124.Nelle lettere del Gheri abbiamo la data certa della nascita di Caterina de’ Medici, che fu a’ 13 aprile, essendo poi la madre morta il 28 dello stesso mese.125.Nardi, Gambi, Nerli, Pitti, Ammirato.— Ved. anche le Istruzioni date in nome del Papa a Lorenzo de’ Medici quando venne al governo di Firenze. (Archivio Storico Italiano, Appendice I, pag. 299.)126.Lo abbiamo noi primi pubblicato nel primo volume dell’Archivio Storico Italiano, da una copia di antica scrittura ch’era tra le carte di Goro Gheri, uomo del Papa: riproduciamo il documento in questo volume (AppendiceNº III). Ma il bello si è che in questo nostro Archivio di Stato è una Capitolazione tra il Re di Francia e il Papa, originale de’ 20 gennaio 1519, tre giorni dopo alla data del Trattato con Carlo V. Daremo i documenti e la storia di tutto questo doppio e strano giuoco nella stessaAppendiceNº III.127.DiariodiParide de Grassi, manoscritto appresso di noi.128.Gucciardini, tomo III, lib. XIV.129.DiariodiParide de Grassi.130.Atti del Conclave di Adriano VI. Manoscritto presso di noi.131.Ammirato, lib. XXIX.132.Machiavelli,Opere. — Archivio Storico Italiano, tomo I.133.Storiad’Jacopo Pitti. —Nerli,Commentari. —Nardi. —Giornale storico degli Archivi Toscani, vol. III.134.È sotto forma d’Istruzione ai tre Cardinali che a lui andavano in Ispagna: noi l’abbiamo manoscritta, ed è atto di molta importanza nella Storia del Pontificato.135.Vedi il Capitolo del Berni contro a Papa Adriano.136.Relazione di Luigi Gradenigo, ambasciatore a Papa Adriano, (Relazioni Venete, Serie II, vol. III, pag. 65.)137.Viaggio degli Oratori Veneti a Roma (1523).Relazioni Venete, Serie II, vol. III, pag. 74.138.Guicciardini,Storia d’Italia, lib. XV.139.Giovio,Vita di Pompeo Colonna.140.«Ecce iterum e summo dilapsam culmine RomamPompeii et Julii mens furiosa premit.Brute pium, Photine pium nunc stringite ferrum etc.»141.Conclave di Clemente VII, Manoscritto presso di noi.142.«. . . . . . . . . .Chi avesseDetto a Lorenzo e al Duca di Nemorse,Al Cardinal de’ Rossi et al Bibiena,A cui meglio era esser rimaso a Torse;E detto a Contessina e a Maddalena,Alla Nuora, alla Suocera et a tuttaQuella famiglia d’allegrezza piena:Tutti morrete ec.» —Ariosto,SatiraVII.Il cardinale de’ Rossi era figlio d’una sorella non legittima di Lorenzo.143.Goro Gheri nel Memoriale mandato al Papa e che sta in fine del Copialettere, voleva persino maritare Ippolito alla Duchessina Caterina, allora in fascie, ma che aveva diecimila scudi d’entrata all’anno.144.Nerli,Commentari. —Nardi,Storie, lib. VII. —Cambi,Storie. —Pitti Iacopo, lib. II. —Ammirato, lib. XXIX.145.Burigozzo,Storia di Milano. (Archiv. Stor. Italiano, tomo III.)146.Guicciardini, lib. XVI.147.Vettori,Storia d’Italia.148.Cambi,Storie.149.Vedi in molti luoghi la Cronaca delBurigozzomilanese.150.Guicciardini,Storia d’Italia, lib. XVI.151.Varchi. — Nardi. — Vedi anche leLetteredel Machiavelli che fu adoprato nella direzione di quelle opere.152.Francesco Vettori,Storia d’Italia.153.«Pochi dì fa si diceva per Firenze che il signor Giovanni de’ Medici rizzava una bandiera di ventura per far guerra dove gli venisse meglio. Questa voce mi destò l’animo in pensare che il popolo dicesse quello che si dovrebbe fare. Ciascuno credo che pensi che fra gli Italiani non ci sia capo a chi i soldati vadano più volentieri dietro, nè di chi gli Spagnuoli più dubitino, e stimino più. Ciascuno tiene ancora il signor Giovanni audace, impetuoso, di gran concetti, pigliatore di gran partiti ec.» (Lettera del Machiavelli al Guicciardini, 15 marzo 1526.) — Giovanni è sepolto ne’ sotterranei di San Lorenzo con gli altri di Casa Medici; ma in San Giorgio di Mantova è questa bella iscrizione: Johannes Medicee —Qui ad Mincium tormento ictus — Italiae fato magis quam suo cecidit anno 1526.154.Guicciardini,Storia d’Italia, eLetterescritte in quella Luogotenenza, che formano il tomo IV e V delle Opere inedite; è come un giornale di somma importanza.155.Fine dell’IstoriadiFrancesco Vettori.156.Lettera dedicatoria al libro delPrincipe.157.Varchi,Storia, lib. II. —Nardi,Storia, lib. VIII. —Nerli,Commentarii, lib. VII. —Segni,Vita di Niccolò Capponi. —Pitti,Storia.158.«Si ebbe a pagare in 9 mesi 220 mila fiorini d’oro in oro, e toccò a pagare a forse circa poste 1200, e le poste che sopportano le gravezze sono poste 9000 o più; che non si fece mai a Firenze una simile crudeltà.» (Cambi,Stor. Fior., tomo II, pag. 294, 301.)159.Lettere del Guicciardini,Opere inedite.160.Il Vasari e Francesco Salviati (Vitadi questo, scritta dal primo), giovani pittori, raccolsero i pezzi di quel braccio e gli custodirono.161.Varchi,Storie. —Nerli. — Ammirato, lib. XXX. —Busini, Lettera II.162.Ved.Cambi, in più luoghi del tomo XXIII.163.Lettera del Machiavelli al Guicciardini, anno 1525.164.Busini, Lettera II.165.Varchi. — Pitti. — Busini.166.Nerli, pag. 166. —Varchi, lib. VIII. — Abbiamo uno scritto di Francesco Guicciardini contro la Decima Scalata,Opere inedite, tomo X.167.Intorno alla Legge intricatissima della Quarantìa, vedi quello che scrissero lungamente il Varchi e il Pitti.168.Busini, Lettera VI, pag. 54.169.Cambi,Storie.170.Documenti di Storia Italianaediti dalMolini, tomo II, pag. 84.171.Documenti di Storia Italianaediti dalMolini, tomo II, pag. 26-60.172.Pitti,Storie, 172. —Segni,Vita di Niccolò Capponi.173.Busini, Lettera V.174.Busini, Lettera III. —Cambi, pag. 41.175.Varchi.—Nardi.—Busini, Lettera VI e VII. —Segni,Stor. Fior., lib. II. — Relazioni diFrancesco FoscarieAntonio Surianoambasciatori Veneti in Firenze. (Relaz. Ambasc. Ven., tomo II e XI.)176.Lettera da Genova dei 17 dicembre 1528, nella Legazione di Baldassarre Carducci; manoscritto sincrono appresso di noi. — Le stesse cose affermò il Doria al Portinari quando tornava d’Inghilterra. —Busini, Lettera X, pag. 93.177.Varchi, lib. IV. —Segni,Storia, lib. II.178.Lettere di Baldassarre Carducci aiDieci, dei 17 e 23 giugno; 9 e 10 luglio.179.Lettere del Carducci, 8, 2, 16, 19, 27 agosto, ultima 2 settembre da Parigi. —Guicciardini,Stor. d’Ital., lib. XVII. —Varchi. — Nerli. — Pitti.180.Lettera 16 agosto e 2 settembre.181.Istruzioni e Lettere agli Ambasciatori che andarono a Genova (Archiv. di Stato, e in copia presso di noi). «Nostra intenzione è di non avere a trattare cosa alcuna col Papa; ma vogliamo che Sua Maestà sia quella che ascolti e giudichi ogni nostra differenza, pensando che Ella sia venuta per conservare i popoli e non per distruggerli, come farebbe se cercasse di ridurre le città d’Italia sotto le tiranniche servitù.» (Lettera dei 26 agosto.)182.Varchi. — Pitti. — Nerli.Sono da vedere ancora le Lettere dì Carlo Capello ambasciatore in Firenze. (Relaz. Ven., tomo II, pag. 214.)183.Varchi, lib. IX. —Nerli, lib. IX. —Busini, Lettere. —Segni,Storia, lib. III, eVita di Niccolò Capponi. —Ammirato, lib. XXIX.184.Varchi,Storie, lib. IX e X.185.Capello, Lettere dei 14 e 16 luglio, 4, 13, 17 settembre, ed altre.186.Guicciardini,Stor. d’Ital., lib. XIX, cap. 6. —Varchi, lib. X.187.Varchi, lib. X.188.Segni,Storia. —Capello, Lettere.189.Abbiamo di questa lettera, che il Portinari scrisse ai 22 di settembre, la copia nel Codice 313 appresso di noi.190.Varchi, lib. X. — Lettere di Rosso Buondelmonti dal 13 al 30 settembre 1529. VediAppendiceNº IV.191.Varchi, lib. X. —Segni, lib. III.192.Il Varchi descrive minutamente come si componessero questa sorta di Pratiche, nelle quali s’intendeva raccogliere i voti liberi della intera cittadinanza fiorentina.193.Capello, Lettera de’ 29 settembre, e altrove. —Varchi, lib. X. —Fine dell’Istoria d’Iacopo Pitti.194.Varchi, e con altri ilPaoli, il quale scriveva sul suoPriorista, in ogni bimestre, i fatti avvenuti dentro quel tempo.195.Varchi, lib. IX e X. —Segni, lib. III. —Nerli, lib. IX. —Capello, Lettera 26 dicembre.196.