Chapter 4

Al levarsi del sipario la scena è vuota. Poco dopo, dall’uscio a sinistra entra, col cappello in capo, la BARBETTI seguita dal figlio CARLO CLARINO.La Barbetti ha sessantatre anni, ma è tutta tinta e goffamente parata, come una ricca provinciale. È imperiosa e sguajata, in fondo però non antipatica. Il figlio Cadetto, sui trent’anni, veste all’ultima moda, con un’aria affettata di stanco vizioso, annojato di tutto, trascinato dalla madre ricca e bisbetica a far quello che non vorrebbe.Entrano in iscena, come in cerca di qualcuno; la madre con una certa risolutezza; il figlio, titubante.

Al levarsi del sipario la scena è vuota. Poco dopo, dall’uscio a sinistra entra, col cappello in capo, la BARBETTI seguita dal figlio CARLO CLARINO.La Barbetti ha sessantatre anni, ma è tutta tinta e goffamente parata, come una ricca provinciale. È imperiosa e sguajata, in fondo però non antipatica. Il figlio Cadetto, sui trent’anni, veste all’ultima moda, con un’aria affettata di stanco vizioso, annojato di tutto, trascinato dalla madre ricca e bisbetica a far quello che non vorrebbe.Entrano in iscena, come in cerca di qualcuno; la madre con una certa risolutezza; il figlio, titubante.

Al levarsi del sipario la scena è vuota. Poco dopo, dall’uscio a sinistra entra, col cappello in capo, la BARBETTI seguita dal figlio CARLO CLARINO.

La Barbetti ha sessantatre anni, ma è tutta tinta e goffamente parata, come una ricca provinciale. È imperiosa e sguajata, in fondo però non antipatica. Il figlio Cadetto, sui trent’anni, veste all’ultima moda, con un’aria affettata di stanco vizioso, annojato di tutto, trascinato dalla madre ricca e bisbetica a far quello che non vorrebbe.

Entrano in iscena, come in cerca di qualcuno; la madre con una certa risolutezza; il figlio, titubante.

LA BARBETTI

(dalla soglia) Permesso? Non c’è nessuno? Vieni, vieni, Carletto.

CARLETTO

(col tono di chi avverte che può finir male) Mammà, prudenza!

LA BARBETTI

Non mi seccare! Ci hanno piantato lì in salotto come due piuoli...

CARLETTO

Ma introdurci così...

LA BARBETTI

Bisogna ch’io sappia; che parli con qualcuno... (Si guarda attorno) Ma non c’è un campanello in questa stanza?

CARLETTO

(rassegnato, sospirando) Vogliamo fare per forza una pessima figura, facciamola!

LA BARBETTI

(picchiando all’uscio a destra) Permesso?... (Attende un po’ e ripicchia) Permesso? (Nuova attesa; si prova ad aprir l’uscio e guarda dentro) Neanche qua, nessuno... (Al figlio, irata) Perchè una pessima figura, imbecille? Porto in regalo una «broche» di tremila e settecento lire! (Torna a guardarsi intorno) Vorrei sapere dov’è andato a ficcarsi quell’idiota di cameriere! (Si fa all’altro uscio in fondo e chiama) Cameriere!... Cameriere!

CARLETTO

(dopo una pausa) Sarà andato in chiesa anche lui con tutta la servitù per assistere allo sposalizio.

LA BARBETTI

E lasciano la casa sola?

CARLETTO

(col tono di prima) Forse è una fortuna, mammà! Svigniamocela! Siamo ancora in tempo!

LA BARBETTI

Tu starai qua con me, perchè voglio così! Ti costringerò io a imparare a vivere tra la gente per bene!

CARLETTO

Figuriamoci che allegria!

LA BARBETTI

Ah, tu hai finito di scialacquarti i miei denari, te lo dico io!

CARLETTO

Mammà! Ma Dio mio!

LA BARBETTI

D’ora in poi, vedrai!

CARLETTO

Perchè speri davvero che ci faranno una buona accoglienza?

LA BARBETTI

No, comunque! comunque! Son venuta via da Perugia per questo. Ti metterai qua sulla buona strada, e con l’ajuto di tuo cognato...

CARLETTO

(con uno scatto) Ma che cognato, per carità! Non dire cognato, mammà, in nome di Dio! Mi fai sudar freddo!

