ATTO PRIMO

ATTO PRIMO

Sulla riva di un mar tranquillo e fosforescente. Scogli e stelle.

Da un oscuro antro Hubbo veglia la notte.

Da un oscuro antro Hubbo veglia la notte.

HUBBO.

Hubbo ha fatto l'incantesimo del mare con le sireneed ha mescolato sale con sangue.Ed aspetta: un gabbiano stride e ridema non alla tempesta.Ecco; le stelle de' suoi occhi sono in cammino,e tutto questo nero è la sua chioma.Ma quando ella sia qui? Hubbo si celerà...in fondo alla sua miseria, e spierà, piano piano...Che ombra s'avvicina?

Hubbo ha fatto l'incantesimo del mare con le sireneed ha mescolato sale con sangue.Ed aspetta: un gabbiano stride e ridema non alla tempesta.Ecco; le stelle de' suoi occhi sono in cammino,e tutto questo nero è la sua chioma.Ma quando ella sia qui? Hubbo si celerà...in fondo alla sua miseria, e spierà, piano piano...Che ombra s'avvicina?

Hubbo ha fatto l'incantesimo del mare con le sirene

ed ha mescolato sale con sangue.

Ed aspetta: un gabbiano stride e ride

ma non alla tempesta.

Ecco; le stelle de' suoi occhi sono in cammino,

e tutto questo nero è la sua chioma.

Ma quando ella sia qui? Hubbo si celerà...

in fondo alla sua miseria, e spierà, piano piano...

Che ombra s'avvicina?

(Hubbo si rintana nel buio, mentreTristano, mascherato ed ammantellato, si ferma dinanzi all'antro. Una pausa).

(Hubbo si rintana nel buio, mentreTristano, mascherato ed ammantellato, si ferma dinanzi all'antro. Una pausa).

Anche tu, guardi morire la nottesu questa fosforescente riva?O temi il candore del giorno?Eh! Eh! Bello sei tu, alto, diritto:ma il viso perchè lo nascondi?

Anche tu, guardi morire la nottesu questa fosforescente riva?O temi il candore del giorno?Eh! Eh! Bello sei tu, alto, diritto:ma il viso perchè lo nascondi?

Anche tu, guardi morire la notte

su questa fosforescente riva?

O temi il candore del giorno?

Eh! Eh! Bello sei tu, alto, diritto:

ma il viso perchè lo nascondi?

TRISTANO.

(Dopo una pausa).

(Dopo una pausa).

Perchè non è mio.

Perchè non è mio.

Perchè non è mio.

HUBBO.

Che nome hai? E che schiavitùti fa portare viso altrui?

Che nome hai? E che schiavitùti fa portare viso altrui?

Che nome hai? E che schiavitù

ti fa portare viso altrui?

TRISTANO.

Tu chi sei?

Tu chi sei?

Tu chi sei?

HUBBO.

Qui, nella mia ombra, una voce sonoche ti vede, ma tu se mi vedessipiù risate faresti che l'acqua su gli scogli.

Qui, nella mia ombra, una voce sonoche ti vede, ma tu se mi vedessipiù risate faresti che l'acqua su gli scogli.

Qui, nella mia ombra, una voce sono

che ti vede, ma tu se mi vedessi

più risate faresti che l'acqua su gli scogli.

TRISTANO.

Non rido, se anche tu il marechieda in matrimonio.

Non rido, se anche tu il marechieda in matrimonio.

Non rido, se anche tu il mare

chieda in matrimonio.

HUBBO.

Sotto la maschera,chiudi il segreto d'una vergogna?Od un mostro tu sei, in abito di lutto,per la bellezza che ombra solo t'accompagna?

Sotto la maschera,chiudi il segreto d'una vergogna?Od un mostro tu sei, in abito di lutto,per la bellezza che ombra solo t'accompagna?

Sotto la maschera,

chiudi il segreto d'una vergogna?

Od un mostro tu sei, in abito di lutto,

per la bellezza che ombra solo t'accompagna?

TRISTANO.

Mangi pesci crudi, tu, qui?

Mangi pesci crudi, tu, qui?

Mangi pesci crudi, tu, qui?

HUBBO.

Hubbo vive. Taluno viene e buttaossi da rodere ed anche monete tintinnanti,pur ch'egli parli con la stella di ciascunoe ripeta quel ch'essa risponde.Eh! Tutti credono d'avere la sua stella.

Hubbo vive. Taluno viene e buttaossi da rodere ed anche monete tintinnanti,pur ch'egli parli con la stella di ciascunoe ripeta quel ch'essa risponde.Eh! Tutti credono d'avere la sua stella.

Hubbo vive. Taluno viene e butta

ossi da rodere ed anche monete tintinnanti,

pur ch'egli parli con la stella di ciascuno

e ripeta quel ch'essa risponde.

Eh! Tutti credono d'avere la sua stella.

TRISTANO.

E non v'è più stelle che uomini?

E non v'è più stelle che uomini?

E non v'è più stelle che uomini?

HUBBO.

E più malanni che stelle.Ma le monete, Hubbo le dona alle ondeper essere più ricco del re davanti al mare.

E più malanni che stelle.Ma le monete, Hubbo le dona alle ondeper essere più ricco del re davanti al mare.

E più malanni che stelle.

Ma le monete, Hubbo le dona alle onde

per essere più ricco del re davanti al mare.

TRISTANO.

Vengo a vivere, se mi vuoi, con te.

Vengo a vivere, se mi vuoi, con te.

Vengo a vivere, se mi vuoi, con te.

HUBBO.

No, che Hubbo non ti vuole. Per vivere insiemedovremmo avere invidia od amore,e parliamo invece per sciupare le nostre parole.

No, che Hubbo non ti vuole. Per vivere insiemedovremmo avere invidia od amore,e parliamo invece per sciupare le nostre parole.

No, che Hubbo non ti vuole. Per vivere insieme

dovremmo avere invidia od amore,

e parliamo invece per sciupare le nostre parole.

TRISTANO.

Ti chiedo la grotta solo per dormire.

Ti chiedo la grotta solo per dormire.

Ti chiedo la grotta solo per dormire.

HUBBO.

Eh! Ti uccide Hubbo nel sonno,per vederti la faccia e sapere di che male sia nera.Curioso e crudele, l'hanno fatto i marosi.

Eh! Ti uccide Hubbo nel sonno,per vederti la faccia e sapere di che male sia nera.Curioso e crudele, l'hanno fatto i marosi.

Eh! Ti uccide Hubbo nel sonno,

per vederti la faccia e sapere di che male sia nera.

Curioso e crudele, l'hanno fatto i marosi.

TRISTANO.

E non puoi leggere, nell'abissodi qualche mia stella, le pagine della mia vita?Anch'io sono curioso della fine.

E non puoi leggere, nell'abissodi qualche mia stella, le pagine della mia vita?Anch'io sono curioso della fine.

E non puoi leggere, nell'abisso

di qualche mia stella, le pagine della mia vita?

Anch'io sono curioso della fine.

HUBBO.