«Nè minore diligenza si usa di acquistarsi col divin culto il favore di nostro Signore Iddio, con digiuni, comunioni, processioni generalmente di ognuno e di quelli della milizia istessa; cosa certamente a questi tempi meravigliosa da udire non che da vedere, le armi congiunte con la pietà e timor di Dio. Nella terra non si sente mancamento rumore, nè disordine alcuno. Il danaro si mantiene abbondante, ed a questi giorni fu per il pubblico, tra gli altri, venduto il palazzo e podere nel quale alloggia ora il Principe, e ne fu ritrovato la valuta come si sarìa fatto nei tempi felici.» (Capello, Lettera de’ 29 ottobre.)197.Busini, Lettera XIII.198.Commentari nella Vita di Michelangelo Buonarroti(Vasari, tomo XII). —Nardi,Storie, lib. VIII. — Mentre era in torchio questa seconda edizione, venne in luce laVita di Michelangelo Buonarroti, opera dell’amico nostro signorAurelio Gotti, corredata di lettere e documenti, tra’ quali ve n’ha che risguardano a questa fuga di Michelangelo. È notabile una lettera di questi a Giovanni Battista Della Palla dove egli racconta misteriosamente di un tale che venne a esercitare sopra di lui qualcosa più della persuasione perchè egli fuggisse, giugnendo perfino a una sorta di violenza. Chi fosse l’ignoto Michelangelo non volle dire; infine aggiugne: «o Dio o il diavolo, quello che si sia stato non lo so.» Intorno a questo mistero faccia ognuno le congetture che vuole, noi dichiariamo non averne alcuna che sia probabile più d’un’altra. Questo medesimo Giovanni Battista dipoi faceva con un’altra lettera a Michelangelo grande pressa perchè egli tornasse, e gli andò incontro fino a Lucca per assicurarsi che non mutasse pensiero; scriveva in nome anche d’altri cittadini, e tale certo era il desiderio dei migliori e dei più autorevoli. — Vedi altre Lettere.199.Lettere alla Signoria di Venezia, 24, 25, 29 settembre, e 6 ottobre.200.PrioristadelPaoli.Continuazione dei Ricordi Rinuccini; Firenze, 1840.201.Capello, Lettera de’ 15 ottobre. —Varchi, lib. X. —Paoli,Priorista.202.Malavolti,Storia di Siena.203.Guicciardini,Stor. d’Ital., lib. LIX, cap. 6. —Paoli, ed altri.204.Varchi. —Ammirato, lib. XXX.205.Sassetti,Vita di Francesco Ferrucci, e Lettere di questo ai Dieci, da Prato (Archiv. Stor., tomo IV, parte 2). — IlBusini(Lettera V), dopo avere lodato molto Giovan Battista Soderini, segue a questo modo: «Nè mai Firenze ebbe sì bella coppia, com’erano egli e Marco Del Nero; ma il Soderini di più cuore. Di Giovan Battista ne nacque un ramo, che fu il Ferruccio glorioso, che quanto seppe ebbe da Giovan Battista, perchè cominciò a praticar seco quando era giovine di 15 anni, e lo seguitò sempre fuori, e fu pagatore a Napoli.» — V.Giannotti, Lettera intorno al Ferrucci (tomo I delleOpere; Firenze, 1850).206.Vedi le Lettere degli 11 novembre e 13 dicembre ed altre. Nella prima narra il fatto di San Miniato così brevemente: «Ieri mattina un’ora avanti giorno si andò alla volta di San Miniato, e giunti lì, si dette l’assalto da due bande e vi si entrò. E riducendosi gli uomini della terra nella Fortezza, difendendosi gagliardamente, finalmente combattendo un pezzo, domandarono patti. I patti furono: ch’e’ dovessino rendere la terra libera e la Fortezza alla Signoria di Firenze; e io promessi loro di salvare la roba e le persone, e così si osservò.....» In altre lettere domanda che il Commissario Spagnolo preso, gli sia lasciato come suo prigione, per averne compenso ai 350 ducati che gli era costato nella guerra di Napoli il proprio suo riscatto. Altrove, a proposito della morte dell’Orsini e del Santacroce, scrive: «Alla guerra non ne nasce, nè bisogna per questo sbigottirsi; che quando i tre quarti di noi morissimo per non tornare in servitù, il quarto che resterà sarà tanto glorioso che il resto vi sarà bene speso.»207.Nerli, lib. X. —Varchi, lib. XI. —Segni, lib. IV. —Busini, Lettera XVI. —Capello, Lettere 3, 12 gennaio e 9 febbraio.208.Cambi.—Paoli.—Capello, Lettere. —Busini.—Varchi.209.Segni, lib. III. —Ammirato, lib. XXX. —Busini, Lettere.210.Nardi, lib. IX. —Busini, Lett. XVI.211.Capello, Lettera, ultimo di febbraio.212.Vedi intorno a questo Abbattimento una pubblicazione di Carlo Milanesi (Archivio Storico Italiano, Nuova Serie, tomo IV). E le Note del signor Passerini al Romanzo diMarietta de’ Ricci.213.Essendo al Capello morto un Cavallo a lui carissimo, lo faceva seppellire nei parapetti dell’Arno, fra il Ponte delle Grazie e il Ponte Vecchio, con una iscrizione latina che ivi si legge tuttora scolpita nel marmo.214.Varchi, lib. XI. —Busini, Lettere XI, XVIII.215.Capello, Lettere 28 gennaio e ultimo di febbraio.216.«Venant de Boullogne icy, j’ay entendu la force et la foiblesse des Fleurentins: la premiere pour avoir leur ville bien reparée, assez gens de guerre, victuailles de pain et chair sallèe pour d’icy à la fin d’aoust et davantage pour sucres pour satisfaire à leur boire; le coeur bon et resolus de maintenir leur libertè; la seconde, la puissance du Camp qu’est à leur porte, avec determinacion de n’en partir sans les avoir par force a la longue ou par composicion.» — (Lettera del Vescovo di Tarbes al re Francesco I; da Roma, aprile 1530.Archivio Storico Ital., Appendice, vol. I, pag. 473.)217.«Majs le tout fut si avant debatu qu’il y vint à la fin (il Papa) et est contant que le tout ainsi se face (così almeno credeva l’Ambasciatore); dont j’ay esté aussi aise qu’il est possible, tant pour la conservacion de la ville qui est de tous pointz à vous, que pour rendre l’Italie necte de telles maniere de gens, et pour la commodité que vous aurez de faire ce qu’il vous plaira par ce moyen; car vous serez non seulement comme arbitre, may commanderez à baguette tant au principal que aux accessoires qui en peuvent deppendre.» (Lettera citata.)218.«Je lui dys que je no veoys point de necessité de faire gros ne petit nombre (di Cardinali) en son endroit non voluntaire, luy disant que supplieroys Sa dicte Sainctété de n’estre mal contente si je luys en disoys mon advis, non comme vostre ambassadeur ou ministre, mays comme chrestien, prebstre et evesque, et pur consequent son subget; ce qu’il me accorda. Et lors je luy dys, que pour l’envye que j’avoys de luy faire service et que son nom feust perpetué par bienfaictz comme le lieu qu’il tient le requiert, j’avoys esté merveilleusement marry de l’entreprinse de Florence et encore plus de la continuacion, laquelle tout le monde de commune voix appelle obstinacion, et mesmes les gens de guerre qui sont au camp, les quels publiquement disent que toutes choses leur sont loysibles puis que le Chef de l’Eglise leur donne autorité de mal faire; joinct aussi que delà ne luy pouvait venir sinon despence, fascherye, melencolye, peine et ennuy. Bien luy confessoys je, qu’il pourroit tirer quatre ou cinq cens mil escuz faisant la creation surdite des dictz cardinaulx, mays qu’il falloit qu’il pensast que ce faisant il ruyneroit de tous poinctz l’Eglise; car oultre ce qu’il donneroit à parler aux lutheriens, il mectroit une si grande peste au College, que les relicques en seroient d’icy à cent ans; d’autant que ceulx qui y pretendent sont assez congneuz. Il me dit que je savoys bien que la chose de ce monde qu’il fesoit le plus envys estoit de crèer cardinaulx, encores gens de bien, pour la moltitude qu’y est, et qu’il cognoissoit que ce que luy disoys estoit toute verité, mays qu’il estoit constrainct pour son honneur de le faire. Je luy dys qu’il n’y avait honneur ny prouffit, car