LA BARBETTI

Ma sì, che è tuo cognato! Che storie!

CARLETTO

Mammà, non dire cognato, sai, o io me ne scappo!

LA BARBETTI

Come vuoi che dica?

CARLETTO

Non voglio esser preso per le spalle e cacciato via con un calcio da nessuno, io!

LA BARBETTI

(risoluta, ponendoglisi davanti) Scusa, sei figlio mio?

CARLETTO

Ma lascia andare, mammà!

LA BARBETTI

Non sei figlio mio?

CARLETTO

Ti dico di lasciare andare, mammà! Sai bene che non si tratta di te!

LA BARBETTI

(adirandosi fieramente) Che credi di dire, imbecille?

CARLETTO

Vuoi litigare qua, scusa?

LA BARBETTI

No! Tu devi parlare con rispetto!

CARLETTO

Ma io ti parlo con rispetto, mammà! E perchè vorrei che tutti ti parlassero con rispetto, torno a ripeterti: andiamocene!

LA BARBETTI

No, no e no! Sei un povero di spirito, ecco quello che sei! Uno sciocco! Perchè son tutte fisime! Se con tuo padre — posso ammettere — ci fu in prima qualche irregolarità, poi ci sposammo.

CARLETTO

Va bene:poi.

LA BARBETTI

O prima o poi, diventasti anche tu legittimo, tale e quale come fu la buon’anima di Silvia. Sorellastra, sì, sorellastra, va bene. Ma ciò non toglie che questo signor Martino Lori, marito della povera Silvia e perciò mio genero, non debba considerar te — almeno in qualche modo — come suo cognato. Mi par chiaro!

CARLETTO

Già! Bello! Abolendo ilprima!

LA BARBETTI

Che vuol dire abolendo?

CARLETTO

Ma sì! Tu abolisti ilprima, mammà! Quella irregolarità di prima.

LA BARBETTI

Fisime! Chi vuoi che ci pensi più? Il mio primo marito è morto da vent’anni.

CARLETTO

E io, che non sono suo figlio, ne hotrentaduemamma! È una grave irregolarità questa, a danno del tuo primo marito. Talmente grave che, t’assicuro, non avresti avuto il coraggio di presentarti qua, con tua figlia Silvia ancor viva!

LA BARBETTI

È morta, sì o no? E sono, sì o no, sedici anni che è morta? Sedici, ohè, non sono un giorno!... Ora c’è qua la figlia di mia figlia che sposa, e io me le presento con un bel regalo per le sue nozze.

CARLETTO

Ah, va bene! Così. Come nonna. Presentati come nonna! Nonna sei; nessuno può metterlo in dubbio. Silvia era tua figlia; questa è la figlia di Silvia; dunque c’è poco da dire: tu sei la nonna. Non immischiarci gli uomini, mammà, la cui parentela, neanche tra padre e figlio, santo Dio, può esser sicura; figùrati poi tra cognati!

Dall’uscio di fondo, attirata dal rumore delle voci, si presenta la SIGNORINA CEI. Bionda, magra, alta, sulla trentina, veste, per l’occasione, con sobria eleganza. Usa a nascondere tutta la sua intima vita sotto una composta apparenza, parla e guarda attenta, e dimostra in tutti i modi una finezza naturalmente signorile.

Dall’uscio di fondo, attirata dal rumore delle voci, si presenta la SIGNORINA CEI. Bionda, magra, alta, sulla trentina, veste, per l’occasione, con sobria eleganza. Usa a nascondere tutta la sua intima vita sotto una composta apparenza, parla e guarda attenta, e dimostra in tutti i modi una finezza naturalmente signorile.

SIGNORINA CEI

Chi è qua?

LA BARBETTI

(voltandosi alla voce) Ah, ecco... Abbiamo chiesto...

SIGNORINA CEI

Ma chi è lei, scusi?

LA BARBETTI

Sono la nonna della sposa; e questi, lo zio. (Indica il figlio, che fa un gesto di stizza).

SIGNORINA CEI

(notandolo e restando perplessa) Ah... la nonna?

LA BARBETTI

(come a farlo apposta) E lo zio. Veniamo da Perugia.

SIGNORINA CEI

Ma la signora non era attesa, ch’io sappia...

LA BARBETTI

No no: arriviamo di sorpresa.

