ATTO SECONDO

ATTO SECONDO

L'interno di una prigione; una porta: una finestra chiusa da inferriate.

(Su una poltrona sta seduto il reLanguis; in piedi, presso la porta, Arden, e presso la finestra,Isotta).

(Su una poltrona sta seduto il reLanguis; in piedi, presso la porta, Arden, e presso la finestra,Isotta).

ISOTTA.

Oggi come vi pesa la stanchezza, padre?

Oggi come vi pesa la stanchezza, padre?

Oggi come vi pesa la stanchezza, padre?

LANGUIS.

Placidamente: aspettiamo sempre la visita del sole.

Placidamente: aspettiamo sempre la visita del sole.

ISOTTA.

Che tarda ancòra...

Che tarda ancòra...

Che tarda ancòra...

LANGUIS.

Non abbiamo mai vissuto tanti giorni senza la sua tiepida consolazione...

Non abbiamo mai vissuto tanti giorni senza la sua tiepida consolazione...

(Una pausa).

(Una pausa).

E perchè tutta la gente che viene, tu dici, figlia, come in pellegrinaggio qui, è gente silenziosa?

E perchè tutta la gente che viene, tu dici, figlia, come in pellegrinaggio qui, è gente silenziosa?

ISOTTA.

Temono d'essere importuni parlando.

Temono d'essere importuni parlando.

Temono d'essere importuni parlando.

ARDEN.

(Contraffacendo voci diverse).

(Contraffacendo voci diverse).

Maestà, vi rendiamo omaggio d'anima... Io non vorrei confondere i pensieri di Vostra Maestà... Io son felice di vedervi... Anch'io...

Maestà, vi rendiamo omaggio d'anima... Io non vorrei confondere i pensieri di Vostra Maestà... Io son felice di vedervi... Anch'io...

LANGUIS.

E le nostre terre sono felici?

E le nostre terre sono felici?

ARDEN.

(Con la sua voce).

(Con la sua voce).

Ecco un vecchio contadino che vi può dire novelle di ciò...

Ecco un vecchio contadino che vi può dire novelle di ciò...

LANGUIS.

Avanti, figlio nostro, vieni avanti.

Avanti, figlio nostro, vieni avanti.

ARDEN.

(Avvicinandosi, con altra voce).

(Avvicinandosi, con altra voce).

Mio buon re... son venuto a scaricare la mia felicità ai tuoi piedi: pago così i miei debiti. La terra che tu m'hai dato...

Mio buon re... son venuto a scaricare la mia felicità ai tuoi piedi: pago così i miei debiti. La terra che tu m'hai dato...

LANGUIS.

L'ami ora di più?

L'ami ora di più?

ARDEN.

Eh, signor re, è mia, ora... E amo di più il mio re.

Eh, signor re, è mia, ora... E amo di più il mio re.

LANGUIS.

Chiamalo padre... Date qua la mano, figlio.

Chiamalo padre... Date qua la mano, figlio.

ARDEN.

(Con la sua voce).

(Con la sua voce).

Sacra Maestà, ricordatevi di essere re.

Sacra Maestà, ricordatevi di essere re.

LANGUIS.

E se ce ne vogliamo dimenticare, un giorno?

E se ce ne vogliamo dimenticare, un giorno?

ARDEN.

(Con la sua voce).

(Con la sua voce).

Io son qui, per vostro comando, a raccattarvelo in mente.

Io son qui, per vostro comando, a raccattarvelo in mente.

LANGUIS.

Bene: la mano, contadino!...

Bene: la mano, contadino!...

(Prende la mano di Arden).

(Prende la mano di Arden).

Non è callosa?

Non è callosa?

ARDEN.

(Contraffacendo la voce).

(Contraffacendo la voce).

È poco tempo, Sire, che me la faccio colla terra e i suoi arnesi.

È poco tempo, Sire, che me la faccio colla terra e i suoi arnesi.

LANGUIS.

E prima?

E prima?

ARDEN.

Ero servo, in un palazzo...

Ero servo, in un palazzo...

LANGUIS.

Va... E nell'ampia libertà de' tuoi campi...

Va... E nell'ampia libertà de' tuoi campi...

ARDEN.

Sì: pregherò per tutti coloro che sono senza libertà!

Sì: pregherò per tutti coloro che sono senza libertà!

LANGUIS.

Tutti i cari sudditi venuti a salutarci, noi salutiamo, e ci lascino con nostra figlia.

Tutti i cari sudditi venuti a salutarci, noi salutiamo, e ci lascino con nostra figlia.

(Arden imita lo scalpiccìo di molte persone, edexit).

(Arden imita lo scalpiccìo di molte persone, edexit).

Isotta, vorremmo anche noi risentire l'odore della terra... E non è mai nato il sole?

Isotta, vorremmo anche noi risentire l'odore della terra... E non è mai nato il sole?

ISOTTA.

Sì, ora sta liberandosi dalle nubi, padre.

Sì, ora sta liberandosi dalle nubi, padre.

Sì, ora sta liberandosi dalle nubi, padre.

LANGUIS.

Oh, andiamogli incontro... È un ospite da fargli festa, dopo tanto oblìo. Non è l'ora della nostra passeggiata d'ogni giorno?

Oh, andiamogli incontro... È un ospite da fargli festa, dopo tanto oblìo. Non è l'ora della nostra passeggiata d'ogni giorno?

ISOTTA.

Sì, padre: venite al mio braccio.

Sì, padre: venite al mio braccio.

Sì, padre: venite al mio braccio.

(Languis, al braccio d'Isotta, cammina per dove essa lo conduce: e son giri e rigiri che nella prigione i due fanno. Dalla finestra ora scende un raggio di sole. Rientra Arden, s'inginocchia, e si fingerà mendicante, quando il Re crederà d'incontrarlo).

(Languis, al braccio d'Isotta, cammina per dove essa lo conduce: e son giri e rigiri che nella prigione i due fanno. Dalla finestra ora scende un raggio di sole. Rientra Arden, s'inginocchia, e si fingerà mendicante, quando il Re crederà d'incontrarlo).

LANGUIS.

Dove siamo, qui?

Dove siamo, qui?

ISOTTA.

Nel corridoio che dà sull'androne... Ecco i vostriarcieri...

Nel corridoio che dà sull'androne... Ecco i vostriarcieri...

Nel corridoio che dà sull'androne... Ecco i vostri

arcieri...

LANGUIS.

Buon giorno, brava gente...

Buon giorno, brava gente...

ISOTTA.

Ed ecco la porta... Ed ecco il verde, i prati...

Ed ecco la porta... Ed ecco il verde, i prati...

Ed ecco la porta... Ed ecco il verde, i prati...

LANGUIS.

Vorremmo un poco camminar sull'erba.