posé ores qu’il eust Florence, il l’auroit gastée et du tout ruynée, voyre de sorte que d’icy a vingt ans il n’en sauroit tirer ung escut, et qu’il y despendroit tout l’argent que dessus, et davantage, s’il en avoit: que estoit son estrème oncion, car ce fait il n’avoit plus aucun moyen de faire argent et seroit homme pour non estre puis après obey comme pape, ainsi par adventure vilipendé de tous les princes chrestiens et donné en proye des ses ennemys, despoilleroient l’Eglise de tout ce qu’elle a maintenant; et que je congnoissoys son sens et son coueur estre telz, que s’il se veoit là, il seroit contraint de mourir de faim et ennuy maulgré luy. Il me dist qu’il estoit contant que Florence n’eust jamais esté, et qu’il ne savoit qu’ilz y pouroient faire; et si je seroys d’advis qu’il cedast a sept ou huit des plus pouvres de la ville de Florence qui avoient conduit le peuple à consentir d’estre destrouictz, etc.» (Lettera citata.)219.Malavolti,Storia di Siena.220.Ferrucci,Lettere ai Diecidai 21 ai 27 aprile.221.Varchi,Storia; eLetteredel Ferrucci e del Tedaldi, dai 17 maggio ai 22 giugno, e quella pure dei 6 luglio.222.Il Ferrucci nelle prime lettere mostrava fare molta stima di Piero Orlandini. Pure il suo nome è tra quelli dicittadini da provare et guadagnare a Casa Medicifin dall’anno 1519 (Archiv. Stor., tomo I, pag. 320). In quanto a Empoli, scriveva il Ferruccio a’ 21 aprile: «Qui si lascierà munito di sorte, che se la vigliaccheria non piglia gli uomini del tutto, ve ne potete rendere sicuri.» E da Volterra, a’ 26 aprile: «Nè mancherò di rimandare a Empoli una banda acciò si renda più sicuro; ancorchè si truova assettato di sorte, che le donne con le rocche lo potrien guardare.»223.Varchi,Storie. —Capello,Letteredei 11 e 20 luglio. —Ammirato, lib. XXX.224.Nardi.225.«Il signor Paolo viene a questa impresa molto volentieri e aiutaci in tutte le cose gagliardamente; ed è migliorato da qualche dì in qua in tutti i conti con essi noi: andiamo incatenandolo col Ferruccio per tutti i versi, e speriamo abbiano a fare buonissimo composto.» (Lettera dei Commissari di Pisa dei 21 luglio, con quelle del Ferrucci, pag. 674.)226.Lettera di Ferrante Gonzaga al Marchese di Mantova suo fratello, dei 16 luglio, pubblicata con altre che seguono dal signor Eugenio Albèri; e noi le riproduciamo, con sua licenza, nell’AppendiceNº V.227.Benedetto Varchi, letterato insigne, ma poco buon critico ed istorico disordinato, avendo in mente un pensiero solo, quello di mostrare Malatesta essere stato sempre traditore, scrive, contro all’evidenza della lettera del Gonzaga da lui medesimo pubblicata, l’Orange e Malatesta essersi abboccati effettivamente in segreto, dando anche ad intendere le cose tra loro discorse. Nè questo è il solo luogo del Varchi dove i fatti siano tirati oltre alla propria loro significazione, come resulta dai molti documenti certi venuti in luce ai giorni nostri.228.Lettere del Gonzaga de’ 23, 25 luglio e 4 agosto.AppendiceNº V.229.Varchi; Capello,Lettera13 agosto.230.Lettera ultima del Ferrucci da Pescia, 1º agosto, con poscritto deldueda Calamecca. —Varchi,Storia. —Gonzaga,Letteredel 5 agosto con allegati. —Ammirato, lib. XXX.231.Lünig,Codex Italiæ Diplomaticus, tomo I. —Varchi, lib. XI. —Busini,Lettere16, 17. —Capello, Lettera de’ 13 agosto. —Nardi, Segni, Nerli, Cambi, Ammirato, lib. XXX. —Pitti,Apologia de’ Cappucci(Archiv. Stor., tom. IV, pag. 27).232.Varchi, lib. IX. —Busini,Lettera17 eLettera21, pag. 221.233.Segni,Storia, lib. V.234.Carlo Capello, Ambasciatore veneziano, lasciando Firenze, scriveva con l’ultima sua lettera dei 13 agosto: «Il signor Malatesta mi ha due fiate richiesto che io offerisca alla Serenità Vostra ad ogni servizio suo la persona sua e cinque o seimila fanti eletti. E veramente come non si può negare che non sieno gente valorose quelle che si trovano con Sua Signoria, così mi pare superfluo dire del chiarissimo valore di quella, e quanto sia accorta ed avveduta.» — Giov. Battista Vermiglioli, uomo benemerito della città sua per molti suoi studi archeologici e storici, scrisse anche unaVita di Malatesta Baglioni(Perugia, 1839). In quella si studia difenderlo a spada tratta, ma veramente nulla aggiunge a cose già note.235.Varchi, lib. XII. — Abbiamo il rendiconto e il benestare delle spese passate per mano di Baccio Valori, dal principio della guerra fino alla partenza degli Spagnoli, che ammontano a ducati 553,286, soldi sette e due danari, d’oro di Camera, valutati a dieci giuli il ducato. (Giornale Storico degli Archiviec., An. 1857, pag. 106.)236.Ultima lettera del Commissario da Pisa, con poscritto dei 14 agosto, pubblicata con quelle del Ferrucci.
124.Nelle lettere del Gheri abbiamo la data certa della nascita di Caterina de’ Medici, che fu a’ 13 aprile, essendo poi la madre morta il 28 dello stesso mese.
124.Nelle lettere del Gheri abbiamo la data certa della nascita di Caterina de’ Medici, che fu a’ 13 aprile, essendo poi la madre morta il 28 dello stesso mese.
125.Nardi, Gambi, Nerli, Pitti, Ammirato.— Ved. anche le Istruzioni date in nome del Papa a Lorenzo de’ Medici quando venne al governo di Firenze. (Archivio Storico Italiano, Appendice I, pag. 299.)
125.Nardi, Gambi, Nerli, Pitti, Ammirato.— Ved. anche le Istruzioni date in nome del Papa a Lorenzo de’ Medici quando venne al governo di Firenze. (Archivio Storico Italiano, Appendice I, pag. 299.)
126.Lo abbiamo noi primi pubblicato nel primo volume dell’Archivio Storico Italiano, da una copia di antica scrittura ch’era tra le carte di Goro Gheri, uomo del Papa: riproduciamo il documento in questo volume (AppendiceNº III). Ma il bello si è che in questo nostro Archivio di Stato è una Capitolazione tra il Re di Francia e il Papa, originale de’ 20 gennaio 1519, tre giorni dopo alla data del Trattato con Carlo V. Daremo i documenti e la storia di tutto questo doppio e strano giuoco nella stessaAppendiceNº III.
126.Lo abbiamo noi primi pubblicato nel primo volume dell’Archivio Storico Italiano, da una copia di antica scrittura ch’era tra le carte di Goro Gheri, uomo del Papa: riproduciamo il documento in questo volume (AppendiceNº III). Ma il bello si è che in questo nostro Archivio di Stato è una Capitolazione tra il Re di Francia e il Papa, originale de’ 20 gennaio 1519, tre giorni dopo alla data del Trattato con Carlo V. Daremo i documenti e la storia di tutto questo doppio e strano giuoco nella stessaAppendiceNº III.
127.DiariodiParide de Grassi, manoscritto appresso di noi.
127.DiariodiParide de Grassi, manoscritto appresso di noi.
128.Gucciardini, tomo III, lib. XIV.
128.Gucciardini, tomo III, lib. XIV.
129.DiariodiParide de Grassi.
129.DiariodiParide de Grassi.
130.Atti del Conclave di Adriano VI. Manoscritto presso di noi.
130.Atti del Conclave di Adriano VI. Manoscritto presso di noi.
131.Ammirato, lib. XXIX.
131.Ammirato, lib. XXIX.
132.Machiavelli,Opere. — Archivio Storico Italiano, tomo I.
132.Machiavelli,Opere. — Archivio Storico Italiano, tomo I.
133.Storiad’Jacopo Pitti. —Nerli,Commentari. —Nardi. —Giornale storico degli Archivi Toscani, vol. III.
133.Storiad’Jacopo Pitti. —Nerli,Commentari. —Nardi. —Giornale storico degli Archivi Toscani, vol. III.
134.È sotto forma d’Istruzione ai tre Cardinali che a lui andavano in Ispagna: noi l’abbiamo manoscritta, ed è atto di molta importanza nella Storia del Pontificato.
134.È sotto forma d’Istruzione ai tre Cardinali che a lui andavano in Ispagna: noi l’abbiamo manoscritta, ed è atto di molta importanza nella Storia del Pontificato.
135.Vedi il Capitolo del Berni contro a Papa Adriano.
135.Vedi il Capitolo del Berni contro a Papa Adriano.