Ma dopo fammi il dono d'andar via.Hubbo vede, oh, che vieni di lontano,dopo un affannato addio,vede che sei tagliato in due,e il mare in mezzo respira e piange,e giovine sei,e vecchio di disperazione,e vieni... carogna, contro me. Via!Vattene! Vedo il tuo domani che mi brucia!

Ma dopo fammi il dono d'andar via.Hubbo vede, oh, che vieni di lontano,dopo un affannato addio,vede che sei tagliato in due,e il mare in mezzo respira e piange,e giovine sei,e vecchio di disperazione,e vieni... carogna, contro me. Via!Vattene! Vedo il tuo domani che mi brucia!

Ma dopo fammi il dono d'andar via.

Hubbo vede, oh, che vieni di lontano,

dopo un affannato addio,

vede che sei tagliato in due,

e il mare in mezzo respira e piange,

e giovine sei,

e vecchio di disperazione,

e vieni... carogna, contro me. Via!

Vattene! Vedo il tuo domani che mi brucia!

(Gli tira una pietra gridando).

(Gli tira una pietra gridando).

Storpiare ti potessi...

Storpiare ti potessi...

Storpiare ti potessi...

TRISTANO.

Tante pietre butta, da seppellirmi qui,che poi avresti da mangiare,ma carne amara.

Tante pietre butta, da seppellirmi qui,che poi avresti da mangiare,ma carne amara.

Tante pietre butta, da seppellirmi qui,

che poi avresti da mangiare,

ma carne amara.

HUBBO.

Vattene! Annega! Essa viene! È qui!

Vattene! Annega! Essa viene! È qui!

Vattene! Annega! Essa viene! È qui!

(EntraIsottaconArden).

(EntraIsottaconArden).

ARDEN.

È questa la grotta di Hubbo, astrologo del mare?

È questa la grotta di Hubbo, astrologo del mare?

È questa la grotta di Hubbo, astrologo del mare?

HUBBO.

Hubbo è qua! Hubbo è qua!

Hubbo è qua! Hubbo è qua!

Hubbo è qua! Hubbo è qua!

ARDEN.

Siamo venuti senza lanterna, come vuoi,per interrogare la tua sapienza segreta.

Siamo venuti senza lanterna, come vuoi,per interrogare la tua sapienza segreta.

Siamo venuti senza lanterna, come vuoi,

per interrogare la tua sapienza segreta.

HUBBO.

Benvenuta, gentile signora.Hubbo pesca per te nelle onde del cielo e del mare.

Benvenuta, gentile signora.Hubbo pesca per te nelle onde del cielo e del mare.

Benvenuta, gentile signora.

Hubbo pesca per te nelle onde del cielo e del mare.

ARDEN.

È una figlia mia...

È una figlia mia...

È una figlia mia...

HUBBO.

Bugia... Bugia...

Bugia... Bugia...

Bugia... Bugia...

ARDEN.

Perchè non esci, non vienipiù vicino alle nostre domande?

Perchè non esci, non vienipiù vicino alle nostre domande?

Perchè non esci, non vieni

più vicino alle nostre domande?

HUBBO.

Hubbo resta qua. Hubbo sale cose da dire e da ascoltare.Con Hubbo non c'è da mentire,neanche figlia di re.

Hubbo resta qua. Hubbo sale cose da dire e da ascoltare.Con Hubbo non c'è da mentire,neanche figlia di re.

Hubbo resta qua. Hubbo sa

le cose da dire e da ascoltare.

Con Hubbo non c'è da mentire,

neanche figlia di re.

ISOTTA.

Parla.

Parla.

Parla.

HUBBO.

Hubbo da tre notti prepara la verità:egli sapeva che saresti venutaed ha scrutato in flussi e riflussi,perchè il re Languis malato sia più dei suoi anni,e stanco da non sopportare il pesoneanche della sua corona.Non questo domandi figlia del re e della notte?

Hubbo da tre notti prepara la verità:egli sapeva che saresti venutaed ha scrutato in flussi e riflussi,perchè il re Languis malato sia più dei suoi anni,e stanco da non sopportare il pesoneanche della sua corona.Non questo domandi figlia del re e della notte?

Hubbo da tre notti prepara la verità:

egli sapeva che saresti venuta

ed ha scrutato in flussi e riflussi,

perchè il re Languis malato sia più dei suoi anni,

e stanco da non sopportare il peso

neanche della sua corona.

Non questo domandi figlia del re e della notte?

ISOTTA.

Rispondi. Non interrogare.

Rispondi. Non interrogare.

Rispondi. Non interrogare.

HUBBO.

Hubbo ti dice i segreti che sa.Ti guardi mai tu nello specchio,signora dalle bianche mani?E la tua pelle più bianca del latte,l'hai tu veduta, e tremato?E misurati i capelli di tempesta?Eh! Ti deve parlare d'orgogliolo specchio, nei vostri colloqui.Spezzali tutti i tuoi specchi,e dimentica il tuo volto!Eh! Eh! Ma chi t'ha guardata,non può dimenticare...Maledetto! MaledettoDicevo, perchè il tuo volto può salvareil re Languis, ma se tu lo veli e custodiscicon religione, che nessuno mai lo sorprenda di baci,o se no lo baceranno tante lacrimequante il mare ne ha vedute stillare a Hubbo,che sa mordere anche,ma tutto è cancellato...La vedi, la tua stella,signora dalle bianche mani?Eh! Sta per cadere e spegnersi nel mare:è legata ad un capello solo.La vedi? In mezzo al mare?Consacra ad essa la tua castitàe sarai salva in eterno e salvo il padre.Ma giurare devi.

Hubbo ti dice i segreti che sa.Ti guardi mai tu nello specchio,signora dalle bianche mani?E la tua pelle più bianca del latte,l'hai tu veduta, e tremato?E misurati i capelli di tempesta?Eh! Ti deve parlare d'orgogliolo specchio, nei vostri colloqui.Spezzali tutti i tuoi specchi,e dimentica il tuo volto!Eh! Eh! Ma chi t'ha guardata,non può dimenticare...Maledetto! MaledettoDicevo, perchè il tuo volto può salvareil re Languis, ma se tu lo veli e custodiscicon religione, che nessuno mai lo sorprenda di baci,o se no lo baceranno tante lacrimequante il mare ne ha vedute stillare a Hubbo,che sa mordere anche,ma tutto è cancellato...La vedi, la tua stella,signora dalle bianche mani?Eh! Sta per cadere e spegnersi nel mare:è legata ad un capello solo.La vedi? In mezzo al mare?Consacra ad essa la tua castitàe sarai salva in eterno e salvo il padre.Ma giurare devi.

Hubbo ti dice i segreti che sa.

Ti guardi mai tu nello specchio,

signora dalle bianche mani?

E la tua pelle più bianca del latte,

l'hai tu veduta, e tremato?

E misurati i capelli di tempesta?

Eh! Ti deve parlare d'orgoglio

lo specchio, nei vostri colloqui.

Spezzali tutti i tuoi specchi,

e dimentica il tuo volto!

Eh! Eh! Ma chi t'ha guardata,

non può dimenticare...

