E mio padre?
E mio padre?
E mio padre?
ERASMO.
La sicurezza e l'ordine del regnoci forzano ch'ei parta per l'esilio.
La sicurezza e l'ordine del regnoci forzano ch'ei parta per l'esilio.
La sicurezza e l'ordine del regno
ci forzano ch'ei parta per l'esilio.
ISOTTA.
Questo comanda il popolo e lo Stato?
Questo comanda il popolo e lo Stato?
Questo comanda il popolo e lo Stato?
ERASMO.
Ed ora vuoi dividere non piùle speranze ma il regno, principessa?
Ed ora vuoi dividere non piùle speranze ma il regno, principessa?
Ed ora vuoi dividere non più
le speranze ma il regno, principessa?
ISOTTA.
Voglio col mio padre e re dividere l'esilio,se qui nessuno sorge a dire che tal legge è menzogna.
Voglio col mio padre e re dividere l'esilio,se qui nessuno sorge a dire che tal legge è menzogna.
Voglio col mio padre e re dividere l'esilio,
se qui nessuno sorge a dire che tal legge è menzogna.
ERASMO.
Avrete buona scorta ed un palazzoper dimora.
Avrete buona scorta ed un palazzoper dimora.
Avrete buona scorta ed un palazzo
per dimora.
ISOTTA.
(Dopo una pausa).
(Dopo una pausa).
Una grazia vi domando,e se anche figlia di re scacciato,conto mi sia concessa.Il mio padre nulla sappia della verità,che me stupisce, ma poco,lui, avvelenerebbe.Possa, egli ancora essere illuso,credere buona la gente,fedele il popolo, giusto il fratello,saggio il destino.È cieco. Ed è sereno.Se intorno regni il silenzio,egli riposerà beato.
Una grazia vi domando,e se anche figlia di re scacciato,conto mi sia concessa.Il mio padre nulla sappia della verità,che me stupisce, ma poco,lui, avvelenerebbe.Possa, egli ancora essere illuso,credere buona la gente,fedele il popolo, giusto il fratello,saggio il destino.È cieco. Ed è sereno.Se intorno regni il silenzio,egli riposerà beato.
Una grazia vi domando,
e se anche figlia di re scacciato,
conto mi sia concessa.
Il mio padre nulla sappia della verità,
che me stupisce, ma poco,
lui, avvelenerebbe.
Possa, egli ancora essere illuso,
credere buona la gente,
fedele il popolo, giusto il fratello,
saggio il destino.
È cieco. Ed è sereno.
Se intorno regni il silenzio,
egli riposerà beato.
(Tutti chinano i volti, intorno, silenziosi.Entra il reLanguisconArden).
(Tutti chinano i volti, intorno, silenziosi.
Entra il reLanguisconArden).
LANGUIS.
Abbiamo inteso come un clamor di festa, su cui galleggiava il grido di re. È forse il popolo che si rallegra del nostro paterno amore? Non c'è nessuno qui?
Abbiamo inteso come un clamor di festa, su cui galleggiava il grido di re. È forse il popolo che si rallegra del nostro paterno amore? Non c'è nessuno qui?
ISOTTA.
Sì, padre: io.
Sì, padre: io.
Sì, padre: io.
LANGUIS.
Ed era la gioia del popolo, è vero?
Ed era la gioia del popolo, è vero?
ISOTTA.
Sì, padre.
Sì, padre.
Sì, padre.
LANGUIS.
Figlia nostra, quant'è buona la gente! È tutta una famiglia l'umanità. Ed è come la terra, il cuore... Se bene semini, bene ti rende...
Figlia nostra, quant'è buona la gente! È tutta una famiglia l'umanità. Ed è come la terra, il cuore... Se bene semini, bene ti rende...
ISOTTA.
Sì, padre: ti rende...
Sì, padre: ti rende...
Sì, padre: ti rende...
LANGUIS.
Oh, il nostro povero merito non vuole tante lodi, ma ci è pur di conforto la riconoscenza: è come il tepore di una primavera sulla stanchezza delnostro inverno. Ahimè, non possiamo vedere i volti beneficati dalla nostra umile saggezza, ma sentiamo intorno sorridere le anime...
Oh, il nostro povero merito non vuole tante lodi, ma ci è pur di conforto la riconoscenza: è come il tepore di una primavera sulla stanchezza delnostro inverno. Ahimè, non possiamo vedere i volti beneficati dalla nostra umile saggezza, ma sentiamo intorno sorridere le anime...
