ATTO SECONDO

Vagisci, o bimbo, e il tuo vagito parenon so quale prodigio d'eloquenza.Non pensi, è ver, ma a tutto fai pensarein questa tua dolcissima incoscenza.

Vagisci, o bimbo, e il tuo vagito pare

non so quale prodigio d'eloquenza.

Non pensi, è ver, ma a tutto fai pensare

in questa tua dolcissima incoscenza.

(A Caterina)Non ti va?

Caterina

(soffrendo)Sì sì, continua.

Ludovico

(prosegue a leggere:)

Non pensi, è ver, ma quante cose careal babbo dici, inconsciamente, senzache l'aria stessa le possa rubarealla felice tua breve innocenza.O bimbo mio....

Non pensi, è ver, ma quante cose care

al babbo dici, inconsciamente, senza

che l'aria stessa le possa rubare

alla felice tua breve innocenza.

O bimbo mio....

(Interrompendosi)No, no, è inutile, non ti va, non ti va. Non so se per le idee o per la forma, ma è indubitato che non ti va; ed io non me ne dolgopunto. Che diamine! Te l'avevo detto: sono versicoli che metto insieme per mio sfogo. E non temere: ti risparmio il resto....(Sforzandosi di scherzare)Abbasso il poeta!(Ripone nel cassetto le paginette.)Sei contenta?

Caterina

Ma ti sembra che io mi permetta di giudicare quello che tu scrivi?

Ludovico

Giudicare no. Ma non ti piace quello che non ti piace. Che male c'è? Non ne parliamo più...: non ne vale la pena. Lascia, lascia che io mi goda bene la tua presenza. Ti vedo qui, seduta presso la mia scrivania, come nel tempo buono, e non mi par vero. È così eccezionale ed è così bello che... non so... vorrei solennizzare questo avvenimento, vorrei fare il chiasso, vorrei farti festa insomma....

(Un silenzio.)

Caterina

Dammi qualche libro da leggere.

Ludovico

Vado in biblioteca....

Caterina

No, un libro qualunque. Piglio questo.(Ne prende uno di su la scrivania)Permetti?

Ludovico

Ma questo è il Codice.

Caterina

E tu studii il Codice?

Ludovico

Lo studio, sì, lo discuto, lo combatto....

Caterina

E perchè?

Ludovico

Perchè esso è quasi sempre la negazione dell'indulgenza e del perdono. Un cattivo libro!

Caterina

(lasciandosi cadere il libro dalle mani)Già.

(Un silenzio.)

Ludovico

(alzandosi)Eh, sì! Altro che saltare e fare il chiasso e festeggiarti! È da un pezzo che tu non me ne dài più agio.... Sei triste, tanto triste! Non sorridi più! Mai!(Pausa.)E dire che ci siamo amati così bene che a me pareva di vivere..., nonso,... in un'atmosfera d'amore. Credevo che a completare la nostra felicità non ci mancasse che un piccolino, e, ora che abbiamo anche questo, invece di vederti contenta, io ti vedo pensosa, sofferente, tutta avvolta in te stessa. Tu sei infelice, Caterina!(Pausa.)E non protesti, non mi correggi, non mi smentisci!... Ma dimmi, almeno: è per colpa mia che sei infelice?

Caterina

(fievolmente)No.

Ludovico

Ma non essere timida. Se hai dei rimproveri da farmi, che aspetti? Fammeli. Se c'è un malinteso, se c'è un equivoco, lo chiariremo certamente. Che ci può essere di grave fra me e te? Niente. E intanto, io rifletto, rumino, indago, ed è peggio! Mi smarrisco... e divento inetto a qualunque energia. Il tuo contegno ha come costruita una barriera tra noi due, e io non ardisco più di darti un bacio, non ardisco più di abbracciarti, e quando restiamo soli io ti sono davanti interdetto e impacciato e sento di essere grottesco. Adesso andrai in collera, lo so; ma è così, è proprio così: da che abbiamo un figlio, tu mi eviti, tu mi sfuggi. Egli ti assorbe, egli ti ha tutta per lui, e certo nessuno più di me ammira il tuo attaccamento materno; ma lo strano è che tu mi diventi livida, tu soffri se ti accorgi che da lui io mi lascio assorbire come te, e soffri e ti tormenti se ti accorgi che io mi piglio quella parte di gioie e di emozioni che mi spetta. Puoi negarmelo questo?Me lo puoi negare? Ecco, lo vedi: non me lo neghi....

Caterina

(vorrebbe parlare, le sembra d'essere afona.)

Ludovico

Non hai neppure il coraggio, non hai neppure l'impulso di mitigare la gravità di quello che io dico, e te ne stai lì, muta, enigmatica, incomprensibile, senza curarti che il mio cervello è in balìa delle fantasticaggini più balorde e delle supposizioni più assurde. Se continuiamo così, Caterina, in fede mia, impazziremo tutt'e due!(Torna a sedere alla scrivania. Prende la penna, ma poi la getta via, quasi con violenza.)Ma che!... Lasciamo andare.... La testa non è a posto.(Pigliando, in disordine, lo scartafaccio ed altre carte e ponendo tutto in un cassetto)Nascondetevi qui, mie povere idee d'amore e di pace! Questa sera voi non siete che una goffa ironia!(Chiude il cassetto, e ne ripone in tasca la chiave)Non è forse vero, Caterina? Non è forse vero?(Pausa.)E taci! E taci ancora! E taci sempre! E nulla è più desolante di questi tuoi silenzi!(Sovreccitandosi)Io mi ci perdo.... Io mi ci perdo come nel buio! Io mi ci perdo come nell'ignoto!

