ragguaglio venne poi dato dal prof.Bonaini,Giornale Storico degli Archivi Toscani, tomo III, pag. 174 e seg. L’instrumento originale, sottoscritto di propria mano dal Cardinale e da sei Vescovi, si conserva fra i cimelii dell’Archivio Centrale di Stato, che da pochi anni n’è venuto in possesso.
71.Di questa celebre pacificazione alcuni atti furono pubblicati nell’Appendice al tomo IX delleDelizie degli Eruditi, ed un compiuto ragguaglio venne poi dato dal prof.Bonaini,Giornale Storico degli Archivi Toscani, tomo III, pag. 174 e seg. L’instrumento originale, sottoscritto di propria mano dal Cardinale e da sei Vescovi, si conserva fra i cimelii dell’Archivio Centrale di Stato, che da pochi anni n’è venuto in possesso.
72.G. Villani, lib. VII, cap. 62.
72.G. Villani, lib. VII, cap. 62.
73.Abbiamo nel vol. IX, pag. 270, della più volte citata raccolta del P. Ildefonso, il diploma di Rodolfo per la elezione di due vicari o luogotenenti suoi nella Toscana, da valere anche per un solo; la quale elezione è confermata da un breve di Martino IV, nel primo anno del pontificato suo.
73.Abbiamo nel vol. IX, pag. 270, della più volte citata raccolta del P. Ildefonso, il diploma di Rodolfo per la elezione di due vicari o luogotenenti suoi nella Toscana, da valere anche per un solo; la quale elezione è confermata da un breve di Martino IV, nel primo anno del pontificato suo.
74.G. Villani, lib. VII, cap. 79.
74.G. Villani, lib. VII, cap. 79.
75.G. Villani, lib. VII, cap. 13.
75.G. Villani, lib. VII, cap. 13.
76.NelleDeliz. Erud. Tosc., IX, 256, è un assai notabile Discorso intorno al Governo di Firenze, ma che vale anche per altri tempi, e può essere utile a consultare in quanto concerne i Consigli e gli Ufizi minori. — Vedi Appendice Nº II.
76.NelleDeliz. Erud. Tosc., IX, 256, è un assai notabile Discorso intorno al Governo di Firenze, ma che vale anche per altri tempi, e può essere utile a consultare in quanto concerne i Consigli e gli Ufizi minori. — Vedi Appendice Nº II.
77.VillanieAmmirato.
77.VillanieAmmirato.
78.«Hic est modus faciendi Exercitum per Commune Florentiæ, inventus per Mercatores Florentiæ, pro meliori et utiliori statu et commodo civitatis, et Artificum et Artium ac totius Mercantiæ civitatis prædictæ. In primis: quod placeat vobis facere firmare omnes et singulas apothecas etc.» —Delizie degli Eruditi, tomo XI, pag. 199.
78.«Hic est modus faciendi Exercitum per Commune Florentiæ, inventus per Mercatores Florentiæ, pro meliori et utiliori statu et commodo civitatis, et Artificum et Artium ac totius Mercantiæ civitatis prædictæ. In primis: quod placeat vobis facere firmare omnes et singulas apothecas etc.» —Delizie degli Eruditi, tomo XI, pag. 199.
79.Da un cenno che si trova nellaCronacadelloStefani(lib. I, rub. 268) appare che allora quando le cavallate doveano uscire dalla città, si mettesse una candela alla porta, e che il mancante alla chiamata avesse pena del piè: ciascuno interpreti queste parole a modo suo. Sulle Cavallate Fiorentine dei secoli XIII e XIV abbiamo un pregevole lavoro del signor Cesare Paoli (Arch. Stor., tomo I, parte I, 1865).
79.Da un cenno che si trova nellaCronacadelloStefani(lib. I, rub. 268) appare che allora quando le cavallate doveano uscire dalla città, si mettesse una candela alla porta, e che il mancante alla chiamata avesse pena del piè: ciascuno interpreti queste parole a modo suo. Sulle Cavallate Fiorentine dei secoli XIII e XIV abbiamo un pregevole lavoro del signor Cesare Paoli (Arch. Stor., tomo I, parte I, 1865).