Maledetto! Maledetto

Dicevo, perchè il tuo volto può salvare

il re Languis, ma se tu lo veli e custodisci

con religione, che nessuno mai lo sorprenda di baci,

o se no lo baceranno tante lacrime

quante il mare ne ha vedute stillare a Hubbo,

che sa mordere anche,

ma tutto è cancellato...

La vedi, la tua stella,

signora dalle bianche mani?

Eh! Sta per cadere e spegnersi nel mare:

è legata ad un capello solo.

La vedi? In mezzo al mare?

Consacra ad essa la tua castità

e sarai salva in eterno e salvo il padre.

Ma giurare devi.

ARDEN.

Principessa, fiabe racconta, tessute di spavento.Il nobile duca Erasmo vi ha chiesta in isposa,ed è ricco di terre e di vassalli!

Principessa, fiabe racconta, tessute di spavento.Il nobile duca Erasmo vi ha chiesta in isposa,ed è ricco di terre e di vassalli!

Principessa, fiabe racconta, tessute di spavento.

Il nobile duca Erasmo vi ha chiesta in isposa,

ed è ricco di terre e di vassalli!

HUBBO.

Castità! Castità!

Castità! Castità!

Castità! Castità!

ISOTTA.

Mia madre aveva fede in questo invisibile profeta...

Mia madre aveva fede in questo invisibile profeta...

Mia madre aveva fede in questo invisibile profeta...

HUBBO.

Hubbo le predisse che moriva se non davauna sua ciocca nera alle fiamme di venerdì.Ma essa amò i suoi capelli più della vita.Amerai tu la vita e la tua carne di più?

Hubbo le predisse che moriva se non davauna sua ciocca nera alle fiamme di venerdì.Ma essa amò i suoi capelli più della vita.Amerai tu la vita e la tua carne di più?

Hubbo le predisse che moriva se non dava

una sua ciocca nera alle fiamme di venerdì.

Ma essa amò i suoi capelli più della vita.

Amerai tu la vita e la tua carne di più?

ISOTTA.

Amo mio padre di più, e gli occhi suoi spenti.

Amo mio padre di più, e gli occhi suoi spenti.

Amo mio padre di più, e gli occhi suoi spenti.

HUBBO.

Giurare devi.

Giurare devi.

Giurare devi.

ISOTTA.

Io giuro senza parole, nel mio silenzio.

Io giuro senza parole, nel mio silenzio.

Io giuro senza parole, nel mio silenzio.

(Sono comparsi improvvisamente con fiaccole i Briganti. Hubbo si rintana, fuggendo la luce).

(Sono comparsi improvvisamente con fiaccole i Briganti. Hubbo si rintana, fuggendo la luce).

ARDEN.

Non è gente della scorta... Che vogliono costoro?

Non è gente della scorta... Che vogliono costoro?

Non è gente della scorta... Che vogliono costoro?

HUBBO.

Spegnete le luci, per carità...

Spegnete le luci, per carità...

Spegnete le luci, per carità...

ONINONI.

Dove entriamo noi si fa luce, ed illuminazione di gran gala!

Dove entriamo noi si fa luce, ed illuminazione di gran gala!

Dove entriamo noi si fa luce, ed illuminazione di gran gala!

CARIADO.

E se non ti piace, fuoco d'incendio e sangue che fuma!

E se non ti piace, fuoco d'incendio e sangue che fuma!

E se non ti piace, fuoco d'incendio e sangue che fuma!

ARDEN.

Sono briganti. Indietro. Che volete qui? Sapere forse come la mia spada uccida e recida?

Sono briganti. Indietro. Che volete qui? Sapere forse come la mia spada uccida e recida?

Sono briganti. Indietro. Che volete qui? Sapere forse come la mia spada uccida e recida?

HUBBO.

Non siate malvagi; con me foste pietosi di frutta, talvolta.

Non siate malvagi; con me foste pietosi di frutta, talvolta.

Non siate malvagi; con me foste pietosi di frutta, talvolta.

ONINONI.

Il cuore anche noi l'abbiamo, per la Vergine santissima, e tu ci hai dato spoglie di naufragi.

Il cuore anche noi l'abbiamo, per la Vergine santissima, e tu ci hai dato spoglie di naufragi.

CARIADO.

Ma quando non s'è mangiato da ieri, e qua c'è ricchezza regale, bisogna bene aprire denti ed unghie! Dunque su! facciamo caccia grossa, la figlia del re è piatto d'oro!

Ma quando non s'è mangiato da ieri, e qua c'è ricchezza regale, bisogna bene aprire denti ed unghie! Dunque su! facciamo caccia grossa, la figlia del re è piatto d'oro!

ARDEN.

Guai a chi la tocca!

Guai a chi la tocca!

Guai a chi la tocca!

ELINER.

Te vecchio ti demolisco: e la ragazza a me.

Te vecchio ti demolisco: e la ragazza a me.

Te vecchio ti demolisco: e la ragazza a me.

(Arden si difende con la spada, ma, vecchio e debole, è presto sopraffatto).

(Arden si difende con la spada, ma, vecchio e debole, è presto sopraffatto).

ARDEN.

Aiuta mia fedeltà!

Aiuta mia fedeltà!

Aiuta mia fedeltà!

(Arden ferito cade. Hubbo allora si precipita dal suo nascondiglio, disperato e deforme).

(Arden ferito cade. Hubbo allora si precipita dal suo nascondiglio, disperato e deforme).

HUBBO.

No! Maledetto chi la sfiora! Il mondo crolli se la principessa vien toccata! Hubbo la difende! Hubbo!

No! Maledetto chi la sfiora! Il mondo crolli se la principessa vien toccata! Hubbo la difende! Hubbo!

ONINONI.

Ah! ah! ah!

Ah! ah! ah!

CARIADO.

Il rospo paladino!

Il rospo paladino!

ELINER.

Non dovevi uscire dal tuo buio...

Non dovevi uscire dal tuo buio...

CARIADO.

Innamorato sei?

Innamorato sei?

ONINONI.

Indietro, buffone!

Indietro, buffone!

(Con uno spintone lo scaraventa contro uno scoglio).

(Con uno spintone lo scaraventa contro uno scoglio).

HUBBO.

(Piangendo).

(Piangendo).

M'ha visto! Essa m'ha visto!

M'ha visto! Essa m'ha visto!

ELINER.

Ride anche il morto, se ti guarda.

Ride anche il morto, se ti guarda.

ONINONI.

Questo vecchio? L'hai ucciso?

Questo vecchio? L'hai ucciso?

ELINER.

Combattendo.

Combattendo.

ONINONI.

Non si doveva: era vecchio!

Non si doveva: era vecchio!

CARIADO.

(Inchinandosi presso Arden).

(Inchinandosi presso Arden).

Non è morto.

Non è morto.

ONINONI.

Bisogna curarlo.

Bisogna curarlo.

ELINER.

Poveraccio, difendeva la sua signora.

Poveraccio, difendeva la sua signora.

ONINONI.

È un bravo guerriero... Quanti anni avrà?

È un bravo guerriero... Quanti anni avrà?