136.Relazione di Luigi Gradenigo, ambasciatore a Papa Adriano, (Relazioni Venete, Serie II, vol. III, pag. 65.)
136.Relazione di Luigi Gradenigo, ambasciatore a Papa Adriano, (Relazioni Venete, Serie II, vol. III, pag. 65.)
137.Viaggio degli Oratori Veneti a Roma (1523).Relazioni Venete, Serie II, vol. III, pag. 74.
137.Viaggio degli Oratori Veneti a Roma (1523).Relazioni Venete, Serie II, vol. III, pag. 74.
138.Guicciardini,Storia d’Italia, lib. XV.
138.Guicciardini,Storia d’Italia, lib. XV.
139.Giovio,Vita di Pompeo Colonna.
139.Giovio,Vita di Pompeo Colonna.
140.«Ecce iterum e summo dilapsam culmine RomamPompeii et Julii mens furiosa premit.Brute pium, Photine pium nunc stringite ferrum etc.»
140.
«Ecce iterum e summo dilapsam culmine RomamPompeii et Julii mens furiosa premit.Brute pium, Photine pium nunc stringite ferrum etc.»
«Ecce iterum e summo dilapsam culmine RomamPompeii et Julii mens furiosa premit.Brute pium, Photine pium nunc stringite ferrum etc.»
«Ecce iterum e summo dilapsam culmine Romam
Pompeii et Julii mens furiosa premit.
Brute pium, Photine pium nunc stringite ferrum etc.»
141.Conclave di Clemente VII, Manoscritto presso di noi.
141.Conclave di Clemente VII, Manoscritto presso di noi.
142.«. . . . . . . . . .Chi avesseDetto a Lorenzo e al Duca di Nemorse,Al Cardinal de’ Rossi et al Bibiena,A cui meglio era esser rimaso a Torse;E detto a Contessina e a Maddalena,Alla Nuora, alla Suocera et a tuttaQuella famiglia d’allegrezza piena:Tutti morrete ec.» —Ariosto,SatiraVII.Il cardinale de’ Rossi era figlio d’una sorella non legittima di Lorenzo.
142.
«. . . . . . . . . .Chi avesseDetto a Lorenzo e al Duca di Nemorse,Al Cardinal de’ Rossi et al Bibiena,A cui meglio era esser rimaso a Torse;E detto a Contessina e a Maddalena,Alla Nuora, alla Suocera et a tuttaQuella famiglia d’allegrezza piena:Tutti morrete ec.» —Ariosto,SatiraVII.
«. . . . . . . . . .Chi avesseDetto a Lorenzo e al Duca di Nemorse,Al Cardinal de’ Rossi et al Bibiena,A cui meglio era esser rimaso a Torse;E detto a Contessina e a Maddalena,Alla Nuora, alla Suocera et a tuttaQuella famiglia d’allegrezza piena:Tutti morrete ec.» —Ariosto,SatiraVII.
«. . . . . . . . . .Chi avesse
Detto a Lorenzo e al Duca di Nemorse,
Al Cardinal de’ Rossi et al Bibiena,
A cui meglio era esser rimaso a Torse;
E detto a Contessina e a Maddalena,
Alla Nuora, alla Suocera et a tutta
Quella famiglia d’allegrezza piena:
Tutti morrete ec.» —Ariosto,SatiraVII.
Il cardinale de’ Rossi era figlio d’una sorella non legittima di Lorenzo.
143.Goro Gheri nel Memoriale mandato al Papa e che sta in fine del Copialettere, voleva persino maritare Ippolito alla Duchessina Caterina, allora in fascie, ma che aveva diecimila scudi d’entrata all’anno.
143.Goro Gheri nel Memoriale mandato al Papa e che sta in fine del Copialettere, voleva persino maritare Ippolito alla Duchessina Caterina, allora in fascie, ma che aveva diecimila scudi d’entrata all’anno.
144.Nerli,Commentari. —Nardi,Storie, lib. VII. —Cambi,Storie. —Pitti Iacopo, lib. II. —Ammirato, lib. XXIX.
144.Nerli,Commentari. —Nardi,Storie, lib. VII. —Cambi,Storie. —Pitti Iacopo, lib. II. —Ammirato, lib. XXIX.
145.Burigozzo,Storia di Milano. (Archiv. Stor. Italiano, tomo III.)
145.Burigozzo,Storia di Milano. (Archiv. Stor. Italiano, tomo III.)
146.Guicciardini, lib. XVI.
146.Guicciardini, lib. XVI.
147.Vettori,Storia d’Italia.
147.Vettori,Storia d’Italia.
148.Cambi,Storie.
148.Cambi,Storie.
149.Vedi in molti luoghi la Cronaca delBurigozzomilanese.
149.Vedi in molti luoghi la Cronaca delBurigozzomilanese.
150.Guicciardini,Storia d’Italia, lib. XVI.
150.Guicciardini,Storia d’Italia, lib. XVI.
151.Varchi. — Nardi. — Vedi anche leLetteredel Machiavelli che fu adoprato nella direzione di quelle opere.
151.Varchi. — Nardi. — Vedi anche leLetteredel Machiavelli che fu adoprato nella direzione di quelle opere.
152.Francesco Vettori,Storia d’Italia.
152.Francesco Vettori,Storia d’Italia.
153.«Pochi dì fa si diceva per Firenze che il signor Giovanni de’ Medici rizzava una bandiera di ventura per far guerra dove gli venisse meglio. Questa voce mi destò l’animo in pensare che il popolo dicesse quello che si dovrebbe fare. Ciascuno credo che pensi che fra gli Italiani non ci sia capo a chi i soldati vadano più volentieri dietro, nè di chi gli Spagnuoli più dubitino, e stimino più. Ciascuno tiene ancora il signor Giovanni audace, impetuoso, di gran concetti, pigliatore di gran partiti ec.» (Lettera del Machiavelli al Guicciardini, 15 marzo 1526.) — Giovanni è sepolto ne’ sotterranei di San Lorenzo con gli altri di Casa Medici; ma in San Giorgio di Mantova è questa bella iscrizione: Johannes Medicee —Qui ad Mincium tormento ictus — Italiae fato magis quam suo cecidit anno 1526.
153.«Pochi dì fa si diceva per Firenze che il signor Giovanni de’ Medici rizzava una bandiera di ventura per far guerra dove gli venisse meglio. Questa voce mi destò l’animo in pensare che il popolo dicesse quello che si dovrebbe fare. Ciascuno credo che pensi che fra gli Italiani non ci sia capo a chi i soldati vadano più volentieri dietro, nè di chi gli Spagnuoli più dubitino, e stimino più. Ciascuno tiene ancora il signor Giovanni audace, impetuoso, di gran concetti, pigliatore di gran partiti ec.» (Lettera del Machiavelli al Guicciardini, 15 marzo 1526.) — Giovanni è sepolto ne’ sotterranei di San Lorenzo con gli altri di Casa Medici; ma in San Giorgio di Mantova è questa bella iscrizione: Johannes Medicee —Qui ad Mincium tormento ictus — Italiae fato magis quam suo cecidit anno 1526.
154.Guicciardini,Storia d’Italia, eLetterescritte in quella Luogotenenza, che formano il tomo IV e V delle Opere inedite; è come un giornale di somma importanza.
154.Guicciardini,Storia d’Italia, eLetterescritte in quella Luogotenenza, che formano il tomo IV e V delle Opere inedite; è come un giornale di somma importanza.
155.Fine dell’IstoriadiFrancesco Vettori.
155.Fine dell’IstoriadiFrancesco Vettori.
156.Lettera dedicatoria al libro delPrincipe.
156.Lettera dedicatoria al libro delPrincipe.
157.Varchi,Storia, lib. II. —Nardi,Storia, lib. VIII. —Nerli,Commentarii, lib. VII. —Segni,Vita di Niccolò Capponi. —Pitti,Storia.
157.Varchi,Storia, lib. II. —Nardi,Storia, lib. VIII. —Nerli,Commentarii, lib. VII. —Segni,Vita di Niccolò Capponi. —Pitti,Storia.
158.«Si ebbe a pagare in 9 mesi 220 mila fiorini d’oro in oro, e toccò a pagare a forse circa poste 1200, e le poste che sopportano le gravezze sono poste 9000 o più; che non si fece mai a Firenze una simile crudeltà.» (Cambi,Stor. Fior., tomo II, pag. 294, 301.)
158.«Si ebbe a pagare in 9 mesi 220 mila fiorini d’oro in oro, e toccò a pagare a forse circa poste 1200, e le poste che sopportano le gravezze sono poste 9000 o più; che non si fece mai a Firenze una simile crudeltà.» (Cambi,Stor. Fior., tomo II, pag. 294, 301.)
159.Lettere del Guicciardini,Opere inedite.
159.Lettere del Guicciardini,Opere inedite.
160.Il Vasari e Francesco Salviati (Vitadi questo, scritta dal primo), giovani pittori, raccolsero i pezzi di quel braccio e gli custodirono.
160.Il Vasari e Francesco Salviati (Vitadi questo, scritta dal primo), giovani pittori, raccolsero i pezzi di quel braccio e gli custodirono.