Vorremmo un poco camminar sull'erba.

ISOTTA.

I contadini dicono che non cresce bene l'erbacalpestata, ma s'avvilisce.

I contadini dicono che non cresce bene l'erbacalpestata, ma s'avvilisce.

I contadini dicono che non cresce bene l'erba

calpestata, ma s'avvilisce.

LANGUIS.

Hai ragione... E lì v'è il monte, è vero?

Hai ragione... E lì v'è il monte, è vero?

ISOTTA.

Sì, padre... E questa è una pietra ove sedere.

Sì, padre... E questa è una pietra ove sedere.

Sì, padre... E questa è una pietra ove sedere.

LANGUIS.

No. Andiamo avanti; verso il sole.

No. Andiamo avanti; verso il sole.

ISOTTA.

E qui c'è il faggio che vi piace.

E qui c'è il faggio che vi piace.

E qui c'è il faggio che vi piace.

LANGUIS.

Ieri ci pareva più lontano.

Ieri ci pareva più lontano.

ISOTTA.

È che oggi camminate con più fretta.

È che oggi camminate con più fretta.

È che oggi camminate con più fretta.

LANGUIS.

Sì, fretta di sole.

Sì, fretta di sole.

ISOTTA.

Ed ecco il vostro mendicante.

Ed ecco il vostro mendicante.

Ed ecco il vostro mendicante.

ARDEN.

(Contraffacendo la voce).

(Contraffacendo la voce).

Mio benefattore... per carità... non vi dimenticate...

Mio benefattore... per carità... non vi dimenticate...

LANGUIS.

Noi non abbiamo niente... Ma tu, figlia...

Noi non abbiamo niente... Ma tu, figlia...

ISOTTA.

Sì, gli do io.

Sì, gli do io.

Sì, gli do io.

ARDEN.

Che Iddio vi benedica... e v'aiuti... e vi salvi...

Che Iddio vi benedica... e v'aiuti... e vi salvi...

LANGUIS.

Ma il sole...

Ma il sole...

ISOTTA.

Eccolo.

Eccolo.

Eccolo.

(Essa ha collocato il padre nel raggio di sole che entra nella prigione).

(Essa ha collocato il padre nel raggio di sole che entra nella prigione).

LANGUIS.

Ah, com'è tiepido... e bello. Ma ce n'è poco, poco. Perchè? Qui non c'è più. Solo qui, su noi.

Ah, com'è tiepido... e bello. Ma ce n'è poco, poco. Perchè? Qui non c'è più. Solo qui, su noi.

ISOTTA.

È tutto annuvolato il cielo, con piccoli spiragli.

È tutto annuvolato il cielo, con piccoli spiragli.

È tutto annuvolato il cielo, con piccoli spiragli.

LANGUIS.

Ma questo che muro è?

Ma questo che muro è?

ISOTTA.

È...

È...

È...

ARDEN.

Mio Sire!

Mio Sire!

LANGUIS.

(Toccando l'inferriata).

(Toccando l'inferriata).

E questi ferri? Isotta! Isotta!

E questi ferri? Isotta! Isotta!

(Grida e tumulto di dentro).

(Grida e tumulto di dentro).

E questo tumulto? Dove siamo?

E questo tumulto? Dove siamo?

ISOTTA.

Non so... Dio!

Non so... Dio!

Non so... Dio!

LANGUIS.

Si grida... Si combatte... E noi chiusi forse... Isotta va, corri...

Si grida... Si combatte... E noi chiusi forse... Isotta va, corri...

(EntraTristanoseguito da una banda di briganti vocianti e rissosi).

(EntraTristanoseguito da una banda di briganti vocianti e rissosi).

I BRIGANTI.

Largo! Siamo noi! La difesa del re! Ferro e fuoco! Evviva la libertà!

Largo! Siamo noi! La difesa del re! Ferro e fuoco! Evviva la libertà!

TRISTANO.

Fermi e silenzio!Non paura, voi. Siamo gente poverissimaed abbiamo una sola regina, l'amicizia,ed un vecchio re, il dolore.Tu gli somigli, e siamo venuti, re.

Fermi e silenzio!Non paura, voi. Siamo gente poverissimaed abbiamo una sola regina, l'amicizia,ed un vecchio re, il dolore.Tu gli somigli, e siamo venuti, re.

Fermi e silenzio!

Non paura, voi. Siamo gente poverissima

ed abbiamo una sola regina, l'amicizia,

ed un vecchio re, il dolore.

Tu gli somigli, e siamo venuti, re.

LANGUIS.

Chi sei che parli?

Chi sei che parli?

TRISTANO

Anche tu? Volete tutti sapere chi sono? Un pazzo, un morto, un vagabondo. E se dico Tristano, che sapete? Tristano significa forse onesto? O buono? O caro? Posso aver nome Tristano ed essere principe ed essere ladro ed aver violata una sorella ieri, e portare oggi le mani in croce e parlare di preghiere e di bestemmie! Al cavallo che nuovo trovate non domandate chi sia, ma gli salite in groppa e se ubbidisce e vola siete contenti.E coll'uomo anche fate così: le parole son chiavi false per tutte le porte ma i fatti son d'oro e di ferro. Vorreste vedere la mia faccia? Il suo colore? Maschera, maschera è la carne: l'anima dovreste volere, e non si vede. E allora, per gli altri, e per me lasciami tutto nero, mio bianco re. Ti servo con la spada che non porto più, col cuore che non porto più e con la morte che sempre mi accompagna.

Anche tu? Volete tutti sapere chi sono? Un pazzo, un morto, un vagabondo. E se dico Tristano, che sapete? Tristano significa forse onesto? O buono? O caro? Posso aver nome Tristano ed essere principe ed essere ladro ed aver violata una sorella ieri, e portare oggi le mani in croce e parlare di preghiere e di bestemmie! Al cavallo che nuovo trovate non domandate chi sia, ma gli salite in groppa e se ubbidisce e vola siete contenti.E coll'uomo anche fate così: le parole son chiavi false per tutte le porte ma i fatti son d'oro e di ferro. Vorreste vedere la mia faccia? Il suo colore? Maschera, maschera è la carne: l'anima dovreste volere, e non si vede. E allora, per gli altri, e per me lasciami tutto nero, mio bianco re. Ti servo con la spada che non porto più, col cuore che non porto più e con la morte che sempre mi accompagna.

CARIADO.

Amen.

Amen.

LANGUIS.

Ma che vieni a far qui? E dove siamo qui?

Ma che vieni a far qui? E dove siamo qui?

TRISTANO.