80.Dino Compagni, lib. I.
80.Dino Compagni, lib. I.
81.G. Villani, lib. VII, cap. 131.
81.G. Villani, lib. VII, cap. 131.
82.Dante nelPurgatorio, con poetica maravigliosa invenzione e con affetto pietoso, descrive la morte di questo giovine cavaliero, e la scomparsa del suo cadavere ricoperto dalle acque e dalla melma di un torrente. Noi questa battaglia abbiamo narrata in gran parte con le parole tanto vive e colorate del Compagni, o mantenendo la efficace semplicità del Villani.
82.Dante nelPurgatorio, con poetica maravigliosa invenzione e con affetto pietoso, descrive la morte di questo giovine cavaliero, e la scomparsa del suo cadavere ricoperto dalle acque e dalla melma di un torrente. Noi questa battaglia abbiamo narrata in gran parte con le parole tanto vive e colorate del Compagni, o mantenendo la efficace semplicità del Villani.
83.Villani, lib. VII, cap. 131.
83.Villani, lib. VII, cap. 131.
84.A uno di questi intervenne Dante, che vide uscire patteggiati di Caprona i fanti pisani.
84.A uno di questi intervenne Dante, che vide uscire patteggiati di Caprona i fanti pisani.
85.G. Villani, lib. VII, cap. 89, 132.
85.G. Villani, lib. VII, cap. 89, 132.
86.Vedi, tra gli altri, lib. VII, cap. 145, dove racconta la perdita d’Acri (an. 1291) e le cagioni di essa, «avutane relazione da uomini degni di fede, nostri cittadini e mercatanti, che in quelli tempi erano in Acri.»
86.Vedi, tra gli altri, lib. VII, cap. 145, dove racconta la perdita d’Acri (an. 1291) e le cagioni di essa, «avutane relazione da uomini degni di fede, nostri cittadini e mercatanti, che in quelli tempi erano in Acri.»
87.Repetti,Dizionario della Toscana, art.Montopoli.
87.Repetti,Dizionario della Toscana, art.Montopoli.
88.Qui una volta per sempre dobbiamo notare come in Firenze l’anno cominciasse ai 25 di marzo: quel giorno 15 di febbraio era qui dunque tuttora dell’anno 1292, ma noi scriviamo le date secondo lo stile comune.
88.Qui una volta per sempre dobbiamo notare come in Firenze l’anno cominciasse ai 25 di marzo: quel giorno 15 di febbraio era qui dunque tuttora dell’anno 1292, ma noi scriviamo le date secondo lo stile comune.
89.Il prof.Bonainipubblicava gliOrdinamenti di giustiziadel 1293, (Nuova Serie dell’Archivio Storico Italiano, vol. I, 1855) con le successive provvisioni per cui vennero afforzati; non che le consulte che in più tempi si fecero a tal fine, con tutti gli atti di queste consulte e i nomi dei cittadini che ivi esposero i pareri loro: tra’ quali due volte a’ 14 aprile del 1301 ed una ai 13 di settembre dello stesso anno, è il nome di Dante Alighieri. Lavoro diligente e utile soprammodo, a cui rimandiamo tra’ nostri lettori quelli che volessero avere contezza più intera e minuta di questo punto capitalissimo nell’istoria nostra. — LoStatuto Fiorentino, compilato l’anno 1415 dall’insigne giureconsultoPaolo da Castro, e pubblicato in Firenze con la data di Friburgo l’anno 1778, vol. III, in-4, (tomo I, pag. 407-516) comprende questi ordini contro a’ grandi, quali vigevano infino al tempo suo, ed il novero delle famiglie fatte di grandi, con la indicazione dei tempi in cui vennero esse a patire tale condanna. — Vedi anche leProvvisionio Statuti, pubblicati dalP. Ildefonso, tomo IX, pag. 305, sino alla fine del volume: è tra le altre (pag. 341) l’estratto di unaprovvigioneper la quale,in beneficium popularium et debilium contra magnates, è vietato al Potestà e al Capitano (dei quali poco si fidavano per essere eglino di case nobili) procedere contro ai malefizi commessi prima della battaglia di Montaperti, a quelli cioè fatti da uomini popolani sotto al governo di parte guelfa.