ELINER.

Può esser mio nonno.

Può esser mio nonno.

ONINONI.

Imbecille: bel coraggio hai avuto di ferirlo!

Imbecille: bel coraggio hai avuto di ferirlo!

ELINER.

Stoccheggiava contro me.

Stoccheggiava contro me.

ONINONI.

E tu chi sei?

E tu chi sei?

ELINER.

Come te.

Come te.

ONINONI.

Bene, noi siamo dei cani, ecco tutto.

Bene, noi siamo dei cani, ecco tutto.

ELINER.

Cani e canaglie, per grazia del nostro destino.

Cani e canaglie, per grazia del nostro destino.

CARIADO.

(Si segna).

(Si segna).

Amen!

Amen!

ONINONI.

Ecco, si sveglia: ferita da niente. Buon vecchio, perdonaci. È stato, anche il nostro, un dovere. Vorremmo essere briganti con gentilezza, ma come si fa? La vita è piena di pericoli. Su: al bottino, ora. Se ci mettiamo a piangere anche questa volta, non si mangia. Sei nostra prigioniera, principessa Isotta. E il vecchio vada libero e dica al re che ci paghi il tuo riscatto. Non aver paura: a te non faremo alcun male, ma ti canteremo canzoni d'onore, poichè sappiamo anche noi le regole del bel mondo. L'abbiamo abbandonato per disgusto e per protesta contro le ingiustizie che ogni giorno vi si commettono. Uno sputo sul mondo, così. Beh, insieme berremo un coraggioso bicchiere di vino, o due, alla salute di tuo padre, che è un buon re, e per questo ha perduto tutte le sue guerre e gli occhi.

Ecco, si sveglia: ferita da niente. Buon vecchio, perdonaci. È stato, anche il nostro, un dovere. Vorremmo essere briganti con gentilezza, ma come si fa? La vita è piena di pericoli. Su: al bottino, ora. Se ci mettiamo a piangere anche questa volta, non si mangia. Sei nostra prigioniera, principessa Isotta. E il vecchio vada libero e dica al re che ci paghi il tuo riscatto. Non aver paura: a te non faremo alcun male, ma ti canteremo canzoni d'onore, poichè sappiamo anche noi le regole del bel mondo. L'abbiamo abbandonato per disgusto e per protesta contro le ingiustizie che ogni giorno vi si commettono. Uno sputo sul mondo, così. Beh, insieme berremo un coraggioso bicchiere di vino, o due, alla salute di tuo padre, che è un buon re, e per questo ha perduto tutte le sue guerre e gli occhi.

ELINER.

Vero, compagno. Parli da gentiluomo.

Vero, compagno. Parli da gentiluomo.

CARIADO.

Ma ora basta, e via!

Ma ora basta, e via!

TRISTANO.

Avete detto che si chiama Isotta?

Avete detto che si chiama Isotta?

Avete detto che si chiama Isotta?

ONINONI.

E chi è questo? Di dove uscite?

E chi è questo? Di dove uscite?

ELINER.

L'ombra di qualche morto insepolto...

L'ombra di qualche morto insepolto...

TRISTANO.

Isotta, dite?

Isotta, dite?

Isotta, dite?

ONINONI.

Sì, la figlia del re Languis, a cui Dio conceda molti anni ancora...

Sì, la figlia del re Languis, a cui Dio conceda molti anni ancora...

CARIADO.

Amen!

Amen!

ONINONI.

E tu non sarai un brigante d'oltre tomba che ci voglia portar via quello che è nostro?

E tu non sarai un brigante d'oltre tomba che ci voglia portar via quello che è nostro?

ELINER.

Perchè i briganti a noi non ci garbano un fico. E bada quindi a te!

Perchè i briganti a noi non ci garbano un fico. E bada quindi a te!

TRISTANO.

Se vengo d'oltre tomba è per un nome,simile al tuo, principessa.Io son tutto una corda che cantase dico Isotta.Briganti, amici, suo padre è vecchio e cieco e buono.Lo sapete. Ed io so che è tanto malatoda non poter portare la corona.Con un dolore grande, volete voispingerlo fuori di vita? Volete questo?

Se vengo d'oltre tomba è per un nome,simile al tuo, principessa.Io son tutto una corda che cantase dico Isotta.Briganti, amici, suo padre è vecchio e cieco e buono.Lo sapete. Ed io so che è tanto malatoda non poter portare la corona.Con un dolore grande, volete voispingerlo fuori di vita? Volete questo?

Se vengo d'oltre tomba è per un nome,

simile al tuo, principessa.

Io son tutto una corda che canta

se dico Isotta.

Briganti, amici, suo padre è vecchio e cieco e buono.

Lo sapete. Ed io so che è tanto malato

da non poter portare la corona.

Con un dolore grande, volete voi

spingerlo fuori di vita? Volete questo?

ONINONI.

No, che non vogliamo, perdio!

No, che non vogliamo, perdio!

TRISTANO.

Ma questa figlia, che si chiama Isotta,se non gli ritorni con l'alba a casa,certo egli si spegne.E voi ne avreste la colpa e il danno,che non è come uccidere un nemico o un ladroma terribile delitto uccidere un bravo re.

Ma questa figlia, che si chiama Isotta,se non gli ritorni con l'alba a casa,certo egli si spegne.E voi ne avreste la colpa e il danno,che non è come uccidere un nemico o un ladroma terribile delitto uccidere un bravo re.

Ma questa figlia, che si chiama Isotta,

se non gli ritorni con l'alba a casa,

certo egli si spegne.

E voi ne avreste la colpa e il danno,

che non è come uccidere un nemico o un ladro

ma terribile delitto uccidere un bravo re.

ONINONI.

Eh... re Languis è un bravo re!

Eh... re Languis è un bravo re!

TRISTANO.

Chi verrà dopo di lui?Un re è come la salute:se buona da non la perdere.

Chi verrà dopo di lui?Un re è come la salute:se buona da non la perdere.

Chi verrà dopo di lui?

Un re è come la salute:

se buona da non la perdere.

ONINONI.

Vero, sangue di Cristo!

Vero, sangue di Cristo!

CARIADO.

Ma noi abbiamo fame.

Ma noi abbiamo fame.

TRISTANO.

Anch'io. Mangeremo insieme.E se non amici, nemici miei.Io so far la mia giustizia con le mie mani.Ed è per voi allora che non sorge più il sole.

Anch'io. Mangeremo insieme.E se non amici, nemici miei.Io so far la mia giustizia con le mie mani.Ed è per voi allora che non sorge più il sole.

Anch'io. Mangeremo insieme.

E se non amici, nemici miei.

Io so far la mia giustizia con le mie mani.

Ed è per voi allora che non sorge più il sole.

ELINER.

È un brigante che sa fare il brigante.

È un brigante che sa fare il brigante.

CARIADO.

Amen!

Amen!

TRISTANO.

Dunque lasciate costoro che vadano in pacee di buon mattino troveremo pane.Se ci chiudono le porte,eh, c'è tanti onesti malvagiche rubargli non è peccato per l'anima mia.