Eh, sul mondo siamo, e fra gli uomini!E questa che reggia credevi, è prigione!Una figlia con voce di menzogna,ti scaldava di luce, la tenebra.Eri chiuso, vigilato, illuso.Non sapevi? Bene. Non eri più re.Sì: l'anima tua era sempre re!Ma ti libero; ed io che non possiedo nullati dono il cielo colle sue nuvole e il vento,e la corona che t'aspetta,e l'amore. E il popolo tuoquesta prigione non riconosce,che tu non conoscevi. Fuori! Fuori!Ed obbedisci al tuo dovere, anche tu, re! !

Eh, sul mondo siamo, e fra gli uomini!E questa che reggia credevi, è prigione!Una figlia con voce di menzogna,ti scaldava di luce, la tenebra.Eri chiuso, vigilato, illuso.Non sapevi? Bene. Non eri più re.Sì: l'anima tua era sempre re!Ma ti libero; ed io che non possiedo nullati dono il cielo colle sue nuvole e il vento,e la corona che t'aspetta,e l'amore. E il popolo tuoquesta prigione non riconosce,che tu non conoscevi. Fuori! Fuori!Ed obbedisci al tuo dovere, anche tu, re! !

Eh, sul mondo siamo, e fra gli uomini!

E questa che reggia credevi, è prigione!

Una figlia con voce di menzogna,

ti scaldava di luce, la tenebra.

Eri chiuso, vigilato, illuso.

Non sapevi? Bene. Non eri più re.

Sì: l'anima tua era sempre re!

Ma ti libero; ed io che non possiedo nulla

ti dono il cielo colle sue nuvole e il vento,

e la corona che t'aspetta,

e l'amore. E il popolo tuo

questa prigione non riconosce,

che tu non conoscevi. Fuori! Fuori!

Ed obbedisci al tuo dovere, anche tu, re! !

(Una pausa. Il re piange in silenzio. — I briganti gli si avvicinano, bruschi e commossi, ma reverenti).

(Una pausa. Il re piange in silenzio. — I briganti gli si avvicinano, bruschi e commossi, ma reverenti).

ELINER.

Guarda: non parla perchè piange, povero re!

Guarda: non parla perchè piange, povero re!

ONINONI.

No, no, non bisogna. Un re, piangere, cuore di Dio!

No, no, non bisogna. Un re, piangere, cuore di Dio!

CARIADO.

Dopo tutto, siete ancora re!

Dopo tutto, siete ancora re!

ELINER.

E, che diamine, molta gente vi vuol bene.

E, che diamine, molta gente vi vuol bene.

ONINONI.

Noi, perdio: abbiamo molto pelo sul petto e pochi stracci indosso, ma una parola sola in bocca.

Noi, perdio: abbiamo molto pelo sul petto e pochi stracci indosso, ma una parola sola in bocca.

CARIADO.

E siamo uno stormo.

E siamo uno stormo.

ELINER.

Eh, capisco: è stata una solenne porcheria, di vostro fratello canaglia...

Eh, capisco: è stata una solenne porcheria, di vostro fratello canaglia...

ONINONI.

Ma ora l'avranno a che fare con noi, quei malandrini vestiti di broccato!

Ma ora l'avranno a che fare con noi, quei malandrini vestiti di broccato!

ELINER.

E rideremo. Hanno da ballare, hanno...

E rideremo. Hanno da ballare, hanno...

ONINONI.

Accidenti, se rideremo! Su, ridete, bravo re, sarà una festa, per tutti i cristiani, e lo giuro sulla mia miseria e su Sant'Agostino, mio protettore!

Accidenti, se rideremo! Su, ridete, bravo re, sarà una festa, per tutti i cristiani, e lo giuro sulla mia miseria e su Sant'Agostino, mio protettore!

ELINER.

E voi, principessa, un giro di furlana: c'è la reggia vera per lui, e per voi... abbiamo un capitano mascherato...

E voi, principessa, un giro di furlana: c'è la reggia vera per lui, e per voi... abbiamo un capitano mascherato...

ONINONI.

Sangue nelle vene, ce n'ha... Com'è buon capitano, può diventare ottimo consorte...

Sangue nelle vene, ce n'ha... Com'è buon capitano, può diventare ottimo consorte...

TRISTANO.

Ciarloni, che fate qui? il parlamento?A palazzo, a palazzo! Questa torreè caduta come pomo maturo,ed ora la capitale! Il re con noi,e per istrada cresceremo gentecome la valanga. Principessa,la mano vi porgo in pegno della voceche v'ha giurato per un nome, libertà:oggi venite al sole.

Ciarloni, che fate qui? il parlamento?A palazzo, a palazzo! Questa torreè caduta come pomo maturo,ed ora la capitale! Il re con noi,e per istrada cresceremo gentecome la valanga. Principessa,la mano vi porgo in pegno della voceche v'ha giurato per un nome, libertà:oggi venite al sole.

Ciarloni, che fate qui? il parlamento?

A palazzo, a palazzo! Questa torre

è caduta come pomo maturo,

ed ora la capitale! Il re con noi,

e per istrada cresceremo gente

come la valanga. Principessa,

la mano vi porgo in pegno della voce

che v'ha giurato per un nome, libertà:

oggi venite al sole.

LANGUIS.

Il sole?

Il sole?

TRISTANO.

Oh splende, buono. E splende per tutti, il sole.Ma per me, no.Solo me non posso liberare!Ed amo le spade, i colpi, e l'andare,e il fracasso del mareper disperdere un poco i miei pensieriche sono, sì, catene e prigionia...Ma sù, ragazzi, per me e per il re!

Oh splende, buono. E splende per tutti, il sole.Ma per me, no.Solo me non posso liberare!Ed amo le spade, i colpi, e l'andare,e il fracasso del mareper disperdere un poco i miei pensieriche sono, sì, catene e prigionia...Ma sù, ragazzi, per me e per il re!

Oh splende, buono. E splende per tutti, il sole.

Ma per me, no.

Solo me non posso liberare!

Ed amo le spade, i colpi, e l'andare,

e il fracasso del mare

per disperdere un poco i miei pensieri

che sono, sì, catene e prigionia...

Ma sù, ragazzi, per me e per il re!

I BRIGANTI.

(Con un urlo).

(Con un urlo).

Per te e per il re!

Per te e per il re!

(Exeunt omnes).

(Exeunt omnes).

Una sala nel palazzo di re Languis.

(I briganti stanno intorno al DucaErasmolegato).

(I briganti stanno intorno al DucaErasmolegato).

ELINER.

Ora sì che mi piaci davvero, capponcino mio!

Ora sì che mi piaci davvero, capponcino mio!

ONINONI.

Quanta gioia ti sei bevuta abitando sul trono rubato? Hai da sputarla tutta.

Quanta gioia ti sei bevuta abitando sul trono rubato? Hai da sputarla tutta.

CARIADO.

Ti credevi forse d'essere diventato re, perchè ti chiamavano re?

Ti credevi forse d'essere diventato re, perchè ti chiamavano re?