89.Il prof.Bonainipubblicava gliOrdinamenti di giustiziadel 1293, (Nuova Serie dell’Archivio Storico Italiano, vol. I, 1855) con le successive provvisioni per cui vennero afforzati; non che le consulte che in più tempi si fecero a tal fine, con tutti gli atti di queste consulte e i nomi dei cittadini che ivi esposero i pareri loro: tra’ quali due volte a’ 14 aprile del 1301 ed una ai 13 di settembre dello stesso anno, è il nome di Dante Alighieri. Lavoro diligente e utile soprammodo, a cui rimandiamo tra’ nostri lettori quelli che volessero avere contezza più intera e minuta di questo punto capitalissimo nell’istoria nostra. — LoStatuto Fiorentino, compilato l’anno 1415 dall’insigne giureconsultoPaolo da Castro, e pubblicato in Firenze con la data di Friburgo l’anno 1778, vol. III, in-4, (tomo I, pag. 407-516) comprende questi ordini contro a’ grandi, quali vigevano infino al tempo suo, ed il novero delle famiglie fatte di grandi, con la indicazione dei tempi in cui vennero esse a patire tale condanna. — Vedi anche leProvvisionio Statuti, pubblicati dalP. Ildefonso, tomo IX, pag. 305, sino alla fine del volume: è tra le altre (pag. 341) l’estratto di unaprovvigioneper la quale,in beneficium popularium et debilium contra magnates, è vietato al Potestà e al Capitano (dei quali poco si fidavano per essere eglino di case nobili) procedere contro ai malefizi commessi prima della battaglia di Montaperti, a quelli cioè fatti da uomini popolani sotto al governo di parte guelfa.
90.NelloStatuto Fiorentino, tomo III, pag. 692, è il registro di oltre quaranta Leghe del contado e distretto di Firenze con la descrizione delle parrocchie e popoli e dei luoghi che le componevano. — Come la Repubblica si governasse verso i Comuni a lei soggetti, si vede, tra gli altri, da un curioso documento (Registro di Letteredel 1308 presso di noi) nel quale vengono ammoniti severamente certi Comuni perchè usavano misure e pesi diversi da quei di Firenze: il che veniva a mostraresemiplenam devotionem, aut incuriam, aut animorum dissonantiam, e si temeva che nuocesse ai commerci della Repubblica: adottassero pertanto le misure fiorentine sotto la pena di mille lire.
90.NelloStatuto Fiorentino, tomo III, pag. 692, è il registro di oltre quaranta Leghe del contado e distretto di Firenze con la descrizione delle parrocchie e popoli e dei luoghi che le componevano. — Come la Repubblica si governasse verso i Comuni a lei soggetti, si vede, tra gli altri, da un curioso documento (Registro di Letteredel 1308 presso di noi) nel quale vengono ammoniti severamente certi Comuni perchè usavano misure e pesi diversi da quei di Firenze: il che veniva a mostraresemiplenam devotionem, aut incuriam, aut animorum dissonantiam, e si temeva che nuocesse ai commerci della Repubblica: adottassero pertanto le misure fiorentine sotto la pena di mille lire.
91.VediCronacadiPaolino di Piero, nei tomi aggiunti alla collezione degliScriptores Rer. Ital., e l’edizione di Roma 1755.
91.VediCronacadiPaolino di Piero, nei tomi aggiunti alla collezione degliScriptores Rer. Ital., e l’edizione di Roma 1755.
92.Villani, lib. VIII, cap. 8. —March. Stefani, lib. III, rub. 204.
92.Villani, lib. VIII, cap. 8. —March. Stefani, lib. III, rub. 204.
93.Dino Compagni, lib. I, pag. 12.
93.Dino Compagni, lib. I, pag. 12.
94.Ammirato,Storie, lib. IV, ann. 1295.
94.Ammirato,Storie, lib. IV, ann. 1295.