SIGNORINA CEI

(all’una e all’altro)Prego... prego: s’accomodino.

LA BARBETTI

(sedendo) Grazie. E lei, scusi... sarebbe?

SIGNORINA CEI

Sono... — come vuol dire? — sono qua per tener compagnia alla signorina.

LA BARBETTI

Ah, la dama di compagnia?

SIGNORINA CEI

Se vuole... Ma sono piuttosto un’amica di Palma.

LA BARBETTI

Ah, bene, bene... di Palma (ripete il nome, come una che lo apprenda per la prima volta).

SIGNORINA CEI

Mi dispiace che la signorina non m’abbia avvertita...

LA BARBETTI

Niente. Non si dia pena. Dev’essere una sorpresa.

SIGNORINA CEI

Già... ma, proprio sul punto...

CARLETTO

(che si è agitato alla battuta precedente della madre) Ecco! dicevo appunto questo a mia madre...

LA BARBETTI

Tu stai zitto lì! (Alla signorina Cei) C’è stato uno sbaglio, veda. Credevamo, per nostre informazioni, che il matrimonio dovesse celebrarsi domattina. Volevamo arrivare alla vigilia.

SIGNORINA CEI

Ma è stato celebrato jeri, veramente...

LA BARBETTI

Ah, come! Jeri?

SIGNORINA CEI

Il matrimonio civile, sì signora. Stamattina, la cerimonia religiosa.

LA BARBETTI

Ah, jeri il civile, e ora il religioso?... Guarda!

SIGNORINA CEI

Credo che a momenti saranno di ritorno!

LA BARBETTI

Un gran corteo, m’immagino! Un gran festino!

SIGNORINA CEI

No, signora. Niente...

LA BARBETTI

Come, niente? La sala, di là (indica a sinistra) tutta piena di fiori! (Si guarda attorno)Anche qua!

SIGNORINA CEI

Sì, ma nessuna pompa. Jeri sì, ricevimento, pranzo; proprio però nell’intimità...

CARLETTO

Ma sì, come usa adesso! In abito da viaggio...

SIGNORINA CEI

No, signore. Per questo, pochi amici, intimi; ma la sposa, come di rito, stamattina, in bianco e col suo velo e i suoi fiori d’arancio. La vedrà: una bellezza!

LA BARBETTI

Me l’immagino! Un amore! Ma, Dio mio, dico... sposando un marchese...

SIGNORINA CEI

Già, ma... forse per questo, veda... La signora Marchesa madre...

LA BARBETTI

Non avrebbe voluto questo matrimonio?

SIGNORINA CEI

No no, signora! Anzi! Vedesse che regali ha mandato! Ma... ecco... la salute un po’ malferma...

CARLETTO

(da uomo di mondo) Comprendiamo, comprendiamo...

SIGNORINA CEI

Riceverà con grande festa la sposa nel suo palazzo al ritorno dal viaggio di nozze.

LA BARBETTI

Cosicchè, ora, qua...

SIGNORINA CEI

Oh, tutto finito, ormai. Si fermeranno un po’, credo, per dar tempo alla sposa di rivestirsi per il viaggio. Vi saranno i testimoni, qualche amico del signor Marchese e del signor Senatore.

LA BARBETTI

Mio genero? (A Carletto) Ah senti! Lo hanno fatto anche senatore!

SIGNORINA CEI

(sorridendo impercettibilmente) No, signora. Dico del senator Manfroni.

LA BARBETTI

Ah, non è mio genero? E chi è questo Manfroni?

CARLETTO

Ma Salvo Manfroni, mammà!, che fu nostro deputato, e poi anche Ministro...

LA BARBETTI

Ah, lui? E come c’entra lui qua?

CARLETTO

Come c’entra! È quello che ha portato su tuo genero fino al Consiglio di Stato!

LA BARBETTI

Ah, sì?

CARLETTO

Quando fu Ministro lo prese come capo-gabinetto; non ti ricordi che te lo dissi a Perugia?

SIGNORINA CEI

E anch’io sono qua per il signor Senatore...

CARLETTO

Fu scolaro del tuo primo marito...

LA BARBETTI

Già, già! sì! Ora ricordo... Del mio primo marito!

SIGNORINA CEI

Il nonno della signorina?

LA BARBETTI

Un professorone, sa, il mio primo marito!