ELINER.

Eh, barbagianni caro, puoi sgranare gli occhi, e noi si ride!

Eh, barbagianni caro, puoi sgranare gli occhi, e noi si ride!

CARIADO.

Te l'abbiamo tagliata, la barba!

Te l'abbiamo tagliata, la barba!

ONINONI.

E, corpo di San Lazzaro resuscitato, ti abbiamo insegnato a tacere: e toccherà questa volta ate far la muffa dentro una cantina, e noi che siamo furfanti abbiamo schifo di un furfante come te!

E, corpo di San Lazzaro resuscitato, ti abbiamo insegnato a tacere: e toccherà questa volta ate far la muffa dentro una cantina, e noi che siamo furfanti abbiamo schifo di un furfante come te!

ERASMO.

Siete pidocchi, siete! E vi divertesputare sopra me che sono in terra,ma i denti in bocca mi restano ancòra.

Siete pidocchi, siete! E vi divertesputare sopra me che sono in terra,ma i denti in bocca mi restano ancòra.

Siete pidocchi, siete! E vi diverte

sputare sopra me che sono in terra,

ma i denti in bocca mi restano ancòra.

CARIADO.

E te li caveremo!

E te li caveremo!

ELINER.

Dopo, per mangiare, ti daremo, come ai porci, acqua sporca e bucce di patate!

Dopo, per mangiare, ti daremo, come ai porci, acqua sporca e bucce di patate!

ONINONI.

Ti vestiremo da buffone, e ci divertiremo anche noi come tanti re.

Ti vestiremo da buffone, e ci divertiremo anche noi come tanti re.

(Squilli. Entra reLanguis. Silenzio).

(Squilli. Entra reLanguis. Silenzio).

LANGUIS.

Quel nostro fratello che ci tocca perdere, è qui?

Quel nostro fratello che ci tocca perdere, è qui?

ERASMO.

Oh, non fuggo, m'hai fatto legar bene!

Oh, non fuggo, m'hai fatto legar bene!

Oh, non fuggo, m'hai fatto legar bene!

LANGUIS.

Legato? Sia subito sciolto!

Legato? Sia subito sciolto!

ONINONI.

Sciolto? Dalle corde? E la giustizia?

Sciolto? Dalle corde? E la giustizia?

LANGUIS.

Nessuno può difendersi serenamente, se libero non sia.

Nessuno può difendersi serenamente, se libero non sia.

(Erasmo viene slegato).

(Erasmo viene slegato).

ERASMO.

Ma non voglio difendermi di niente.

Ma non voglio difendermi di niente.

Ma non voglio difendermi di niente.

LANGUIS.

Erasmo, e perchè non chiedere che ti dessimo la corona e tutto?

Erasmo, e perchè non chiedere che ti dessimo la corona e tutto?

ERASMO.

Perchè chiedere è vile, ma pigliarepiace, e forza significa, di sè.

Perchè chiedere è vile, ma pigliarepiace, e forza significa, di sè.

Perchè chiedere è vile, ma pigliare

piace, e forza significa, di sè.

LANGUIS.

E si perde, lo vedi? anche l'amore, di tutti.

E si perde, lo vedi? anche l'amore, di tutti.

ERASMO.

Quello d'Isotta non l'ho mai avuto.Degli altri, che mi fa? O comandaree mi devono tutti essere schiavi,o sono vinto, e se anche mi si pestanon udrai un lamento uscir da me.

Quello d'Isotta non l'ho mai avuto.Degli altri, che mi fa? O comandaree mi devono tutti essere schiavi,o sono vinto, e se anche mi si pestanon udrai un lamento uscir da me.

Quello d'Isotta non l'ho mai avuto.

Degli altri, che mi fa? O comandare

e mi devono tutti essere schiavi,

o sono vinto, e se anche mi si pesta

non udrai un lamento uscir da me.

LANGUIS.

È forza la tua, ferocia forse, ma solidità...

È forza la tua, ferocia forse, ma solidità...

ERASMO.

Ambizione! E con me la patria sale,per obbedienza, e mi diventa forte.E tu buono, la snervi e per amorela fai tutta di latte e di cuscini!

Ambizione! E con me la patria sale,per obbedienza, e mi diventa forte.E tu buono, la snervi e per amorela fai tutta di latte e di cuscini!

Ambizione! E con me la patria sale,

per obbedienza, e mi diventa forte.

E tu buono, la snervi e per amore

la fai tutta di latte e di cuscini!

LANGUIS.

E se davvero fosse così? Erasmo, noi non possiamo condannarti: quand'uno agisce per sua necessità, l'uomo non ha potere alcuno contro di lui, perchè l'uomo non è Dio, e, dentro, non può vedere. Onde, senza dire se la tua forza sia virtù o peccato, ti assolviamo, per umiltà e povertà dinnanzi ai misteri delle anime.

E se davvero fosse così? Erasmo, noi non possiamo condannarti: quand'uno agisce per sua necessità, l'uomo non ha potere alcuno contro di lui, perchè l'uomo non è Dio, e, dentro, non può vedere. Onde, senza dire se la tua forza sia virtù o peccato, ti assolviamo, per umiltà e povertà dinnanzi ai misteri delle anime.

ONINONI.

Assolvere? Ah, lingua di Giuda! Ma la è ingiustizia da far gridare le pietre!

Assolvere? Ah, lingua di Giuda! Ma la è ingiustizia da far gridare le pietre!

ELINER.

Io ragionare non so, ma ti dico: è una canaglia, ecco, e basta!

Io ragionare non so, ma ti dico: è una canaglia, ecco, e basta!

CARIADO.

E se tu lo assolvi, gli è come condannare noi, che abbiamo rifatto l'ordine del regno.

E se tu lo assolvi, gli è come condannare noi, che abbiamo rifatto l'ordine del regno.

ONINONI.

E se tu lo assolvi, non ti dice grazie, questo Caino, ma ti rimanda nella tua prigione, e noi sulle forche!

E se tu lo assolvi, non ti dice grazie, questo Caino, ma ti rimanda nella tua prigione, e noi sulle forche!

LANGUIS.

Nella prigione credevamo di star bene, quindi stavamo bene.

Nella prigione credevamo di star bene, quindi stavamo bene.

CARIADO.

Ma il popolo stava male e non lo puoi, ora, tradire!

Ma il popolo stava male e non lo puoi, ora, tradire!

LANGUIS.

Ordiniamo pertanto e vogliamo che il fratello nostro Erasmo libero vada, ma fuori del regno, perchè la gente abbia la nostra pace, ed a lui sia aperta la via del cielo, dove il giorno che avremo riacquistata tutti la vista, ci ritroveremo.