161.Varchi,Storie. —Nerli. — Ammirato, lib. XXX. —Busini, Lettera II.
161.Varchi,Storie. —Nerli. — Ammirato, lib. XXX. —Busini, Lettera II.
162.Ved.Cambi, in più luoghi del tomo XXIII.
162.Ved.Cambi, in più luoghi del tomo XXIII.
163.Lettera del Machiavelli al Guicciardini, anno 1525.
163.Lettera del Machiavelli al Guicciardini, anno 1525.
164.Busini, Lettera II.
164.Busini, Lettera II.
165.Varchi. — Pitti. — Busini.
165.Varchi. — Pitti. — Busini.
166.Nerli, pag. 166. —Varchi, lib. VIII. — Abbiamo uno scritto di Francesco Guicciardini contro la Decima Scalata,Opere inedite, tomo X.
166.Nerli, pag. 166. —Varchi, lib. VIII. — Abbiamo uno scritto di Francesco Guicciardini contro la Decima Scalata,Opere inedite, tomo X.
167.Intorno alla Legge intricatissima della Quarantìa, vedi quello che scrissero lungamente il Varchi e il Pitti.
167.Intorno alla Legge intricatissima della Quarantìa, vedi quello che scrissero lungamente il Varchi e il Pitti.
168.Busini, Lettera VI, pag. 54.
168.Busini, Lettera VI, pag. 54.
169.Cambi,Storie.
169.Cambi,Storie.
170.Documenti di Storia Italianaediti dalMolini, tomo II, pag. 84.
170.Documenti di Storia Italianaediti dalMolini, tomo II, pag. 84.
171.Documenti di Storia Italianaediti dalMolini, tomo II, pag. 26-60.
171.Documenti di Storia Italianaediti dalMolini, tomo II, pag. 26-60.
172.Pitti,Storie, 172. —Segni,Vita di Niccolò Capponi.
172.Pitti,Storie, 172. —Segni,Vita di Niccolò Capponi.
173.Busini, Lettera V.
173.Busini, Lettera V.
174.Busini, Lettera III. —Cambi, pag. 41.
174.Busini, Lettera III. —Cambi, pag. 41.
175.Varchi.—Nardi.—Busini, Lettera VI e VII. —Segni,Stor. Fior., lib. II. — Relazioni diFrancesco FoscarieAntonio Surianoambasciatori Veneti in Firenze. (Relaz. Ambasc. Ven., tomo II e XI.)
175.Varchi.—Nardi.—Busini, Lettera VI e VII. —Segni,Stor. Fior., lib. II. — Relazioni diFrancesco FoscarieAntonio Surianoambasciatori Veneti in Firenze. (Relaz. Ambasc. Ven., tomo II e XI.)
176.Lettera da Genova dei 17 dicembre 1528, nella Legazione di Baldassarre Carducci; manoscritto sincrono appresso di noi. — Le stesse cose affermò il Doria al Portinari quando tornava d’Inghilterra. —Busini, Lettera X, pag. 93.
176.Lettera da Genova dei 17 dicembre 1528, nella Legazione di Baldassarre Carducci; manoscritto sincrono appresso di noi. — Le stesse cose affermò il Doria al Portinari quando tornava d’Inghilterra. —Busini, Lettera X, pag. 93.
177.Varchi, lib. IV. —Segni,Storia, lib. II.
177.Varchi, lib. IV. —Segni,Storia, lib. II.
178.Lettere di Baldassarre Carducci aiDieci, dei 17 e 23 giugno; 9 e 10 luglio.
178.Lettere di Baldassarre Carducci aiDieci, dei 17 e 23 giugno; 9 e 10 luglio.
179.Lettere del Carducci, 8, 2, 16, 19, 27 agosto, ultima 2 settembre da Parigi. —Guicciardini,Stor. d’Ital., lib. XVII. —Varchi. — Nerli. — Pitti.
179.Lettere del Carducci, 8, 2, 16, 19, 27 agosto, ultima 2 settembre da Parigi. —Guicciardini,Stor. d’Ital., lib. XVII. —Varchi. — Nerli. — Pitti.
180.Lettera 16 agosto e 2 settembre.
180.Lettera 16 agosto e 2 settembre.
181.Istruzioni e Lettere agli Ambasciatori che andarono a Genova (Archiv. di Stato, e in copia presso di noi). «Nostra intenzione è di non avere a trattare cosa alcuna col Papa; ma vogliamo che Sua Maestà sia quella che ascolti e giudichi ogni nostra differenza, pensando che Ella sia venuta per conservare i popoli e non per distruggerli, come farebbe se cercasse di ridurre le città d’Italia sotto le tiranniche servitù.» (Lettera dei 26 agosto.)
181.Istruzioni e Lettere agli Ambasciatori che andarono a Genova (Archiv. di Stato, e in copia presso di noi). «Nostra intenzione è di non avere a trattare cosa alcuna col Papa; ma vogliamo che Sua Maestà sia quella che ascolti e giudichi ogni nostra differenza, pensando che Ella sia venuta per conservare i popoli e non per distruggerli, come farebbe se cercasse di ridurre le città d’Italia sotto le tiranniche servitù.» (Lettera dei 26 agosto.)
182.Varchi. — Pitti. — Nerli.Sono da vedere ancora le Lettere dì Carlo Capello ambasciatore in Firenze. (Relaz. Ven., tomo II, pag. 214.)
182.Varchi. — Pitti. — Nerli.Sono da vedere ancora le Lettere dì Carlo Capello ambasciatore in Firenze. (Relaz. Ven., tomo II, pag. 214.)
183.Varchi, lib. IX. —Nerli, lib. IX. —Busini, Lettere. —Segni,Storia, lib. III, eVita di Niccolò Capponi. —Ammirato, lib. XXIX.
183.Varchi, lib. IX. —Nerli, lib. IX. —Busini, Lettere. —Segni,Storia, lib. III, eVita di Niccolò Capponi. —Ammirato, lib. XXIX.
184.Varchi,Storie, lib. IX e X.
184.Varchi,Storie, lib. IX e X.
185.Capello, Lettere dei 14 e 16 luglio, 4, 13, 17 settembre, ed altre.
185.Capello, Lettere dei 14 e 16 luglio, 4, 13, 17 settembre, ed altre.
186.Guicciardini,Stor. d’Ital., lib. XIX, cap. 6. —Varchi, lib. X.
186.Guicciardini,Stor. d’Ital., lib. XIX, cap. 6. —Varchi, lib. X.
187.Varchi, lib. X.
187.Varchi, lib. X.
188.Segni,Storia. —Capello, Lettere.
188.Segni,Storia. —Capello, Lettere.
189.Abbiamo di questa lettera, che il Portinari scrisse ai 22 di settembre, la copia nel Codice 313 appresso di noi.
189.Abbiamo di questa lettera, che il Portinari scrisse ai 22 di settembre, la copia nel Codice 313 appresso di noi.
190.Varchi, lib. X. — Lettere di Rosso Buondelmonti dal 13 al 30 settembre 1529. VediAppendiceNº IV.
190.Varchi, lib. X. — Lettere di Rosso Buondelmonti dal 13 al 30 settembre 1529. VediAppendiceNº IV.
191.Varchi, lib. X. —Segni, lib. III.
191.Varchi, lib. X. —Segni, lib. III.
192.Il Varchi descrive minutamente come si componessero questa sorta di Pratiche, nelle quali s’intendeva raccogliere i voti liberi della intera cittadinanza fiorentina.
192.Il Varchi descrive minutamente come si componessero questa sorta di Pratiche, nelle quali s’intendeva raccogliere i voti liberi della intera cittadinanza fiorentina.
193.Capello, Lettera de’ 29 settembre, e altrove. —Varchi, lib. X. —Fine dell’Istoria d’Iacopo Pitti.
193.Capello, Lettera de’ 29 settembre, e altrove. —Varchi, lib. X. —Fine dell’Istoria d’Iacopo Pitti.
194.Varchi, e con altri ilPaoli, il quale scriveva sul suoPriorista, in ogni bimestre, i fatti avvenuti dentro quel tempo.
194.Varchi, e con altri ilPaoli, il quale scriveva sul suoPriorista, in ogni bimestre, i fatti avvenuti dentro quel tempo.
195.Varchi, lib. IX e X. —Segni, lib. III. —Nerli, lib. IX. —Capello, Lettera 26 dicembre.
195.Varchi, lib. IX e X. —Segni, lib. III. —Nerli, lib. IX. —Capello, Lettera 26 dicembre.
196.«Nè minore diligenza si usa di acquistarsi col divin culto il favore di nostro Signore Iddio, con digiuni, comunioni, processioni generalmente di ognuno e di quelli della milizia istessa; cosa certamente a questi tempi meravigliosa da udire non che da vedere, le armi congiunte con la pietà e timor di Dio. Nella terra non si sente mancamento rumore, nè disordine alcuno. Il danaro si mantiene abbondante, ed a questi giorni fu per il pubblico, tra gli altri, venduto il palazzo e podere nel quale alloggia ora il Principe, e ne fu ritrovato la valuta come si sarìa fatto nei tempi felici.» (Capello, Lettera de’ 29 ottobre.)
