The Project Gutenberg eBook ofTragedie dell'animaThis ebook is for the use of anyone anywhere in the United States and most other parts of the world at no cost and with almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included with this ebook or online atwww.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you will have to check the laws of the country where you are located before using this eBook.Title: Tragedie dell'animaAuthor: Roberto BraccoRelease date: December 3, 2011 [eBook #38204]Most recently updated: January 8, 2021Language: ItalianCredits: Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the OnlineDistributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net (Thisfile was produced from images generously made availableby The Internet Archive)*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK TRAGEDIE DELL'ANIMA ***
This ebook is for the use of anyone anywhere in the United States and most other parts of the world at no cost and with almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included with this ebook or online atwww.gutenberg.org. If you are not located in the United States, you will have to check the laws of the country where you are located before using this eBook.
Title: Tragedie dell'animaAuthor: Roberto BraccoRelease date: December 3, 2011 [eBook #38204]Most recently updated: January 8, 2021Language: ItalianCredits: Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the OnlineDistributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net (Thisfile was produced from images generously made availableby The Internet Archive)
Title: Tragedie dell'anima
Author: Roberto Bracco
Author: Roberto Bracco
Release date: December 3, 2011 [eBook #38204]Most recently updated: January 8, 2021
Language: Italian
Credits: Produced by Carlo Traverso, Barbara Magni and the OnlineDistributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net (Thisfile was produced from images generously made availableby The Internet Archive)
*** START OF THE PROJECT GUTENBERG EBOOK TRAGEDIE DELL'ANIMA ***
ROBERTO BRACCOTEATROVOLUME TERZODON PIETRO CARUSO — LA FINE DELL'AMORE —FIORI D'ARANCIO —TRAGEDIE DELL'ANIMA.3ª EDIZIONE.REMO SANDRON — EditoreLibraio della Real CasaMILANO-PALERMO-NAPOLI-GENOVACopyright by Roberto Bracco and Miss Dircé St. Cyr in the United States of America.
ROBERTO BRACCO
TEATRO
VOLUME TERZO
DON PIETRO CARUSO — LA FINE DELL'AMORE —FIORI D'ARANCIO —TRAGEDIE DELL'ANIMA.
3ª EDIZIONE.
REMO SANDRON — EditoreLibraio della Real CasaMILANO-PALERMO-NAPOLI-GENOVA
Copyright by Roberto Bracco and Miss Dircé St. Cyr in the United States of America.
PROPRIETÀ LETTERARIA
I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per tutti i paesi, non escluso il Regno di Svezia e quello di Norvegia.È assolutamente proibito di rappresentare queste produzioni senza il consenso scritto dell'Autore(Art. 14 del Testo Unico 17 Settembre 1882).Copyright by Roberto Bracco and Miss Dircé St. Cyr in the United States of America.Off. Tip. Sandron — 148 — I — 290514.
I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per tutti i paesi, non escluso il Regno di Svezia e quello di Norvegia.
È assolutamente proibito di rappresentare queste produzioni senza il consenso scritto dell'Autore(Art. 14 del Testo Unico 17 Settembre 1882).
Copyright by Roberto Bracco and Miss Dircé St. Cyr in the United States of America.
Off. Tip. Sandron — 148 — I — 290514.
Dramma in tre atti.
Rappresentato per la prima volta al teatroPaganinidi Genova dalla compagniaTina Di Lorenzo-Flavio Andò, nelgennaiodel1899.
PERSONAGGI:
In casa diLudovico Nemi.
Una camera severa. Forma ottagonale. Se ne vedono cinque pareti. Alla prima parete a destra, una porta. Un'altra porta alla seconda. Un'altra — che è la «comune» — alla parete in fondo. Alla prima parete a sinistra, un caminetto. Alla seconda a sinistra, una finestra. Quasi davanti al caminetto, un'ampia scrivania, con su molti libri. È sera.
LudovicoeFrancescosono seduti quasi nel mezzo della camera,Ludovicosopra una poltroncina,Francescosu una sedia. I loro ginocchi si toccano.Ludovico,con le braccia penzoloni, cerca di stare immobile.Francesco,con le braccia piegate, lo fissa negli occhi acutamente e il suo viso, cachettico, emaciato, ha, nell'atteggiamento dell'ipnotizzatore improvvisato, qualche cosa di comico e di sinistro. Con una sigaretta fra le labbra, fuma avidamente. Durante tutta la scena, egli fumerà di continuo: appena consumata una sigaretta ne accenderà un'altra.