95.Lib. VIII, cap. 8.
95.Lib. VIII, cap. 8.
96.Dino Compagni, lib. I.
96.Dino Compagni, lib. I.
97.Villani, lib. VIII, cap. 39.
97.Villani, lib. VIII, cap. 39.
98.Dino Compagni, lib. I.
98.Dino Compagni, lib. I.
99.Questi nomi, stando allaCronacadiPaolino di Piero, sarebbono esistiti in Firenze sino dall’anno 1297, venuti da Pistoia o nati in quale altro si voglia modo.
99.Questi nomi, stando allaCronacadiPaolino di Piero, sarebbono esistiti in Firenze sino dall’anno 1297, venuti da Pistoia o nati in quale altro si voglia modo.
100.Compagni, lib. I. —G. Villani, lib. VIII.
100.Compagni, lib. I. —G. Villani, lib. VIII.
101.Intorno al tempo di questo confine dato agli uomini delle due parti contradice Dino molto al Villani ed allo Stefani, i quali pongono tutto questo fatto assai più tardi. Noi fummo incerti quale seguire, perchè il Villani, generalmente, è quanto ai tempi meglio ordinato; laddove il Compagni vivo ed ingenuo narratore delle cose dove egli ebbe parte, dispone sovente male la serie degli eventi, o furono questi male disposti da chi sopra una informe copia metteva insieme quella istoria: nè in tutto a questa potemmo aderire, e quello stesso ordine a cui ci attenemmo non è senza qualche difficoltà o dubbiezza. Ma noi lo teniamo sostanzialmente per vero, nè i nostri lettori vogliamo partecipi di quella lunga pazienza che fu da noi posta nel minuto esame dei singoli fatti. Ci avea preceduto lodevolmente in molta parteCesare BalbonellaVita di Dante Alighieri.
101.Intorno al tempo di questo confine dato agli uomini delle due parti contradice Dino molto al Villani ed allo Stefani, i quali pongono tutto questo fatto assai più tardi. Noi fummo incerti quale seguire, perchè il Villani, generalmente, è quanto ai tempi meglio ordinato; laddove il Compagni vivo ed ingenuo narratore delle cose dove egli ebbe parte, dispone sovente male la serie degli eventi, o furono questi male disposti da chi sopra una informe copia metteva insieme quella istoria: nè in tutto a questa potemmo aderire, e quello stesso ordine a cui ci attenemmo non è senza qualche difficoltà o dubbiezza. Ma noi lo teniamo sostanzialmente per vero, nè i nostri lettori vogliamo partecipi di quella lunga pazienza che fu da noi posta nel minuto esame dei singoli fatti. Ci avea preceduto lodevolmente in molta parteCesare BalbonellaVita di Dante Alighieri.
102.Villani, lib. VIII, cap. 42.
102.Villani, lib. VIII, cap. 42.
103.Dino Compagni, in fine al lib. I.
103.Dino Compagni, in fine al lib. I.
104.G. Villani, lib. VIII, cap. 44, 45.
104.G. Villani, lib. VIII, cap. 44, 45.
105.L’ambasceria dovette essere andata dopo al 13 di settembre, perchè in quel giorno Dante sedeva e diceva il suo parere in una consulta pubblicata dal Bonaini (Archiv. Stor. Ital., nuova serie, tomo I, pag. 82).
105.L’ambasceria dovette essere andata dopo al 13 di settembre, perchè in quel giorno Dante sedeva e diceva il suo parere in una consulta pubblicata dal Bonaini (Archiv. Stor. Ital., nuova serie, tomo I, pag. 82).
106.Dino Compagni, lib. II.
106.Dino Compagni, lib. II.
107.Dino veramente scrive il 4 novembre, ma noi seguiamo il Villani con tutti gli altri, perchè la data del 4 non lascerebbe spazio bastante ai fatti posteriori. E così pure fece il Balbo, non senza avere, come noi, molto ondeggiato innanzi di risolversi, perchè in tanta confusione di date rimane sempre uno spazio largo al dubitare. — Crediamo prossima la pubblicazione di nuovi lavori intorno a Dino Compagni del professor Del Lungo, da cui potranno questi fatti avere ulteriori schiarimenti.