ISOTTA.
Sì, padre... intorno a voic'è solo amore e fede...
Sì, padre... intorno a voic'è solo amore e fede...
Sì, padre... intorno a voi
c'è solo amore e fede...
LANGUIS.
L'aver creduto, in ogni ora, in ogni evento, nella bontà del mondo, questa lieta conferma ci dona suggello della nostra vita d'uomo e di re.
L'aver creduto, in ogni ora, in ogni evento, nella bontà del mondo, questa lieta conferma ci dona suggello della nostra vita d'uomo e di re.
ISOTTA.
Sì, padre...
Sì, padre...
Sì, padre...
LANGUIS.
Ma tu sembri, lontana da noi, tremare. E ti conosciamo ferma e forte.
Ma tu sembri, lontana da noi, tremare. E ti conosciamo ferma e forte.
ISOTTA.
Di commozione, tremo.
Di commozione, tremo.
Di commozione, tremo.
LANGUIS.
Ah, la felicità degli altri, se ha le radici in noi, è come un premio dolce e caro... Ne piangiamo anche noi... Sono le sole luci de' nostri occhi, queste lacrime calde... popolo nostro, per te...
Ah, la felicità degli altri, se ha le radici in noi, è come un premio dolce e caro... Ne piangiamo anche noi... Sono le sole luci de' nostri occhi, queste lacrime calde... popolo nostro, per te...
ISOTTA.
Padre... se le cure del regno oramailasciate a chi il popolo vuole suo capo...
Padre... se le cure del regno oramailasciate a chi il popolo vuole suo capo...
Padre... se le cure del regno oramai
lasciate a chi il popolo vuole suo capo...
LANGUIS.
Non gli sarà fatto violenza, al popolo nostro?
Non gli sarà fatto violenza, al popolo nostro?
ISOTTA.
No, padre. Si prenderàchi gli somigli e chi gli convenga.
No, padre. Si prenderàchi gli somigli e chi gli convenga.
No, padre. Si prenderà
chi gli somigli e chi gli convenga.
LANGUIS.
È ingenuo come un bambino, facile ad essere ingannato.
È ingenuo come un bambino, facile ad essere ingannato.
ISOTTA.
Ora, padre, vorrei condurvie condurvi via nel verde della campagnao presso il buono azzurro del mare.
Ora, padre, vorrei condurvie condurvi via nel verde della campagnao presso il buono azzurro del mare.
Ora, padre, vorrei condurvi
e condurvi via nel verde della campagna
o presso il buono azzurro del mare.
LANGUIS.
Non ti piacciono più le dolci cose, che la gente dice, se ti vede?
Non ti piacciono più le dolci cose, che la gente dice, se ti vede?
ISOTTA.
No.
No.
No.
LANGUIS.
Ma qui abbiamo i nostri fedeli baroni e il nostro pio fratello, tante care persone che amiamo.
Ma qui abbiamo i nostri fedeli baroni e il nostro pio fratello, tante care persone che amiamo.
ISOTTA.
Meglio il silenzio e le dolci cosedelle cicale e degli usignoli.
Meglio il silenzio e le dolci cosedelle cicale e degli usignoli.
Meglio il silenzio e le dolci cose
delle cicale e degli usignoli.
LANGUIS.
Come ti piace: viviamo nella tua giovinezza e non in noi.
Come ti piace: viviamo nella tua giovinezza e non in noi.
ISOTTA.
Andiamo, padre: ho fretta.E il vostro pio fratello ci preparauna quieta dimora, lontano.
Andiamo, padre: ho fretta.E il vostro pio fratello ci preparauna quieta dimora, lontano.
Andiamo, padre: ho fretta.
E il vostro pio fratello ci prepara
una quieta dimora, lontano.
LANGUIS.
Egli ci vuole bene... E viene con noi?
Egli ci vuole bene... E viene con noi?
ISOTTA.
Rimane senza di noi.Arden, sarete la nostra sola compagnia.
Rimane senza di noi.Arden, sarete la nostra sola compagnia.
Rimane senza di noi.
Arden, sarete la nostra sola compagnia.
(Fanno per andare).
(Fanno per andare).
LANGUIS.
Dimenticavamo... questa corona...: per i briganti.
Dimenticavamo... questa corona...: per i briganti.
(Isotta prende la corona del Re e la dà silenziosamente a un barone. Quindi re Languis, Arden e Isottaexeunt).
(Isotta prende la corona del Re e la dà silenziosamente a un barone. Quindi re Languis, Arden e Isottaexeunt).