196.«Nè minore diligenza si usa di acquistarsi col divin culto il favore di nostro Signore Iddio, con digiuni, comunioni, processioni generalmente di ognuno e di quelli della milizia istessa; cosa certamente a questi tempi meravigliosa da udire non che da vedere, le armi congiunte con la pietà e timor di Dio. Nella terra non si sente mancamento rumore, nè disordine alcuno. Il danaro si mantiene abbondante, ed a questi giorni fu per il pubblico, tra gli altri, venduto il palazzo e podere nel quale alloggia ora il Principe, e ne fu ritrovato la valuta come si sarìa fatto nei tempi felici.» (Capello, Lettera de’ 29 ottobre.)
197.Busini, Lettera XIII.
197.Busini, Lettera XIII.
198.Commentari nella Vita di Michelangelo Buonarroti(Vasari, tomo XII). —Nardi,Storie, lib. VIII. — Mentre era in torchio questa seconda edizione, venne in luce laVita di Michelangelo Buonarroti, opera dell’amico nostro signorAurelio Gotti, corredata di lettere e documenti, tra’ quali ve n’ha che risguardano a questa fuga di Michelangelo. È notabile una lettera di questi a Giovanni Battista Della Palla dove egli racconta misteriosamente di un tale che venne a esercitare sopra di lui qualcosa più della persuasione perchè egli fuggisse, giugnendo perfino a una sorta di violenza. Chi fosse l’ignoto Michelangelo non volle dire; infine aggiugne: «o Dio o il diavolo, quello che si sia stato non lo so.» Intorno a questo mistero faccia ognuno le congetture che vuole, noi dichiariamo non averne alcuna che sia probabile più d’un’altra. Questo medesimo Giovanni Battista dipoi faceva con un’altra lettera a Michelangelo grande pressa perchè egli tornasse, e gli andò incontro fino a Lucca per assicurarsi che non mutasse pensiero; scriveva in nome anche d’altri cittadini, e tale certo era il desiderio dei migliori e dei più autorevoli. — Vedi altre Lettere.
198.Commentari nella Vita di Michelangelo Buonarroti(Vasari, tomo XII). —Nardi,Storie, lib. VIII. — Mentre era in torchio questa seconda edizione, venne in luce laVita di Michelangelo Buonarroti, opera dell’amico nostro signorAurelio Gotti, corredata di lettere e documenti, tra’ quali ve n’ha che risguardano a questa fuga di Michelangelo. È notabile una lettera di questi a Giovanni Battista Della Palla dove egli racconta misteriosamente di un tale che venne a esercitare sopra di lui qualcosa più della persuasione perchè egli fuggisse, giugnendo perfino a una sorta di violenza. Chi fosse l’ignoto Michelangelo non volle dire; infine aggiugne: «o Dio o il diavolo, quello che si sia stato non lo so.» Intorno a questo mistero faccia ognuno le congetture che vuole, noi dichiariamo non averne alcuna che sia probabile più d’un’altra. Questo medesimo Giovanni Battista dipoi faceva con un’altra lettera a Michelangelo grande pressa perchè egli tornasse, e gli andò incontro fino a Lucca per assicurarsi che non mutasse pensiero; scriveva in nome anche d’altri cittadini, e tale certo era il desiderio dei migliori e dei più autorevoli. — Vedi altre Lettere.
199.Lettere alla Signoria di Venezia, 24, 25, 29 settembre, e 6 ottobre.
199.Lettere alla Signoria di Venezia, 24, 25, 29 settembre, e 6 ottobre.
200.PrioristadelPaoli.Continuazione dei Ricordi Rinuccini; Firenze, 1840.
200.PrioristadelPaoli.Continuazione dei Ricordi Rinuccini; Firenze, 1840.
201.Capello, Lettera de’ 15 ottobre. —Varchi, lib. X. —Paoli,Priorista.
201.Capello, Lettera de’ 15 ottobre. —Varchi, lib. X. —Paoli,Priorista.
202.Malavolti,Storia di Siena.
202.Malavolti,Storia di Siena.
203.Guicciardini,Stor. d’Ital., lib. LIX, cap. 6. —Paoli, ed altri.
203.Guicciardini,Stor. d’Ital., lib. LIX, cap. 6. —Paoli, ed altri.
204.Varchi. —Ammirato, lib. XXX.
204.Varchi. —Ammirato, lib. XXX.
205.Sassetti,Vita di Francesco Ferrucci, e Lettere di questo ai Dieci, da Prato (Archiv. Stor., tomo IV, parte 2). — IlBusini(Lettera V), dopo avere lodato molto Giovan Battista Soderini, segue a questo modo: «Nè mai Firenze ebbe sì bella coppia, com’erano egli e Marco Del Nero; ma il Soderini di più cuore. Di Giovan Battista ne nacque un ramo, che fu il Ferruccio glorioso, che quanto seppe ebbe da Giovan Battista, perchè cominciò a praticar seco quando era giovine di 15 anni, e lo seguitò sempre fuori, e fu pagatore a Napoli.» — V.Giannotti, Lettera intorno al Ferrucci (tomo I delleOpere; Firenze, 1850).
205.Sassetti,Vita di Francesco Ferrucci, e Lettere di questo ai Dieci, da Prato (Archiv. Stor., tomo IV, parte 2). — IlBusini(Lettera V), dopo avere lodato molto Giovan Battista Soderini, segue a questo modo: «Nè mai Firenze ebbe sì bella coppia, com’erano egli e Marco Del Nero; ma il Soderini di più cuore. Di Giovan Battista ne nacque un ramo, che fu il Ferruccio glorioso, che quanto seppe ebbe da Giovan Battista, perchè cominciò a praticar seco quando era giovine di 15 anni, e lo seguitò sempre fuori, e fu pagatore a Napoli.» — V.Giannotti, Lettera intorno al Ferrucci (tomo I delleOpere; Firenze, 1850).
206.Vedi le Lettere degli 11 novembre e 13 dicembre ed altre. Nella prima narra il fatto di San Miniato così brevemente: «Ieri mattina un’ora avanti giorno si andò alla volta di San Miniato, e giunti lì, si dette l’assalto da due bande e vi si entrò. E riducendosi gli uomini della terra nella Fortezza, difendendosi gagliardamente, finalmente combattendo un pezzo, domandarono patti. I patti furono: ch’e’ dovessino rendere la terra libera e la Fortezza alla Signoria di Firenze; e io promessi loro di salvare la roba e le persone, e così si osservò.....» In altre lettere domanda che il Commissario Spagnolo preso, gli sia lasciato come suo prigione, per averne compenso ai 350 ducati che gli era costato nella guerra di Napoli il proprio suo riscatto. Altrove, a proposito della morte dell’Orsini e del Santacroce, scrive: «Alla guerra non ne nasce, nè bisogna per questo sbigottirsi; che quando i tre quarti di noi morissimo per non tornare in servitù, il quarto che resterà sarà tanto glorioso che il resto vi sarà bene speso.»
206.Vedi le Lettere degli 11 novembre e 13 dicembre ed altre. Nella prima narra il fatto di San Miniato così brevemente: «Ieri mattina un’ora avanti giorno si andò alla volta di San Miniato, e giunti lì, si dette l’assalto da due bande e vi si entrò. E riducendosi gli uomini della terra nella Fortezza, difendendosi gagliardamente, finalmente combattendo un pezzo, domandarono patti. I patti furono: ch’e’ dovessino rendere la terra libera e la Fortezza alla Signoria di Firenze; e io promessi loro di salvare la roba e le persone, e così si osservò.....» In altre lettere domanda che il Commissario Spagnolo preso, gli sia lasciato come suo prigione, per averne compenso ai 350 ducati che gli era costato nella guerra di Napoli il proprio suo riscatto. Altrove, a proposito della morte dell’Orsini e del Santacroce, scrive: «Alla guerra non ne nasce, nè bisogna per questo sbigottirsi; che quando i tre quarti di noi morissimo per non tornare in servitù, il quarto che resterà sarà tanto glorioso che il resto vi sarà bene speso.»
207.Nerli, lib. X. —Varchi, lib. XI. —Segni, lib. IV. —Busini, Lettera XVI. —Capello, Lettere 3, 12 gennaio e 9 febbraio.
207.Nerli, lib. X. —Varchi, lib. XI. —Segni, lib. IV. —Busini, Lettera XVI. —Capello, Lettere 3, 12 gennaio e 9 febbraio.
208.Cambi.—Paoli.—Capello, Lettere. —Busini.—Varchi.
208.Cambi.—Paoli.—Capello, Lettere. —Busini.—Varchi.
209.Segni, lib. III. —Ammirato, lib. XXX. —Busini, Lettere.
209.Segni, lib. III. —Ammirato, lib. XXX. —Busini, Lettere.
210.Nardi, lib. IX. —Busini, Lett. XVI.
210.Nardi, lib. IX. —Busini, Lett. XVI.
211.Capello, Lettera, ultimo di febbraio.
211.Capello, Lettera, ultimo di febbraio.