Dunque lasciate costoro che vadano in pacee di buon mattino troveremo pane.Se ci chiudono le porte,eh, c'è tanti onesti malvagiche rubargli non è peccato per l'anima mia.

Dunque lasciate costoro che vadano in pace

e di buon mattino troveremo pane.

Se ci chiudono le porte,

eh, c'è tanti onesti malvagi

che rubargli non è peccato per l'anima mia.

ONINONI.

Se agisci come parli, tu mi vai a genio. Chi sei?

Se agisci come parli, tu mi vai a genio. Chi sei?

HUBBO.

Il diavolo l'ha mandato.

Il diavolo l'ha mandato.

Il diavolo l'ha mandato.

TRISTANO.

Avete nessuno di voi una madre?

Avete nessuno di voi una madre?

Avete nessuno di voi una madre?

ELINER.

La mia è morta quando avevo dodici anni, che se no, non facevo il brigante.

La mia è morta quando avevo dodici anni, che se no, non facevo il brigante.

ONINONI.

La mia s'è annegata quattro anni fa, per la Madonna dei Sette Dolori.

La mia s'è annegata quattro anni fa, per la Madonna dei Sette Dolori.

CARIADO.

E la mia, poveretta, era vecchia, e son tre giorni che l'ho seppellita, con queste mani sacrileghe. Una croce, una lagrima e un po' di terra. Amen.

E la mia, poveretta, era vecchia, e son tre giorni che l'ho seppellita, con queste mani sacrileghe. Una croce, una lagrima e un po' di terra. Amen.

TRISTANO.

Ed io peggio di tutti voi: non l'ho veduta mai...

Ed io peggio di tutti voi: non l'ho veduta mai...

Ed io peggio di tutti voi: non l'ho veduta mai...

ONINONI.

Mai?

Mai?

ELINER.

Ohè, dice che la sua, non l'ha veduta mai!

Ohè, dice che la sua, non l'ha veduta mai!

TRISTANO.

Aveva nome Biancofiore.Ed è morta quando io nascevo,anche m'hanno dato un nome triste,e porto il maleficio nel mio sangue.Oh, voi, la ricordate, almeno, la madre...Per essa, che è una sola, sotterra, oramai per tutti,vi prego, lasciate questa principessa Isotta che vada...

Aveva nome Biancofiore.Ed è morta quando io nascevo,anche m'hanno dato un nome triste,e porto il maleficio nel mio sangue.Oh, voi, la ricordate, almeno, la madre...Per essa, che è una sola, sotterra, oramai per tutti,vi prego, lasciate questa principessa Isotta che vada...

Aveva nome Biancofiore.

Ed è morta quando io nascevo,

anche m'hanno dato un nome triste,

e porto il maleficio nel mio sangue.

Oh, voi, la ricordate, almeno, la madre...

Per essa, che è una sola, sotterra, oramai per tutti,

vi prego, lasciate questa principessa Isotta che vada...

ONINONI.

Che vada... se ci preghi.

Che vada... se ci preghi.

CARIADO.

Ma tu resti con noi.

Ma tu resti con noi.

ELINER.

Se parli, un po' si illude la fame.

Se parli, un po' si illude la fame.

ARDEN.

(Che s'è alzato).

(Che s'è alzato).

Signore...

Signore...

Signore...

TRISTANO.

Va.

Va.

Va.

(Isotta e Ardenexeunt).

(Isotta e Ardenexeunt).

HUBBO.

(Piano, un po' trascinandosi dietro loro).

(Piano, un po' trascinandosi dietro loro).

Castità! Castità

Castità! Castità

Castità! Castità

ONINONI.

Compagno, ma ci mostrerai la faccia che tua madre t'ha dato. Tra amici, è come darsi la mano.

Compagno, ma ci mostrerai la faccia che tua madre t'ha dato. Tra amici, è come darsi la mano.

TRISTANO.

No. Io ne ho fatto dono ad altrinella mia povera vitache è stata rossa.E questo che vedete è il tizzone nerodopo l'incendio.Ed il mio è stato gran delitto,che voi brava gente, non avreste osato mai...Ah, il mio viso, laggiù, nei giorni lontani,al di là del mare e del rimorso,tali baci e carezze l'hanno consumato,che ora non patisce vento nè sole.

No. Io ne ho fatto dono ad altrinella mia povera vitache è stata rossa.E questo che vedete è il tizzone nerodopo l'incendio.Ed il mio è stato gran delitto,che voi brava gente, non avreste osato mai...Ah, il mio viso, laggiù, nei giorni lontani,al di là del mare e del rimorso,tali baci e carezze l'hanno consumato,che ora non patisce vento nè sole.

No. Io ne ho fatto dono ad altri

nella mia povera vita

che è stata rossa.

E questo che vedete è il tizzone nero

dopo l'incendio.

Ed il mio è stato gran delitto,

che voi brava gente, non avreste osato mai...

Ah, il mio viso, laggiù, nei giorni lontani,

al di là del mare e del rimorso,

tali baci e carezze l'hanno consumato,

che ora non patisce vento nè sole.

ONINONI.

Fratello, poveretto, hai perduto un tuo grande amore?

Fratello, poveretto, hai perduto un tuo grande amore?

CARIADO.

Hai ucciso la tua fede?

Hai ucciso la tua fede?

TRISTANO.

La fede del mio re.

La fede del mio re.

La fede del mio re.

ELINER.

Credi a me, non c'è che il vino e il canto, per rimedio.

Credi a me, non c'è che il vino e il canto, per rimedio.

TRISTANO.

E morire. Andiamo.

E morire. Andiamo.

E morire. Andiamo.

ONINONI.

Nasce l'alba.

Nasce l'alba.

ELINER.

Non c'è neanche bisogno di nasconderci poichè abbiamo finito santamente la notte: ma, compagno brigante, se triste sei, ti canterò lungo la strada una canzone d'allegria. Tutta roba fatta da me, aria e parole. Passo il tempo così, quando non c'è da trafficare in meglio.

Non c'è neanche bisogno di nasconderci poichè abbiamo finito santamente la notte: ma, compagno brigante, se triste sei, ti canterò lungo la strada una canzone d'allegria. Tutta roba fatta da me, aria e parole. Passo il tempo così, quando non c'è da trafficare in meglio.

(Tristano, Cariado, Eliner e Oninoniexeunt).

(Tristano, Cariado, Eliner e Oninoniexeunt).

La canzone di Eliner.

Chi senza legge vavive di quel che puònon dice mai di noe quel che non sa fare, impara e fa.È brigante ed è re.Oggi qui, diman lì,son trottole i suoi dì;canzoni nella testa ed ali al piè!

Chi senza legge vavive di quel che puònon dice mai di noe quel che non sa fare, impara e fa.È brigante ed è re.Oggi qui, diman lì,son trottole i suoi dì;canzoni nella testa ed ali al piè!

Chi senza legge va

vive di quel che può

non dice mai di no

e quel che non sa fare, impara e fa.

È brigante ed è re.

Oggi qui, diman lì,

son trottole i suoi dì;

canzoni nella testa ed ali al piè!