IL BARONE.
(Porgendo la corona al re Erasmo).
(Porgendo la corona al re Erasmo).
Per voi, Sire!
Per voi, Sire!
Un viottolo di campagna. Alberi. Nel fondo una torre, con una finestra chiusa da inferriate, all'altezza di un uomo. Ai piedi della torre uno stagno ed erbacce.
(Eliner, Oninoni e Cariado stanno giocando a carte, seduti su di un sasso, e vociano).
(Eliner, Oninoni e Cariado stanno giocando a carte, seduti su di un sasso, e vociano).
ELINER.
Come rispondi a questa mazzata?
Come rispondi a questa mazzata?
ONINONI.
Ecco, la paro. E ti frantumo. A te!
Ecco, la paro. E ti frantumo. A te!
ELINER.
Un basilisco. E sei morto e putrefatto.
Un basilisco. E sei morto e putrefatto.
CARIADO.
Ragazzi, fermi. Un omiciattolo vien dalla città. Porta un sacco: forse c'è dentro pane per i nostri denti.
Ragazzi, fermi. Un omiciattolo vien dalla città. Porta un sacco: forse c'è dentro pane per i nostri denti.
ONINONI.
Ma il capitano non vuole, senza suo comando.
Ma il capitano non vuole, senza suo comando.
CARIADO.
Poi gli diremo tutto: questo è un colpo che s'è buono, non ritorna.
Poi gli diremo tutto: questo è un colpo che s'è buono, non ritorna.
ONINONI.
Be', vediamo.
Be', vediamo.
(S'appiattano. Entra il vecchio avaroGerusalisto; si ferma).
(S'appiattano. Entra il vecchio avaroGerusalisto; si ferma).
GERUSALISTO.
Tremila seicento a casa... E settecento, fanno quattro mila trecento...
Tremila seicento a casa... E settecento, fanno quattro mila trecento...
ELINER.
. . . . giorni che passerai in purgatorio, a cominciare da domani, per ivi scontare i tuoi peccati!
. . . . giorni che passerai in purgatorio, a cominciare da domani, per ivi scontare i tuoi peccati!
GERUSALISTO
Ahi... me misero! Ah, chi siete? No. Aiuto, aiuto!
Ahi... me misero! Ah, chi siete? No. Aiuto, aiuto!
ONINONI.
Silenzio. La vedi quell'acqua verde? Se non ti taci, dentro a dormire!
Silenzio. La vedi quell'acqua verde? Se non ti taci, dentro a dormire!
GERUSALISTO.
Ma... per carità!
Ma... per carità!
CARIADO.
Quel sacco a noi.
Quel sacco a noi.
GERUSALISTO.
No... Non fatemi questo delitto... È tutta la mia vita... Ho tredici figliuoli...
No... Non fatemi questo delitto... È tutta la mia vita... Ho tredici figliuoli...
ONINONI.
Donde vieni?
Donde vieni?
CARIADO.
(Che ha aperto il sacco).
(Che ha aperto il sacco).
Eh... oh... ah...
Eh... oh... ah...
ELINER.
Oro!
Oro!
GERUSALISTO.
Sì... ma... oro non mio... dei miei quindici figliuoli...
Sì... ma... oro non mio... dei miei quindici figliuoli...
ONINONI.
Come ti chiami?
Come ti chiami?
GERUSALISTO.
Sono il povero Gerusalisto... ho a casa venti figliuoli...
Sono il povero Gerusalisto... ho a casa venti figliuoli...
ONINONI.
Per la coda di Sant'Anna, hai cambiato faccia!
Per la coda di Sant'Anna, hai cambiato faccia!
GERUSALISTO.
Mi son lasciato crescere la barba.
Mi son lasciato crescere la barba.
ONINONI.
Dieci anni fa eri usuraio, mi ricordo.
Dieci anni fa eri usuraio, mi ricordo.
GERUSALISTO.
No... così... aiutavo gli amici con qualche soldarello, per grazia di Dio.
No... così... aiutavo gli amici con qualche soldarello, per grazia di Dio.
ONINONI.
E facevi la spia...
E facevi la spia...
GERUSALISTO.
Oh... calunnie... calunnie...
Oh... calunnie... calunnie...
ONINONI.
E vendevi di nascosto veleni che non lasciavano traccia.
E vendevi di nascosto veleni che non lasciavano traccia.
GERUSALISTO.
Calunnie, calunnie.
Calunnie, calunnie.
ELINER.