212.Vedi intorno a questo Abbattimento una pubblicazione di Carlo Milanesi (Archivio Storico Italiano, Nuova Serie, tomo IV). E le Note del signor Passerini al Romanzo diMarietta de’ Ricci.
212.Vedi intorno a questo Abbattimento una pubblicazione di Carlo Milanesi (Archivio Storico Italiano, Nuova Serie, tomo IV). E le Note del signor Passerini al Romanzo diMarietta de’ Ricci.
213.Essendo al Capello morto un Cavallo a lui carissimo, lo faceva seppellire nei parapetti dell’Arno, fra il Ponte delle Grazie e il Ponte Vecchio, con una iscrizione latina che ivi si legge tuttora scolpita nel marmo.
213.Essendo al Capello morto un Cavallo a lui carissimo, lo faceva seppellire nei parapetti dell’Arno, fra il Ponte delle Grazie e il Ponte Vecchio, con una iscrizione latina che ivi si legge tuttora scolpita nel marmo.
214.Varchi, lib. XI. —Busini, Lettere XI, XVIII.
214.Varchi, lib. XI. —Busini, Lettere XI, XVIII.
215.Capello, Lettere 28 gennaio e ultimo di febbraio.
215.Capello, Lettere 28 gennaio e ultimo di febbraio.
216.«Venant de Boullogne icy, j’ay entendu la force et la foiblesse des Fleurentins: la premiere pour avoir leur ville bien reparée, assez gens de guerre, victuailles de pain et chair sallèe pour d’icy à la fin d’aoust et davantage pour sucres pour satisfaire à leur boire; le coeur bon et resolus de maintenir leur libertè; la seconde, la puissance du Camp qu’est à leur porte, avec determinacion de n’en partir sans les avoir par force a la longue ou par composicion.» — (Lettera del Vescovo di Tarbes al re Francesco I; da Roma, aprile 1530.Archivio Storico Ital., Appendice, vol. I, pag. 473.)
216.«Venant de Boullogne icy, j’ay entendu la force et la foiblesse des Fleurentins: la premiere pour avoir leur ville bien reparée, assez gens de guerre, victuailles de pain et chair sallèe pour d’icy à la fin d’aoust et davantage pour sucres pour satisfaire à leur boire; le coeur bon et resolus de maintenir leur libertè; la seconde, la puissance du Camp qu’est à leur porte, avec determinacion de n’en partir sans les avoir par force a la longue ou par composicion.» — (Lettera del Vescovo di Tarbes al re Francesco I; da Roma, aprile 1530.Archivio Storico Ital., Appendice, vol. I, pag. 473.)
217.«Majs le tout fut si avant debatu qu’il y vint à la fin (il Papa) et est contant que le tout ainsi se face (così almeno credeva l’Ambasciatore); dont j’ay esté aussi aise qu’il est possible, tant pour la conservacion de la ville qui est de tous pointz à vous, que pour rendre l’Italie necte de telles maniere de gens, et pour la commodité que vous aurez de faire ce qu’il vous plaira par ce moyen; car vous serez non seulement comme arbitre, may commanderez à baguette tant au principal que aux accessoires qui en peuvent deppendre.» (Lettera citata.)
217.«Majs le tout fut si avant debatu qu’il y vint à la fin (il Papa) et est contant que le tout ainsi se face (così almeno credeva l’Ambasciatore); dont j’ay esté aussi aise qu’il est possible, tant pour la conservacion de la ville qui est de tous pointz à vous, que pour rendre l’Italie necte de telles maniere de gens, et pour la commodité que vous aurez de faire ce qu’il vous plaira par ce moyen; car vous serez non seulement comme arbitre, may commanderez à baguette tant au principal que aux accessoires qui en peuvent deppendre.» (Lettera citata.)
218.«Je lui dys que je no veoys point de necessité de faire gros ne petit nombre (di Cardinali) en son endroit non voluntaire, luy disant que supplieroys Sa dicte Sainctété de n’estre mal contente si je luys en disoys mon advis, non comme vostre ambassadeur ou ministre, mays comme chrestien, prebstre et evesque, et pur consequent son subget; ce qu’il me accorda. Et lors je luy dys, que pour l’envye que j’avoys de luy faire service et que son nom feust perpetué par bienfaictz comme le lieu qu’il tient le requiert, j’avoys esté merveilleusement marry de l’entreprinse de Florence et encore plus de la continuacion, laquelle tout le monde de commune voix appelle obstinacion, et mesmes les gens de guerre qui sont au camp, les quels publiquement disent que toutes choses leur sont loysibles puis que le Chef de l’Eglise leur donne autorité de mal faire; joinct aussi que delà ne luy pouvait venir sinon despence, fascherye, melencolye, peine et ennuy. Bien luy confessoys je, qu’il pourroit tirer quatre ou cinq cens mil escuz faisant la creation surdite des dictz cardinaulx, mays qu’il falloit qu’il pensast que ce faisant il ruyneroit de tous poinctz l’Eglise; car oultre ce qu’il donneroit à parler aux lutheriens, il mectroit une si grande peste au College, que les relicques en seroient d’icy à cent ans; d’autant que ceulx qui y pretendent sont assez congneuz. Il me dit que je savoys bien que la chose de ce monde qu’il fesoit le plus envys estoit de crèer cardinaulx, encores gens de bien, pour la moltitude qu’y est, et qu’il cognoissoit que ce que luy disoys estoit toute verité, mays qu’il estoit constrainct pour son honneur de le faire. Je luy dys qu’il n’y avait honneur ny prouffit, car posé ores qu’il eust Florence, il l’auroit gastée et du tout ruynée, voyre de sorte que d’icy a vingt ans il n’en sauroit tirer ung escut, et qu’il y despendroit tout l’argent que dessus, et davantage, s’il en avoit: que estoit son estrème oncion, car ce fait il n’avoit plus aucun moyen de faire argent et seroit homme pour non estre puis après obey comme pape, ainsi par adventure vilipendé de tous les princes chrestiens et donné en proye des ses ennemys, despoilleroient l’Eglise de tout ce qu’elle a maintenant; et que je congnoissoys son sens et son coueur estre telz, que s’il se veoit là, il seroit contraint de mourir de faim et ennuy maulgré luy. Il me dist qu’il estoit contant que Florence n’eust jamais esté, et qu’il ne savoit qu’ilz y pouroient faire; et si je seroys d’advis qu’il cedast a sept ou huit des plus pouvres de la ville de Florence qui avoient conduit le peuple à consentir d’estre destrouictz, etc.» (Lettera citata.)
218.«Je lui dys que je no veoys point de necessité de faire gros ne petit nombre (di Cardinali) en son endroit non voluntaire, luy disant que supplieroys Sa dicte Sainctété de n’estre mal contente si je luys en disoys mon advis, non comme vostre ambassadeur ou ministre, mays comme chrestien, prebstre et evesque, et pur consequent son subget; ce qu’il me accorda. Et lors je luy dys, que pour l’envye que j’avoys de luy faire service et que son nom feust perpetué par bienfaictz comme le lieu qu’il tient le requiert, j’avoys esté merveilleusement marry de l’entreprinse de Florence et encore plus de la continuacion, laquelle tout le monde de commune voix appelle obstinacion, et mesmes les gens de guerre qui sont au camp, les quels publiquement disent que toutes choses leur sont loysibles puis que le Chef de l’Eglise leur donne autorité de mal faire; joinct aussi que delà ne luy pouvait venir sinon despence, fascherye, melencolye, peine et ennuy. Bien luy confessoys je, qu’il pourroit tirer quatre ou cinq cens mil escuz faisant la creation surdite des dictz cardinaulx, mays qu’il falloit qu’il pensast que ce faisant il ruyneroit de tous poinctz l’Eglise; car oultre ce qu’il donneroit à parler aux lutheriens, il mectroit une si grande peste au College, que les relicques en seroient d’icy à cent ans; d’autant que ceulx qui y pretendent sont assez congneuz. Il me dit que je savoys bien que la chose de ce monde qu’il fesoit le plus envys estoit de crèer cardinaulx, encores gens de bien, pour la moltitude qu’y est, et qu’il cognoissoit que ce que luy disoys estoit toute verité, mays qu’il estoit constrainct pour son honneur de le faire. Je luy dys qu’il n’y avait honneur ny prouffit, car posé ores qu’il eust Florence, il l’auroit gastée et du tout ruynée, voyre de sorte que d’icy a vingt ans il n’en sauroit tirer ung escut, et qu’il y despendroit tout l’argent que dessus, et davantage, s’il en avoit: que estoit son estrème oncion, car ce fait il n’avoit plus aucun moyen de faire argent et seroit homme pour non estre puis après obey comme pape, ainsi par adventure vilipendé de tous les princes chrestiens et donné en proye des ses ennemys, despoilleroient l’Eglise de tout ce qu’elle a maintenant; et que je congnoissoys son sens et son coueur estre telz, que s’il se veoit là, il seroit contraint de mourir de faim et ennuy maulgré luy. Il me dist qu’il estoit contant que Florence n’eust jamais esté, et qu’il ne savoit qu’ilz y pouroient faire; et si je seroys d’advis qu’il cedast a sept ou huit des plus pouvres de la ville de Florence qui avoient conduit le peuple à consentir d’estre destrouictz, etc.» (Lettera citata.)
