ATTO TERZO
La stessa scena, lo stesso giorno, verso sera.La signoraOnoriaè a una delle finestre, da cui entrano i soliti rumori della via, che a mano a mano si vanno attutendo col declinare del giorno. Affacciata a una delle finestre delle case dirimpetto, si suppone ci sia qualche vicina, con cui la signora Onoria conversa; mentreEmmafinisce di spolverare e rassettare lo studio.
La stessa scena, lo stesso giorno, verso sera.
La signoraOnoriaè a una delle finestre, da cui entrano i soliti rumori della via, che a mano a mano si vanno attutendo col declinare del giorno. Affacciata a una delle finestre delle case dirimpetto, si suppone ci sia qualche vicina, con cui la signora Onoria conversa; mentreEmmafinisce di spolverare e rassettare lo studio.
Onoria
Eh sì, poi le dirò.... (pausa) Fino a mezzogiorno, ma sa com'è? non è mai il sonno della notte.... (pausa) Come dice? Non sento.... (pausa) Ah, sì, ora è uscita, col signor Nota.... Sì, per la valigia. A lui non han voluto darla.
Emma
E vedrà che non la daranno neanche a lei.
Onoria
(seguitando a parlar fuori)
Eh, non s'è potuto prima.
Emma
Non sarà mica ogni giorno così, si spera!
Onoria
(voltandosi a Emma)
Che brontoli? Non mi fai capire!
Emma
Ma dico, di rifar le camere a quest'ora. È sera!
Onoria
(tornando a parlar fuori)
Il signor Nota sarà uno.... Che vuole? (si mette a ridere) Pare che voglia tenersela con sè.... (pausa) Ma no, non vuole più saperne di quello.... L'avrà abbracciata lui.... (pausa, poi precipitosamente) No, no! Non è possibile! Avrà travisto: non è possibile! (Pausa; poi s'inchina e saluta con la mano) Sì, a rivederla, a rivederla! (Chiude la finestra) Ma che! Dice che ha visto qua tre uomini, e che l'hanno abbracciata tutti e tre.
Emma
Anche quel console?
Onoria
Ma che! Ha travisto! Non è possibile.
Emma
Li ho sentiti tanto gridare tutti e due, quando sono rimasti soli!
Onoria
E non hai.... non sei riuscita a capire?
Emma
Oh! non sono stata mica a origliare. — Passando per la saletta, ho sentito che gridavano, e basta. Ma più lei che lui.
Onoria
Sarei curiosa di sapere che altro pretende da questa poverina, e che cosa è venuto a fare qua; dopo che è andato a protestare contro di lei al giornale, minacciando una querela.
Emma
Non vorrà che rifaccia pace col fidanzato.
Onoria
E con qual diritto lo può pretendere lui? È lei purtroppo, a non volerlo; e per me fa male!
Emma
Preferire di restare qua con un vecchio mezzo matto —
Onoria
— che s'è seccato! che s'è seccato! — E credo che già gliel'abbia fatto capire.
Emma
E forse sarà meglio per lei, che così, vedendo che lui non ne vuol più sapere, si persuaderà ad andare con l'altro.
Onoria
Forse, sai cos'è? non se ne fida più! Benchè ora veramente a me pare proprio pentito.
Emma
Anche a me.
Onoria
Ma si fa scrupolo di quell'altra, che egli abbandonerebbe ora per lei.
Emma
Ah, io per me non me lo farei, questo scrupolo! È stata per morirne!
Onoria
Eh, ma lei sa bene che cos'è vedersi abbandonata! Era detto così bene nel giornale! — Le sarà nato l'odio, adesso. E deve aver capito che qua, il signor Nota.... (fa una smusata). L'ho vista quand'è uscita con lui. M'è parso che avesse negli occhi, non so, come.... come un velo: guardava e non vedeva; non poteva più parlare, nè alzare una mano. Le ho domandato come si sentisse, m'ha fatto un certo sorriso che m'ha gelato; e la mano fredda fredda.... (Si ferma a un tratto e sta in orecchi; poi,con altra voce) Oh senti! mi pare che gridi il mercantino: sì, vai, vai per quella cordellina — due metri e mezzo, come t'ho detto. Lo chiamo di qua. (Emma, via di corsa per la comune).