107.Dino veramente scrive il 4 novembre, ma noi seguiamo il Villani con tutti gli altri, perchè la data del 4 non lascerebbe spazio bastante ai fatti posteriori. E così pure fece il Balbo, non senza avere, come noi, molto ondeggiato innanzi di risolversi, perchè in tanta confusione di date rimane sempre uno spazio largo al dubitare. — Crediamo prossima la pubblicazione di nuovi lavori intorno a Dino Compagni del professor Del Lungo, da cui potranno questi fatti avere ulteriori schiarimenti.
108.Giovanni Villani, ch’era presente in Santa Maria Novella, scrive da quel Parlamento essere stata rimessa in Carlo lasignoria e guardia della città. Ma noi crediamo fossero quelle parole di onore: nè Carlo in Firenze ebbe vera e propria signoria, avendo anzi chiesto più tardi guardare la sola parte d’oltrarno, dove egli dimorava: e i nuovi Priori, scrive il Compagni che furono eletti dai vecchi in palagio. Ma qui pure la narrazione di Dino non riesce chiara abbastanza nè ordinata, senza però che le incertezze importino molto al giudizio dell’istoria.
108.Giovanni Villani, ch’era presente in Santa Maria Novella, scrive da quel Parlamento essere stata rimessa in Carlo lasignoria e guardia della città. Ma noi crediamo fossero quelle parole di onore: nè Carlo in Firenze ebbe vera e propria signoria, avendo anzi chiesto più tardi guardare la sola parte d’oltrarno, dove egli dimorava: e i nuovi Priori, scrive il Compagni che furono eletti dai vecchi in palagio. Ma qui pure la narrazione di Dino non riesce chiara abbastanza nè ordinata, senza però che le incertezze importino molto al giudizio dell’istoria.
109.Dino Compagni, lib. II.
109.Dino Compagni, lib. II.
110.Bindaccio dei Cerchi, nellaCronichetta di Famiglia, scrive messer Vieri essere stato tradito da uno dei Frescobaldi, che a lui doveva diciassette mila fiorini e gli voltò contro la furia del popolo. (Lami,Deliciæ Erud., Hist. Siculæ,part. II.)
110.Bindaccio dei Cerchi, nellaCronichetta di Famiglia, scrive messer Vieri essere stato tradito da uno dei Frescobaldi, che a lui doveva diciassette mila fiorini e gli voltò contro la furia del popolo. (Lami,Deliciæ Erud., Hist. Siculæ,part. II.)
111.Parrebbe che fosse reo e che fuggisse questo Pier Ferrante; imperocchè nelle postille dell’Ammirato, le quali sono tratte da documenti, si legge un trattato del mese di marzo susseguente tra lui ed alcuni capi dei bianchi per fare guerra alla città rimettendovi la parte cacciata.
111.Parrebbe che fosse reo e che fuggisse questo Pier Ferrante; imperocchè nelle postille dell’Ammirato, le quali sono tratte da documenti, si legge un trattato del mese di marzo susseguente tra lui ed alcuni capi dei bianchi per fare guerra alla città rimettendovi la parte cacciata.
112.Deliz. Erud., tomo X, pag. 93.
112.Deliz. Erud., tomo X, pag. 93.
113.L’atroce giurisprudenza usata in que’ tempi contro ai ribelli e agli sbanditi è da vedere nelloStatuto Fiorentino, tomo I, pag. 362 e 66 ed in più luoghi. Potevano essere impunemente offesi....usque ad mortem etiam per assassinum vel assassinos in quacumque parte mundi; e gli uccisori avevano premio: chi ricettasse uno sbandito era soggetto a gravi pene.
113.L’atroce giurisprudenza usata in que’ tempi contro ai ribelli e agli sbanditi è da vedere nelloStatuto Fiorentino, tomo I, pag. 362 e 66 ed in più luoghi. Potevano essere impunemente offesi....usque ad mortem etiam per assassinum vel assassinos in quacumque parte mundi; e gli uccisori avevano premio: chi ricettasse uno sbandito era soggetto a gravi pene.