Ordiniamo pertanto e vogliamo che il fratello nostro Erasmo libero vada, ma fuori del regno, perchè la gente abbia la nostra pace, ed a lui sia aperta la via del cielo, dove il giorno che avremo riacquistata tutti la vista, ci ritroveremo.

ERASMO.

Ed io, fratello troppo buono e cieco,ti perdono di avermi perdonato.O brigante mi faccio, od eremita.

Ed io, fratello troppo buono e cieco,ti perdono di avermi perdonato.O brigante mi faccio, od eremita.

Ed io, fratello troppo buono e cieco,

ti perdono di avermi perdonato.

O brigante mi faccio, od eremita.

ONINONI.

Eremita! Brigante, con noi, non ti vogliamo!

Eremita! Brigante, con noi, non ti vogliamo!

CARIADO.

Evvia, signor Duca, in esilio!

Evvia, signor Duca, in esilio!

(Erasmoexit).

(Erasmoexit).

LANGUIS.

A voi, mia gente della terra e semplici di cuore, che vi possiamo dare o dire? Oh, siamo troppo al di sotto della vostra trasparenza...

A voi, mia gente della terra e semplici di cuore, che vi possiamo dare o dire? Oh, siamo troppo al di sotto della vostra trasparenza...

ONINONI.

Re, nostro re... tu ci parli difficile e noi non si arriva mica a capirti, ma se un poco siamo arrivati, a capire, a me pare che tu ti credi debitore... ed è una cosa che ci confonde e non ha senso, per la testa del gigante Golia!... Tu non devi dirlo più, parola di gentiluomo, e pensarlo neanche, perchè noi si è fatto, io e gli altri, così per fare, e tu sei un padre che bisogna bene aiutare, e luinon deve mica dire grazie, ma siamo noi a dirgli grazie... è un onore insomma... e non c'è merito... anzi ho detto... no, non ho detto, perchè io a scuola, e neanche gli altri, non ci siamo andati, dove s'impara a parlare con i re... e allora, tu, re, capisci... e...

Re, nostro re... tu ci parli difficile e noi non si arriva mica a capirti, ma se un poco siamo arrivati, a capire, a me pare che tu ti credi debitore... ed è una cosa che ci confonde e non ha senso, per la testa del gigante Golia!... Tu non devi dirlo più, parola di gentiluomo, e pensarlo neanche, perchè noi si è fatto, io e gli altri, così per fare, e tu sei un padre che bisogna bene aiutare, e luinon deve mica dire grazie, ma siamo noi a dirgli grazie... è un onore insomma... e non c'è merito... anzi ho detto... no, non ho detto, perchè io a scuola, e neanche gli altri, non ci siamo andati, dove s'impara a parlare con i re... e allora, tu, re, capisci... e...

CARIADO.

Amen.

Amen.

ELINER.

Ma se c'è uno di noi che vale, che ha studio ed educazione, è il capitano...

Ma se c'è uno di noi che vale, che ha studio ed educazione, è il capitano...

ONINONI.

Sì: quello, ecco, noi si direbbe che è sangue di re!

Sì: quello, ecco, noi si direbbe che è sangue di re!

LANGUIS.

Sarete la nostra guardia, che è come dire gli amici nostri più vicini. Andate, figli: e godete del vostro mangiare e del vostro bere...

Sarete la nostra guardia, che è come dire gli amici nostri più vicini. Andate, figli: e godete del vostro mangiare e del vostro bere...

CARIADO.

È giustizia, dopo che s'è lavorato tanto!

È giustizia, dopo che s'è lavorato tanto!

LANGUIS.

E al capitano gli daremo quel che abbiamo...

E al capitano gli daremo quel che abbiamo...

(I brigantiexeunt).

(I brigantiexeunt).

Pare che il suo nome sia Tristano e che il suo abito sia nero: ma non è tutto nero quello che noi vediamo? E siamo certi che d'anima egli è grande, e puro di fede, e sicuro di cuore. Che potremmo noi volere di meglio?

Pare che il suo nome sia Tristano e che il suo abito sia nero: ma non è tutto nero quello che noi vediamo? E siamo certi che d'anima egli è grande, e puro di fede, e sicuro di cuore. Che potremmo noi volere di meglio?

(Da opposte parti entrano, silenziosi,Tristanomascherato, eIsotta).

(Da opposte parti entrano, silenziosi,Tristanomascherato, eIsotta).

Sconosciuto è vero. Ma i fatti parlano per lui, e sono d'oro e di ferro, ha detto. E i briganti, che non sanno mentire, hanno detto, sangue di re...

Sconosciuto è vero. Ma i fatti parlano per lui, e sono d'oro e di ferro, ha detto. E i briganti, che non sanno mentire, hanno detto, sangue di re...

(Una pausa).

(Una pausa).

Sarebbe l'ultima letizia della nostra povera vita, saper congiunta, la fragilità bianca d'Isotta alla nera solidità di Tristano. Sarebbe il sole per questi giorni miei di ultimo freddo. Ma non diremo niente: il cuore non patisce timone nè cervello; troppi scogli minacciano nascosti. Possiamo pregare solo e a lui dire, se questo è un dono, ebbene prendilo.

Sarebbe l'ultima letizia della nostra povera vita, saper congiunta, la fragilità bianca d'Isotta alla nera solidità di Tristano. Sarebbe il sole per questi giorni miei di ultimo freddo. Ma non diremo niente: il cuore non patisce timone nè cervello; troppi scogli minacciano nascosti. Possiamo pregare solo e a lui dire, se questo è un dono, ebbene prendilo.

(Re Languis fa per alzarsi, Isotta gli si avvicina).

(Re Languis fa per alzarsi, Isotta gli si avvicina).

ISOTTA.

Eccomi, padre, se cercate di me.

Eccomi, padre, se cercate di me.

Eccomi, padre, se cercate di me.

LANGUIS.

Sempre cerchiamo di te, e ti troviamo sempre, anche nel silenzio.

Sempre cerchiamo di te, e ti troviamo sempre, anche nel silenzio.

ISOTTA.

Io sono dove il cuore mi portasenza che lo vogliano i pensieri.

Io sono dove il cuore mi portasenza che lo vogliano i pensieri.

Io sono dove il cuore mi porta

senza che lo vogliano i pensieri.

LANGUIS.

(Avviandosi).

(Avviandosi).

Come ti piace quel Tristano che ci ha liberato?

Come ti piace quel Tristano che ci ha liberato?

ISOTTA.

Porta la maschera, padre.

Porta la maschera, padre.

Porta la maschera, padre.

LANGUIS.

Tutti, al mondo, figlia: solo, lassù, saremo noi... Dunque, ti piace?

Tutti, al mondo, figlia: solo, lassù, saremo noi... Dunque, ti piace?

ISOTTA.

E a voi, padre?

E a voi, padre?