E quest'oro, chi te l'ha dato?
E quest'oro, chi te l'ha dato?
GERUSALISTO.
La giustizia, brav'uomo. Ieri è finita una lite che il giudice ha concluso a mio favore. Oh, c'era un coniglietto senza denti, un tal Crisauro che pretendeva di non darmi quest'oro... Ma c'erano carte scritte. E si è fatta giustizia. È frutto di giustizia, brava gente. Volete che vi doni un ducato per l'anima dei poveri defunti?
La giustizia, brav'uomo. Ieri è finita una lite che il giudice ha concluso a mio favore. Oh, c'era un coniglietto senza denti, un tal Crisauro che pretendeva di non darmi quest'oro... Ma c'erano carte scritte. E si è fatta giustizia. È frutto di giustizia, brava gente. Volete che vi doni un ducato per l'anima dei poveri defunti?
CARIADO.
Tu ci lasci il sacco.
Tu ci lasci il sacco.
GERUSALISTO.
Ah no... Le leggi lo vieteranno... Il cielo! I miei venticinque figli!
Ah no... Le leggi lo vieteranno... Il cielo! I miei venticinque figli!
ONINONI.
Troppi. Mettetelo nel fosso!
Troppi. Mettetelo nel fosso!
GERUSALISTO.
No. No. Per Giacobbe e Geremia!
No. No. Per Giacobbe e Geremia!
ONINONI.
E allora vattene a piangere altrove i tuoi ducati.
E allora vattene a piangere altrove i tuoi ducati.
GERUSALISTO.
Ma reclamerò alla nazione, alla giustizia...
Ma reclamerò alla nazione, alla giustizia...
CARIADO.
Nel fosso!
Nel fosso!
GERUSALISTO.
No. Non reclamerò... ma...
No. Non reclamerò... ma...
ELINER.
Via.
Via.
GERUSALISTO.
Vado... vado... Oh disgraziato me... oh infelice me... o tapino me...
Vado... vado... Oh disgraziato me... oh infelice me... o tapino me...
(Exit).
(Exit).
CARIADO.
Un sacco d'oro... Un sacco...
Un sacco d'oro... Un sacco...
ELINER.
E il capitano che dirà?
E il capitano che dirà?
ONINONI.
Che siamo furfanti, per la croce di Dio. Ma quel vecchio è più furfante di noi. Quindi non ho rimorsi.
Che siamo furfanti, per la croce di Dio. Ma quel vecchio è più furfante di noi. Quindi non ho rimorsi.
(EntraCrisauro, giovane triste).
(EntraCrisauro, giovane triste).
ELINER.
Oh... siamo spiati!
Oh... siamo spiati!
ONINONI.
Dove vai, compagno?
Dove vai, compagno?
CRISAURO.
Per il mondo!
Per il mondo!
ONINONI.
E, così solo, non hai paura dei briganti?
E, così solo, non hai paura dei briganti?
CRISAURO.
Non saranno mai peggio di quelli di città, che han nome di giudici, e di gente onesta.
Non saranno mai peggio di quelli di città, che han nome di giudici, e di gente onesta.
ELINER.
Che t'hanno rubato, passerotto?
Che t'hanno rubato, passerotto?
CRISAURO.
Il mio. Quattr'anni fa avevo fatto un debituccio con un vecchio avaro. Oh, pochi ducati per miopadre ch'era povero e malato, e poi è morto. Non ho potuto pagare il debito, ma l'ho rinnovato, moltiplicato, ingigantito. Tre mesi fa, l'usuraio viene ed esige la somma che non avevo. S'infuria, mi minaccia. Alfine vuole ch'io gli firmi una carta, l'aveva pronta, per cui gli cedevo l'eredità d'uno zio, se mi fosse toccata. Muore lo zio, sono l'erede di settecento ducati, che la giustizia mi condanna a pagare a quel Gerusalisto per un debito di tre ducati. Ora andrò per l'elemosina, finchè non trovo lavoro.
Il mio. Quattr'anni fa avevo fatto un debituccio con un vecchio avaro. Oh, pochi ducati per miopadre ch'era povero e malato, e poi è morto. Non ho potuto pagare il debito, ma l'ho rinnovato, moltiplicato, ingigantito. Tre mesi fa, l'usuraio viene ed esige la somma che non avevo. S'infuria, mi minaccia. Alfine vuole ch'io gli firmi una carta, l'aveva pronta, per cui gli cedevo l'eredità d'uno zio, se mi fosse toccata. Muore lo zio, sono l'erede di settecento ducati, che la giustizia mi condanna a pagare a quel Gerusalisto per un debito di tre ducati. Ora andrò per l'elemosina, finchè non trovo lavoro.