SIGNORINA CEI

(con maraviglia mal dissimulata) Ah, come... la signora... la moglie di Bernardo Agliani?

LA BARBETTI

Io, io, sì!

SIGNORINA CEI

Un’illustrazione della scienza!

LA BARBETTI

Glie n’ha parlato la mia nipotina?

SIGNORINA CEI

Oh, ma ne parlano tutti i libri di scuola, signora...

LA BARBETTI

E morì disgraziato, sa? nel suo... (a Carletto) come si chiama?

CARLETTO

Laboratorio, mammà!

LA BARBETTI

Laboratorio di... di...

CARLETTO

Di fisica, mammà!

LA BARBETTI

Di fisica, già... Fulminato! Ne parlarono tutti i giornali.

SIGNORINA CEI

Eh, lo so bene, signora...

LA BARBETTI

Una disgrazia! E mi pentii tanto io, creda, quando avvenne, di non aver avuto pazienza con lui fino all’ultimo. Dotto! Studiava sempre! Stampava sempre! tanti libri!

CARLETTO

Ma sì, mammà! Non vedi che la signorina lo sa? E ne sa qualche cosa anche Salvo Manfroni, mi pare, che ne stampò l’ultimo, postumo...

LA BARBETTI

Già! Un’opera... come si dice?

CARLETTO

Postuma, postuma, mammà!

LA BARBETTI

No! Dico un’opera che questo Manfroni si prese, perchè mio marito l’aveva lasciata... come si dice?

CARLETTO

Ah, inedita!

LA BARBETTI

Come?

CARLETTO

Inedita, mammà!

LA BARBETTI

Ecco... così... Se la prese, e diventò celebre: senatore!

CARLETTO

Ma non dire così, che se la prese. Pare che l’abbia rubata! Erano tracce, appunti di un’opera nuova...

SIGNORINA CEI

Salvo Manfroni la riprese, la sviluppò, la compì...

CARLETTO

E n’ebbe grandissimi onori!

SIGNORINA CEI

Meritati, io credo. Senza detrarre nulla alla fama del suo maestro.

LA BARBETTI

A Perugia non lo credono! Ah, non lo credono! E sono capace di dirglielo io, sa!

CARLETTO

Ma no, mammà!

SIGNORINA CEI

Pare del resto, che sia stata una fortuna, questa, per la signorina; a quanto ho sentito dire.

LA BARBETTI

Che cosa, una fortuna?

SIGNORINA CEI

Ma che il senator Manfroni abbia trovato in casa del signor Lori queste carte inedite del suo maestro.

LA BARBETTI

Per lui, una fortuna!

SIGNORINA CEI

Sì, forse; ma anche per la signorina, bambina allora di pochi anni. Costretto a lavorar qui, perchè pare che la signora morta fosse tanto gelosa di queste carte del padre, le si affezionò fin d’allora; e quando poi la signora morì, prese lui a proteggerla, povera orfanella. Rimasto scapolo, ricco, se l’è cresciuta quasi come una figliuola; le ha trovato ora questo ricco partito...

LA BARBETTI

E va bene! S’è sdebitato di quel che prese al nonno! Qualche favore avrà fatto anche a mio genero....

SIGNORINA CEI

Ah, per il commendatore, l’abbiamo tutti veduto, proprio come un fratello!

LA BARBETTI

E lui, lui, dica, mio genero: com’è?

SIGNORINA CEI

Mah! La signora lo saprà...

LA BARBETTI

Ah no, veda... Mia figlia è morta da tanti anni... S’era data all’insegnamento. Venuta qua a Roma, dopo la morte del padre, conobbe questo Lori, ch’era allora al Ministero, e lo sposò senza neanche dirmene nulla. Sì... perchè, la povera Silvia, vittima anche lei, non creda, della troppa scienza di quel benedett’uomo, ebbe sempre però una vera adorazione per lui, e guaj a toccarglielo! Ora, capirà... una figlia può anche compatire; ma una moglie si stanca; e io — glielo dico chiaro — mi stancai. Separata dal padre, non ebbi più rapporti con mia figlia. Dopo sette anni di matrimonio ella morì. Cosicchè io, mio genero, non lo conosco.

SIGNORINA CEI

Ah, come! Non lo ha mai veduto?

LA BARBETTI

Mai!

SIGNORINA CEI

E neanche la signorina, dunque?

