Ludovico entra nella camera in fondo.
Ludovico entra nella camera in fondo.
Onoria
(ostinata)
Lo fa per quell'altra!
Franco
(di scatto, con irritazione)
Ma se già è sconcluso tutto con quella! Tutto finito!
Onoria
Non vuole! non vuole!
Franco
Ma come non vuole? Io ormai non posso più tornare indietro! Per me, per me stesso non posso! Perchè tutto, ora, m'è rivenuto avanti —
Cantavalle
Il passato! Eh già! La rievocazione!
Franco
Una cosa che, Dio mio, non so come, mi pareva tanto lontana, tanto lontana! Come sognata! Tanto che, non so, come se non fosse stata vera quella notte lì, quella promessa.... — le promesse che si fanno, perchè.... sì, perchè allora si devono fare —
Cantavalle
E poi passa tutto....
Franco
(seguitando con foga)
— credetti, credetti di non dover più farmene scrupolo; e che lo potessi, nonostante le lettere che ricevevo da lei e che distruggevo come cose non serie. È incredibile, incredibile come abbia potuto mentire, mentire a me stesso; fare quello che ho fatto — mentre per lei la mia promessa valeva, era tutto vero, vero, e non quasi un sogno, come già per me!Tanto vero che, arrivata qua, il mio tradimento — adesso lo capisco — è stato, è stato per lei come per me, che l'ho toccata fra tutte quelle grida d'un colpo la durezza della realtà che riviene d'un tratto avanti, e schianta, annienta!
Rientra Ludovico, serio, turbato, risoluto.
Rientra Ludovico, serio, turbato, risoluto.
Ludovico
Niente. No. Per il momento non è possibile.
Franco
Come non è possibile? Ma che dice? che dice?
Ludovico
Mi ha promesso che la vedrà domani.
Franco
Oh Dio, ma io questa notte impazzisco! No!
Ludovico
Non è possibile, le dico! In questo momento non è possibile!
Franco
Non dormo da tre notti! Me le lascino dire almeno una parola, per carità!
Ludovico
(fermo, quasi con durezza)
Inutile insistere! (Attenuando) Sarebbe peggio per lei, creda!
Franco
Ma perchè?
Ludovico
La lasci riflettere questa notte. Io le ho parlato; le ho detto....
Franco
Ma perchè non vuole? Se dice per quell'altra, è tutto finito! Ma scusi, se ha voluto uccidersi per me, perchè non vuole?
Ludovico
(perdendo la pazienza)
Vorrà! Vorrà! Ma aspetti, santo Dio, che si calmi!
Cantavalle
E si calmi anche lei!
Franco
Non posso.... non posso....
Ludovico
(rabbonendosi di nuovo)
Dia ascolto a me! Io ho fiducia che domani si persuaderà! (Alla signora Onoria) Vada, vada lei, intanto, la prego! Non la lasci sola!
Onoria
(accorrendo)
Sì, sì, eccomi, eccomi.... Ma accendano, non ci si vede più! (Via per l'uscio in fondo. Ludovico gira la chiavetta della luce).
Ludovico
Noi intanto andiamo via.
Franco
Ma non debbo neanche vederla?
Ludovico
Domattina la vedrà, le parlerà. Ci sarò anch'io. Adesso andiamo! (Gli fa cenno d'avviarsi per uscire).
Cantavalle
Vedrà che per forza riconoscerà che è la soluzione migliore.
Ludovico
(avviandosi anche lui)
Per adesso bisogna lasciarla tranquilla: soffre, si dibatte.... Venga, venga.
Franco
(davanti alla comune)
Ma io credevo che, anzi, con la mia venuta....
Ludovico
(a Cantavalle spingendolo a uscire)
Avanti, avanti.
Cantavalle
Grazie, Maestro. (Esce).
Ludovico
(a Franco c. s.)
Passi. — La sua venuta, anzi....
Via, con Franco, richiudendo dall'esterno la comune. La scena rimane per un momento vuota. Si sentono i rumori della via. Poi l'uscio in fondo s'apre, ed entra agitatissima nell'atto di riagganciarsi ancora il bustoErsilia, seguita dalla signoraOnoria. La scena seguente va recitata con estrema concitazione.
Via, con Franco, richiudendo dall'esterno la comune. La scena rimane per un momento vuota. Si sentono i rumori della via. Poi l'uscio in fondo s'apre, ed entra agitatissima nell'atto di riagganciarsi ancora il bustoErsilia, seguita dalla signoraOnoria. La scena seguente va recitata con estrema concitazione.
Ersilia
No, no, voglio andarmene, voglio andarmene!
Onoria
Ma dove, dove vuole andarsene?
Ersilia
Non lo so! Andarmene!
Onoria
È una pazzia!