ONINONI.
Ti chiami Crisauro, tu?
Ti chiami Crisauro, tu?
CRISAURO.
Sì, Crisauro.
Sì, Crisauro.
ONINONI.
Ah!!
Ah!!
CARIADO.
Eh?
Eh?
ELINER.
Ma!
Ma!
ONINONI.
Compagni... avete inteso?
Compagni... avete inteso?
CARIADO.
Abbiamo inteso.
Abbiamo inteso.
ELINER.
Sono dei porci, in città.
Sono dei porci, in città.
ONINONI.
E che si fa?
E che si fa?
CARIADO.
Aspettiamo il capitano.
Aspettiamo il capitano.
ONINONI.
Io, credo che il capitano farebbe così, e faccio così, corpo del diavolo! Passerotto, vien qua: eccoti i tuoi seicento ducati.
Io, credo che il capitano farebbe così, e faccio così, corpo del diavolo! Passerotto, vien qua: eccoti i tuoi seicento ducati.
CRISAURO.
Come?
Come?
ONINONI.
Ssst! Noi siamo un'altra giustizia vagabonda e senza parole nè avvocati. Piglia e va. Solo non dire d'aver avuto quest'oro da noi, nè da nessuno. Quell'altra giustizia potrebbe venire e ripigliarsi il tuo.
Ssst! Noi siamo un'altra giustizia vagabonda e senza parole nè avvocati. Piglia e va. Solo non dire d'aver avuto quest'oro da noi, nè da nessuno. Quell'altra giustizia potrebbe venire e ripigliarsi il tuo.
CRISAURO.
Oh... ma... voi siete gente di Dio.
Oh... ma... voi siete gente di Dio.
ONINONI.
Siamo...
Siamo...
CARIADO.
. . . . . disgraziati. Ecco, cosa siamo!
. . . . . disgraziati. Ecco, cosa siamo!
CRISAURO.
(Offrendo dell'oro).
(Offrendo dell'oro).
Per voi, non volete?
Per voi, non volete?
CARIADO.
Eh...
Eh...
CRISAURO.
Prendete!
Prendete!
ONINONI.
No... Così, basta... Tre ducati: il tuo debito vero. Per mangiare oggi, domani, e forse anche doman l'altro. Grazie, coniglietto. Buona fortuna.
No... Così, basta... Tre ducati: il tuo debito vero. Per mangiare oggi, domani, e forse anche doman l'altro. Grazie, coniglietto. Buona fortuna.
(Crisauroexit).
(Crisauroexit).
CARIADO.
Però... sempre così. Siamo dei poveri briganti!
Però... sempre così. Siamo dei poveri briganti!
ONINONI.
Ricchissimi, ed abbiamo fatto quel che doveva fare il re, sangue di Giuda!
Ricchissimi, ed abbiamo fatto quel che doveva fare il re, sangue di Giuda!
CARIADO.
Dunque siamo come il re, amen!
Dunque siamo come il re, amen!
(Entra Tristano mascherato).
(Entra Tristano mascherato).
TRISTANO.
Ho lasciato di là quattro salici ed il vento,abbiamo lungamente sussurrato insiemee lacrimato.
Ho lasciato di là quattro salici ed il vento,abbiamo lungamente sussurrato insiemee lacrimato.
Ho lasciato di là quattro salici ed il vento,
abbiamo lungamente sussurrato insieme
e lacrimato.
ONINONI.
Male: Hubbo, lo stregone, m'ha detto che il pianto è l'essenza della vita, e noi la sciupiamo troppo. Ma chi non piange, non muore, ha detto.
Male: Hubbo, lo stregone, m'ha detto che il pianto è l'essenza della vita, e noi la sciupiamo troppo. Ma chi non piange, non muore, ha detto.
TRISTANO.
Chi non piange, non vive.Ma voi che facevate, intanto?
Chi non piange, non vive.Ma voi che facevate, intanto?
Chi non piange, non vive.
Ma voi che facevate, intanto?
ELINER.
T'aspettavamo, pescando la fortuna a caso.
T'aspettavamo, pescando la fortuna a caso.
ONINONI.
Di qua, prendere, di là dare. C'è rimasto tal piccolo rimedio, per la fame.
Di qua, prendere, di là dare. C'è rimasto tal piccolo rimedio, per la fame.