Caterina

(con debole accento)Scusami, Ludovico.... Stasera ho qualche cosa qui, alla gola, che mi trattienela parola, che mi trattiene la voce. Sono nervosa.... Non avertelo a male.... Volevo stare un poco vicino a te. Anzi, volevo proprio parlare con te. Sono venuta qui apposta per questo.... Ma vedo che sarà meglio ch'io vada a riposare.(Alzandosi)Parleremo domani.... Diremo molte cose.... Ma stasera no, niente. Tu, cerca di lavorare. Il lavoro ti distrarrà. Così potessi lavorare anch'io!(Si avvicina a lui.)

Ludovico

(la guarda con occhi docili.)

Caterina

Buona notte.(Gli prende la testa fra le mani e gli bacia la fronte.)

Ludovico

(prendendole i polsi)Mia Caterina, perchè vuoi che un'altra notte passi su questa tristezza così piena di dubbî?

Caterina

Non lo capisco io stessa. Aspetto da tanto tempo una forza interiore che mi aiuti e mi costringa a non più tacere.... Mi pareva d'averla quando sono entrata in questa camera... e poi non l'ho ritrovata più. Ma l'avrò, l'avrò! Io uscirò da questa miseria, che è durata troppo. Io ne uscirò comunque, e nulla certamente accadrà che sia più brutto e piùmiserabile di ciò che è accaduto sinora.(Si avvia per uscire a destra, quasi precipitosamente.)

Ludovico

(alzandosi di botto e richiamandola in tono imperioso)Caterina! Oramai tenteresti invano di prolungare l'indugio.(Con solennità prepotente)La forza che in questo momento ti costringe a non tacere è la mia volontà. Parla!

Caterina

(volgendosi a lui e restandogli di fronte, ha gli occhi lampeggianti d'istantanea fierezza.)E sia!

Ludovico

(corre verso di lei con ansia incalzante.)

Caterina

(comincia coraggiosamente)Quando tu...(Ma subito porta la mano alla gola come se si sentisse strozzare).... No, no, no, non è possibile! non è possibile!...(Con desolazione lagrimosa)Come si possono pronunziare certe parole!?...

Ludovico

(sempre più febbrilmente)Parla, parla!

Caterina

Ma nessun lume d'intuizione ti soccorre ancora? Non senti ancora penetrare tutta intera la veritàdentro di te? Non la leggi qui, qui, nei miei occhi?

Ludovico

(quasi tremante e girando lo sguardo altrove)Caterina!...

Caterina

(afferrandolo per le braccia, costringendolo a guardarla e accostando il volto al volto di lui)Fissami bene in faccia, Ludovico!... Non volgere gli sguardi altrove, come un fanciullo pauroso.... Fissami con coraggio, e comprendimi, e non obbligarmi a pronunziare le parole roventi.... Leggi, leggi qui.... Liberami tu stesso da questo incubo.... Ricòrdati tutto, Ludovico.... Ricòrdati.... Ricòrdati la tua assenza di un anno fa... la tua lunga assenza....

Ludovico

(segue con terrore la catena delle reminiscenze, ansimando come per un soffocamento progressivo.)

Caterina

Ricòrdati il tuo ritorno.... Ricòrdati...! Giungesti, di sera, lieto, espansivo, amoroso come un innamorato; e io ti ricevetti con un impeto pazzo che ti parve uno scoppio di giovinezza esuberante.... Eppure... ricòrdati, ricòrdati.... Il nostro amplessofu preceduto da una certa mia resistenza, da un tremito che mi prese tutta, da un dibattito insolito, e terminò in una profonda tetraggine quasi funebre! E..., dopo un periodo breve, sopravvennero i primi sintomi della maternità e le prime ribellioni alla tua esultanza, e poi seguì la nascita del piccolino con tutte le torture che mi costò, e seguirono gli scatti di rancore, gli scatti di ferocia contro me stessa e l'infrenabile sdegno per tutto ciò che m'indicava la tua contentezza di padre, la tua fiducia, la tua tranquillità, le tue illusioni.... Mi comprendi, ora? Mi comprendi? Mi comprendi?...

Ludovico

(con le pupille dilatate, guardandola sempre, atterrito ma attonito, e facendosi entrare l'idea orrenda nel cervello — con voce soffocata)Non è... mio figlio?!

Caterina

(senza fiato, eppure con un moto di sollievo)Finalmente, l'hai detto!

Ludovico

(staccandosi da lei e, come un pazzo, mutando stranamente tono)Ah no! Non è vero! Non è vero! Tu m'inganni! Non riesco a intendere la ragione di questa follia menzognera, ma è certo che tu m'inganni, perchè se tu non m'ingannassi, se mi avessi detto la verità, ti affretteresti ora a difenderti per diminuire, almeno, la tua colpa.... Nesentiresti la necessità, ne sentiresti l'urgenza; e invece tu non aggiungi una parola in tua difesa.... Tu non ti difendi!