La signoraOnoriacorre a una delle finestre; la apre; si sporge a guardar giù nella via e fa un cenno al mercantino di fermarsi; poi resta affacciata. Nel mentre, dalla comune, entraFranco Laspiga, fosco, stravolto.
La signoraOnoriacorre a una delle finestre; la apre; si sporge a guardar giù nella via e fa un cenno al mercantino di fermarsi; poi resta affacciata. Nel mentre, dalla comune, entraFranco Laspiga, fosco, stravolto.
Franco
(tra i rumori che salgono dalla via, domanda dalla soglia della comune, due volte)
Permesso? Permesso?
Onoria
(voltandosi e richiudendo la finestra)
Oh, lei, signor Laspiga? S'accomodi, s'accomodi. Il signor Nota starà poco a tornare con la signorina. (Piano, insinuante) Insista, insista, che la spunterà!
Franco
(la guarda, prima, come uno che non abbia inteso; poi, con rabbia contenuta, ironico)
Sì, sì! Vedrà! Ora vedrà come insisterò!
Onoria
(confidenzialmente)
L'ha messo a posto a dovere, sa? deve averlo messo a posto a dovere, quel signor console; glielo dico io.
Franco
(tra i denti)
Miserabile.... farabutto....
Onoria
Ha ragione, ha ragione! Povera signorina!
Franco
(di scatto, irrefrenabilmente)
Ma che signorina! Non dica signorina! Sa cos'è quella? una sgualdrina è, una sgualdrina!
Onoria
(quasi traballando)
Oh Dio, no! Che mi dice?
Entra a questo punto dalla comune col cappello in capoLudovico Nota.
Entra a questo punto dalla comune col cappello in capoLudovico Nota.
Ludovico
(vedendo Franco)
Ah, lei già qui? (A Onoria, alludendo a Ersilia) Non è ancora ritornata?
Onoria
(si volta a guardarlo sbalordita; poi, senza rispondergli, si rivolge a Franco)
Ma possibile?
Ludovico
(che non capisce)
Che cos'è?
Franco
(risoluto, fiero, vibrante)
È che la moglie del console Grotti, saputo che lui questa mattina è venuto a trovare qua la sua ganza —
Ludovico
(di scatto, stordito)
Chi?
Onoria
(c. s.)
Lei? Del console?
Franco
La ganza, la ganza, sissignori! La moglie è andata questa mattina a casa dei parenti della mia fidanzata a denunziare la tresca!
Ludovico
Della signorina Drei col marito?
Onoria
L'amante del marito?
Franco
Sissignore! E non so ancora se prima o dopo ch'io gliela chiedessi in moglie, là. Voglio saper questo! Sono qua per questo!
Onoria
Ma come?... Ma dunque?... Oh Dio mio.... Mi pare davvero d'andar via col cervello!
Franco
E sanno come, quando, la moglie scoprì la tresca? Mentre la bambina precipitava dalla terrazza.
Onoria
(con un grido; coprendosi la faccia con le mani)
Oh Dio!
Franco
Li sorprese insieme, e la scacciò come un'assassina perchè tutt'e due avevano lasciato la bambina sola sulla terrazza.
Onoria
Assassini, ah! assassini davvero!
Franco
Se non era compromesso anche lui, in galera doveva andare! In galera! E dopo aver fatto questo, capisce? —
Onoria
— già, ha avuto il coraggio —
Franco
— di venire a sconvolgere me!
Onoria
Ma tutti, con la pietà!
Franco
Ma capiscono che cosa ha fatto a me?
Ludovico
(quasi tra sè)
Pare incredibile....
Onoria
Con quell'aria di santa martire.... Impostora!