(Passa qualche minuto nel silenzio.)
Ludovico
(muove un po' il capo.)
Francesco
E no!... Tu ti distrai.... Lo fai apposta.
Ludovico
Io ci metto tutta la mia buona volontà a non distrarmi. Sei tu che non vali niente.(Passa ancora un minuto.)(Trattenendo il riso)Ma sai che mi vien da ridere?
Francesco
(celiando con acredine)E dire che mi farebbe tanto piacere vederti piangere!
Ludovico
(celiando, al contrario, bonariamente, si alza.)Va' là che sei un impostore.
Francesco
Io non t'ho mica detto che sono sicuro di me. T'ho detto solamente che da un certo tempo in qua io credo di avere un po' di quella facoltà suggestiva che hanno gl'ipnotizzatori.
Ludovico
Neanche per sogno!
Francesco
E intanto, l'altra sera, ho fatto, senza volerlo, un bellissimo esperimento.
Ludovico
Con chi?
Francesco
Con la piccola Jeannette, la nuova pupilla inventata da quel rudero di Fanny.... Sono persone che tu non conosci.
Ludovico
E che cosa accadde? Sentiamo.
Francesco
O Dio! I tuoi orecchi casti non mi permettono di raccontartelo.
Ludovico
Ah! Ho capito di che genere è stato il tuo bellissimo esperimento. Di' un po': quanto ti è costato? Io non me ne intendo, ma suppongo che per quella gente lì non ci sia nulla di più suggestivo che un biglietto da mille.
Francesco
Non posso darti delle spiegazioni. Sei troppo ingenuo. A chi legge i tuoi libri, tu sembri un uomo di mondo, ma a me, che non li leggo, tu non sembri che un fanciullone.
Ludovico
Soltanto perchè non conosco Jeannette e Fanny?
Francesco
Ecco, tu ne parli con disprezzo, ed hai torto.(Alzandosi e continuando con enfasi mefistofelica)Le donne come quelle lì portano scritto in fronte ilmenudella loro esistenza. Niente d'impreveduto. Si sa quel che ci si trova. Sono, nel loro sesso, ciò che, fra i giuochi, è una brava partita alwhisto all'écarté. Un po' di buona memoria, un po' di praticaccia... e si va avanti. I limiti della perdita o del guadagno sono fissati a principio di partita. Ma quelle altre — le oneste — non sono, mio caro, che dei giuochi di azzardo. Dove si arriva? Che cosa vogliono? Che cosa danno? Che cosa ci si può rimettere di nervi, di cervello, di cuore? Mistero!(Pausa.)No?
Ludovico
(rabbuiandosi molto)Eh!... C'è del vero in quello che dici!
Francesco
(risedendo a cavalcioni d'una sedia)Sì, ma non farmi quella faccia da vittima. In tutto questo, tu non ci entri per nulla. Tu sei un uomo ammogliato e il tuo matrimonio è già una partita vinta e stravinta. Non seccarmi con le tue lamentazioni, veh!...
(Un silenzio.)
Ludovico
(passeggia inquieto.)
Francesco
Che c'è? Qualche novità?
Ludovico
Purtroppo, no.
Francesco
Perchè «purtroppo»?
Ludovico
Vieni a stuzzicarmi? Non lo sai che il contegno di lei mi esaspera?
Francesco
È la tua immaginazione.
Ludovico
Già, la mia immaginazione!... Stamane, ne ho parlato anche a sua nonna....
Francesco
(sùbito)Che t'ha detto la nonna?
Ludovico
Ha convenuto perfettamente che Caterina non è tranquilla; e t'assicuro che quella vecchietta le sa leggere nell'anima come in un libro aperto.
Francesco
Se non t'ha detto altro, non mi pare che la sua lettura sia molto proficua.
Ludovico
Ma io non le ho poi fatto un interrogatorio.
Francesco
Male! Se io fossi al tuo posto....
Ludovico
Che faresti?
Francesco
O non mi darei nessuna pena, o andrei diritto sino in fondo.
Ludovico
Che pensi, adesso?! Caterina è un angelo.
Francesco
Non sono io che lo nego.
Ludovico
Tanto meno io.
Francesco
E allora di che ti preoccupi?
Ludovico
Giusto perchè è un angelo la sua malinconia mi turba, la sua freddezza mi affligge. È virtuosa, è onesta, è fedele: di questo sono convinto....