E a voi, padre?

LANGUIS.

A noi piacerebbe molto.

A noi piacerebbe molto.

ISOTTA.

Andiamo, padre.

Andiamo, padre.

Andiamo, padre.

(Re Languis ed Isottaexeunt).

(Re Languis ed Isottaexeunt).

TRISTANO.

(Rimanendo immobile).

(Rimanendo immobile).

Al mondo vive dunque chi trama la felicità degli altri?La felicità: un fumo che ha nome domani,o ieri, se rimpiangi un'ora consumata:oggi, mai. Io, felice? Rido:due parole d'assurdo, in croce.O mi diletto io, del mio soffrire?E mi lego alla sofferenza come un amante,e me la serro al cuore?Che faccio per vivere? Ricordo,disperatamente: una donna, un peccato.Ma quella donna dov'è? C'è, sul mondo?L'ho io, davvero conosciuta?O mi sono foggiato, di lei, un fantasmache non voglio ritrovare in vita,perchè ho troppo accarezzato in sogno?Costei anche si chiama Isotta...Isotta! Sognavo ieri, e mi desto oggi?O vivevo laggiù, e sogno qui?La vita, ecco, m'offre un bene:per essere fedele a quel che fuggolo rifiuterò? Per non deludere il mio sogno?E che so io del vero? E chi sono ioper credere che la sventura m'abbia segnatocosì da reputarmi già morto, quando respiro?E dov'è il ricordo che mi tormenta?Sulla mia carne? No. No. Io non ho segninè ricordi. Io voglio non aver vissuto.Non avere anima nè carne.O sì, mie, per donarle ancora.Un ideale, sì, l'avevo. Si chiamavaIsotta: e l'ho trovato qui. È falso?Ah, quante meschine trameper una mia sciocca curiosità!Sono due nomi eguali, pazzo!...E se fossero due anime, eguali?Se la sorte... E non si può giocare anche la fedecome la vita, in battaglia?Tristano, si può dare tutto per niente!E per un filo d'erba, l'eternità!E per una parola, un regno!E per un bacio, il paradiso!E per una goccia d'avvenire, tutto il mare del passato!Ah no, buffone... Guarda...Io vedo un abisso. Mi ci butto. E rido. E canto.

Al mondo vive dunque chi trama la felicità degli altri?La felicità: un fumo che ha nome domani,o ieri, se rimpiangi un'ora consumata:oggi, mai. Io, felice? Rido:due parole d'assurdo, in croce.O mi diletto io, del mio soffrire?E mi lego alla sofferenza come un amante,e me la serro al cuore?Che faccio per vivere? Ricordo,disperatamente: una donna, un peccato.Ma quella donna dov'è? C'è, sul mondo?L'ho io, davvero conosciuta?O mi sono foggiato, di lei, un fantasmache non voglio ritrovare in vita,perchè ho troppo accarezzato in sogno?Costei anche si chiama Isotta...Isotta! Sognavo ieri, e mi desto oggi?O vivevo laggiù, e sogno qui?La vita, ecco, m'offre un bene:per essere fedele a quel che fuggolo rifiuterò? Per non deludere il mio sogno?E che so io del vero? E chi sono ioper credere che la sventura m'abbia segnatocosì da reputarmi già morto, quando respiro?E dov'è il ricordo che mi tormenta?Sulla mia carne? No. No. Io non ho segninè ricordi. Io voglio non aver vissuto.Non avere anima nè carne.O sì, mie, per donarle ancora.Un ideale, sì, l'avevo. Si chiamavaIsotta: e l'ho trovato qui. È falso?Ah, quante meschine trameper una mia sciocca curiosità!Sono due nomi eguali, pazzo!...E se fossero due anime, eguali?Se la sorte... E non si può giocare anche la fedecome la vita, in battaglia?Tristano, si può dare tutto per niente!E per un filo d'erba, l'eternità!E per una parola, un regno!E per un bacio, il paradiso!E per una goccia d'avvenire, tutto il mare del passato!Ah no, buffone... Guarda...Io vedo un abisso. Mi ci butto. E rido. E canto.

Al mondo vive dunque chi trama la felicità degli altri?

La felicità: un fumo che ha nome domani,

o ieri, se rimpiangi un'ora consumata:

oggi, mai. Io, felice? Rido:

due parole d'assurdo, in croce.

O mi diletto io, del mio soffrire?

E mi lego alla sofferenza come un amante,

e me la serro al cuore?

Che faccio per vivere? Ricordo,

disperatamente: una donna, un peccato.

Ma quella donna dov'è? C'è, sul mondo?

L'ho io, davvero conosciuta?

O mi sono foggiato, di lei, un fantasma

che non voglio ritrovare in vita,

perchè ho troppo accarezzato in sogno?

Costei anche si chiama Isotta...

Isotta! Sognavo ieri, e mi desto oggi?

O vivevo laggiù, e sogno qui?

La vita, ecco, m'offre un bene:

per essere fedele a quel che fuggo

lo rifiuterò? Per non deludere il mio sogno?

E che so io del vero? E chi sono io

per credere che la sventura m'abbia segnato

così da reputarmi già morto, quando respiro?

E dov'è il ricordo che mi tormenta?

Sulla mia carne? No. No. Io non ho segni

nè ricordi. Io voglio non aver vissuto.

Non avere anima nè carne.

O sì, mie, per donarle ancora.

Un ideale, sì, l'avevo. Si chiamava

Isotta: e l'ho trovato qui. È falso?

Ah, quante meschine trame

per una mia sciocca curiosità!

Sono due nomi eguali, pazzo!...

E se fossero due anime, eguali?

Se la sorte... E non si può giocare anche la fede

come la vita, in battaglia?

Tristano, si può dare tutto per niente!

E per un filo d'erba, l'eternità!

E per una parola, un regno!

E per un bacio, il paradiso!

E per una goccia d'avvenire, tutto il mare del passato!

Ah no, buffone... Guarda...

Io vedo un abisso. Mi ci butto. E rido. E canto.

(Canticchiando).

(Canticchiando).

«Così è di noi,nè voi senza di me,nè io senza di voi!»Ah! Ah!

«Così è di noi,nè voi senza di me,nè io senza di voi!»Ah! Ah!

«Così è di noi,

nè voi senza di me,

nè io senza di voi!»

Ah! Ah!

(Ad Isotta, che è comparsa, quasi ironicamente).

(Ad Isotta, che è comparsa, quasi ironicamente).

Un inchino, principessa.Bella come il sole di vostro padre,e l'ombra mia!

Un inchino, principessa.Bella come il sole di vostro padre,e l'ombra mia!

Un inchino, principessa.

Bella come il sole di vostro padre,

e l'ombra mia!

ISOTTA.

Grazie. Mi spiace le parole del reabbiate inteso, vane fantasticherie.