HUBBO.

La mia notte ha perduto tutte le sue stelle!Hubbo, e tu i sogni!La maledizione su quella maschera nera.Ed Hubbo la seguiràper avvelenargli l'acqua che beve.I briganti, sì, sono brava gente:ed Hubbo è un rospo senza più maschera.Ma, se egli è fatto male, può anche far del male.

La mia notte ha perduto tutte le sue stelle!Hubbo, e tu i sogni!La maledizione su quella maschera nera.Ed Hubbo la seguiràper avvelenargli l'acqua che beve.I briganti, sì, sono brava gente:ed Hubbo è un rospo senza più maschera.Ma, se egli è fatto male, può anche far del male.

La mia notte ha perduto tutte le sue stelle!

Hubbo, e tu i sogni!

La maledizione su quella maschera nera.

Ed Hubbo la seguirà

per avvelenargli l'acqua che beve.

I briganti, sì, sono brava gente:

ed Hubbo è un rospo senza più maschera.

Ma, se egli è fatto male, può anche far del male.

(Exit).

(Exit).

Una sala nel palazzo di re Languis. EntranoIsotta, e il ducaErasmo.

ERASMO.

Il re si va spegnendo, alfine stancod'errare per le vie della pazzia;Non vive più, vaneggia e si allontana.Se cieco, egli non vede il precipizio,tu lo devi salvare, con il regno.Ecco: t'offro domani la coronaed essere regina dove seiancora figlia taciturna, ed oggit'offro la mano mia, ed il mio petto.Dentro questa saldezza la tua biancafragilità ripari come in torresicura. Non tacere, chè mi piaci,nipote, ed io ti parlo con negli occhila verità che vuole la sua preda.Ti spiace questo mio perduto fioredi giovinezza? I frutti di più sugomaturano di su tronchi rugosi.E gli anni a me, m'han dato gagliardia.Guardami. So volere, eppur domando.Vuoi che per farti più sdegnosa, appendasempre le mie parole al tuo silenzio?

Il re si va spegnendo, alfine stancod'errare per le vie della pazzia;Non vive più, vaneggia e si allontana.Se cieco, egli non vede il precipizio,tu lo devi salvare, con il regno.Ecco: t'offro domani la coronaed essere regina dove seiancora figlia taciturna, ed oggit'offro la mano mia, ed il mio petto.Dentro questa saldezza la tua biancafragilità ripari come in torresicura. Non tacere, chè mi piaci,nipote, ed io ti parlo con negli occhila verità che vuole la sua preda.Ti spiace questo mio perduto fioredi giovinezza? I frutti di più sugomaturano di su tronchi rugosi.E gli anni a me, m'han dato gagliardia.Guardami. So volere, eppur domando.Vuoi che per farti più sdegnosa, appendasempre le mie parole al tuo silenzio?

Il re si va spegnendo, alfine stanco

d'errare per le vie della pazzia;

Non vive più, vaneggia e si allontana.

Se cieco, egli non vede il precipizio,

tu lo devi salvare, con il regno.

Ecco: t'offro domani la corona

ed essere regina dove sei

ancora figlia taciturna, ed oggi

t'offro la mano mia, ed il mio petto.

Dentro questa saldezza la tua bianca

fragilità ripari come in torre

sicura. Non tacere, chè mi piaci,

nipote, ed io ti parlo con negli occhi

la verità che vuole la sua preda.

Ti spiace questo mio perduto fiore

di giovinezza? I frutti di più sugo

maturano di su tronchi rugosi.

E gli anni a me, m'han dato gagliardia.

Guardami. So volere, eppur domando.

Vuoi che per farti più sdegnosa, appenda

sempre le mie parole al tuo silenzio?

ISOTTA.

Nobile zio, questa notte nel mio silenzioho fatto voto di castità.

Nobile zio, questa notte nel mio silenzioho fatto voto di castità.

Nobile zio, questa notte nel mio silenzio

ho fatto voto di castità.

ERASMO.

Per andar salva di quei tre briganti?

Per andar salva di quei tre briganti?

Per andar salva di quei tre briganti?

ISOTTA.

Solo per consiglio delle stelle.

Solo per consiglio delle stelle.

Solo per consiglio delle stelle.

ERASMO.

Mi beffi. E se davvero hai fatto voto,non è per chiuder la tua porta a' mieidesiderî?

Mi beffi. E se davvero hai fatto voto,non è per chiuder la tua porta a' mieidesiderî?

Mi beffi. E se davvero hai fatto voto,

non è per chiuder la tua porta a' miei

desiderî?

ISOTTA.

Non è stata aperta mai.

Non è stata aperta mai.

Non è stata aperta mai.

ERASMO.

Tu infili parole come al giocodelle perle. Ma ventitrè baronicon tutti i loro vassalli sono miagente giurata: e se non regno ancoraè per mia viltà e della sorte.

Tu infili parole come al giocodelle perle. Ma ventitrè baronicon tutti i loro vassalli sono miagente giurata: e se non regno ancoraè per mia viltà e della sorte.

Tu infili parole come al gioco

delle perle. Ma ventitrè baroni

con tutti i loro vassalli sono mia

gente giurata: e se non regno ancora

è per mia viltà e della sorte.

ISOTTA.

Iddio è con mio padre.

Iddio è con mio padre.

Iddio è con mio padre.

ERASMO.

Iddio non vale il ferro d'una lama!Ed in ogni guerra Iddio contro tuo padreha combattuto!

Iddio non vale il ferro d'una lama!Ed in ogni guerra Iddio contro tuo padreha combattuto!

Iddio non vale il ferro d'una lama!

Ed in ogni guerra Iddio contro tuo padre

ha combattuto!

ISOTTA.

No. Dio è sempre col vinto.La sconfitta è una divina provae dentro a chi la sopporti nascono alti pensieri.

No. Dio è sempre col vinto.La sconfitta è una divina provae dentro a chi la sopporti nascono alti pensieri.

No. Dio è sempre col vinto.

La sconfitta è una divina prova

e dentro a chi la sopporti nascono alti pensieri.

ERASMO.

Sei sulla via del chiostro, mia nipote!!Ma non voglio: sei più bella che santa,e calpesto i tuoi voti col mio piede...

Sei sulla via del chiostro, mia nipote!!Ma non voglio: sei più bella che santa,e calpesto i tuoi voti col mio piede...

Sei sulla via del chiostro, mia nipote!!

Ma non voglio: sei più bella che santa,

e calpesto i tuoi voti col mio piede...

ISOTTA.

Bada zio, che sapranno di veleno.

Bada zio, che sapranno di veleno.

Bada zio, che sapranno di veleno.

ERASMO.

Queste mani, le tue candide mani...

Queste mani, le tue candide mani...

Queste mani, le tue candide mani...

ISOTTA.

Il re.

Il re.

Il re.

(Squilli. Entra il reLanguis,Ardened alcuni baroni).

(Squilli. Entra il reLanguis,Ardened alcuni baroni).

ERASMO.

Bel Sire, la salute rifiorisceoggi, per queste sale, e vien con voi.