219.Malavolti,Storia di Siena.
219.Malavolti,Storia di Siena.
220.Ferrucci,Lettere ai Diecidai 21 ai 27 aprile.
220.Ferrucci,Lettere ai Diecidai 21 ai 27 aprile.
221.Varchi,Storia; eLetteredel Ferrucci e del Tedaldi, dai 17 maggio ai 22 giugno, e quella pure dei 6 luglio.
221.Varchi,Storia; eLetteredel Ferrucci e del Tedaldi, dai 17 maggio ai 22 giugno, e quella pure dei 6 luglio.
222.Il Ferrucci nelle prime lettere mostrava fare molta stima di Piero Orlandini. Pure il suo nome è tra quelli dicittadini da provare et guadagnare a Casa Medicifin dall’anno 1519 (Archiv. Stor., tomo I, pag. 320). In quanto a Empoli, scriveva il Ferruccio a’ 21 aprile: «Qui si lascierà munito di sorte, che se la vigliaccheria non piglia gli uomini del tutto, ve ne potete rendere sicuri.» E da Volterra, a’ 26 aprile: «Nè mancherò di rimandare a Empoli una banda acciò si renda più sicuro; ancorchè si truova assettato di sorte, che le donne con le rocche lo potrien guardare.»
222.Il Ferrucci nelle prime lettere mostrava fare molta stima di Piero Orlandini. Pure il suo nome è tra quelli dicittadini da provare et guadagnare a Casa Medicifin dall’anno 1519 (Archiv. Stor., tomo I, pag. 320). In quanto a Empoli, scriveva il Ferruccio a’ 21 aprile: «Qui si lascierà munito di sorte, che se la vigliaccheria non piglia gli uomini del tutto, ve ne potete rendere sicuri.» E da Volterra, a’ 26 aprile: «Nè mancherò di rimandare a Empoli una banda acciò si renda più sicuro; ancorchè si truova assettato di sorte, che le donne con le rocche lo potrien guardare.»
223.Varchi,Storie. —Capello,Letteredei 11 e 20 luglio. —Ammirato, lib. XXX.
223.Varchi,Storie. —Capello,Letteredei 11 e 20 luglio. —Ammirato, lib. XXX.
224.Nardi.
224.Nardi.
225.«Il signor Paolo viene a questa impresa molto volentieri e aiutaci in tutte le cose gagliardamente; ed è migliorato da qualche dì in qua in tutti i conti con essi noi: andiamo incatenandolo col Ferruccio per tutti i versi, e speriamo abbiano a fare buonissimo composto.» (Lettera dei Commissari di Pisa dei 21 luglio, con quelle del Ferrucci, pag. 674.)
225.«Il signor Paolo viene a questa impresa molto volentieri e aiutaci in tutte le cose gagliardamente; ed è migliorato da qualche dì in qua in tutti i conti con essi noi: andiamo incatenandolo col Ferruccio per tutti i versi, e speriamo abbiano a fare buonissimo composto.» (Lettera dei Commissari di Pisa dei 21 luglio, con quelle del Ferrucci, pag. 674.)
226.Lettera di Ferrante Gonzaga al Marchese di Mantova suo fratello, dei 16 luglio, pubblicata con altre che seguono dal signor Eugenio Albèri; e noi le riproduciamo, con sua licenza, nell’AppendiceNº V.
226.Lettera di Ferrante Gonzaga al Marchese di Mantova suo fratello, dei 16 luglio, pubblicata con altre che seguono dal signor Eugenio Albèri; e noi le riproduciamo, con sua licenza, nell’AppendiceNº V.
227.Benedetto Varchi, letterato insigne, ma poco buon critico ed istorico disordinato, avendo in mente un pensiero solo, quello di mostrare Malatesta essere stato sempre traditore, scrive, contro all’evidenza della lettera del Gonzaga da lui medesimo pubblicata, l’Orange e Malatesta essersi abboccati effettivamente in segreto, dando anche ad intendere le cose tra loro discorse. Nè questo è il solo luogo del Varchi dove i fatti siano tirati oltre alla propria loro significazione, come resulta dai molti documenti certi venuti in luce ai giorni nostri.
227.Benedetto Varchi, letterato insigne, ma poco buon critico ed istorico disordinato, avendo in mente un pensiero solo, quello di mostrare Malatesta essere stato sempre traditore, scrive, contro all’evidenza della lettera del Gonzaga da lui medesimo pubblicata, l’Orange e Malatesta essersi abboccati effettivamente in segreto, dando anche ad intendere le cose tra loro discorse. Nè questo è il solo luogo del Varchi dove i fatti siano tirati oltre alla propria loro significazione, come resulta dai molti documenti certi venuti in luce ai giorni nostri.
228.Lettere del Gonzaga de’ 23, 25 luglio e 4 agosto.AppendiceNº V.
228.Lettere del Gonzaga de’ 23, 25 luglio e 4 agosto.AppendiceNº V.
229.Varchi; Capello,Lettera13 agosto.
229.Varchi; Capello,Lettera13 agosto.
230.Lettera ultima del Ferrucci da Pescia, 1º agosto, con poscritto deldueda Calamecca. —Varchi,Storia. —Gonzaga,Letteredel 5 agosto con allegati. —Ammirato, lib. XXX.
230.Lettera ultima del Ferrucci da Pescia, 1º agosto, con poscritto deldueda Calamecca. —Varchi,Storia. —Gonzaga,Letteredel 5 agosto con allegati. —Ammirato, lib. XXX.
231.Lünig,Codex Italiæ Diplomaticus, tomo I. —Varchi, lib. XI. —Busini,Lettere16, 17. —Capello, Lettera de’ 13 agosto. —Nardi, Segni, Nerli, Cambi, Ammirato, lib. XXX. —Pitti,Apologia de’ Cappucci(Archiv. Stor., tom. IV, pag. 27).
231.Lünig,Codex Italiæ Diplomaticus, tomo I. —Varchi, lib. XI. —Busini,Lettere16, 17. —Capello, Lettera de’ 13 agosto. —Nardi, Segni, Nerli, Cambi, Ammirato, lib. XXX. —Pitti,Apologia de’ Cappucci(Archiv. Stor., tom. IV, pag. 27).
232.Varchi, lib. IX. —Busini,Lettera17 eLettera21, pag. 221.
232.Varchi, lib. IX. —Busini,Lettera17 eLettera21, pag. 221.
233.Segni,Storia, lib. V.
233.Segni,Storia, lib. V.
234.Carlo Capello, Ambasciatore veneziano, lasciando Firenze, scriveva con l’ultima sua lettera dei 13 agosto: «Il signor Malatesta mi ha due fiate richiesto che io offerisca alla Serenità Vostra ad ogni servizio suo la persona sua e cinque o seimila fanti eletti. E veramente come non si può negare che non sieno gente valorose quelle che si trovano con Sua Signoria, così mi pare superfluo dire del chiarissimo valore di quella, e quanto sia accorta ed avveduta.» — Giov. Battista Vermiglioli, uomo benemerito della città sua per molti suoi studi archeologici e storici, scrisse anche unaVita di Malatesta Baglioni(Perugia, 1839). In quella si studia difenderlo a spada tratta, ma veramente nulla aggiunge a cose già note.
234.Carlo Capello, Ambasciatore veneziano, lasciando Firenze, scriveva con l’ultima sua lettera dei 13 agosto: «Il signor Malatesta mi ha due fiate richiesto che io offerisca alla Serenità Vostra ad ogni servizio suo la persona sua e cinque o seimila fanti eletti. E veramente come non si può negare che non sieno gente valorose quelle che si trovano con Sua Signoria, così mi pare superfluo dire del chiarissimo valore di quella, e quanto sia accorta ed avveduta.» — Giov. Battista Vermiglioli, uomo benemerito della città sua per molti suoi studi archeologici e storici, scrisse anche unaVita di Malatesta Baglioni(Perugia, 1839). In quella si studia difenderlo a spada tratta, ma veramente nulla aggiunge a cose già note.
235.Varchi, lib. XII. — Abbiamo il rendiconto e il benestare delle spese passate per mano di Baccio Valori, dal principio della guerra fino alla partenza degli Spagnoli, che ammontano a ducati 553,286, soldi sette e due danari, d’oro di Camera, valutati a dieci giuli il ducato. (Giornale Storico degli Archiviec., An. 1857, pag. 106.)
235.Varchi, lib. XII. — Abbiamo il rendiconto e il benestare delle spese passate per mano di Baccio Valori, dal principio della guerra fino alla partenza degli Spagnoli, che ammontano a ducati 553,286, soldi sette e due danari, d’oro di Camera, valutati a dieci giuli il ducato. (Giornale Storico degli Archiviec., An. 1857, pag. 106.)
236.Ultima lettera del Commissario da Pisa, con poscritto dei 14 agosto, pubblicata con quelle del Ferrucci.
236.Ultima lettera del Commissario da Pisa, con poscritto dei 14 agosto, pubblicata con quelle del Ferrucci.