Caterina

Io non sono qui per difendermi, Ludovico; sono qui per accusarmi. Io non amo l'uomo che mi ha posseduta, non l'ho amato mai, non l'amerò mai; ma non so e non è indispensabile ch'io sappia se ciò attenui l'infamia o sia piuttosto un'aggravante. Per difendermi bene dovrei dirti d'essere stata costretta con l'arma alla mano.... Ma dicendoti questo, mentirei. Ho mentito già troppo. Basta ora. Io devo salvarti dalla profanazione di ogni altra menzogna.(Umilmente)No, non sono stata costretta. Ci deve essere nelle donne come me una strana sensibilità di cui esse non sono consapevoli: una sensibilità che dorme nel pudore, nell'onestà, nell'orgoglio.... Il suo risveglio è inaspettato, Ludovico, è imprevedibile... ed è l'opera di chi meno pare ne abbia il potere. Oh la fragile creatura trascinata dal turbine! Non è un pervertimento il suo, nè un'esaltazione, no; è semplicemente la soppressione repentina della coscienza, è la tirannia, occulta, ma imperiosa, d'una grande forza che agisce in una grande debolezza. Si cede! Si precipita! Si precipita!(Con terrore e avvilimento)E la perdizione è completa! Quando il turbine è passato, quando ritorna la coscienza, qualunque sforzo si faccia col cervello, non si riesce a distinguere il punto di partenza.... Si è percorsa in un momento solo una strada abietta che sembra lunga lunga lunga e di cui si vede la fine e non si scorge più il principio. Se ne prova un'ipocondria di maleinguaribile... un ribrezzo asfissiante... la nausea... il raccapriccio... uno spasimo indicibile che il ricordo accresce, ogni giorno, ogni giorno, spietatamente... e non se ne trova il rimedio, e non c'è speranza di trovarne mai!...(Affranta, ammiserita)Così vivo io, Ludovico; ed ora fa tu di me quello che vuoi!

Ludovico

(con la fisonomia d'un vero folle — brutalmente)E di': chi è stato il tuo amante di cinque minuti? Chi è stato l'uomo irresistibile, l'essere soprannaturale per cui ti sei gettata nella melma?...(Terribile, ma sottovoce)Tu mi dirai il suo nome, Caterina!

Caterina

No! Non te lo dirò!

Ludovico

(fremendo)Io devo saperlo!

Caterina

Non te lo dirò!

Ludovico

Io t'infliggerò la tortura!...

Caterina

Non te lo dirò!

Ludovico

(minaccioso)Bada, Caterina!...

Caterina

Ma che vorresti, tu? Vorresti ch'io ti mandassi a cercare nella folla un individuo che fortunatamente è persuaso di non essere stato niente per me, un individuo ch'io avrei scacciato perfino dalla mia memoria se purtroppo il disgusto non avesse reminiscenze così persistenti? Vorresti ch'io incaricassi te di dirgli: «Sai, fra quella madre e quel figlio tu seiqualcuno, non lasciarti frodare...», e io dovrei consentirti di creare in quell'uomo il convincimento di avere un'importanza che sinora egli non saprebbe sospettare? Dovrei, per mezzo tuo, ricacciarlo, vivo o morto, come un aspide, nella mia esistenza?... Ah no! Torturami, battimi, mettimi pure una morsa alla gola: io mi lascerò soffocare cento volte senza mai proferire il suo nome!

Ludovico

(più terribile e più fremente)Ma dunque io non potrò neanche vendicarmi? Tra le rovine di ogni mio bene, d'ogni mia illusione, io sarò costretto a vedermi perennemente dinanzi il fantasma d'un uomo senza connotati, un'ombra schernitrice e inafferrabile, e sarò costretto a sentirmi quotidianamente come schiaffeggiato da una mano ignota?!... E questo non è nulla a confronto di tutto il resto!... C'è il frutto dell'obbrobrio, c'è il documento vivo della vergogna, della nefandezza,c'è la personificazione della sciagura che mi colpisce!... C'è un bambino che oggi balbetta e piange, e che ben presto mi chiamerà «babbo» e che sarà più crudele, più offensivo, più beffardo d'una platea di curiosi! E se anche, per una umiltà di paziente, per una nostalgia di pace, per una frenesia d'innamorato, io volessi perdonare a te come un Cristo, no, quel bambino non me lo permetterebbe perchè esso resterà lì, sempre lì, attaccato a sua madre, e si farà grande, e sarà un uomo, e la sua presenza, ostinata, invadente, alimenterà di ora in ora, di minuto in minuto, le mie sofferenze, il mio odio, le mie angosce!... Nessuna vendetta, non è vero? E nessun mezzo per abbreviare la durata del tormento?... Nessuno?... Nessuno?... Nessuno?... Proprio nessuno?...(Con un moto di ribellione cupa e feroce)Ah no!... Il mezzo c'è! Il mezzo c'è!...(Trionfalmente)Io l'ho trovato!...(Col viso acceso, con gli occhi di fuoco)Ti giuro che l'ho trovato!

Caterina

(intuisce d'un subito ed è invasa dallo spavento)Ludovico!

Ludovico

Bisogna eliminare la causa maggiore! Bisogna distruggere il documento vivo!

Caterina

Ludovico!

Ludovico

Bisogna sopprimere questa creatura che è nata per crucifiggermi!

Caterina

(atterrita)Ludovico!

Ludovico

(come per precipitarsi nella stanza a destra)Sì, io te l'ucciderò!

Caterina

(parandosi davanti a lui, con un grido)No, Ludovico! Pietà!... Pietà!... Pietà di me!...

Ludovico

(si arretra e si abbandona disfatto su una sedia.)

Caterina

(aspetta, lungamente, in un'atroce trepidanza.)