Francesco
(interrompendolo)Alla buon'ora!
Ludovico
Ma a che serve tutto ciò? Serve a garantire l'onor mio ed il suo. Serve, cioè, a un fatto che non ha niente di comune con la nostra vita interiore, con la nostra unione.... Io sono innamorato di mia moglie, capisci? Ne sono ogni giorno più innamorato; e se nel primo anno di matrimonio io potevo qualche volta astrarmi da lei e preferirle i miei studiie l'esercizio d'una chimerica missione umanitaria, adesso no, non lo posso, perchè al di sopra di ogni mio ideale io vedo lei — leimoglie, lei donna, donna nel senso più complesso della parola — e non so pensare al bene del prossimo che subordinatamente ad un egoismo, che non avevo mai provato e che in lei concentra l'attività più essenziale e più sincera del mio spirito.
Francesco
(con umorismo freddo e sarcastico)Glielo hai mai detto che ne sei innamorato?
Ludovico
Che sciocchezza! Non sono forse suo marito, io?
Francesco
Ragione di più per dirle delle cose di cui i mariti sono raramente capaci. Come fa una povera moglie a sapere che suo marito è innamorato di lei? Quando l'amore è un dovere, è molto facile dubitarne.
Ludovico
Caterina non ne dubita.
Francesco
Ma non ti contraccambia.
Ludovico
Non è esatto neanche questo. Se tu sapessi quante volte io sorprendo, in un suo sguardo quasi furtivo, o in un tremito di voce, o nella frase interrotta, un sentimento uguale al mio, un orgasmo di vera femminilità palpitante! Se tu sapessi quante volte la vedo penare come me, più di me, in una tensione nervosa che pare l'attesa febbrile della passione! Eppure..., appena io mostro di essermene accorto, ella si chiude in sè e s'immerge sempre più nella sua malinconia glaciale e misteriosa.
Francesco
(seguendo il corso delle proprie idee, sogghigna e ride un po')Ah ah!
Ludovico
E tu ti diverti?
Francesco
Sì... piuttosto....
Ludovico
Ti ringrazio.
Francesco
Ma non è di te che io mi diverto: è di me.
Ludovico
A che proposito?
Francesco
Idee che mi passano pel capo; non ci badare.(Pausa.)E la tua malinconica sfinge non è visibile, stasera? Già, con me ella è d'una scortesia deliziosa.
Ludovico
(senza convinzione)Con te? T'inganni! Probabilmente, non sa che tu sei qui.(Tocca il bottone del campanello due volte.)
Francesco
Che è?
Ludovico
La faccio chiamare.
Francesco
Ma no.... Ho scherzato.... E poi, vedi, me ne vado, me ne vado subito....
Betta
(entra dal fondo.)
Ludovico
Dite alla signora Caterina che il signor Moretti, prima d'andarsene, vorrebbe salutarla.
Betta
(esce per la prima porta a destra.)
Francesco
Non era il caso d'incomodarla.
Ludovico
Lascia che venga. Fa piacere anche a me di trarla fuori dalle sue stanze. Quando vi si rincantuccia, diventa più lugubre del solito.
(Oltre la seconda porta a destra, si vede Betta attraversare la stanza attigua.)
Francesco
Se è per l'incremento della felicità coniugale, sta benissimo.
Teresa
(dalla prima porta a destra, fa capolino, curva, con la sua testa bianchissima, dal profilo sereno.)È permesso?(La sua vocetta è tanto dolce.)
Francesco
(piano, a Ludovico)Ah ah! Viene la vecchia.
Ludovico
(festosamente)Avanti la bisnonna.
Francesco
Buona sera, signora Teresa!
Teresa
Vengo proprio per voi....
Francesco
Un'eccellente idea!
Teresa
Eh! Lo so che non vi vado a genio.
Ludovico
Come! Come!(A Francesco)Non le fai più la corte?
Francesco
Se sono stato respinto!
Teresa
Meglio tardi che mai!
Ludovico
Ah dunque, fraschetta, lei confessa che ce n'è stato del tenero!
Teresa
Che volete! Con un seduttore di quella forza c'è poco da scherzare!(Ride ostentatamente)Ah ah ah!
Francesco
(sarcastico)Parlate d'oro, parlate! E la signora Caterina?