Bel Sire, la salute rifiorisceoggi, per queste sale, e vien con voi.

Bel Sire, la salute rifiorisce

oggi, per queste sale, e vien con voi.

LANGUIS.

No. Sentiamo noi la vita andarsene come la sabbia che si spande via da un sacco bucato, piano piano. Voi credevate che fosse pieno di pietre preziose il sacco. No, sudditi nostri; non era che sabbia. Noi la vediamo, anche se ciechi, perdersi nel gran turbine della morte dove danzano tutte le sabbie dell'eternità, come pulviscoli nel sole.

No. Sentiamo noi la vita andarsene come la sabbia che si spande via da un sacco bucato, piano piano. Voi credevate che fosse pieno di pietre preziose il sacco. No, sudditi nostri; non era che sabbia. Noi la vediamo, anche se ciechi, perdersi nel gran turbine della morte dove danzano tutte le sabbie dell'eternità, come pulviscoli nel sole.

ARDEN.

Sacra Maestà, ricordatevi di essere re.

Sacra Maestà, ricordatevi di essere re.

Sacra Maestà, ricordatevi di essere re.

LANGUIS.

Noi, sovrano sfiorito di questa fiorente contrada, vogliamo secondo le nostre cadenti forze donare quella felicità ch'è possibile ai popoli che ce la domandano. Poichè non siamo seduti su questa sedia che ha nome trono, per nostro piacere, ma per il servizio di tutti. Al timone della nave non sta che un marinaio, di mano franca e d'occhio acuto. Ma la nave non è sua. È del mare. E il mare è di Dio. Or noi non abbiamo più occhi, e la mano trema. Però dobbiamo credere che sia giunta alfine l'ora di guardare al contenuto della nave, poichè, per grazia divina, siamo in tempo di bonaccia. Ma sanguinose guerre hanno devastato questo nostro povero paese, e i nostri anni. Noi vogliamo che il popolo ci perdoni tali guerre, sopportate per la traboccante prepotenza dei vicini, e perdute, come Iddio ha voluto, senza che perduto fosse l'onore. Anche i vincitori s'avvedono, ma tardi, a che poco concluda la favola rossa. La guerra, gente nostra, è un'infelice strada che sembra tutta archi di trionfo, perchè vegliata di cipressi e coronata di stelle, ma non conduce che a un cimitero!...

Noi, sovrano sfiorito di questa fiorente contrada, vogliamo secondo le nostre cadenti forze donare quella felicità ch'è possibile ai popoli che ce la domandano. Poichè non siamo seduti su questa sedia che ha nome trono, per nostro piacere, ma per il servizio di tutti. Al timone della nave non sta che un marinaio, di mano franca e d'occhio acuto. Ma la nave non è sua. È del mare. E il mare è di Dio. Or noi non abbiamo più occhi, e la mano trema. Però dobbiamo credere che sia giunta alfine l'ora di guardare al contenuto della nave, poichè, per grazia divina, siamo in tempo di bonaccia. Ma sanguinose guerre hanno devastato questo nostro povero paese, e i nostri anni. Noi vogliamo che il popolo ci perdoni tali guerre, sopportate per la traboccante prepotenza dei vicini, e perdute, come Iddio ha voluto, senza che perduto fosse l'onore. Anche i vincitori s'avvedono, ma tardi, a che poco concluda la favola rossa. La guerra, gente nostra, è un'infelice strada che sembra tutta archi di trionfo, perchè vegliata di cipressi e coronata di stelle, ma non conduce che a un cimitero!...

ARDEN.

Sacra Maestà, ricordatevi di essere re.

Sacra Maestà, ricordatevi di essere re.

Sacra Maestà, ricordatevi di essere re.

LANGUIS.

Sì, perdono di tutti i vostri passati mali, popolo, non perchè noi ne siamo la causa, ma perchè non vi abbiamo salvato da tutti. Ed ora godiamo una vecchiaia onestamente povera. Siamo un re che per sua guardia tiene solo un guerriero vecchio quanto lui. Siamo un re che in elemosina ha speso il suo e quel degli avi, e d'oro gli è rimasta quest'unica corona... E si è donata a quei briganti che stanotte, ci ha detto nostra figlia, avevano fame, e quindi tramavano il male.

Sì, perdono di tutti i vostri passati mali, popolo, non perchè noi ne siamo la causa, ma perchè non vi abbiamo salvato da tutti. Ed ora godiamo una vecchiaia onestamente povera. Siamo un re che per sua guardia tiene solo un guerriero vecchio quanto lui. Siamo un re che in elemosina ha speso il suo e quel degli avi, e d'oro gli è rimasta quest'unica corona... E si è donata a quei briganti che stanotte, ci ha detto nostra figlia, avevano fame, e quindi tramavano il male.

ERASMO.

Sire, re...

Sire, re...

Sire, re...

LANGUIS.

Ordiniamo e vogliamo che così sia. E la terra del nostro regno vada interamente divisa e in parti uguali fra tutti gli uomini cittadini nostri sudditi dai venticinque ai sessant'anni, con l'obbligo ciascuno di lavorare alla coltivazione del proprio avere. Nella terra e nell'amor della terra è la via del cielo. Non avranno diritto a questa legge tutticoloro che sian cresciuti senza voler famiglia nè figli, rinnegando così la posterità ch'è sacra. Costoro potranno essere giustamente mendicanti!

Ordiniamo e vogliamo che così sia. E la terra del nostro regno vada interamente divisa e in parti uguali fra tutti gli uomini cittadini nostri sudditi dai venticinque ai sessant'anni, con l'obbligo ciascuno di lavorare alla coltivazione del proprio avere. Nella terra e nell'amor della terra è la via del cielo. Non avranno diritto a questa legge tutticoloro che sian cresciuti senza voler famiglia nè figli, rinnegando così la posterità ch'è sacra. Costoro potranno essere giustamente mendicanti!

ARDEN.

Sacra Maestà...

Sacra Maestà...

Sacra Maestà...

LANGUIS.

Lo siamo, re. E crediamo di saggiamente ancorare in porto la nave dello Stato così facendo, e di raccomandare onestamente a Dio il gregge di cui siamo stati per tanti anni il pastore. Pertanto ordiniamo e vogliamo che così sia. Sian bandite queste ultime nostre leggi, come d'usanza, dal balcone al popolo.

Lo siamo, re. E crediamo di saggiamente ancorare in porto la nave dello Stato così facendo, e di raccomandare onestamente a Dio il gregge di cui siamo stati per tanti anni il pastore. Pertanto ordiniamo e vogliamo che così sia. Sian bandite queste ultime nostre leggi, come d'usanza, dal balcone al popolo.

ERASMO.

(Dal balcone).

(Dal balcone).

Cittadini, per ordine e volontà del re Languis,queste sono le sue ultime leggi.Il re fa dono della sua coronaai briganti!

Cittadini, per ordine e volontà del re Languis,queste sono le sue ultime leggi.Il re fa dono della sua coronaai briganti!

Cittadini, per ordine e volontà del re Languis,

queste sono le sue ultime leggi.

Il re fa dono della sua corona

ai briganti!