Franco
Tutto per aria.... La vergogna pubblica.... Il vituperio della mia fidanzata.... M'è parso d'impazzire! Come non sono impazzito, non lo so!
Onoria
Ecco perchè, ecco perchè se ne voleva scappare! Com'ha visto lei, com'ha saputo che l'altro era qua! L'impostora! Ha previsto che la menzogna si sarebbe scoperta! (Cangiando tono, con stizza) Gliene voglio per tutte le lagrime che m'ha fatto versare! (A Ludovico, di scatto) Ah, sa! Via! Via! Non la voglio più in casa! Non voglio di queste vergogne, io, in casa mia!
Ludovico
(infastidito, sbuffando)
Aspetti.... aspetti....
Onoria
No no no no! Che aspetto! Via! Non la voglio! Non la voglio!
Ludovico
Ma si stia zitta, perdio! Io ancora non mi raccapezzo. — (A Franco) Scusi un po': come va che il console?... (s'interrompe) Lo sa che è stato proprio lui, il console, a protestare per il primo contro il giornale?
Franco
Ma è chiaro!
Ludovico
No. Come chiaro? Dovevano essere d'accordo, mi pare: amanti!
Franco
Ma perchè c'era qua la moglie con lui! La moglie, di cui ella aveva osato far dire infamie in quel giornale!
Ludovico
(ricordandosi)
Ah, già. — Sì sì. E difatti, sì.... — ecco perchè si turbò tanto, sapendo che nel giornale era detto —
Onoria
— che quella povera signora l'aveva spedita per un servizio.
Franco
Dev'essere stata la moglie a imporre a lui almeno questa smentita.
Ludovico
È allora tutta un'impostura —
Franco
— vilissima! vilissima!
Ludovico
— che abbia tentato di uccidersi per lei?
Onoria
Ma come si può fare, io dico, a mentire così spudoratamente!
Ludovico
(quasi tra sè, pensando)
Eh sì.... difatti.... Per questo s'è ostinata a non voler da lei nessuna riparazione.
Franco
Avrei voluto vedere anche questo per giunta!
Onoria
Ma già, povero signore!
Ludovico
(urtato sempre più dalla sguajataggine di Onoria, che lo trae a mettersi anche contro Franco)
No, scusi: bisogna riconoscere che almeno una resipiscenza l'ha avuta.
Franco
Ma quando? Quando m'ha visto qua pronto a riparare ciò che credevo una mia colpa.
Ludovico
Capisco, capisco —
Franco
E questo, badi, nel migliore dei casi! Voglio dire che fosse diventata l'amante di quello,dopo! Che se fosseprima, io avrei patito — lei se l'immagina? — l'inganno più ignominioso da parte di tutt'e due!
Ludovico
No! Questo —
Franco
— sono qua, le dico, per accertarmi di questo!
Ludovico
E che vorrebbe fare? Non può negare, scusi, d'essersi trovato qua di fronte alla più recisa e violenta opposizione da parte di lei.
Franco
Ma io dicoprima! L'inganno diprima!
Ludovico
Eh no, scusi, lei — in ogni caso — non avrebbe patito mai nulla.
Franco
Ah no? E come? Io —
Ludovico
(fermo)
— nulla! neanche prima! — Se stava per sposare qua un'altra, scusi!
Franco
Ma no, aspetti!
Ludovico
Mi lasci dire! Lei le aveva già reso il cambio, mi pare, col suo inganno.
Franco
Ma io l'ho riconosciuto!
Ludovico
No, no, anche prima di conoscere l'inganno che loro le avevano fatto!
Franco
E il mio, se mai, escluderebbe il loro?
Ludovico
No, certo! Ma non le può più dare il diritto di chiederne conto a nessuno. Abbia pazienza!
Franco
(con forza)
Sì che me lo può dare! Me lo può dare! Perchè loro, il tradimento, lo commisero, lo compirono; mentre io, invece, ho mandato a monte il matrimonio e sono accorso qua!