TRISTANO.
Avete rubato con onestà?
Avete rubato con onestà?
Avete rubato con onestà?
ONINONI.
Per l'anima di San Bartolomeo, con piena onestà!
Per l'anima di San Bartolomeo, con piena onestà!
TRISTANO.
Vi credo: non voglio sapere.
Vi credo: non voglio sapere.
Vi credo: non voglio sapere.
ELINER.
Che uomo, eh! Di noi, si fida!
Che uomo, eh! Di noi, si fida!
CARIADO.
Ma ora si vorrebbe, in premio di virtù...
Ma ora si vorrebbe, in premio di virtù...
ONINONI.
Una storiella: Lo sai, compagno: viviamo delle tue favole, da quando ci hai vietato il solo mestiere che sapessimo: briganteggiare!
Una storiella: Lo sai, compagno: viviamo delle tue favole, da quando ci hai vietato il solo mestiere che sapessimo: briganteggiare!
TRISTANO.
Ed io ve la dico, una storiella d'amore e di peccato. Sedete, brava gente, ed ascoltate.
Ed io ve la dico, una storiella d'amore e di peccato. Sedete, brava gente, ed ascoltate.
C'era una volta un reche volea prender moglieed un nipote mandaa scegliere la sposa.Biondi i capelli e fini come quelliche volando una rondine al castelloavea recato un dì.Ei la voleva così.La trova e la conduceil cavaliere al re.Ma navigando insiemela sposa ed il nipote,un filtro gli vien dato di magìae dissennati non san più che siadovere e fede e Dio;bevuto hanno l'oblìo.Si bevono la bocca,veleno e voluttà,e il mare non li annega,oh, mar senza pietà!Il re sospetta, spia l'anime mutedi quelle due creature perdute.Alfine triste il sirepiange del suo soffrire.Ed il nipote alloraquel pianto non sopportama dice, e sa volere,che andar bisogna in bando.Ma prima veder vuole il suo peccatoe mormorare l'ultimo commiato.Amore, io parto. Taci.Ci resteranno i baciche il vento piglia e porta.La vita ci divise:la morte ci unirà.Guardate gli occhi e il pianto,Anima bella, così è di noi,nè voi senza di me,nè io senza di voi.E fugge e piange e vae sempre piangerà.Amici, questo è tutto quel che so.
C'era una volta un reche volea prender moglieed un nipote mandaa scegliere la sposa.Biondi i capelli e fini come quelliche volando una rondine al castelloavea recato un dì.Ei la voleva così.
C'era una volta un re
che volea prender moglie
ed un nipote manda
a scegliere la sposa.
Biondi i capelli e fini come quelli
che volando una rondine al castello
avea recato un dì.
Ei la voleva così.
La trova e la conduceil cavaliere al re.Ma navigando insiemela sposa ed il nipote,un filtro gli vien dato di magìae dissennati non san più che siadovere e fede e Dio;bevuto hanno l'oblìo.Si bevono la bocca,veleno e voluttà,e il mare non li annega,oh, mar senza pietà!Il re sospetta, spia l'anime mutedi quelle due creature perdute.Alfine triste il sirepiange del suo soffrire.
La trova e la conduce
il cavaliere al re.
Ma navigando insieme
la sposa ed il nipote,
un filtro gli vien dato di magìa
e dissennati non san più che sia
dovere e fede e Dio;
bevuto hanno l'oblìo.
Si bevono la bocca,
veleno e voluttà,
e il mare non li annega,
oh, mar senza pietà!
Il re sospetta, spia l'anime mute
di quelle due creature perdute.
Alfine triste il sire
piange del suo soffrire.
Ed il nipote alloraquel pianto non sopportama dice, e sa volere,che andar bisogna in bando.Ma prima veder vuole il suo peccatoe mormorare l'ultimo commiato.
Ed il nipote allora
quel pianto non sopporta
ma dice, e sa volere,
che andar bisogna in bando.
Ma prima veder vuole il suo peccato
e mormorare l'ultimo commiato.
Amore, io parto. Taci.Ci resteranno i baciche il vento piglia e porta.La vita ci divise:la morte ci unirà.Guardate gli occhi e il pianto,Anima bella, così è di noi,nè voi senza di me,nè io senza di voi.E fugge e piange e vae sempre piangerà.Amici, questo è tutto quel che so.
Amore, io parto. Taci.
Ci resteranno i baci
che il vento piglia e porta.
La vita ci divise:
la morte ci unirà.