Teresa
Stavo appunto per dirvelo.... Sono qui per farvi le sue scuse. Il bimbo è un po' inquieto stasera, ed ella non si scosterà da lui se non quando lo vedrà addormentato. Ci è anche la balia, è vero, ma quattro occhi vedono meglio di due.
Francesco
È giusto, è giusto, è molto giusto!(A Ludovico)Mi duole, caro signor marito, ma non siamo riusciti a snidare la selvaggina.
Ludovico
Poveretta, se sta vicino al suo figliolo, bisogna perdonarla.
Teresa
E io chiedo licenza e vado a letto.
Francesco
Di già? Restate, restate un pochino con noi. Fate le veci di quella scontrosa di vostra nipote. Tanto, parlando con voi pare sempre di parlare, in certo modo, anche con lei.
Ludovico
È vero, è vero: due corpi e un'anima.
Francesco
Deve essere imbarazzante per quest'anima il trovarsi contemporaneamente in un corpo di venticinque anni e in un altro di.... Suggeritemi voi, signora Teresa....
Teresa
Di ottantadue, se non vi dispiace.
Ludovico
Non credere a ciò che ti dice questa civettona. Ne ha appena... ottantuno. L'accrescersi gli anni è una civetteria della vecchiezza.
Francesco
Non è una noia il vivere a quest'età, signora Teresa?
Teresa
(con devota dolcezza, guardando il cielo)Si vive per obbedire a Dio.
Francesco
E questo è il divertimento!
Teresa
(avviandosi per uscire)Vado a dormire, io, vado a dormire....
Francesco
E chi dorme non fa peccati.
Teresa
(uscendo)Ah, se dormiste un poco di più, voi!
Francesco
(astioso)È arguta la vecchietta!
Ludovico
Tu la tormenti troppo.
Francesco
Di': perdo di rispetto anche alla vecchiaia? Non è così? Fammi una predica, adesso.
Ludovico
Volentieri.
Francesco
(alzandosi)Ma io ti saluto, caro.(Prende il paltò.)
Ludovico
Te ne vai davvero?
Francesco
Eh sì. Ti ho già troppo distolto dal tuo lavoro.
Ludovico
Nulla di urgente.
Francesco
(infilando il paltò)E poi, qua dentro fa un freddo indemoniato.
Ludovico
Accenderò il caminetto.
Francesco
Lasciami andar via. Sono aspettato.
Ludovico
A quest'ora?
Francesco
A quest'ora.
Ludovico
E da chi? Ah! Capisco: hai delle donne....
Francesco
(accendendo ancora una sigaretta)Può darsi.
Ludovico
Ma bada che ciò è rovinoso per la tua salute.
Francesco
Oramai!...
Ludovico
Ed è ridicolo, per giunta. Dopo tutto, sei un uomo d'ingegno.
Francesco
Secondo te, le donne sono il monopolio dei cretini?
Ludovico
Non fingere di fraintendere. Se fosse sempre la stessa donna, non avrei niente a ridire.
Francesco
Ma, scusa, per non cambiare di donne dovrei io trovarne una che non cambiasse di uomini. E questo è il problema! Cercherò di fabbricarmela da me.
Ludovico
Non si tratta di fabbricarsela. In fondo, tutto sta ad innamorarsi.
Francesco
E ad innamorare.
Ludovico
Comincia con l'innamorarti tu.
Francesco
E che ne sai ch'io non l'abbia già fatto?
Ludovico
Troppe volte.
Francesco
Una volta sola!
Ludovico
E lei?
Francesco
Lei?(Ride amaramente)Eh eh eh!(Pausa. — Poi, a un tratto, prendendo il cappello)Be', buona notte, Ludovico.
Ludovico
No, non voglio che tu te ne vada, ora. Vieni qua.... Fammi le tue confidenze.... E non fumare tanto: mi sembri un fumaiuolo. Siedi. Parliamo tra noi.
Francesco
(obbedendo di malavoglia, resta, senza sedere.)Mi secchi.
Ludovico
Ma come! Io ti dico ogni mio segreto, io ti metto a parte di tutto ciò che mi riguarda, io ti mostro ogni piega dell'animo mio, e tu, invece, sei così poco espansivo con me, così misterioso, così... autonomo....
Francesco
(interrompendolo)Magnifica parola: «autonomo»!