(Mormorìo di dentro).

(Mormorìo di dentro).

E dona tutta la terra del regnoai contadini!

E dona tutta la terra del regnoai contadini!

E dona tutta la terra del regno

ai contadini!

(Mormorìo di dentro).

(Mormorìo di dentro).

LANGUIS.

Che risponde, il popolo, laggiù?

Che risponde, il popolo, laggiù?

ERASMO.

Che la vostra saggezza, Maestà,i limiti oltrepassa dell'umanoonde non è compresa e non ne siete lodato.

Che la vostra saggezza, Maestà,i limiti oltrepassa dell'umanoonde non è compresa e non ne siete lodato.

Che la vostra saggezza, Maestà,

i limiti oltrepassa dell'umano

onde non è compresa e non ne siete lodato.

LANGUIS.

Non è lodi che aspettiamo.E aggiunto sia che a nostro successore designamo, non te, od altri di sangue nostro. Ma dalla voce del popolo sia scelto, e vorremmo un popolano. Conoscerebbe meglio il cuore de' suoi compagni. Così, Erasmo, ti salviamo dal peso di regnare, ed è il solo dono paterno che ti possiamo largire... Ordiniamo e vogliamo che così sia.

Non è lodi che aspettiamo.

E aggiunto sia che a nostro successore designamo, non te, od altri di sangue nostro. Ma dalla voce del popolo sia scelto, e vorremmo un popolano. Conoscerebbe meglio il cuore de' suoi compagni. Così, Erasmo, ti salviamo dal peso di regnare, ed è il solo dono paterno che ti possiamo largire... Ordiniamo e vogliamo che così sia.

(Il Re, Isotta e Ardenexeunt).

(Il Re, Isotta e Ardenexeunt).

ERASMO.

La sua demenza è tanto manifestache, avete udito? il popolo gli gridach'è pazzo ed alle leggi si ribella...

La sua demenza è tanto manifestache, avete udito? il popolo gli gridach'è pazzo ed alle leggi si ribella...

La sua demenza è tanto manifesta

che, avete udito? il popolo gli grida

ch'è pazzo ed alle leggi si ribella...

I BARONI.

Le sue parole tradiscono il regno!La patria ne pericola!C'è più veleno ne' suoi pazzi sogniche nelle spade de' nostri nemici!

Le sue parole tradiscono il regno!La patria ne pericola!C'è più veleno ne' suoi pazzi sogniche nelle spade de' nostri nemici!

Le sue parole tradiscono il regno!

La patria ne pericola!

C'è più veleno ne' suoi pazzi sogni

che nelle spade de' nostri nemici!

ERASMO.

Voglio dimenticar ch'è mio fratelloed agire o morire.

Voglio dimenticar ch'è mio fratelloed agire o morire.

Voglio dimenticar ch'è mio fratello

ed agire o morire.

(Entrano altri baroni).

(Entrano altri baroni).

Ebbene, il popolo?

Ebbene, il popolo?

Ebbene, il popolo?

I BARONI.

Borbotta e maledice.La vecchiaiasolo difende ancora il re...Ma tropposi lamenta il buon senso della gente!

Borbotta e maledice.La vecchiaiasolo difende ancora il re...Ma tropposi lamenta il buon senso della gente!

Borbotta e maledice.

La vecchiaia

solo difende ancora il re...

Ma troppo

si lamenta il buon senso della gente!

ERASMO.

Ma della terra data ai contadini,che dicono?

Ma della terra data ai contadini,che dicono?

Ma della terra data ai contadini,

che dicono?

I BARONI.

Diffidano.Non èbeneficio, ma trappola, commentanoi saputi.E costui, dicono tutti,è un re che non è re.

Diffidano.Non èbeneficio, ma trappola, commentanoi saputi.E costui, dicono tutti,è un re che non è re.

Diffidano.

Non è

beneficio, ma trappola, commentano

i saputi.

E costui, dicono tutti,

è un re che non è re.

ERASMO.

L'avranno, il re.Voi, propagate, intanto, la mia causafra la gente. Ma è buona, e basterannopoche parole. E voi, con me, vicini.

L'avranno, il re.Voi, propagate, intanto, la mia causafra la gente. Ma è buona, e basterannopoche parole. E voi, con me, vicini.

L'avranno, il re.

Voi, propagate, intanto, la mia causa

fra la gente. Ma è buona, e basteranno

poche parole. E voi, con me, vicini.

(Qualche baroneexit. Il duca Erasmo va al balcone).

(Qualche baroneexit. Il duca Erasmo va al balcone).

Cittadini, il re Languis troppo d'annicarico e di follie, come vedeste,lascia il governo della patria a me,che accetto, se vi piace, di salireal trono, e giuro con più sacre leggidi rimediare a' suoi senili errori,e di risollevare l'avvilitagloria delle armi nostre. Rispondete!

Cittadini, il re Languis troppo d'annicarico e di follie, come vedeste,lascia il governo della patria a me,che accetto, se vi piace, di salireal trono, e giuro con più sacre leggidi rimediare a' suoi senili errori,e di risollevare l'avvilitagloria delle armi nostre. Rispondete!

Cittadini, il re Languis troppo d'anni

carico e di follie, come vedeste,

lascia il governo della patria a me,

che accetto, se vi piace, di salire

al trono, e giuro con più sacre leggi

di rimediare a' suoi senili errori,

e di risollevare l'avvilita

gloria delle armi nostre. Rispondete!

VOCI.

Evviva Erasmo re!Evviva Erasmo!

Evviva Erasmo re!Evviva Erasmo!

Evviva Erasmo re!

Evviva Erasmo!

ERASMO.

Noi vi benediciamo, figli nostri,e vi invitiamo all'incoronazione,domani, qui.

Noi vi benediciamo, figli nostri,e vi invitiamo all'incoronazione,domani, qui.

Noi vi benediciamo, figli nostri,

e vi invitiamo all'incoronazione,

domani, qui.

(Venendo in scena).

(Venendo in scena).

L'esilio per il vecchio!Non per le colpe sue che perdoniamo;ma il popolo potrebbe, è come il vento,ripentirsi di noi, e rivolerlo.

L'esilio per il vecchio!Non per le colpe sue che perdoniamo;ma il popolo potrebbe, è come il vento,ripentirsi di noi, e rivolerlo.

L'esilio per il vecchio!

Non per le colpe sue che perdoniamo;

ma il popolo potrebbe, è come il vento,

ripentirsi di noi, e rivolerlo.

(Rientra Isotta).

(Rientra Isotta).

ISOTTA.

Il re...

Il re...

Il re...

ERASMO.

Non è più quello, principessa!Il popolo ha saputo usar la leggeproclamata dal nostro pio fratello.Ed ha scelto che noi fossimo re.

Non è più quello, principessa!Il popolo ha saputo usar la leggeproclamata dal nostro pio fratello.Ed ha scelto che noi fossimo re.

Non è più quello, principessa!

Il popolo ha saputo usar la legge

proclamata dal nostro pio fratello.

Ed ha scelto che noi fossimo re.

ISOTTA.


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