Ludovico

E sta bene!... Avrò pietà di te!(Si passa una mano sui capelli e lascia scorgere d'aver presa una decisione. Guarda il suo orologio. Si alza nervosamente. Tocca due volte il bottone del campanello. Va alla porta comune come per evitare che la cameriera entri. Resta sulla soglia parlando a lei:)Betta, prendete le mie valige, portatele giù in portineria... e dite a Luigi che faccia fermare una carrozza.(Rispondendo a qualche domanda della cameriera)Ma sì, c'è tutto.... Voi non avete che a chiuderle.... Sbrigatevi.

Caterina

(immobile, lo avvolge dei suoi sguardi pavidi.)

Ludovico

(attraversa la stanza in fretta, dirigendosi verso la porta a destra.)

Caterina

(ne ha un nuovo sussulto di spavento.)

Ludovico

(prima di varcare la soglia, si arresta. — Si sorveglia. — Si rivolge a lei)Pigliami, ti prego, il soprabito e il cappello.

Caterina

(guardandolo supplichevolmente, obbedisce e va. — Rientra subito recando il cappello e il soprabito, che pone sopra la scrivania.)

Ludovico

(assorto nella risoluzione presa, verifica il suo portafogli. Quindi afferra soprabito e cappello come per andarsene.)

Caterina

(timida, implorante)Ma dove vai?

Ludovico

Non lo so.

Caterina

E quando tornerai, Ludovico?

Ludovico

Non tornerò.

Caterina

Mi lasci per sempre?...

Ludovico

E che altro mi resta a fare?!

(Un breve silenzio.)

Caterina

Io... t'ho detto tutto... con la speranza di risentirmi degna di te, con la speranza di offrirti la mia vita purificata, e invece, ecco, ti perdo!... Avrei potuto ancora mentire, mentire ogni giorno, mentire sino alla morte; ma l'amor mio non ha voluto permettere alla mia voce, ai miei occhi, ai miei baci la facile viltà d'ingannarti! E ho tanto sofferto(piange)e ho affrontato il sacrificio della confessione per poter aspirare al diritto di essere la tua compagna... per ridiventare, sinceramente, la moglie tua. Ah, se ti avessi amato meno, avreirisparmiato a te questo supplizio e a me la condanna di perderti così!

Ludovico

(dibattendosi fra due urgenze opposte ed eccitandosi al pensiero d'una soluzione liberatrice)Vuoi... vuoi veramente liberarmi da questo supplizio?

Caterina

(irradiandosi)E me lo domandi?

Ludovico

Vuoi veramente ch'io abbia l'eroismo di considerare la tua colpa come il delirio di un'inferma?

Caterina

(ansiosa)Sì!

Ludovico

Vuoi che io compia il prodigio di dimenticare... anzi, no, meglio, meglio ancora, di ricominciare da capo, di rivivere nella illusione, nella certezza della tua innocenza e della tua fedeltà?

Caterina

(avidamente)Sì, Ludovico!...

Ludovico

Ebbene... ebbene, vieni come me.... Andiamo via, andiamo via.... No, io non ti ucciderò il tuo bambino; ma è necessario che io non lo veda più, ch'io non lo senta, ch'io non ne sappia più nulla, è necessario ch'io non ricordi che tu sei madre, è necessario che egli non mi tolga nè un minuto, nè un battito, nè un pensiero, nè un sorriso, nè una lagrima della tua vita.(Lascia cadere a terra cappello e soprabito.)

Caterina

(sente passare a traverso il suo animo tutte le parole di Ludovico, ne trema, ne soffre, ne ha orrore, ne ha dolcezze profonde, e, a poco a poco, ne sarà presa, conquistata, e, senza che il suo cervello possa più funzionare, il suo cuore e i suoi nervi cederanno a lui completamente.)

Ludovico

(con frenesia, prendendole dapprima le mani, poi cingendola freneticamente con le braccia e parlandole sulla bocca)Tu lo affiderai alla tua buona nonna, ai tuoi parenti, a chi vorrai, e noi provvederemo a tutto, alla sua educazione, al suo avvenire, alla sua ricchezza.... Sì, anche alla sua ricchezza. E se un giorno crederà che io sia stato un malvagio costringendoti a rinunziare a lui, io non mi lamenterò, non mi difenderò mai dalle sue accuse, mai, mai, mai; ma adesso andiamo via....Io devoandarmene immediatamente... perchè(con preoccupazionesinistra)la notte mi atterrisce e mi tenta, e non c'è nessuna enormezza di cui io non mi sentirei capace in questa casa, dove io l'ho visto nascere, dove egli respira, dove egli vive. Vieni, vieni, Caterina...: se non hai la forza di separartene in questo momento, non potrai averla mai più!... Vieni con me.... Dimostrami che hai affrontato il sacrifizio per essere ancora la mia compagna.... Dimostrami che io solo ti sono indispensabile. Noi andremo lontano come due profughi del passato e non saremo che due amanti assetati di godimento.... Distaccandoci da tutto ciò che è pieno di ricordi, noi ritroveremo noi stessi, riallacceremo le nostre anime, ricostruiremo il nostro paradiso....

Caterina

(è fra le braccia di lui, affascinata.)

Ludovico

... e chi sa quante nuove ebbrezze, quali nuove delizie, quale nuovo benessere, quale nuova felicità ci riserba la nostra giovinezza! Di', di', Caterina:(stringendosela forte al petto)ci verrai con me? ci verrai? ci verrai?

Caterina

(perdutamente)Sì... sì... ci voglio venire.... Non lo capisci che ci voglio venire? Non lo vedi che non hai bisogno d'insistere affinchè io ti segua dovunque? Non vedi che sono già solamente tua? Non vedi che io sono già pronta a tutto?... a separarmida lui...(con un accento d'inconsapevole pietà)ad abbandonarlo... a fuggirlo... a strapparmelo anche dal cuore.... Ma tu, tu, Ludovico, tu che sei migliore di me,... impediscimi di commettere questo delitto!