Ludovico
Quand'ha saputo che ella aveva tentato d'uccidersi —
Franco
(c. s.)
— ma non per me! E l'ha confessato lei stessa! Oh bella! Lei rinfaccia a me il mio tradimento, quasi che per quella là, il mio, potesse più essere un tradimento!
Ludovico
No, no — guardi — non rinfaccio nulla io — voglio soltanto dimostrarle che lei ha ragione per una cosa sola: che ella cioè abbia mentito, dicendo — senza averne più il diritto — che s'uccideva per lei. E veramente io non riesco a capire il perchè di questa menzogna, e proprio in punto di morte! Possono essere utili per la vita, non per la morte, certe menzogne. E per la vita è certo che lei stessa l'ha riconosciuta inutile.
Franco
Ma lo dice lei, inutile!
Onoria
Se non vuole tener conto dei fatti!
Ludovico
Ah, ecco, questo sì! Questo è vero! È il mio difetto, questo. Non riesco mai a tener conto dei fatti.
Onoria
Meno male che lo confessa lei stesso! E i fatti, sa quali sono? Che è stata salvata: numero uno!
Franco
E che la menzogna le è stata utile! Sissignore, utile — se non per me — che sarebbe stato il colmo — utile perchè ha trovato qua uno come lei.
Onoria
Figuriamoci: uno scrittore!
Ludovico
Già: un imbecille.
Franco
(subito)
Non dico questo!
Ludovico
Ma sì, dica pure, dica pure!
Onoria
Lo può ben dire, se se lo dice da sè!
Franco
Certo che sarà stata lusingata — uh! — di vedere accolta, assunta nel regno dell'arte la sua impostura: questa storia romantica del suicidio per amore, narrata non più da un giornalista; ma da uno scrittore come lei!
Ludovico
E sì, difatti; voleva.
Franco
Lo vede?
Ludovico
S'è anche avuta per male, che ci vedessi un'altra, diversa.
Onoria
Bella coppia avrebbero fatta! Lei che le diceva, le bugie, e lui che le scriveva!
Ludovico
Le bugie — già! — che si chiamano anche storie. Ma non ha mica nessuna colpa, sa? di non esser vera, questa storia. Importa assai che non sia vera; se poi è bella! Sarà riuscita male a lei, nel fatto; ma ciò non toglie che possa riuscire bene a me, scrivendola. E le dico di più: che così, è più bella! Oh,molto, molto più bella! E sono contentissimo che sia venuta in chiaro! (Indica a Franco Onoria) Guardi: che questa signora qua, per esempio, prima tutta sdegnata, furiosa, e poi tutta miele, e ora tutta fiele —
Onoria
(insorgendo)
Sfido!
Ludovico
(subito approvando)
Ma sì, sì, ha ragione! Però è bellissimo, non neghi! (Rivolgendosi a Franco) E che lei, prima, jeri, così esaltato —
Franco
(insorgendo)
Ma gliel'ho detto io stesso!
Ludovico
(c. s.)
Sì, sì, ed è giusto! giustissimo! E appunto per questo, bellissimo! — Ma scusate, voi credete che io debba far qui la figura dell'imbecille? No, ecco! Mi diverto allora a farvi vedere quant'è bella — bella — bellissima — questa commedia d'una bugia scoperta —
Franco
(di nuovo insorgendo, addolorato)
— bella, lei dice?
Ludovico
(subito, compenetrandosi del dolore di lui)
Appunto perchè lei ne soffre e ne ha sofferto così! Oh, comprendo, sento in me — non creda! — le sue sofferenze; e non dubiti che saprò rappresentarle al vivo, se ne farò un romanzo o una commedia.
Onoria
E che niente niente vorrebbe farci entrare anche me?
Ludovico
Se ne faccio una commedia, sì.
Onoria
Ah, non s'arrischi di mettermi in commedia, sa!
Ludovico
Che farebbe? Si metterebbe a gridare che non è vero?