LA BARBETTI

No, neanche!

SIGNORINA CEI

Oh, ma allora...

CARLETTO

Il momento di presentarci non è scelto bene, è vero? Ho fatto notare anche questo a mammà...

SIGNORINA CEI

È che... capiranno...

CARLETTO

Nel trambusto, lei vuol dire, signorina?

SIGNORINA CEI

Già... E poi...

CARLETTO

L’imbarazzo d’una spiegazione...

LA BARBETTI

Ma nient’affatto! Ma che imbarazzo! Che spiegazione! La nonna che viene a portare il regalo di nozze alla sua nipotina! Sarebbe stato meglio, certo, arrivare alla vigilia. Ma dopo tutto, che vuoi che importi a lei la spiegazione di cose passate da tanto tempo; e anche a lui, a mio genero, vedovo da sedici anni, che vuoi che gl’importi di suo suocero che non ha conosciuto, dei rancori di sua moglie... Non ci penserà più neanche, alla moglie!

SIGNORINA CEI

Ah no, signora, s’inganna!

LA BARBETTI

Ci pensa ancora?

SIGNORINA CEI

E come! Creda... per una donna... non so, è una cosa... una cosa che fa quasi dispetto, ecco. Dispetto non per lui, ma per noi stesse, signora, per la poca stima che abbiamo di noi. Vedere unuomo così perduto, quasi svanito ancora, dopo tanti anni, per la morte della sua compagna...

LA BARBETTI

Ah, sì? Come sarebbe, svanito?

SIGNORINA CEI

Ha certi occhi... non so! Vedesse come guarda! come ascolta! Come se le cose, i rumori, le voci stesse a lui più note, quella della figlia, dell’amico, avessero un aspetto, un suono, ch’egli non riuscisse più ad avvertire. Come se la vita tutt’intorno, gli si fosse... non so, quasi diradata... Sarà forse per l’abitudine che ha preso...

LA BARBETTI

(accompagnando l’interrogazione col gesto) Beve?

SIGNORINA CEI

(con orrore, sorridendo) No, signora! Che dice! (Poi, triste:) L’abitudine d’andar là ogni giorno...

LA BARBETTI

Al camposanto?

SIGNORINA CEI

Tutti i giorni, con qualunque tempo! E ritorna così, come se guardasse tutto da lontano.

CARLETTO

(alzandosi, dopo una pausa) Io credo, mammà, che sarebbe meglio rimandare a un altro giorno la nostra presentazione.

LA BARBETTI

Sta’ seduto! Lasciami sentire... (Alla signorina Cei, risolutamente, come una a cui non sia facile darla a bere) Scusi, che età ha?

SIGNORINA CEI

Mah... quarantacinque, quarantasei anni...

LA BARBETTI

Meno sedici, quanto fanno?

SIGNORINA CEI

Che vuol dire?

LA BARBETTI

Quarantasei, meno sedici?

SIGNORINA CEI

Eh... trenta...

LA BARBETTI

Trenta, signorina! A chi vuol darla a intendere il signor Lori, rimasto vedovo a trent’anni, con quest’andare ogni giorno alla tomba della moglie? Signorina mia! Siamo di carne, anche!

SIGNORINA CEI

Lei suppone?

LA BARBETTI

Ma ci vuol poco, scusi, a supporlo!

SIGNORINA CEI

Ebbene, creda che non lo dirà più, appena l’avrà veduto. E poi, si saprebbe...

Entra dall’uscio in fondo il CAMERIERE in livrea per annunziare in gran fretta:

Entra dall’uscio in fondo il CAMERIERE in livrea per annunziare in gran fretta:

CAMERIERE

Ecco, signorina: arrivano, arrivano...

E via di nuovo per l’uscio di fondo.

E via di nuovo per l’uscio di fondo.

SIGNORINA CEI

(alzandosi) Eccoli qua. Mi permettano. O vogliono favorire in sala?

CARLETTO

(c. s.) No no, per carità!

LA BARBETTI

Aspettiamo qua... sarà meglio.

SIGNORINA CEI

Come vogliono.

CARLETTO

Dica la nonna, per favore! La nonna, e basta!

La signorina Cei, via per l’uscio di sinistra.

La signorina Cei, via per l’uscio di sinistra.

LA BARBETTI

Ti raccomandi bene, imbecille! Meno male che ci sono qua io!