114.Dino Compagni. — G. Villani. — Marchionne Stefani. — Cesare Balbo,Vita di Dante. —Pietro Fraticelli,Storia della Vita di Dante; Firenze, 1861.
114.Dino Compagni. — G. Villani. — Marchionne Stefani. — Cesare Balbo,Vita di Dante. —Pietro Fraticelli,Storia della Vita di Dante; Firenze, 1861.
115.Dino Compagni, lib. III.
115.Dino Compagni, lib. III.
116.«I Lucchesi erano arbitri e non signori, benchè avessero le chiavi e il dominio perchè dentro nè fuori non entrasse persona che avesse a contaminare nulla — mandavano i bandi da parte del Comune di Lucca — di che sdegnato uno in Mercato nuovo, diè un colpo di una spada al banditore e disse: Porta questo a Lucca e offerilo a santa Zita.» (Stefani, lib. IV, pag. 35.)
116.«I Lucchesi erano arbitri e non signori, benchè avessero le chiavi e il dominio perchè dentro nè fuori non entrasse persona che avesse a contaminare nulla — mandavano i bandi da parte del Comune di Lucca — di che sdegnato uno in Mercato nuovo, diè un colpo di una spada al banditore e disse: Porta questo a Lucca e offerilo a santa Zita.» (Stefani, lib. IV, pag. 35.)
117.G. Villani, lib. VIII, cap. 70.
117.G. Villani, lib. VIII, cap. 70.
118.RicordidiFilippo di Cino Rinuccini.
118.RicordidiFilippo di Cino Rinuccini.
119.G. Villani, lib. VIII. —Compagni, lib. III.
119.G. Villani, lib. VIII. —Compagni, lib. III.
120.Scipione Ammiratoriferisce la condanna d’un figlio di Guido e d’un altro Cavalcanti, data nel 1303, ma della quale fu poi sospesa l’esecuzione in grazia di ambasciatori senesi mossi «dalla nobiltà della famiglia e dalla sua devozione alla Chiesa,» sempre però che i Cavalcanti non più si unissero ai Ghibellini.
120.Scipione Ammiratoriferisce la condanna d’un figlio di Guido e d’un altro Cavalcanti, data nel 1303, ma della quale fu poi sospesa l’esecuzione in grazia di ambasciatori senesi mossi «dalla nobiltà della famiglia e dalla sua devozione alla Chiesa,» sempre però che i Cavalcanti non più si unissero ai Ghibellini.
121.Abbiamo il trattato con gli Ubaldini, dove tra gli altri sottoscritti si legge, ma in copia, il nome di Dante Alighieri.
121.Abbiamo il trattato con gli Ubaldini, dove tra gli altri sottoscritti si legge, ma in copia, il nome di Dante Alighieri.
122.Ammirato,Storie, an. 1303.
122.Ammirato,Storie, an. 1303.
123.Dino Compagni.
123.Dino Compagni.
124.Balbo,Vita di Dante. —Fraticelli,Storia della Vita di Dante.
124.Balbo,Vita di Dante. —Fraticelli,Storia della Vita di Dante.
125.Villani, lib. VIII, cap. 82. —Compagni, lib. III. —Storie Pistolesi.
125.Villani, lib. VIII, cap. 82. —Compagni, lib. III. —Storie Pistolesi.
126.Vedi, per la istituzione dell’Esecutore, la già citata pubblicazione del prof.Bonainiintorno agli Ordini della Giustizia;Archivio Storico, nuova serie, tomo I, 1855. — E loStatuto Fiorentino, tomo I, pag. 407 e segg.
126.Vedi, per la istituzione dell’Esecutore, la già citata pubblicazione del prof.Bonainiintorno agli Ordini della Giustizia;Archivio Storico, nuova serie, tomo I, 1855. — E loStatuto Fiorentino, tomo I, pag. 407 e segg.
127.Villani, lib. VIII, cap. 89. —Dino, lib. III.
127.Villani, lib. VIII, cap. 89. —Dino, lib. III.