Guardate gli occhi e il pianto,
Anima bella, così è di noi,
nè voi senza di me,
nè io senza di voi.
E fugge e piange e va
e sempre piangerà.
Amici, questo è tutto quel che so.
ONINONI.
Nè voi senza di menè io senza di voi...
Nè voi senza di menè io senza di voi...
Nè voi senza di me
nè io senza di voi...
ELINER.
Ma questa è la regina Isotta e il cavalier Tristano...
Ma questa è la regina Isotta e il cavalier Tristano...
TRISTANO.
Ssst: quel nome è maledetto.
Ssst: quel nome è maledetto.
Ssst: quel nome è maledetto.
La voce d'Isotta.
(Cantando).
(Cantando).
Nè voi senza di menè io senza di voi!
Nè voi senza di menè io senza di voi!
Nè voi senza di me
nè io senza di voi!
TRISTANO.
Dentro quella torre, chi c'è?
Dentro quella torre, chi c'è?
Dentro quella torre, chi c'è?
ONINONI.
Tristezze, tristezze, capitano. C'è... la figlia del re, col suo padre. C'è stata la rivoluzione nel palazzo. E l'usurpatore li ha chiusi là dentro, ad aspettar la morte. Questa, capitano, è la giustizia degli uomini.
Tristezze, tristezze, capitano. C'è... la figlia del re, col suo padre. C'è stata la rivoluzione nel palazzo. E l'usurpatore li ha chiusi là dentro, ad aspettar la morte. Questa, capitano, è la giustizia degli uomini.
TRISTANO.
Allora, la principessa Isotta...
Allora, la principessa Isotta...
Allora, la principessa Isotta...
ELINER.
Canta, come me, per malinconia. Oh, non ha perduto il suo Tristano, come l'altra, ma, peggio, ha perduto quella libertà che almeno, noi, l'abbiamo e la godiamo.
Canta, come me, per malinconia. Oh, non ha perduto il suo Tristano, come l'altra, ma, peggio, ha perduto quella libertà che almeno, noi, l'abbiamo e la godiamo.
ONINONI.
Capitano, hai sentito? Pareva che ti rispondesse.
Capitano, hai sentito? Pareva che ti rispondesse.
TRISTANO.
Su quanti uomini sicuripotete voi contare, nel paese?
Su quanti uomini sicuripotete voi contare, nel paese?
Su quanti uomini sicuri
potete voi contare, nel paese?
ONINONI.
Eh, bisogna far la lista e far la somma.
Eh, bisogna far la lista e far la somma.
(Oninoni, Eliner e Cariado rimangono a ragionar contando, mentre Tristano si avvicina alla torre).
(Oninoni, Eliner e Cariado rimangono a ragionar contando, mentre Tristano si avvicina alla torre).
La voce d'Isotta.
La vita ci diviseLa morte ci unirà.
La vita ci diviseLa morte ci unirà.
La vita ci divise
La morte ci unirà.
(Quando Tristano è vicino alla torre, Hubbo salta fuori dalle erbacce, minacciosamente).
(Quando Tristano è vicino alla torre, Hubbo salta fuori dalle erbacce, minacciosamente).
HUBBO.
Non si passa, non si passa per di qua.Hubbo veglia giorno e notte.
Non si passa, non si passa per di qua.Hubbo veglia giorno e notte.
Non si passa, non si passa per di qua.
Hubbo veglia giorno e notte.
TRISTANO.
So che nessuno passerà...
So che nessuno passerà...
So che nessuno passerà...
HUBBO.
Neanche tu.
Neanche tu.
Neanche tu.
TRISTANO.
O piccolo guardiano d'un tesoro,hai sentito, tremavoraccontando una mia canzonee da questa torre m'è venutala risposta d'un tremito gemellod'un dolore simile al mio.Lascia ch'io lo veda.
O piccolo guardiano d'un tesoro,hai sentito, tremavoraccontando una mia canzonee da questa torre m'è venutala risposta d'un tremito gemellod'un dolore simile al mio.Lascia ch'io lo veda.
O piccolo guardiano d'un tesoro,
hai sentito, tremavo
raccontando una mia canzone
e da questa torre m'è venuta
la risposta d'un tremito gemello
d'un dolore simile al mio.
Lascia ch'io lo veda.
HUBBO.
E non vedrai.
E non vedrai.
E non vedrai.
TRISTANO.
Ma è un dolore che ha nome Isotta!
Ma è un dolore che ha nome Isotta!
Ma è un dolore che ha nome Isotta!