CARLETTO

Scusa: poni che ti trattino male: che devo fare io?

LA BARBETTI

Ma tu non farai niente!

CARLETTO

Lascerò insultare mia madre?

LA BARBETTI

Chi vuoi che m’insulti? Perchè mi si deve insultare?

Entra, turbato e concitato, dall’uscio a sinistra MARTINO LORI. È quasi tutto bianco, benchè ancora sotto i cinquant’anni. Curatissimo nelle vesti. Fisonomia viva, segnatamente negli occhi, mobile, visibilmente sospesa ai continui avvertimenti d’una mutevole, acutissima sensibilità, che subito però svanisce, quasi smemorata d’improvviso, lasciando senza difesa lo spirito, che si appalesa allora triste, remissivo e sopra tutto credulo.

Entra, turbato e concitato, dall’uscio a sinistra MARTINO LORI. È quasi tutto bianco, benchè ancora sotto i cinquant’anni. Curatissimo nelle vesti. Fisonomia viva, segnatamente negli occhi, mobile, visibilmente sospesa ai continui avvertimenti d’una mutevole, acutissima sensibilità, che subito però svanisce, quasi smemorata d’improvviso, lasciando senza difesa lo spirito, che si appalesa allora triste, remissivo e sopra tutto credulo.

LORI

No no, mi scusi, signora. Non so come lei possa aver l’ardire di presentarsi in casa mia!

LA BARBETTI

Parlo con mio genero?

LORI

Ma no! Che genero! La prego! Io non sono mai stato suo genero!

LA BARBETTI

Il commendator Lori?

LORI

Ma sì! Sono io.

LA BARBETTI

Se sposaste mia figlia...

LORI

Ma appunto per questo, signora! Possibile che lei non senta che è un’offesa — un’offesa per me intollerabile — alla memoria di sua figlia, la sua presenza in questa casa?

LA BARBETTI

Oh Dio mio, ho creduto che finite da tanti anni le ragioni...

LORI

Ma no, signora! Quand’io sposai sua figlia, del resto, lei aveva cessato da un pezzo d’esser la moglie di Bernardo Agliani!

LA BARBETTI

Già, ma non la madre di lei!

LORI

Eh via! Che madre! Lei sa bene che Silvia non aveva più voluto da allora considerarla come madre, e con ragione!

CARLETTO

Oh senta, io la prego...

LORI

Chi è lei?

LA BARBETTI

(subito a riparo del figlio) Questo è mio figlio... (A Carletto) Lascia, lascia che parli io!

CARLETTO

No, aspetta! dirò io a questo signore, che per mio conto — io — non volevo venire, e non sarei venuto...

LORI

E avreste fatto bene!

CARLETTO

No bene, benissimo! E l’ho detto io stesso a mia madre. Ma ciò non toglie...

LA BARBETTI

(subito, interrompendo e intromettendosi) Che voi dobbiate parlare a me così...

CARLETTO

(c. s. a sua volta) senza neanche sapere che cosa...

LA BARBETTI

(c. s.) già! che cosa io sia venuta a far qui per mia nipote!

LORI

(lottando per non smarrirsi) Io non credo che mia figlia possa avere un sentimento diverso dal mio per ciò che riguarda la memoria di sua madre, e il rispetto che le si deve!

Si ode, a questo punto, dall’interno, a sinistra, la voce di PALMA.

Si ode, a questo punto, dall’interno, a sinistra, la voce di PALMA.

VOCE DI PALMA

Sì, sì, mi sbrigo in due minuti!

E sopravviene, dall’uscio a sinistra, PALMA, in abito da sposa, avviata di furia verso l’uscio a destra, che dà nella sua camera. Ha diciott’anni. È bellissima. Tratta il padre con mal dissimulata freddezza. Subito al suo apparire, la Barbetti le si fa innanzi tendendole le braccia.

E sopravviene, dall’uscio a sinistra, PALMA, in abito da sposa, avviata di furia verso l’uscio a destra, che dà nella sua camera. Ha diciott’anni. È bellissima. Tratta il padre con mal dissimulata freddezza. Subito al suo apparire, la Barbetti le si fa innanzi tendendole le braccia.

LA BARBETTI

Ah, eccola qua! eccola qua! Oh figlia mia, come sei bella!