Ludovico

(udendo la parola«delitto»,la respinge bruscamente. Si riconcentra in se medesimo. Raccoglie il soprabito e il cappello, e, dopo una pausa, in un tono tra di comando e di concessione, le dice:)Resta!

(Si guardano a lungo, intensamente, dubbiosamente, l'uno sperando ancora ch'ella lo segua, l'altra sperando ancora ch'egli non se ne vada.)

Ludovico

(con poca voce)Addio!(E fugge.)

Caterina

(immota, col volto trasformato, terreo, come se finalmente avesse consumato il sacrifizio necessario)È finita!(Indi, va alla finestra: attraverso i vetri vede Ludovico che si allontana. Estenuata, quasi inebetita, col passo malfermo si avvia verso l'uscio della sua camera. Le forze le mancano. I ginocchi le si piegano. Stramazza. Poi si sorregge a una sedia, si leva, e, soccorsa dalla suprema volontà, oltrepassa la soglia.)

SIPARIO.

Note della cantilena

[Ascolta]

La scena come al primo atto.

(La signora Teresa si è addormentata sopra una poltrona. Betta è seduta, in fondo, con le braccia piegate. Le imposte della finestra sono socchiuse. La stanza è nella penombra.)

Luisa

(entrando, affaccendata, dalla prima porta a destra, e rivolgendosi a Betta, a bassa voce)Dov'è la biancheria pulita?

Betta

(piano)Quella lì, sulla sedia, è già pronta.

Luisa

(prende in fretta la biancheria e sta per uscire.)

Betta

E di': che te ne pare di quel medico?

Luisa

A vederlo, mi pare il più bravo di tutti.(Esce dalla porta da cui era entrata.)

Betta

(getta un sospiro.)

Teresa

(svegliandosi)Cos'è? È già tramontato il sole?

Betta

(alzandosi)No, signora Teresa. È ancora giorno.

Teresa

Così buio?

Betta

Ho socchiuso le imposte per lasciarvi riposare un poco. Sono tre notti che voi e la signora Caterina non avete dormito.

Teresa

Apri, apri.... Alla mia età non bisognerebbe mai dormire, perchè non c'è più tempo da perdere....

Betta

(apre le imposte. L'ambiente si rischiara.)

Teresa

Ho fatto un bel sogno, sai?

Betta

Che avete sognato, signora Teresa?

Teresa

Ho sognato tanti fiori, tanti fiori, più di quanti ce ne sono nel nostro giardino.

Betta

E poi?

Teresa

E poi, nient' altro. Sognando, ho avuto l'idea di regalarli tutti al piccino, ma ora sto riflettendo che... il profumo dei fiori potrebbe fargli male.

Betta

S'intende.

Teresa

Se invece ne regalassi alla Madonna? Che ne dici?

Betta

Fareste bene.

Teresa

(si alza)Vado a raccoglierne io stessa.

Betta

Ma no, signora Teresa. A questo, penserò io. Andate piuttosto di là, voi; andate a sentire un po' quest'altro medico.

Teresa

Un altro?

Betta

La balia mi ha assicurato che è il più bravo di tutti.

Teresa

E non me ne avvertivi, benedetta?!(Si avvia.)

(Felsani è un vecchio dall'aspetto nobilissimo e severo. In ogni sua parola, in ogni suo atto, egli è prudente, lento, misurato, pensoso.)

Caterina

(precedendo Felsani, entra dalla prima porta a destra)Per di qua, dottore.(Va alla scrivania.)

Felsani

(seguendola)Mi favorisce da scrivere?

Caterina

S'accomodi, se non le dispiace.(Indica la sedia che è presso la scrivania.)

Betta

(si trae in disparte.)

Felsani

(siede.)

Caterina

(guarda il dottore con occhio ansioso, scrutatore, interrogativo.)

Felsani

Le prescrizioni del medico curante sono inappuntabili.

Caterina

Niente da mutare? Niente da aggiungere?

Felsani

(stringendosi nelle spalle)Niente.

Caterina

E allora?

Felsani

Io scriverò la mia diagnosi.

Caterina

Sarà utile, non è vero?

Felsani

Può darsi.(Mette i suoi occhiali d'oro. Si dispone a scrivere.)

Betta

(con timidità, a Caterina)Badi, signora, in quel calamaio l'inchiostro si è disseccato.(Abbassando molto la voce, quasi all'orecchio di lei)Non si adopera da quando andò via il signor Ludovico....

Caterina

Già.(A Felsani)Abbia pazienza, dottore....(A Betta)Porta subito un altro calamaio.

Betta

(via dal fondo.)

Teresa

(a Felsani, avanzandosi un po')Sa, siamo tutti intontiti in questa casa: vorrà perdonarci se....

Felsani

Prego, prego.

Caterina

(indicando Teresa)È la mia avola materna.

Teresa

Ottantadue anni.

Felsani

(guardandola)Assai ben portati.... È una buona notizia per chi ne ha settanta come me.(Girando lo sguardo intorno)E... suo marito, signora, non è in casa?

Caterina

(che non s'aspettava questa domanda)No... non è in casa.

Felsani

Lo conosco di fama: è un vero umanitario....

Caterina

(imbarazzata)Senza dubbio.

Felsani

Avrei voluto parlare con lui.

Caterina

Con lui?