Ludovico
(continuando)E io vedo che dentro di te c'è un altro mondo, e che questa aridità che t'imponi ti rende peggiore. È un grande conforto il poter rivelare a qualcuno le proprie angosce. Quando l'anima trova nella voce e nella parola l'espressione d'un suo dolore, tutto quel che c'è in esso di più acre se ne va, e ne resta quel tanto che può essere almeno sopportato con una certa rassegnazione. Non mi credi?
Francesco
Sicuro! Ma ci sono degli uomini che provano una voluttà particolare appunto in ciò che il dolore ha di più acre.(Si eccita morbosamente.)Essi non ammettono la rassegnazione, ed è forse per questo che non vogliono crearne nemmeno la possibilità. Per essere espansivi, s'ha da essere buoni come sei tu. Io, per esempio, io sono cattivo, e mi compiaccio d'esserlo. Mi ci trovo bene. L'uomo buono, guarda, è un creditore dell'umanità; l'uomo cattivo ne è un debitore: e la parte del creditore non mi conviene nè punto nè poco, visto che l'umanità non paga mai i suoi debiti.(Eccitandosi sempre più)Insomma, se ti credessi tale da sapermi trasformare, io ti pregherei di non incomodarti e di lasciarmi essere tranquillamente una canaglia. Mi sono spiegato? Mi hai capito? No? No?... E non ci capiremo mai, e non è proprio necessario di capirci. Tu stai al nord, io al sud. Tu ami, io invidio. Tu vedi tutto roseo, io tutto nero. Tu sei un fortunato, io un disgraziato. Tu sei un uomo sano, io un infermo. Tu sei uno sciocco che ha del genio,e io sono un uomo d'ingegno che non ha niente! Ed ora, mettiti a lavorare, e a rivederci domani.
(Esce.)
Ludovico
(riflettendo e scrollando il capo)È veramente un infelice, povero Francesco!(Si scuote, si alza, si decide a fare un po' di fuoco nel caminetto. Mette la legna, accende la carta e col soffietto ravviva le fiamme.)
Caterina
(di dentro, canta fievolmente la ninna-nanna, che è una monotona e semplice cantilena:)
Ninna-nanna,un vecchio canutoha trovatoil sonno perduto.
Ninna-nanna,
un vecchio canuto
ha trovato
il sonno perduto.
Ludovico
(resta in ascolto, quasi assorto, come se quella cantilena fosse per lui una carezza.)
Caterina
(di dentro)
Ninna-nanna,al bimbo egli vienee gli portacol sonno ogni bene.[1]
Ninna-nanna,
al bimbo egli viene
e gli porta
col sonno ogni bene.[1]
Ludovico
(vedendo la legna accesa, si frega le mani)Ottimamente: dove c'è fuoco, c'è vita!...(Si accosta al primo uscio a destra e chiama:)Caterina!
Caterina
(dietro l'uscio)Che c'è?
Ludovico
Si è addormentato?
Caterina
Sta per addormentarsi.
Ludovico
Vengo a dargli un bacino?
Caterina
Ma no! Se vieni tu, spalanca tanto d'occhi e siamo da capo.
Ludovico
Ci vengo?
Caterina
(impaziente)Ti dico di no!
Ludovico
Ih!... Hai paura che me lo mangi?(S'allontana e poi, sorridendo, pensa tra sè:)Però, questa volta ha ragione lei.(Siede presso la sua scrivania. Borbotta scherzosamente:)Laboremus!(Apre uno scartafaccio e si riconcentra nella riflessione.)
Caterina
(di dentro)
Ninna-nanna,un vecchio canutoha trovatoil sonno perduto.
Ninna-nanna,
un vecchio canuto
ha trovato
il sonno perduto.
Ninna-nanna,al bimbo egli vienee gli portacol sonno ogni bene.
Ninna-nanna,
al bimbo egli viene
e gli porta
col sonno ogni bene.
Ludovico
(guardando ciò che aveva scritto)Che volevo dire, qui?(Leggendo le ultime parole:)«Assodata la differenza essenziale tra il perdonare e il dimenticare, noi ci rivolgiamo una domanda dalla cui sottigliezza, a prima giunta, siamo turbati...»(Pensa)Ah, ecco, ci sono!(Scrive.)
Caterina
(entra. — Ha l'aria preoccupata. Sta per chiudere la porta e dà ancora uno sguardo nella stanza donde è venuta, chiamando sottovoce:)Luisa! Luisa!
Luisa
(si avvicina all'uscio e resta sulla soglia.)
Caterina
Spegni il lume e accendi la lampada da notte.
Luisa
Sì, signora.(Via.)