Onoria
Che non è vero! che non è vero! Che lei è un impostore da fare il pajo con quella!
Ludovico
(ridendo)
Ma lo direbbero i critici, stia tranquilla, che non è vero! (Staccando) Com'è intanto che ancora non ritorna? A quest'ora dovrebbe già esser qui.... — Le ho dato un po' di denaro....
Onoria
(subito)
Denaro, a lei? Ah, bravo! E allora, figuriamoci!
Ludovico
Per pagare il conticino dell'albergo e ritirare la valigia.
Onoria
Ma se le ha dato del danaro, non torna più! non torna più! Addio, commedia! Posso star tranquilla davvero!
Ludovico
No, per questo — veda — c'è sempre modo d'immaginare una fine concludente, anche se un fatto nella vita non conclude!
Franco
Teme che non debba più davvero ritornare?
Ludovico
Ecco: secondo. Se lo scopo della sua menzogna era nei «fatti», come voi dite, ho paura che non ritornerà più. Ritornerà soltanto nel caso che il suo scopo — come a me pare — era sopra e fuori dei fatti. E allora io farò la commedia. — Ma la farò anche se ella non ritorna.
Franco
Senza tener conto dei fatti?
Ludovico
I fatti! I fatti! Caro signore, i fatti sono come si assumono; e allora, nello spirito, non sono più fatti: ma vita che appare, così o in altro modo. I fatti sono il passato, quando l'animo cede, — lo diceva lei stesso — e la vita li abbandona. Perciò non credo ai fatti.
Entra a questo punto dalla comuneEmma, ad annunziare:
Entra a questo punto dalla comuneEmma, ad annunziare:
Emma
C'è il signor console Grotti che chiede della signorina o di lei, signor Nota.
Ludovico
Ah, viene qua lui, invece.
Franco
(fiero e minaccioso, accennando di muoversi per andargli incontro)
E viene a proposito!
Ludovico
(calmo e fermo, ponendoglisi davanti)
Lei mi farà il piacere di star tranquillo, in casa mia; e le ripeto che non ha da chiedere conto a nessuno!
Franco
(c. s.)
Io me ne posso anche andare!
Ludovico
No! Lei si fermerà qui. Andrò io da questo signore.
Si presenta sulla soglia, in ansia e agitatissimo il consoleGrotti.Emmasi ritira.
Si presenta sulla soglia, in ansia e agitatissimo il consoleGrotti.Emmasi ritira.
Grotti
Permesso? La signorina Drei?
Onoria
(allarmata, irritata, impaziente)
Ma non c'è! Se n'è andata!
Franco
E forse non ritornerà più!
Grotti
Oh Dio, ma sanno.... — mi rivolgo a lei, signor Nota —
Ludovico
Lei s'introduce in casa mia, senza averne il permesso.
Grotti
Chiedo perdono! Ma mi preme di sapere se la signorina Drei è a conoscenza che mia moglie —
Franco
(subito)
— è andata dai parenti della mia fidanzata a denunziare —
Grotti
(subito con fierezza, gridando)
— la sua pazzia!
Franco
Ah, lei dunque nega?
Grotti
(c. s. con furia e con sdegno)
Ma io non ho niente nè da affermare nè da negare a lei!
Franco
Ah no! s'inganna! Perchè lei mi deve rispondere —
Grotti
— di che vuole che le risponda? Della pazzia di una donna? — Sono pronto a risponderne, quando lei vuole!
Franco
Sta bene!
Grotti
(subito rivolgendosi a Ludovico)
Mi preme soltanto di sapere, signor Nota, se la signorina Drei ne è a conoscenza!
Ludovico
No, io non credo.
Grotti
Ah, sia lodato Dio, sia lodato Dio!
Ludovico
È stata con me: l'ho lasciata perchè doveva recarsi all'albergo.
Grotti
E non lo sapeva neanche lei?
Ludovico
No; l'ho saputo ora dal signor Laspiga che ho trovato qua.