Felsani

Sì, e sarà necessario ch'io gli parli....(Sta per soggiungere qualche cosa, ma, vedendo Betta, s'interrompe.)

Betta

(mette un calamaio sulla scrivania.)

Felsani

(a Betta, con un gesto di congedo)Grazie.(E comincia a scrivere.)

Caterina

(è tutta intenta a leggere ciò che Felsani scrive.)

Teresa

(quasi presso l'uscio a destra, guarda un po' nelle stanze dov'è il bimbo e un po' il dottore.)

Betta

(piano, a Teresa)Che fa il piccino?

Teresa

Pare che riposi: vedo che la balia se ne sta tranquilla con le braccia piegate.

Betta

E questo medico che dice?

Teresa

Parla come una sibilla... ma aspetta che glie la tiro io di bocca la verità.

Betta

Senza che la signora se n'accorga, veh! Non si sa mai!...

Teresa

Bisognerebbe che restassi sola con lui....

Betta

Quando starà per andarsene, non vi sarà difficile.

Teresa

Lascia fare a me.

Betta

Ma state attenta!...

Teresa

E tu non dimenticare i fiori.

Betta

Ve ne raccolgo un fascio... un fascio così.(Via per la seconda porta a destra.)

Felsani

(firmando la diagnosi)Ecco, signora.

Caterina

(ha letto attentamente.)Non capisco le ultime parole.

Felsani

E io non desidero che rendergliele del tutto comprensibili. Ma....(Accenna con uno sguardo prudente alla signora Teresa.)

Caterina

(a voce alta)Oh... è la mia confidente.

Felsani

Ebbene, mi permette qualche domanda?

Caterina

Naturalmente.

Felsani

Non crede lei che suo marito sia vittima egli stesso d'una qualche legge d'atavismo inesorabile?

Caterina

(scossa)... No, dottore.

Felsani

In tal caso, signora, si è indotti a supporre che, nella sua prima gioventù, quando era libero, quando non sapeva di dover diventare un marito, egli non sia riuscito a sfuggire alla... corruzione che logora la sostanza umana. Non è così?

Caterina

(sforzandosi di rispondere)No, non è così.

Felsani

Per lo meno, però, egli deve avere pazzamente noncurata la sua vita fisica. Mi negherebbe lei anche questo?

Caterina

(umilmente)Sì, dottore, glie lo nego.

Felsani

In conclusione, signora, secondo lei, il padre di quel bambino è un uomo valido, sano, perfetto?

Caterina

(profondamente turbata, siede.)

Felsani

Ma, via, non si turbi così. Le dico queste cose non per il gusto di commettere delle indiscrezioni, e neppure per una fredda indagine scientifica. Assai di rado la costatazione dei fatti addita, come questa volta, alla scienza, lo scopo pratico del suo intervento. Potrebbero... potrebbero venir su degli altri figliuoli, e poichè nulla ci fa sperare che si salverebbero da uno dei più acuti casi della fatalità ereditaria, io ho il dovere d'indicare, con chiarezza, a suo marito, quale e quanta responsabilità ricadrebbe su lui. La mia parola sembrerà severa, ma egli, che si è fatto l'apostolo dei più nobili principii d'altruismo, saprà ascoltarmi, ne sono certo, e saprà provvedere.(Un silenzio.)Non c'è dunque modo di parlare con Ludovico Nemi?

Caterina

(sommessa, pronunziando le parole per una suprema auto-imposizione)Mio marito vive lontano da questa casa.

Felsani

... Sono dolentissimo di non averlo intuito.

Caterina

Non si dia pena, dottore.

Felsani

E... da molto tempo vive lontano?

Caterina

Da sei mesi.

Felsani

Soltanto?... Il che significa ch'io non potrei completare coscenziosamente la mia missione senza rivolgere a lei delle altre domande... importune, la cui audacia ella non saprebbe forse tollerare. Io sono al cospetto d'una madre e d'una moglie, e devo rimettermi ciecamente al suo volere. Vuole ella ch'io cerchi di parlare con suo marito?

Caterina

(abbassando gli occhi)... No.

Felsani

(comprendendo)E con questo, il mio compito è esaurito.(Si alza)Vada, vada dal suo figliuolo.(Con bontà)Questo tempo è per lei assai prezioso e non glie ne voglio rubare.

Teresa

(profondamente impressionata per tutto ciò che ha udito)Sì, Caterina, va.... Farò io gli onori di casa al dottore.

Caterina

(porgendo la mano a Felsani)Io la ringrazio.

Felsani

(stringendogliela)Io... le chiedo scusa.

Caterina

(esce dalla prima porta a destra.)

Teresa

(dandogli il cappello)Sicchè... dottore, il caso non è disperato?

Felsani

(pigliando il cappello)Questo bambino è perduto.

Teresa

Oh!

Felsani

Pensiamo... a salvare gli altri.

Teresa

Quali?

Felsani

Quelli che non sono nati ancora...

Teresa

(fa un gesto di maraviglia e d'interrogazione.)

Felsani

... e che, per essere salvi, non debbono nascere.(Si avvia per uscire.)

Teresa

(si accinge ad accompagnarlo, precedendolo)Le faccio un po' strada.

Felsani

Ma no..., non si scomodi.(Sulla soglia)Non le permetto di scomodarsi!

Teresa

Per accontentarla....(Avvertendo Betta, che non si vede)Bettina, apri la porta al dottore.

Felsani

(inchinandosi, le passa dinanzi)A rivederla, signora. (Esce dal fondo.)