PALMA

(così soprappresa, confusa, trattenendosi) Scusi... lei?

LA BARBETTI

Sono la tua nonna! la tua nonna, figliuola mia!

PALMA

(più stordita dapprima, che meravigliata) La nonna? Come! (Poi, volgendosi al padre, con aria di comica incredulità) Ho anche una nonna?

LORI

No, no, Palma!

LA BARBETTI

(al Lori) Come no? (E subito a Palma, con enfasi) La madre della tua mamma!

CARLETTO

(al Lori) Questo non potete negarlo!

LORI

Ma non m’obbligate a dire ciò che mia figlia del resto sa bene!

PALMA

(sovvenendosi, ma senza dare alcun peso all’indegnità di quella nonna, che per la sua goffaggine le sembra da burla) Ah... lei... già!

LORI

Tu capisci, Palma, che se tua madre fosse qua...

PALMA

(infastidita dall’impiccio imprevisto in cui la mette il padre; stringendosi nelle spalle) Sì... ma... non so! che vuoi fare adesso?

LA BARBETTI

Dice che ho fatto male a venire...

LORI

Malissimo!

PALMA

(seccata, protestando) Ma no! Non mi pare che sia più il caso di pensare ormai...

LORI

(ferito) No? Come?

LA BARBETTI

(subito, esultante) Ecco, sì, è vero, è vero, figliuola mia?

LORI

Di pensare a tua madre?

PALMA

(c. s.) Ma sì, la mamma, va bene! Ma per carità, ora che sto per andar via...

LA BARBETTI

Ecco, già! sposa... Non ha più, dunque, neanche il diritto d’opporsi, lui!

LORI

Ma io non m’oppongo in nome d’un diritto!

LA BARBETTI

E potete forse impedirmi d’aver le mie intenzioni su mia nipote?

PALMA

(disgustata, fa per avviarsi) Ah, è troppo! è troppo, via!

LA BARBETTI

(ponendosi davanti, per placarla) No, per carità, non turbarti... vestita così...

PALMA

Debbo andare a rivestirmi per partire...

LORI

(smarrito e cupo, ritraendosi) Forse eccedo... forse eccedo...

PALMA

Eccedi, sì, proprio! Ah, ma se Dio vuole, basta!

LA BARBETTI

Mi dispiace, che per causa mia...

PALMA

(rasserenandosi e tornando a vedere il lato grottesco di quell’incontro inatteso) No, no... Ci vuole un po’ di misura, Dio benedetto! Era, dopo tutto, una graziosa sorpresa, trovar così d’improvviso una nonna, sulla soglia...

LA BARBETTI

(gongolante) Come sei bella! Come sei cara! (Volgendosi subito al figlio per farsi dare il regalo di nozze) Dà, dà, Carletto!

PALMA

(non comprendendo) Che cosa?

LA BARBETTI

T’avevo anche portato un piccolo regaluccio...

PALMA

(volgendosi al padre per richiamarlo a una certa comica indulgenza)Ma vedi! Anche il regaluccio!

LA BARBETTI

E su, su, Carletto! (A Palma presentandoglielo) Questo è l’altro mio figlio...

PALMA

Ah, piacere...

LA BARBETTI

(seguitando) Che sarebbe, sì... un fratellastro della tua povera mamma.

PALMA

Ah! un quasi-zio, allora?

CARLETTO

Già, ecco, un quasi-zio... Veramente felice! (Porgendo l’astuccio alla madre) Ecco, mammà.

LA BARBETTI

(porgendolo a Palma) Prendi, prendi, figliuola mia...

PALMA

(aprendolo e ammirandolo, per compiacenza, esageratamente) Oh bello! bello!

LA BARBETTI

Ne avrai avuto di ben altri!

CAPRETTO

Con gli auguri d’ogni felicità!

LA BARBETTI

Sì, cara, di quella felicità che ti meriti! E poi penserò a fare ancora dell’altro per te.

LORI

(non riuscendo più a contenersi) Tuo nonno, Bernardo Agliani, restituì a costei tutti i suoi denari, anche quelli della dote, che appartenevano a tua madre; e tua madre ne fu felicissima, e preferì,rimasta orfana, guadagnarsi il pane, insegnando. Ma fai, fai, prendi pure: turbo la tua festa, e non ho più neanche il diritto di parlare, come t’ha detto la signora...


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