Grotti
Ah bene, bene! Perchè nella disperazione in cui è, quest'altro colpo....
Ludovico
Ma il fatto è che — la aspettiamo — e ancora non ritorna.
Franco
Se non lo sa, è più che probabile che se l'aspetti! E poichè il signor Nota le ha dato un po' di denaro, forse avrà preso la via.
Grotti
Dio volesse che fosse così! Ma purtroppo temo —
Franco
Ah, dunque lei ora ammette?
Grotti
Io non ammetto nulla!
Franco
Già per cavalleria!
Grotti
Ma non capisce che a me non importa affatto che lei creda o non creda? Lei può credere quello che vuole e che le fa comodo!
Franco
(di scatto, fiero)
Io? Quello che mi fa comodo? Io voglio sapere quello che è vero, non credere quello che mi fa comodo!
Grotti
E poi? Quando le avrò detto che non è vero? Ma non vuol comprendere che è stato lei, proprio lei, a ridurla alla disperazione?
Franco
Io?
Grotti
Sì! Lei!
Franco
Ma se fu scacciata innocente, da sua moglie, senza neanche colpa della disgrazia della bambina —
Grotti
(subito, reciso)
Questo no!
Franco
È menzogna, questa?
Grotti
Sono andato appunto a protestare per questo, al giornale — contro questa menzogna!
Franco
E poi è venuto a mettersi qua d'accordo con lei?
Grotti
(fremendo, quasi avventandosi e contenendosi)
Mi scusi, signor Nota.... (Poi, a Franco) Sono venuto qua perchè pregato dal padre della sua fidanzata, e ho trovato che ella — del resto, alla sua stessa presenza, e di tutti — si disperava perchè lei —
Franco
(subito con forza stringente)
— perchè io volevo riparare al male che le avevo fatto! Perchè se ne dispera — vorrei sapere — se questo male che io le avrei fatto, è vero?
Grotti
Ma perchè ella non vuole la sua riparazione! Oh bella! Non la vuole! Non la vuole! Gliel'ha detto! Ripetuto! È una bella ostinazione, perdio!
Franco
(c. s.)
Ma non può credere che mi faccia comodo! Questo no! Lei vorrebbe escludermi, con la scusa di questa disperazione, per fare facilmente qua, la sua parte davanti al signore (indicando Ludovico), dandogli a credere che non è vero niente! — Ma io sono qua, non per piacere, ma perchè lei, lei stessa, dichiarò pubblicamente che s'era uccisa per me!
Grotti
E non le ha già confessato d'aver mentito?
Franco
(subito, con violenza, sempre più stringente)
Una seconda menzogna! E due! — L'ho costretta io, forse, a mentire?
Grotti
E chi lo sa, se non ha detto di no, per questo?
Franco
(c. s.)
Dunque sarebbe vero che ha tentato d'uccidersi per me?
Grotti
Io non lo so, perchè l'ha fatto.
Franco
(c. s.)
Se è come lei dice, l'ha fatto per me, per il mio matrimonio! Non vedo altra ragione, perchè l'avrebbe fatto!
Ludovico
Se non fu forse, per come disse a me —
Franco
(voltandosi di scatto)
Ma no, scusi, lei poc'anzi ha detto che non ne vedeva nessuna, neppure lei!
Ludovico
No, ecco, che s'avvilì.... per istrada.... come una mendicante....
Franco
(con ironia)
Già! quando si offrì, di sera, al primo che passava....
Grotti
(infoscandosi)
Disse anche questo?
Franco
(forte, con foga, venendo avanti)
Anche questo! anche questo! E avrebbe fatto anche questo per colpa mia, per il mio tradimento!E lei vorrebbe che io, ammettendo questo, non m'ostinassi a pretendere, con tutta la forza della mia coscienza, che ella accettasse la mia riparazione? Ma io sono pronto a pretenderlo anche ora, se lei mi dà la sua parola d'onore che sua moglie ha detto il falso, denunciando che è stata la sua amante!