Grazie. Mi spiace le parole del reabbiate inteso, vane fantasticherie.

Grazie. Mi spiace le parole del re

abbiate inteso, vane fantasticherie.

TRISTANO.

No, Isotta... Lasciate vi chiami per nome,io mi lego ad un nomecome il cipresso a un cimitero...Il re supera voi e me per saggezza.

No, Isotta... Lasciate vi chiami per nome,io mi lego ad un nomecome il cipresso a un cimitero...Il re supera voi e me per saggezza.

No, Isotta... Lasciate vi chiami per nome,

io mi lego ad un nome

come il cipresso a un cimitero...

Il re supera voi e me per saggezza.

ISOTTA.

Ma sogna, e non può vedere.

Ma sogna, e non può vedere.

Ma sogna, e non può vedere.

TRISTANO.

Ma prega, e spera.E non vorreste fargli di solequesti giorni suoi di ultimo freddo, Isotta?

Ma prega, e spera.E non vorreste fargli di solequesti giorni suoi di ultimo freddo, Isotta?

Ma prega, e spera.

E non vorreste fargli di sole

questi giorni suoi di ultimo freddo, Isotta?

ISOTTA.

Voi dite il mio nome, come se da semprelo aveste avuto in cuore...

Voi dite il mio nome, come se da semprelo aveste avuto in cuore...

Voi dite il mio nome, come se da sempre

lo aveste avuto in cuore...

TRISTANO.

Davvero? Oh maraviglia!È tutto quel che so di voi, il nome,e l'amo prodigiosamente.

Davvero? Oh maraviglia!È tutto quel che so di voi, il nome,e l'amo prodigiosamente.

Davvero? Oh maraviglia!

È tutto quel che so di voi, il nome,

e l'amo prodigiosamente.

ISOTTA.

Perchè? Siete bizzarro...

Perchè? Siete bizzarro...

Perchè? Siete bizzarro...

TRISTANO.

Ho forse la coda? Tre mani?Oh! sono banale, banalissimo:credo, principessa, con licenza del sacerdote,vi saprei fare sette figli, e tutti maschi!

Ho forse la coda? Tre mani?Oh! sono banale, banalissimo:credo, principessa, con licenza del sacerdote,vi saprei fare sette figli, e tutti maschi!

Ho forse la coda? Tre mani?

Oh! sono banale, banalissimo:

credo, principessa, con licenza del sacerdote,

vi saprei fare sette figli, e tutti maschi!

ISOTTA.

Amo, signore, d'essere intattae nelle mie vesti mi chiudo,come dentro un monastero.Ma non vorrei per amor di me,perdere un sorriso di mio padre.

Amo, signore, d'essere intattae nelle mie vesti mi chiudo,come dentro un monastero.Ma non vorrei per amor di me,perdere un sorriso di mio padre.

Amo, signore, d'essere intatta

e nelle mie vesti mi chiudo,

come dentro un monastero.

Ma non vorrei per amor di me,

perdere un sorriso di mio padre.

TRISTANO.

Che vi piacerebbe? Mentirgli ancòra?E che io vi fossi complice e falso marito?Sì: mentire so, e tanto beneche illudo anche me stesso, Isotta!

Che vi piacerebbe? Mentirgli ancòra?E che io vi fossi complice e falso marito?Sì: mentire so, e tanto beneche illudo anche me stesso, Isotta!

Che vi piacerebbe? Mentirgli ancòra?

E che io vi fossi complice e falso marito?

Sì: mentire so, e tanto bene

che illudo anche me stesso, Isotta!

ISOTTA.

Io sono devota d'una religione freddache mia madre m'apprese,la religione delle stelle, vergini anch'esse,che piangon a volte, o liete parlano meco,e credo a quel che intendoe mi prometto loroe tengo fede alle mie parole.

Io sono devota d'una religione freddache mia madre m'apprese,la religione delle stelle, vergini anch'esse,che piangon a volte, o liete parlano meco,e credo a quel che intendoe mi prometto loroe tengo fede alle mie parole.

Io sono devota d'una religione fredda

che mia madre m'apprese,

la religione delle stelle, vergini anch'esse,

che piangon a volte, o liete parlano meco,

e credo a quel che intendo

e mi prometto loro

e tengo fede alle mie parole.

TRISTANO.

Voi tenete fede? Gloria! gloria!Sarete una sposa modello...Io no, non son fedele... Frantumo le mie parole:ne faccio monili per me, per voi, per tutti!

Voi tenete fede? Gloria! gloria!Sarete una sposa modello...Io no, non son fedele... Frantumo le mie parole:ne faccio monili per me, per voi, per tutti!

Voi tenete fede? Gloria! gloria!

Sarete una sposa modello...

Io no, non son fedele... Frantumo le mie parole:

ne faccio monili per me, per voi, per tutti!

ISOTTA.

Ho giurato di salvare per semprela mia castità: sono vestaled'un mio patto puerile ma sacro.Sarei una troppo sterile consorte!

Ho giurato di salvare per semprela mia castità: sono vestaled'un mio patto puerile ma sacro.Sarei una troppo sterile consorte!

Ho giurato di salvare per sempre

la mia castità: sono vestale

d'un mio patto puerile ma sacro.

Sarei una troppo sterile consorte!

TRISTANO.

Quella ch'io voglio, perfetta!Oh son fatto, io, di musica, non di carne.Casta! Vi amo... La mia virtù compagnasarete, il vostro peccato, io!Ecco, ecco... un anello, no. Dopo.E mi volete, se anche mascherato?

Quella ch'io voglio, perfetta!Oh son fatto, io, di musica, non di carne.Casta! Vi amo... La mia virtù compagnasarete, il vostro peccato, io!Ecco, ecco... un anello, no. Dopo.E mi volete, se anche mascherato?

Quella ch'io voglio, perfetta!

Oh son fatto, io, di musica, non di carne.

Casta! Vi amo... La mia virtù compagna

sarete, il vostro peccato, io!

Ecco, ecco... un anello, no. Dopo.

E mi volete, se anche mascherato?

ISOTTA.

Io non per la follìa d'un nome,ma per ubbidire al re.

Io non per la follìa d'un nome,ma per ubbidire al re.

Io non per la follìa d'un nome,

ma per ubbidire al re.

TRISTANO.

Isotta Isotta!... Allora io posso dire ancora...Isotta! Ti amo... ti amo... Sei mia!Posso chiudere gli occhi e udire il tuo respiro...Taci, taci... non parlare: Isotta!posso ascoltare il ritmo vicinodella tua vita profumata, e direIsotta, finalmente, sei mia moglie, tu!...Non sei più del re, sei mia... solo mia... mia...per sempre... e senza lacrime... Isotta... mia...