Teresa

(resta un momento presso la porta guardando, ossequiosa, il dottore che s'allontana: indi fa qualche passo e desolatamente mormora:)E che dirò a Caterina?... Che le dirò?

Caterina

(entrando con una certa vivacità e con un calore di tenerezza)Sai, nonna, dorme.... Dormecome un bambino che non sia malato. Il suo respiro non è affannoso, no... e quella irrequietezza che stamane ci spaventava è del tutto cessata. Oh, vecchietta mia, non so perchè, io ho un presentimento lieto.... Mi sembra d'essere sicura ch'egli mi sarà preservato e che io saprò vivere sempre più veramente per lui! Tu, buona mia, hai avuta una vita piena di virtù serene e perciò non puoi comprendere certe tristi cose....(Con espansione circospetta)Vedi: ci sono stati dei momenti in cui ho temuto quasi di non amare abbastanza il figlio ch'ebbi dall'uomo odiato....(Ha un brivido)Era un equivoco del cuore mio quel timore, niente altro che un equivoco, perchè non è vero che ciò accadesse, non è vero che ciò possa accadere: non deve, non deve accadere; e intanto l'anima m'era attraversata dal dubbio della mia iniquità, e questo bastava a farmi provare un avvilimento profondo. Ma oramai sono forte, assai forte contro il dubbio malsano, e ne parlo a te come d'un nemico non più temuto, come d'un nemico dileguato: te ne parlo perchè non c'è nulla di cui io non ti voglia parlare e perchè mi fa tanto bene che tu, col tuo candore di santa, mi ascolti pazientemente, comprendendomi poco... e assolvendomi tutto!(L'abbraccia con dolcissima effusione.)

Betta

(dal fondo)Signora Caterina, c'è di là il signor Moretti.

(Le due donne ne hanno un'impressione paurosa.)

Caterina

(a Teresa)Lui!

Teresa

(con voce molto sommessa, a Caterina)Che sia venuto per la malattia del bimbo?

Caterina

(con pari segretezza)Non è possibile.... Fortunatamente non ha mai compreso di essere suo padre....

Teresa

E che pensi di fare?

Caterina

Betta, dirai al signor Francesco che... oggi non ricevo nessuno...

Betta

E se insisterà? Era così premuroso.... Stava per entrare senza che io l'annunziassi.

Caterina

Quando saprà che non ricevo nessuno, egli non insisterà.

Francesco

(comparendo e arrestandosi di là dall'uscio — freddamente)Io insisto.

Caterina

(contenendosi)Ma ciò... è abbastanza strano.

Francesco

(entra, senza avanzare)Non tanto strano, visto che io vengo in questa casa per incarico di vostro marito.(Il suo volto è segnato di livore. Nel cavo dei suoi occhi è un intenso scintillio bieco.)

Caterina

(perplessa)Ah! È mio marito che vi manda?

Francesco

Precisamente.

Caterina

(pianissimo a Teresa)Vecchia mia, resta tu un poco presso il piccino e chiudi bene la porta.... Voglio che costui non si accorga di nulla.

Teresa

(tuttora preoccupata dalle parole del medico, pensa di doverle riferire a Caterina e non ne ha il coraggio. — Le dice all'orecchio:)Ma... non ritardare troppo.... Io ho paura di quest'uomo.

Caterina

(sentendosi a un tratto animosa)Ed io no.

Teresa

Permettete, signor Francesco.

Francesco

Prego, signora Teresa.

Teresa

(guarda timorosamente Francesco e pietosamente Caterina, ed esce a destra.)

Caterina

(volgendo le spalle a Francesco, severa, rigida, sicura)Che cosa dovete voi dirmi per conto di mio marito?

Francesco

A voi, niente. Ieri, stetti da Ludovico, in campagna, ed egli m'incaricò solamente di cercare nella sua scrivania certi manoscritti, per poi spedire a lui alcuni di essi e bruciarne altri.

Caterina

(incredula)Ma pure....

Francesco

(interrompendola con preveggenza)La chiave della scrivania è questa(glie la mostra), e questa è l'indicazione dei manoscritti.(Mettendole sotto gli occhi una carta)Riconoscete la sua calligrafia?

Caterina

Non dubitavo della vostra parola....

Francesco

Leggete, leggete.

Caterina

Non è necessario.

Francesco

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Caterina

(vorrebbe prendere e leggere la carta, ma non osa.)

Francesco

Leggo io.(Legge:)«Manoscritti da bruciare:L'egoismo dell'onore»(A Caterina, con sarcasmo)Peccato! È un'opera assai bella e originale!(Legge:)«Il dovere del perdono»(A Caterina)Questa, fa bene a distruggerla!(Legge:)«Undici sonetti intitolati: «Il figlio». E anche questi devono valer poco.

Caterina

(fissa la carta, ascoltando e diventando livida.)

Francesco

Poi, c'è l'elenco dei manoscritti da salvare. Volete leggere voi?... Ma, già, i manoscritti da salvare non vi riguardano punto.

Caterina

Sta bene. La scrivania di cui avete la chiave è quella. Voi potete eseguire liberamente l'incarico che accettaste. La mia presenza è inutile.(Si avvia per uscire.)

Francesco

(trattenendola col gesto)Non così inutile come voi fingete di credere. Restate ancora un poco.(Cercando le parole)Sto per aprire il cassetto dei segreti di vostro marito.... La vostra presenza sarà per lui una garanzia... della mia discretezza.

Caterina

(schivando di guardarlo e di essere guardata)Ma no.... Egli ripone in voi una fiducia illimitata....

Francesco

E invece il vostro convincimento è che io sia una vile persona.