Caterina
(chiude l'uscio con precauzione.)
Ludovico
(vedendola)Che onore!
Caterina
Sei solo?
Ludovico
(scherzando)Crederei di sì.
Caterina
Il tuo amico è andato via?
Ludovico
Non lo vedi?
Caterina
(attraversa la stanza, va sino alla porta in fondo e guarda fuori.)
Ludovico
Oh, che ti salta in mente? Ch'egli si metta a spiare dietro gli usci?
Caterina
Stai lavorando?
Ludovico
(lasciando la penna)Cominciavo appena....
Caterina
(tossendo un po')Quanto fumo in questa camera! Si soffoca....
Ludovico
Abbi pazienza: è Francesco che ha divorato una decina di sigarette. Apri un po' la finestra. Fa rinnovare l'aria.
Caterina
(eseguendo)Ma lèvati di là, tu: viene la corrente alle spalle.
Ludovico
Che che! Non ne ho paura, io.(Scrive di nuovo.)
Caterina
(guardando la finestra)Nevica.
Ludovico
(in tono buono)Meglio. Il gelo della strada ci fa amare di più il tepore della casa.
Caterina
Oh, come nevica!
Ludovico
Attenta che il freddo non s'insinui nelle stanze da letto.
Caterina
Le porte sono ben chiuse.
Ludovico
E il tuo piccolo padrone che fa?
Caterina
(serrando la finestra)Adesso sì che dorme.
Ludovico
(alzandosi giovialmente)E adesso sì che ci vado.
Caterina
No, lascialo stare.
Ludovico
Neanche vederlo? Che gelosa! Che gelosa!
Caterina
Come c'entra la gelosia?
Ludovico
Sì, sì: proprio gelosa. Ogni volta che mi accosto a quel bambino, non so che ti piglia; e se riescoa baciarlo, uh!, apriti cielo! Sei un bel tipo, sai? E anche ora... guàrdati in uno specchio.... Vedi che cèra hai fatta! E perchè?... Perchè io volevo dare la buona notte al piccino.
Caterina
E corri.... Io non te l'impedisco.... Ma se me lo fai svegliare....
Ludovico
Va' là, che glie la ricanto io la ninna-nanna.(Canzonandola affettuosamente:)
Ninna-nanna,un vecchio canuto....
Ninna-nanna,
un vecchio canuto....
Che credi? Non è una cosa tanto difficile....
Caterina
E corri.... Fa il comodo tuo....
Ludovico
Dio! Che faccia di rabbia!(Pausa. — Diventando triste)Ma sta tranquilla: non ci andrò. Non mi piaci più quando metti quel muso.(Risedendo presso la scrivania e celiando come se parlasse tra sè:)Andate a fare dei figliuoli sul serio, vedete quel che vi capita!(A lei, in tono fanciullesco)Del resto, io mi vendico; e come mi vendico!... Gli dedico dei versi....
Caterina
A chi?!
Ludovico
Oh bella! A mio figlio. Da che campo, è la prima volta che commetto questa corbelleria. Ma che vuoi! Ho capito che in certi casi si debba sentire il bisogno di... verseggiare. Decisamente, ci sono cose le quali non si possono pensare che in versi.... Siedi, siedi vicino a me. Te ne voglio offrire un saggio.... È tanto tempo che non mi stai vicino mentr'io lavoro!
Caterina
(sedendogli dirimpetto)Per non farti distrarre....
Ludovico
Ma che distrarre! che distrarre! Quando sedevi sempre a questo posto per leggere o ricamare, le mie idee si succedevano così fluenti e facili che mi sembrava di scriverle come se qualcuno me le dettasse....(Tira un cassetto della scrivania e cerca.)Li tengo ben nascosti i miei versi, sai, perchè, modestia a parte, sono di una bruttezza rara.(Ridendo)Ah ah ah, addirittura infantili. Nondimeno, dicono quel che devono dire, e, conveniamone, da un sociologo noioso come me ci sarebbe da aspettarsi di peggio. Vedrai.(Con in mano alcune pagine scritte)Leggerò il primo sonetto. Ti secca?... Eh sì, lo vedo che ti secca.
Caterina
(inquieta — dissimulando)Leggi.... Tutto ciò che è tuo m'interessa: ne sei persuaso.
Ludovico
(con un pudore di collegiale)Mi dài soggezione, mi dài. Basta! Animo, Ludovico!(Legge:)