Isotta Isotta!... Allora io posso dire ancora...Isotta! Ti amo... ti amo... Sei mia!Posso chiudere gli occhi e udire il tuo respiro...Taci, taci... non parlare: Isotta!posso ascoltare il ritmo vicinodella tua vita profumata, e direIsotta, finalmente, sei mia moglie, tu!...Non sei più del re, sei mia... solo mia... mia...per sempre... e senza lacrime... Isotta... mia...

Isotta Isotta!... Allora io posso dire ancora...

Isotta! Ti amo... ti amo... Sei mia!

Posso chiudere gli occhi e udire il tuo respiro...

Taci, taci... non parlare: Isotta!

posso ascoltare il ritmo vicino

della tua vita profumata, e dire

Isotta, finalmente, sei mia moglie, tu!...

Non sei più del re, sei mia... solo mia... mia...

per sempre... e senza lacrime... Isotta... mia...

ISOTTA.

Tristano!

Tristano!

Tristano!

TRISTANO.

Taci! Ho la febbre, ho il delirio!Vado a nozze con la mia fantasia allucinata.Sono felice, perchè voglio essere così.Vieni, vieni con me.

Taci! Ho la febbre, ho il delirio!Vado a nozze con la mia fantasia allucinata.Sono felice, perchè voglio essere così.Vieni, vieni con me.

Taci! Ho la febbre, ho il delirio!

Vado a nozze con la mia fantasia allucinata.

Sono felice, perchè voglio essere così.

Vieni, vieni con me.

(Exeunt ambo).

(Exeunt ambo).

(Marcia nuziale).

Un giardino, di notte. Lampioncini di carta colorata. Una fontana. Lontani, canti d'allegria e suoni striduli di musiche.

(Su un sedile di pietra,Hubbo, vestito da buffone, accovacciato, immobile. EntraIsotta, come fuggisse, inseguita daTristano, mascherato).

(Su un sedile di pietra,Hubbo, vestito da buffone, accovacciato, immobile. EntraIsotta, come fuggisse, inseguita daTristano, mascherato).

ISOTTA.

Non mi perseguitare:m'hai già crocefissa col mistero de' tuoi occhi,lasciami, ora.

Non mi perseguitare:m'hai già crocefissa col mistero de' tuoi occhi,lasciami, ora.

Non mi perseguitare:

m'hai già crocefissa col mistero de' tuoi occhi,

lasciami, ora.

TRISTANO.

No, Isotta, hai cambiato nome:ti chiami moglie!e non sei più di te stessa: mia sei.Con una paroletta hai cancellato la tua persona,la tua volontà, tutto quanto eri!Perchè fuggi? Ti ripiglio.E ti dico: a sedere. E ci stai.E ti sputo negli occhi. E sopporti.

No, Isotta, hai cambiato nome:ti chiami moglie!e non sei più di te stessa: mia sei.Con una paroletta hai cancellato la tua persona,la tua volontà, tutto quanto eri!Perchè fuggi? Ti ripiglio.E ti dico: a sedere. E ci stai.E ti sputo negli occhi. E sopporti.

No, Isotta, hai cambiato nome:

ti chiami moglie!

e non sei più di te stessa: mia sei.

Con una paroletta hai cancellato la tua persona,

la tua volontà, tutto quanto eri!

Perchè fuggi? Ti ripiglio.

E ti dico: a sedere. E ci stai.

E ti sputo negli occhi. E sopporti.

ISOTTA.

Che dici?

Che dici?

Che dici?

TRISTANO.

Canto anch'io, l'inno al matrimonio,in questa notte ilare di nozze!Ora tu non sei più tu: sei me,la mia maschera, la mia scarpa sei.E l'amore, l'amore dov'è?Nessuno t'ha domandato, è vero?E se domani uno venga che piace a te,e tu a lui: e tremate nel guardarvi,oh... follìa... tu non puoi, tu, moglie!Tu non sei più viva, morta sei, mummia!E mi diverte fare il carcerieree chiuderò tutte le portee spierò le fessure dell'anima tuae digrignando i denti, urlerò di te:mia proprietà, mia proprietà!

Canto anch'io, l'inno al matrimonio,in questa notte ilare di nozze!Ora tu non sei più tu: sei me,la mia maschera, la mia scarpa sei.E l'amore, l'amore dov'è?Nessuno t'ha domandato, è vero?E se domani uno venga che piace a te,e tu a lui: e tremate nel guardarvi,oh... follìa... tu non puoi, tu, moglie!Tu non sei più viva, morta sei, mummia!E mi diverte fare il carcerieree chiuderò tutte le portee spierò le fessure dell'anima tuae digrignando i denti, urlerò di te:mia proprietà, mia proprietà!

Canto anch'io, l'inno al matrimonio,

in questa notte ilare di nozze!

Ora tu non sei più tu: sei me,

la mia maschera, la mia scarpa sei.

E l'amore, l'amore dov'è?

Nessuno t'ha domandato, è vero?

E se domani uno venga che piace a te,

e tu a lui: e tremate nel guardarvi,

oh... follìa... tu non puoi, tu, moglie!

Tu non sei più viva, morta sei, mummia!

E mi diverte fare il carceriere

e chiuderò tutte le porte

e spierò le fessure dell'anima tua

e digrignando i denti, urlerò di te:

mia proprietà, mia proprietà!

ISOTTA.

Ti sei vincolato a lasciarmi casta...

Ti sei vincolato a lasciarmi casta...

Ti sei vincolato a lasciarmi casta...

TRISTANO.

E chi t'assicura che manterrò?Sono spergiuro, pazzo, vagabondo.Chi t'ha detto di credere a me?

E chi t'assicura che manterrò?Sono spergiuro, pazzo, vagabondo.Chi t'ha detto di credere a me?

E chi t'assicura che manterrò?

Sono spergiuro, pazzo, vagabondo.

Chi t'ha detto di credere a me?

ISOTTA.

Io ti credo, Tristano.

Io ti credo, Tristano.

Io ti credo, Tristano.

TRISTANO.

Insensata: ho viso deforme,spellato, arso, tagliato...

Insensata: ho viso deforme,spellato, arso, tagliato...

Insensata: ho viso deforme,

spellato, arso, tagliato...

ISOTTA.

No.

No.

No.

TRISTANO.

Ed altre virtù non conoscoche furia e menzogna...

Ed altre virtù non conoscoche furia e menzogna...

Ed altre virtù non conosco

che furia e menzogna...

ISOTTA.

No.

No.

No.

TRISTANO.

E ti forzerò, contro la mia parolae la tua giurata verginitàcalpesterò...

E ti forzerò, contro la mia parolae la tua giurata verginitàcalpesterò...

E ti forzerò, contro la mia parola

e la tua giurata verginità

calpesterò...

ISOTTA.


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