Caterina

Non l'ho mai detto....

Francesco

(avvicinandosi a lei)Poc'anzi volevate mettermi alla porta.

Caterina

Voi esagerate.

Francesco

Poi avete sospettato ch'io ricorressi a un sotterfugio per introdurmi in casa vostra....

Caterina

Il vostro orgoglio dovrebbe escludere la possibilità di sospetti così oltraggiosi.

Francesco

È il vostro contegno che li denunzia.

Caterina

(facendo qualche passo per allontanarsi)Non è vero!

Francesco

E adesso, lo vedete, adesso voi vorreste fuggirmi, adesso vorreste evitare il suono della mia voce, vorreste evitare l'aria che io respiro, vorreste evitarei miei sguardi come se fossero quelli d'uno spettro o di un delinquente..., mentre qui... in questa medesima stanza....

Caterina

(interrompendolo supplichevole)No! Ve ne scongiuro, non mi ricordate quel giorno!

Francesco

Evvia! Esso non è tanto lontano che voi abbiate già potuto dimenticarlo.

Caterina

(quasi con remissione)Ma, allora, perchè ridire oggi quello che tutti e due ricordiamo?

Francesco

Perchè soltanto così potrò ricacciarvi nell'anima la vostra offesa....

Caterina

(ascoltando le parole di lui, sentirà penetrarsele dentro come punte d'acciaio e, con raccapriccio e disgusto, rivedrà i particolari della seduzione.)

Francesco

Quel giorno, è vero, io l'avevo lungamente aspettato; anzi, dirò di più, io ne avevo preparate le circostanze propizie; ma quando, nell'audacia dell'uomo che giuoca tutto per tutto, io ebbi unafrenesia d'amore insensato, voi non fuggiste, no, non fuggiste; e, quasi vinta da una ignorata malìa, piegandovi al mio contatto come una sensitiva, non m'impediste di stringervi fra le braccia....

Caterina

(con ribrezzo doloroso)Ahi!...

Francesco

Non m'impediste di respirare il vostro alito....

Caterina

Tacete!

Francesco

E io vidi il vostro volto diventare più bianco e più bello e i vostri occhi socchiudersi in un dolce languore senza difesa....(Insinuando il ricordo con passione, quasi con tenerezza d'innamorato)Voi non parlavate, non parlavate, e, tra le mie braccia, io vi sentivo tremare, Caterina, sì, vi sentivo tremare....

Caterina

(esausta)Non più, Francesco, non più!...

Francesco

(in un subitaneo ritorno di rudezza e di acredine)Perchè, dunque, non mi fuggiste quel giorno? Perchè non mi respingeste in quel momento?

Caterina

(convinta)In quel momento non c'era, non ci poteva essere più nulla di me nella mia persona; in quel momento io vi abbandonavo un corpo senz'anima; e, appena ritrovai me stessa, tutto ciò che era accaduto mi parvenonun sogno, oh no!, disgraziatamente, non un sogno, ma una ributtante realtà circondata da un impenetrabile mistero; e ne ebbi orrore!

Francesco

Era troppo tardi!

Caterina

Era troppo tardi, lo so, e ve ne chiesi perdono e ho continuato a chiedervene, come se veramente avessi io fatto del male a voi; ho continuato a chiedervene anche quando mi nauseavano e m'insultavano le vostre nuove insidie, e continuo, continuo a chiedervene oggi che venite a rimproverarmi, a rinfacciarmi di essermi data a voi, quasi che voi foste stato la vittima d'un mio capriccio di femmina pervertita. Ma che altro devo dire? Che altro devo io sopportare? Che altro deve accadere affinchè voi mi facciate la grazia di concedermi, incondizionatamente, la liberazione?

(Un breve silenzio.)

Francesco

(parlandole dappresso con un accento sinistro)Sicchè, vi pesa molto la catena che ci unisce?

Caterina

A voi non mi unisce nessuna catena.

Francesco

Ma quale liberazione invochereste se non ci fosse un legame tra voi e me?

Caterina

Tra voi e me c'è il fantasma del passato; ma un legame, certamente no!

Francesco

(penetrante, sorvegliando tutti i moti dell'animo di lei)Ed è questa la verità?

Caterina

Sì, questa è la verità.

Francesco

E ne siete così ben sicura voi, che della verità dite d'avere il culto e l'istinto?

Caterina

(difendendosi)Ne sono sicura, perchè non c'è nulla che leghi assolutamente tra loro un uomo e una donna!

Francesco

Neanche... un figlio?

Caterina

(con un groppo alla gola)... Neanche!

Francesco

(avvicinandosi molto a lei, a bassa voce, acutamente)È la vostra ultima parola?

Caterina

L'ultima.

Francesco

(afferrandole un polso)Ah no! È giunta l'ora in cui voi dovete rendermi conto di qualche cosa!

Caterina

Badate che siete in casa mia!

Francesco

Ma non per questo io soffocherò il grido dei miei diritti!

Caterina

(svincolandosi)Non c'è alcun diritto che voi possiate esercitare su quanto non appartiene che a me!

Francesco

Io vi assicuro di sì!

Caterina

Io vi assicuro di no!

Francesco

(con violenza minacciosa)Questo è ciò che vedremo!

Caterina

(assorgendo impetuosa ed altera)Ah sì! Lo vedremo.

(Un silenzio.)

Francesco

(siede con una certa aria di prepotenza, cercando, nondimeno, di raffrenarsi e di parlare con calma.)

Caterina

(siede anch'essa.)

Francesco


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