Ersilia
Sparire, sparire! Giù per la strada! Non lo so! (Prende il cappellino per rimetterselo).
Onoria
(trattenendola)
No, no; io non glielo lascerò fare!
Ersilia
Mi lasci, mi lasci! Non voglio più restare qua!
Onoria
Ma perchè?
Ersilia
Perchè non voglio più sentire, non voglio più vedere nessuno!
Onoria
E vuol dire che domani lei non lo vedrà!
Ersilia
No, no, nessuno! Mi lasci andare, per carità.
Onoria
Nessuno! nessuno! Lo dirò io al signor Nota! Non dubiti!
Ersilia
Che colpa ho io se mi hanno salvata?
Onoria
Lei, colpa? Ma che dice, colpa?
Ersilia
M'accusano! m'accusano!
Onoria
No! Chi l'accusa?
Ersilia
Tutti, tutti! Non ha sentito?
Onoria
Ma no! Se è venuto per farsi perdonare!
Ersilia
Che perdonare! Ho parlato di lui, perchè credevo di dover morire! Ora basta, ora basta!
Onoria
E va bene! Basta! Lei lo dirà domani al signor Nota....
Ersilia
Volevo restare qua in pace....
Onoria
E perchè non può restare, se vuole?
Ersilia
Perchè vedrà che lo faranno seccare, stancare!
Onoria
Il signor Nota?
Ersilia
L'ha detto!
Onoria
No, non credo! Ha un po' la testa per aria; ma è buono, vedrà che è buono in fondo, il signor Nota.
Ersilia
Ma c'è quell'altro.... quell'altro....
Onoria
Chi?
Ersilia
Quell'altro, ch'io non volevo neanche nominare! Ha già minacciato una querela al giornale!
Onoria
Il console?
Ersilia
Lui! Non mi lascerà più in pace; — (Di nuovo, insorgendo, disperata) Oh Dio, oh Dio! Me ne lasci andare! Me ne lasci andare!
Onoria
Ma no! Si calmi, Dio mio! Ci penserà il signor Nota a tenerlo a posto, quest'altro! Che vuole che le faccia, infine, dopo il modo con cui l'ha trattata? Si calmi, via; si calmi.... (Ersilia s'abbatte, sfinita, su una seggiola) Vede che non si regge neanche in piedi?
Ersilia
(disperatamente)
È vero, è vero.... Oh Dio, come devo fare?
Onoria
Ritorni a letto, sia buona! Le porterò qualche ristoro. Poi riposerà tranquilla....
Ersilia
(piano, timida, voltandosi a lei per una di quelle intime confidenze sottintese che si fanno tra loro le donne)
Ma lei capisce che.... che sono così come m'ha veduta, e....
Onoria
E?
Ersilia
Non ho nulla.... nulla, con me.... Avevo all'albergo, dov'ero scesa, una valigina: non so che ne sia più. L'avranno sequestrata.
Onoria
Penseremo domani a ritirarla. Non si dia pena. Manderò, o andrò io stessa.
Ersilia
(c. s.)
Già, ma ora.... ora sono nuda.
Onoria
(subito, amorevole e premurosa)
Ma penserò io, penserò io a tutto! Lei vada aletto, che ci sono qua io! Vada, vada, che io torno subito; faccio presto.... (Via per la comune).
Ersilia resta un po' seduta, si guarda intorno come smarrita, poi reclina il capo da un lato, disperatamente stanca. Ma respira male; si passa una mano sulla fronte ghiaccia; ha paura di sentirsi di nuovo mancare; si alza; va ad aprire una finestra. I rumori della via, col sopravvenire della sera, si sono prima diradati, poi son quasi cessati del tutto. Una frotta di giovinastri passa, schiamazzando; uno canta sguajatamente una canzonetta sentimentale; ma il canto a un tratto si spezza tra sghignazzate e urla. Ersilia che è tornata a sedere presso la tavola, aspetta che la frotta di quei giovinastri s'allontani e che i rumori sguajati giù cessino; e dice con gli occhi sbarrati, quasi senza voce:
Ersilia resta un po' seduta, si guarda intorno come smarrita, poi reclina il capo da un lato, disperatamente stanca. Ma respira male; si passa una mano sulla fronte ghiaccia; ha paura di sentirsi di nuovo mancare; si alza; va ad aprire una finestra. I rumori della via, col sopravvenire della sera, si sono prima diradati, poi son quasi cessati del tutto. Una frotta di giovinastri passa, schiamazzando; uno canta sguajatamente una canzonetta sentimentale; ma il canto a un tratto si spezza tra sghignazzate e urla. Ersilia che è tornata a sedere presso la tavola, aspetta che la frotta di quei giovinastri s'allontani e che i rumori sguajati giù cessino; e dice con gli occhi sbarrati, quasi senza voce:
Ersilia
La strada....
TELA