PRIMAVERASTATO D'ANIMO DRAMMATIZZATO

BALILLA PRATELLAPRIMAVERASTATO D'ANIMO DRAMMATIZZATO

BALILLA PRATELLA

Salotto moderno di casa signorile. — Nel fondo, vetrate aperte, poi terrazza bassa e giardino. Sole, fiori. — A sinistra, una porta con portiera. A destra, il Figlio, sul divano, silenzioso, dal volto contratto. Lì presso, la Madre e la Signorina in visita, sedute. Prendono il tè.

Voci di fanciulli(dal giardino). Giro, giro tondo...(Giocondità infantile).Ah, ah, ah, ah, ah, ah!(Risata, indi silenzio).

Madre(sorridendo)— Poverini, come si divertono!

Signorina— C'è un sole!

Madre— Ah! la cara primavera. Il nostro giardino è tutto fiorito.

Signorina— Oggi faremo una passeggiata deliziosa. Andremo lungo la riva del fiume a cogliere le margheritine.

Madre(alzandosi da sedere)— V'invidio proprio... Permettete? Torno subito...

Signorina(nell'atto di seguirla)— Ma già io debbo...

(La Madre uscita dalla porta a sinistra senza ascoltare il termine della frase. La Signorina seduta di nuovo, imbarazzata, a disagio; su di lei gli occhi lucidi ed accesi del Figlio.

Silenzio di attesa, angoscia quasi.

Il Figlio, ladro, prenderà bruscamente alla Signorina un piccolo guanto).

Signorina— Ti piace?

Figlio(odorando il guanto)— Buono, buono..

Signorina— Te lo regalo.

Figlio(con voce alterata)— Buono, buono odore tuo...

Signorina(alzandosi timorosa)— Ah, ah, ah!..

Figlio— Buono odore tuo...

Signorina(movendo verso la terrazza)— Debbo andarmene... Ho fretta... Saluta tanto perme la tua mamma... Che mi scusi... Ho molta fretta...

(La Signorina via. Il Figlio, con mosse di prudenza animalesca, dietro a lei, fin sull'ingresso della terrazza. Qui fermo, di dove potrà vederla ancora, il guanto sempre stretto fra le mani gelosamente. Lo odorerà di quando in quando con crescente eccitazione).

Cameriera(entrando dalla porta di sinistra)— Che cosa fa lì, signorino? Mio Dio, divora un guanto... Dove l'ha preso?... Lo dia a me.

(Tenta di strapparglielo. Lui, sentendosela accanto, mosso dall'istinto, l'abbraccerà avido. Divincolamento violento, sforzo liberatore: lei da una parte, lui da un'altra).

Cameriera(feroce)— Gobbaccio... Marcio...

(Portiera sollevata. Nel vano, la Madre pallidissima).

Madre(facendosi avanti)— Che cos'è stato?...

Figlio(mostrando il guanto)— Mio, mio...

(Il Figlio sul divano di nuovo, odorando e mordendo il guanto, delirante.

La Cameriera, muta, prenderà il vassoio col servizio per il tè; riverenza profonda alla Madre, poi via.

La Madre a guardare il Figlio con grande tenerezza e disperata pietà.

In punta di piedi e silenziosa chiuderà vetrate e porte a chiave, tirerà tende sulla luce, soffermandosi ad ogni passo come per ascoltare.

Poi decisa, tornerà presso il Figlio e con fare di amante lo stringerà fra le braccia e lo bacerà appassionatamente sulle labbra...)

(Tela rapidissima)


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