HUBBO.
Non è la Isotta tua,non è la bionda, la spergiura,è la mia, è la mia!
Non è la Isotta tua,non è la bionda, la spergiura,è la mia, è la mia!
Non è la Isotta tua,
non è la bionda, la spergiura,
è la mia, è la mia!
TRISTANO.
Maledetto... non bestemmiare!
Maledetto... non bestemmiare!
Maledetto... non bestemmiare!
HUBBO.
Sì... cavaliere senza fede... Hubbo dirà...
Sì... cavaliere senza fede... Hubbo dirà...
Sì... cavaliere senza fede... Hubbo dirà...
TRISTANO.
(Soffocando quasi, mentre i briganti ascoltano, incuriositi).
(Soffocando quasi, mentre i briganti ascoltano, incuriositi).
Niente. Non è degna la tua bocca.
Niente. Non è degna la tua bocca.
Niente. Non è degna la tua bocca.
HUBBO.
(Balbettando).
(Balbettando).
No. Va via.Hubbo ha paura, ha paura di te.
No. Va via.Hubbo ha paura, ha paura di te.
No. Va via.
Hubbo ha paura, ha paura di te.
TRISTANO.
Sì. Porto sventura.Ma tu, là dentro, rinchiusa,anima che non conosco,ma che nome hai d'Isotta,non mi temere.Ma credi che il tuo soffriresarà redento da un altro soffrire,poichè nella notte del mondoi vagabondi si dicono una parola solaquando al lume della lunas'incontrano spauriti.E quella parola è il nome.Il tuo, donna, fa ch'io ti consacriquesta nuda mia disperazione.E per il mio viso ch'è già sepoltoti giuro...
Sì. Porto sventura.Ma tu, là dentro, rinchiusa,anima che non conosco,ma che nome hai d'Isotta,non mi temere.Ma credi che il tuo soffriresarà redento da un altro soffrire,poichè nella notte del mondoi vagabondi si dicono una parola solaquando al lume della lunas'incontrano spauriti.E quella parola è il nome.Il tuo, donna, fa ch'io ti consacriquesta nuda mia disperazione.E per il mio viso ch'è già sepoltoti giuro...
Sì. Porto sventura.
Ma tu, là dentro, rinchiusa,
anima che non conosco,
ma che nome hai d'Isotta,
non mi temere.
Ma credi che il tuo soffrire
sarà redento da un altro soffrire,
poichè nella notte del mondo
i vagabondi si dicono una parola sola
quando al lume della luna
s'incontrano spauriti.
E quella parola è il nome.
Il tuo, donna, fa ch'io ti consacri
questa nuda mia disperazione.
E per il mio viso ch'è già sepolto
ti giuro...
La voce d'Isotta.
(Cantando).
(Cantando).
E fugge e piange e vae sempre piangerà.
E fugge e piange e vae sempre piangerà.
E fugge e piange e va
e sempre piangerà.
TRISTANO.
Sì... Piango e vivoe m'inginocchio ai miei ricordi...Ah Isotta... mia vera Isotta!
Sì... Piango e vivoe m'inginocchio ai miei ricordi...Ah Isotta... mia vera Isotta!
Sì... Piango e vivo
e m'inginocchio ai miei ricordi...
Ah Isotta... mia vera Isotta!
(Rialzandosi, risoluto, ai briganti).
(Rialzandosi, risoluto, ai briganti).
Dunque, siete?
Dunque, siete?
Dunque, siete?
ONINONI.
Più di mille, capitano!
Più di mille, capitano!
TRISTANO.
Comando il convegno di tutti.Ragazzi, e volete anche il mio nome?Tristano.
Comando il convegno di tutti.Ragazzi, e volete anche il mio nome?Tristano.
Comando il convegno di tutti.
Ragazzi, e volete anche il mio nome?
Tristano.
ONINONI.
Il cavaliere?
Il cavaliere?
TRISTANO.
No. L'ombra.
No. L'ombra.
No. L'ombra.
ELINER.
Ti bacio le mani.
Ti bacio le mani.
ONINONI.
Sei davvero un principe nel sangue e nel cuore, per San Luca e San Matteo. E noi ti siamo fedeli. E lo saremo, oggi, domani, e fin che stiamo in piedi.
Sei davvero un principe nel sangue e nel cuore, per San Luca e San Matteo. E noi ti siamo fedeli. E lo saremo, oggi, domani, e fin che stiamo in piedi.
CARIADO.
Amen.
Amen.
Fine del primo atto.